Fino al 9 agosto a Caracalla”Nabucco”

Cosa accadrebbe se Caracalla diventasse il teatro di un terribile conflitto, un conflitto universale tra tra oppressi ed oppressori? È la domanda che si è posto il regista Federico Grazzini nel realizzare il suo allestimento di Nabucco che riproponiamo quest’anno con la direzione musicale di Roberto Rizzi Brignoli, fino al 9 agosto, dopo il successo della scorsa Stagione. Nel rispondere a questa domanda, il regista ha proiettato il capolavoro verdiano in uno scenario di guerra dove gli Ebrei, diventano un popolo di sopravvissuti, un’umanità dilaniata che tenta di mantenere vivo il fuoco della speranza, e i babilonesi messaggeri di guerra, violenza e distruzione. Una lettura, che intende restituire il percorso di Nabucco alla sua universalità e attualità.

Terza opera di Giuseppe Verdi su libretto di Temistocle Solera, debuttò il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano alla presenza di Gaetano Donizetti, assicurandosi nel tempo un successo crescente. Realizzata dopo un periodo molto travagliato della vita di Verdi (fiasco di Un giorno di regno del 1840, ma soprattutto morte della moglie e dei figli), che lo aveva portato al rifiuto di comporre brani musicali, Nabucco o Nabucodonosor – titolo che resistette per i primi due anni dal debutto – fu spesso letta come l’opera più risorgimentale di Verdi, poiché gli spettatori dell’epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese. Un’interpretazione storiografica retroattiva, incentrata soprattutto sul celebre “Va pensiero, sull’ali dorate”, intonato dal popolo ebraico oppresso, mentre il resto del dramma ruota attorno alle figure drammatiche del re di Babilonia Nabucodonosor II e della presunta figlia Abigaille. Quest’ultima parte è una delle più impervie che il compositore abbia ideato, poiché richiede un soprano drammatico di non comune potenza e flessibilità, con difficoltà tecniche rilevanti, necessarie a tratteggiare il carattere iracondo della principessa. Tra le Abigaille più celebri della storia musicale dell’opera spiccano Maria Callas, Anita Cerquetti, Elena Souliotis, Ghena Dimitrova e, recentemente, Maria Guleghina.

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