Giorgio Barberio Corsetti al Costanzi con il nuovo allestimento di “Fra Diavolo”

 

Dopo oltre cent’anni di assenza va in scena, fino al 21 ottobre, al Teatro dell’Opera di Roma il Fra Diavolo di Daniel-François Auber, su libretto di Eugène Scribe. Opéra-comique in tre atti, che ha visto la sua prima assoluta a Parigi nel 1830, al Teatro Costanzi venne ripreso una sola volta nel 1884.

Fra Diavolo viene ora proposto in un nuovo allestimento, in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti. Per la prima volta alla direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma il maestro Rory Macdonald.

Lo spettacolo ha suscitato grande attesa perché, grazie a un regista aperto ai nuovi linguaggi come Giorgio Barberio Corsetti che con Massimo Troncanetti firma anche le scene, vede il primo impianto scenografico interamente stampato in 3D.

Nella conferenza stampa di presentazione Carlo Fuortes ha ricordato come il Fra Diavolo abbia vari motivi d’interesse, sia perché si tratta di un’opera raramente eseguita sia perché presenta un impianto scenografico molto innovativo stampato in 3D. “Siamo sicuri – ha proseguito il sovrintendente – che questa che abbiamo sperimentato qui per la prima volta per costruire delle scene, sarà la tecnica del futuro. Del resto la storia dello spettacolo teatrale è sempre stata una storia di invenzioni, di sperimentazione di tecniche e di materiali. Oggi la stampa in 3D è già presente in tutti i lavori di progettazione ma anche di costruzione di elementi in vari ambiti produttivi. Qui per la prima volta, grazie all’impegno a e al lavoro di Wasp, è impiegata per costruire la scenografia di un’opera. Non a caso, per la regia di questo Fra Diavolo, ci siamo affidati a un regista aperto alla sperimentazione come Giorgio Barberio Corsetti e a Massimo Troncanetti che collabora con lui da anni alle scenografie dei suoi spettacoli”.

Nel suo commento alla parte musicale dell’opera il direttore Rory Macdonald ha messo in luce come la sua caratteristica sia proprio quella di essere un opéra-comique in francese, mista dunque di brani recitati e di arie. Più tardi ne venne ricavata una versione in italiano che ebbe anche molto successo. “La musica – ha notato il maestro Macdonald – è di gusto schiettamente francese, raffinato e di grande colore strumentale. È un’opera che ebbe ai suoi tempi grandissimo successo, poi oscurato dai lavori successivi di Offenbach e tuttavia in molti punti della partitura, come nell’aria del tenore del terzo atto, si avvertono presagi di stili vocali che solo in seguito si sarebbero affermati”.

“Fra Diavolo – ha sottolineato il direttore artistico Alessio Vlad – ha bisogno di un cast con eccellenti qualità vocali. È per questo motivo che abbiamo non solo un ottimo tenore John Osborn (che il pubblico ha già ammirato l’anno scorso in Benvenuto Cellini) nel ruolo del titolo, ma anche eccellenti cantanti come Sonia Ganassi e Roberto De Candia in parti solo apparentemente secondarie, perché di grandi difficoltà vocali. Sono molto contento di questa proposta del Teatro dell’Opera perché il compositore di Fra Diavolo, Daniel Auber, è un autore di grande qualità che in Italia viene rappresentato troppo di rado”.

I personaggi di quest’opera – ha detto il regista Giorgio Barberio Corsetti – avranno costumi che rimandano agli anni Sessanta del Novecento, perché immagino sempre ogni rappresentazione teatrale come qualcosa che parli di noi e, anche se antica, si rivolga alla sensibilità degli spettatori di oggi, con un racconto che tocchi le nostre note più profonde. All’irrealtà fantastica della trama, ispirata a un personaggio di cui si è poi impossessata la tradizione popolare, fanno eco delle scenografie sghembe, apparentemente poco stabili, inquietanti come un quadro di Dalí. E per realizzare questa caratteristica forma irregolare delle scene è stata indispensabile la collaborazione del team di Wasp che si è impegnato nel lavoro con risultati straordinari”.

La sfida che ci è stata proposta dal Teatro dell’Opera e da Carlo Fuortes era molto rischiosa. – ha detto Massimo Moretti fondatore di Wasp – Non era mai accaduto che la stampa in 3D venisse applicata a un materiale così grande. La plastica che usiamo normalmente ha un costo enorme, se viene rapportato ai 1500 Kg della scenografia da produrre. Ci siamo rivolti allora a una materiale ricavato dal mais, naturale e che può essere facilmente riciclato: il giorno in cui questa scenografia non servirà più la si potrà triturare e riusare per una nuova e diversa opera. Per questo lavoro abbiamo preso in affitto un capannone vicino alla nostra sede. Adesso è nostro e lo teniamo appunto per le stampe in 3D di grandi dimensioni: siamo così l’unico service di stampa 3D capace di produrre oggetti di grandissime dimensioni. Questo del Fra Diavolo è un caso in cui è l’arte a trascinare l’industria e questo apre a nuove creazioni e a nuove possibilità di lavoro

 

Fra Diavolo viene replicato fino a sabato 21 ottobre. Le rocambolesche vicende narrate nel Fra Diavolo vedono protagonista un unico cast: il brigante che dà il titolo all’opera è interpretato da John Osborn; il ruolo di Zerlina è affidato a Anna Maria Sarra / Maria Aleida (19 e 21 ottobre); i coniugi Lady Pamela e Lord Rocburg sono interpretati rispettivamente da Sonia Ganassi e Roberto De Candia. Il ruolo di Lorenzo è affidato ad un altro artista già conosciuto dal pubblico capitolino, Giorgio Misseri, applaudito Don Ramiro nella Cenerentola di Emma Dante della scorsa stagione. Ancora nel cast Alessio Verna (Matteo), Jean Luc Ballestra (Giacomo) e Nicola Pamio (Beppo). In scena anche il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma interprete delle coreografie di Roberto Zappalà. I costumi sono firmati da Francesco Esposito, i video da Igor Renzetti, Alessandra Solimene e Lorenzo Bruno, le luci da Marco Giusti. Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto dal Maestro Roberto Gabbiani.

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