“Un ballo in maschera” con la regia di Leo Muscato chiude la Stagione 2015-16

La Stagione 2015-16 dell’Opera di Roma si chiude con Un ballo in maschera di Verdi, in programma dal 16 al 30 ottobre. L’opera segna due importanti ritorni: sul podio Jesús López-Cobos (aveva già diretto l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera in un concerto in Vaticano nel 2011 in occasione del Compleanno del Papa) e alla regia Leo Muscato, che nell’ottobre 2014 al Costanzi ha conquistato il pubblico con un Rigoletto dal gusto espressionista.

Per questo nuovo allestimento “verdiano”, in coproduzione con il Teatro dell’Opera di Malmö,  Muscato si è avvicinato all’opera mantenendo un grande rispetto per il libretto. La storia racconta del re Gustavo III di Svezia, mecenate della cultura e del teatro, che fu assassinato nel 1792 ad opera di un gruppo di nobili cospiratori durante un ballo in maschera. Questo fatto cruento ispirò Eugène Scribe che scrisse due libretti in pieno clima romantico, uno dei quali musicato da Verdi.

Inizialmente l’opera doveva essere rappresentata al Teatro San Carlo di Napoli e si doveva intitolare Una vendetta in domino, ma il soggetto non fu accettato dalla censura borbonica. La storia di un marito che uccide il presunto rivale, niente meno che il re di Svezia, fu considerata troppo oltraggiosa, soprattutto in pieno clima risorgimentale. Di conseguenza Verdi introdusse alcune modifiche, spostando in particolare l’azione dalla Svezia a Boston e trasformando il re in un governatore. Mai come in questo caso la censura si sbagliava, essendo tale lavoro per nulla interessato a motivi di tipo politico o sociale, ma piuttosto totalmente concentrato sul tema dell’amore impossibile tra Riccardo, Conte di Warwich e Governatore di Boston e Amelia, moglie del suo migliore amico e segretario Renato. Il classico triangolo del melodramma è qui arricchito dall’ambientazione tipica del grand-opéra, caratterizzata da personaggi di varia natura che si inseriscono in un’atmosfera mondana in cui si muovono un paggio dalla voce femminile, Oscar, erede del Cherubino mozartiano, i timorosi congiurati, Samuel e Tom, nemici di Riccardo, tratteggiati da Verdi in maniera ridicola, una zingara, Ulrica, presentata quasi come una parodia delle streghe del Macbeth, l’elemento popolare incarnato dal marinaio Silvano.

Oggi, l’opera viene eseguita di nuovo in gran parte nella sua originale ambientazione svedese e anche il regista Leo Muscato ne ha realizzato una messa in scena che riporta alla Stoccolma del 1792, ma con influenze della Pop art degli Anni ʼ60 di Andy Warhol.

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