Concerti
Specchi del tempo

Una proposta concertistica del tutto nuova al Teatro dell’Opera: una serie di sei concerti sinfonici basati ognuno sulla sequenza di una trasmissione del sapere musicale da un’epoca all’altra e fra una generazione e l’altra, dall’Ottocento al Novecento e di qui al tempo presente.
Tutti i concerti seguiranno una traiettoria che vuole mettere in comunicazione fra loro mondi musicali diversi per epoca e per linguaggi. Un autore classico, uno del Novecento storico e uno contemporaneo verranno alternati per comporre il disegno del cammino nel quale, tra continuità e discontinuità, la ricerca musicale si è svolta nell’arco di due secoli.

Si partirà così da Beethoven, per proseguire con Sibelius e arrivare a Berio, da ?ajkovskij per giungere a Xenakis passando attraverso Prokof’ev, oppure da Brahms per fermarsi su Bartók e approdare ad Adès e Petrassi.
Il programma vuole così rappresentare una serie di specchi del tempo che mostrano l’azione di quello che un filosofo come Walter Benjamin aveva definito come “un patto segreto che lega una generazione all’altra”.
La musica non ha seguito probabilmente la via di un progresso o di una evoluzione, come si è creduto fino ad anni ancora recenti, ma ha cercato ogni volta di rispondere alle sfide del proprio tempo confrontandosi con quanto ereditava dal passato, per proseguirlo o per contestarlo.
I concerti sono perciò Specchi del tempo perché vogliono mettere a fuoco la pluralità delle risposte, le sfasature e i rapporti fra le cronologie, restituire insomma una varietà di esperienze nelle quali si riflette, epoca dopo epoca, quella grande avventura del pensiero chiamata musica.

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