FFF – Fast Forward Festival

Festival Internazionale di Teatro Musicale Contemporaneo Prima edizione

27 maggio – 9 giugno 2016

Dieci giorni di programmazione. Dieci spettacoli (quattro di teatro musicale, cinque di teatro strumentale, una coreografia). Sette sedi (Teatro Costanzi, Teatro Argentina, Auditorium Parco della Musica, Teatro India, Teatro Nazionale, Teatro di Villa Torlonia, Villa Medici). Questa, in cifre, la prima edizione del Festival Internazionale di Teatro Musicale Contemporaneo presentato dal Teatro dell’Opera di Roma sotto la direzione artistica di Giorgio Battistelli.

«Il Teatro dell’Opera – dichiara il sovrintendente Carlo Fuortes – ha deciso di muovere verso l’esplorazione dei nuovi linguaggi musicali e teatrali per riportare Roma al centro della vita culturale contemporanea, in relazione con le altre grandi capitali europee. E proprio in questa direzione va il primo Festival Internazionale di Teatro Musicale Contemporaneo, Fast Forward Festival, a cura di Giorgio Battistelli, che dal 27 maggio al 9 giugno porterà a Roma le espressioni di ricerca più interessanti dell’universo artistico attuale, dalla musica, al teatro, dalla danza fino alle arti visive e nuovi linguaggi digitali.

E, altro elemento del tutto nuovo, abbiamo voluto che il Festival si estendesse a tutta la città diventando non solo un obiettivo del nostro Teatro, ma anche quello di unintera città in movimento.

Per questo, insieme al Teatro dell’Opera, hanno collaborato le principali istituzioni culturali della capitale: l’Accademia di Santa Cecilia, il Teatro di Roma, la Fondazione Musica per Roma, lAccademia di Francia, articolando la programmazione in più spazi, per creare un vero e proprio network che possa raggiungere l’intera città: il Teatro Costanzi, il Teatro Nazionale, la Sala Petrassi e il Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica, il Teatro Argentina e il Teatro India, Villa Medici. Vogliamo raggiungere un pubblico il più vasto possibile, dagli appassionati di teatro contemporaneo al pubblico della musica e della danza contemporanea, cui portare il messaggio fondamentale dell’arte come continuo cambiamento, e rivendicare il ruolo che spetta ad ogni istituzione culturale impegnata a produrre la conoscenza dell’oggi».

Nell’illustrare il progetto del nuovo Festival, il maestro Giorgio Battistelli, direttore artistico del Teatro dell’Opera, riassume così le linee guida del progetto: «Opera, teatro musicale, termini e definizioni che si sono dissolti attraverso esperienze che rappresentano diverse possibilità del teatro musicale del nostro tempo.

Il teatro continua a essere una possibilità di andare oltre il suono. Non è un binomio, nato per associare due esperienze distinte eppure convergenti, il teatro e la musica. Il teatro, in tutte le sue accezioni, è la maniera con la quale la musica raddoppia se stessa, la sua efficacia, la sua ambizione e, contemporaneamente, si mette alla prova uscendo dai propri confini, esponendosi al confronto con un’altra dimensione espressiva e percettiva.

Il teatro musicale individua quei puncta, quei nodi drammaturgici tra immaginario e realtà. La relazione tra musica e scena, così come quella tra musica e parola, appartiene al tipo di problemi che i compositori si sono posti, con più o meno consapevolezza, nel corso della storia; domande alle quali sono state date soluzioni diametralmente opposte. Il teatro musicale continua a trasformarci e a interrogarci con domande e risposte che hanno portato a un cambiamento profondo del concetto di ascolto e di visione».

FFF in sintesi

Con questa iniziativa Roma può finalmente dialogare sullo stesso piano delle grandi capitali europee: Roma come Parigi, Barcellona, Vienna, Berlino ha finalmente un Festival internazionale che esplora l’universo del teatro musicale contemporaneo nelle sue accezioni più ampie e profonde.

E lo fa partendo dalle origini del genere che più di ogni altro ha influenzato forme ed estetiche del nostro sentire, riprendendo opere “storiche” che affondano le radici nelle avanguardie artistiche, che si sono imposte negli anni ’70 e ’80 (peraltro mai rappresentate nella nostra città), come Schwarz auf Weiss (Nero su Bianco) (27 maggio), con un ritorno di eccezione, quello di Heiner Goebbels alla guida dell’Ensemble Modern di Francoforte, in cui i musicisti danno vita ad una vera e propria performance teatrale accompagnati da una regia luci e immagini video di grandissima potenza espressiva; o come la nuova produzione della prima opera teatrale di Sylvano Bussotti, La Passion selon Sade, (28 maggio) composta nel 1965 o come la recente coreografia di un maestro della danza contemporanea, Empty moves 1 – 2 – 3 di Angelin Preljocaj (30 maggio) che fa danzare gli artisti sui suoni registrati nello storico concerto tenuto da John Cage al teatro Lirico di Milano nel 1977; fino alle creazioni più innovative della ricerca musicale di oggi, come Blank Out (31 maggio) l’opera per soprano e video 3D di Michel van der Aa in prima esecuzione italiana insieme all’opera di un altro gigante della musica contemporanea, Wolfgang Rihm di cui il Teatro dell’Opera produrrà, specificamente per il Festival, l’opera Proserpina (7-9 giugno). A questi lavori dichiaratamente teatrali si affiancano le serate di “teatro strumentale”: i concerti di colui che è stato definito il più grande musicista del ’900, il percussionista Jean-Pierre Drouet (3 giugno); quello del gruppo francese Ensemble Aleph (29 maggio), che mette in scena con gli strumenti una tranche de vie familiare; il progetto di Francesco Prode (1° giugno), che fa “rispecchiare” in autori contemporanei i Miroirs di Maurice Ravel; la “traduzione in musica” dei Wall Drawings di Sol Lewitt per le percussioni dell’ Ensemble Dedalus (2 giugno – ore 19) e ancora percussioni con il gruppo italiano Ars Ludi (2 giugno – ore 21) con Il suono e il gesto, una serata dedicata a vari brani di autori contemporanei.

E inoltre:

Del programma faranno parte anche incontri con i più importanti compositori presenti nella rassegna, due “Lezioni” dedicate all’opera contemporanea e masterclass di solisti.

Il Festival si rivolge a un pubblico potenzialmente infinito: gli appassionati di musica, gli appassionati in particolare di musica contemporanea, che soffrono una carenza di proposte nella città di Roma, gli amanti del teatro, che possono ritrovare la loro arte preferita articolata attraverso linguaggi diversi come l’opera o vere e proprie opere teatrali strumentali, infine il pubblico della danza, sempre più numeroso in Italia e, in particolare a Roma.

Per il Festival FFF l’auspicio è che Roma torni ad essere al centro dell’universo dell’arte contemporanea che si esprime dal vivo.

Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza possibile sul nostro sito.
Se vuoi saperne di più, consulta la cookie policy.Proseguendo con la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie