“Il Sogno” firmato da Balanchine arriva per la prima volta al Costanzi

Per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma, dal 9 al 14 giugno, Sogno di una notte di mezza estate di George Balanchine, ispirato alla celebre commedia di Shakespeare. Creato nel 1962 per il New York City Ballet, il balletto in due atti combina narrazione e pantomima, con Puck come fulcro magico e ironico dell’azione. Una nuova produzione che arricchisce il repertorio classico della compagnia con un’atmosfera incantata grazie ai costumi e alle scene firmate da Gianluca Falaschi. Le musiche di Felix Mendelssohn Bartholdy saranno dirette da Karen Durgaryan.

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Carlo Vistoli è Tancredi, diretto da Mariotti e messo in scena da Emma Dante

Secondo titolo in stagione per il Direttore musicale Michele Mariotti, apprezzatissimo nel repertorio ottocentesco e belcantistico, che affronta per la prima volta Tancredi di Rossini, assente dal Costanzi dal 2004. Mariotti affida eccezionalmente il ruolo del titolo, anziché a un contralto, a un controtenore contraltista: Carlo Vistoli. Tra i più affermati a livello internazionale, è stato protagonista a Roma di Orfeo ed Euridice di Gluck e del Giulio Cesare di Händel, per il quale ha ottenuto il Premio Abbiati nella parte di Tolomeo. Martina Russomanno è Amenaide, Enea Scala Argirio, Luca Tittoto Orbazzano. La nuova produzione dell’opera su libretto di Gaetano Rossi, da Voltaire, è affidata a Emma Dante, che torna a Roma dopo il successo di Dialogues des carmélites che inaugurò la stagione 2022/2023. Accanto a lei Carmine Maringola per le scene, Luigi Biondi per le luci, Manuela Lo Sicco per i movimenti coreografici. La regista firma anche i costumi con Chicca Ruocco. Il 19 maggio va in scena la prima, seguita da quattro repliche fino al 29. Lo spettacolo sarà ripreso da Rai Cultura e trasmesso su Rai 5, RaiPlay e Radio 3.

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Una notte a Teatro – 4° Edizione, 23 e 24 maggio 2026

Da sabato 23 maggio ore 16.30 a domenica 24 maggio ore 12.00
Torna la magica Notte a Teatro, al Teatro Costanzi, per il quarto anno consecutivo!
Lo sleep over per i piccoli più invidiato dai genitori,  attende 120 partecipanti, che avranno l’opportunità straordinaria di dormire in teatro! Un’esperienza unica dedicata ai bambini dagli 8 ai 10 anni con giochi, attività a sorpresa, tanta musica e laboratori pensati per accompagnare i giovani ospiti in un viaggio divertente e coinvolgente nel mondo dell’Opera.
I bambini dovranno presentarsi in tuta da ginnastica (che utilizzeranno anche per dormire) e portare con sé: stuoino o materassino, sacco a pelo, torcia, calzettoni di ricambio, piccolo asciugamano e spazzolino da denti.
Biglietto: € 35,00 (cena e colazione incluse)
Iscrizioni: a partire dalle ore 12 del 30 aprile. Non è possibile iscrivere più di un bambino o bambina dalla stessa mail.
Per informazioni e iscrizioni: sviluppo.pubblico@operaroma.it
Le richieste saranno accolte fino a esaurimento dei posti disponibili e confermate tramite mail.
Iniziativa realizzata in collaborazione con AGESCI Lazio
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Il Costanzi omaggia il tenore e partigiano Nicola Stame per la Festa della Resistenza 2026

In occasione della Festa della Resistenza 2026, il Teatro dell’Opera di Roma rende omaggio a Nicola Stame, tenore e partigiano, con un recital lirico per pianoforte e voce in programma venerdì 24 aprile 2026 alle ore 11.00 al Teatro Costanzi. Protagonisti gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program, i tenori Jiacheng Fan e Guangwei Yao, accompagnati al pianoforte da Elettra Aurora Pomponio, con letture affidate ad Alice Palazzi e adattamento e regia di Antonello Lo Bianco. L’iniziativa ripercorre, attraverso musica e parole, la vita, l’impegno nella Resistenza e la morte alle Fosse Ardeatine, con testi tratti da Il tenore partigiano di Lello Saracino, presente all’incontro.

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Il 28 maggio “Visioni d’addio” con Marina Rebeka e la direzione di Mariotti

Tre i programmi interpretati da Michele Mariotti: il primo il 28 maggio, Visioni d’addio, al Costanzi, dove l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma esegue i Vier letzte Lieder di Richard Strauss con il soprano lettone Marina Rebeka e la Sinfonia n.9 in Do maggiore D 944 detta “La grande” di Schubert. Seguono poi le due Petite messe solennelle di Gioachino Rossini. La prima il 17 ottobre nella versione per soli, coro e orchestra, la seconda il 22 ottobre in chiusura del cartellone concertistico eseguita presso il suggestivo scenario della Basilica di San Vitale nella versione originale per soli, coro, due pianoforti e armonium. Grande cast vocale per entrambe le date con il soprano Hasmik Torosyan, il controtenore Carlo Vistoli che, dopo il Tancredi, interpreta un altro capolavoro rossiniano, il tenore Dmitry Korchak, già Lohengrin per l’inaugurazione e Alfredo ne La traviata e il basso Michele Pertusi. Il Coro dell’Opera di Roma è diretto da Ciro Visco.

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“Il barbiere di Siviglia” firmato da Mario Martone il 30 aprile su Rai 5

Rai Cultura ripropone giovedì 30 aprile alle 23.05 su Rai 5 Il barbiere di Siviglia firmato da Mario Martone e diretto da Daniele Gatti. L’opera che ha aperto la stagione 2020/2021 dell’Opera di Roma, si inserisce nell’ambito della collaborzione tra Rai e Teatro Costanzi, che ha visto il Teatro trasformarsi in un vero e proprio set, all’interno del quale Martone ha costruito anche la sua regia televisiva. L’allestimento dell’opera, su libretto di Cesare Sterbini dall’omonima commedia di Beaumarchais, ha i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Pasquale Mari. Protagonisti sul palco sono il baritono Andrzej Filonczyk nel ruolo del titolo, il tenore Ruzil Gatin nei panni del Conte d’Almaviva, il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya in quelli di Rosina, il basso-baritono Alessandro Corbelli nella parte di Don Bartolo e il basso Alex Esposito in quella di Don Basilio. Completano il cast Patrizia Biccirè (Berta) e Roberto Lorenzi (Fiorello). Il Coro dell’Opera di Roma è diretto da Roberto Gabbiani. 

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Scuola di Danza: avviso di selezione straordinaria per il Corso Preparatorio Professionale

Si apre una nuova opportunità per i giovani talenti della danza. La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma indice una selezione straordinaria per l’ammissione al Corso Preparatorio Professionale relativo all’anno scolastico 2026/2027.

L’iniziativa si rivolge ad aspiranti danzatori di età compresa tra i 17 e i 23 anni, offrendo un percorso di alta formazione in uno dei contesti coreutici più prestigiosi d’Italia.
La prova di selezione si terrà lunedì 22 giugno 2026, alle ore 10:00, presso la storica sede di via Ozieri 8, a Roma. I candidati saranno valutati attraverso una lezione di danza classica.

 

Come partecipare
Per candidarsi è necessario inviare una richiesta formale via email all’indirizzo scuola.ballo@operaroma.it entro e non oltre il 6 giugno 2026. Nella domanda dovranno essere indicati:

  • Dati anagrafici completi del candidato.
  • Recapito telefonico di riferimento.

L’iscrizione sarà considerata valida solo a seguito di una mail di conferma inviata dalla segreteria della Scuola.

Il giorno della selezione, i partecipanti dovranno presentarsi con 30 minuti di anticipo rispetto all’orario di inizio.

  • Maggiorenni: è obbligatorio esibire un documento di identità valido.
  • Minorenni: se non accompagnati da un genitore, dovranno consegnare un’autorizzazione scritta e firmata da entrambi i genitori per poter accedere alla prova.

Contatti e Info Per ulteriori dettagli o chiarimenti, è possibile contattare la segreteria didattica:

  • Email: scuola.ballo@operaroma.it
  • Telefono: 06/70301405
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Hans Werner Henze 100

Nel mese di maggio trova spazio una programmazione speciale intitolata “HANS WERNER HENZE 100”, in occasione del centenario della nascita del compositore tedesco. Sul palcoscenico del Nazionale si alternano due titoli ispirati a testi di Miguel Barnet: La piccola cubana (15 e 21) ed El Cimarrón (17 e 20). Il primo, vaudeville in cinque scene di Hans Magnus Enzensberger, è basato su temi tratti dal romanzo Canciòn de Rachel. Il secondo è un recital per quattro musicisti che Henze ha composto a Cuba tra il 1969 e il 1970. Tratto da El Cimarrón, racconta la biografia dello schiavo fuggiasco Estéban Montejo.

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“Roméo et Juliette” di Gounod all’Opera di Roma con la regia di De Fusco

PER LA PRIMA VOLTA AL COSTANZI CON LA REGIA DI LUCA DE FUSCODal 28 aprile al 6 maggio 2026 la nuova produzione che inaugura una collaborazione triennale con il Teatro di Roma, sul podio Daniel Oren

Roméo et Juliette di Charles Gounod in scena per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma. Dal 28 aprile al 6 maggio 2026 il Costanzi ospita il titolo in cinque atti su libretto di Jules Barbier e Michel Carré, in un nuovo allestimento firmato da Luca De Fusco, al suo debutto al lirico capitolino. Sul podio Daniel Oren, Maestro del Coro Ciro Visco. La prima dell’opera, martedì 28 aprile, è trasmessa in diretta su Radio 3. Grande classico del repertorio francese, l’opera si inserisce nell’ambito di un triennio di cooperazione col Teatro di Roma, di cui De Fusco è attualmente direttore artistico. De Fusco immagina la contrapposizione tra Capuleti e Montecchi dentro un film in bianco e nero degli anni ’40, in cui gli unici personaggi portatori di vita, in contrapposizione ai toni scuri della morte, sono proprio i due protagonisti. Proiezioni video sulla scena animano sogni, ricordi e immaginazione della coppia di celebri amanti, in uno spazio in continua trasformazione, in cui le figure di Romeo e Giulietta si muovono in una dimensione fortemente simbolica. Marta Crisolini Malatesta cura scene e costumi, Gigi Saccomandi le luci, Alessandro Papa i video e Alessandra Panzavolta i movimenti coreografici. «Come rileggere oggi quest’opera in modo da rendere ancora vivo il mito? Ho pensato all’ultima volta che la morte ha popolato il nostro mondo in modo sistematico, ovvero alla Seconda guerra mondiale. — Luca De Fusco descrive con queste parole il suo approccio innovativo a Roméo et Juliette— Se avessi scelto questa strada avrei potuto trovare ispirazione anche nelle guerre che oggi purtroppo ci circondano. Ho invece scelto di percorrere la via della metafora che vede i due protagonisti circondati da una folla di spettri in bianco e nero, lasciando soltanto a loro la vivacità del colore. Come se Romeo e Giulietta fossero gli unici a essere vivi, circondati da un mondo di morti.»

Regista di lirica e prosa, Luca De Fusco ha guidato diverse istituzioni teatrali nazionali: lo Stabile del Veneto, il Teatro Nazionale di Napoli, il Napoli Teatro Festival e lo Stabile di Catania. Ha inoltre firmato allestimenti in teatri di rilievo come il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Massimo di Palermo e l’Arena di Verona. Si misura per la prima volta al Costanzi con Gounod.

«Un’opera dalla drammaturgia intima e psicologica, in cui il lirismo della linea di canto si fonde con una scrittura orchestrale elegante e mai eccessiva. Il compositore traduce in musica ogni sfumatura emotiva dei protagonisti, passando dall’innocenza giovanile — spesso espressa con un registro medio-alto, luminoso — all’estasi amorosa fino alla tragedia finale, con una scrittura vocale di straordinaria intensità espressiva.» Così Daniel Oren descrive l’opera di Gounod, sottolineandone l’equilibrio tra introspezione psicologica e slancio lirico. Più volte ospite del Costanzi nel corso della sua riconosciuta carriera internazionale, Oren torna al lirico capitolino dopo aver guidato negli ultimi anni l’Orchestra dell’Opera di Roma in Otello (2024) e Pagliacci (2023).

Nei panni di Juliette Nino Machaidze, soprano georgiano affermatosi a livello internazionale dopo il debutto nel 2008 al Festival di Salisburgo proprio nel ruolo di Juliette. Torna al lirico capitolino, dopo aver interpretato i ruoli di protagonista nel 2021 in Giovanna D’Arco di Giuseppe Verdi e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo nel 2023. Si alterna con lei nel ruolo Vannina Santoni (2, 5 maggio). Roméo è Vittorio Grigolo, che veste nuovamente i panni del Roméo di Gounod, a cui ha dato voce alla Scala nel 2011 e al Met nel 2017. Per l’Opera di Roma, è stato, fra gli altri, Cavaradossi in Tosca, Alfredo ne La traviata e Nemorino ne L’elisir d’amore. Si alterna con lui nel ruolo di Roméo Duke Kim (2, 5 maggio). Accanto ai protagonisti diversi artisti in ascesa: Nicolas Courjal (Frère Laurent, Le Duc de Vérone), Mihai Damian (Mercutio), Aya Wakizono (Stéphano), Christian Senn (Capulet), Valerio Borgioni (Tybalt), Géraldine Chauvet (Gertrude), Raffaele Feo (Benvolio), Alessio Verna (Gregorio) e, da “Fabbrica” Young Artist Program, Alejo Álvarez Castillo (Pâris).

Prima rappresentazione: martedì 28 aprile 2026, ore 20.00 e in diretta su Radio3
Repliche: giovedì 30 aprile ore 20.00; sabato 2 maggio ore 18.00; domenica 3 maggio ore 16.30; martedì 5 maggio ore 20.00; mercoledì 6 maggio ore 20.00

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“Burn” di A. J. Weissbard con la voce di John Malkovich all’Auditorium Parco della Musica

Dal 28 al 30 aprile 2026 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone il nuovo allestimento dell’Opera di Roma in coproduzione con Fondazione Musica per Roma, con le musiche di Michael Galasso, i costumi di Anna Biagiotti e la voce di John Malkovich

Debutta dal 28 al 30 aprile 2026 nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma BURN, un progetto visionario di danza per teatro che attraversa la complessità dell’animo umano, concepito dal celebre artista americano A.J. Weissbard. Lo spettacolo è un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, realizzato in coproduzione con Fondazione Musica per Roma e il supporto di Orsolina28 Art Foundation. Burn è liberamente ispirato al dramma Burn This di Lanford Wilson — opera di riferimento del teatro americano contemporaneo —  andato in scena a New York nel 1987 con John Malkovich nel ruolo di Pale. In questa versione Malkovich torna ad abitare il racconto come voice-over narrante, cucendo insieme passato e presente. «Pensata per spingere oltre i confini del processo creativo, l’opera si compone di conversazioni fisiche tra i personaggi, dialoghi in forma di danza, interazioni ispirate al dramma. Nella vita discutiamo, dialoghiamo e ci confrontiamo con persone di opinioni ed esperienze diverse. In BURN, invece di un unico linguaggio coreografico, quattro espressioni forti si combinano e si scontrano per generare nuove forme di fisicità, approcci inediti alla comunicazione e una nuova, intensa bellezza cinetica.» Con queste parole A.J. Weissbard, ideatore del progetto, spiega lo spirito performativo multidisciplinare di BURN,  che affronta temi universali quali identità, desiderio, perdita, trasformazione, crescita e sviluppo personale. I rapporti tra i personaggi si traducono in espressioni fisiche che sostituiscono la parola, generando veri e propri “linguaggi danzati”.

Al centro della creazione quattro personaggi — Anna, Pale, Larry e Burton — affidati a coreografi-interpreti di rilievo internazionale, ciascuno autore di una scrittura coreografica distinta, plasmata sulla specificità emotiva e drammaturgica del personaggio originale della pièce. Ève-Marie Dalcourt (Canada) disegna e balla il personaggio di Anna, Brandon Lagaert (Belgio) costruisce e porta in scena il movimento scenico di Pale, Damiano Ottavio Bigi (Italia) sviluppa e interpreta la coreografia di Larry e Jonah Bokaer (USA/Tunisia) dà espressione corporea a Burton. Partecipa al progetto il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato, promotrice con A.J. Weissbard e il lirico capitolino di una collaborazione internazionale significativa nel sostenere le idee creative di coreografi emergenti, la danza contemporanea e in generale la comunità coreutica.

A.J. Weissbard, artista eclettico noto per i suoi progetti transmediali fra danza, teatro, moda e architettura. Il suo lavoro ha attraversato più di 50 paesi — dal Lincoln Center di New York alla Scala di Milano, dall’Opéra Garnier di Parigi al Bolshoi di Mosca — collaborando, fra gli altri, con artisti quali Robert Wilson, Marina Abramović, Peter Greenaway e William Kentridge. Program Director del Watermill Summer Program di Robert Wilson, ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali tra cui la Golden Mask per il light design e il primo IFSArts Award. In BURN cura anche regia, scene e luci.

Le musiche originali su base registrata sono del compositore Michael Galasso, con arrangiamento musicale di Peter Cerone. Galasso — violinista virtuoso nato a Hammond, Louisiana nel 1949, autore di colonne sonore per Wong Kar-wai e vincitore del César 2009 per la migliore musica originale per il film Séraphine diretto da Martin Provost — ha collaborato per decenni con i più importanti nomi del teatro internazionale. Le sue musiche, specificamente adattate per BURN, rappresentano un omaggio postumo alla sua straordinaria creatività.

Ève-Marie Dalcourt coreografa e performer, attiva in Canada, ha danzato con il Nederlands Dans Theater II, interpretando lavori di coreografi come Alexander Ekman, Marco Goecke e Johan Inger. È stata inoltre assistente e répétiteur per Ekman e Juliano Nunes, rimontando lavori per compagnie come il Ballet de l’Opéra de Paris, il Royal Swedish Ballet e lo Staatsballett Berlin. Jonah Bokaer coreografo e artista visivo statunitense di origine tunisina, sviluppa una ricerca che integra danza, arti visive e design. Ha collaborato con artisti come Robert Wilson, Merce Cunningham e Daniel Arsham, firmando coreografie per produzioni operistiche e teatrali internazionali. Damiano Ottavio Bigi danzatore e coreografo italiano, ha collaborato con importanti realtà della danza contemporanea europea, tra cui il Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, di cui è stato membro dal 2005. Ha lavorato con Dimitris Papaioannou e con il CCN de Nantes di Claude Brumachon, partecipando anche al film Pina di Wim Wenders. Nel 2020 ha fondato la compagnia Fritz Company Bigi Paoletti, sviluppando un linguaggio che integra danza, teatro e arti visive. Brandon Lagaert coreografo e performer belga, ha collaborato con la compagnia Peeping Tom, partecipando a creazioni come Vader, Moeder e Kind. La sua ricerca si caratterizza per un approccio multidisciplinare che combina danza contemporanea, teatro e linguaggi visivi. È fondatore della compagnia KAIHO, con cui sviluppa progetti per compagnie professionali e istituzioni formative internazionali, affiancando all’attività creativa quella pedagogica.

La prima rappresentazione di BURN andrà in scena martedì 28 aprile alle ore 20.00. Seguono le repliche di mercoledì 29 aprile (ore 20.00) e giovedì 30 aprile (ore 20.00).

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