Concerti di Pasqua 2026

CONCERTI DI PASQUA

I cori del Teatro dell’Opera di Roma

nelle chiese del territorio

 

Venerdì 20 marzo, ore 19:00

Chiesa parrocchiale dei santi Fabiano e Venanzio (Tuscolano)

Sabato 21 marzo, ore 19:30

Chiesa di S. Giovanni Battista de Rossi (Appio-Latino)

Mercoledì 25 marzo, ore 19.00

Parrocchia Santa Maria Regina Pacis (Lido di Ostia)

Venerdì 27 marzo, ore 16:00

Parrocchia Sant’Aquila e Priscilla (Portuense)

Coro del Teatro dell’Opera di Roma

Maestro del Coro Ciro Visco

 

Giovedì 19 marzo, ore 19:00

Chiesa di Santa Madre della Misericordia (Prenestino-Labicano)

Domenica 22 marzo, ore 19:30

Chiesa di Sant’Ambrogio (Aurelio)

Giovedì 26 marzo, ore 19:30

Chiesa di San Romano Martire (Pietralata)

Sabato 28 marzo, ore 19:30

Chiesa di San Giovanni della Croce (Colle Salario)

Scuola di Canto Corale

del Teatro dell’Opera di Roma

Maestri del Coro Alberto de Sanctis, Isabella Giorcelli

 

 

INGRESSO GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

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Il Teatro dell’Opera al Circo Massimo 2026

Dall’amatissima Aida ai grandi capolavori del cinema, passando per la danza e la musica sinfonico-corale. È il cartellone estivo del Teatro dell’Opera di Roma, dal 29 giugno al 31 luglio 2026 al Circo Massimo, uno dei luoghi più emblematici del patrimonio archeologico della capitale. L’annuncio della stagione oggi, 10 marzo 2026, in concomitanza con nomina del nuovo Direttore Artistico dell’Opera di Roma Alessandro Galoppini. Cambio di sede dunque, mentre le Terme di Caracalla sono sottoposte a lavori di restauro: al Circo Massimo la capienza sale a circa 6000 posti, con diverse novità. Il festival si caratterizza infatti come ampio e trasversale, pensato per dialogare con pubblici diversi, coniugando il repertorio classico con linguaggi contemporanei, in uno spazio in grado di accogliere un numero più alto di spettatori, incorniciato dalle vestigia del più grande edificio per spettacoli dell’Antica Roma. I biglietti, dai 15 ai 170 euro, saranno disponibili da venerdì 13 marzo 2026.

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IL TEATRO DELL’OPERA AL CIRCO MASSIMO: IL PROGRAMMA

Dal 29 giugno al 31 luglio il Circo Massimo offre la sua imponente architettura alla musica, ma anche a performance di forte impatto visivo e al cinema. Cuore della proposta è Aida di Giuseppe Verdi, in un nuovo allestimento con la regia di Daniele Finzi Pasca, per la prima volta impegnato in una produzione del Teatro dell’Opera di Roma. Il capolavoro verdiano scandisce il calendario con sei recite, affiancato da appuntamenti che spaziano dalla danza alla musica dal vivo: dal gala Roberto Bolle and Friends a Romeo e Giulietta, nella coreografia di John Cranko affidata al Corpo di Ballo dell’Opera di Roma, fino ai Carmina Burana di Carl Orff con la direzione di Wayne Marshall e l’installazione video di Anagoor. In cartellone anche Il Gladiatore di Ridley Scott, proposto nel format dei film in concerto, con la colonna sonora eseguita dal vivo dall’Orchestra e dal Coro dell’Opera di Roma.

Apre la stagione estiva il 29 giugno Francesco. Un santo scomodoconferenza-spettacolo dall’omonimo libro dello storico Alessandro Barbero, ritratto vivo e umano del santo, presentato con il tipico stile divulgativo di Barbero, in cui il rigore storico si unisce alla narrazione teatrale.

 

IL GLADIATORE IN CONCERTO CON LISA GERRARD SUL PALCO

Due le serate dedicate a Il Gladiatore in concerto,  il 3 e 4 luglio, visione integrale del kolossal di Ridley Scott con la produzione esecutiva di Marco Patrignani, l’esecuzione dal vivo della colonna sonora e la presenza di Lisa Gerrard, indimenticabile voce e compositrice delle musiche originali insieme ad Hans Zimmer. La pellicola vincitrice di cinque Academy Awards è proiettata in italiano con sottotitoli in inglese, accompagnata dall’Orchestra e dal Coro del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Ludwig Wicki. Maestro del coro Ciro Visco.

 

ROBERTO BOLLE AND FRIENDS 

Il 14 luglio torna Roberto Bolle and Friends, che vede protagonista la stella della danza italiana con danzatori di fama internazionale. La serata, attraverso il grande repertorio classico e contemporaneo del balletto, alterna pagine storiche a creazioni più recenti, e si configura come un’occasione di incontro tra diversi stili, generazioni e linguaggi della danza.

 

AIDA, IL CAPOLAVORO DI VERDI CON LA REGIA DI FINZI PASCA

Domenica 12 luglio in scena Aida. L’opera di Verdi è un nuovo allestimento affidato a Daniele Finzi Pasca, alla sua prima regia per il Teatro dell’Opera di Roma. Il regista, noto per il suo linguaggio visionario e poetico, ha firmato e diretto oltre quaranta creazioni tra teatro, circo contemporaneo e opera. Fra i suoi lavori lirici il Requiem di Verdi, CarmenPagliacciL’Amour de loin, Einstein on the Beach e Les contes d’Hoffmann. Ha inoltre realizzato i concept di tre cerimonie olimpiche e due produzioni per il Cirque du Soleil, Corteo e Luzia, viste complessivamente da più di dieci milioni di spettatori. Elena Stikhina, al debutto con l’Opera di Roma, è Aida (12, 26, 28) in alternanza con Yolanda Auyanet (15, 18) e Aleksandra Kurzak (22). Torna sul palco estivo dopo Turandot il soprano Angela Meade (12, 22, 26), eccezionalmente impegnata in un ruolo mezzosopranile come quello di Amneris. Si alterna con lei Valentina Pernozzoli (15,18, 28). Fabio Sartori (12, 18, 26) è Radamès, in alternanza con Luciano Ganci (15, 22, 28). Ernesto Petti (12, 15, 18, 26, 28) e Ludovic Tézier (22) vestono invece i panni di Amonasro. Alex Esposito è Ramfis. La direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma è affidata a Daniele Callegari, firma le scene Luigi Ferrigno, i costumi Giovanna Buzzi. Maestro del coro Ciro Visco. Repliche il 15, 18, 22, 26 e 28 luglio.

 

ROMEO E GIULIETTA CON LA COREOGRAFIA DI CRANKO

La danza torna protagonista il 24 e 25 luglio con il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato. In programma Romeo e Giulietta su musiche di Sergej Prokof’ev, nella coreografia di John Cranko, uno dei titoli cardine del repertorio classico del Novecento. Ispirato alla tragedia di Shakespeare, il balletto restituisce attraverso il linguaggio del movimento la forza drammatica e lirica della vicenda dei due giovani amanti. Al centro i celebri pas de deux tra i protagonisti, alternati a grandi scene d’insieme, che delineano il conflitto tra le famiglie della nobiltà veronese. Sul podio Ido Arad guida l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.

 

CARMINA BURANA CON L’INSTALLAZIONE VIDEO DI ANAGOOR

Chiudono il cartellone il 31 luglio i Carmina Burana di Carl Orff, uno dei capolavori sinfonico-corali più celebri del Novecento. Sul podio sale Wayne Marshall. L’esecuzione è arricchita da un’installazione video della compagnia di ricerca Anagoor, collettivo italiano dal linguaggio visivo fortemente evocativo che intreccia teatro, arti figurative e tecnologia. Le loro immagini dialogano con la potenza ritmica e corale della partitura di Orff, amplificando in chiave contemporanea i temi senza tempo della sorte, della natura e del desiderio. Solisti della serata il soprano Alessandra Marianelli, il baritono Thomas Lehman e il controtenore Ivan Borodulin, insieme all’Orchestra, al Coro diretto da Ciro Visco e al Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma.

 

Accanto al cartellone lirico-sinfonico, il Circo Massimo ospita anche una serie di concerti dedicati alla musica pop con artisti come Riccardo Cocciante (6 luglio), Edoardo Bennato (20 luglio) e Patti Smith (27 luglio).

Tutti gli spettacoli iniziano alle 21.00, Carmina Burana alle 21.30.

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Alessandro Galoppini nominato nuovo Direttore Artistico del Teatro dell’Opera di Roma

Dopo il rinnovo della collaborazione con i tre vertici della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, il Direttore Musicale Michele Mariotti, la Direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza Eleonora Abbagnato e il Maestro del Coro Ciro Visco, tutti confermati fino al 2030, è stato nominato oggi, 10 marzo, anche il nuovo Direttore Artistico. È Alessandro Galoppini, che inizia il suo mandato dal 10 marzo 2026. «Siamo felici per la nomina di Alessandro Galoppini, – dice il Sovrintendente Francesco Giambrone – professionista e musicista che ha passato la vita nei teatri e che ora si unisce a noi per nuove sfide con l’Opera di Roma. Desidero esprimere l’apprezzamento di tutto il Teatro per Paolo Arcà, per la generosità e competenza con cui ha guidato la direzione artistica accompagnando il Teatro in una fase di grande crescita.» Galoppini, già Direttore Artistico del Teatro Regio di Torino, dove ha ricoperto anche il ruolo di Responsabile dell’Orchestra, è stato per sette anni il Responsabile delle Compagnie di Canto del Teatro alla Scala di Milano. Ha collaborato inoltre con i maggiori artisti del panorama musicale internazionale.

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Carsen torna al Costanzi per il debutto de Il trionfo del Tempo e del Disinganno di Händel

Segna il ritorno del grande regista canadese Robert Carsen l’allestimento de Il trionfo del Tempo e del Disinganno di Georg Friedrich Händel, proposto in collaborazione con Salzburger Festspiele, dove è andato in scena nel 2021. Dopo i successi all’Opera di Roma con Julius CaesarOnegin, Idomeneo, re di Creta e Orfeo ed Euridice, Carsen propone per l’oratorio haendeliano una lettura che si ispira al format dei talent show televisivi. Le scene sono di Gideon Davey, le luci di Peter van Praet affiancato da Carsen stesso e i video di Rocafilm. Sul podio sale Gianluca Capuano, apprezzato specialista del repertorio barocco. Sul palco Johanna Wallroth (Bellezza), Ed Lyon (Tempo), Anna Bonitatibus (Piacere) e Raffaele Pe (Disinganno). La prima del capolavoro su libretto del cardinale romano Benedetto Pamphilj – eseguito per la prima volta nella storia dell’Opera di Roma – è il 7 aprile, seguita da quattro repliche fino al 14.

 

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Tre prime romane con “Neumeier/Godani/Millepied”

Torna anche nella stagione 2025/26 il Trittico, fortemente voluto da Eleonora Abbagnato. Dopo due grandi classici, Lo schiaccianoci e La Bayadère, dal 17 al 22 marzo al Costanzi si esplorano il Novecento e la contemporaneità con tre coreografie presentate per la prima volta a Roma e interpretate dal Corpo di Ballo della Fondazione capitolina. Lo spettacolo, un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera, si apre con Spring and Fall di John Neumeier: creato per l’Hamburg Ballett nel 1991 su musica di Antonín Dvořák, il balletto gioca sull’ambiguità del titolo richiamando la primavera e l’autunno ma anche la caduta e il recupero, i principi fondamentali del movimento elaborati da Doris Humphrey. Dal Novecento si passa a due creazioni della scorsa decade: Echoes from a Restless Soul (Dresden Frankfurt Dance Company, 2016) ripensato da Jacopo Godani per i ballerini della compagnia romana. Pièce astratta, in cui la musica di Maurice Ravel ha un ruolo di assoluto rilievo, è un manifesto della concezione artistica del coreografo, che cura anche scene, costumi e luci. Chiude il programma I Feel the Earth Move di Benjamin Millepied (American Ballet Theatre di New York, 2017) su musiche di Philip Glass: i danzatori fanno il loro ingresso su un palcoscenico completamente libero da scene e sipari, un’espediente pensato dal coreografo francese per cercare di cambiare la percezione del balletto, da qualcosa che si nasconde a qualcosa di immediato.

Il Trittico Neumeier Godani /Millepied vede impegnate le étoiles Alessandra Amato e Susanna Salvi, le prime ballerine Federica Maine, Marianna Suriano, i primi ballerini Simone Agrò, Claudio Cocino e Michele Satriano, i solisti e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Daniel Capps dirige l’Orchestra capitolina nella Serenata per archi di Dvořák in Spring and Fall. La musica di Ravel in Echoes from a Restless Soul è eseguita dal vivo dal pianista Massimo Spada, quella di Glass in I Feel the Earth Move è su base registrata.

 

Risale al 2000 l’unica altra presenza di Neumeier al Costanzi, quando è andato in scena il suo Messiah su musiche di Händel interpretato dai danzatori dell’Hamburg Ballet. Successivi il pas de deux da La dama delle camelie e Opus 100 -Für Maurice, nei gala di Roberto Bolle alle Terme di Caracalla. Spring und Fall è non solo una prima romana, ma anche il ‘primo Neumeier’ per il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera. Nel balletto, interamente incentrato sul ballerino e sulla danza, il coreografo, che firma anche i costumi, sperimenta il movimento in tutto il suo arco, dall’immobilità all’azione, dalla sospensione all’abbandono totale alla gravità.

Danzatore e coreografo statunitense, classe 1939, Neumeier è stato direttore del Frankfurt Ballet dal 1969 al 1973 e dell’Hamburg Ballett dal 1973, dove attualmente ricopre questo ruolo. Affascinato dalla biografia di Vaslav Nijinsky, ha iniziato a interessarsi alla danza. La figura del leggendario ballerino è rimasta al centro del suo lavoro coreografico.

 

Danza e musica sono le protagoniste assolute del secondo titolo in programma, una creazione che Jacopo Godani rilegge appositamente per questa occasione: il suo debutto all’Opera di Roma. Anche Echoes from a Restless Soul è una prima romana ed è il primo incontro tra i danzatori del Teatro capitolino e lo ‘stile Godani’, dove i tradizionali canoni estetici e narrativi vengono trascesi per lasciare spazio all’arte della danza. Nato inizialmente su solo due brani del trittico, il balletto si estende ora a tutta Gaspard de la Nuit, composizione con cui Ravel diede vita alle poesie di Aloysius Bertrand. Nella coreografia, composta da pas de deux e quartetti in infinite variazioni, Godani esprime una forte visione contemporanea senza rinunciare alla tecnica classica. Il movimento dei ballerini si intreccia con la musica di Ravel eseguita dal vivo dal pianista Massimo Spada.

Nato a La Spezia, dopo la prima formazione in Italia approda a Bruxelles, al Mudra di Béjart. Nel 1991 arriva a Francoforte dove è stato uno dei solisti principali fino al 2000 e ha lavorato a stretto contatto con William Forsythe. Ha firmato coreografie per le più importanti compagnie internazionali. Dal 2015 al 2023 è stato direttore artistico della Dresden Frankfurt Dance Company.

 

La serata si chiude con I Feel the Earth Move di Benjamin Millepied, che segna la prima collaborazione tra la Fondazione capitolina e Ferrari Style, il brand lifestyle di Ferrari, guidato dal Direttore Creativo Rocco Iannone, al quale è stato affidato il disegno originale dei costumi. Un connubio perfetto tra la danza e l’universo creativo Ferrari Style, che traduce i valori estetici e culturali del Cavallino Rampante in una visione contemporanea fondata su eleganza in movimento, estetica elevata e audace, eccellenza artigianale e design contemporaneo. Valori che si declinano nell’idea del corpo come armonia perfetta, espressione di sensualità e dinamismo.

La coreografia di Millepied, creata sulle musiche di Philip Glass (da Liquid Days ed Einstein on the Beach) è intensa, quasi atletica. I ballerini sono in costante movimento, impegnati in assoli, duetti, ed ensemble: tra spinte e contrapposizioni che fanno pensare al minimalismo, l’energia è un crescendo fino all’apice di un finale improvviso.

Ballerino francese, Millepied si è formato nel paese d’origine per poi trasferirsi negli Stati Uniti. Entrato nel New York City Ballet nel 1995, ne è diventato primo ballerino (2002). Nel 2001 a Lione ha debuttato il suo primo lavoro, Passages. Le sue coreografie sono entrate nel repertorio di compagnie quali NYCB, Opéra di Parigi, San Francisco Ballet, American Ballet Theatre, Berlin Staatsoper, Mariinsky Ballet, Pacific Northwest Ballet e Lyon Opera Ballet. Nel 2012 ha fondato la propria compagnia a Los Angeles, L.A. Dance Project (LADP), per rappresentare la danza in tutte le sue forme.

 

Dopo la prima di martedì 17 marzo alle ore 20.00, il trittico di balletti Neumeier/Godani/Millepied torna in scena mercoledì 18 (ore 20.00), giovedì 19 (ore 20.00), venerdì 20 (ore 20), sabato 21 (ore 15 e ore 20) e domenica 22 marzo (ore 16.30).

 

 

Roma, 11 marzo 2026

 

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Mariotti, Abbagnato e Visco nel futuro dell’Opera di Roma

 

Si rinnova la collaborazione dei tre vertici artistici della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, proiettando nel prossimo futuro la visione e la progettualità culturale che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Il Direttore Musicale Michele Mariotti conferma la sua presenza fino al 31 ottobre 2030. Eleonora Abbagnato sarà Direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza fino al 31 luglio 2030. Ciro Visco dirigerà il Coro fino al 31 agosto 2030. Tre figure di prestigio, ma soprattutto tre individualità che hanno saputo unirsi nella ricerca della qualità artistica, dell’innovazione e della sperimentazione.

Il rinnovo degli incarichi di Michele Mariotti, Eleonora Abbagnato e Ciro Visco è motivo di grande orgoglio: grazie alla loro sensibilità, visione e impegno rappresentano la forza con cui continueremo a costruire un progetto artistico di grande qualità per il Teatro Costanzi, capace di proiettare la nostra Fondazione verso un futuro ricco di sempre nuovi successi” commenta il Sindaco di Roma e Presidente della Fondazione Roberto Gualtieri.

Sono molto felice di questo triplice rinnovo – dice il Sovrintendente Francesco Giambrone – volto non solo a garantire la continuità, ma pensato soprattutto in funzione dell’identità culturale del nostro teatro, che negli ultimi anni ha cercato costantemente di valorizzare il grande repertorio, ma anche di aprirsi ai nuovi linguaggi della scena culturale internazionale, guardando sempre con curiosità e attenzione verso il futuro del teatro musicale e della danza. Mariotti, Abbagnato e Visco resteranno con noi nei prossimi anni, continuando a curare la qualità e la crescita delle compagini artistiche, ma anche proseguendo in quella ricerca di idee, visioni e proposte innovative che ha caratterizzato le più importanti produzioni degli ultimi anni, delle quali loro sono stati i protagonisti”.

Michele Mariotti è Direttore musicale dell’Opera di Roma dal 2022. Eleonora Abbagnato dirige il Corpo di Ballo dal 2015 e la scuola di danza dal 2021. Ciro Visco è a capo del Coro dal 2022.

Roma, 7 febbraio 2026

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Maxime Pascal sul podio di “Ariadne auf Naxos” di Strauss che torna dopo 35 anni

«Il mondo dell’opera visto dietro le quinte, con i suoi personaggi predominanti, i loro difetti, le loro aspettative, le loro fragilità di fronte agli imprevisti e il modo sempre eccessivo che hanno di esprimerli e superarli. Si parla anche di creatività, del posto dell’artista di fronte al mondo che lo circonda, della sua psicologia.» Così racconta la sua visione di Ariadne auf Naxos David Hermann, che firma la regia dell’opera per il Costanzi con le scene di Jo Schramm, le luci di Fabrice Kebour e i costumi di Michaela Barth. Il titolo straussiano, dopo 35 anni d’assenza, torna nella programmazione del Teatro dell’Opera di Roma dal 1° al 10 marzo 2026. La prima rappresentazione è trasmessa in diretta su Radio3 Rai. –«Un’opera in due parti – racconta il regista, – Lo Strauss della violenza, della tragedia espressi attraverso il personaggio di Arianna», ma anche il rococò delle tele di Watteau, che «offrono una tavolozza di colori ed evocano una certa forma di serenità bucolica.» Hermann, al secondo titolo consecutivo nella stagione in corso dopo Inferno di Lucia Ronchetti, è attivo nei principali teatri europei, con un repertorio che attraversa il grande canone operistico e la creazione contemporanea. Il nuovo allestimento di Ariadne auf Naxos è una collaborazione con Semperoper Dresden, dove è andato in scena nel 2018 e 2023.

Sul podio Maxime Pascal, interprete di riferimento del repertorio novecentesco e contemporaneo. Pascal torna al Costanzi, dove nel 2017 aveva diretto un concerto dedicato a Thomas Adès (Danze da Powder Her Face), Luciano Berio (Rendering) e Francis Poulenc (La voix humaine, con Anna Caterina Antonacci). Nel 2008 ha fondato l’ensemble Le Balcon, avviando una carriera internazionale che lo ha portato a dirigere composizioni di Saariaho, Sciarrino, e Francesconi, fra le altre, nei principali teatri e festival europei, tra cui Deutsche Oper Berlin, Opéra national de Paris, Opéra national de Lorraine, Semperoper Dresden e Teatro alla Scala.

 

Il cast riunisce interpreti di primo piano e nuove voci emergenti. Axelle Fanyo è Ariadne, già apprezzata a Roma nella prima italiana di Adriana Mater di Kaija Saariaho firmata da Peter Sellars. Attivo su palchi internazionali quali Royal Opera House, Staatsoper Unter den Linden e Finnish National Opera Tuomas Katajala interpreta invece Bacchus. Ziyi Dai, giovane soprano premiata in concorsi internazionali, è Zerbinetta; a lei è affidata dunque la celebre aria “Großmächtige Prinzessin”. Angela Brower, già protagonista al Met e al Bayerische Staatsoper, presta voce al Compositore (Der Komponist), Äneas Humm è Harlekin. Completano il cast Charles Morillon (Haushofmeister), Adrian Eröd (Musiklehrer), Matteo Ivan Rašić (Scaramuccio), Karl Huml (Truffaldino), Manuel Günther (Brighella), Michela Guarrera (Dryade), Lukáš Zeman (Perückenmacher), Dan Karlström (Tanzmeister), Giovanni Di Deo (Offizier). Jessica Ricci, Sofia Barbashova e Dayu Xu, tutti talenti del progetto Fabbrica Young Artist Program, interpretano rispettivamente Najade, Echo e Lakai.

 

Strauss e Hofmannsthal concepirono Ariadne auf Naxos come una riflessione sul rapporto fra arte alta e intrattenimento “basso”. L’opera gioca sul contrasto fra opera seria e commedia, rappresentate da Ariadne e Zerbinetta. Ne nasce un intreccio in cui registri opposti convivono e si contaminano, dando forma a uno dei più originali esperimenti di teatro musicale del primo Novecento.

 

Dopo la prima rappresentazione di domenica 1° marzo alle 19, anche in diretta su Radio3 Rai, Ariadne auf Naxos di Strauss torna in scena mercoledì 4 (20), venerdì 6 (18), domenica 8 (16.30), martedì 10 (20).

 

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Per il Giorno della Memoria 2026 un Recital per pianoforte e voce

MUSICA E MEMORIA

Per il Giorno della Memoria 2026 un Recital per pianoforte e voce con le artiste di “Fabbrica” – Young Artist Program

 

Il Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con Biblioteche di Roma partecipa a MEMORIA GENERA FUTURO 2026.  Dal 27 gennaio al 5 febbraio diversi appuntamenti in città per raccontare Il Giorno della Memoria, come eredità viva e consapevole di impegno civile da lasciare alle nuove generazioni. L’Opera di Roma aderisce all’iniziativa proponendo un recital per pianoforte e voce affidato a due giovani artiste di “Fabbrica” – Young Artist Program, il programma che il teatro dedica dal 2016 alla formazione di cantanti, maestri collaboratori, light designer, scenografi e costumisti. Il soprano Sofia Barbashova e la pianista Elettra Aurora Pomponio eseguiranno un programma che intreccia memoria, spiritualità e grande tradizione musicale. Accanto a pagine del repertorio ebraico – da Avinu Malkeinu a Yerushalayim shel zahav – trovano spazio alcuni capisaldi del repertorio pianistico di Johann Sebastian Bach, Johannes Brahms e Sergej Rachmaninoff, in un percorso che attraversa epoche e linguaggi diversi, uniti da un profondo valore simbolico ed espressivo.

L’appuntamento è per martedì 27 gennaio 2025 alle ore 18.30 presso la Casa delle Letterature (piazza dell’Orologio 3). L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale.

 

Programma

  • J.S. Bach, Preludio n. 8 in mi bemolle minore BWV 853
  • David Zehavi, A walk to Cesarea: Eli, Eli
  • J. Brahms, Intermezzo op. 118 n. 2
  • Maurice Ravel, Deux mélodies hébraïques: Kaddisch
  • S. Rachmaninoff, Preludio op. 32 n. 10
  • Naomi Shemer, Yerushalayim shel zahav
  • Max Janowski, Avinu Malkeinu

 

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Fabbrica Offenbach: il magico mondo dell’operetta per la prima volta al Nazionale

Il Teatro dell’Opera di Roma porta, per la prima volta al Teatro Nazionale, il maestro dell’operetta Jacques Offenbach. Con Fabbrica Offenbach il 22 e 23 gennaio in scena due titoli in un nuovo allestimentoUn mari à la porte e La Chatte métamorphosée en femme affidati agli artisti di Fabbrica – Young Artist Program, il percorso sostenuto da Banca del Fucino, che dal 2016 il Teatro dedica alla formazione di cantanti, maestri collaboratori, registi, scenografi, costumisti e lighting designer. Offenbach torna in una produzione del lirico capitolino a distanza di trent’anni, dopo il Festival Jacques Offenbach e il Secondo Impero, ospitato al Teatro Brancaccio nella stagione 1994-95, sotto la direzione di Peter Maag.

Composta nel 1858, La Chatte métamorphosée en femme (Il gatto trasformato in donna) tratta da una favola di La Fontaine, a sua volta ispirata a La gatta Afrodite di Esopo, ha come protagonista il giovane Guido, innamorato della propria gatta Minette, trasformata da un incantesimo in una ragazza in carne e ossa. La metamorfosi dà origine a una serie di situazioni comiche. Offenbach crea qui uno dei suoi esempi più riusciti di “operetta fantastica”, dove l’elemento fiabesco si intreccia al gusto per il paradosso.

Scritta nel 1859, Un mari à la porte (Un marito alla porta) è una brillante operetta in un atto costruita con ritmo serrato sulle disavventure di Florestan, compositore in fuga dai creditori che piomba nella stanza della giovane Suzanne la notte delle sue nozze. La sua improvvisa apparizione provoca una catena di incomprensioni, goffi tentativi di nascondersi e colpi di scena che coinvolgono la sposa, l’amica Rosita e il marito geloso. Offenbach gioca con precisione teatrale sulle dinamiche del vaudeville, alternando arie spiritose, duetti vivaci e momenti di irresistibile comicità.

La versione musicale per due pianoforti è curata da Giorgio Gori e affidata ai maestri collaboratori Elettra Aurora Pomponio e Maki Hamada. Firma la regia Kamila Straszynska. Formatasi all’Accademia “Aleksander Zelwerowicz” di Varsavia, al DAMS di Bologna e all’Accademia “Silvio d’Amico” di Roma, nel 2018 ha curato a Roma il ciclo di letture performative sulla drammaturgia polacca In Polonia vale a dire da nessuna parte? in collaborazione con l’Istituto Polacco e il Teatro di Roma. Dal 2019 cura spettacoli di prosa in teatri di Roma, Varsavia e Lima, dal 2023 realizza per la Filarmonica Nazionale di Varsavia spettacoli musicali per bambini e collabora con PAV per Fabulamundi. Il nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma vede le scene di Sofia Sciamanna, i costumi di Virginia Blini e le luci di Zofia Pinkiewicz. Interpreti delle due operette le cantanti Jessica Ricci e Sofia Barbashova (soprani), Maria Elena Pepi e Irene Zas Martinez (mezzosoprani), i cantanti Guangwei Yao e Jiacheng Fan (tenori), Alejo Alvarez Castillo (baritono) e Dayu Xu (basso). Tutti gli artisti e il team creativo sono allievi della quinta edizione di Fabbrica Young Artist Program.

La programmazione del Teatro Nazionale prosegue dal 14 al 19 aprile con Serata Preljocaj (La stravaganza, Annonciation, Noces), trittico-omaggio al coreografo francese Angelin Preljocaj tra i massimi esponenti della danza contemporanea, noto per un linguaggio che fonde la disciplina del balletto classico con la libertà espressiva della danza moderna in dialogo con artisti visivi, musicisti e stilisti.  Dal 15 al 21 maggio protagonista “Hans Werner Henze 100”, mini-festival celebrativo nel centenario della nascita del compositore tedesco, che vedrà sul palcoscenico due opere tratte da testi di Miguel Barnett: La piccola cubana ed El Cimarrón. Chiude la stagione La vita nuda di Matteo D’Amico liberamente ispirata a L’uomo dal fiore in bocca e La patente di Pirandello.

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Addio a Valentino Garavani

Indimenticabili i suoi costumi per La traviata con la regia di Sofia Coppola all’Opera di Roma in cartellone di nuovo dal 21 al 30 giugno

Il Teatro dell’Opera di Roma apprende con profonda commozione della scomparsa di Valentino Garavani (Voghera, 11 maggio 1932 – Roma, 19 gennaio 2026), uno dei più grandi couturier del XX e XXI secolo. La sua visione estetica, fondata su una profonda conoscenza della storia e su un’idea rigorosa di bellezza, ha attraversato decenni di cultura contemporanea, toccando anche il teatro musicale. Proprio all’Opera di Roma nel 2016 ha firmato i costumi de La traviata di Giuseppe Verdi, uno degli allestimenti più amati dal pubblico, con la regia di Sofia Coppola, che dopo le numerose riprese nelle scorse stagioni, ritorna in cartellone dal 21 al 30 giugno.

Il Teatro dell’Opera di Roma partecipa al cordoglio internazionale per la scomparsa di un Maestro che ha saputo portare l’alta sartoria nel teatro d’opera come forma compiuta di arte applicata, lasciando un segno duraturo anche nella storia culturale della città di Roma. Tutti i lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma insieme al Sovrintendente si uniscono nel sentito ricordo di Valentino Garavani, rendendo omaggio al suo talento fonte di ispirazione per artisti, creativi e appassionati di tutta la comunità dello spettacolo.

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