Dal 2 al 5 settembre sul Tevere torna “Fitzcarraldo”

Palcoscenico, scenografia, racconto: dal 2 al 5 settembre 2026, la prima opera lirica composta per un battello in viaggio, trasforma le sponde di Roma in scenografia e la Città Eterna in un teatro a cielo aperto

Mercoledì 2 settembre: ore 19.30 e 21.30
Giovedì 3 settembre: ore 19.30 e 21.30
Venerdì 4 settembre: ore 19.30 e 21.30
Sabato 5 settembre: ore 05.30 (replica speciale all’alba) e 19.30

Partenza da: Isola Tiberina  | ingresso da Lungotevere degli Anguillara (di fronte a Piazza Gioacchino Belli)

Tutti gli eventi sono sold out!

 

Sei ponti, un battello in viaggio lungo il Tevere e Roma che, lentamente, si svela sulle note di un’opera composta per essere ascoltata in movimento. Dal 2 al 5 settembre 2026, dopo il debutto del 2022, torna Fitzcarraldo, la prima opera lirica in assoluto concepita per essere rappresentata a bordo di un battello che attraversa il cuore della Capitale, trasformando per quattro giorni il Tevere in un grande teatro a cielo aperto.

Ideata e diretta da Fabio Morgan, con la composizione e la direzione musicale del Maestro Francesco Leineri e il libretto di Andrea Carvelli, promossa e sostenuta da Roma Capitale, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, e realizzata dal Teatro dell’Opera di Roma e dall’Associazione E45, Fitzcarraldo è un progetto visionario che prende ispirazione dal celebre capolavoro cinematografico di Werner Herzog per costruire un’opera originale sulla Città Eterna, sul suo fiume e sulla capacità dell’arte di immaginare una rinascita anche là dove tutto sembra essere andato perduto.

Non è il battello ad attraversare Roma: è Roma che si svela al ritmo del battello. Monumenti, ponti, banchine, architetture antiche e contemporanee appaiono e scompaiono davanti agli spettatori seguendo il procedere della navigazione, fino a diventare parte della partitura e della drammaturgia, in un libretto creato a partire dal Tevere e dalle sue sponde, tra presente, memoria e visione di un possibile futuro.

Il fiume si fa così palcoscenico, perché è sulle sue acque che si svolge l’azione; scenografia, perché monumenti, ponti e banchine scorrono come un fondale naturale; percorso narrativo, perché ogni tratto di navigazione coincide con un nuovo capitolo dell’opera; e infine luogo da attraversare, perché lo spettacolo può essere seguito sia a bordo sia dalle rive, accompagnando il viaggio oppure osservandolo da Ponte Sisto, Ponte Sant’Angelo, Ponte Umberto I e Ponte Cavour, punti privilegiati di osservazione.

Nel viaggio, le rovine dell’antica Urbe e il ponte di una civiltà futura emergono progressivamente lungo il percorso come frammenti superstiti di una città scomparsa: il coro li racconta in metro dantesco, quasi fosse una immaginifica guida turistica incaricata di accompagnare gli ultimi viaggiatori tra ciò che resta di un mondo decaduto. L’intuizione è semplice quanto rivoluzionaria: fare del fiume stesso lo spettacolo. Il Tevere torna così a essere il luogo originario della città, una linea narrativa che unisce secoli di storia e accompagna lo sguardo verso una Roma diversa, sospesa tra memoria e immaginazione.

Come nel capolavoro di Werner Herzog, anche qui Fitzcarraldo è l’uomo che tenta l’impossibile. Ma il suo viaggio non è soltanto un omaggio cinematografico: diventa una riflessione sul presente delle grandi metropoli e sul potere della creazione artistica di trasformare la realtà.

«Nel cuore della grande trasformazione che Roma sta vivendo in questi ultimi anni, siamo felici di poter avere per il terzo anno ‘Fitzcarraldo’, la prima opera lirica che attraversa la città attraverso il battello sul Tevere, con la sua forza artistica e trasformativa, per guardare Roma con uno sguardo diverso. Dopo Opera Camion, le cui nuove rappresentazioni ripartono nei prossimi giorni, il Teatro dell’Opera offre ancora una volta l’opportunità a cittadine e cittadini, di godere della magia della lirica anche al di fuori del Teatro. E sarà un appuntamento culturale per tutte e tutti, perché vedrà il coinvolgimento dei giovani artisti della Cantoria del Teatro dell’Opera»
Massimiliano Smeriglio
Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria

«L’opera narra il viaggio nell’apocalisse della città di Roma tra le rovine del passato e la decadenza del presente dove il protagonista Fitzcarraldo, disegna un possibile orizzonte di salvezza. L’Eroe visionario così diventa simbolo dello sforzo epico dell’uomo che sogna di forgiare a propria immagine la realtà, nella dialettica poetica, grandiosa e struggente tra Uomo e Natura che necessariamente ne consegue, in cui “chi sogna può muovere le montagne”. Fitzcarraldo si fa alfiere di una nuova visione della città, in un’opera lirica inedita che si propone al pubblico a bordo di un battello, originale palcoscenico in movimento tra gli scorci unici del centro storico della Città Eterna!»
Fabio Morgan
ideatore e direttore artistico di Fitzcarraldo, opera lirica su battello.

«Per il terzo anno, il Teatro dell’Opera di Roma collabora con E45 per portare l’opera sul Tevere, in un progetto che unisce sperimentazione, territorio e apertura alla città. Fitzcarraldo, opera lirica su battello ci offre ancora una volta l’opportunità di esplorare il fiume come spazio di cultura e di incontro, attraverso una modalità inedita di vivere e raccontare Roma. Sono particolarmente felice, inoltre, del coinvolgimento della Cantoria del Teatro, che permetterà a un gruppo di giovani cantori di confrontarsi con un’opera contemporanea di un compositore italiano. Riflettere oggi su come abitiamo le nostre città e sul rapporto con l’ambiente e il cambiamento climatico significa misurarsi con alcune delle grandi sfide del nostro tempo: una grande istituzione culturale non può sottrarsi a questo confronto e deve contribuire, attraverso l’arte e la cultura, a immaginare nuovi modi di vivere i nostri spazi urbani osservandoli da un’altra prospettiva.»
Francesco Giambrone
Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma

 

Crediti

FITZCARRALDO
opera lirica su battello

ideazione, direzione artistica
Fabio Morgan

composizione e direzione musicale
Francesco Leineri

libretto
Andrea Carvelli

con

Fitzcarraldo (baritono), Giorgio Celenza
Aiuto regista (basso), Yuri Guerra
Attrice (soprano), Clara La Licata

Attore (tenore), Antonio Sapio
Oracolo (controtenore), voce fuori campo di Antonello Dorigo

Alessio Cavaliere, percussioni
Luigi Ginesti, corno francese

Francesco Leineri, live electronics

coro
Cantoria del Teatro dell’Opera di Roma
Maria Chiara Bisceglia, Dario Casavecchia, Anita Cirillo, Jlenia Cozzolino, Federica Lanna, Gabriele Lucani, Giulia Manzini, Dorotea Marzullo, Christian Masciavè, Christine Mazza, Lorenzo Piroli, Ferdinando Schettino, Andrea Sordi, Emanuele Sordi, Francesca Squillace

produzione esecutiva e allestimento Alessandra Muschella

direzione organizzativa Gianni Parrella

organizzazione Daniele Grifoni, Giacomo De Rose
assistente costumista Martina Turella

direzione tecnica Concetto Cipriani, Marco Cipriani

illustrazione Funkamore

ufficio stampa Marta Volterra per HF4

foto e video Emidio Vallorani, Francesca Vangieri

progettazione Gianluca Cheli

un progetto realizzato dal Teatro dell’Opera di Roma, E45
con il sostegno di Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria:
www.e45.it/fitzcarraldo2026

Contatti:
info@e45.it

 

Ufficio stampa HF4 www.hf4.it
Alessia Malorgio alessia.malorgio@hf4.it +39 335 696 1998
Annarita Canalella annarita.canalella@hf4.it +39 335 749 5538

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A settembre altri sei appuntamenti con OperaCamion ‘Il Barbiere di Siviglia’

Dal 12 al 20 settembre 2026 sei serate gratuite completano il viaggio di OperaCamion nei municipi romani
Il progetto è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria

OperaCamion torna a percorrere le strade della Capitale con una nuova tournée de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Dal 12 al 20 settembre 2026 il camion-palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma farà tappa in altri sei municipi di Roma, portando gratuitamente uno dei capolavori più amati del repertorio lirico nelle piazze e negli spazi urbani. Le sei nuove tappe interessano i municipi non raggiunti dalla tournée di maggio e giugno, completando così il percorso di OperaCamion 2026, un progetto che nel 2025 ha richiamato oltre 20.000 spettatori complessivi fra Il barbiere di Siviglia e Tosca, registrando una risposta partecipe e continua dei cittadini.
Sul camion-palcoscenico sale l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, diretta da Alessandro Poleggi. La regia, i costumi e le luci sono di Manu Lalli, con scene di Daniele Leone e coreografia per i movimenti mimici di Chiara Casalbuoni. L’adattamento musicale è firmato da Tommaso Chieco e Marco Giustini.
Protagonisti dello spettacolo sono Irene Zas Martinez* (Rosina), Pierpaolo Martella (Don Bartolo), Diego Savini (Figaro), Dayu Xu* (Don Basilio) e Francesco Tuppo (Conte d’Almaviva), affiancati da Donata Franceschino, Letizia Giannoccaro, Stefano Dattrino, Giacomo Peddis e Alessio Dantignana. Irene Zas Martinez e Dayu Xu fanno parte di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, a conferma del costante investimento del Teatro nella formazione e nella valorizzazione dei talenti della nuova generazione.
La regista Manu Lalli ripropone la sua fortunata lettura del capolavoro rossiniano ispirata al circo, alla commedia dell’arte e al teatro di strada, perfettamente in sintonia con la natura itinerante di OperaCamion. Il camion-palcoscenico si anima così di illusionisti, acrobati, domatori e pagliacci, trasformando ogni piazza in un grande teatro all’aperto e restituendo l’opera alla sua dimensione più popolare e partecipata.

Il calendario 2026 di OperaCamion – Il barbiere di Siviglia

Sabato 12 settembre – ore 20.00
Municipio XIII – Parcheggio del mercato di Via Borgo Ticino (Casalotti)

Domenica 13 settembre – ore 20.00
Municipio XI – Piazza Gaetano Mosca (Monte Cucco)

Martedì 15 settembre – ore 20.00
Municipio XV – Parcheggio di Via della Stazione (Cesano)

Giovedì 17 settembre – ore 20.00
Municipio IX – Piazza Tarantelli (Torrino/Decima)

Sabato 19 settembre – ore 20.00
Municipio II – Piazza Jan Palach (Villaggio Olimpico)

Domenica 20 settembre – ore 20.00
Municipio VII – Largo Paolo Emilio Taviani (Cinecittà Est)

Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 20.00
Ingresso libero e gratuito.
PORTATE LA SEDIA DA CASA!

OperaCamion è un progetto del Teatro dell’Opera di Roma promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, con la partecipazione speciale dei cori del territorio di Roma Capitale, coordinati da Andrea Rossi e Don Elio Lops.

Il progetto OperaCamion è stato presentato per la prima volta nel 2016 con Figaro per la regia di Fabio Cherstich e le scenografie di Gianluigi Toccafondo, produzione Teatro dell’Opera di Roma e Teatro Massimo di Palermo

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Il debutto italiano di Tatjana Gürbaca con il nuovo ‘Falstaff’ diretto da Michele Mariotti

Dall’11 ottobre al Costanzi con Luca Salsi nel ruolo del titolo

La recita del 1° novembre è trasmessa in diretta su Rai3, mentre la prima è proposta su Radio3

 

«Falstaff non è una commedia su un vecchio che fallisce, ma sull’umanità stessa: sulle nostre illusioni, sui nostri desideri, sulle nostre debolezze e sul nostro instancabile tentativo di trasformare il breve miracolo della vita in qualcosa di significativo». Così la regista tedesca Tatjana Gürbaca descrive l’ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi, che mette in scena a partire da domenica 11 ottobre alle ore 19.00 al Teatro dell’Opera di Roma, in una nuova produzione che segna il suo debutto assoluto in Italia dopo i successi ottenuti nei principali teatri europei, da Berlino a Vienna, da Amsterdam a Zurigo. Sei le recite dello spettacolo, con l’ultima replica, domenica 1° novembre, trasmessa in diretta TV su Rai3, nell’ambito del progetto patrocinato dal Ministero della Cultura che vede l’Opera di Roma e Rai Cultura impegnate assieme in una diretta in prima serata ogni 1° novembre dell’anno. Su Radio3 Rai invece l’opera è proposta in diretta la sera della prima rappresentazione. A queste sei recite si aggiunge l’anteprima giovani, in programma venerdì 9 ottobre alle 19, dedicata agli under 30.

Sul podio è impegnato il Direttore musicale della fondazione lirica capitolina Michele Mariotti, che dirige l’ultimo capolavoro verdiano per la prima volta con il pubblico in sala, avendolo interpretato nel dicembre 2020 alla Staatsoper di Monaco che lo diffuse in streaming a causa della pandemia. Protagonista sul palco è Luca Salsi, baritono dalla carriera internazionale, che negli ultimi anni è diventato interprete di riferimento per la parte di Sir John Falstaff, cantandola in teatri come la Staatsoper di Vienna o il Liceu di Barcellona. Accanto a lui sono impegnati Maria Agresta come Alice, George Petean come Ford, Violeta Urmana nei panni di Quickly, Marina Monzò in quelli di Nannetta, Dave Monaco nella parte di Fenton in alternanza con Pietro Adaini (13, 15, 20) e Carmen Artaza come Meg. Completano il cast Carlo Bosi (Cajus), Paolo Antognetti (Bardolfo) e Gabriele Sagona (Pistola). Il coro è istruito da Ciro Visco. Le scene sono di Henrik Ahr, i costumi di Silke Willrett e le luci di Stefan Bolliger.

«Falstaff è filosofo della vita, un edonista sovversivo, un uomo di radicale libertà e di profonda autoironia – prosegue la regista, figlia di padre turco e madre italo-slovena – Abbraccia tutto ciò che la società cerca spesso di regolare o di reprimere: il mangiare, il bere, la sessualità, l’ozio, il piacere e la semplice bellezza dell’essere vivi. È immorale, ma mai malvagio. Mente, imbroglia, sfugge alle proprie responsabilità e manipola gli altri, ma non è mosso dalla crudeltà né dal desiderio di potere. Non gli interessa dominare; gli interessa esistere. Si muove in una società che ha perduto la generosità nei confronti della vita. È un mondo dominato dal calcolo, dall’ambizione sociale, dalla paura del fallimento e da una costante sorveglianza di sé. Gli individui misurano il proprio valore attraverso lo status, la ricchezza, la reputazione e il successo. Hanno poco tempo e ancora meno coraggio nei confronti dell’amore. Verdi compose Falstaff alla fine della sua vita, nel 1893, sulla soglia di un nuovo secolo. Stava emergendo un mondo nuovo, plasmato dall’industrializzazione, dal progresso economico, dall’istruzione, dall’ambizione e dal potere del denaro. Il personaggio di Falstaff rappresenta tutto ciò che sembra non avere più posto in questo nuovo ordine: l’abbondanza, l’immaginazione, la sensualità, la libertà artistica e la ricerca della bellezza al di là dell’utile. Ho ambientato l’azione in una versione di fantasia del Grand Hotel et de Milan – conclude la regista – il luogo che divenne la seconda casa del compositore negli ultimi anni della sua vita e dove nacque la sua ultima opera. Ma questo albergo esiste in uno stato onirico: è uno spazio appartenente a un’altra epoca, già in parte abbandonato e in parte riconquistato dalla natura. Un mondo sospeso tra passato e futuro, tra memoria e dissoluzione»

«Con Falstaff si entra in un laboratorio teatrale perfetto – aggiunge Michele Mariotti – È una commedia nella quale non si ride mai davvero, ma si sorride con il disincanto tipico di Verdi. Per l’orchestra è una delle sfide più impegnative del repertorio: la scrittura è virtuosistica, ricca di interventi solistici, e richiede brillantezza, precisione e fantasia timbrica. Ma sono proprio la libertà strutturale e l’unicità del coinvolgimento tra buca e palcoscenico a rendere quest’opera il primo grande capolavoro che guarda al Novecento.»

 

Anteprima giovani: venerdì 9 ottobre ore 19.00

Prima rappresentazione: domenica 11 ottobre ore 19.00

Repliche: martedì 13 ore 20.00, giovedì 15 ore 18.00, domenica 18 ore 16.30, martedì 20 ore 20.00, domenica 1° novembre ore 20.30

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ABBONAMENTI E BIGLIETTERIA

Campagna abbonamenti “Gran Teatro All Inclusive” e “Gran Teatro” dal 1° al 31 luglio 2026 e dal 1° al 26 settembre 2026.
Sottoscrizioni di altre forme di abbonamento dal 1° ottobre 2026.  I biglietti dei singoli spettacoli saranno in vendita a partire dall’8 ottobre 2026.

 

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“Nessun Morda! Arie d’opera anche per chi non le ha mai capite” alla Garbatella

Il Teatro dell’Opera di Roma partecipa alla quinta edizione di M’illumino di teatro a Garbatella con i giovani artisti di “Fabbrica” ​​– Young Artist Program

 Quante persone hanno canticchiato almeno una volta La donna è mobile , Nessun dorma o il brindisi della Traviata senza aver mai assistito a uno spettacolo d’opera? E quanti hanno trasformato quei versi in espressioni ormai entrate nell’immaginario collettivo, come la celebre “donna nobile” al posto di La donna è mobile o “Che gelida Marina” invece di Che gelida manina ? È proprio da questi equivoci, familiari a tutti, che nasce Nessun Morda! Arie d’opera anche per chi non le ha mai capite, uno spettacolo che porta il melodramma in piazza. L’appuntamento è per sabato 1° agosto alle ore 20.00 in Piazza Damiano Sauli (VIII Municipio), nell’ambito della quinta edizione di M’illumino di teatro a Garbatella , la manifestazione che quest’anno vede anche la partecipazione del Teatro dell’Opera di Roma con gli artisti di Fabbrica – Young Artist Program . Ideato da 369gradi in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, Nessun Morda! propone un modo nuovo e coinvolgente di avvicinarsi al melodramma. Non un concerto tradizionale né una lezione sull’opera, ma un racconto ironico e divulgativo costruito intorno alle arie più celebri del repertorio, quelle che tutti conoscono, anche senza aver mai frequentato un teatro d’opera. A guidare il pubblico saranno Gioia Salvatori e Maurizio Rippa  che accompagneranno gli spettatori in un viaggio tra musica, curiosità e aneddoti.

Protagonisti della serata saranno i giovani cantanti di Fabbrica – Young Artist Program: il soprano Sofia Barbashova , il mezzosoprano Irene Zas Martines , il tenore Jiacheng Fan e il baritono Alejo Alvarez Castillo , accompagnato al pianoforte da Elettra Aurora Pomponio . Il programma attraversa alcune delle pagine più amate del repertorio operistico: “Largo al factotum” e “Dunque io son” da Il barbiere di Siviglia , “Je veux vivre” da Roméo et Juliette , “Non più mesta” da La Cenerentola , il duetto “Pa-Pa-Papagena! Pa-Pa-Papageno!” da Die Zauberflöte ( Il flauto magico) , “Quando me’n vo'” da La bohème , “E lucevan le stelle” da Tosca , “Nessun dorma” da Turandot e il brindisi “Libiamo ne’ lieti calici” da La traviata .

La presenza degli artisti di Fabbrica, che con questo appuntamento concludono il loro percorso di perfezionamento al Teatro dell’Opera di Roma, conferisce alla serata un significato particolare: giovani interpreti all’inizio della carriera incontrano il pubblico in uno spazio aperto della città, restituendo all’opera la sua dimensione più autenticamente popolare e condivisa. L’iniziativa si inserisce nel programma di M’illumino di teatro , la rassegna che da anni anima il quartiere Garbatella con spettacoli gratuiti e attività dedicate alla partecipazione culturale.

sabato 1° agosto 2026 – ore 20.00 Piazza Damiano Sauli (VIII Municipio) – Garbatella

 

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I “Carmina Burana” di Orff chiudono la stagione estiva dell’Opera di Roma  

Sul podio al Circo Massimo Wayne Marshall

Installazione video di Anagoor

La stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma si conclude venerdì 31 luglio al Circo Massimo con i Carmina Burana di Carl Orff, uno dei più celebri capolavori del repertorio sinfonico-corale del Novecento interpretati da Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma. Sul podio torna Wayne Marshall, direttore e pianista di fama internazionale, che ritrova il pubblico dell’Opera di Roma dopo aver diretto Candide di Leonard Bernstein al Teatro Costanzi nel gennaio 2012 e, più recentemente, il concerto Rhapsody in Blue al Caracalla Festival 2024. Maestro del coro Ciro Visco, guida invece le voci bianche Alberto de Sanctis. A dare voce ai molteplici registri espressivi del capolavoro di Orff il soprano Alessandra Marianelli, il baritono Thomas Lehman e il giovane controtenore Ivan Borodulin. Ad accompagnare l’esecuzione è l’opera audiovisiva ideata da Anagoor, compagnia italiana riconosciuta sulla scena internazionale per un linguaggio che intreccia arti figurative, teatro, cinema e tecnologie digitali. Pensata come un controcanto visivo ai Carmina Burana di Carl Orff, Anagoor ne disegna un percorso visivo costruito intorno ai grandi temi evocati dall’opera: il destino, il potere, il tempo, la natura, la violenza, l’amore e la fragilità della condizione umana. Il concept intreccia materiali originali realizzati da Anagoor nel corso degli anni e ricomposti in una nuova architettura. A questi si affiancano alcune sequenze tratte da Cabiria (1914) di Giovanni Pastrone e i filmati amatoriali in 16 millimetri girati da Eva Braun al Berghof, la residenza alpina di Hitler. Anagoor ricuce su questi frammenti di memoria storica e culturale un nuovo tessuto narrativo dove immagine e testo dialogano con la musica, ora invitando a uno sguardo meditativo, ora restituendo una percezione straniata della realtà. Come nella raccolta medievale, anche nell’opera audiovisiva convivono rovina e rinascita, rito e festa, eros e sacrificio.

Il percorso registico segue le sezioni della partitura. Dal dominio della Fortuna (Fortuna Imperatrix Mundi), sotto il cui segno si apre e si chiude il racconto, emerge una riflessione sul destino dei grandi imperi e sulla precarietà di ogni potere. Con Primo vere la rovina lascia spazio alla forza rigeneratrice della natura, mentre in Uf dem Anger il quotidiano, la comunità e il paesaggio, evocati anche attraverso i filmati del Berghof, rivelano progressivamente l’ombra della propaganda e della violenza. Il percorso prosegue con In taberna, dove il rito della festa si trasforma in eccesso e il desiderio di oblio accompagna il piacere, per approdare a Cour d’amour, in cui l’amore si manifesta come spazio di scelta, rischio e abbandono. In Blanziflor et Helena la bellezza del volto umano si oppone alla distruzione della storia, prima che il ritorno di Fortuna Imperatrix Mundi ricomponga il ciclo: ciò che sembrava eterno si consuma, il potere cade e la ruota della Fortuna riprende il suo incessante movimento.

Composti da Carl Orff a metà degli anni Trenta del Novecento, i Carmina Burana nascono dall’incontro fra una scrittura musicale di straordinaria immediatezza e una raccolta di testi medievali dedicati all’amore, alla primavera, al vino, alla fortuna e alla caducità dell’esistenza. Dall’irresistibile energia di O Fortuna fino alle pagine più liriche e contemplative, l’opera costruisce un grande affresco corale che continua a conquistare il pubblico per la sua potenza espressiva e comunicativa.

Rappresentazione unica: venerdì 31 luglio 2026, ore 21.30

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Per la prima volta in Italia le celebrate “Nozze di Figaro” di Mozart firmate da Claus Guth

All’Opera di Roma dal 15 settembre con Emmanuel Tjeknavorian sul podio e un cast capitanato da Germán Olvera, Roberta Mantegna, Martina Russomanno, Erwin Schrott ed Elmina Hasan

Compie vent’anni e arriva per la prima volta in Italia il celebrato allestimento de Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart ideato da Claus Guth nel 2006 per il Festival di Salisburgo, e che l’Opera di Roma mette in scena a partire da martedì 15 settembre per un totale di otto recite, fino al 23 settembre, cui si aggiunge l’anteprima per i giovani di domenica 13 settembre. Creata in occasione del 250° anniversario della nascita di Mozart, la produzione è stata ripresa a Salisburgo nel 2007, nel 2009 e nel 2011. Nel 2016 è stata acquisita dalla Canadian Opera Company, che l’ha presentata per la prima volta a Toronto nello stesso anno. Nel 2022 è stata quindi ospitata dal Teatro Real di Madrid, per tornare a Toronto nel 2023 e arrivare oggi al suo debutto italiano al Costanzi. Guth – che torna a Roma dopo il successo della Jenůfa del 2024produzione già vincitrice a Londra di un Olivier Award – propone una lettura profondamente psicologica del capolavoro mozartiano, spostando il baricentro dalla tradizionale dimensione di commedia degli equivoci all’indagine dei rapporti umani e delle dinamiche di coppia. Ambientata agli inizi del Novecento in un unico spazio scenico ideato da Christian Schmidt – l’androne di una dimora borghese dominato da un’imponente scalinata – la vicenda si sviluppa come un intenso dramma da camera, in cui desideri, frustrazioni e tensioni emotive emergono con forza. Schmidt firma anche i costumi, mentre la drammaturgia è di Ronny Dietrich, le luci sono curate da Olaf Winter, i movimenti coreografici da Ramses Sigl e i video da Andi A. Müller. L’azione inizia negli interni della casa degli Almaviva ma, man mano che il dramma si sviluppa, la scena si trasforma e lo spazio viene progressivamente invaso dal bosco, che nel quarto atto diventa l’ambiente dominante. Non si tratta però di un semplice cambio di luogo previsto dal libretto: Guth fa del bosco un luogo mentale e simbolico, dove emergono desideri repressi, paure e pulsioni inconsce dei personaggi. A dirigere Le nozze di Figaro, scritte tra il 1785 e il 1786 su libretto di Lorenzo Da Ponte, è chiamato Emmanuel Tjeknavorian, vincitore del Premio Abbiati 2025 come miglior direttore e al suo debutto al Teatro Costanzi. Nato a Vienna nel 1995 in una famiglia di musicisti di origine armena, Tjeknavorian ha costruito una carriera che unisce l’attività di violinista a quella di direttore d’orchestra. Dal settembre 2024 è Direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano.

Sul palco sono impegnati Germán Olvera, che si alterna con Vito Priante nella parte del Conte di Almaviva; Roberta Mantegna, in alternanza con Federica Guida come Contessa; Martina Russomanno, affiancata da Benedetta Torre nei panni di Susanna; Erwin Schrott e Alessio Arduini incarnano Figaro; Elmina Hasan e Cecilia Molinari vestono invece i panni di Cherubino. Completano il cast Monica Bacelli (Marcellina), Roberto Scandiuzzi (Bartolo), Marcello Nardis (Don Basilio), Blagoj Nacoski (Curzio), Jessica Ricci e Alejo Alvarez Castillo (provenienti dal progetto Fabbrica dell’Opera di Roma, impegnati rispettivamente nelle parti di Barbarina e Antonio). Il coro della Fondazione capitolina è diretto da Ciro Visco.

Tra le invenzioni più originali della regia di Claus Guth – vincitore di un OPER! Award nel 2023 e dell’International Opera Awards nel 2025 – vi è Cherubim, il doppio muto di Cherubino che attraversa la vicenda come personificazione del desiderio, dell’attrazione e delle pulsioni inconsce che animano i protagonisti. A interpretarlo è stato, fin dalla prima rappresentazione della produzione a Salisburgo nel 2006, Uli Kirsch, attore, danzatore e acrobata, all’epoca ventottenne. Da allora Kirsch ha continuato a vestire i panni di Cherubim in tutte le principali riprese internazionali dell’allestimento, e sarà impegnato anche sul palcoscenico dell’Opera di Roma.

 

Anteprima giovani: domenica 13 settembre ore 16.30

Prima rappresentazione: martedì 15 settembre ore 19.00 e in diretta su Radio3

Repliche: mercoledì 16, giovedì 17, venerdì 18 ore 19.00, sabato 19 ore 18.00, domenica 20 ore 16.30, martedì 22, mercoledì 23 ore 19.00

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“Romeo e Giulietta” di John Cranko al Circo Massimo

Il 24 e 25 luglio il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma interpreta il capolavoro di Prokof’ev ispirato alla tragedia di Shakespeare

La grande danza arriva al Circo Massimo il 24 e 25 luglio 2026 con il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, protagonista di Romeo e Giulietta di John Cranko sulle musiche di Sergej Prokof’ev. La vicenda shakespeariana ha ispirato alcuni dei maggiori coreografi del secolo scorso, dalle celebri versioni di Leonid Lavrovskij (1940) e Frederick Ashton (1955) a quella di John Cranko, presentata per la prima volta nel 1958 a Venezia con il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e Carla Fracci prima interprete nella creazione di Cranko del ruolo di Giulietta, personaggio che il coreografo sudafricano modellò sulle qualità artistiche della grande étoile. La coreografia, rielaborata dallo stesso Cranko nel 1962 per lo Stuttgart Ballet, coniuga la tensione drammatica della lettura di Lavrovskij con il lirismo di Ashton, dando vita a un balletto che è divenuto simbolo della compagnia di Stoccarda e uno dei capolavori della danza del XX secolo. «La sfida è creare un balletto su due livelli: come danza e come storia», affermava John Cranko. In Romeo e Giulietta questo principio si traduce in una coreografia in cui il racconto si sviluppa attraverso il movimento, mantenendo in costante equilibrio l’espressione drammatica e la scrittura coreografica. Coerentemente con questa visione, Cranko rinnova il vocabolario della tradizione accademica: «La danza classica deve essere liberamente fusa con elementi acrobatici o passi di danza popolare, purché vengano usati in maniera poetica», delineando un lessico coreografico di grande libertà espressiva.

La produzione segna il ritorno di un titolo profondamente legato alla storia del Costanzi: entrato nel repertorio del Teatro dell’Opera di Roma nel 1995, Romeo e Giulietta è stato successivamente ripreso nel 1996, nel 2001, nel 2002 e nel 2003. L’ultima presenza del titolo risale al 2010, alle Terme di Caracalla, in una versione firmata da Carla Fracci, costruita a partire dall’eredità di coreografi con cui aveva collaborato nel corso della sua carriera, tra cui Loris Gai, John Cranko ed Erik Bruhn. Con questa nuova ripresa al Circo Massimo, il Teatro dell’Opera di Roma rinnova il legame con una delle pagine più significative del proprio repertorio coreutico. La direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma è affidata a Ido Arad. Scene e costumi sono firmati da Jürgen Rose, tra i maggiori scenografi e costumisti del teatro europeo e storico collaboratore di John Cranko, autore delle scene e dei costumi della versione del 1962 e già presente nell’edizione romana del 1995; le luci e la supervisione tecnica sono di Steen Bjarke. La supervisione dei costumi è affidata a Diana Eckmann, quella coreografica a Reid-Anderson-Graefe. La coreografia è ripresa da Yseult Lendvai, che nel 1995 interpretò Giulietta al Teatro Costanzi in alternanza con Carla Fracci e oggi trasmette questa storica versione alla nuova generazione di interpreti.

Nel ruolo di Giulietta l’étoile Susanna Salvi è affiancata dal primo ballerino Michele Satriano in quello di Romeo. Completano il cast il primo ballerino Claudio Cocino (Tebaldo), la prima ballerina Marianna Suriano (Rosalina), il primo ballerino Gabriele Consoli (Mercuzio), Mattia Tortora (Benvolio) e il solista Giacomo Castellana (Paride).

Prima rappresentazione: venerdì 24 luglio 2026, ore 21.00

Replica: sabato 25 luglio 2026, ore 21.00

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Corso Introduttivo della Scuola di Danza ideato da Eleonora Abbagnato. Quinta edizione

Aperte le iscrizioni alle audizioni per l’accesso alla quinta edizione del Corso Introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, progetto ideato dalla Direttrice Eleonora Abbagnato che consentirà ad allieve e allievi dagli 8 ai 15 anni di studiare nella Capitale con i docenti della Scuola nel corso di quattro weekend in programma da gennaio ad aprile 2027. Il Corso è aperto anche agli insegnanti di danza. Le audizioni si svolgeranno il 19 e 20 settembre 2026 presso il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino di Firenze, il 17 e 18 ottobre e il 28 e 29 novembre 2026 presso la Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma e il 5 e 6 dicembre 2026 presso la Fondazione Arena di Verona.

 

Si svolgeranno a FirenzeRoma e Verona le audizioni per l’accesso alla quinta edizione del Corso Introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, progetto ideato e fortemente voluto dalla Direttrice della Scuola, Eleonora Abbagnato.

«Sono molto felice dei risultati ottenuti nelle precedenti edizioni del Corso Introduttivo» afferma Eleonora Abbagnato. «Anno dopo anno il progetto è cresciuto sia dal punto di vista numerico sia dal punto di vista qualitativo e ci ha confermato quanto talento sia presente nelle scuole di danza di tutto il territorio nazionale. Per una grande istituzione come la Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma è fondamentale sentire il dovere di intercettare questo talento, ovunque si trovi, offrendo occasioni concrete di incontro, studio e crescita.»

Per la quinta edizione è stata inoltre introdotta un’importante novità: le audizioni per la fascia di età 8-9 anni si svolgeranno in tutte le sedi di selezione, così da rispondere alle numerose richieste ricevute dalle famiglie negli ultimi anni.

«Il Corso Introduttivo nasce con un duplice obiettivo» prosegue Eleonora Abbagnato. «Da una parte vogliamo offrire un’opportunità concreta di studio a quei bambini e ragazzi che, per ragioni familiari o logistiche, non possono trasferirsi stabilmente a Roma; dall’altra desideriamo individuare giovani che, per qualità fisiche, tecniche e attitudinali, possano intraprendere un percorso più strutturato all’interno dei corsi professionali della nostra Scuola. Naturalmente il progetto è rivolto anche agli allievi che vivono a Roma e nel Lazio e che desiderano conoscere più da vicino il nostro metodo di lavoro, i nostri docenti e il percorso formativo della Scuola.»

«Ho ideato questo progetto insieme a Michele Politi e Francesca Bernabini con l’obiettivo di creare un ponte tra la nostra Scuola, le tante realtà formative presenti sul territorio e le famiglie dei giovani danzatori. Credo che una grande istituzione abbia il dovere di cercare il talento ovunque si trovi e di costruire occasioni di incontro e conoscenza reciproca. Solo attraverso un rapporto diretto con gli allievi, i loro insegnanti e le loro famiglie può nascere quella fiducia necessaria per affrontare con serenità un eventuale percorso di studi lontano da casa.»

Anche quest’anno, come nella passata edizione, il Corso Introduttivo si svolgerà nella storica sede della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, il villino di Via Ozieri 8.

«Il programma di studio rispecchia la ricchezza e la completezza della formazione offerta dalla nostra Scuola» conclude Eleonora Abbagnato. «Accanto alla danza classica, gli allievi avranno la possibilità di conoscere discipline fondamentali per la crescita artistica e tecnica di un giovane danzatore, dalle danze di carattere al repertorio classico, dalla musica alla fisiotecnica, dalla Gyrokinesis® alla danza contemporanea. Credo profondamente nel valore di una formazione accademica ampia e multidisciplinare, capace di accompagnare i ragazzi nella loro crescita artistica e personale.»

«Ringrazio il Sovrintendente Francesco Giambrone per il sostegno con cui accompagna questo progetto, così come il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e la Fondazione Arena di Verona che ospiteranno nuovamente le audizioni per l’accesso al Corso. Il mio grazie va anche a Michele Politi, al quale ho affidato anche quest’anno il coordinamento del Corso, e ai docenti e a tutto il personale della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, che condividono con me l’impegno e l’entusiasmo necessari per rendere possibile questa iniziativa.»

Quinta edizione del Corso Introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma

Il Corso si articolerà in 4 weekend secondo il seguente calendario di massima:

  • 16 e 17 gennaio 2027
  • 20 e 21 febbraio 2027
  • 20 e 21 marzo 2027
  • 10 e 11 aprile 2027

Durante ogni weekend gli allievi selezionati, suddivisi in quattro livelli per fasce di età (8-9 anni, 10-11 anni, 12-13 anni e 14-15 anni), studieranno con i docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma seguendo un programma calibrato sulle caratteristiche del proprio livello e della propria età.

Le allieve e gli allievi della fascia 8-9 anni studieranno le basi della danza classica anche attraverso lezioni di fisiotecnica e sbarra a terra e parteciperanno inoltre a lezioni di danze storiche, espressione artistica e musica.

Le allieve e gli allievi dei livelli successivi frequenteranno quotidianamente lezioni di danza classica e, a rotazione, le altre discipline previste dal percorso formativo della Scuola, per un totale di due o tre lezioni al giorno. Oltre alla danza accademica sono infatti previste lezioni di danza di carattere, danza contemporanea, Gyrokinesis® e musica. Le allieve e gli allievi del terzo livello seguiranno inoltre lezioni di repertorio classico.

Saranno ammessi un massimo di 30 allievi per ogni fascia di età, con possibilità di raddoppio di alcune classi se il numero dei selezionati lo rendesse necessario.

Durante l’ultimo appuntamento del Corso (10 e 11 aprile 2027) saranno individuati gli allievi ritenuti idonei per l’accesso ai corsi professionali della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma. Ad alcuni sarà proposto l’inserimento diretto nella Scuola per l’anno scolastico 2027-2028. Ad altri potrà essere offerta la partecipazione gratuita e senza ulteriori selezioni al periodo di prova previsto nel mese di luglio 2027.

A tutti coloro che parteciperanno all’intero percorso sarà consegnato un attestato di partecipazione al Corso.

Il Corso è aperto anche agli insegnanti di danza che abbiano presentato uno o più allievi in una delle tappe di audizione. Saranno ammessi un massimo di dieci insegnanti, con priorità per i docenti degli allievi selezionati. Gli insegnanti parteciperanno alle attività in qualità di uditori e avranno la possibilità di assistere alle lezioni di tutti e quattro i livelli, acquisendo strumenti utili per proseguire il lavoro con i propri allievi nelle rispettive sedi di studio.

Costi:

  • propedeutica di avviamento al primo corso (8-9 anni): 550 euro per l’intero percorso di quattro appuntamenti
  • 1° livello (10-11 anni): 750 euro per l’intero percorso di quattro appuntamenti
  • 2° livello (12-13 anni): 800 euro per l’intero percorso di quattro appuntamenti
  • 3° livello (14-15 anni): 800 euro per l’intero percorso di quattro appuntamenti
  • insegnanti uditori: 650 euro per l’intero percorso di quattro appuntamenti.

Gli allievi selezionati riceveranno direttamente dalla Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma tutte le istruzioni relative al pagamento del Corso. Sarà possibile suddividere il pagamento in due rate: la prima entro dicembre 2026 e la seconda entro la fine di febbraio 2027.

www.operaroma.it

Audizioni per l’accesso al quinto Corso Introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma

Le audizioni per l’accesso al Corso si svolgeranno con il seguente calendario:

  • 19 e 20 settembre 2026 – Firenze, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Piazza Vittorio Gui 1
  • 17 e 18 ottobre 2026 – Roma, Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, Via Ozieri 8
  • 28 e 29 novembre 2026 – Roma, Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, Via Ozieri 8
  • 5 e 6 dicembre 2026 – Verona, Sala danza della Fondazione Arena di Verona, Interrato Torre Pentagona

Gli allievi candidati dovranno partecipare a entrambe le giornate della sede di audizione prescelta.
L’audizione si articolerà in due lezioni di danza classica.

Suddivisione per livelli e quota di partecipazione all’audizione:

  • Propedeutica di avviamento al primo corso (8-9 anni; allieve e allievi nati nel 2018 e nel 2017) – quota di partecipazione all’audizione: 130 euro
  • 1° livello (10-11 anni; allieve e allievi nati nel 2016 e nel 2015) – quota di partecipazione all’audizione: 145 euro
  • 2° livello (12-13 anni; allieve e allievi nati nel 2014 e nel 2013) – quota di partecipazione all’audizione: 145 euro
  • 3° livello (14-15 anni; allieve e allievi nati nel 2012 e nel 2011) – quota di partecipazione all’audizione: 145 euro

Orari Audizioni:

19 e 20 settembre 2026 – Firenze, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Piazza Vittorio Gui 1
Commissione e docenti: Eleonora Abbagnato e i docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma
Orari:
⇒ propedeutica (8-9 anni): sabato 19 settembre 2026 dalle 18.00 alle 19.00; domenica 20 settembre 2026 dalle 14.30 alle 15.30.
⇒ 1° livello (10-11 anni): sabato 19 settembre 2026 dalle 16.30 alle 18.00; domenica 20 settembre 2026 dalle 13.00 alle 14.30.
⇒ 2° livello (12-13 anni): sabato 19 settembre 2026 dalle 15.00 alle 16.30; domenica 20 settembre 2026 dalle 11.30 alle 13.00.
⇒ 3° livello (14-15 anni): sabato 19 settembre 2026 dalle 13.30 alle 15.00; domenica 20 settembre 2026 dalle 10.00 alle 11.30.

17 e 18 ottobre 2026 – Roma, Scuola di danza del Teatro dell’Opera, Via Ozieri 8
Commissione e docenti: Eleonora Abbagnato e i docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma
Orari:
⇒ propedeutica (8-9 anni): sabato 17 ottobre 2026 dalle 18.30 alle 19.30; domenica 18 ottobre 2026 dalle 14.30 alle 15.30.
⇒ 1° livello (10-11 anni): sabato 17 ottobre 2026 dalle 15.30 alle 17.00; domenica 18 ottobre 2026 dalle 11.30 alle 13.00.
⇒ 2° livello (12-13 anni): sabato 17 ottobre 2026 dalle 17.00 alle 18.30; domenica 18 ottobre 2026 dalle 13.00 alle 14.30.
⇒ 3° livello (14-15 anni): sabato 17 ottobre 2026 dalle 18.30 alle 20.00; domenica 18 ottobre 2026 dalle 14.30 alle 16.00.

28 e 29 novembre 2026 – Roma, Scuola di danza del Teatro dell’Opera, Via Ozieri 8
Commissione e docenti: Eleonora Abbagnato e i docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma
Orari:
⇒ propedeutica (8-9 anni): sabato 28 novembre 2026 dalle 18.30 alle 19.30; domenica 29 novembre 2026 dalle 14.30 alle 15.30.
⇒ 1° livello (10-11 anni): sabato 28 novembre 2026 dalle 15.30 alle 17.00; domenica 29 novembre 2026 dalle 11.30 alle 13.00.
⇒ 2° livello (12-13 anni): sabato 28 novembre 2026 dalle 17.00 alle 18.30; domenica 29 novembre 2026 dalle 13.00 alle 14.30.
⇒ 3° livello (14-15 anni): sabato 28 novembre 2026 dalle 18.30 alle 20.00; domenica 29 novembre 2026 dalle 14.30 alle 16.00.

5 e 6 dicembre 2026 – Verona, sala danza della Fondazione Arena di Verona, Interrato Torre Pentagona
Commissione e docenti: Eleonora Abbagnato e i docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma
⇒ propedeutica (8-9 anni): sabato 5 dicembre 2026 dalle 15.00 alle 16.00; domenica 6 dicembre 2026 dalle 14.30 alle 15.30.
⇒ 1° livello (10-11 anni): sabato 5 dicembre 2026 dalle 13.30 alle 15.00; domenica 6 dicembre 2026 dalle 13.00 alle 14.30.
⇒ 2° livello (12-13 anni): sabato 5 dicembre 2026 dalle 12.00 alle 13.30; domenica 6 dicembre 2026 dalle 11.30 alle 13.00.
⇒ 3° livello (14-15 anni): sabato 5 dicembre 2026 dalle 10.30 alle 12.00; domenica 6 dicembre 2026 dalle 10.00 alle 11.30.

Gli orari sono definitivi. In tutte le tappe di audizione le lezioni saranno accompagnate dal vivo al pianoforte.

Esiti finali

Gli esiti finali delle audizioni saranno comunicati ai partecipanti via e-mail dalla Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma tra lunedì 14 e venerdì 18 dicembre 2026.

Iscrizione alle audizioni
L’organizzazione e la gestione delle iscrizioni alle audizioni è affidata a Michele Politi (coordinatore del Corso e incaricato di scouting e recruiting dalla Scuola del Teatro dell’Opera) e a Francesca Bernabini (Danzaeffebi) in collaborazione con Ornella Cerroni (ASD L’Etoile).

L’accesso alle audizioni è a numero chiuso. Si consiglia pertanto di confermare la propria partecipazione con il maggior anticipo possibile.

Per iscriversi è necessario compilare l’apposito modulo di iscrizione online disponibile sul sito di Danzaeffebi cliccando QUI.

Al termine della compilazione del modulo online verranno inviate automaticamente via e-mail le coordinate bancarie per il pagamento della quota di partecipazione all’audizione. La ricezione della mail costituisce conferma della prenotazione.

L’iscrizione sarà confermata al ricevimento dell’avvenuto pagamento.

Le iscrizioni si chiuderanno al raggiungimento del numero massimo di candidati previsto per ciascuna sede di audizione.

Attenzione: durante la compilazione del modulo sarà richiesto di caricare una fotografia recente in primo piano del candidato, che sarà utilizzata esclusivamente dalla Direttrice Eleonora Abbagnato e dai docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma per l’identificazione dell’allieva o dell’allievo durante le audizioni. La fotografia dovrà ritrarre il volto del candidato preferibilmente in posizione frontale, così da facilitarne il riconoscimento nel corso della selezione.

Per informazioni:

 

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La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma in scena con lo Spettacolo di fine anno

 Due serate per celebrare la conclusione dell’anno accademico e il percorso di formazione di una delle più prestigiose scuole di danza italiane. Il 15 e 16 luglio alle ore 19 il Teatro Costanzi ospita il tradizionale spettacolo di fine anno della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, diretta da Eleonora Abbagnato. Protagonisti gli allievi della Scuola, impegnati in un programma che attraversa linguaggi ed estetiche differenti, dal repertorio neoclassico alla danza contemporanea, offrendo al pubblico il risultato del lavoro svolto durante l’anno. La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma si avvale del prezioso sostegno della Fondazione Roma, che ne accompagna l’attività formativa contribuendo alla crescita delle nuove generazioni di artisti. «Ci prepariamo ad affrontare un appuntamento di grande importanza per tutti noi: nel 2028 la nostra Scuola di Danza celebrerà i cento anni dalla sua fondazione. È un patrimonio storico e artistico che vogliamo continuare a far crescere, investendo nella formazione delle nuove generazioni di danzatori e continuando a cercare i talenti. La Scuola rappresenta un progetto strategico per il nostro Teatro e, grazie alla direzione di Eleonora Abbagnato, ha raggiunto livelli di eccellenza riconosciuti anche in ambito internazionale, formando giovani artisti pronti ad affrontare le sfide della professione. Guardiamo al futuro con l’obiettivo di dotare la Scuola di una nuova sede, all’altezza della sua storia e delle sue ambizioni. Anche per questo desidero ringraziare la Fondazione Roma, che ha scelto di accompagnarci in questo percorso con un sostegno concreto, condividendo la nostra convinzione che investire nella formazione significhi investire sui giovani, sul futuro della cultura e del Paese.» Così il Sovrintendente Francesco Giambrone sottolinea l’importanza e il prestigio della Scuola di Danza del lirico capitolino, da sempre attenta a creare percorsi altamente professionalizzanti per tutti i suoi giovani allievi. Le due serate si aprono con Scaramouche, sulle musiche di Darius Milhaud, con la coreografia di José Carlos Martínez creata nel 2005 per gli allievi della Scuola di Danza dell’Opéra di Parigi. Il programma prosegue con Pulse di Goyo Montero del 2018 su musiche di Owen Belton, e si conclude con Ricercare a nove movimenti, la coreografia di Amedeo Amodio costruita sulle musiche di Antonio Vivaldi.

Le tre coreografie restituiscono la ricchezza della formazione proposta dalla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, mettendo gli allievi a confronto con stili, tecniche e sensibilità artistiche diverse. Un percorso che unisce il rigore della tradizione accademica all’apertura verso la danza contemporanea, offrendo ai danzatori l’opportunità di misurarsi con il palcoscenico del Teatro Costanzi. «Lo spettacolo di fine anno è uno dei momenti più significativi del percorso dei nostri allievi – dichiara Eleonora Abbagnato, direttrice della Scuola di Danza e del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma –. È il momento in cui il lavoro quotidiano, fatto di disciplina, studio e dedizione, prende vita davanti al pubblico. Confrontarsi con coreografie di José Carlos Martínez, Goyo Montero e Amedeo Amodio significa affrontare linguaggi differenti e sviluppare quella versatilità che oggi è essenziale per un danzatore. Desidero inoltre ringraziare la Fondazione Roma, il cui sostegno alla nostra Scuola rappresenta un investimento concreto nella formazione dei giovani talenti e nel futuro della danza. È grazie a una visione condivisa che possiamo continuare a offrire ai nostri allievi un percorso di eccellenza

«La cultura genera valore quando crea opportunità e guarda al futuro delle nuove generazioni, ma per fare questo è necessario adottare idonei percorsi di formazione. Per Fondazione Roma la formazione è da sempre uno dei pilastri della propria missione – dichiara il Presidente Franco Parasassie crediamo che investire nei giovani, sostenendo la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, significhi accompagnarne il talento con percorsi di qualità e creare le condizioni affinché possano diventare i protagonisti di domani. È un impegno che continueremo a portare avanti con convinzione.»

La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma che nel 2028 compirà cento anni dalla sua fondazione, è una delle più antiche e prestigiose realtà professionali italiane. Istituita nel 1928 a ridosso dell’Acquedotto Felice, fu scelta perfino da Luchino Visconti come location per alcune scene del film Bellissima con Anna Magnani. Al suo interno si articolano diversi corsi, il principale della durata di otto anni, scandito da esami volti a decretare il passaggio o meno all’annualità successiva, permette ai ballerini di ottenere un Diploma di Danzatore Professionista. Con questo titolo i diplomati possono partecipare ad audizioni internazionali e ulteriori corsi professionalizzanti nei più prestigiosi teatri del mondo.

 

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