Il Sogno di una notte di mezza estate firmato da Balanchine arriva per la prima volta al Costanzi

Per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma, dal 9 al 14 giugno, Sogno di una notte di mezza estate di George Balanchine, ispirato alla celebre commedia di Shakespeare. Creato nel 1962 per il New York City Ballet, il balletto in due atti combina narrazione e pantomima, con Puck come fulcro magico e ironico dell’azione. Una nuova produzione che arricchisce il repertorio classico della compagnia con un’atmosfera incantata grazie ai costumi e alle scene firmate da Gianluca Falaschi. Le musiche di Felix Mendelssohn Bartholdy saranno dirette da Karen Durgaryan.

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ROBERTO BOLLE AND FRIENDS AL CIRCO MASSIMO

Il 14 luglio torna per la stagione estiva dell’Opera di Roma al Circo Massimo Roberto Bolle and Friends, che vede protagonista la stella della danza italiana con danzatori di fama internazionale. La serata, attraverso il grande repertorio classico e contemporaneo del balletto, alterna pagine storiche a creazioni più recenti, e si configura come un’occasione di incontro tra diversi stili, generazioni e linguaggi della danza.

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Al Costanzi il ritorno della Traviata firmata da Sofia Coppola e Valentino

Grandi voci per tutte le repliche della Traviata di Giuseppe Verdi, con la regia di Sofia Coppola. Dal 21 al 30 giugno 2025 il Teatro dell’Opera di Roma ripropone la produzione che, con i costumi di Valentino Garavani indossati dalla protagonista, ha fatto sognare il pubblico della capitale al suo debutto nel 2016 e nelle successive riprese, anche in tournée in Giappone. La direzione musicale è affidata a Francesco Ivan Ciampa. Protagonista la grande Ermonela Jaho, che manca dal Costanzi dal 2009 e che torna ora con uno dei suoi ruoli prediletti, quello di Violetta Valéry, in alternanza con Nadine Sierra ed Ekaterina Bakanova. Dmitry Korchak, di nuovo in scena dopo il Lohengrin inaugurale, Xabier Anduaga, e Antonio Poli vestono i panni di Alfredo Germont. Amartuvshin Enkhbat, Luca Salsi e Misha Kiria interpretano Giorgio Germont.

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DESDEMONA – STUDIO I  CON LE ATTRICI DETENUTE DEL CARCERE FEMMINILE DI REBIBBIA

Il 4 giugno L’Opera di Roma con l’Associazione Per Ananke porta in scena uno spettacolo dall’Otello di Shakespeare e di Verdi

con le artiste di Fabbrica Young Program

 

Il 4 giugno alle ore 18.30 il Teatro dell’Opera di Roma con l’Associazione Per Ananke, col sostegno della Chiesa Valdese, le Officine di Teatro sociale della Regione Lazio e Fondazione Roma, presentano per la prima volta al Teatro Nazionale Desdemona – Studio I, scritto e diretto da Francesca Tricarico e già rappresentato nel Teatro del carcere femminile di Rebibbia il 20 maggio. Lo spettacolo vede protagoniste Le Donne del Muro Alto, compagnia di attrici detenute della Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia. Per la prima volta nella storia dell’istituto, le attrici Clizia F.Dorota B.Irina M.Maria F. e Lucia D. escono dal carcere per prendere parte a un incontro artistico e formativo, insieme a Luana Basilico e Bruna Arceri, condividendo il percorso con le artiste di “Fabbrica” – Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma: il soprano Jessica Ricci e la pianista Elettra Aurora Pomponio. Le scene sono di Sofia Sciamanna, le luci di Zofia Pinkiewicz, Marina Sciarelli cura invece i costumi realizzati dal Teatro dell’Opera di Roma. Musiche originali di Gerardo Casiello.

Lo spettacolo nasce dall’incontro fra una rilettura dell’Otello di Shakespeare, la partitura musicale dell’Otello di Verdi e la vicenda storica della nave Lady Juliana, che nel XVIII secolo trasportò circa 250 donne deportate dall’Inghilterra verso le colonie australiane. Tre immaginari — teatro, opera e storia — si sovrappongono per raccontare donne sospese tra condanna, sopravvivenza e rimozione. «È difficile accettare una Desdemona che diviene Otello – racconta la regista – e assegnare alle cosiddette “cattive ragazze” le parti delle cattive ragazze è una scelta pericolosa. Ma non è la stessa difficoltà che dobbiamo affrontare ogni giorno quando non vogliamo sentir parlare di detenzione femminile? Quando scegliamo di vedere il reato e non le persone? Non vogliamo giustificare – il reato non si giustifica mai – ma comprendere sì: perché solo la comprensione delle cause può permetterci di impedire il ripetersi della storia, se davvero vogliamo che la storia non si ripeta».

Così la regista Francesca Tricarico racconta il viaggio reale e simbolico che questo donne compiono in un “fuori” altro, unico e sospeso che è il mondo del teatro. Tricarico, regista e ideatrice del progetto Le Donne del Muro Alto, dal 2013 collabora con la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, realizzando laboratori e spettacoli teatrali con donne detenute nella sezione di Alta Sicurezza. Successivamente, porta il progetto anche alla sezione di Media Sicurezza e in altri istituti penitenziari fra i quali la Casa Circondariale di Latina e la sezione transgender di Rebibbia Nuovo Complesso. Nel 2023 organizza una rassegna cinematografica per i ragazzi dell’IPM di Casal del Marmo in collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma. Ha lavorato come assistente alla regia in Cesare deve morire dei Fratelli Taviani e ha collaborato col regista Mario Martone per il film Fuori. Per il progetto Le Donne del Muro Alto riceve il Premio Internazionale per i Diritti Umani 2025 dalla Fondazione De Sanctis e, nel 2026, il suo spettacolo Olympe viene insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Le Donne del Muro Alto è un progetto teatrale nato nel 2013 da un’idea di Francesca Tricarico e promosso da Per Ananke ETS, attiva nel teatro sociale dal 2007. Attraverso il teatro realizza percorsi di inclusione sociale e lavorativa con donne detenute, ex detenute e persone ammesse alle misure alternative, insieme a studenti e università. Il progetto ha avviato negli anni collaborazioni con diverse istituzioni come Regione Lazio, Comune di Roma, Biblioteche di Roma e Fondazione Cinema per Roma. La compagnia porta il teatro oltre le mura carcerarie per favorire il reinserimento lavorativo e sociale, offrendo formazione e opportunità lavorative concrete.

L’Opera di Roma con Le Donne del Murto Alto raccontano un Otello che non c’è, la cui assenza diventa motore drammaturgico. È allora Desdemona a diventare dispositivo scenico e politico per parlare di donne, disciplina e controllo. In lei si condensano tutte le tensioni del racconto, tutto quello che viene detto e quello che resta inascoltato. La vicenda delle donne deportate diventa così espressione di sistemi che nominano e definiscono, giudicano e trasformano attraverso il linguaggio. Desdemona – Studio I è un’indagine sullo sguardo e sulla sua responsabilità: cosa scegliamo di vedere, cosa rimuoviamo e a quali voci decidiamo di credere.

TEATRO NAZIONALE

RAPPRESENTAZIONE UNICA lunedì 4 giugno ore 18.30

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IL 23 MAGGGIO TORNA CANTAMONDO

Al Teatro dell’Opera di Roma torna Cantamondo, il progetto realizzato insieme a Fondazione Musica per Roma a cura di Oscar Pizzo e il sostegno di Banca del Fucino. Nato per avvicinare i bambini delle scuole primarie della città di Roma alla musica, propone ai giovanissimi della città un corso di canto corale che attraversa il repertorio musicale italiano e internazionale, promuovendo attraverso la musica, percorsi di integrazione e partecipazione sul territorio. Al pianoforte Maki Hamada del progetto Fabbrica Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.

Sabato 23 maggio 2026 alle ore 17.00 i partecipanti al progetto saranno protagonisti di un’esibizione speciale al Teatro Nazionale, diretti dai Maestri Massimo Sigillò Massara e Francesca Rini. All’evento assisteranno anche i ragazzi coinvolti in Una notte a Teatro – 4ª edizione, l’iniziativa del Teatro dell’Opera di Roma in programma dal 23 al 24 maggio che offre a bambini e adolescenti la possibilità di dormire una notte nel lirico capitolino e partecipare ad attività e laboratori dedicati allo spettacolo dal vivo.

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti

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ICONE DELLA DANZA AL COSTANZI IL 26 OTTOBRE


Il Gala ideato e diretto da Eleonora Abbagnato arriva al Teatro dell’Opera di Roma

 Dopo il successo del debutto parigino, Icone della Danza, il prestigioso gala ideato e diretto da Eleonora Abbagnato, approda lunedì 26 ottobre 2026, alle 20.30, al Teatro dell’Opera di Roma con una serata evento che riunisce alcune tra le più grandi stelle della danza internazionale. Étoile dell’Opéra National de Paris e attualmente direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, Eleonora Abbagnato firma un progetto artistico di respiro internazionale che celebra la grande tradizione del balletto e il dialogo con la contemporaneità. «Icone della Danza – dichiara Eleonora Abbagnato – nasce dal desiderio di riunire sullo stesso palcoscenico artisti di altissimo livello, provenienti dalle più importanti compagnie del mondo, per condividere con il pubblico la bellezza, l’emozione e la forza universale della danza. Portare questo gala al Teatro dell’Opera di Roma, dove dirigo il Corpo di Ballo e la Scuola di Danza, rappresenta per me una grande gioia e un momento profondamente significativo».

Una serata che celebra l’eccellenza del balletto attraverso un programma raffinato e spettacolare, capace di attraversare il grande repertorio classico e le creazioni dei più importanti coreografi contemporanei. Sul palcoscenico si alterneranno interpreti di fama mondiale in una successione di pas de deux, assoli e creazioni memorabili firmate da maestri come Roland Petit, George Balanchine, Frederick Ashton, John Neumeier, Christopher Wheeldon, Angelin Preljocaj, Marco Goecke, Leonid Lavrovsky e Jean-Christophe Maillot. Tra gli artisti protagonisti della serata: Daniil Simkin, Maia Makhateli, Victor CaixetaSae Eun Park, Paul Marque, Nicoletta Manni, Timofej Andrijashenko, Lucia LacarraMatthew Golding, Iana SalenkoFriedemann Vogel e Dmitri Smilevski. La serata si aprirà con La Rose Malade di Roland Petit interpretata da Eleonora Abbagnato e Giacomo Castellana, sulle note dell’Adagietto della Quinta Sinfonia di Gustav Mahler. Seguiranno celebri pagine del repertorio come il pas de deux di Diamonds di George Balanchine, Grand Pas ClassiqueIl CorsaroDon Chisciotte e la scena del balcone da Romeo e Giulietta.

Ampio spazio sarà dedicato anche alla danza contemporanea con lavori di intensa forza poetica come Finding Light di Edwaard Liang, After the Rain di Christopher Wheeldon, Mopey di Marco Goecke e il celebre pas de deux di Le Parc di Angelin Preljocaj. Gran finale affidato a Cheek to Cheek di Roland Petit, interpretato da Eleonora Abbagnato, che aveva studiato il ruolo proprio con Zizi Jeanmarie, insieme agli artisti del gala. In coproduzione con Enpi Entertainment, Icone della Danza si preannuncia come uno degli eventi più attesi della stagione 2026: una serata unica che celebra il talento, la bellezza e la forza universale della danza attraverso interpreti che hanno segnato la storia del balletto contemporaneo.

Biglietti da 22 a 120 euro in vendita su operaroma.it e ticketone.

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NUOVA EDIZIONE DI OPERACAMION CON IL BARBIERE DI SIVIGLIA

Dal 31 maggio al 17 giugno 2026 una nuova tournée urbana porta Rossini nei quartieri di Roma quest’anno anche a Bracciano e Valmontone

 Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Regione Lazio

Dopo il successo delle precedenti edizioni, torna OperaCamion, il progetto itinerante del Teatro dell’Opera di Roma che trasforma un TIR in un teatro mobile in giro per piazze, cortili e spazi urbani della Capitale e dell’area metropolitana. Dal 31 maggio al 17 giugno 2026 il pubblico potrà assistere gratuitamente a una nuova tournée de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con il coinvolgimento dei cori del territorio capitolino. L’opera viene proposta in una versione agile pensata per gli spazi urbani, ma capace di conservare intatta la ricchezza musicale e teatrale della partitura originale. Domenica 31 maggio al Quarticciolo in via dei Larici 4, la tappa inaugurale di OperaCamion 2026, luogo simbolicamente legato alla vita produttiva del teatro, nel V municipio si trovano infatti gli spazi dei Magazzini del Teatro dell’Opera di Roma, ideale punto di partenza del viaggio itinerante del camion-palcoscenico attraverso la città. Da qui un percorso urbano di altri nove appuntamenti teatrali fra i quali, per questa edizione, anche Bracciano, martedì 9 giugno in Piazza Mazzini, e Valmontone, che chiuderà il progetto con l’ultima serata mercoledì 17 giugno a Largo Brodolini.

Sul camion-palcoscenico l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Alessandro Poleggi. La regia è affidata a Manu Lalli, che firma anche costumi e luci. In scena una compagnia di giovani interpreti, alcuni dei quali provenienti da “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, a conferma dell’attenzione del teatro verso la formazione e la valorizzazione delle nuove generazioni di artisti. L’adattamento musicale è curato da Tommaso Chieco e Marco Giustini, con scene di Daniele Leone e coreografia dei movimenti mimici di Chiara Casalbuoni.

La regista Manu Lalli ripropone la sua versione del capolavoro rossiniano ispirata al circo, alla commedia dell’arte e al teatro di strada, perfettamente in sintonia con la natura itinerante di OperaCamion. Il palcoscenico mobile si anima così ancora una volta di illusionisti, acrobati, domatori e pagliacci, in un’atmosfera vivace e popolare che, già nella scorsa edizione, ha coinvolto migliaia di spettatori di ogni generazione. Nel 2025 OperaCamion ha infatti registrato una partecipazione complessiva di oltre 10.000 presenze per Il barbiere di Siviglia e altre 10.000 per Tosca. Secondo i dati raccolti attraverso questionari e sondaggi accessibili distribuiti durante gli spettacoli, circa il 40% degli spettatori ha dichiarato di assistere a un’opera lirica per la prima volta. Particolarmente significativa anche la partecipazione di giovani e giovanissimi, che ha confermato la vocazione di OperaCamion come progetto culturale di prossimità, capace di portare la musica dal vivo fuori dai luoghi tradizionali dello spettacolo e di creare nuovi pubblici.

Il calendario 2026 di OperaCamion / Il barbiere di Siviglia:

 

  • Domenica 31 maggio – Magazzini del Teatro dell’Opera, via dei Larici 4, Quarticciolo (Municipio V)*

*Anteprima aperta al pubblico con posti limitati – ingresso fino ad esaurimento posti disponibili (NON PORTATE LA SEDIA)

  • Mercoledì 3 giugno – Cortile della Parrocchia del Corpus Domini, Massimina (Municipio XII)
  • Venerdì 5 giugno – Parcheggio di via Leonida Repaci, Cinquina/Bufalotta (Municipio III)
  • Sabato 6 giugno – Parcheggio del Municipio, via Benedetto Croce 50, Montagnola (Municipio VIII)
  • Martedì 9 giugno – Piazza Mazzini, Bracciano
  • Mercoledì 10 giugno – Parcheggio di via Fosso dell’Osa, fronte civico 338, Villaggio Prenestino (Municipio VI)
  • Sabato 13 giugno – Rotonda di viale Antonio Gandin, Palmarola/Selva Candida (Municipio XIV)
  • Domenica 14 giugno – Piazza Sirio, Lido di Ostia (Municipio X)
  • Martedì 16 giugno – Parcheggio del Mercato Rionale, via Comte, Casal de’ Pazzi (Municipio IV)
  • Mercoledì 17 giugno – Largo Brodolini, Valmontone

 

Tutti gli spettacoli inizieranno alle ore 21.15. L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti.

OperaCamion è un progetto del Teatro dell’Opera di Roma promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda e Regione Lazio

Con la partecipazione speciale dei cori del territorio, coordinati da Andrea Rossi e Don Elio Lops:

Coro Accordi e Note, Coro della Cappella Vestiniana della Basilica Di San Vitale al Quirinale, Coro Viridis (Maestro Andrea Rossi), Coro Baba Yatu (Maestro Marcello Cangialosi), Coro della Parrocchia di San Domenico Guzman (Maestro Elena Maria Neri), Coro della Chiesa del Corpus Domini (Maestro Rossano Vignola), Coro Tempi Dispari (Maestro Francesca Tucci), Coro in Canto Libero (Maestro Alfonso Vietri), Coro della Chiesa Santa Maria della Fiducia (Maestro Beatrice Venturi), Coro della Parrocchia Santa Brigida (Maestro Luana Cioffi), coro I Sincopatici, Coro Zenzero, voci femminili della comunità del Bangladesh

Il progetto OperaCamion è stato presentato per la prima volta nel 2016 con Figaro per la regia di Fabio Cherstich e le scenografie di Gianluigi Toccafondo, produzione Teatro dell’Opera di Roma e Teatro Massimo di Palermo

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“VERDI LEGGE VERDI”, FINAZZER FLORY OMAGGIA IL COMPOSITORE DI BUSSETO AL TEATRO NAZIONALE 

Il 29 maggio Massimiliano Finazzer Flory in scena con uno spettacolo di musica e parola dedicato alla vita e al pensiero di Giuseppe Verdi

Il 29 maggio al Teatro Nazionale  un viaggio nell’opera e nel pensiero del compositore di Busseto:  Verdi legge Verdi, spettacolo ideato, diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory. Tra musica e prosa, un ritratto intimo e sfaccettato di Giuseppe Verdi, con alcune delle più celebri pagine del suo repertorio, eseguite al pianoforte da Asako Watanabe e dalla voce del soprano Elisa Maffi. Finazzer Flory grazie ai materiali messi a disposizione dall’Archivio Storico Ricordi, incarna Verdi dando voce a una drammaturgia che ripercorre i momenti fondamentali della sua parabola umana, artistica e politica. Dalle origini familiari modeste alla formazione, il rifiuto del Conservatorio di Milano, i primi esercizi sulla “meschina spinetta”, poi gli esordi teatrali, il rapporto con librettisti come Arrigo Boito, fino al confronto con giganti della scena europea come Wagner, stupito dalla solennità del suo Requiem. Ne emerge il profilo vivido e diretto di un uomo schivo ma appassionato, grande protagonista dell’Ottocento musicale. Accanto alla dimensione pubblica e politica, anche il lato più privato e umano di Verdi: l’amore per la natura, il rapporto con la letteratura, l’ammirazione per Shakespeare e le vicende legate alla nascita di capolavori come Rigoletto, Otello e Falstaff, fra successi, tensioni e controversie.

Dopo il debutto nel 2016 al Teatro Farnese di Parma, Verdi legge Verdi è stato presentato nell’ultimo decennio in numerosi contesti istituzionali e internazionali, dai conservatori italiani al Teatro dell’Opera di Astana, in occasione di Expo 2017 in Kazakistan, e nel 2019 alla Fondazione Bocelli a Lajatico alla presenza di Andrea Bocelli. È stato inoltre significativamente ospitato presso la Casa di Riposo per Musicisti Fondazione Giuseppe Verdi, voluta proprio dal compositore nel 1899, testimonianza del suo impegno civile e considerata dallo stesso Verdi la sua opera più importante.

Massimiliano Finazzer Flory è regista, attore e autore attivo tra teatro e cinema. Ha sviluppato negli anni un percorso dedicato alla riscoperta e alla divulgazione dei grandi protagonisti della cultura italiana, costruendo spettacoli che intrecciano teatro di parola, musica e arti visive. Tra i suoi lavori più noti Essere Leonardo da Vinci, dedicato alla figura del genio rinascimentale, e Being Dante, incentrato sull’universo poetico della Divina Commedia. Accanto all’attività teatrale, ha realizzato progetti cinematografici e audiovisivi presentati in musei, istituzioni culturali e sedi diplomatiche. Il suo lavoro si distingue per l’impegno divulgativo e la volontà di avvicinare il pubblico contemporaneo ai classici con un linguaggio accessibile. Nel 2020, il Comune di Busseto ha conferito a Finazzer Flory il riconoscimento di ambasciatore della cultura verdiana.

UNICA RAPPRESENTAZIONE  venerdì 29 maggio ore 21.00

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“Un pomeriggio con Rossini”: 12 maggio alle 17.30

Martedì 12 maggio alle 17.30, presso la Sala Grigia del Teatro dell’Opera di Roma, un talk a ingresso gratuito dedicato a Gioachino Rossini: Un pomeriggio con Rossini. Un’occasione per conoscere meglio l’universo del compositore pesarese – di cui andrà in scena dal 19 maggio una nuova produzione di Tancredi – a partire da due recenti pubblicazioni, presentate dagli autori in dialogo con il musicologo Giuliano Danieli: Rossini di Andrea Chegai (Il Saggiatore, 2022) e Musica al tempo presente: Le opere italiane di Rossini alla loro epoca di Emanuele Senici (LIM/Ricordi, 2025).

Il volume di Andrea Chegai – Professore Ordinario di Musicologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma – propone una rilettura ampia e aggiornata della vita e delle opere di Rossini e della sua fortuna, collocando il Pesarese al centro di una complessa trama di questioni storiche, sociali, politiche, culturali ed estetiche, e di una fitta rete di rapporti con impresari, cantanti, scrittori, librettisti e compositori a cavallo tra Settecento e Ottocento. Rossini approfondisce con coinvolgimento e rinnovato sguardo critico la musica di un artista «proteiforme e impenetrabile fino alle ultime note», per ciò che significò al suo tempo e per quello che può ancora significare per noi oggi.

Musica al tempo presente di Emanuele Senici – anch’egli Professore Ordinario di Musicologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma – si concentra sulle opere italiane di Rossini e sui discorsi da esse ingenerati in Italia dal loro apparire nel 1810 fino al 1825, data della sua ultima opera composta in italiano. All’inizio dell’Ottocento in Italia le opere di Rossini godevano di un’estrema popolarità, ma quando Rossini smise di comporre molti di questi lavori uscirono dal repertorio, per poi tornare alla ribalta solo nell’ultimo mezzo secolo. Musica al tempo presente indaga con sguardo nuovo i motivi del “furore” rossiniano e le sue conseguenze, esaminando le opere del compositore nel contesto storico in cui sono state concepite, eseguite, viste, ascoltate e discusse.

 

Un pomeriggio con Rossini è un incontro ad ingresso libero – senza prenotazione – fino ad esaurimento posti.

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“Il Sogno” firmato da Balanchine arriva per la prima volta al Costanzi

Per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma, dal 9 al 14 giugno, Sogno di una notte di mezza estate di George Balanchine, ispirato alla celebre commedia di Shakespeare. Creato nel 1962 per il New York City Ballet, il balletto in due atti combina narrazione e pantomima, con Puck come fulcro magico e ironico dell’azione. Una nuova produzione che arricchisce il repertorio classico della compagnia con un’atmosfera incantata grazie ai costumi e alle scene firmate da Gianluca Falaschi. Le musiche di Felix Mendelssohn Bartholdy saranno dirette da Karen Durgaryan.

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