Una moneta da 5 euro celebra il Teatro dell’Opera di Roma e il ‘Falstaff’ di Verdi

Il Teatro dell’Opera di Roma è protagonista di una nuova moneta da collezione da 5 euro in argento Proof, dedicata al Falstaff di Giuseppe Verdi e inserita nella Collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana, nell’ambito della serie Teatri italiani.

Emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dalla Zecca dello Stato, la moneta rende omaggio al Teatro Costanzi e alla tradizione operistica italiana attraverso un progetto che unisce musica, architettura e arte incisoria. Sul dritto è raffigurato l’interno del Teatro dell’Opera di Roma, con il logo della Fondazione e una cornice ispirata ai festoni e alle decorazioni d’epoca. Sul rovescio compare invece una reinterpretazione di una locandina del Falstaff di Giuseppe Verdi, arricchita da elementi colorati e motivi ornamentali che richiamano l’estetica dei teatri storici.

La moneta, progettata dall’artista Silvia Ciucci e coniata nelle Officine della Zecca dello Stato, celebra così uno dei luoghi simbolo della vita musicale della Capitale attraverso l’ultima opera di Verdi. Il capolavoro del compositore di Busseto è in scena al Costanzi dal l’11 ottobre al 1° novembre 2026 con Michele Mariotti sul podio, la regia di Tatjana Gürbaca e Luca Salsi nel ruolo del titolo.

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Il Teatro dell’Opera di Roma in mostra a Miami con ‘L’officina dell’immaginario’

Fino al 27 novembre all’Istituto Italiano di Cultura, un percorso tra costumi, scenografie, fotografie storiche e opere di grandi artisti del Novecento

Il patrimonio artistico e artigianale del Teatro dell’Opera di Roma arriva a Miami con la mostra L’Officina dell’Immaginario. Dentro il Laboratorio del Teatro dell’Opera di Roma, ospitata dal 21 settembre al 27 novembre 2026 all’Istituto Italiano di Cultura di Miami, a Coral Gables. L’esposizione racconta il lavoro che si svolge dietro le quinte di una produzione lirica, attraverso i mestieri, le tecniche e i processi creativi che trasformano un’idea artistica in scenografie e costumi.

Il percorso riunisce dieci costumi di scena disegnati da artisti come Pablo Picasso, Renato Guttuso, Arnaldo Pomodoro, Danilo Donati, Mariano Fortuny e Caramba (Luigi Sapelli), due modellini scenici originali legati alle regie di Luchino Visconti e David Walker e circa quaranta fotografie storiche. Una sezione è dedicata alla prima rappresentazione di Tosca di Giacomo Puccini, avvenuta il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi, con materiali provenienti dall’Archivio Storico Ricordi. Particolare attenzione è riservata a Giorgio de Chirico, con il costume realizzato per l’Otello di Verdi e quello del Duca di Mantova per Rigoletto, disegnato da Caramba e utilizzato dall’artista nel 1948 per il proprio autoritratto in costume nero. Una sala immersiva dedicata a La sagra della primavera nell’interpretazione di Renato Guttuso presenta inoltre una riproduzione scenografica realizzata dai pittori del Laboratorio del Teatro dell’Opera di Roma, che permette ai visitatori di entrare nell’universo visivo dell’artista.

La mostra valorizza così il lavoro collettivo di scenografi, costumisti, pittori, scultori, artigiani e tecnici specializzati, testimoniando il dialogo tra arti visive e teatro che ha caratterizzato la storia dell’istituzione romana. Completa il percorso un’esperienza olfattiva realizzata in collaborazione con Profumum Roma, ispirata alle atmosfere e ai materiali del mondo teatrale. Curata da Marzia Rubcich e prodotta da Echos Events Communication Strategy, in partenariato con la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma e l’Archivio Ricordi, L’Officina dell’Immaginario è visitabile gratuitamente fino al 27 novembre 2026 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Miami.

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Il Teatro dell’Opera di Roma e l’IILA per i giovani talenti latinoamericani

Firmato al Teatro Costanzi un accordo di collaborazione per promuovere formazione, scambi artistici e progetti internazionali. Tre cantanti latinoamericani saranno ospitati a Roma grazie al programma ARIA SUR

Nuove opportunità di formazione e collaborazione internazionale per i giovani artisti del mondo dell’opera. Il 7 ottobre 2026, al Teatro Costanzi, il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone e il Segretario Generale dell’IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana Giorgio Silli hanno sottoscritto un accordo che apre a nuove iniziative condivise tra le istituzioni musicali italiane e latinoamericane. Al centro dell’intesa, la possibilità di sviluppare programmi di perfezionamento, residenze artistiche, coproduzioni e occasioni di scambio tra professionisti del settore lirico. Una collaborazione che punta a favorire la circolazione delle competenze e a creare nuove opportunità per le giovani generazioni, rafforzando le relazioni culturali tra le due sponde dell’Atlantico.

«Il Protocollo IILA-Teatro dell’Opera di Roma – ha dichiarato Francesco Giambrone – nasce per costruire nel mondo una rete che mette insieme Italia, Europa e America Latina nel nome delle politiche culturali. La cultura è il punto di partenza giusto per fare sistema e costruire una politica che porti nel mondo i valori per noi fondamentali: quelli del confronto, del dialogo e della bellezza che nei secoli si è costruita, in un mondo che ci vede purtroppo sempre più immersi in scenari di guerra».

Tra le prime iniziative nate dalla collaborazione figura ARIA SUR, programma di residenze realizzato con il supporto di OLA – Opera Latinoamérica, che consentirà a tre giovani cantanti provenienti dall’America Latina di trascorrere un periodo al Teatro dell’Opera di Roma, partecipando ad attività formative e confrontandosi direttamente con la realtà professionale di un teatro lirico. La sottoscrizione dell’accordo ha coinciso con un altro appuntamento dedicato alla formazione: la cerimonia di consegna dei diplomi della quinta edizione di Fabbrica Young Artist Program, il percorso del Teatro dell’Opera di Roma rivolto ai giovani professionisti del settore. Nella stessa giornata si è inoltre concluso il bando di selezione per ARIA SUR.

L’accordo inaugura così un percorso di cooperazione che mette al centro la formazione e il confronto tra esperienze artistiche differenti, con l’obiettivo di costruire relazioni durature tra il Teatro dell’Opera di Roma e le realtà musicali latinoamericane.

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San Silvestro all’Opera – Serata speciale di Capodanno

Da giovedì 8 ottobre è in vendita San Silvestro all’Opera: l’esclusivo pacchetto pensato dal Teatro dell’Opera per la serata del 31 dicembre, che vede protagonista il balletto, con Il lago dei cigni di Čajkovskij nella coreografia di Benjamin Pech e una cena di gala presso le sale dell’Hotel Quirinale.

 

La speciale proposta di Capodanno include:

  • Biglietto in platea o palco centrale a scelta per Il lago dei cigni di giovedì 31 dicembre, ore 18.00
  • Programma di sala dello spettacolo da ritirare al bookshop
  • Locandina dello spettacolo autografata
  • Calice di prosecco presso il Caffè dell’Opera o il Foyer di primo piano (da consumare all’arrivo o durante l’intervallo)
  • Percorso esclusivo dal Teatro all’Hotel attraverso il Passaggio Callas
  • Cena di gala placée con segnaposto presso l’Hotel Quirinale – Consulta qui il menù
  • Possibilità di esprimere una preferenza sulla composizione del tavolo (previa verifica disponibilità)
  • Cadeau

 

Una serata tra eleganza e bellezza per dare il benvenuto al nuovo anno, insieme!

 

Il pacchetto San Silvestro all’Opera è acquistabile fino ad esaurimento posti in Biglietteria e su operaroma.it

Per informazioni: eventi@operaroma.it

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Gile Bae il 3 ottobre al Costanzi per Piano City Roma

Venerdì 3 ottobre alle 21 la pianista interpreta le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach. Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite

Il Teatro dell’Opera di Roma apre le sue porte a Piano City Roma. Venerdì 3 ottobre alle ore 21, il Costanzi ospita Gile Bae, protagonista di un recital interamente dedicato a Johann Sebastian Bach con l’esecuzione delle Variazioni Goldberg. L’appuntamento fa parte di Piano City Roma, che porta nella Capitale concerti e appuntamenti dedicati al pianoforte in numerosi luoghi della città.

Nata a Rotterdam nel 1994, Gile Bae ha iniziato giovanissima lo studio del pianoforte, entrando a sei anni al Conservatorio Reale dell’Aia. Nel corso della sua attività si è esibita in importanti sale internazionali, tra cui il Concertgebouw di Amsterdam, il Teatro La Fenice di Venezia, il Seoul Arts Center e il Teatro Colón di Buenos Aires. Su invito di Sir András Schiff ha inoltre preso parte al progetto Building Bridges, esibendosi, tra gli altri, al Beethoven-Haus di Bonn e alla Konzerthaus di Berlino. Il concerto al Costanzi prosegue il percorso di Gile Bae nella musica di Bach, compositore al quale la pianista ha dedicato negli anni numerosi recital e progetti. Al centro dell’appuntamento romano sono le Variazioni Goldberg BWV 988, pubblicate nel 1741: un’Aria seguita da trenta variazioni, al termine delle quali viene riproposta l’Aria iniziale. Concepite da Bach per clavicembalo a due manuali, saranno eseguite da Gile Bae al pianoforte.

Il concerto è in programma venerdì 3 ottobre 2026 alle ore 21 al Teatro dell’Opera di Roma.

Ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili, previa prenotazione su Eventbrite.

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Pirandello in musica all’Opera di Roma: ‘La vita nuda’ di Matteo D’Amico 

In prima assoluta dal 20 al 25 ottobre 2026 al Teatro Nazionale, con la regia di Cecilia Ligorio e la direzione musicale di Alessandro Cadario

In occasione dei novant’anni dalla morte di Luigi Pirandello, il Teatro dell’Opera di Roma dedica al Premio Nobel siciliano La vita nuda di Matteo D’Amico su libretto di Sandro Cappelletto. La nuova commissione del lirico capitolino va in scena dal 20 al 25 ottobre 2026 in prima assoluta al Teatro Nazionale con la regia di Cecilia Ligorio e l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Alessandro Cadario. Atto unico in musica, l’opera riunisce L’uomo dal fiore in bocca, dramma che affronta l’irrompere della malattia nella vita del protagonista, e La patente, grottesca vicenda giudiziaria di un uomo additato come portatore di sventura. Attraverso la partitura di Matteo D’Amico e la drammaturgia di Ligorio e Cappelletto, i due titoli confluiscono in un lavoro che restituisce al pubblico la visione attuale e perturbante di uno dei più grandi drammaturghi del XX secolo. Le scene, ispirate al neorealismo cinematografico, sono di Gregorio Zurla, i costumi di Vera Pierantoni Giua, le luci di Fabio Barettin. Nei panni dell’uomo dal fiore in bocca Omar Montanari e in quelli di Rosario Chiàrchiaro, protagonista de La patente, Andrea Concetti. Completano il cast Annunziata Vestri (barista/moglie dell’uomo dal fiore in bocca), Maria Grazia Schiavo (Rosinella, la figlia di Chiàrchiaro/Giovane innamorata), Blagoj Nacoski (Avventore/Giudice 1), Marcello Nardis (Giudice 2/Giovane innamorato), Roberto Abbondanza (Giudice 3) e Federico Longhi (Giudice D’Andrea).

Compositore romano al suo debutto al Costanzi, Matteo D’Amico ha dedicato una parte centrale della sua produzione al rapporto tra musica, letteratura e teatro. Tra i suoi lavori per il teatro musicale: Farinelli, la voce perduta (1996), Lavinia fuggita, Dannata epicurea (2004), Patto di sangue, Le Malentendu (2009), Il viaggio di G. Mastorna (2021). Ha inoltre composto per la danza Mascherata veneziana, La Ronde e Animae corpus. È stato direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana e, dal 2000 al 2002, del Teatro Comunale di Bologna; dal 2006 è Accademico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. «La vita nuda – illustra D’Amico – è un’opera dove i personaggi, tutti importanti, cantano, con voci proprie e diverse, il loro essere nudi nel mondo, di fronte alla vita e alla morte, e anche si ascoltano, in un sovrapporsi polifonico dove ogni linea musicale, ogni frase è portatrice di un’intenzione, di uno slancio. Tutto si compone nel concertato finale, quando, nelle voci e nell’orchestra, prevale un tono di intima meditazione, come se tutti gli otto protagonisti riflettessero sulle verità, sempre attuali e necessarie, narrate dal grande drammaturgo». «Chiàrchiaro e L’uomo dal fiore in bocca – raccontano ancora D’Amico e Cappelletto, che con quest’opera rinnovano una lunga collaborazione artistica – si ritrovano insieme, uniti dalle disavventure che quotidianamente e ovunque affliggono i viaggiatori immersi nel buio di un improvviso blackout. Tutti si muovono, si agitano, sospinti da un’ansia che li strozza».

«Una piccola stazione ferroviaria, anonima. È mattina presto. Un uomo perde il treno per un minuto. Poi un guasto interrompe la linea: i treni si fermano, tutte le partenze vengono sospese. […] Tutti sono costretti a fermarsi. Nel tempo che sfugge alla misura affiorano altri tempi: la memoria, il desiderio, la paura, i rimorsi, la ripetizione dei giorni. Le maschere si incrinano. Emergono la solitudine, la malattia, il bisogno di essere riconosciuti e visti. La stazione diventa così un limbo in cui ognuno, solo, scopre di esserlo insieme agli altri. Quel minuto diventato eternità apre uno spazio in cui fermarsi, guardarsi e riconoscersi parte di un’umanità fragile e contraddittoria, feroce, che si scopre ad interrogarsi su cosa significhi essere vivi. Forse La vita nuda è la vita quando le forme con cui la organizziamo e la rendiamo sopportabile non riescono più a proteggerci. E così, aspettando un treno, scopriamo che stavamo aspettando la vita stessa». Così la regista Cecilia Ligorio racconta la cornice drammaturgica in cui prendono vita e si incontrano i due testi pirandelliani. Ligorio, recentemente insignita del Premio della Critica Musicale Franco Abbiati per la messinscena de Il re pastore che ha debuttato nel 2025 al Teatro Nazionale, torna all’Opera di Roma dopo aver firmato regie per numerosi teatri e festival nazionali e internazionali.

Alessandro Cadario, direttore di alcune tra le principali orchestre italiane e internazionali, sale di nuovo sul podio dell’Opera di Roma, dopo il debutto al Festival di Caracalla con Cenerentola di Prokof’ev nel 2023, seguito nel gennaio 2025 da Il pipistrello di Johann Strauss figlio al Costanzi e, nello stesso anno, sempre a Caracalla, da Don Giovanni di Mozart firmato da Vasily Barkhatov. «Credo che ogni interpretazione di successo non possa prescindere dallo studio rigoroso della partitura, unito a una dedizione quasi utopistica nel realizzarla in ogni suo dettaglio. Per questo – afferma Cadario – affronto le nuove partiture con la stessa motivazione riservata alle opere di repertorio, ricordando a me stesso quanto sia importante dirigere le opere di repertorio con la freschezza e lo stupore di una prima assoluta». Cadario torna a confrontarsi con la musica di D’Amico dopo aver diretto nel 2024 al Petruzzelli di Bari la prima esecuzione assoluta de Il buio non ha voce. Quattro storie in musica per voce femminile e orchestra.

Prima rappresentazione: martedì 20 ottobre 2026, ore 20.00
Repliche: giovedì 22 e venerdì 23 ottobre ore 20.00; sabato 24 ottobre ore 18.00; domenica 25 ottobre ore 16.30

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‘The Rake’s Progress’ di Stravinskij inaugura la stagione dell’Opera di Roma

La nuova produzione è in scena dal 27 novembre con Michele Mariotti sul podio e la regia di Rafael R. Villalobos

Lo spettacolo è trasmesso in diretta su Radio 3 e in tv su Rai 5

In uscita anche un nuovo numero della rivista “Calibano” dedicato al tema della caduta con contributi di Stefania Auci ed Edoardo Albinati

Torna all’Opera di Roma dopo 58 anni The Rake’s Progress di Igor’ Stravinskij, che inaugura la stagione 2026/2027 venerdì 27 novembre alle ore 19. La nuova produzione è firmata dal regista spagnolo Rafael R. Villalobos, che realizza anche i costumi, mentre sul podio sale il direttore musicale della Fondazione Capitolina Michele Mariotti. Entrambi interpretano per la prima volta il capolavoro di Stravinskij su libretto di Wystan Hugh Auden e Chester Kallman. Classe 1987, Villalobos si distingue come una delle personalità più eclettiche della scena europea contemporanea. Esordisce all’Opera di Roma e con lui debuttano anche lo scenografo Pablo Chaves Maza e il lighting designer Felipe Ramos, suoi collaboratori abituali. Il cast riunisce interpreti della scena lirica internazionale: il tenore statunitense Lawrence Brownlee che debutta nel ruolo di Tom Rakewell; Rosalia Cid per la prima volta nei panni di Anne Trulove; Alex Esposito, celebre per le sue interpretazioni demoniache, in quelli di Nick Shadow; Jennifer Larmore interpreta Mother Goose; Daniela Barcellona, nota per i suoi ruoli “en travesti”, è la  “mostruosa” Baba la turca. Completano il cast Simone Alberghini (Trulove) e Ya-Chung Huang (Sellem). L’Orchestra è quella del Teatro dell’Opera di Roma così come il Coro, diretto da Ciro Visco. The Rake’s Progress è stato messo in scena al Costanzi soltanto una volta nel 1968, con i complessi della Staatsoper e della Filarmonica di Stato di Amburgo sotto la direzione di Charles Mackerras e con la regia di Gian Carlo Menotti. Lo spettacolo è trasmesso in diretta da Radio 3 ed è ripreso da Rai Cultura che lo propone in prima tv su Rai 5 giovedì 3 dicembre alle ore 22.20. Quattro le repliche a Roma: domenica 29 novembre ore 16.30, martedì 1° e giovedì 3 dicembre ore 20.00, e sabato 5 dicembre ore 18.00. Lo spettacolo è anche proposto in anteprima per il pubblico dei giovani con meno di 30 anni il 24 novembre alle ore 19.

Stravinskij realizzò The Rake’s Progress nel 1951 per La Biennale di Venezia ispirandosi a una serie di incisioni settecentesche del pittore satirico inglese William Hogarth. Villalobos lo rappresenta in una camera delle meraviglie ispirata al Sir John Soane’s Museum di Londra. In questa Picture Room le pareti non sono fisse ma mobili, composte da grandi pannelli ricoperti da quadri su entrambi i lati. Una volta aperti, questi moltiplicano teatralmente lo spazio in ulteriori dimensioni, facendo apparire sempre nuove meraviglie nascoste. Attraverso l’apertura di casse di legno, botole e sipari, e con lo scorrere di scale, pannelli e tendaggi, si disvela una riflessione sulla mercificazione delle opere, sul paradosso estetico tra quantità e qualità, sulla fruizione pubblica e privata dell’arte. Lo stile visivo delle scene e dei costumi, firmati dal regista, è inizialmente di un bianco neoclassico che poi, per riflettere la caduta morale di Tom Rakewell, vira in un conturbante mash-up fra la pittura del XVIII secolo e l’arte punk e underground degli anni Settanta londinesi.

«The Rake’s Progress è un lavoro perfetto – dice il direttore Michele Mariotti – una sintesi mirabile della musica dei secoli precedenti, in particolare del Settecento mozartiano, che solo uno dei più grandi geni del XX secolo poteva produrre. Il Neoclassicismo di Stravinskij recupera forme e strutture dalla tradizione filtrandole attraverso una sensibilità totalmente moderna. Il risultato è un capolavoro capace di andare oltre la storia di decadimento morale che racconta, toccando le sfaccettature dell’animo umano più profonde e universali. Un’opera che narra sì la vicenda di un povero ingenuo corrotto dal diavolo, ma che diventa un’altissima riflessione sulle responsabilità individuali, che sono anche le nostre».
 
«La libertà è una questione di responsabilità» dice il regista Rafael R. Villalobos. «Per affrontare The Rake’s Progress sono partito da una premessa: tre concetti molto simili come libertà, liberalismo e libertinaggio (dal latino libertas, liberalis, libertinus) condividono la radice semantica liber ma non solo hanno significati diversi, addirittura da un certo punto in poi la confusione e la distorsione di questi termini diventa quasi una questione politica. E così, nel pieno del XX secolo, giocando con questa ambiguità, un concetto come quello di libero scambio ha tentato di spacciarsi come sinonimo di libertà. Essendo il capolavoro di Stravinskij una satira ispirata ai codici del XVIII secolo, un secolo segnato dallo sviluppo sia del liberalismo sia del libero pensiero culminato nella Rivoluzione francese, The Rake’s Progress diventa dunque un’opera di bruciante attualità, in un momento in cui il dibattito sui limiti della libertà individuale è così pertinente. La produzione si presenta come un costante scambio di specchi tra il Settecento e i cosiddetti Seventies, il decennio turbolento degli anni ’70 che diede origine al movimento punk come reazione al neoliberismo, e che alla fine ha prevalso nel Regno Unito, introducendo anche l’arte come parte di quella rivoluzione e controrivoluzione. Sono forse i gabinetti delle curiosità e le gallerie d’arte stracolme di opere anche loro un risultato di quella frenesia acquisitiva? Non possiamo non chiederci dunque da quale prospettiva guardiamo – e guardiamo noi stessi – quando contempliamo i grandi capolavori, siano essi pittorici o musicali!».

Il musicologo Giovanni Bietti dedica a The Rake’s Progress la prima delle sue “Lezioni di Opera” della stagione 2026/2027, in programma sabato 14 novembre alle ore 18.00 al Teatro Costanzi.

Legato allo spettacolo è in uscita il nuovo numero della rivista di attualità culturale “Calibano”, pubblicato dalla casa editrice effequ dedicato al tema della caduta, con contributi di Stefania Auci, Edoardo Albinati, Alberto Piccinini, Giulia Carluccio, Caroline Patey, Filippo Barbera e altri.

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Lisette Oropesa all’Opera di Roma inaugura la stagione cameristica di Santa Cecilia

Tra zarzuela, canzone spagnola e suggestioni cubane, Lisette Oropesa inaugura la nuova stagione cameristica di Santa Cecilia. Quest’anno l’apertura di stagione si terrà eccezionalmente al Teatro dell’Opera di Roma, all’insegna della collaborazione tra le due istituzioni. L’appuntamento è mercoledì 14 ottobre alle ore 20.00 al Teatro Costanzi. Tra le voci più acclamate del panorama lirico internazionale, Lisette Oropesa si esibirà, in questa unica tappa italiana in recital, accanto al pianista Alessandro Praticò, per proporre un programma intitolato Mis amores son canciones. Zarzuela e melodie d’amore iberiche.

Lisette Oropesa guiderà gli spettatori attraverso le pagine più intense e rappresentative del repertorio ispanico. Il programma abbraccia estratti di celebri zarzuelas, come Canción de la paloma di Francisco Asenjo Barbieri e Carceleras di Ruperto Chapí, accostati a capolavori del Novecento spagnolo quali le Siete canciones populares españolas di Manuel de Falla, le Canciones amatorias di Enrique Granados e i Cuatro madrigales amatorios di Joaquín Rodrigo. La ricchezza del folclore iberico emergerà anche nei Cantos populares españoles di Joaquín Nin, mentre un ponte immaginario verso le atmosfere d’oltreoceano chiuderà la serata con le melodie dei compositori cubani Ernesto Lecuona, Eduardo Sánchez de Fuentes, Jorge Anckermann e Gonzalo Roig.

Mercoledì 14 ottobre, ore 20.00
Teatro dell’Opera di Roma – Teatro Costanzi
soprano Lisette Oropesa
pianoforte Alessandro Praticò

Mis amores son canciones
Zarzuela e melodie d’amore iberiche

 

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Voci d’opera per le Muse: il 4 ottobre gli artisti di “Fabbrica” alla Domus Aurea

Il 4 ottobre il Teatro dell’Opera di Roma è protagonista di MOISAI 2026 nella Sala Ottagona

Le voci di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma arrivano nella Sala Ottagona della Domus Aurea. Domenica 4 ottobre, alle ore 18.30, è in programma “Voci d’opera per le Muse”, appuntamento nell’ambito della quinta edizione di MOISAI – Voci contemporanee in Domus Aurea, il progetto promosso e organizzato dal Parco archeologico del Colosseo, con la direzione artistica di PAV.

Protagonisti della serata sono gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program, il programma annuale formativo dell’Opera di Roma, impegnati in un percorso attraverso pagine del repertorio operistico italiano ed europeo. Un incontro tra la lirica e uno dei luoghi più significativi del patrimonio archeologico romano.

MOISAI nasce dal ciclo statuario delle Muse realizzato per l’imperatore Nerone, i cui frammenti furono rinvenuti nel 1958 nel settore del Ninfeo di Polifemo e sono oggi nuovamente esposti nella Domus Aurea. Tra le figure conservate si trovano Tersicore, Musa della lirica corale e della danza, e Talia, Musa della commedia. È a questa presenza e al rapporto tra memoria antica e linguaggi contemporanei che si lega anche Voci d’opera per le Muse, riportando il canto all’interno della residenza neroniana.

L’appuntamento si inserisce nel primo fine settimana di MOISAI, in programma dal 2 al 18 ottobre 2026 con nove serate dedicate alle nove Muse. La serata del 4 ottobre prende il via alle 17.30 con una visita guidata attraverso gli ambienti della Domus Aurea, dal settore occidentale fino alla Sala Ottagona dove alle 18.30, prende vita lo spettacolo.

 

DOMUS AUREA – SALA OTTAGONA
Domenica 4 ottobre 2026
Ore 17.30 visita guidata
Ore 18.30 Voci d’opera per le Muse con gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program

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OperaCamion 2026: 40mila spettatori e il riconoscimento da New York

Si chiude al Villaggio Olimpico la tournée del Teatro dell’Opera di Roma. Il progetto lodato dal sindaco di New York Zohran Mamdani durante l’Urban 20 Mayors Summit

Quarantamila spettatori nei quindici Municipi di Roma. Si è conclusa domenica 20 settembre al Villaggio Olimpico la tournée 2026 di OperaCamion, il progetto del Teatro dell’Opera di Roma promosso da Roma Capitale che porta gratuitamente l’opera nelle piazze e nei quartieri della città. L’ultima serata, il 20 settembre, ha visto in scena ancora una volta Il barbiere di Siviglia con la regia di Manu Lalli e l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Alessandro Poleggi, dopo un viaggio che nel corso dell’anno ha attraversato il territorio romano coinvolgendo pubblico, artisti e comunità locali.

«Raggiungere così tante persone significa che ci sono 40.000 persone che hanno preso una sedia, sono uscite da casa e hanno trovato l’opera sotto casa loro», ha dichiarato il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone al termine dell’ultima rappresentazione. OperaCamion, ha sottolineato Giambrone, mostra come sia possibile «fare uscire lo spettacolo dai teatri» e portare gratuitamente l’opera direttamente alle persone «E non solo si può fare, ma si può fare anche di più: si può fare l’opera insieme alla comunità. Abbiamo visto una parte del coro che viene dal territorio: c’è un mix bellissimo tra professionisti del Teatro dell’Opera, artisti dell’opera lirica e dilettanti, gente che si mette alla prova per amore dello spettacolo». Il progetto unisce infatti artisti professionisti alla sentita partecipazione di cori del territorio capitolino provenienti da tutti i municipi coinvolti. Un’esperienza che nel 2026 ha attirato anche l’attenzione internazionale.

A New York, nel corso dell’Urban 20 Mayors Summit 2026, il sindaco Zohran Mamdani, affiancato dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, ha infatti citato OperaCamion dopo averne parlato con il primo cittadino della Capitale. Mamdani ha indicato nel progetto un esempio dell’importanza di rendere l’arte parte integrante della vita delle persone, anziché considerarla un’esperienza accessibile a pochi, sottolineando così la validità di un progetto che non smette di appassionare i cittadini.

Nel corso dell’ultima serata al Villaggio Olimpico, Giambrone ha riportato al pubblico anche i saluti del sindaco di New York, ricordando il valore dello scambio tra le esperienze culturali e di comunità.

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