Acilia, l’Opera va in piazza con Nessun morda! Arie d’opera anche per chi non le ha mai capite

Il 31 ottobre alle 18.30, a piazza San Leonardo da Porto Maurizio  le grandi arie incontrano il pubblico tra musica, racconti e ironia

Ci sono arie che conosciamo anche senza essere mai entrati in un teatro d’opera. Le abbiamo ascoltate al cinema, in televisione, canticchiate sbagliando qualche parola. Da questa familiarità nasce Nessun Morda! Arie d’opera anche per chi non le ha mai capite, lo spettacolo che sabato 31 ottobre, alle 18.30, arriva a piazza San Leonardo da Porto Maurizio, ad Acilia, per iniziativa dell’Assessorato alle Periferie di Roma Capitale. Ideato da Alessia Esposito e Maurizio Rippa, il progetto è curato da 369gradi in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma per la rassegna M’Illumino di Teatro a Garbatella. A guidare il pubblico saranno l’attrice e autrice Gioia Salvatori e l’attore e cantante Maurizio Rippa, insieme ai giovani artisti di “Fabbrica” – Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Il titolo gioca con le parole delle arie più celebri: “La donna è mobile” diventa “La donna è nobile”, “Che gelida manina” si trasforma in “Che gelida Marina”. Un modo leggero per avvicinarsi al melodramma, conoscere le storie dietro la musica e incontrare chi oggi la interpreta.

«Crediamo che non debba essere soltanto il pubblico ad andare a teatro, ma che sia anche il teatro a dover andare incontro alla città, raggiungendo luoghi e persone che non sempre hanno occasione di avvicinarsi all’opera. È una convinzione che da anni guida il nostro lavoro, attraverso progetti come OperaCamion, i concerti nelle chiese e le collaborazioni con le istituzioni e le tante realtà culturali e sociali attive nei quartieri di Roma. Vogliamo che il Teatro dell’Opera sia sempre più un luogo aperto, capace di dialogare con tutta la città e di costruire nuove relazioni attraverso la musica. Per questo siamo particolarmente felici di partecipare a questa iniziativa ad Acilia, che ci offre un’altra preziosa occasione per condividere con un pubblico sempre più ampio la bellezza e la vitalità del teatro musicale», dichiara Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma.

«La cultura offre anche un altro modo di abitare i quartieri. Andare a un concerto vicino a casa, ritrovarsi in piazza, ascoltare qualcosa che incuriosisce sono esperienze che costruiscono relazioni e rendono più ricca la vita quotidiana. Con l’opera in piazza ad Acilia riconosciamo a questo territorio un posto pieno nella vita culturale di Roma. È così che prende forma una città policentrica: con occasioni di qualità diffuse anche nelle periferie, capaci di incontrare pubblici diversi. Le periferie sono parte di questa Roma e devono poter contribuire alla sua cultura, alla sua identità, alla sua vita pubblica», dichiara Pino Battaglia, assessore alle Periferie di Roma Capitale.

Ad accogliere lo spettacolo sarà piazza San Leonardo da Porto Maurizio, recentemente riqualificata e resa pedonale. Uno spazio della quotidianità che per una sera diventerà un teatro all’aperto, accessibile anche a chi all’opera non si è mai avvicinato. Si esibiranno il soprano Jessica Ricci, il mezzosoprano, Irene Zas Martines, il tenore Jiacheng Fan e il baritono Alejo Alvarez Castillo, accompagnati al pianoforte da Elettra Aurora Pomponio, tutti giovani artisti della V edizione di “Fabbrica” Young Artist Program. L’evento è a ingresso gratuito. Il pubblico è invitato a portare una sedia da casa per seguire lo spettacolo.

 

PIAZZA SAN LEONARDO DA PORTO MAURIZIO

31 ottobre ore 18.30

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Il 1° novembre in diretta su Rai 3 il Falstaff di Verdi diretto da Mariotti

 

Arriva in diretta e in mondovisione su Rai 3 la nuova produzione di Falstaff, l’ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi ora in scena all’Opera di Roma, con la direzione di Michele Mariotti. L’ultima recita, in programma al Teatro Costanzi domenica 1° novembre, sarà trasmessa da Rai Cultura in prima serata su Rai 3 a partire dalle 20.40. La serata, realizzata con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo, è raccontata ai telespettatori dagli attori Cristiana Capotondi e Maurizio Lastrico. La regia televisiva è curata da Fabrizio Guttuso Alaimo. E quello del 1° novembre su Rai 3 diventerà un appuntamento fisso: sarà la serata inaugurale delle prossime stagioni dell’Opera di Roma, a partire dal 1° novembre 2027, quando andrà in scena La clemenza di Tito di Mozart, seguita il 1° novembre 2028 dal Don Carlos di Verdi, proposto nella versione in cinque atti in francese. Sempre con il Direttore musicale Michele Mariotti sul podio.

La regia di questo nuovo Falstaff è affidata alla tedesca Tatjana Gürbaca, al suo debutto assoluto in Italia dopo i successi riscossi nei maggiori teatri europei. Protagonista sul palco è Luca Salsi, baritono dalla carriera internazionale, che negli ultimi anni è diventato interprete di riferimento per la parte di Sir John Falstaff, cantandola in teatri come la Staatsoper di Vienna o il Liceu di Barcellona. Accanto a lui sono impegnati Maria Agresta come Mrs. Alice Ford, George Petean come Ford, Violeta Urmana nei panni di Mrs. Quickly, Marina Monzò in quelli di Nannetta, Dave Monaco nella parte di Fenton e Carmen Artaza come Mrs. Meg Page. Completano il cast Carlo Bosi (dottor Cajus), Paolo Antognetti (Bardolfo) e Gabriele Sagona (Pistola). Il coro è istruito da Ciro Visco. Le scene sono di Henrik Ahr, i costumi di Silke Willrett e le luci di Stefan Bolliger.

«La messa in onda in prima serata su Rai 3 del Falstaff di Verdi – dice il Direttore di Rai Cultura Fabrizio Zappi – resa possibile grazie alla sinergia con l’Opera di Roma, conferma l’impegno di Rai Cultura nel rendere la grande musica accessibile al pubblico più ampio possibile. Perché l’opera può raggiungere e sorprendere anche chi non la frequenta abitualmente, e la televisione è un ottimo mezzo per portare a tutti la forza del suo linguaggio e le emozioni che essa trasmette».

«Siamo particolarmente felici – dice il Sovrintendente dell’Opera di Roma Francesco Giambrone – di proseguire un progetto avviato lo scorso anno con Rai Cultura, sotto l’egida del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo, che ha visto la trasmissione in prima serata su Rai 3 della Tosca di Puccini nel 125esimo anniversario della nascita dell’opera, seguita da quasi 600.000 persone. La collaborazione con la Rai, dunque, si consolida e continua quest’anno e nei prossimi, quando il 1° novembre diventerà la nostra serata inaugurale di stagione, sempre proposta in prima serata TV, con l’obiettivo di portare la Prima dell’Opera nelle case di tutti avvicinando il teatro alle persone. Quest’anno proponiamo un nuovo Falstaff, affidato al nostro direttore musicale Michele Mariotti, che viene presentato in una recita straordinaria programmata appositamente per la trasmissione Rai, dopo lo straordinario successo delle recite in teatro, che già hanno fatto registrare la presenza di più di 10.000 spettatori».

«Con Falstaff si entra in un laboratorio teatrale perfetto – conclude Michele Mariotti – Ed è un’opera perfetta anche per la televisione, perché è una commedia, anche se non si ride mai davvero, ma si sorride con il disincanto tipico di Verdi. Per l’orchestra è una delle sfide più impegnative del repertorio: la scrittura è virtuosistica, ricca di interventi solistici e richiede brillantezza, precisione e fantasia timbrica. Ma sono proprio la libertà strutturale e l’unicità del coinvolgimento tra buca e palcoscenico a rendere quest’opera il primo grande capolavoro che guarda al Novecento».

 

TEATRO COSTANZI

domenica 1° novembre ore 20.15 in diretta TV e in mondovisione su Rai 3

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Goecke / Robbins / Bausch: tre riletture di grandi capolavori della danza al Costanzi

Petruschka, Afternoon of a Faun e Le Sacre du printemps: dal 27 ottobre all’8 novembre l’Opera di Roma omaggia i Ballets Russes con le coreografie di tre maestri della danza

 Tre grandi protagonisti della coreografia mondiale, tre linguaggi unici e un percorso musicale fra Debussy e Stravinskij. Dal 27 ottobre all’8 novembre il Teatro dell’Opera di Roma ospita Goecke / Robbins / Bausch, secondo Trittico Contemporaneo della stagione 2025/26 che conferma l’attenzione della Direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato e della Fondazione romana verso il dialogo continuo fra stili e forme della danza. Il Trittico rende omaggio all’eredità dell’impresario russo Sergej Djagilev, fondatore dei Ballets Russes, la celebre compagnia che si esibì per la prima volta in Italia proprio al Teatro Costanzi nel 1911.Tre titoli che hanno segnato la storia dei Ballets Russes e dello stesso Costanzi, che ne ha ospitato negli anni diverse rappresentazioni, rivivono attraverso le riletture di tre grandi coreografi: Petruschka firmato da Marco Goecke, Afternoon of a Faun di Jerome Robbins e Le Sacre du printemps di Pina Bausch con la coreografia originale ripresa da Clémentine Deluy, Jorge Puerta Armenta insieme a Eleonora Abbagnato e Damiano Ottavio Bigi. Protagonisti del Trittico le Étoiles, i Primi Ballerini, i Solisti e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, insieme all’Orchestra del lirico capitolino diretta da Andrew Litton.

Apre la serata Afternoon of a Faun, che torna in cartellone per l’Opera di Roma dopo 22 anni dall’ultima rappresentazione nel 2004 al Teatro Nazionale, con la coreografia proprio di Robbins. Creato nel 1953 per il New York City Ballet, Afternoon of a Faun arriva al Teatro dell’Opera già nel 1955 interpretato da Tanaquil Le Clercq e Jacques d’Amboise. La musica di Debussy e il mito del fauno sono tornati poi più volte nelle stagioni del Teatro attraverso differenti letture coreografiche, tra cui quelle di Nijinskij, Roland Petit, Maurice Béjart e Amedeo Amodio. Robbins trasforma radicalmente l’universo del poema sinfonico Prélude à l’après-midi d’un faune, trasferendo l’incontro tra il fauno e la ninfa in una sala prove. Due giovani danzatori si incontrano e si osservano come davanti a uno specchio: la quarta parete del teatro diventa così la superficie immaginaria nella quale contemplano la propria immagine, in un gioco sospeso tra attrazione, sensualità e narcisismo. A dare corpo alla coreografia la prima ballerina Marianna Suriano con Andrea D’Ottavio e i solisti Elena Bidini (5,7, 8) e Giacomo Castellana (5, 7, 8). Assistenti alla coreografia J.P. Frohlich ed Hervé Moreau, mentre scene e luci sono di Jean Rosenthal, i costumi di Irene Sharaff.

Segue Petruschka con la coreografia di Marco Goecke, pluripremiato coreografo tedesco, due volte nominato Choreographer of the Year dalla rivista Tanz e insignito, tra gli altri, del prestigioso Nijinsky Award. Goecke propone una versione contemporanea di Petruschka, creata nel 2016 per il Ballett Zürich, ispirandosi al balagan, il teatro popolare russo delle fiere. La marionetta condannata a vivere ai margini è indagata nel profondo della sua condizione di outsider, sospesa fra realtà e finzione, una tensione che Goecke restituisce in chiave moderna, riflettendo l’incertezza del confine tra ciò che viene rappresentato e ciò che è reale. In scena la prima ballerina Federica Maine (Ballerina), il solista Giacomo Castellana (Petruschka), in alternanza con Luca Giovanetti (5, 7), l’étoile Alessio Rezza (Moro) e il primo ballerino Claudio Cocino (Mago). Assistente alla coreografia è Giovanni Di Palma, scene e costumi sono di Michaela Springer, le luci di Udo Haberland, la drammaturgia di Michael Küster.

Chiude la serata Le Sacre du printemps di Pina Bausch. Figura centrale del rinnovamento della danza europea e fondatrice di un linguaggio che ha ridefinito il rapporto tra danza e teatro, Bausch ha fatto del Sacre uno dei momenti decisivi della propria ricerca. Il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma torna a confrontarsi con il capolavoro della coreografa tedesca dopo il debutto al Caracalla Festival 2025, quando, in occasione dei cinquant’anni dalla creazione, è stata la prima compagnia italiana a interpretare il Sacre di Pina Bausch. Dopo le rappresentazioni alle terme romane, la coreografia approda per la prima volta al Costanzi. Sul palcoscenico interamente ricoperto di terra prende forma una comunità dominata dalla paura, in cui uomini e donne sono trascinati in una danza rituale che culmina nella scelta dell’Eletta, la giovane donna chiamata a compiere il sacrificio finale. Riprendono la coreografia originale di Bausch Clémentine Deluy e Jorge Puerta Armenta insieme con Eleonora Abbagnato e Damiano Ottavio Bigi. Le scene e i costumi sono di Rolf Borzik, collaboratore Hans Pop. Fra gli interpreti l’étoile Rebecca Bianchi, Beatrice Foddi, Virginia Giovannetti, Federica Azzone, Giovanni Perugini, Martina Quintiliani, Jacopo Giarda, Mattia Tortora, Sebastiano Marino, Alex Gattola, Mike Derrua, Giovanni Castelli e Alessandro Burini.

Prima rappresentazione martedì 27 ottobre alle ore 20.00. Repliche 28 ottobre ore 20.00, 5 e 6 novembre ore 20.00, 7 novembre ore 18.00 e 8 novembre ore 16.30.

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Il Teatro dell’Opera e il Teatro di Roma raccontano Pirandello

Il Teatro dell’Opera e il Teatro di Roma insieme per valorizzare la memoria e rinnovare la creazione contemporanea nella Capitale: da La sera della prima al Teatro Valle a La vita nuda al Teatro Nazionale. Una collaborazione che unisce prosa e lirica nel segno di un patrimonio artistico condiviso attraverso due palcoscenici simbolo

Dal 16 al 18 ottobre la riapertura del restaurato Teatro Valle con la rievocazione della storica prima pirandelliana a firma di Francesco Piccolo.
Dal 20 al 25 ottobre il debutto in prima assoluta al Teatro Nazionale di “La vita nuda”, opera in un atto da L’uomo dal fiore in bocca e La patente di Luigi Pirandello

A novant’anni dalla scomparsa di Luigi Pirandello, la grande drammaturgia del Novecento e la lirica si incontrano nel cuore di Roma.

Il Teatro dell’Opera e il Teatro di Roma consolidano il progetto triennale che li unisce, dimostrando come i palcoscenici cittadini siano spazi vivi, interconnessi e capaci di far dialogare linguaggi diversi. L’omaggio al grande drammaturgo siciliano ha preso il via venerdì 16 ottobre con uno degli eventi più attesi della vita culturale nazionale: la riapertura del Teatro Valle, restituito alla città dopo il restauro e inaugurato da Francesco Piccolo con La sera della prima. Sei personaggi in cerca d’autore al Teatro Valle. Uno spettacolo evocativo per ripercorrere la celebre e turbolenta “prima” del 1921, riaccendendo i riflettori proprio nel luogo in cui nacque il teatro moderno.

Il Teatro dell’Opera di Roma, dal 20 al 25 ottobre, porta in scena al Teatro Nazionale La vita nuda, atto unico in musica commissionato dal lirico capitolino liberamente tratto da L’uomo dal fiore in bocca e La patente di Luigi Pirandello, con la musica di Matteo D’Amico, la drammaturgia di Cecilia Ligorio e Sandro Cappelletto e libretto dello stesso Cappelletto. I due titoli confluiscono in un lavoro che restituisce al pubblico la visione attuale e perturbante di uno dei più grandi drammaturghi del XX secolo.

Il dialogo tra i palcoscenici del Teatro Valle e del Teatro Nazionale non celebra soltanto il profondo legame di Pirandello con Roma, ma testimonia la solida sinergia tra il Teatro di Roma e il Teatro dell’Opera, una collaborazione che salda musica, parola e scena per offrire alla città nuove energie creative e altre chiavi di lettura e riflessione sul nostro presente.

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Un pomeriggio con Verdi e Boito

Il 20 ottobre un incontro a ingresso libero per parlare di opera, dal melodramma della Scapigliatura a Falstaff

In occasione delle recite di Falstaff di Giuseppe Verdi al Costanzi, il 20 ottobre alle 17.30 il Teatro dell’Opera propone un incontro a ingresso libero intitolato Un pomeriggio con Verdi e Boito: un talk per approfondire alcuni aspetti dell’ultimo capolavoro di Verdi e ripercorrere a ritroso una delle stagioni più vivaci e anticonformiste della cultura e del melodramma italiani dell’Ottocento, quella della Scapigliatura – movimento di cui Arrigo Boito, librettista del Falstaff, fu uno dei principali animatori. Il percorso prenderà le mosse dal volume Il melodramma della Scapigliatura. Il brutto sulla scena operistica (Mimesis, 2026) del musicologo Alessandro Avallone, presentato dall’autore stesso in dialogo con Emanuele Senici, Professore Ordinario di Musicologia all’Università Sapienza di Roma, e con il musicologo Giuliano Danieli, che modererà l’incontro.

Il volume di Avallone, intorno al quale si snoderà la conversazione, indaga il rapporto fra la Scapigliatura e il teatro musicale nell’Italia postunitaria, ricostruendo i tentativi di rinnovamento del melodramma da parte di una generazione di artisti insofferenti alle convenzioni e ai modelli estetici tradizionali. Al centro della ricerca è l’estetica del brutto, intesa come strumento di sperimentazione e rottura con i codici espressivi consolidati. Attraverso l’analisi di alcune opere e autori emblematici – da Faccio a Boito, da I profughi fiamminghi a Mefistofele – il libro esplora il confronto con la cultura europea, il rapporto con il pubblico borghese e le tensioni artistiche e ideologiche di un movimento che cercò nuove strade per il teatro musicale italiano. Si tratta di un approfondimento prezioso per mettere in prospettiva anche Falstaff di Verdi, che pur non appartenendo alla stagione della Scapigliatura con essa condivide il nome di Boito, librettista geniale che proprio di quel movimento fu importante protagonista e che porterà con sé l’eredità di quell’esperienza anche nella collaborazione con Verdi.

Un pomeriggio con Verdi e Boito si svolgerà in Sala Grigia, al primo piano del Teatro Costanzi (Piazza Beniamino Gigli, 1), dalle ore 17.30 di martedì 20 ottobre. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

 

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Mariotti di nuovo sul podio per Rossini con ‘La Petite Messe Solennelle’

Il 17 ottobre la versione per soli, coro e Orchestra al Costanzi e il 22 ottobre quella per soli, coro, due pianoforti e armonium nella Basilica di San Vitale

«La Petite messe solennelle rappresenta l’espressione più alta, profonda e sublimata del rapporto tra l’uomo e Dio, con tutte le sue implicazioni: dal conforto dell’affidarsi a Lui all’esperienza del dolore, fino alla paura e al turbamento. Mai Rossini si era spinto così avanti nel raccontare l’umanità, servendosi di una straordinaria varietà di linguaggi, che spazia da momenti di severità liturgica a slanci lirici mai così intensamente romantici. È proprio questa ambiguità tra sacro e profano a rendere l’opera un capolavoro assoluto e, al tempo stesso, enigmatico e misterioso». Descrive così la Petite messe solennelle il Direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti, a cui sono affidate le due versioni del capolavoro di Rossini. Sabato 17 ottobre alle ore 20.00 Mariotti sale sul podio del Costanzi per dirigere l’Orchestra e il Coro della Fondazione capitolina nella seconda versione della Petite messe, per soli, coro e orchestra. Giovedì 22 ottobre alle ore 20.00, nella Basilica di San Vitale, Mariotti dirige invece la prima versione, per soli, coro, due pianoforti e armonium. In entrambe le serate un quartetto di solisti d’eccellenza: Emőke Baráth, Carlo Vistoli, Dmitry Korchak e Michele Pertusi, con Ciro Visco alla guida del Coro del lirico capitolino. Nel concerto del 22 ottobre, al primo pianoforte Marco Forgione, al secondo pianoforte Michele Reali e all’armonium Alessia Capoccia.

Il repertorio rossiniano occupa un posto centrale nel percorso di Michele Mariotti che, nel corso della carriera, ha diretto numerosi titoli del compositore pesarese, tra cui il recente Tancredi con la regia di Emma Dante presentato a maggio al Costanzi, Il barbiere di Siviglia, La donna del lago, Guillaume Tell, Moïse et Pharaon, Maometto II ed Ermione. Direttore Musicale del Teatro del lirico capitolino dal 2022, da ottobre 2026 Mariotti è anche Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Nel giugno 2026 è stato eletto Accademico Effettivo dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha inoltre ricevuto il 36° Premio della critica musicale Franco Abbiati come Miglior direttore d’orchestra.

Vistoli ritrova ancora Rossini dopo aver interpretato il ruolo del titolo in Tancredi con la regia di Dante e sempre con la conduzione di Mariotti. Korchak torna a Roma dopo il suo debutto nel Lohengrin, che ha inaugurato la stagione 2025/26 e La traviata con la regia di Sofia Coppola, dove ha vestito i panni di Alfredo Germont. Baráth prosegue il rapporto con la Fondazione romana, iniziato nel 2019 come Amore nell’Orfeo ed Euridice di Gluck con la regia di Robert Carsen, premiato nello stesso anno con l’Abbiati per la regia. È stata poi Soeur Constance nei Dialogues des Carmélites di Poulenc, inaugurazione della stagione 2022/23, Pamina nel Flauto magico di Mozart nel 2024 e soprano nello Stabat Mater di Pergolesi e Scelsi, presentato nell’ottobre 2025 nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli con la regia di Romeo Castellucci. Pertusi ritrova invece il palcoscenico del Costanzi dopo aver interpretato il Conte di Walter nella Luisa Miller firmata da Damiano Michieletto nel 2021/22 e Jacopo Fiesco nel Simon Boccanegra diretto da Mariotti per l’inaugurazione della stagione 2024/25 con la regia di Richard Jones.

La Petite messe solennelle appartiene all’ultima stagione creativa di Gioachino Rossini ed è legata ai Péchés de vieillesse, le composizioni scritte dal musicista negli anni parigini dopo il suo ritiro dal teatro d’opera. La prima versione, per soli, coro, due pianoforti e armonium, fu eseguita il 14 marzo 1864 nella casa parigina del conte Alexis Pillet-Will e della moglie Louise, alla quale l’opera era dedicata. Rossini tornò successivamente sulla partitura realizzandone una seconda versione per soli, coro e orchestra, eseguita per la prima volta a Parigi il 28 febbraio 1869, dopo la morte del compositore.

Le due Petite messe sono in programma sabato 17 ottobre 2026 alle ore 20.00 al Teatro Costanzi e giovedì 22 ottobre 2026 alle ore 20.00 nella Basilica di San Vitale, l’ingresso alla Basilica è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, con prenotazione obbligatoria su Ticketone al link

 

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Gli 80 anni del CNA all’Opera di Roma

Premiate le professionalità artigiane che contribuiscono alla realizzazione degli spettacoli

Il Teatro dell’Opera di Roma ha ospitato il 10 ottobre le celebrazioni per gli 80 anni di CNA Roma, alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri, della Vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, del Presidente nazionale di CNA Dario Costantini e del Presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti.

Nel corso dell’evento, alla presenza del sovrintendente Francesco Giambrone sono stati premiati gli artigiani del Teatro, protagonisti del lavoro che ogni giorno, dietro le quinte, contribuisce alla realizzazione delle produzioni liriche e coreutiche. Un riconoscimento al patrimonio di competenze e saperi artigianali custodito nei laboratori del Teatro, dove tradizione e innovazione si incontrano nella creazione di scene, costumi e allestimenti.

11 ottobre 2026

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Una moneta da 5 euro celebra il Teatro dell’Opera di Roma e il ‘Falstaff’ di Verdi

Il Teatro dell’Opera di Roma è protagonista di una nuova moneta da collezione da 5 euro in argento Proof, dedicata al Falstaff di Giuseppe Verdi e inserita nella Collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana, nell’ambito della serie Teatri italiani.

Emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dalla Zecca dello Stato, la moneta rende omaggio al Teatro Costanzi e alla tradizione operistica italiana attraverso un progetto che unisce musica, architettura e arte incisoria. Sul dritto è raffigurato l’interno del Teatro dell’Opera di Roma, con il logo della Fondazione e una cornice ispirata ai festoni e alle decorazioni d’epoca. Sul rovescio compare invece una reinterpretazione di una locandina del Falstaff di Giuseppe Verdi, arricchita da elementi colorati e motivi ornamentali che richiamano l’estetica dei teatri storici.

La moneta, progettata dall’artista Silvia Ciucci e coniata nelle Officine della Zecca dello Stato, celebra così uno dei luoghi simbolo della vita musicale della Capitale attraverso l’ultima opera di Verdi. Il capolavoro del compositore di Busseto è in scena al Costanzi dal l’11 ottobre al 1° novembre 2026 con Michele Mariotti sul podio, la regia di Tatjana Gürbaca e Luca Salsi nel ruolo del titolo.

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Il Teatro dell’Opera di Roma in mostra a Miami con ‘L’officina dell’immaginario’

Fino al 27 novembre all’Istituto Italiano di Cultura, un percorso tra costumi, scenografie, fotografie storiche e opere di grandi artisti del Novecento

Il patrimonio artistico e artigianale del Teatro dell’Opera di Roma arriva a Miami con la mostra L’Officina dell’Immaginario. Dentro il Laboratorio del Teatro dell’Opera di Roma, ospitata dal 21 settembre al 27 novembre 2026 all’Istituto Italiano di Cultura di Miami, a Coral Gables. L’esposizione racconta il lavoro che si svolge dietro le quinte di una produzione lirica, attraverso i mestieri, le tecniche e i processi creativi che trasformano un’idea artistica in scenografie e costumi.

Il percorso riunisce dieci costumi di scena disegnati da artisti come Pablo Picasso, Renato Guttuso, Arnaldo Pomodoro, Danilo Donati, Mariano Fortuny e Caramba (Luigi Sapelli), due modellini scenici originali legati alle regie di Luchino Visconti e David Walker e circa quaranta fotografie storiche. Una sezione è dedicata alla prima rappresentazione di Tosca di Giacomo Puccini, avvenuta il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi, con materiali provenienti dall’Archivio Storico Ricordi. Particolare attenzione è riservata a Giorgio de Chirico, con il costume realizzato per l’Otello di Verdi e quello del Duca di Mantova per Rigoletto, disegnato da Caramba e utilizzato dall’artista nel 1948 per il proprio autoritratto in costume nero. Una sala immersiva dedicata a La sagra della primavera nell’interpretazione di Renato Guttuso presenta inoltre una riproduzione scenografica realizzata dai pittori del Laboratorio del Teatro dell’Opera di Roma, che permette ai visitatori di entrare nell’universo visivo dell’artista.

La mostra valorizza così il lavoro collettivo di scenografi, costumisti, pittori, scultori, artigiani e tecnici specializzati, testimoniando il dialogo tra arti visive e teatro che ha caratterizzato la storia dell’istituzione romana. Completa il percorso un’esperienza olfattiva realizzata in collaborazione con Profumum Roma, ispirata alle atmosfere e ai materiali del mondo teatrale. Curata da Marzia Rubcich e prodotta da Echos Events Communication Strategy, in partenariato con la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma e l’Archivio Ricordi, L’Officina dell’Immaginario è visitabile gratuitamente fino al 27 novembre 2026 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Miami.

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Il Teatro dell’Opera di Roma e l’IILA per i giovani talenti latinoamericani

Firmato al Teatro Costanzi un accordo di collaborazione per promuovere formazione, scambi artistici e progetti internazionali. Tre cantanti latinoamericani saranno ospitati a Roma grazie al programma ARIA SUR

Nuove opportunità di formazione e collaborazione internazionale per i giovani artisti del mondo dell’opera. Il 7 ottobre 2026, al Teatro Costanzi, il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone e il Segretario Generale dell’IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana Giorgio Silli hanno sottoscritto un accordo che apre a nuove iniziative condivise tra le istituzioni musicali italiane e latinoamericane. Al centro dell’intesa, la possibilità di sviluppare programmi di perfezionamento, residenze artistiche, coproduzioni e occasioni di scambio tra professionisti del settore lirico. Una collaborazione che punta a favorire la circolazione delle competenze e a creare nuove opportunità per le giovani generazioni, rafforzando le relazioni culturali tra le due sponde dell’Atlantico.

«Il Protocollo IILA-Teatro dell’Opera di Roma – ha dichiarato Francesco Giambrone – nasce per costruire nel mondo una rete che mette insieme Italia, Europa e America Latina nel nome delle politiche culturali. La cultura è il punto di partenza giusto per fare sistema e costruire una politica che porti nel mondo i valori per noi fondamentali: quelli del confronto, del dialogo e della bellezza che nei secoli si è costruita, in un mondo che ci vede purtroppo sempre più immersi in scenari di guerra».

Tra le prime iniziative nate dalla collaborazione figura ARIA SUR, programma di residenze realizzato con il supporto di OLA – Opera Latinoamérica, che consentirà a tre giovani cantanti provenienti dall’America Latina di trascorrere un periodo al Teatro dell’Opera di Roma, partecipando ad attività formative e confrontandosi direttamente con la realtà professionale di un teatro lirico. La sottoscrizione dell’accordo ha coinciso con un altro appuntamento dedicato alla formazione: la cerimonia di consegna dei diplomi della quinta edizione di Fabbrica Young Artist Program, il percorso del Teatro dell’Opera di Roma rivolto ai giovani professionisti del settore. Nella stessa giornata si è inoltre concluso il bando di selezione per ARIA SUR.

L’accordo inaugura così un percorso di cooperazione che mette al centro la formazione e il confronto tra esperienze artistiche differenti, con l’obiettivo di costruire relazioni durature tra il Teatro dell’Opera di Roma e le realtà musicali latinoamericane.

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