Corso Introduttivo della Scuola di Danza ideato da Eleonora Abbagnato. Quinta edizione

Aperte le iscrizioni alle audizioni per l’accesso alla quinta edizione del Corso Introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, progetto ideato dalla Direttrice Eleonora Abbagnato che consentirà ad allieve e allievi dagli 8 ai 15 anni di studiare nella Capitale con i docenti della Scuola nel corso di quattro weekend in programma da gennaio ad aprile 2027. Il Corso è aperto anche agli insegnanti di danza. Le audizioni si svolgeranno il 19 e 20 settembre 2026 presso il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino di Firenze, il 17 e 18 ottobre e il 28 e 29 novembre 2026 presso la Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma e il 5 e 6 dicembre 2026 presso la Fondazione Arena di Verona.

 

Si svolgeranno a FirenzeRoma e Verona le audizioni per l’accesso alla quinta edizione del Corso Introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, progetto ideato e fortemente voluto dalla Direttrice della Scuola, Eleonora Abbagnato.

«Sono molto felice dei risultati ottenuti nelle precedenti edizioni del Corso Introduttivo» afferma Eleonora Abbagnato. «Anno dopo anno il progetto è cresciuto sia dal punto di vista numerico sia dal punto di vista qualitativo e ci ha confermato quanto talento sia presente nelle scuole di danza di tutto il territorio nazionale. Per una grande istituzione come la Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma è fondamentale sentire il dovere di intercettare questo talento, ovunque si trovi, offrendo occasioni concrete di incontro, studio e crescita.»

Per la quinta edizione è stata inoltre introdotta un’importante novità: le audizioni per la fascia di età 8-9 anni si svolgeranno in tutte le sedi di selezione, così da rispondere alle numerose richieste ricevute dalle famiglie negli ultimi anni.

«Il Corso Introduttivo nasce con un duplice obiettivo» prosegue Eleonora Abbagnato. «Da una parte vogliamo offrire un’opportunità concreta di studio a quei bambini e ragazzi che, per ragioni familiari o logistiche, non possono trasferirsi stabilmente a Roma; dall’altra desideriamo individuare giovani che, per qualità fisiche, tecniche e attitudinali, possano intraprendere un percorso più strutturato all’interno dei corsi professionali della nostra Scuola. Naturalmente il progetto è rivolto anche agli allievi che vivono a Roma e nel Lazio e che desiderano conoscere più da vicino il nostro metodo di lavoro, i nostri docenti e il percorso formativo della Scuola.»

«Ho ideato questo progetto insieme a Michele Politi e Francesca Bernabini con l’obiettivo di creare un ponte tra la nostra Scuola, le tante realtà formative presenti sul territorio e le famiglie dei giovani danzatori. Credo che una grande istituzione abbia il dovere di cercare il talento ovunque si trovi e di costruire occasioni di incontro e conoscenza reciproca. Solo attraverso un rapporto diretto con gli allievi, i loro insegnanti e le loro famiglie può nascere quella fiducia necessaria per affrontare con serenità un eventuale percorso di studi lontano da casa.»

Anche quest’anno, come nella passata edizione, il Corso Introduttivo si svolgerà nella storica sede della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, il villino di Via Ozieri 8.

«Il programma di studio rispecchia la ricchezza e la completezza della formazione offerta dalla nostra Scuola» conclude Eleonora Abbagnato. «Accanto alla danza classica, gli allievi avranno la possibilità di conoscere discipline fondamentali per la crescita artistica e tecnica di un giovane danzatore, dalle danze di carattere al repertorio classico, dalla musica alla fisiotecnica, dalla Gyrokinesis® alla danza contemporanea. Credo profondamente nel valore di una formazione accademica ampia e multidisciplinare, capace di accompagnare i ragazzi nella loro crescita artistica e personale.»

«Ringrazio il Sovrintendente Francesco Giambrone per il sostegno con cui accompagna questo progetto, così come il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e la Fondazione Arena di Verona che ospiteranno nuovamente le audizioni per l’accesso al Corso. Il mio grazie va anche a Michele Politi, al quale ho affidato anche quest’anno il coordinamento del Corso, e ai docenti e a tutto il personale della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, che condividono con me l’impegno e l’entusiasmo necessari per rendere possibile questa iniziativa.»

Quinta edizione del Corso Introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma

Il Corso si articolerà in 4 weekend secondo il seguente calendario di massima:

  • 16 e 17 gennaio 2027
  • 20 e 21 febbraio 2027
  • 20 e 21 marzo 2027
  • 10 e 11 aprile 2027

Durante ogni weekend gli allievi selezionati, suddivisi in quattro livelli per fasce di età (8-9 anni, 10-11 anni, 12-13 anni e 14-15 anni), studieranno con i docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma seguendo un programma calibrato sulle caratteristiche del proprio livello e della propria età.

Le allieve e gli allievi della fascia 8-9 anni studieranno le basi della danza classica anche attraverso lezioni di fisiotecnica e sbarra a terra e parteciperanno inoltre a lezioni di danze storiche, espressione artistica e musica.

Le allieve e gli allievi dei livelli successivi frequenteranno quotidianamente lezioni di danza classica e, a rotazione, le altre discipline previste dal percorso formativo della Scuola, per un totale di due o tre lezioni al giorno. Oltre alla danza accademica sono infatti previste lezioni di danza di carattere, danza contemporanea, Gyrokinesis® e musica. Le allieve e gli allievi del terzo livello seguiranno inoltre lezioni di repertorio classico.

Saranno ammessi un massimo di 30 allievi per ogni fascia di età, con possibilità di raddoppio di alcune classi se il numero dei selezionati lo rendesse necessario.

Durante l’ultimo appuntamento del Corso (10 e 11 aprile 2027) saranno individuati gli allievi ritenuti idonei per l’accesso ai corsi professionali della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma. Ad alcuni sarà proposto l’inserimento diretto nella Scuola per l’anno scolastico 2027-2028. Ad altri potrà essere offerta la partecipazione gratuita e senza ulteriori selezioni al periodo di prova previsto nel mese di luglio 2027.

A tutti coloro che parteciperanno all’intero percorso sarà consegnato un attestato di partecipazione al Corso.

Il Corso è aperto anche agli insegnanti di danza che abbiano presentato uno o più allievi in una delle tappe di audizione. Saranno ammessi un massimo di dieci insegnanti, con priorità per i docenti degli allievi selezionati. Gli insegnanti parteciperanno alle attività in qualità di uditori e avranno la possibilità di assistere alle lezioni di tutti e quattro i livelli, acquisendo strumenti utili per proseguire il lavoro con i propri allievi nelle rispettive sedi di studio.

Costi:

  • propedeutica di avviamento al primo corso (8-9 anni): 550 euro per l’intero percorso di quattro appuntamenti
  • 1° livello (10-11 anni): 750 euro per l’intero percorso di quattro appuntamenti
  • 2° livello (12-13 anni): 800 euro per l’intero percorso di quattro appuntamenti
  • 3° livello (14-15 anni): 800 euro per l’intero percorso di quattro appuntamenti
  • insegnanti uditori: 650 euro per l’intero percorso di quattro appuntamenti.

Gli allievi selezionati riceveranno direttamente dalla Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma tutte le istruzioni relative al pagamento del Corso. Sarà possibile suddividere il pagamento in due rate: la prima entro dicembre 2026 e la seconda entro la fine di febbraio 2027.

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Audizioni per l’accesso al quinto Corso Introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma

Le audizioni per l’accesso al Corso si svolgeranno con il seguente calendario:

  • 19 e 20 settembre 2026 – Firenze, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Piazza Vittorio Gui 1
  • 17 e 18 ottobre 2026 – Roma, Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, Via Ozieri 8
  • 28 e 29 novembre 2026 – Roma, Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, Via Ozieri 8
  • 5 e 6 dicembre 2026 – Verona, Sala danza della Fondazione Arena di Verona, Interrato Torre Pentagona

Gli allievi candidati dovranno partecipare a entrambe le giornate della sede di audizione prescelta.
L’audizione si articolerà in due lezioni di danza classica.

Suddivisione per livelli e quota di partecipazione all’audizione:

  • Propedeutica di avviamento al primo corso (8-9 anni; allieve e allievi nati nel 2018 e nel 2017) – quota di partecipazione all’audizione: 130 euro
  • 1° livello (10-11 anni; allieve e allievi nati nel 2016 e nel 2015) – quota di partecipazione all’audizione: 145 euro
  • 2° livello (12-13 anni; allieve e allievi nati nel 2014 e nel 2013) – quota di partecipazione all’audizione: 145 euro
  • 3° livello (14-15 anni; allieve e allievi nati nel 2012 e nel 2011) – quota di partecipazione all’audizione: 145 euro

Orari Audizioni:

19 e 20 settembre 2026 – Firenze, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Piazza Vittorio Gui 1
Commissione e docenti: Eleonora Abbagnato e i docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma
Orari:
⇒ propedeutica (8-9 anni): sabato 19 settembre 2026 dalle 18.00 alle 19.00; domenica 20 settembre 2026 dalle 14.30 alle 15.30.
⇒ 1° livello (10-11 anni): sabato 19 settembre 2026 dalle 16.30 alle 18.00; domenica 20 settembre 2026 dalle 13.00 alle 14.30.
⇒ 2° livello (12-13 anni): sabato 19 settembre 2026 dalle 15.00 alle 16.30; domenica 20 settembre 2026 dalle 11.30 alle 13.00.
⇒ 3° livello (14-15 anni): sabato 19 settembre 2026 dalle 13.30 alle 15.00; domenica 20 settembre 2026 dalle 10.00 alle 11.30.

17 e 18 ottobre 2026 – Roma, Scuola di danza del Teatro dell’Opera, Via Ozieri 8
Commissione e docenti: Eleonora Abbagnato e i docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma
Orari:
⇒ propedeutica (8-9 anni): sabato 17 ottobre 2026 dalle 18.30 alle 19.30; domenica 18 ottobre 2026 dalle 14.30 alle 15.30.
⇒ 1° livello (10-11 anni): sabato 17 ottobre 2026 dalle 15.30 alle 17.00; domenica 18 ottobre 2026 dalle 11.30 alle 13.00.
⇒ 2° livello (12-13 anni): sabato 17 ottobre 2026 dalle 17.00 alle 18.30; domenica 18 ottobre 2026 dalle 13.00 alle 14.30.
⇒ 3° livello (14-15 anni): sabato 17 ottobre 2026 dalle 18.30 alle 20.00; domenica 18 ottobre 2026 dalle 14.30 alle 16.00.

28 e 29 novembre 2026 – Roma, Scuola di danza del Teatro dell’Opera, Via Ozieri 8
Commissione e docenti: Eleonora Abbagnato e i docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma
Orari:
⇒ propedeutica (8-9 anni): sabato 28 novembre 2026 dalle 18.30 alle 19.30; domenica 29 novembre 2026 dalle 14.30 alle 15.30.
⇒ 1° livello (10-11 anni): sabato 28 novembre 2026 dalle 15.30 alle 17.00; domenica 29 novembre 2026 dalle 11.30 alle 13.00.
⇒ 2° livello (12-13 anni): sabato 28 novembre 2026 dalle 17.00 alle 18.30; domenica 29 novembre 2026 dalle 13.00 alle 14.30.
⇒ 3° livello (14-15 anni): sabato 28 novembre 2026 dalle 18.30 alle 20.00; domenica 29 novembre 2026 dalle 14.30 alle 16.00.

5 e 6 dicembre 2026 – Verona, sala danza della Fondazione Arena di Verona, Interrato Torre Pentagona
Commissione e docenti: Eleonora Abbagnato e i docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma
⇒ propedeutica (8-9 anni): sabato 5 dicembre 2026 dalle 15.00 alle 16.00; domenica 6 dicembre 2026 dalle 14.30 alle 15.30.
⇒ 1° livello (10-11 anni): sabato 5 dicembre 2026 dalle 13.30 alle 15.00; domenica 6 dicembre 2026 dalle 13.00 alle 14.30.
⇒ 2° livello (12-13 anni): sabato 5 dicembre 2026 dalle 12.00 alle 13.30; domenica 6 dicembre 2026 dalle 11.30 alle 13.00.
⇒ 3° livello (14-15 anni): sabato 5 dicembre 2026 dalle 10.30 alle 12.00; domenica 6 dicembre 2026 dalle 10.00 alle 11.30.

Gli orari sono definitivi. In tutte le tappe di audizione le lezioni saranno accompagnate dal vivo al pianoforte.

Esiti finali

Gli esiti finali delle audizioni saranno comunicati ai partecipanti via e-mail dalla Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma tra lunedì 14 e venerdì 18 dicembre 2026.

Iscrizione alle audizioni
L’organizzazione e la gestione delle iscrizioni alle audizioni è affidata a Michele Politi (coordinatore del Corso e incaricato di scouting e recruiting dalla Scuola del Teatro dell’Opera) e a Francesca Bernabini (Danzaeffebi) in collaborazione con Ornella Cerroni (ASD L’Etoile).

L’accesso alle audizioni è a numero chiuso. Si consiglia pertanto di confermare la propria partecipazione con il maggior anticipo possibile.

Per iscriversi è necessario compilare l’apposito modulo di iscrizione online disponibile sul sito di Danzaeffebi cliccando QUI.

Al termine della compilazione del modulo online verranno inviate automaticamente via e-mail le coordinate bancarie per il pagamento della quota di partecipazione all’audizione. La ricezione della mail costituisce conferma della prenotazione.

L’iscrizione sarà confermata al ricevimento dell’avvenuto pagamento.

Le iscrizioni si chiuderanno al raggiungimento del numero massimo di candidati previsto per ciascuna sede di audizione.

Attenzione: durante la compilazione del modulo sarà richiesto di caricare una fotografia recente in primo piano del candidato, che sarà utilizzata esclusivamente dalla Direttrice Eleonora Abbagnato e dai docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma per l’identificazione dell’allieva o dell’allievo durante le audizioni. La fotografia dovrà ritrarre il volto del candidato preferibilmente in posizione frontale, così da facilitarne il riconoscimento nel corso della selezione.

Per informazioni:

 

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La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma in scena con lo Spettacolo di fine anno

 Due serate per celebrare la conclusione dell’anno accademico e il percorso di formazione di una delle più prestigiose scuole di danza italiane. Il 15 e 16 luglio alle ore 19 il Teatro Costanzi ospita il tradizionale spettacolo di fine anno della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, diretta da Eleonora Abbagnato. Protagonisti gli allievi della Scuola, impegnati in un programma che attraversa linguaggi ed estetiche differenti, dal repertorio neoclassico alla danza contemporanea, offrendo al pubblico il risultato del lavoro svolto durante l’anno. La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma si avvale del prezioso sostegno della Fondazione Roma, che ne accompagna l’attività formativa contribuendo alla crescita delle nuove generazioni di artisti. «Ci prepariamo ad affrontare un appuntamento di grande importanza per tutti noi: nel 2028 la nostra Scuola di Danza celebrerà i cento anni dalla sua fondazione. È un patrimonio storico e artistico che vogliamo continuare a far crescere, investendo nella formazione delle nuove generazioni di danzatori e continuando a cercare i talenti. La Scuola rappresenta un progetto strategico per il nostro Teatro e, grazie alla direzione di Eleonora Abbagnato, ha raggiunto livelli di eccellenza riconosciuti anche in ambito internazionale, formando giovani artisti pronti ad affrontare le sfide della professione. Guardiamo al futuro con l’obiettivo di dotare la Scuola di una nuova sede, all’altezza della sua storia e delle sue ambizioni. Anche per questo desidero ringraziare la Fondazione Roma, che ha scelto di accompagnarci in questo percorso con un sostegno concreto, condividendo la nostra convinzione che investire nella formazione significhi investire sui giovani, sul futuro della cultura e del Paese.» Così il Sovrintendente Francesco Giambrone sottolinea l’importanza e il prestigio della Scuola di Danza del lirico capitolino, da sempre attenta a creare percorsi altamente professionalizzanti per tutti i suoi giovani allievi. Le due serate si aprono con Scaramouche, sulle musiche di Darius Milhaud, con la coreografia di José Carlos Martínez creata nel 2005 per gli allievi della Scuola di Danza dell’Opéra di Parigi. Il programma prosegue con Pulse di Goyo Montero del 2018 su musiche di Owen Belton, e si conclude con Ricercare a nove movimenti, la coreografia di Amedeo Amodio costruita sulle musiche di Antonio Vivaldi.

Le tre coreografie restituiscono la ricchezza della formazione proposta dalla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, mettendo gli allievi a confronto con stili, tecniche e sensibilità artistiche diverse. Un percorso che unisce il rigore della tradizione accademica all’apertura verso la danza contemporanea, offrendo ai danzatori l’opportunità di misurarsi con il palcoscenico del Teatro Costanzi. «Lo spettacolo di fine anno è uno dei momenti più significativi del percorso dei nostri allievi – dichiara Eleonora Abbagnato, direttrice della Scuola di Danza e del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma –. È il momento in cui il lavoro quotidiano, fatto di disciplina, studio e dedizione, prende vita davanti al pubblico. Confrontarsi con coreografie di José Carlos Martínez, Goyo Montero e Amedeo Amodio significa affrontare linguaggi differenti e sviluppare quella versatilità che oggi è essenziale per un danzatore. Desidero inoltre ringraziare la Fondazione Roma, il cui sostegno alla nostra Scuola rappresenta un investimento concreto nella formazione dei giovani talenti e nel futuro della danza. È grazie a una visione condivisa che possiamo continuare a offrire ai nostri allievi un percorso di eccellenza

«La cultura genera valore quando crea opportunità e guarda al futuro delle nuove generazioni, ma per fare questo è necessario adottare idonei percorsi di formazione. Per Fondazione Roma la formazione è da sempre uno dei pilastri della propria missione – dichiara il Presidente Franco Parasassie crediamo che investire nei giovani, sostenendo la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, significhi accompagnarne il talento con percorsi di qualità e creare le condizioni affinché possano diventare i protagonisti di domani. È un impegno che continueremo a portare avanti con convinzione.»

La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma che nel 2028 compirà cento anni dalla sua fondazione, è una delle più antiche e prestigiose realtà professionali italiane. Istituita nel 1928 a ridosso dell’Acquedotto Felice, fu scelta perfino da Luchino Visconti come location per alcune scene del film Bellissima con Anna Magnani. Al suo interno si articolano diversi corsi, il principale della durata di otto anni, scandito da esami volti a decretare il passaggio o meno all’annualità successiva, permette ai ballerini di ottenere un Diploma di Danzatore Professionista. Con questo titolo i diplomati possono partecipare ad audizioni internazionali e ulteriori corsi professionalizzanti nei più prestigiosi teatri del mondo.

 

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Linea Opera registra il sold out su tutti gli autobus per l’anteprima di Aida

Linea Opera, il progetto del Teatro dell’Opera di Roma, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, l’Assessorato alla Mobilità di Roma Capitale e ATAC, registra il tutto esaurito su tutti gli autobus per l’anteprima di Aida, in scena l’11 luglio con la regia di Davide Livermore. Anche quest’anno l’opera viaggia con i cittadini, quindici gli autobus, uno per ciascun Municipio della Capitale, a partire da quindici fermate distribuite sul territorio capitolino per accompagnare il pubblico all’anteprima del capolavoro di Verdi in scena questa sera alle 21.00 al Circo Massimo. L’iniziativa, che ha registrato il tutto esaurito su tutti gli autobus, conferma il successo di un progetto nato per rendere il grande repertorio sempre più accessibile e trasformare il percorso verso lo spettacolo in un momento di partecipazione culturale condivisa. Grazie alla collaborazione con La Città Ideale, Linea Opera trasforma le fermate e il percorso verso il Circo Massimo in un’esperienza di teatro diffuso, con interventi teatrali che introducono il pubblico alla trama, ai personaggi e ai grandi temi dell’opera. Nata nel 2022 da un’idea de La Città Ideale, Linea Opera è cresciuta fino a coinvolgere stabilmente tutti i quindici Municipi della Capitale. Dopo il successo delle edizioni dedicate a Ernani, Tosca, Rigoletto e La traviata, Linea Opera torna nel 2026 con Aida, confermando la volontà del Teatro dell’Opera di Roma di portare l’opera oltre i suoi spazi tradizionali, incontrando il pubblico nei quartieri della città e facendo del percorso verso lo spettacolo parte dell’esperienza teatrale. Il Sovrintendente Francesco Giambrone e la presidente di ATAC Barbara Marinali hanno salutato il pubblico che ha viaggiato sugli autobus del trasporto pubblico in una serata in cui hanno ricordato l’importanza del legame fra la città, gli spazi culturali e i suoi cittadini.

Aida va in scena dal 12 al 28 luglio nell’allestimento firmato da Davide Livermore, presentato per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma nel 2023 e ripensato per il grande spazio del Circo Massimo. Una produzione che amplifica il linguaggio visionario della regia, valorizzandone la spettacolarità nella cornice monumentale dell’arena all’aperto. Scenografie virtuali, videoproiezioni, luci ed effetti prospettici dialogano con la partitura verdiana in un allestimento che alterna spettacolarità e introspezione. In scena l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma, sul podio Daniele Callegari, Maestro del Coro Ciro Visco. Completano il team creativo Chiara Osella come regista collaboratrice, Giò Forma per le scene, Gianluca Falaschi per i costumi, Fiammetta Baldiserri per le luci, D-WOK per i video e Carlo Massari come coreografo associato. Nel ruolo del titolo debutta al Teatro dell’Opera di Roma Elena Stikhina (12, 26, 28). Si alternano con lei nel ruolo Yolanda Auyanet (15, 18) e Aleksandra Kurzak (22). Angela Meade torna sul palcoscenico estivo dell’Opera di Roma dopo Turandot del 2024 per affrontare eccezionalmente il ruolo mezzosopranile di Amneris (12, 22, 26), alternandosi con Valentina Pernozzoli (15, 18, 28). Nel ruolo di Radamès Ivan Magrì (12, 15, 18) in alternanza con Luciano Ganci (22, 26, 28). Amonasro ha la voce di Ernesto Petti (12, 15, 18, 26, 28), con Ludovic Tézier protagonista della recita del 22 luglio. Ramfis è Alex Esposito. Completano il cast Adriano Gramigni (Il Re), Veronica Marini (La Sacerdotessa) e Andrea Schifaudo (Il Messaggero).

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“Roméo et Juliette” di Gounod con la regia di De Fusco su OperaVision

È disponibile su OperaVision, fino il Roméo et Juliette di Charles Gounod andato in scena per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma dal 28 aprile al 6 maggio 2026. Il Costanzi ha ospitato il titolo in cinque atti su libretto di Jules Barbier e Michel Carré, in un nuovo allestimento firmato da Luca De Fusco, al suo debutto al lirico capitolino. Sul podio Daniel Oren, Maestro del Coro Ciro Visco.

 

Grande classico del repertorio francese, l’opera si inserisce nell’ambito di un triennio di cooperazione col Teatro di Roma, di cui De Fusco è attualmente direttore artistico. De Fusco immagina la contrapposizione tra Capuleti e Montecchi dentro un film in bianco e nero degli anni ’40, in cui gli unici personaggi portatori di vita, in contrapposizione ai toni scuri della morte, sono proprio i due protagonisti. Proiezioni video sulla scena animano sogni, ricordi e immaginazione della coppia di celebri amanti, in uno spazio in continua trasformazione, in cui le figure di Romeo e Giulietta si muovono in una dimensione fortemente simbolica. Marta Crisolini Malatesta cura scene e costumi, Gigi Saccomandi le luci, Alessandro Papa i video e Alessandra Panzavolta i movimenti coreografici.

 

«Come rileggere oggi quest’opera in modo da rendere ancora vivo il mito? Ho pensato all’ultima volta che la morte ha popolato il nostro mondo in modo sistematico, ovvero alla Seconda guerra mondiale. — Luca De Fusco descrive con queste parole il suo approccio innovativo a Roméo et Juliette— Se avessi scelto questa strada avrei potuto trovare ispirazione anche nelle guerre che oggi purtroppo ci circondano. Ho invece scelto di percorrere la via della metafora che vede i due protagonisti circondati da una folla di spettri in bianco e nero, lasciando soltanto a loro la vivacità del colore. Come se Romeo e Giulietta fossero gli unici a essere vivi, circondati da un mondo di morti.»

Regista di lirica e prosa, Luca De Fusco ha guidato diverse istituzioni teatrali nazionali: lo Stabile del Veneto, il Teatro Nazionale di Napoli, il Napoli Teatro Festival e lo Stabile di Catania. Ha inoltre firmato allestimenti in teatri di rilievo come il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Massimo di Palermo e l’Arena di Verona. Si misura per la prima volta al Costanzi con Gounod.

 

«Un’opera dalla drammaturgia intima e psicologica, in cui il lirismo della linea di canto si fonde con una scrittura orchestrale elegante e mai eccessiva. Il compositore traduce in musica ogni sfumatura emotiva dei protagonisti, passando dall’innocenza giovanile — spesso espressa con un registro medio-alto, luminoso — all’estasi amorosa fino alla tragedia finale, con una scrittura vocale di straordinaria intensità espressiva.» Così Daniel Oren descrive l’opera di Gounod, sottolineandone l’equilibrio tra introspezione psicologica e slancio lirico. Più volte ospite del Costanzi nel corso della sua riconosciuta carriera internazionale, Oren torna al lirico capitolino dopo aver guidato negli ultimi anni l’Orchestra dell’Opera di Roma in Otello (2024) e Pagliacci (2023).

 

Nei panni di Juliette Nino Machaidze, soprano georgiano affermatosi a livello internazionale dopo il debutto nel 2008 al Festival di Salisburgo proprio nel ruolo di Juliette. Torna al lirico capitolino, dopo aver interpretato i ruoli di protagonista nel 2021 in Giovanna D’Arco di Giuseppe Verdi e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo nel 2023. Si alterna con lei nel ruolo Vannina Santoni (2, 5 maggio). Roméo è Vittorio Grigolo, che veste nuovamente i panni del Roméo di Gounod, a cui ha dato voce alla Scala nel 2011 e al Met nel 2017. Per l’Opera di Roma, è stato, fra gli altri, Cavaradossi in Tosca, Alfredo ne La traviata e Nemorino ne L’elisir d’amore. Accanto ai protagonisti diversi artisti in ascesa: Nicolas Courjal (Frère Laurent, Le Duc de Vérone), Mihai Damian (Mercutio), Aya Wakizono (Stéphano), Christian Senn (Capulet), Valerio Borgioni (Tybalt), Géraldine Chauvet (Gertrude), Raffaele Feo (Benvolio), Alessio Verna (Gregorio) e, da “Fabbrica” Young Artist Program, Alejo Álvarez Castillo (Pâris).

 

L’opera, sottotitolata in inglese e italiano, sarà disponibile sulla piattaforma fino alle 12 del 12 dicembre 2026.

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Opera Ballet Vlaanderen al Teatro Costanzi con tre protagonisti della coreografia contemporanea

Il 10 e 11 novembre 2026 il Teatro Costanzi ospita Opera Ballet Vlaanderen con On speed / Grosse Fuge / Opus, una serata dedicata alla danza contemporanea che riunisce tre coreografi della scena europea: Jan Martens, Anne Teresa De Keersmaeker e Christos Papadopoulos. L’appuntamento è inserito nel programma della quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival.

La compagnia belga presenta un trittico che mette a confronto tre differenti visioni della danza contemporanea. Ad aprire la serata è On speed, creazione di Jan Martens; segue Grosse Fuge, storico lavoro di Anne Teresa De Keersmaeker sulla celebre partitura di Beethoven; conclude Opus, firmato da Christos Papadopoulos, una coreografia che trova nella musica di Johann Sebastian Bach il punto di partenza per un raffinato lavoro sul movimento e sulla costruzione dello spazio scenico.

Nata dall’unione di Opera Vlaanderen e Ballet Vlaanderen, Opera Ballet Vlaanderen è oggi una delle principali realtà europee dedicate allo spettacolo dal vivo e si distingue per una programmazione che affianca il repertorio alle nuove creazioni, collaborando con alcuni dei più importanti coreografi e registi della scena internazionale.

L’ospitalità della compagnia al Teatro Costanzi rinnova la collaborazione tra il Teatro dell’Opera di Roma e il Romaeuropa Festival, che negli anni ha portato sul palcoscenico romano alcune delle esperienze più significative della danza contemporanea internazionale.

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Ultima replica oggi della tournée del Corpo di Ballo a Parigi con la “Giselle” di Carla Fracci

Si conclude oggi, 28 giugno, con grande successo la tournée francese del Teatro dell’Opera di Roma. Nell’anno del novantesimo anniversario della nascita di Carla Fracci, il lirico capitolino ha riportato in tournée una delle produzioni che più rappresentano il lascito artistico della grande étoile: Giselle. Per il quarto anno il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato è tornato a Parigi, dove dal 26 al 28 giugno ha portato al Palais des Congrès il capolavoro romantico di Adolphe Adam nella versione coreografica firmata da Carla Fracci e ripresa da Gillian Whittingham. «Le tournée internazionali rappresentano una parte essenziale della missione del Teatro dell’Opera di Roma: promuovere l’eccellenza artistica italiana nel mondo, consolidare il dialogo con le più prestigiose istituzioni culturali e offrire ai nostri artisti occasioni di crescita e confronto ai massimi livelli. Tornare a Parigi con Giselle, nel novantesimo anniversario della nascita di Carla Fracci, conferisce a questo appuntamento un significato ancora più profondo. È il modo più autentico per rendere omaggio a una delle più grandi interpreti della storia della danza e per mantenerne viva l’eredità artistica attraverso il lavoro del nostro Corpo di Ballo, guidato da Eleonora Abbagnato, che continua a distinguersi e ad affermarsi sulla scena internazionale.» Così il Sovrintendente Francesco Giambrone commenta il ritorno del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma a Parigi con Giselle, già in tournée anche alla Royal Opera House di Muscat nel 2023 e all’Opéra Royal de Wallonie di Liegi nel 2024. La tournée parigina si inserisce nel progetto artistico di Eleonora Abbagnato – confermata alla direzione del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza dell’Opera di Roma fino al 2030 – orientato a una presenza sempre più significativa oltre i confini nazionali. Giselle nella coreografia di Fracci sarà inoltre nuovamente in tournée anche al Theater im Pfalzbau a Ludwigshafen, in Germania, a novembre 2026.

«In occasione dei 90 anni dalla nascita di Carla Fracci, portare la sua Giselle a Parigi assume un significato ancora più profondo. È il nostro modo di rendere omaggio a un’artista che ha fatto conoscere la danza italiana nel mondo e che continua a ispirare le nuove generazioni di interpreti. Questa produzione custodisce il suo pensiero artistico e la sua idea di Giselle: un patrimonio che il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma ha il privilegio e la responsabilità di mantenere vivo. Presentarlo proprio a Parigi, dove questo capolavoro è nato, è un’emozione particolare e un segno della vocazione internazionale della nostra compagnia.» Con queste parole Eleonora Abbagnato sottolinea il significato del ritorno a Parigi, città che si conferma una tappa privilegiata dell’attività internazionale del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma e con la quale la direttrice conserva un legame speciale: proprio all’Opéra national de Paris è stata infatti la prima ballerina italiana a essere nominata étoile. Quella del 2026 è la quarta tournée consecutiva al Palais des Congrès, dopo Le Quattro Stagioni di Giuliano Peparini nel 2023, Les Deux Nuits nel 2024 – il dittico composto da Nuit Dansée di Giorgio Mancini e Nuit Romaine di Angelin Preljocaj – e Carmen di Jiří Bubeníček nel 2025. Con Giselle, il Teatro dell’Opera di Roma rinnova un appuntamento ormai consolidato con il pubblico parigino, riportando nella capitale francese uno dei titoli simbolo del proprio repertorio, in un anno particolarmente simbolico per il legame culturale tra le due capitali, il 2026, in cui si celebra il settantesimo anniversario del gemellaggio esclusivo Roma-Parigi. La tournée ha inoltre visto la presenza dell’Ambasciatrice d’Italia in Francia, Emanuela D’Alessandro, a conferma del rilievo culturale e istituzionale dell’iniziativa.

La musica di Adolphe Adam è affidata alla Budapest Orchestra diretta da Aleh Lessoun, la coreografia di Carla Fracci è ripresa da Gillian Whittingham. Le scene e i costumi sono di Anna Anni, le luci di Jean-Michel Désiré. Nel ruolo di Giselle, in alternanza, Sae Eun Park (26, 27) e la prima ballerina Marianna Suriano (28), che veste anche i panni di Myrtha. Albrecht è affidato a Paul Marque (26, 27) e al primo ballerino Michele Satriano (28), mentre Hilarion è il primo ballerino Claudio Cocino. Sae Eun Park e Paul Marque, étoiles dell’Opéra national de Paris, saranno inoltre tra i protagonisti di Icone della Danza, il gala ideato e diretto da Eleonora Abbagnato in programma al Teatro dell’Opera di Roma il 26 ottobre 2026. Giselle occupa un posto speciale nella storia del Teatro dell’Opera di Roma e nella carriera di Carla Fracci, che proprio nel ruolo della giovane contadina debuttò al Costanzi nel 1964, facendone uno dei personaggi simbolo della propria arte. Direttrice del Corpo di Ballo del Teatro della Capitale dal 2000 al 2010, Fracci firmò nel 2004 questa versione del balletto, nata nel rispetto della tradizione di Coralli, Perrot, Petipa e Dolin e attenta al recupero dello spartito originale di Adam. La ripresa coreografica di Gillian Whittingham ne conserva intatta la poetica e il rigore stilistico. Considerato il balletto romantico per eccellenza, Giselle debuttò il 28 giugno 1841 all’Académie Royale de la Musique di Parigi su libretto ispirato da Théophile Gautier alla leggenda delle Villi narrata da Heinrich Heine. La musica di Adolphe Adam, composta espressamente per il balletto, accompagna una vicenda di amore, tradimento e perdono che continua a rappresentare una delle prove interpretative più significative per le grandi ballerine di ogni generazione.

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 LA TRAVIATA IN PIAZZA DI SPAGNA SU MAXISCHERMO IN DIRETTA DAL COSTANZI

A dieci anni dal suo debutto torna in scena La traviata ideata da Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti e prodotta dal Teatro dell’Opera di Roma. Con la regia di Sofia Coppola, al suo esordio nella lirica, l’opera di Verdi sarà trasmessa in diretta nel cuore della città, su maxischermo in Piazza di Spagna, martedì 30 giugno alle ore 20.00.

L’iniziativa, promossa grazie alla collaborazione tra le due istituzioni, nasce dal desiderio di condividere con il pubblico una delle opere più amate del repertorio operistico italiano e il dialogo tra lirica, moda e cinema che distingue questa produzione. Valentino Garavani disegnò i costumi di Violetta, mentre Maria Grazia Chiuri Pierpaolo Piccioli – allora direttori creativi della Maison Valentino – firmarono quelli di Flora e del coro.

Il progetto si inserisce nel programma della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, che pone al centro della propria missione il sostegno e la diffusione delle arti come strumenti di crescita culturale e sociale.

Eccezionalmente, per una sera, la Scalinata di Trinità dei Monti diventerà un teatro a cielo aperto, offrendo a cittadini e visitatori l’opportunità di assistere alla proiezione con ingresso libero fino a esaurimento posti.

L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma sarà diretta da Francesco Ivan Ciampa. A interpretare Violetta Ermonela Jaho, ruolo che ha accompagnato la sua lunga carriera artistica per oltre 300 recite e al quale la cantante darà l’addio proprio il 30 giugno sul palco del Costanzi. Accanto a Ermonela JahoDmitry Korchak nel ruolo di Alfredo, mentre Amartuvshin Enkhbat è Giorgio Germont. Con loro anche Maria Elena Pepi, Sofia Barbashova, Alejo Álvarez Castillo e Guangwei Yao, artisti del progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Completano il cast  Arturo EspinosaAdriano Gramigni, Daniele Massimi, Carlo Alberto Gioja e Salvatore Minopoli. Il Coro è diretto da Ciro Visco.

L’evento è realizzato in collaborazione con Roma Capitale, il Gabinetto del Sindaco, l’Assessorato alla Cultura, l’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, il Municipio I Roma Centro con l’obiettivo comune di trasformare uno dei luoghi simbolo della Capitale in un punto di incontro e partecipazione, riaffermando il valore della dimensione pubblica come occasione di condivisione.

Per l’occasione, Venus, la mostra in corso a PM23 resterà aperta fino alle ore 24.00.

 

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO – LA TRAVIATA

L’evento sarà ad accesso gratuito fino a esaurimento posti a partire dalle ore 19.30.

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L’ “Aida” cinematografica di Livermore per il cartellone estivo dell’Opera di Roma

«Giuseppe Verdi parla della straordinarietà dell’amore che riesce in qualche modo a mettere insieme due persone che fanno parte di due fronti di guerra, di due etnie, di due gruppi che sono in lotta. Noi figli del Mediterraneo, noi figli della cultura greca abbiamo bisogno di essere qualcun altro per poter essere degli artisti, abbiamo bisogno di diventare qualcun altro anche per insegnare alle persone, a noi stesso in primis, quanto è fondamentale capire le ragioni dell’altro, immedesimarsi in qualcos’altro vuol dire anche migliorarsi come esseri umani, perché capendo le ragioni dell’altro noi apriamo il cuore, la mente, l’anima.» Così il regista Davide Livermore descriveva la sua visione di Aida, che dopo il successo riscosso al Costanzi nel 2023, approda ora per la prima volta al Circo Massimo. In programma dal 12 al 28 luglio, il capolavoro verdiano è il cuore operistico della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma. L’Aida firmata da Livermore, rinomato artista dalla cifra profondamente multidisciplinare, trova nel grande spazio all’aperto del Circo Massimo la cornice ideale per dispiegare tutta la forza spettacolare del suo immaginario teatrale. Protagonisti Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma con Daniele Callegari sul podio e Ciro Visco Maestro del Coro. Accanto a Livermore, che cura anche i movimenti coreografici, la regista collaboratrice Chiara Osella, Giò Forma firma invece le scene, Gianluca Falaschi i costumi, Fiammetta Baldiserri le luci e D-Wok i video. Coreografo associato Carlo Massari. Monumentalità e intimità convivono in un allestimento dove scenografie virtuali, videoproiezioni, luci ed effetti prospettici si intrecciano con la musica di Verdi, dando vita a una narrazione immersiva che esalta tanto la dimensione epica quanto quella psicologica dei personaggi.

 

La verità umana dei protagonisti, anche al centro della riflessione di Daniele Callegari. «Dietro la sua apparente monumentalità, ciò che mi colpisce sempre di Aida è il suo carattere profondamente umano. Più ascolto questa partitura, più mi convinco che Verdi non abbia voluto raccontare il trionfo del potere, ma la fragilità dell’uomo. Nella sua musica non trovo eroi né vincitori. Trovo esseri umani chiamati a scegliere tra amore, dovere e libertà, consapevoli che ogni scelta porta con sé una rinuncia. È questa tensione silenziosa, più ancora della grandiosità della scena, a dare vita al dramma. Dirigere Aida significa, per me, cercare questo equilibrio: lasciare che la magnificenza della scrittura verdiana non oscuri mai la verità dei sentimenti.» Direttore principale dell’Orchestre Philharmonique de Nice dal 2021 al 2023 e ospite regolare dei maggiori teatri d’opera del mondo, Callegari ha diretto alcune tra le più importanti orchestre sinfoniche internazionali, come l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestre national d’Île-de-France di Parigi, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, la Tokyo Philharmonic Orchestra e la Bayerisches Staatsorchester.

 

Nel ruolo del titolo debutta al Teatro dell’Opera di Roma Elena Stikhina (12, 26, 28), reduce da una stagione che l’ha vista protagonista di Tosca all’Opéra National de Paris e alla Staatsoper di Vienna, di Madama Butterfly al Metropolitan Opera e alla Deutsche Oper di Berlino e di Un ballo in maschera all’Opernhaus di Zurigo. Si alternano con lei nel ruolo Yolanda Auyanet (15, 18) che torna all’Opera di Roma dopo i recenti successi di Tosca e Suor Angelica e Aleksandra Kurzak (22) già protagonista nella stagione 2025/26 di Aida all’Opéra national de Paris, all’Opéra de Monte-Carlo e all’Arena di Verona. Angela Meade torna sul palcoscenico estivo dell’Opera di Roma dopo Turandot del 2024 per affrontare eccezionalmente il ruolo mezzosopranile di Amneris (12, 22, 26), alternandosi con Valentina Pernozzoli (15, 18, 28). Nel ruolo di Radamès torna anche Luciano Ganci (12, 22, 26, 28), già applaudito nella stessa parte all’Opera di Roma nel 2023, in alternanza con Ivan Magrì (15, 18). Amonasro ha la voce di Ernesto Petti (12, 15, 18, 26, 28), con Ludovic Tézier protagonista della recita del 22 luglio. Ramfis è Alex Esposito. Completano il cast Adriano Gramigni (Il Re), Veronica Marini (La Sacerdotessa) e Andrea Schifaudo (Il Messaggero).

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IL GLADIATORE IN CONCERTO 3 E 4 LUGLIO CON LISA GERRARD SUL PALCO

L’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma eseguono dal vivo la colonna sonora di Hans Zimmer e Lisa Gerrard vincitrice del Golden Globe® in sincrono con il film premio Oscar® di Universal Pictures e Paramount Pictures

Il Teatro dell’Opera di Roma firma uno degli appuntamenti culturali più spettacolari dell’estate 2026 con Il Gladiatore in Concerto, in programma il 3 e 4 luglio al Circo Massimo. Il film premio Oscar® di Ridley Scott sarà proiettato integralmente su grande schermo ad alta definizione mentre l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma (in formazione di oltre 150 musicisti) eseguiranno dal vivo la celebre colonna sonora di Hans Zimmer e Lisa Gerrard, diretti da Ludwig Wicki, con la partecipazione straordinaria di Lisa Gerrard. L’evento è presentato con  Forum Studios, sotto la guida di Marco Patrignani, in collaborazione con CineConcerts.

«Con il trasferimento della stagione estiva al Circo Massimo abbiamo dato vita a un progetto che amplia la proposta culturale del Teatro dell’Opera di Roma, coniugando opera, danza, musica e cinema in uno dei luoghi più emblematici della città. Il Gladiatore in Concerto si inserisce pienamente in questo percorso: un grande evento internazionale che unisce la forza del cinema all’emozione della musica eseguita dal vivo, valorizzando il ruolo dell’Orchestra e del Coro del nostro Teatro accanto ad artisti di straordinario prestigio. È un appuntamento che conferma la volontà dell’Opera di Roma di proporre una programmazione di altissima qualità, capace di dialogare con pubblici diversi nel segno dell’eccellenza artistica.» Così il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone presenta Il Gladiatore in Concerto, lo spettacolare cine-concerto in programma al Circo Massimo il 3 e 4 luglio 2026.

Lo spettacolare  cine-concerto si terrà al Circo Massimo di Roma il 3 e 4 luglio 2026. Diretto da Ridley Scott (Blade Runner, Alien, The Martian, Thelma & Louise), Il Gladiatore è uno dei film più acclamati di sempre. Interpretato dal premio Oscar® Russell Crowe, il film ha vinto cinque premi Oscar®, tra cui Miglior Film. La celebre colonna sonora di Hans Zimmer (Il Re Leone, Pirati dei Caraibi, Inception, Il Cavaliere Oscuro) e Lisa Gerrard (Dead Can Dance, Samsara) ha ottenuto il Golden Globe® per la Migliore Colonna Sonora. Il film vede inoltre la partecipazione di Joaquin Phoenix, Connie Nielsen, Derek Jacobi, Richard Harris e Oliver Reed nella sua ultima apparizione cinematografica.

IL GLADIATORE IN CONCERTO è una produzione CineConcerts, in collaborazione con Universal Brand Development e Paramount Pictures.

Justin Freer, Presidente di CineConcerts e Producer/Conductor di Gladiator in Concert, ha dichiarato: «Gladiator rimane una delle storie più potenti e coinvolgenti mai raccontate al cinema. Rivivere questo capolavoro con la sua iconica colonna sonora eseguita dal vivo nel luogo stesso dove la storia ha preso forma sarà un’esperienza irripetibile.»

Brady Beaubien, Concert Producer di CineConcerts, ha aggiunto: «Gladiator ha trasformato il modo in cui il pubblico vive la storia sul grande schermo. L’esperienza del film accompagnato dal vivo dalla potente musica di Hans Zimmer e Lisa Gerrard lo rende un evento immersivo unico.»

Marco Patrignani, per Forum Studios, ha dichiarato: «Dopo lo straordinario successo delle rappresentazioni del 2018—quando portammo per la prima volta in Italia Gladiator in Concert nella cornice unica del Circo Massimo, con una risonanza internazionale—è per me un grande privilegio e una profonda gioia tornare in questo luogo iconico. Riproporre oggi questo progetto, insieme ai prestigiosi Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma, lo rende ancora più significativo. Il Circo Massimo offre uno scenario spettacolare e carico di storia, capace di amplificare l’impatto emotivo di questo capolavoro e di regalare al pubblico un’esperienza davvero indimenticabile.»

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AMORI TOSSICI DA TRAVIATA A ONLYFANS NEL NUOVO VOLUME DI «CALIBANO»

Si intitola «Amami!» il decimo numero della rivista di attualità culturale del Teatro dell’Opera di Roma

Disponibile nelle librerie dal 24 giugno, si ispira al dramma di Verdi e attraversa il tema delle relazioni e del desiderio

 

«I’m addicted to you, don’t you know that you’re toxic?» cantava Britney Spears in un iconico singolo del 2004. Una canzone diventata emblema del racconto di un desiderio tossico, sentimento insieme irresistibile e allo stesso tempo distruttivo, che nella cultura occidentale, dal passato all’oggi, ha trovato spazio in molte incarnazioni artistiche, dalla Marguerite di Dumas alla Violetta della Traviata di Verdi, passando per Emma di Madame Bovary fino alle protagoniste delle romcom anni Novanta. Ed è proprio a partire dalla protagonista del capolavoro verdiano – donna amata, comprata, idealizzata e condannata –  che il decimo numero di «Calibano», la rivista monografica di attualità culturale dell’Opera di Roma realizzata in collaborazione con la casa editrice effequ, indaga i temi dell’amore romantico, del sesso, dello stigma e della malattia, costruendo un percorso che attraversa opera lirica, cinema, cultura queer e contemporaneità digitale con OnlyFans. Il nuovo volume esce in occasione dell’allestimento di Traviata che, diretto da Francesco Ivan Ciampa, con la regia di Sofia Coppola e i costumi firmati da Valentino Garavani e Maria Grazia Chiuri, è in scena al Teatro dell’Opera di Roma dal 21 al 30 giugno. La rivista sarà presentata insieme allo spettacolo venerdì 19 giugno, ore 18.00, al Teatro Costanzi (Sala Grigia). Interverranno il direttore d’orchestra Francesco Ivan Ciampa, il soprano Ermonela Jaho, le autrici di questo numero di «Calibano» Costanza Jesurum e Serena Guarracino e il direttore della rivista Paolo Cairoli. «Calibano. Amami!» sarà disponibile allo shop del teatro dal 21 giugno, in libreria e sul sito di effequ dal 24 giugno.

Il volume si apre con un contributo della psicoterapeuta Costanza Jesurum, un saggio psicoanalitico che va a fondo delle dinamiche costitutive delle relazioni di dipendenza affettiva e dell’autodistruttività che ne consegue. Segue poi un testo della scrittrice Giulia Caminito, che parte invece dalle grandi protagoniste della letteratura per riflettere sulle forme del desiderio femminile. Su come, in ambito erotico, il rischio possa assumere una natura ambivalente, insieme attrattiva e allo stesso tempo minacciosa scrive Serena Guarracino – la quale, docente all’Università dell’Aquila, è autrice di lavori sul BDSM e sulle forme estetiche del piacere e del dolore –, mentre il medico chirurgo e divulgatore Nicola Macchione ci parla di infezioni sessualmente trasmissibili (IST) e dello stigma sociale che le accompagna. E se con Francesco Massa, docente di Storia delle Religioni all’Università di Torino, si torna alle fonti storiche e al mito classico per parlare di sesso orgiastico come rituale religioso nel mondo antico, alla scoperta delle “red flags” nelle relazioni sentimentali è invece la saggista e psicoterapeuta Sophie K. Rosa. Spazio infine al cinema con un testo della sceneggiatrice Alice Sagrati, che mette in luce le dinamiche tossiche e disfunzionali sottese alle romcom per eccellenza su cui si sono formate le immaginazioni sentimentali delle generazioni cresciute tra anni Novanta e Duemila – come Dieci cose che odio di te e Notting Hill –, e all’opera con un saggio sulla rappresentazione del sesso nella lirica a cura del giornalista Alberto Mattioli.

Come tipico di «Calibano», anche in questo numero è presente un racconto inedito, questa volta affidato alla scrittrice Antonella Lattanzi. Tra le pagine trovano poi spazio una testimonianza dal mondo di OnlyFans che esplora la figura del chatter, ovvero di chi gestisce le chat erotiche al posto delle content creator e tre rubriche: la prima, a cura della giornalista Jennifer Guerra, riflette sulla simbologia del tacco come strumento di controllo e allo stesso tempo di affermazione femminile. La seconda, di Anna Chiara Corradino, è un contributo che analizza come la cultura occidentale abbia usato il corpo della prostituta per rappresentare, controllare e moralizzare il desiderio femminile. La terza, infine, è ad opera scrittore e saggista Elia Bonci, ed esplora una dimensione dell’affettività e del desiderio spesso poco rappresentata, quella delle persone asessuali.

Tutte le illustrazioni del numero, compresa l’immagine di copertina, sono state realizzate dall’artista Beatrice Scarpa/moist.moon con un software di intelligenza artificiale.

«Secondo Freud, la libido è “l’energia delle pulsioni attinenti a tutto ciò che può essere compendiato nella parola amore” – dice il Direttore di «Calibano» Paolo Cairoli –. Perciò abbiamo scelto di intitolare questo numero “Amami”, richiesta che include tutte le diverse energie descritte nei contributi del volume, oltre a evocare una delle implorazioni più celebri della storia dell’opera: quell’“Amami Alfredo” con il quale Violetta si congeda dall’amato nella Traviata di Giuseppe Verdi. Aveva appena finito di dichiararsi libera e capace di “folleggiare di gioia in gioia”, ed eccola pronta ad accoglie un amore nuovo e totalizzante; ma finirà per auto-sabotarsi, costruendosi, per sua scelta, un destino di infelicità e solitudine».

Nata nel 2023 con il numero 0, incentrato su Aida e il blackface, «Calibano» si propone come spazio di approfondimento dei temi di attualità ispirati agli spettacoli in scena al Teatro dell’Opera di Roma. Pubblicata tre volte l’anno e concepita come un volume monografico, la rivista mette ogni volta in dialogo un’opera con un tema a lei connessa, utilizzando il teatro musicale come strumento di riflessione critica sui temi che attraversano la società di oggi. Giunta al decimo numero con Traviata, ha in precedenza esplorato, in poco più di tre anni, anche il femminismo con Madama Butterfly, il postumano con Mefistofele, il proibito con Salome, l’outsider con Peter Grimes, il potere con Simon Boccanegra, la magia a partire dall’Alcina di Händel, l’orrore con The turn of the screw, l’invenzione del Medioevo con Lohengrin e, da ultimo, il tempo a partire dal Trionfo del Tempo e del Disinganno di Händel.

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