Venerdì 19 giugno alle 18.00 presentazione in anteprima al Costanzi del N. 10 della rivista Calibano

AMORI TOSSICI DA TRAVIATA A ONLYFANS NEL NUOVO VOLUME DI «CALIBANO»

 Si intitola «Amami!» il decimo numero della rivista di attualità culturale del Teatro dell’Opera di Roma

 Disponibile nelle librerie dal 24 giugno, si ispira al dramma di Verdi e attraversa il tema delle relazioni e del desiderio

Venerdì 19 giugno alle 18.00 presentazione in anteprima al Costanzi con Francesco Ivan Ciampa, Ermonela Jaho, Costanza Jesurum e Serena Guarracino

 

«I’m addicted to you, don’t you know that you’re toxic?» cantava Britney Spears in un iconico singolo del 2004. Una canzone diventata emblema del racconto di un desiderio tossico, sentimento insieme irresistibile e allo stesso tempo distruttivo, che nella cultura occidentale, dal passato all’oggi, ha trovato spazio in molte incarnazioni artistiche, dalla Marguerite di Dumas alla Violetta della Traviata di Verdi, passando per Emma di Madame Bovary fino alle protagoniste delle romcom anni Novanta. Ed è proprio a partire dalla protagonista del capolavoro verdiano – donna amata, comprata, idealizzata e condannata –  che il decimo numero di «Calibano», la rivista monografica di attualità culturale dell’Opera di Roma realizzata in collaborazione con la casa editrice effequ, indaga i temi dell’amore romantico, del sesso, dello stigma e della malattia, costruendo un percorso che attraversa opera lirica, cinema, cultura queer e contemporaneità digitale con OnlyFans. Il nuovo volume esce in occasione dell’allestimento di Traviata che, diretto da Francesco Ivan Ciampa, con la regia di Sofia Coppola e i costumi firmati da Valentino Garavani e Maria Grazia Chiuri, è in scena al Teatro dell’Opera di Roma dal 21 al 30 giugno. La rivista sarà presentata insieme allo spettacolo venerdì 19 giugno, ore 18.00, al Teatro Costanzi (Sala Grigia). Interverranno il direttore d’orchestra Francesco Ivan Ciampa, il soprano Ermonela Jaho, le autrici di questo numero di «Calibano» Costanza Jesurum e Serena Guarracino e il direttore della rivista Paolo Cairoli. «Calibano. Amami!» sarà disponibile allo shop del teatro dal 21 giugno, in libreria e sul sito di effequ dal 24 giugno.

Il volume si apre con un contributo della psicoterapeuta Costanza Jesurum, un saggio psicoanalitico che va a fondo delle dinamiche costitutive delle relazioni di dipendenza affettiva e dell’autodistruttività che ne consegue. Segue poi un testo della scrittrice Giulia Caminito, che parte invece dalle grandi protagoniste della letteratura per riflettere sulle forme del desiderio femminile. Su come, in ambito erotico, il rischio possa assumere una natura ambivalente, insieme attrattiva e allo stesso tempo minacciosa scrive Serena Guarracino – la quale, docente all’Università dell’Aquila, è autrice di lavori sul BDSM e sulle forme estetiche del piacere e del dolore –, mentre il medico chirurgo e divulgatore Nicola Macchione ci parla di infezioni sessualmente trasmissibili (IST) e dello stigma sociale che le accompagna. E se con Francesco Massa, docente di Storia delle Religioni all’Università di Torino, si torna alle fonti storiche e al mito classico per parlare di sesso orgiastico come rituale religioso nel mondo antico, alla scoperta delle “red flags” nelle relazioni sentimentali è invece la saggista e psicoterapeuta Sophie K. Rosa. Spazio infine al cinema con un testo della sceneggiatrice Alice Sagrati, che mette in luce le dinamiche tossiche e disfunzionali sottese alle romcom per eccellenza su cui si sono formate le immaginazioni sentimentali delle generazioni cresciute tra anni Novanta e Duemila – come Dieci cose che odio di te e Notting Hill –, e all’opera con un saggio sulla rappresentazione del sesso nella lirica a cura del giornalista Alberto Mattioli.

Come tipico di «Calibano», anche in questo numero è presente un racconto inedito, questa volta affidato alla scrittrice Antonella Lattanzi. Tra le pagine trovano poi spazio una testimonianza dal mondo di OnlyFans che esplora la figura del chatter, ovvero di chi gestisce le chat erotiche al posto delle content creator e tre rubriche: la prima, a cura della giornalista Jennifer Guerra, riflette sulla simbologia del tacco come strumento di controllo e allo stesso tempo di affermazione femminile. La seconda, di Anna Chiara Corradino, è un contributo che analizza come la cultura occidentale abbia usato il corpo della prostituta per rappresentare, controllare e moralizzare il desiderio femminile. La terza, infine, è ad opera scrittore e saggista Elia Bonci, ed esplora una dimensione dell’affettività e del desiderio spesso poco rappresentata, quella delle persone asessuali.

Tutte le illustrazioni del numero, compresa l’immagine di copertina, sono state realizzate dall’artista Beatrice Scarpa/moist.moon con un software di intelligenza artificiale.

«Secondo Freud, la libido è “l’energia delle pulsioni attinenti a tutto ciò che può essere compendiato nella parola amore” – dice il Direttore di «Calibano» Paolo Cairoli –. Perciò abbiamo scelto di intitolare questo numero “Amami”, richiesta che include tutte le diverse energie descritte nei contributi del volume, oltre a evocare una delle implorazioni più celebri della storia dell’opera: quell’“Amami Alfredo” con il quale Violetta si congeda dall’amato nella Traviata di Giuseppe Verdi. Aveva appena finito di dichiararsi libera e capace di “folleggiare di gioia in gioia”, ed eccola pronta ad accoglie un amore nuovo e totalizzante; ma finirà per auto-sabotarsi, costruendosi, per sua scelta, un destino di infelicità e solitudine».

Nata nel 2023 con il numero 0, incentrato su Aida e il blackface, «Calibano» si propone come spazio di approfondimento dei temi di attualità ispirati agli spettacoli in scena al Teatro dell’Opera di Roma. Pubblicata tre volte l’anno e concepita come un volume monografico, la rivista mette ogni volta in dialogo un’opera con un tema a lei connessa, utilizzando il teatro musicale come strumento di riflessione critica sui temi che attraversano la società di oggi. Giunta al decimo numero con Traviata, ha in precedenza esplorato, in poco più di tre anni, anche il femminismo con Madama Butterfly, il postumano con Mefistofele, il proibito con Salome, l’outsider con Peter Grimes, il potere con Simon Boccanegra, la magia a partire dall’Alcina di Händel, l’orrore con The turn of the screw, l’invenzione del Medioevo con Lohengrin e, da ultimo, il tempo a partire dal Trionfo del Tempo e del Disinganno di Händel.

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La Stagione 2026/2027 del Teatro dell’Opera di Roma

 

SCARICA IL PROGRAMMA DELLA STAGIONE_26-27

 

 

12 nuove produzioni tra opera e danza, 11 titoli operistici, 2 opere in concerto, 7 balletti  e 4 eventi speciali 

The Rake’s progress nel 2026, La clemenza di Tito nel 2027 e Don Carlos nel 2028

le prossime inaugurazioni del Costanzi tutte dirette da Michele Mariotti

 

The Rake’s Progress di Stravinskij nella lettura scenica di Rafael R. Villalobos nel 2026. La clemenza di Tito di Mozart con la regia di Krzysztof Warlikowski nel 2027. Don Carlos di Verdi in cinque atti in francese firmato da Christof Loy nel 2028. Sono le tre inaugurazioni che segnano il percorso delle prossime stagioni del Teatro dell’Opera di Roma, tutte affidate al Direttore musicale Michele Mariotti.  Oltre a queste importanti novità, il cartellone 2026/27 presenta poi 12 nuove produzioni fra opera e danza, 11 titoli operistici, 2 opere in concerto, 7 balletti di cui uno della Scuola di Danza, 4 eventi speciali e 2 tournée del Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato. Venti gli spettacoli in programma al Costanzi, quattro al Nazionale e uno al Teatro Valle nell’anno della sua riapertura. Una stagione che attraversa repertori, epoche e linguaggi diversi, accostando grandi classici, nuove produzioni, riscoperte e progetti rivolti alle nuove generazioni di artisti.

 

La stagione 2026/2027 del Teatro dell’Opera di Roma prende il titolo dal verso “il dolce suono mi colpì” di Lucia di Lammermoor e presenta un cartellone che invita il pubblico a lasciarsi attraversare dalla forza della musica e del teatro. Dalle inquietudini del Novecento di Stravinskij, Šostakovič, Bartók e Bernstein alle grandi pagine di Verdi, Donizetti, Puccini, Rossini e Giordano, passando per il Settecento di Gluck e la contemporaneità di Nicola Sani, l’Opera di Roma propone un viaggio tra capolavori del repertorio, nuove creazioni e attesi ritorni. Ad aprire la stagione il 27 novembre è The Rake’s Progress di Stravinskij, nuova produzione che segna il debutto all’Opera di Roma del regista Rafael R. Villalobos con Mariotti sul podio. Tra i grandi registi che tornano all’Opera di Roma Robert Carsen  con Iphigénie en Tauride di Gluck, Barrie Kosky con Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk di Šostakovič e Mario Martone con una nuova Cenerentola al Teatro Valle. Importante debutto invece per Karole Armitage, che firma una nuova Lucia di Lammermoor. Come al debutto al Costanzi sono due giovani artisti italiani recentemente insigniti del Premio Abbiati: Daniele Menghini che firma un nuovo Trovatore e Andrea Bernard che mette in scena una nuova Rondine. Completano il programma le riprese di due spettacoli di grandi registi come Marco Bellocchio che ripropone l’Andrea Chénier di Giordano e Pier Luigi Pizzi che firma I due Foscari. Torna anche, nella doppia veste di regista e interprete, Luca Micheletti con una nuova produzione del Peter Pan di Bernstein presentato per la prima volta in Italia in forma scenica.

 

Costellano il cartellone alcune tra le più grandi voci di oggi, come quelle di Anna Netrebko che interpreta per la prima volta in Italia Il castello del principe Barbablù di Bartók e Cecilia Bartoli che festeggia i 40 anni di carriera al Costanzi, il teatro dove ha debuttato, con Il barbiere di Siviglia di Rossini. Entrambi gli spettacoli saranno proposti in data unica e in forma di concerto. Protagonisti sul palco del Costanzi anche Sonya Yoncheva, Marina Rebeka, Ermonela Jaho, Angela Meade, Ludovic Tézier, Brian Jagde, Francesco Meli, Vittorio Grigolo, Dave Monaco, Xabier Anduaga, Jennifer Larmore, Vasilisa Beržanskaya, Ekaterine Semenchuk, Jessica Pratt, Lawrence Brownlee, Michele Pertusi, Daniela Barcellona, Alex Esposito e Nicola Alaimo. Accanto a Michele Mariotti altri importanti direttori come Juraj Valčuha, Henrik Nánási, Gianluca Capuano, Nicola Luisotti, Daniel Oren, Riccardo Frizza, Francesco Lanzillotta, Giacomo Sagripanti, Marco Angius e Alessandro De Marchi.

 

Ampio e articolato anche il cartellone dedicato alla danza, che spazia dal grande repertorio classico alle riletture dei maestri del Novecento, fino alle creazioni contemporanee, confermando la vocazione internazionale del Teatro. In programma firme di riferimento della coreografia come John Neumeier con la Terza sinfonia di Mahler, Wayne McGregor, Alexander Ekman e Nicolas Blanc nel trittico Motus, accanto a Benjamin Pech che apre la stagione con Il lago dei cigni. Torna inoltre Don Chisciotte di Minkus nella coreografia di Laurent Hilaire, mentre Jean-Guillaume Bart firma una nuova produzione di Raymonda. Completano il percorso dedicato alla creazione contemporanea le coreografie di Rafael Bonachela, Sharon Eyal e Diego Tortelli riunite nel trittico Echoes, che chiude la stagione della danza al Teatro Nazionale. Grandi nomi della danza mondiale quali Marianela Nuñez, Daniil Simkin, Fumi Kaneko, Vadim Muntagirov, Paul Marque e, per la prima volta sul palcoscenico del Costanzi, Alina Cojocaru.

Nelle rappresentazioni sono impegnati i complessi artistici dell’Opera di Roma, l’Orchestra, il Coro diretto da Ciro Visco e il Corpo di Ballo sotto la direzione di Eleonora Abbagnato.

L’immagine della stagione è stata affidata all’artista digitale Elena Manferdini, che lavora con l’intelligenza artificiale. Una scelta che approda a un’estetica capace di oscillare tra il realismo fotografico e la distorsione fantastica, trasportandoci in una dimensione che potremmo definire di ultra-realismo immaginifico.

 

Tre gli spettacoli ripresi da Rai CulturaThe Rake’s progress, La Cenerentola e Raymonda, trasmessi sui canali televisivi Rai. Radio3 segue in diretta tutte le prime dei titoli operistici al Costanzi.

 

ABBONAMENTI E BIGLIETTERIA

Campagna abbonamenti “Gran Teatro All Inclusive” e “Gran Teatro” dal 1° al 31 luglio 2026 e dal 1° al 26 settembre 2026.
Sottoscrizioni di altre forme di abbonamento dal 1° ottobre 2026.  I biglietti dei singoli spettacoli saranno in vendita a partire dall’8 ottobre 2026.

 

IL TEATRO DIFFUSO

Accanto alla programmazione di opere, balletti e concerti, e alle attività di “Fabbrica” Young Artist Program, della Scuola di Danza e della Scuola di Canto Corale, proseguono e si consolidano i progetti dedicati alla partecipazione e alla formazione del pubblico. Torna Linea Opera, che dopo aver costruito un forte radicamento sul territorio continua il proprio percorso di dialogo con la città; si rinnova Una notte a teatro, iniziativa pensata per avvicinare bambini e famiglie al mondo dell’opera; prosegue Cantamondo, il progetto di educazione musicale e canto corale rivolto agli alunni delle scuole primarie, che promuove inclusione e integrazione attraverso il linguaggio universale della musica. Immancabile anche OperaCamion, il teatro mobile che trasforma un TIR in un palcoscenico itinerante e porta orchestra, cantanti, costumi e luci direttamente nelle piazze dei Municipi di Roma e della Regione Lazio, avvicinando il teatro musicale a nuovi pubblici. A questi si affiancano i concerti nelle chiese e in altri luoghi della città, che contribuiscono a diffondere la musica oltre gli spazi tradizionali del Teatro e a rafforzarne il legame con il territorio.

Prosegue inoltre l’impegno del Teatro nell’ampliare l’accessibilità e la partecipazione culturale, attraverso progetti che coinvolgono realtà attive nel sostegno alle fragilità sociali e nell’inclusione. Dalle attività con il carcere femminile di Rebibbia e Le donne di Muro Alto, ai percorsi sviluppati con Casa Sabotino, Binario 95 e Caritas Art, fino alle iniziative dedicate ai cori del territorio capitolino e alle persone con disabilità cognitive e relazionali, il Teatro continua a promuovere esperienze che favoriscono l’incontro tra arte, cittadinanza e comunità, con la convinzione che la cultura debba essere sempre più uno spazio aperto e condiviso.

 

La realizzazione della stagione e delle attività della Fondazione è resa possibile anche grazie al sostegno dei Soci privati come Camera di Commercio di Roma e ACEA e al contributo di aziende che negli anni hanno scelto di affiancare il Teatro dell’Opera di Roma in qualità di sponsor e sostenitori. Tra queste Banca del Fucino, che supporta con sensibilità e attenzione il progetto “Fabbrica” Young Artist Program, Terna,  Fondazione Roma, BMW Roma e Aeroporti di Roma e ATAC, da quest’anno Mobility Partner del Teatro dell’Opera di Roma.

 

L’OPERA

 

La stagione inaugura con The Rake’s Progress che torna al Costanzi dopo 58 anni diretta da Mariotti e firmata da Villalobos

Inaugura il cartellone 2026/2027  la nuova produzione di The Rake’s Progress di Igor’ Stravinskij, affidata alla direzione musicale di Michele Mariotti, che debutta nel capolavoro del compositore russo assente dall’Opera di Roma dal 1968. L’opera apre la stagione il 27 novembre. La regia è del giovane regista spagnolo Rafael R. Villalobos, tra le personalità più originali della scena europea contemporanea. Con lui debuttano all’Opera di Roma anche lo scenografo Pablo Chaves Maza e il lighting designer Felipe Ramos, collaboratori abituali di Villalobos, che firma anche i costumi. Il cast riunisce quattro grandi interpreti della scena lirica internazionale: Lawrence Brownlee nella parte di Tom Rakewell, Jennifer Larmore come Mother Goose, Daniela Barcellona nei panni di Baba la Turca e Alex Esposito come Nick Shadow, uno dei numerosi ruoli demoniaci affrontati con successo nel corso della sua carriera. Tra le nuove voci spicca il soprano Rosalia Cid, giovane artista in ascesa, che debutta al Teatro dell’Opera di Roma nel ruolo di Anne Trulove. Completano il cast Simone Alberghini come Trulove e Ya-Chung Huang come Sellem.  Lo spettacolo è ripreso da Rai Cultura e trasmesso su Rai 5, Rai Play e Radio3. Repliche dal 29 novembre al 5 dicembre.

 

Andrea Chénier: Bellocchio, Oren e un cast di grandi voci per il capolavoro di Giordano

Un cast di grandi voci per Andrea Chénier di Umberto Giordano. Sonya Yoncheva, Brian Jagde e Ludovic Tézier sono i tre protagonisti del capolavoro di Umberto Giordano Andrea Chénier che va in scena dal 17 al 26 gennaio nella produzione firmata da Marco Bellocchio. Il capolavoro verista torna all’Opera di Roma a dieci anni dalla sua ultima rappresentazione del 2017, con Daniel Oren sul podio. Accanto a Jadge, Yoncheva e Tézier, si alternano nei ruoli dei protagonisti Angela Meade, Gregory Kunde e Ariunbatar Ganbaatar, al suo debutto all’opera di Roma. Completano il cast Cassandre Berthon come Bersi, Annunziata Vespri  come Contessa di Coigny ed Elena Zaremba nei panni di Madelon.

 

Il debutto al Costanzi coreografa Karole Armitage, che firma  Lucia di Lammermoor

È affidata alla coreografa e ballerina statunitense d’avanguardia Karole Armitage, nota per aver unito il balletto classico con le energie del postmodernismo e della cultura urbana, la regia della nuova produzione della Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti. In scena dal 21 al 28 febbraio. Al suo debutto al Costanzi, Armitage è nota come la “punk ballerina” per il suo linguaggio che a partire dagli anni ‘70 ha fuso la danza con la cultura pop; oggi affianca all’attività di coreografa quella di regista. I costumi e le scene di questa produzione sono affidati a Daniela Ciancio, due volte David di Donatello. Sul podio debutta Giacomo Sagripanti, particolarmente apprezzato nel repertorio belcantistico. Jessica Pratt, interprete di riferimento dell’universo musicale donizettiano e rossiniano, è Lucia, in alternanza con Gilda Fiume. Edgardo è interpretato da due tenori in grandissima ascesa come Xabier Anduaga e René Barbera. Germán Enrique Alcántara e Bogdan Baciu vestono i panni di Lord Enrico Ashton.  Michele Pertusi e Marko Mimica interpretano Raimondo. Leonardo Cortellazzi è Lord Arturo.

 

Tornano I due Foscari firmati da Pier Luigi Pizzi con Nicola Alaimo protagonista e la direzione di Riccardo Frizza

Profondamente legato al Teatro dell’Opera di Roma, Pier Luigi Pizzi è omaggiato con la ripresa del suo ormai storico allestimento de I due Foscari di Giuseppe Verdi, realizzato al Costanzi nel 2001, ripreso dal 13 al 21 marzo e ripensato per l’occasione. Classe 1930, Pizzi è una figura unica nella storia dello spettacolo italiano: regista, scenografo e costumista, ha contribuito a definire l’immaginario visivo dell’opera europea dalla seconda metà del Novecento ai giorni nostri. La direzione musicale è affidata a Riccardo Frizza. Nicola Alaimo debutta nel ruolo di Francesco Foscari. Accanto a lui Marta Torbidoni come Lucrezia Contarini e Kang Wang come Jacopo Foscari. Con loro si alternano Lucas Meachem,  Marigona Qerkezi e Giorgio Berrugi. Completano il cast Marko Mimica, Paolo Antognetti e Carlotta Vichi.  

 

Iphigénie en Tauride torna a Roma dopo 40 anni nella regia di Robert Carsen

Nel 2027 Robert Carsen torna al lirico capitolino con Iphigénie en Tauride di Christoph Willibald Gluck. Il titolo, nuovamente in cartellone dopo 40 anni d’assenza, è in scena dal 18 al 27 aprile con una nuova produzione dell’Opera di Roma dell’allestimento presentato al Théâtre des Champs-Élysées nel 2019. Il regista canadese rinnova il sodalizio artistico con il Costanzi, dove negli ultimi anni ha firmato produzioni di riferimento come Orfeo ed Euridice, Idomeneo, Julius Caesar e Il trionfo del Tempo e del Disinganno. Sul podio per il capolavoro di Gluck debutta Alessandro De Marchi, tra i più autorevoli specialisti del repertorio barocco e classico. Il cast vede protagonista Axelle Fanyo nel ruolo di Iphigénie, artista già apprezzata dal pubblico romano come Refka in Adriana Mater di Kaija Saariaho e Ariadne in Ariadne auf Naxos. Completano il cast Alessio Arduini come Oreste, Julien Behr come Pylade e Jean-Fernand Setti come Thoas. Considerato uno dei titoli più influenti del teatro musicale europeo del Settecento, Iphigénie en Tauride è affiancato da Piccinni e Gluck, una corona per due, nuovo racconto teatrale di Valerio Cappelli interpretato da Sergio Rubini in scena al Costanzi il 21 aprile.

 

Barrie Kosky porta per la prima volta al Costanzi Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk diretta da Valčuha

Il capolavoro censurato di Šostakovič, Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk, va in scena per la prima volta nella storia del teatro Costanzi dal 14 al 22 maggio in una produzione della Komische Oper Berlin firmata da Barrie Kosky. Il regista australiano rinnova il rapporto con l’Opera di Roma dopo aver curato la regia del Flauto magico e di Salome. Con Šostakovič affronta ora un’altra opera nata nel segno dello scandalo, tanto da essere duramente attaccata dal regime staliniano. Sul podio Juraj Valčuha, che torna dopo il successo della Jenůfa del 2024.  Protagonisti sul palco sono Olesya Golovneva nel ruolo di Katerina Izmajlova e Dmitry Ulyanov in quello di Boris, entrambi al debutto al Costanzi. Accanto a Ya-Chung Huang come Zinovij Borisovič Izmailov e Giorgi Sturua nel ruolo di Sergej. Debuttano inoltre lo scenografo Rufus Didwiszus, la costumista Victoria Behr, il drammaturgo Daniel Andrés Eberhard e il light designer Olaf Freese, oltre agli altri interpreti Caspar Krieger, Jerzy Butrin, Mirka Wagner, Maxim Kuzmin-Karavaev e Susan Zarrabi.

 

Un nuovo Trovatore firmato da Menghini e diretto da Nicola Luisotti con grandi voci protagoniste

Un giovane regista in grande ascesa come Daniele Menghini, al suo debutto al Costanzi; un direttore apprezzato da anni nel repertorio ottocentesco come Nicola Luisotti, anche lui per la prima volta all’Opera di Roma; un cast che affianca e alterna grandi voci come quelle  di Marina Rebeka e Vasilisa Beržanskaja (Leonora), Vittorio Grigolo e Angelo Villari (Manrico), Ekaterina Semenchuk (Azucena) e George Petean (Conte di Luna). È la nuova produzione del Trovatore di Giuseppe Verdi, che va in scena dal 22 giugno al 1° luglio. Titolo fra i più amati del grande repertorio operistico, è affidato a una delle firme di punta della nuova generazione di registi italiani, Daniele Menghini, già vincitore del Premio Abbiati nel 2026. Nel cast anche le voci di Riccardo Fassi (Ferrando) e Valentina Pernozzoli (Azucena).

 

Ermonela Jaho e Francesco Meli protagonisti della nuova Rondine firmata da Andrea Bernard e diretta da Francesco Lanzillotta

Dopo 26 anni, torna dal 18 al 26 settembre sul palco del Costanzi La rondine di Puccini, in una nuova produzione firmata da Andrea Bernard, un altro dei nuovi registi italiani in grande ascesa. Dopo il dittico La voix humaine di Poulenc e Il diario di uno scomparso di Janáček al Teatro Nazionale, Bernard, Premio Abbiati 2024, si confronta con uno dei titoli più singolari del catalogo pucciniano, sospeso tra il fascino dell’operetta viennese, la commedia sentimentale e la malinconia della Belle Époque. La direzione musicale è affidata a Francesco Lanzillotta. Protagonisti della nuova produzione romana Ermonela Jaho e Francesco Meli, che si alternano nei ruoli di Magda e Ruggero con Erika Grimaldi e Ivan Magrì. Nelle parti di Lisette e Prunier Rosalia Cid e Matteo Mezzaro. Completa il cast Bruno Taddia come Rambaldo.

 

Rossini torna al Teatro Valle con La Cenerentola di Mariotti e Martone in collaborazione con l’Abu Dhabi Festival 

La stagione operistica si chiude dal 1° al 10 ottobre con La Cenerentola di Gioachino Rossini, nuovo allestimento realizzato in collaborazione con l’Abu Dhabi Festival e firmato da Mario Martone con Michele Mariotti sul podio. Nell’anno della sua riapertura, l’opera viene presentata al Teatro Valle, dove debuttò nel 1817, riallacciando idealmente il capolavoro rossiniano al luogo che ne vide la prima rappresentazione assoluta 210 anni fa. Formatasi nel progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, Ekaterine Buachidze è Angelina. Dave Monaco veste i panni di Don Ramiro. Nel cast anche alcune delle più autorevoli voci rossiniane di oggi, come Paolo Bordogna nel ruolo di Don Magnifico, Pietro Spagnoli in quello di Dandini e Luca Tittoto come Alidoro. Marzia Marzo è Tisbe, mentre Jessica Ricci, anche lei parte del progetto “Fabbrica”, è Clorinda.

 

OPERE IN CONCERTO

 

Anna Netrebko protagonista del Castello del principe Barbablù diretta da Nánási con la Hungarian Radio Symphony Orchestra

Tra le voci più celebrate della scena lirica internazionale, Anna Netrebko affronta per la prima volta in Italia il ruolo di Judit ne Il castello del principe Barbablù in una rappresentazione in forma di concerto del capolavoro di Bartók che la vede protagonista insieme al basso Alexander Köpeczi, nella parte di Barbablù. Unica data della tournée internazionale della Hungarian Radio Symphony Orchestra diretta da Henrik Nánási, la serata vede in programma anche due pagine di Liszt: la Rapsodia ungherese n. 2 e il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra, interpretato da Misi Boros. Il concerto, sostenuto dalla Banca del Fucino è in programma il 4 dicembre 2026.

 

Cecilia Bartoli festeggia quarant’anni di carriera con Il barbiere di Siviglia

Il Teatro Costanzi celebra Cecilia Bartoli che sceglie di festeggiare i suoi quarant’anni di carriera proprio dove questa è iniziata e lo fa con Il barbiere di Siviglia di Rossini, che cantò per la prima volta all’Opera di Roma il 27 maggio 1987. La cantante romana torna nel ruolo di Rosina con Les Musiciens du Prince – Monaco diretti da Gianluca Capuano e con il Coro del Teatro dell’Opera di Roma. L’appuntamento è in programma in data unica esattamente quarant’anni dopo: il 27 maggio 2027.

 

LA DANZA

 

Fumi Kaneko, Vadim Muntagirov e Paul Marque per il ritorno del Lago dei cigni

Al Costanzi torna per le festività natalizie dal 17 al 31 dicembre Il lago dei cigni di Čajkovskij, uno dei titoli più celebri della storia della danza. Nell’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, con la coreografia di Benjamin Pech e la direzione musicale di Ido Arad, Fumi Kaneko interpreta il doppio personaggio di Odette/Odile. Si alternano nel ruolo del principe Siegfried Vadim Muntagirov, protagonista del Lago dei cigni nella stagione 2023/24 e nella successiva tournée al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, e Paul Marque, Étoile dell’Opéra national de Paris, già apprezzato interprete del guerriero Solor nella recente Bayadère al lirico capitolino. In scena anche Étoiles, Primi ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma.

 

John Neumeier torna al Costanzi con la Terza Sinfonia di Mahler, ospite Alina Cojocaru

La stagione di danza prosegue con la Terza Sinfonia di Mahler di John Neumeier, in scena dal 4 al 10 febbraio 2027 in una nuova produzione del Teatro dell’Opera di Roma. Neumeier che firma anche scene, costumi e luci, torna al Costanzi dopo Spring and Fall, presentato nella stagione 2025/26 all’interno del trittico Neumeier / Godani / Millepied. Il balletto nasce dalla monumentale partitura di Gustav Mahler ed è affidato alla direzione musicale di Simon Hewett al debutto al Costanzi. Ospite di tre recite e per la prima volta sul palco capitolino, Alina Cojocaru, artista di primo piano della scena coreutica internazionale, già Principal Dancer del Royal Ballet di Londra e dell’English National Ballet.

 

Blanc / McGregor / Ekman: tre sguardi sulla coreografia contemporanea

Dal 31 marzo al 4 aprile 2027 il Costanzi ospita Motus, serata composta da tre lavori firmati da Nicolas Blanc, Wayne McGregor e Alexander Ekman. Il programma si apre con From Afar, creazione di Blanc sulle musiche della Sinfonia n. 1 “Oceans” di Ezio Bosso, eseguite dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Daniel Capps. Segue Borderlands firmato da Wayne McGregor, per la prima volta al Costanzi. McGregor, direttore artistico di “Studio Wayne McGregor”, e autore residente del Royal Ballet di Londra, è anche partner dell’Opera di Roma per il progetto Lazio Teatro Danza che permette a giovani danzatori selezionati un periodo di formazione presso lo studio londinese. Chiude il trittico Fit, firmato da Alexander Ekman per coreografia e scene, con i costumi realizzati dallo stesso Ekman insieme a Yolanda Klompstra, anche lei al debutto al lirico romano.

 

Marianela Nuñez e Daniil Simkin protagonisti del Don Chisciotte di Laurent Hilaire

Tra i grandi classici del repertorio trova spazio anche Don Chisciotte di Ludwig Minkus, che torna all’Opera di Roma con la coreografia di Laurent Hilaire, ispirata alla produzione creata da Mikhail Baryshnikov per l’American Ballet Theatre a partire dalle versioni di Marius Petipa e Alexander Gorsky. In scena al Costanzi dal 4 all’11 giugno 2027, il balletto è diretto da Martin Yates e vede alternarsi nei ruoli di Kitri e Basilio Marianela Nuñez e Patricio Revé nelle recite del 4 e 6 giugno, e Madeleine Woo e Daniil Simkin in quelle dell’8 e 10 giugno. Simkin sarà tra i protagonisti di Icone della Danza, la serata ideata da Eleonora Abbagnato in programma al Costanzi nell’ottobre 2026. Le scene portano la firma di Vladimir Radunsky e A.J. Weissbard, autore nella stagione 2025/2026 di BURN, visionario progetto multidisciplinare fra danza e teatro. Weissbard firma anche le luci dello spettacolo, mentre i costumi sono di Radunsky.

 

Raymonda in una nuova produzione del Teatro dell’Opera di Roma

Una nuova produzione del Teatro dell’Opera di Roma presenta Raymonda su musiche di Aleksandr Glazunov, nella coreografia di Jean-Guillaume Bart. In programma al Costanzi dal 6 al 13 ottobre 2027, il balletto rappresenta uno degli ultimi grandi capolavori della tradizione classica ottocentesca e uno dei vertici del repertorio accademico. Già Étoile dell’Opéra national de Paris, Bart firma una rilettura del capolavoro creato da Marius Petipa. Per il Teatro dell’Opera di Roma torna così a misurarsi con il grande repertorio classico dopo il successo de La bella addormentata, presentata anche nelle recenti tournée internazionali del Corpo di Ballo del lirico capitolino. Sul podio sale per la prima volta Nicolas André, mentre scene, costumi e luci portano rispettivamente le firme di Bruno de Lavenère, Anna Biagiotti e François Menou.

 

Bonachela / Eyal / Tortelli, secondo Trittico contemporaneo al Teatro Nazionale

La danza contemporanea trova ancora spazio al Teatro Nazionale con Echoes, in scena dal 20 al 24 aprile 2027 in una nuova produzione del Teatro dell’Opera di Roma. Il programma riunisce tre lavori di Rafael Bonachela, Sharon Eyal e Diego Tortelli. Ad aprire la serata è 6 Breaths, nata dalla collaborazione tra Bonachela ed Ezio Bosso sulle musiche del compositore torinese. Segue Jakie, creazione di Sharon Eyal realizzata con Gai Behar sulle musiche di Ori Lichtik, che porta al Teatro Nazionale il linguaggio sviluppato dalla coreografa israeliana tra danza contemporanea, club culture e ricerca sul movimento. Chiude il programma PINK FLOYD’s DIAMONDS nuova creazione di Diego Tortelli, che torna a lavorare con la compagnia del lirico capitolino dopo aver firmato le coreografie delle danze del Concerto di Capodanno 2026 al Teatro La Fenice e aver curato la preparazione degli allievi della Scuola di Danza impegnati nella cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

 

 

 

GLI SPETTACOLI AL NAZIONALE

 

Prima italiana in forma scenica per il Peter Pan di Bernstein con Luca Micheletti regista e protagonista  accanto a Roberto Latini

Il Peter Pan di Leonard Bernstein arriva al Teatro Nazionale in una nuova produzione del Teatro dell’Opera di Roma, segnando la prima esecuzione italiana in forma scenica del lavoro tratto dalla commedia di James Matthew Barrie, qui presentato in una nuova versione ritmica in italiano di Luca Micheletti. Sul podio sale Manlio Benzi, mentre Micheletti firma la regia e interpreta i ruoli di Hook e Mister Darling. Nel ruolo del titolo Roberto Latini, attore, autore e regista con un linguaggio scenico intenso e personalissimo. Jessica Ricci, artista del progetto “Fabbrica”, è Wendy, mentre l’attrice Elena Bucci interpreta Wendy adulta. Lo spettacolo è in programma dal 18 al 23 dicembre 2026 al Teatro Nazionale.

 

Le Cenerentole con gli artisti di Fabbrica e il Coro di Voci Bianche dell’Opera di Roma

Tra i progetti dedicati alla formazione trova spazio Le Cenerentole, spettacolo che coinvolge gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program con il Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma. A curare la regia Antonella Lo Bianco. Pensato anche come appuntamento dedicato alle scuole, lo spettacolo va in scena dal 23 al 27 gennaio offrendo ai giovani artisti del progetto “Fabbrica” e ai piccoli interpreti del Coro di Voci Bianche l’occasione di dialogare con il pubblico in un percorso di confronto e crescita.

 

Code: Unknown, una prima assoluta di Nicola Sani

Protagonista al Teatro Nazionale la prima esecuzione assoluta di Code: Unknown di Nicola Sani e Franco Ripa di Meana, che ne cura anche la regia.  Lo spettacolo, commissionato dal Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con Radio France e l’Università degli Studi di Padova, è in scena dal 19 al 26 maggio 2027. Sul podio, al debutto al Costanzi, un grande specialista del repertorio contemporaneo come Marco Angius. Le scene sono di Michele Della Cioppa, i costumi di Anna Biagiotti e i video di Monkeys Videolab. Attraverso la storia di un uomo e di un ragazzo, separati da una forma di neurodivergenza, ma capaci di trovare una comunicazione fondata sul rispetto, Code: Unknown riflette sui meccanismi di esclusione e categorizzazione che attraversano la società contemporanea, ponendo al centro dell’esperienza teatrale i temi della partecipazione e dell’apertura verso l’altro. Attorno allo spettacolo si sviluppa inoltre un percorso di accessibilità dedicato alle persone autistiche ad alto bisogno assistenziale, per costruire un’esperienza teatrale realmente condivisa.

 

 

GLI EVENTI SPECIALI

 

Michele Mariotti dirige lo Stabat Mater di Pergolesi al Duomo di Orvieto

Nella suggestiva cornice del Duomo di Orvieto, il 3 marzo 2027 Michele Mariotti dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma nello Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi per il Concerto di Pasqua che sarà trasmesso dalla Rai. Composto negli ultimi mesi di vita del musicista e considerato uno dei capolavori della musica sacra del Settecento, lo Stabat Mater unisce intensità spirituale e raffinatezza melodica in una delle pagine più amate del repertorio religioso. A interpretarlo tornano Emőke Baráth e Sara Mingardo, già protagoniste dello Stabat Mater firmato da Castellucci e diretto dallo stesso Mariotti alla Basilica di Santa Maria in Aracoeli nella stagione 2024/2025.

 

L’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori al Costanzi

L’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori, protagonista di un progetto promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca in collaborazione con il Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo, è ospite del Teatro dell’Opera di Roma il 18 marzo 2027. Sul podio Ignazio Maria Schifani. Il programma, eseguito con strumenti storici, si apre con la Prima Sinfonia in do maggiore op. 21 di Ludwig van Beethoven, proposta in occasione del bicentenario della morte del compositore. In programma anche il Concerto per fagotto e orchestra e il Concerto per oboe e orchestra di Ranieri Nanni, dedicati a Don Ferdinando Monroy, Principe di Ranchibile: due partiture inedite conservate presso la Biblioteca del Conservatorio di Palermo e presentate per l’occasione in prima esecuzione moderna.

 

La celebre querelle tra Gluck e Piccinni in una pièce di Valerio Cappelli con Sergio Rubini

In occasione della messa in scena di Iphigénie en Tauride di Gluck, il 21 aprile 2027 l’Opera di Roma ospita al Costanzi Piccinni e Gluck, una corona per due, nuovo racconto teatrale di Valerio Cappelli interpretato da Sergio Rubini. Lo spettacolo riporta il pubblico nella Parigi di fine Settecento, quando attorno a Gluck e Piccinni esplose la celebre querelle che divise il mondo musicale francese tra sostenitori della riforma gluckiana e difensori della tradizione italiana. Al centro proprio il mito di Ifigenia, che entrambi i compositori portarono sulle scene, trasformando un confronto estetico in uno dei più celebri dibattiti della storia dell’opera. Attraverso parole e musica dal vivo, Cappelli ricostruisce una storia di rivalità, successo e memoria che dialoga idealmente con il capolavoro di Gluck in cartellone al Costanzi negli stessi giorni.

 

È ancora troppo presto: le verità sospese della storia italiana al Teatro Nazionale

Nella ricorrenza del trentacinquesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, il 23 maggio 2027 il Teatro Nazionale ospita È ancora troppo presto, progetto teatrale di Gery Palazzotto, che attraversa alcune delle pagine più controverse della storia repubblicana italiana. Regia e voce recitante sono di Isabella Ragonese. Le musiche di Rodrigo D’Erasmo. Dall’omicidio di Aldo Moro al delitto di Piersanti Mattarella, dalle stragi di mafia del 1992 alla coltre di depistaggi istituzionali ancora attualissimi. Un viaggio, doloroso e senza scorciatoie, in alcuni dei misteri italiani più bui. In molti casi le verità giudiziarie sono servite per ammorbidire i morsi della fame di verità storica.

 

LE TOURNÉE

 

Da Ludwigshafen a Granada: il Corpo di Ballo sulle scene europee

La dimensione internazionale del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma trova conferma anche nelle tournée della stagione 2026/2027. Il 21 e 22 novembre 2026 i danzatori del Teatro dell’Opera di Roma sono ospiti del Theater im Pfalzbau di Ludwigshafen con Giselle, nella coreografia firmata da Carla Fracci. La presenza di questo titolo assume un rilievo particolare nell’anno in cui ricorre il novantesimo anniversario della nascita di Carla Fracci, artista che ha segnato in modo indelebile la storia del balletto italiano e internazionale, a lungo legata all’Opera di Roma. Il 25 giugno 2027 il Festival Internazionale di Musica e Danza di Granada accoglie invece Le Deux Nuits, dittico composto da Nuit Dansée di Giorgio Mancini e Nuit Romaine di Angelin Preljocaj. Creato per il Teatro dell’Opera di Roma con i costumi di Maria Grazia Chiuri per Christian Dior Couture, lo spettacolo riunisce due lavori che mettono in dialogo linguaggi coreografici differenti e rappresenta una delle produzioni più significative realizzate negli ultimi anni per il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato.

 

LA SCUOLA DI DANZA

 

Lo Schiaccianoci degli allievi della Scuola di Danza

Gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma portano quest’anno al Teatro Nazionale Lo schiaccianoci, balletto su musiche di Čajkovskij tratto dal racconto di Hoffmann nella coreografia di Paul Chalmer. L’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, con scene di Andrea Miglio e costumi di Anna Biagiotti, va in scena dal 24 novembre al 3 dicembre 2026, offrendo al pubblico l’opportunità di seguire da vicino il percorso formativo e artistico delle nuove generazioni di danzatori.

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Conferenza stampa di presentazione della stagione 2026-2027

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IL 15 GIUGNO LE GIOVANI VOCI DELL’OPERA DI ROMA IN CONCERTO AL COSTANZI

Lunedì 15 giugno alle ore 19.00 il Teatro dell’Opera di Roma ospita il tradizionale Saggio-Concerto della Scuola di Canto Corale diretta da Ciro Visco, appuntamento conclusivo dell’anno didattico che vede protagonisti il Coro Preparatorio, la Schola Cantorum e il Coro di Voci Bianche. Il programma propone un viaggio musicale tra culture e repertori diversi, dai canti popolari provenienti da Europa, America Latina, Africa e Asia fino a pagine di Mozart, Johann Michael Haydn, John Rutter e Franz Friedrich Richard Genée. Tra i brani in programma figurano la Missa sub titulo Sancti Leopoldi, il Disney Medley Once Upon a Time, Insalata italiana e Il concerto nel pollaio. La Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma accoglie allievi dai sei ai venticinque anni e offre una formazione vocale e musicale che unisce studio, pratica corale e partecipazione alle produzioni del Teatro. Nel corso delle ultime stagioni i giovani cantori, seguiti dai maestri Isabella Giorcelli, Alberto de Sanctis, Cezary Stoch e Zenoviia-Anna Danchak, hanno preso parte a diversi spettacoli dell’Opera di Roma, contribuendo attivamente alla vita artistica del Teatro. Un’occasione per ascoltare il lavoro svolto durante l’anno e per scoprire il percorso formativo che avvicina nuove generazioni di giovani musicisti al teatro musicale e alla pratica corale.

 

Programma

Coro Preparatorio e Schola Cantorum

  • El Ciodo (tradizionale italiano)
  • Cracoviana – Daniel Strządała
  • Tancuj Tancuj (tradizionale slovacco)
  • Yo Vengo – Rodolfo Ascencio Galván
  • Polonaise – Daniel Strządała
  • Momiji – Tatsuyuki Takano / Teiichi Okano
  • Alphabet – Wolfgang Amadeus Mozart

Schola Cantorum

  • Dodo Titit (tradizionale haitiano)
  • Vaval (tradizionale delle Antille)
  • Ride the Chariot (spiritual)

Schola Cantorum e Coro di Voci Bianche

  • Insalata italiana. Parodie auf eine Opernszene op. 68 – Franz Friedrich Richard Genée (trascrizione e revisione di Mario Lanaro)

Coro di Voci Bianche

  • Missa sub titulo Sancti Leopoldi MH 837 – Johann Michael Haydn
  • Once Upon a Time (Disney Medley) – Leonardo Ian Vergari

Coro Preparatorio, Schola Cantorum e Coro di Voci Bianche

  • Il concerto nel pollaio – W. A. Mozart, K 560
  • A Gaelic Blessing – John Rutter

 

TEATRO COSTANZI

15 giugno ore 19.00

Biglietti: https://www.ticketone.it/event/saggio-concerto-scuola-di-canto-corale-teatro-dellopera-di-roma-21739374/

 

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Il Costanzi riceve il riconoscimento del Festival Internazionale Maria Callas di Verona nel centenario della nascita della Divina

Una medaglia per Maria Callas al Teatro dell’Opera di Roma

Lunedì 15 giugno alle ore 12.00 la Sala Presidenziale del Teatro dell’Opera di Roma ospita la cerimonia di consegna delle medaglie celebrative #veronacallas100, promossa dal Festival Internazionale Maria Callas di Verona. Tra i ventiquattro teatri italiani premiati per il legame storico con la grande artista figura anche il Teatro dell’Opera di Roma, che riceverà il riconoscimento insieme ad altre istituzioni culturali e archivi storici che hanno contribuito a custodire e valorizzare l’eredità di Maria Callas.

L’iniziativa rientra nelle celebrazioni per il centenario della nascita del celebre soprano e prevede l’assegnazione di cento medaglie commemorative a personalità, enti e istituzioni che si sono distinti per il contributo offerto alla cultura, alla ricerca e alla conservazione della memoria storica. Tra le eccellenze individuate figurano i teatri italiani nei quali Maria Callas si esibì nel corso della sua carriera, luoghi che conservano ancora oggi il ricordo del suo straordinario percorso artistico.

La cerimonia sarà introdotta dal Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone, dal Presidente del Festival Internazionale Maria Callas Nicola Guerini e da Simone Di Crescenzo, referente per la ricerca scientifica e i progetti culturali. Saranno inoltre presenti rappresentanti delle istituzioni culturali coinvolte e delle ambasciate di Grecia e Francia in Italia, due Paesi profondamente legati alla vita e alla carriera della cantante.

La medaglia celebrativa, intitolata 100 Petali per Maria Callas, è stata ideata dal designer Christian Faes e realizzata dall’Atelier Arte Poli in bronzo argentato con inserti in smalto rosso. L’opera richiama simbolicamente l’Arena di Verona e il palcoscenico teatrale, rendendo omaggio alla figura di un’artista che ha segnato la storia del teatro musicale del Novecento.

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Scuola di Danza
Avviso di selezione per l’ammissione al Secondo anno di Formazione del Corso Insegnanti 2026/2027

In riferimento al Bando di Selezione per l’ammissione al “Corso di Formazione per Insegnanti di Danza Classico – Accademica – Triennio 2025/2027” del 30/10/2024 – prot. N°ST/NU/00004801, si comunica la possibilità di procedere alla selezione per l’eventuale ammissione al secondo anno di formazione, con inizio previsto per il 7 settembre p.v., previa verifica per titoli dei requisiti necessari e successivo colloquio motivazionale.

La selezione è rivolta a candidati in età compresa tra i 18 e i 60 anni che abbiano già praticato un percorso formativo di otto anni di studio della danza classica e che siano in possesso di esperienze di Insegnamento della tecnica accademica documentate mediante certificazioni (o dichiarazioni sostitutive in autocertificazione) da allegare al proprio curriculum vitae.

Le richieste di partecipazione alla procedura di selezione straordinaria potranno essere inviate via mail al seguente indirizzo di posta elettronica: scuola.ballo@operaroma.it entro e non oltre le 23,59 di sabato 27 giugno 2026.

Tutte le informazioni relative alla struttura e al programma didattico del corso, nonché alle modalità di frequenza delle lezioni e ai costi per la partecipazione, sono precisate nel citato Bando di Selezione che si evidenzia a fianco della presente comunicazione.

 

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Il Sogno di una notte di mezza estate firmato da Balanchine arriva per la prima volta al Costanzi

 

Dal 9 al 14 giugno 2026 il Teatro dell’Opera di Roma presenta al Costanzi Sogno di una notte di mezza estate, capolavoro coreografico di George Balanchine su musiche di Felix Mendelssohn-Bartholdy, ispirato alla celebre commedia di William Shakespeare. Il nuovo allestimento firmato da Balanchine arriva per la prima volta all’Opera di Roma e vede impegnati i tre complessi artistici del Teatro dell’Opera di Roma: il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato, l’Orchestra e il Coro. Sul podio Karen Durgaryan, Maestro del Coro Ciro Visco. Guest l’étoile dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park che torna come ospite al Costanzi dopo il debutto nel ruolo della baiadera Nikiya. A interpretare le voci soliste le allieve di Fabbrica Young Artist Program Jessica Ricci e Maria Elena Pepi. Il balletto vede inoltre la partecipazione degli allievi della Scuola di Danza; scene e costumi sono di Gianluca Falaschi, le luci di Valerio Tiberi.

Tra gli interpreti principali l’étoile Alessandra Amato nel ruolo di Elena, la prima ballerina Marianna Suriano nel ruolo di Titania e Mattia Tortora in quello di Oberon (7, 9, 11, 13 ore 15, 14), in alternanza con il primo ballerino Simone Agrò (10, 12, 13 ore 20), che interpreta anche Puck (11, 13 ore 15), ruolo condiviso con Gabriele Consoli (7, 9, 11, 13 ore 20, 14). Tortora danza inoltre Teseo (10, 12, 13 ore 20), in alternanza col solista Giacomo Castellana (7, 9, 11, 13 ore 15, 14), impegnato anche come Demetrio, ruolo affidato in alternanza a Valerio Marisca (7, 9, 11, 13 ore 15, 14). La solista Marta Marigliani interpreta Ermia. Nel divertissement danzano i primi ballerini Michele Satriano (11, 13 ore 15) e Claudio Cocino (7, 9, 10, 12, 13 ore 20, 14), insieme alla solista Sara Loro (7, 11, 12, 13, 14) e all’étoile ospite Sae Eun Park (9, 10). Cocino (11, 13 ore 15) e Satriano (7, 9, 10,12, 13 ore 20, 14) interpretano anche il Cavaliere di Titania. Completano il cast Federica Azzone nel ruolo di Ippolita, il solista Walter Maimone in quello di Lisandro, Antonello Mastrangelo (7, 9, 10, 12, 13 ore 20, 14) e Mike Derrua (11, 13 ore) in quello di Bottom.

L’universo musicale del Sogno nasce con l’Ouverture composta da Mendelssohn nel 1826 e si completa nel 1842 con le musiche di scena scritte per una produzione di A Midsummer Night’s Dream, rappresentata l’anno successivo a Potsdam. Tra i brani più celebri la Marcia nuziale. Balanchine, tra i maestri assoluti della danza del Novecento, creò la sua versione di A Midsummer Night’s Dream nel 1962 per il New York City Ballet, dando nuova vita alle partiture di Mendelssohn con una coreografia che intreccia virtuosismo tecnico e poesia scenica. La versione coreutica del capolavoro shakespeariano era già approdata all’Opera di Roma nelle letture di Pierre Lacotte (1988), Luc Bouy (2004) e Paul Chalmer (2009). Questo nuovo allestimento porta per la prima volta all’Opera di Roma il Sogno di una notte di mezza estate nella visione di George Balanchine, capolavoro che ha segnato la storia del balletto del Novecento.

 

Prima rappresentazione: martedì 9 giugno ore 20.00

Anteprima Giovani: domenica 7 giugno 2026, ore 16.30

Repliche: mercoledì 10 giugno ore 20.00; giovedì 11 giugno ore 20.00; venerdì 12 giugno ore 20.00; sabato 13 giugno ore 15.00 e ore 20.00; domenica 14 giugno ore 16.30

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ROBERTO BOLLE AND FRIENDS AL CIRCO MASSIMO

Il 14 luglio torna per la stagione estiva dell’Opera di Roma al Circo Massimo Roberto Bolle and Friends, che vede protagonista la stella della danza italiana con danzatori di fama internazionale. La serata, attraverso il grande repertorio classico e contemporaneo del balletto, alterna pagine storiche a creazioni più recenti, e si configura come un’occasione di incontro tra diversi stili, generazioni e linguaggi della danza.

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Al Costanzi il ritorno della Traviata firmata da Sofia Coppola e Valentino

Grandi voci per tutte le repliche della Traviata di Giuseppe Verdi, con la regia di Sofia Coppola. Dal 21 al 30 giugno 2025 il Teatro dell’Opera di Roma ripropone la produzione che, con i costumi di Valentino Garavani indossati dalla protagonista, ha fatto sognare il pubblico della capitale al suo debutto nel 2016 e nelle successive riprese, anche in tournée in Giappone. La direzione musicale è affidata a Francesco Ivan Ciampa. Protagonista la grande Ermonela Jaho, che manca dal Costanzi dal 2009 e che torna ora con uno dei suoi ruoli prediletti, quello di Violetta Valéry, in alternanza con Nadine Sierra ed Ekaterina Bakanova. Dmitry Korchak, di nuovo in scena dopo il Lohengrin inaugurale, Xabier Anduaga, e Antonio Poli vestono i panni di Alfredo Germont. Amartuvshin Enkhbat, Luca Salsi e Misha Kiria interpretano Giorgio Germont.

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DESDEMONA – STUDIO I  CON LE ATTRICI DETENUTE DEL CARCERE FEMMINILE DI REBIBBIA

Il 4 giugno L’Opera di Roma con l’Associazione Per Ananke porta in scena uno spettacolo dall’Otello di Shakespeare e di Verdi

con le artiste di Fabbrica Young Program

 

Il 4 giugno alle ore 18.30 il Teatro dell’Opera di Roma con l’Associazione Per Ananke, col sostegno della Chiesa Valdese, le Officine di Teatro sociale della Regione Lazio e Fondazione Roma, presentano per la prima volta al Teatro Nazionale Desdemona – Studio I, scritto e diretto da Francesca Tricarico e già rappresentato nel Teatro del carcere femminile di Rebibbia il 20 maggio. Lo spettacolo vede protagoniste Le Donne del Muro Alto, compagnia di attrici detenute della Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia. Per la prima volta nella storia dell’istituto, le attrici Clizia F.Dorota B.Irina M.Maria F. e Lucia D. escono dal carcere per prendere parte a un incontro artistico e formativo, insieme a Luana Basilico e Bruna Arceri, condividendo il percorso con le artiste di “Fabbrica” – Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma: il soprano Jessica Ricci e la pianista Elettra Aurora Pomponio. Le scene sono di Sofia Sciamanna, le luci di Zofia Pinkiewicz, Marina Sciarelli cura invece i costumi realizzati dal Teatro dell’Opera di Roma. Musiche originali di Gerardo Casiello.

Lo spettacolo nasce dall’incontro fra una rilettura dell’Otello di Shakespeare, la partitura musicale dell’Otello di Verdi e la vicenda storica della nave Lady Juliana, che nel XVIII secolo trasportò circa 250 donne deportate dall’Inghilterra verso le colonie australiane. Tre immaginari — teatro, opera e storia — si sovrappongono per raccontare donne sospese tra condanna, sopravvivenza e rimozione. «È difficile accettare una Desdemona che diviene Otello – racconta la regista – e assegnare alle cosiddette “cattive ragazze” le parti delle cattive ragazze è una scelta pericolosa. Ma non è la stessa difficoltà che dobbiamo affrontare ogni giorno quando non vogliamo sentir parlare di detenzione femminile? Quando scegliamo di vedere il reato e non le persone? Non vogliamo giustificare – il reato non si giustifica mai – ma comprendere sì: perché solo la comprensione delle cause può permetterci di impedire il ripetersi della storia, se davvero vogliamo che la storia non si ripeta».

Così la regista Francesca Tricarico racconta il viaggio reale e simbolico che questo donne compiono in un “fuori” altro, unico e sospeso che è il mondo del teatro. Tricarico, regista e ideatrice del progetto Le Donne del Muro Alto, dal 2013 collabora con la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, realizzando laboratori e spettacoli teatrali con donne detenute nella sezione di Alta Sicurezza. Successivamente, porta il progetto anche alla sezione di Media Sicurezza e in altri istituti penitenziari fra i quali la Casa Circondariale di Latina e la sezione transgender di Rebibbia Nuovo Complesso. Nel 2023 organizza una rassegna cinematografica per i ragazzi dell’IPM di Casal del Marmo in collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma. Ha lavorato come assistente alla regia in Cesare deve morire dei Fratelli Taviani e ha collaborato col regista Mario Martone per il film Fuori. Per il progetto Le Donne del Muro Alto riceve il Premio Internazionale per i Diritti Umani 2025 dalla Fondazione De Sanctis e, nel 2026, il suo spettacolo Olympe viene insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Le Donne del Muro Alto è un progetto teatrale nato nel 2013 da un’idea di Francesca Tricarico e promosso da Per Ananke ETS, attiva nel teatro sociale dal 2007. Attraverso il teatro realizza percorsi di inclusione sociale e lavorativa con donne detenute, ex detenute e persone ammesse alle misure alternative, insieme a studenti e università. Il progetto ha avviato negli anni collaborazioni con diverse istituzioni come Regione Lazio, Comune di Roma, Biblioteche di Roma e Fondazione Cinema per Roma. La compagnia porta il teatro oltre le mura carcerarie per favorire il reinserimento lavorativo e sociale, offrendo formazione e opportunità lavorative concrete.

L’Opera di Roma con Le Donne del Murto Alto raccontano un Otello che non c’è, la cui assenza diventa motore drammaturgico. È allora Desdemona a diventare dispositivo scenico e politico per parlare di donne, disciplina e controllo. In lei si condensano tutte le tensioni del racconto, tutto quello che viene detto e quello che resta inascoltato. La vicenda delle donne deportate diventa così espressione di sistemi che nominano e definiscono, giudicano e trasformano attraverso il linguaggio. Desdemona – Studio I è un’indagine sullo sguardo e sulla sua responsabilità: cosa scegliamo di vedere, cosa rimuoviamo e a quali voci decidiamo di credere.

TEATRO NAZIONALE

RAPPRESENTAZIONE UNICA lunedì 4 giugno ore 18.30

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