Il Barbiere di Siviglia firmato da Mario Martone il 30 aprile su Rai 5

Rai Cultura ripropone giovedì 30 aprile alle 23.05 su Rai 5 Il barbiere di Siviglia firmato da Mario Martone e diretto da Daniele Gatti. L’opera che ha aperto la stagione 2020/2021 dell’Opera di Roma, si inserisce nell’ambito della collaborzione tra Rai e Teatro Costanzi, che ha visto il Teatro trasformarsi in un vero e proprio set, all’interno del quale Martone ha costruito anche la sua regia televisiva. L’allestimento dell’opera, su libretto di Cesare Sterbini dall’omonima commedia di Beaumarchais, ha i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Pasquale Mari. Protagonisti sul palco sono il baritono Andrzej Filonczyk nel ruolo del titolo, il tenore Ruzil Gatin nei panni del Conte d’Almaviva, il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya in quelli di Rosina, il basso-baritono Alessandro Corbelli nella parte di Don Bartolo e il basso Alex Esposito in quella di Don Basilio. Completano il cast Patrizia Biccirè (Berta) e Roberto Lorenzi (Fiorello). Il Coro dell’Opera di Roma è diretto da Roberto Gabbiani. 

Pubblicato in News

Scuola di Danza: avviso di selezione straordinaria per il Corso Preparatorio Professionale

Si apre una nuova opportunità per i giovani talenti della danza. La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma indice una selezione straordinaria per l’ammissione al Corso Preparatorio Professionale relativo all’anno scolastico 2026/2027.

L’iniziativa si rivolge ad aspiranti danzatori di età compresa tra i 17 e i 23 anni, offrendo un percorso di alta formazione in uno dei contesti coreutici più prestigiosi d’Italia.
La prova di selezione si terrà lunedì 22 giugno 2026, alle ore 10:00, presso la storica sede di via Ozieri 8, a Roma. I candidati saranno valutati attraverso una lezione di danza classica.

 

Come partecipare
Per candidarsi è necessario inviare una richiesta formale via email all’indirizzo scuola.ballo@operaroma.it entro e non oltre il 6 giugno 2026. Nella domanda dovranno essere indicati:

  • Dati anagrafici completi del candidato.
  • Recapito telefonico di riferimento.

L’iscrizione sarà considerata valida solo a seguito di una mail di conferma inviata dalla segreteria della Scuola.

Il giorno della selezione, i partecipanti dovranno presentarsi con 30 minuti di anticipo rispetto all’orario di inizio.

  • Maggiorenni: è obbligatorio esibire un documento di identità valido.
  • Minorenni: se non accompagnati da un genitore, dovranno consegnare un’autorizzazione scritta e firmata da entrambi i genitori per poter accedere alla prova.

Contatti e Info Per ulteriori dettagli o chiarimenti, è possibile contattare la segreteria didattica:

  • Email: scuola.ballo@operaroma.it
  • Telefono: 06/70301405
Pubblicato in News

Hans Werner Henze 100

Nel mese di maggio trova spazio una programmazione speciale intitolata “HANS WERNER HENZE 100”, in occasione del centenario della nascita del compositore tedesco. Sul palcoscenico del Nazionale si alternano due titoli ispirati a testi di Miguel Barnet: La piccola cubana (15 e 21) ed El Cimarrón (17 e 20). Il primo, vaudeville in cinque scene di Hans Magnus Enzensberger, è basato su temi tratti dal romanzo Canciòn de Rachel. Il secondo è un recital per quattro musicisti che Henze ha composto a Cuba tra il 1969 e il 1970. Tratto da El Cimarrón, racconta la biografia dello schiavo fuggiasco Estéban Montejo.

Pubblicato in News

Roméo et Juliette di Gounod all’Opera di Roma con la direzione musicale di Daniel Oren

Sono Vittorio Grigolo e Nino Machaidze i protagonisti di Roméo et Juliette di Charles Gounod, titolo mai apparso nei cartelloni del Lirico capitolino, che va in scena dal 28 aprile al 6 maggio.A firmare la regia è Luca De Fusco, Direttore del Teatro di Roma da gennaio 2024. Sul podio è invece impegnata una bacchetta nota al pubblico romano, quella di Daniel Oren. Il nuovo allestimento, con scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta, luci di Gigi Saccomandi, video di Alessandro Papa e movimenti coreografici di Alessandra Panzavolta, si inserisce nell’ambito di un progetto triennale di collaborazione con il Teatro di Roma. Oltre a Grigolo e Machaidze, nel cast alternativo figurano Vannina Santoni (Juliette) e Duke Kim (Roméo). In tutte le recite sono impegnati Nicolas Courjal (Frère Laurent e Le duc de Vérone), Mihai Damian (Mercutio), Aya Wakizono (Stéphano), Valerio Borgioni (Tybalt), Raffaele Feo (Benvolio), Alessio Verna (Gregorio), Christian Senn (Capulet) e Géraldine Chauvet (Gertrude).

Pubblicato in News

Burn di A. J. Weissbard con la voce di John Malkovich all’Auditorium Parco della Musica

Nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, dal 28 al 30 aprile, debutta Burn, nuovo progetto di danza-teatro ideato da A. J. Weissbard, artista e scenografo di fama internazionale. Ispirato liberamente al dramma Burn This di Lanford Wilson, lo spettacolo affronta temi quali identità e trasformazione. Quattro coreografi, ciascuno con un proprio linguaggio, daranno vita ai protagonisti in una sorta di dialogo danzato, un incontro di stili e visioni che si contaminano per generare nuove forme espressive. Le musiche inedite su base registrata sono di Michael Galasso, mentre la voce narrante è quella di John Malkovich, interprete originale del ruolo di Pale nella versione teatrale del 1987.

Pubblicato in News

Annonciation, La Stravaganza E Noces di Preljocaj all’Opera di Roma

Dal 14 al 19 aprile al Teatro Nazionale la danza incontra Vivaldi, Ravel e Stravinskij, in dialogo con sonorità elettroniche contemporanee

Per la prima volta, tre lavori fondamentali del repertorio di Angelin Preljocaj sono riuniti in un’unica serata al Teatro dell’Opera di Roma. Dopo il trittico Neumeier/Godani/Millepied, l’Opera di Roma prosegue nel racconto della contemporaneità con sei serate dedicate al coreografo francese. Dal 14 al 19 aprile 2026 al Teatro Nazionale, il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato affronta Annonciation (1995), duetto ispirato all’episodio evangelico che indaga il momento della Rivelazione a Maria; La Stravaganza (1997), che mette in dialogo suggestioni barocche e sensibilità contemporanee; e Noces (1989), su musica di Stravinskij, rilettura del rito nuziale. Il programma attraversa oltre un decennio della produzione di Preljocaj, dagli anni Ottanta ai Novanta, restituendo un percorso coerente e stratificato che mette in relazione spiritualità, memoria e ritualità collettiva. Una proposta che si inserisce in un dialogo ormai consolidato con l’Opera di Roma: Annonciation è stato presentato nella stagione 2016-2017 in trittico con coreografie di Robbins ed Ekman, per poi tornare nel 2021-2022 in un appuntamento interamente dedicato a Preljocaj, in cui era in programma insieme a Nuit romaine, creazione firmata per Roma nel 2022, nata da un progetto filmico girato a Palazzo Farnese con Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel con i costumi di Dior.

Ad aprire la serata è Annonciation (1995), intenso duetto per due danzatrici ispirato all’episodio evangelico dell’Annunciazione. Sulla partitura che accosta le sonorità elettroniche del compositore Stéphane Roy al Magnificat di Antonio Vivaldi. La coreografia indaga il momento della Rivelazione come esperienza fisica e trasformativa, mettendo al centro la tensione tra accettazione e resistenza. Il gesto coreografico, essenziale e incisivo, rende visibile il conflitto tra l’abbandono a un destino già scritto e l’impulso a opporsi, trasformando il corpo in luogo di negoziazione tra dimensione sacra e istanza umana. Nel ruolo di Maria le soliste Marta Marigliani Giorgia Calenda. La prima ballerina Federica Maine, in alternanza con Annalisa Cianci, interpreta L’Arcangelo.

La Stravaganza (1997), corpo centrale del Trittico, mette in dialogo epoche e culture, riflettendo anche il percorso biografico di Preljocaj, figlio di immigrati. Da un lato la tradizione europea, evocata dalla musica barocca di Vivaldi, dall’altro la modernità e l’energia del presente. Creata originariamente per il New York City Ballet, la coreografia mette in scena una migrazione simbolica, in cui il passato riaffiora continuamente, le identità si confrontano e il tempo si configura come un ciclo, in un perpetuo ritorno. Protagonisti del passo a due l’étoile Susanna Salvi e il primo ballerino Michele Satriano che insieme a Claudio Cocino danza anche nel duo maschile. Negli assoli l’étoile Alessandra Amato e il solista Gabriele Consoli.

Chiude il programma Noces (1989), una delle creazioni più emblematiche di Preljocaj, su musica di Igor Stravinskij. Ispirato ai riti matrimoniali della tradizione dell’Europa orientale, il balletto trasforma il cerimoniale delle nozze in una dimensione che esprime una tensione costante tra individuo e comunità, desiderio e costrizione.

Nato in Francia da famiglia di origine albanese, Angelin Preljocaj è tra i coreografi più influenti della scena contemporanea. Formatosi tra danza classica e moderna, ha lavorato con figure come Merce Cunningham prima di fondare la propria compagnia nel 1984. Le sue creazioni sono oggi presenti nei repertori delle principali istituzioni coreutiche internazionali, dal Balletto dell’Opéra di Parigi al New York City Ballet, e si distinguono per un linguaggio che unisce rigore formale e forte componente espressiva. Nel 2019 è stato nominato membro dell’Académie des Beaux-Arts.

Dopo la prima al Teatro Nazionale di martedì 14 aprile alle ore 20.00, la serata dedicata ad Angelin Preljocaj torna in scena mercoledì 15 (ore 20.00), giovedì 16 (ore 20.00), venerdì 17 (ore 20.00), sabato 18 (ore 18.00) e domenica 19 aprile (ore 16.30).

Pubblicato in News

FANTASCENICO! Una lezione-spettacolo su segreti e magie delle maestranze teatrali

Dall’8 al 10 aprile il Teatro dell’Opera di Roma apre le porte al pubblico delle nuove generazioni con FANTASCENICO! una lezione-spettacolo pensata per avvicinare le famiglie al mondo del teatro attraverso un’esperienza diretta e coinvolgente nel “dietro le quinte”. Il progetto, ospitato al Costanzi, offre l’opportunità di scoprire da vicino il funzionamento della macchina scenica e il lavoro delle maestranze che rendono possibile la magia dello spettacolo. Gli elementi fondamentali del palcoscenico: quinte, macchinari, luci, sipari diventano quindi protagonisti, raccontando in modo dinamico e interattivo come l’estro artistico si trasformi concretamente in spettacolo. Le maestranze tecniche –macchinisti, sarti, truccatori e molti altri– accompagnano il pubblico in questo percorso, restituendo visibilità a un lavoro spesso invisibile ma essenziale. Un’avventura per stimolare curiosità e fantasia, ma anche comprendere in modo spontaneo la varietà dei processi produttivi teatrali. Un vero e proprio dialogo aperto con la costruzione dello spettacolo in generale, ma anche con l’artigianalità degli allestimenti in corso, nell’ottica di indagare un mondo “nascosto” che può aprire la strada a possibili future professionalità.

Lezione-spettacolo pensata per bambini e ragazzi (dai 4 ai 12 anni) e le loro famiglie

  • 8 aprile 2026 ore 18.00 – prima recita aperta al pubblico
  • 9 e 10 aprile 2026 ore 11.00 (per le scuole)

Durata: 50 minuti

Prezzo: Adulti, 5 euro

Minori e possessori MIC Card: 3 euro

Il Teatro dell’Opera di Roma — custode di una tradizione che è patrimonio dell’intera umanità — vi attende.

una produzione del Teatro dell’Opera di Roma

a cura del direttore di scena Giordano Punturo

realizzato insieme ai reparti tecnici di palcoscenico: macchinisti, attrezzisti, illuminotecnici, audio-video e sartoria

ILLUSTRAZIONE DI ANDREA CALCAGNO

acquista il biglietto 

Pubblicato in News

Early Bird Circo Massimo 2026 – Per chi prenota subito!

Fino al 10 aprile, sconto speciale del 25%* su Aida, Romeo e Giulietta, Roberto Bolle and Friends e Carmina Burana.
Non perdere l’occasione di assicurarti i posti migliori!
Usa il codice PROMO25, selezionando la voce PROMO ESTATE al momento dell’acquisto su TicketOne.
*Offerta valida su tutti i settori eccetto:
Sono esclusi gli EXTRA e Il gladiatore.
Pubblicato in News

Con “Il trionfo del Tempo e del Disinganno” un nuovo numero di Calibano

«Il tempo digitale ci ha trasformati tutti in adolescenti, storditi da un cocktail tossico di noia e iperstimolazione. Il nostro problema non è avere troppo tempo, o non averne abbastanza. Il punto è che abitiamo un tempo senza forma». È Dominic Pettman, docente della New School University di New York, ad aprire il nuovo volume di «Calibano» con un saggio che analizza come la modernità e il mondo digitale abbiano trasformato la nostra esperienza del tempo, rendendola accelerata, frammentata e spesso priva di significato condiviso. Se infatti gli orologi ci parlano di un tempo preciso, ufficiale, scientifico, la nostra esperienza dimostra che il tempo racconta molto di più: è percezione, esperienza mentale, ma può anche divenire materia concreta, nel ritmo di una canzone o nel montaggio di un film. Nel suo nono numero «Calibano», la rivista monografica di attualità culturale dell’Opera di Roma realizzata in collaborazione con la casa editrice effequ, esplora proprio le molte facce del tempo: da quello oggettivo e cronologico a quello esperito e soggettivo, fino alle sue rappresentazioni nell’arte, nella musica, nel cinema e nella letteratura. Il nuovo volume – che ospita, fra i suoi contributi, un racconto inedito del noto scrittore Michael Frank e una testimonianza della compositrice Lucia Ronchetti esce in occasione dell’allestimento in forma scenica de Il Trionfo del Tempo e del Disinganno di Georg Friedrich Händel che Robert Carsen firma al Teatro Costanzi dal 7 al 14 aprile. Per la prima volta, ad accompagnare i saggi di «Calibano» saranno le immagini delle opere del pittore e scultore Nicola Samorì, tra i maggiori artisti italiani contemporanei. «Calibano. Il Trionfo del Tempo e del Disinganno» sarà in vendita nelle librerie, presso lo shop del Teatro e sul sito di effequ dal 7 aprile.

Sul tempo come costruzione sociale e culturale riflette l’antropologo Gianluca Ligi, mentre sul rapporto tra il tempo della fisica e il tempo della nostra esperienza cosciente scrive Mauro Dorato, filosofo della scienza. E se lo scrittore Vanni Santoni offre una ricognizione dei romanzi che, da Proust agli autori contemporanei, hanno fatto del tempo il loro principale laboratorio narrativo, su come il ritmo e la struttura delle immagini diventino, tramite il montaggio cinematografico, strumenti per creare significato proprio attraverso il tempo riflette Giulia Carluccio, studiosa di cinema e media. Il giornalista e critico musicale Alberto Mattioli scrive sulla durata delle opere liriche e sulla percezione del tempo nel teatro musicale dal Seicento ad oggi mentre, rimanendo sempre nell’ambito musicale, con Claudia Attimonelli, sociosemiologa, ci immergiamo nei ritmi dell’elettronica e dei suoni campionati. Infine, esplora la costruzione del mito della cantante Mina il giornalista Alberto Piccinini, autore di un contributo che si interroga sul rapporto tra celebrità, immagine e memoria nella cultura pop.

Due le testimonianze: con la compositrice Lucia Ronchetti entriamo nel ‘laboratorio’ di chi, nello scrivere la musica, modella il tempo per professione; l’artista Nicola Samorì ci racconta del proprio rapporto con il tempo nella sua produzione artistica. Come sempre, in «Calibano» è presente anche un racconto inedito, questa volta opera di una firma internazionale come lo scrittore americano Michael Frank. La recensione di questo numero è invece a cura di Paolo Cairoli.

«Nonostante la sua inconsistenza, il tempo controlla le nostre vite» – dice il direttore della rivista Paolo Cairoli. «Lo riempiamo ossessivamente con l’illusione di renderlo infinito, senza perciò sentirci onnipotenti, né tantomeno immortali. Si parte da Händel per osservare il comportamento del tempo nell’epoca dei media digitali, nella fisica, nel cinema, nella letteratura, nell’arte; e naturalmente nella musica, che lo ha rappresentato innumerevoli volte nelle sue ‘divine lunghezze’, ma anche nella sua impermanenza».

La rivista sarà presentata in anteprima, insieme allo spettacolo, mercoledì 1° aprile alle ore 18.00 in Sala Grigia al Teatro Costanzi. Intervengono sul Trionfo del Tempo e del Disinganno il direttore d’orchestra Gianluca Capuano, il regista Robert Carsen, e gli interpreti Anna Bonitatibus e Raffaele Pe. A illustrare i contenuti del nuovo «Calibano» saranno invece Lucia Ronchetti, Mauro Dorato e Paolo Cairoli.

Nata come spazio di approfondimento di temi di attualità ispirati agli spettacoli in scena al Teatro dell’Opera di Roma, «Calibano» esce in libreria tre volte l’anno con un volume monografico legato a un’opera e a un tema a essa correlata. Dal numero 0, pubblicato a gennaio 2023, su Aida e il razzismo, la rivista ha poi esplorato il femminismo con Madama Butterfly, il postumano con Mefistofele, il proibito con Salome, l’outsider con Peter Grimes, il potere con Simon Boccanegra, la magia a partire dall’Alcina di Händel, l’orrore con The turn of the screw e, da ultimo, l’invenzione del Medioevo con Lohengrin. Per ogni numero, è possibile leggere gratuitamente una selezione di saggi, in italiano e in inglese, nella sezione “Calibano online” del sito dell’Opera di Roma. I volumi sono disponibili negli store fisici e online di tutta Italia, e sul sito di effequ.

 

 

Pubblicato in News

Aperti i bandi per la VI Edizione di “Fabbrica” Young Artist Program

Sono online i bandi per la sesta edizione di “Fabbrica”, lo Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Le candidature vanno inviate compilando il form di iscrizione (fabbrica.operaroma.it) entro e non oltre il 19 giugno 2026. Il programma è aperto a 8 cantanti, 2 maestri collaboratori, 1 regista, 1 scenografo/a, 1 costumista e 1 lighting designer. Il bando è rivolto a giovani provenienti da tutto il mondo che abbiano voglia di trasformare la propria passione in un vero mestiere, che abbiano già terminato un percorso di studi attinente e che preferibilmente abbiano già maturato delle prime esperienze in palcoscenico, pronti ad intraprendere la delicata fase di passaggio tra la fine degli studi e l’inizio della carriera vera e propria. L’obiettivo del bando è selezionare un gruppo che unisca le principali professionalità coinvolte nella produzione di un’opera lirica. Il corso avrà luogo da gennaio 2027 a dicembre 2028 e una borsa di studio di 1.100€ complessivi lordi mensili per ogni partecipante.

Il progetto di Fabbrica Young Artist Program è stato lanciato nel 2016 e si appresta ad avviare la sua quinta edizione. Tantissimi giovani da tutto il mondo hanno scelto Roma e l’Italia come luogo per dare inizio alla propria carriera. Il Teatro dell’Opera di Roma ha accolto oltre 60 talenti provenienti da tutti i continenti: Australia, Asia (Cina, Corea), Europa Orientale (Albania, Russia, Polonia, Ucraina), Medio Oriente (Israele, Turchia), Europa (Italia, Portogallo, Spagna, Ungheria), America Latina (Argentina, Brasile, Cile, Cuba). La scommessa iniziale è quella di arrivare a un debutto importante sul palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma, ma l’auspicio è che “Fabbrica” sia trampolino per carriere internazionali, per un adeguato inserimento lavorativo. Così è successo a Roberta Mantegna, soprano che ha già calcato i palcoscenici dei maggiori teatri lirici italiani ed esteri, incluso quello della Scala di Milano; ai pianisti Alessandro Stefanelli e Ramon Theobald che sono entrati rispettivamente all’Opera di Monaco di Baviera e Opera di Parigi; al regista Luis Ernesto Doñas che collabora stabilmente con il Teatro di Bergamo, lavora in sinergia tra l’Italia e Cuba, il suo paese d’origine, ed è stato assistente alla regia e alla direzione di scena ne La bohème, film-opera firmato da Mario Martone per la direzione di Michele Mariotti trasmesso dalla RAI. Nel corso delle quattro edizioni i cantanti sono stati coinvolti in moltissime produzioni in scena al Teatro dell’Opera di Roma, sono stati protagonisti di quattro prime assolute al Teatro Nazionale di cui tre completamente affidate al team creativo di “Fabbrica”: On/Off di Sara Caneva, She di Maria Kallionpää, Un romano a Marte di Vittorio Montalti, Acquaprofonda di Giovanni Sollima (Premio Abbiati per la didattica Filippo Siebaneck, 2022) e una nel corso del Caracalla Festival 2023 (Ricostruzione 1.0). La RAI ha trasmesso “L’Opera in Ambasciata a Roma e a Parigi”, film-concerto girato a Palazzo Farnese per la regia di Giulia Randazzo. Di recente i giovani talenti della V edizione, ancora in corso, sono stati protagonisti di Fabbrica Offenbach al Teatro Nazionale.

“Fabbrica” intende proseguire nel proprio ruolo di promozione della grande tradizione lirica italiana e nella sua grande capacità di attrazione per giovani artisti provenienti da tutto il mondo.

 

 

Per informazioni: Come partecipare

Pubblicato in News