Fabbrica Offenbach: il magico mondo dell’operetta per la prima volta al Nazionale

Il Teatro dell’Opera di Roma porta, per la prima volta al Teatro Nazionale, il maestro dell’operetta Jacques Offenbach. Con Fabbrica Offenbach il 22 e 23 gennaio in scena due titoli in un nuovo allestimentoUn mari à la porte e La Chatte métamorphosée en femme affidati agli artisti di Fabbrica – Young Artist Program, il percorso sostenuto da Banca del Fucino, che dal 2016 il Teatro dedica alla formazione di cantanti, maestri collaboratori, registi, scenografi, costumisti e lighting designer. Offenbach torna in una produzione del lirico capitolino a distanza di trent’anni, dopo il Festival Jacques Offenbach e il Secondo Impero, ospitato al Teatro Brancaccio nella stagione 1994-95, sotto la direzione di Peter Maag.

Composta nel 1858, La Chatte métamorphosée en femme (Il gatto trasformato in donna) tratta da una favola di La Fontaine, a sua volta ispirata a La gatta Afrodite di Esopo, ha come protagonista il giovane Guido, innamorato della propria gatta Minette, trasformata da un incantesimo in una ragazza in carne e ossa. La metamorfosi dà origine a una serie di situazioni comiche. Offenbach crea qui uno dei suoi esempi più riusciti di “operetta fantastica”, dove l’elemento fiabesco si intreccia al gusto per il paradosso.

Scritta nel 1859, Un mari à la porte (Un marito alla porta) è una brillante operetta in un atto costruita con ritmo serrato sulle disavventure di Florestan, compositore in fuga dai creditori che piomba nella stanza della giovane Suzanne la notte delle sue nozze. La sua improvvisa apparizione provoca una catena di incomprensioni, goffi tentativi di nascondersi e colpi di scena che coinvolgono la sposa, l’amica Rosita e il marito geloso. Offenbach gioca con precisione teatrale sulle dinamiche del vaudeville, alternando arie spiritose, duetti vivaci e momenti di irresistibile comicità.

La versione musicale per due pianoforti è curata da Giorgio Gori e affidata ai maestri collaboratori Elettra Aurora Pomponio e Maki Hamada. Firma la regia Kamila Straszynska. Formatasi all’Accademia “Aleksander Zelwerowicz” di Varsavia, al DAMS di Bologna e all’Accademia “Silvio d’Amico” di Roma, nel 2018 ha curato a Roma il ciclo di letture performative sulla drammaturgia polacca In Polonia vale a dire da nessuna parte? in collaborazione con l’Istituto Polacco e il Teatro di Roma. Dal 2019 cura spettacoli di prosa in teatri di Roma, Varsavia e Lima, dal 2023 realizza per la Filarmonica Nazionale di Varsavia spettacoli musicali per bambini e collabora con PAV per Fabulamundi. Il nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma vede le scene di Sofia Sciamanna, i costumi di Virginia Blini e le luci di Zofia Pinkiewicz. Interpreti delle due operette le cantanti Jessica Ricci e Sofia Barbashova (soprani), Maria Elena Pepi e Irene Zas Martinez (mezzosoprani), i cantanti Guangwei Yao e Jiacheng Fan (tenori), Alejo Alvarez Castillo (baritono) e Dayu Xu (basso). Tutti gli artisti e il team creativo sono allievi della quinta edizione di Fabbrica Young Artist Program.

La programmazione del Teatro Nazionale prosegue dal 14 al 19 aprile con Serata Preljocaj (La stravaganza, Annonciation, Noces), trittico-omaggio al coreografo francese Angelin Preljocaj tra i massimi esponenti della danza contemporanea, noto per un linguaggio che fonde la disciplina del balletto classico con la libertà espressiva della danza moderna in dialogo con artisti visivi, musicisti e stilisti.  Dal 15 al 21 maggio protagonista “Hans Werner Henze 100”, mini-festival celebrativo nel centenario della nascita del compositore tedesco, che vedrà sul palcoscenico due opere tratte da testi di Miguel Barnett: La piccola cubana ed El Cimarrón. Chiude la stagione La vita nuda di Matteo D’Amico liberamente ispirata a L’uomo dal fiore in bocca e La patente di Pirandello.