Il 29 maggio Massimiliano Finazzer Flory in scena con uno spettacolo di musica e parola dedicato alla vita e al pensiero di Giuseppe Verdi
Il 29 maggio al Teatro Nazionale un viaggio nell’opera e nel pensiero del compositore di Busseto: Verdi legge Verdi, spettacolo ideato, diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory. Tra musica e prosa, un ritratto intimo e sfaccettato di Giuseppe Verdi, con alcune delle più celebri pagine del suo repertorio, eseguite al pianoforte da Asako Watanabe e dalla voce del soprano Elisa Maffi. Finazzer Flory grazie ai materiali messi a disposizione dall’Archivio Storico Ricordi, incarna Verdi dando voce a una drammaturgia che ripercorre i momenti fondamentali della sua parabola umana, artistica e politica. Dalle origini familiari modeste alla formazione, il rifiuto del Conservatorio di Milano, i primi esercizi sulla “meschina spinetta”, poi gli esordi teatrali, il rapporto con librettisti come Arrigo Boito, fino al confronto con giganti della scena europea come Wagner, stupito dalla solennità del suo Requiem. Ne emerge il profilo vivido e diretto di un uomo schivo ma appassionato, grande protagonista dell’Ottocento musicale. Accanto alla dimensione pubblica e politica, anche il lato più privato e umano di Verdi: l’amore per la natura, il rapporto con la letteratura, l’ammirazione per Shakespeare e le vicende legate alla nascita di capolavori come Rigoletto, Otello e Falstaff, fra successi, tensioni e controversie.
Dopo il debutto nel 2016 al Teatro Farnese di Parma, Verdi legge Verdi è stato presentato nell’ultimo decennio in numerosi contesti istituzionali e internazionali, dai conservatori italiani al Teatro dell’Opera di Astana, in occasione di Expo 2017 in Kazakistan, e nel 2019 alla Fondazione Bocelli a Lajatico alla presenza di Andrea Bocelli. È stato inoltre significativamente ospitato presso la Casa di Riposo per Musicisti Fondazione Giuseppe Verdi, voluta proprio dal compositore nel 1899, testimonianza del suo impegno civile e considerata dallo stesso Verdi la sua opera più importante.
Massimiliano Finazzer Flory è regista, attore e autore attivo tra teatro e cinema. Ha sviluppato negli anni un percorso dedicato alla riscoperta e alla divulgazione dei grandi protagonisti della cultura italiana, costruendo spettacoli che intrecciano teatro di parola, musica e arti visive. Tra i suoi lavori più noti Essere Leonardo da Vinci, dedicato alla figura del genio rinascimentale, e Being Dante, incentrato sull’universo poetico della Divina Commedia. Accanto all’attività teatrale, ha realizzato progetti cinematografici e audiovisivi presentati in musei, istituzioni culturali e sedi diplomatiche. Il suo lavoro si distingue per l’impegno divulgativo e la volontà di avvicinare il pubblico contemporaneo ai classici con un linguaggio accessibile. Nel 2020, il Comune di Busseto ha conferito a Finazzer Flory il riconoscimento di ambasciatore della cultura verdiana.
UNICA RAPPRESENTAZIONE venerdì 29 maggio ore 21.00
Martedì 12 maggio alle 17.30, presso la Sala Grigia del Teatro dell’Opera di Roma, un talk a ingresso gratuito dedicato a Gioachino Rossini: Un pomeriggio con Rossini. Un’occasione per conoscere meglio l’universo del compositore pesarese – di cui andrà in scena dal 19 maggio una nuova produzione di Tancredi – a partire da due recenti pubblicazioni, presentate dagli autori in dialogo con il musicologo Giuliano Danieli: Rossini di Andrea Chegai (Il Saggiatore, 2022) e Musica al tempo presente: Le opere italiane di Rossini alla loro epoca di Emanuele Senici (LIM/Ricordi, 2025).
Il volume di Andrea Chegai – Professore Ordinario di Musicologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma – propone una rilettura ampia e aggiornata della vita e delle opere di Rossini e della sua fortuna, collocando il Pesarese al centro di una complessa trama di questioni storiche, sociali, politiche, culturali ed estetiche, e di una fitta rete di rapporti con impresari, cantanti, scrittori, librettisti e compositori a cavallo tra Settecento e Ottocento. Rossini approfondisce con coinvolgimento e rinnovato sguardo critico la musica di un artista «proteiforme e impenetrabile fino alle ultime note», per ciò che significò al suo tempo e per quello che può ancora significare per noi oggi.
Musica al tempo presente di Emanuele Senici – anch’egli Professore Ordinario di Musicologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma – si concentra sulle opere italiane di Rossini e sui discorsi da esse ingenerati in Italia dal loro apparire nel 1810 fino al 1825, data della sua ultima opera composta in italiano. All’inizio dell’Ottocento in Italia le opere di Rossini godevano di un’estrema popolarità, ma quando Rossini smise di comporre molti di questi lavori uscirono dal repertorio, per poi tornare alla ribalta solo nell’ultimo mezzo secolo. Musica al tempo presente indaga con sguardo nuovo i motivi del “furore” rossiniano e le sue conseguenze, esaminando le opere del compositore nel contesto storico in cui sono state concepite, eseguite, viste, ascoltate e discusse.
Un pomeriggio con Rossini è un incontro ad ingresso libero – senza prenotazione – fino ad esaurimento posti.
Dal 9 al 14 giugno 2026 il Teatro dell’Opera di Roma presenta al Costanzi Sogno di una notte di mezza estate, capolavoro coreografico di George Balanchine su musiche di Felix Mendelssohn-Bartholdy, ispirato alla celebre commedia di William Shakespeare. Il nuovo allestimento firmato da Balanchine arriva per la prima volta all’Opera di Roma e vede impegnati i tre complessi artistici del Teatro dell’Opera di Roma: il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato, l’Orchestra e il Coro. Sul podio Karen Durgaryan, Maestro del Coro Ciro Visco. Guest l’étoile dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park che torna come ospite al Costanzi dopo il debutto nel ruolo della baiadera Nikiya. A interpretare le voci soliste le allieve di Fabbrica Young Artist Program Jessica Ricci e Maria Elena Pepi. Il balletto vede inoltre la partecipazione degli allievi della Scuola di Danza; scene e costumi sono di Gianluca Falaschi, le luci di Valerio Tiberi.
Tra gli interpreti principali l’étoileAlessandra Amato nel ruolo di Elena, la prima ballerina Marianna Suriano nel ruolo di Titania e Mattia Tortora in quello di Oberon (7, 9, 11, 13 ore 15, 14), in alternanza con il primo ballerino Simone Agrò (10, 12, 13 ore 20), che interpreta anche Puck (11, 13 ore 15), ruolo condiviso con Gabriele Consoli (7, 9, 11, 13 ore 20, 14). Tortora danza inoltre Teseo (10, 12, 13 ore 20), in alternanza col solista Giacomo Castellana (7, 9, 11, 13 ore 15, 14), impegnato anche come Demetrio, ruolo affidato in alternanza a Valerio Marisca (7, 9, 11, 13 ore 15, 14). La solista Marta Marigliani interpreta Ermia. Nel divertissement danzano i primi ballerini Michele Satriano (11, 13 ore 15) e Claudio Cocino (7, 9, 10, 12, 13 ore 20, 14), insieme alla solista Sara Loro (7, 11, 12, 13, 14) e all’étoile ospite Sae Eun Park (9, 10). Cocino (11, 13 ore 15) e Satriano (7, 9, 10,12, 13 ore 20, 14) interpretano anche il Cavaliere di Titania. Completano il cast Federica Azzone nel ruolo di Ippolita, il solista Walter Maimone in quello di Lisandro, Antonello Mastrangelo (7, 9, 10, 12, 13 ore 20, 14) e Mike Derrua (11, 13 ore) in quello di Bottom.
L’universo musicale del Sogno nasce con l’Ouverture composta da Mendelssohn nel 1826 e si completa nel 1842 con le musiche di scena scritte per una produzione di A Midsummer Night’s Dream, rappresentata l’anno successivo a Potsdam. Tra i brani più celebri la Marcia nuziale. Balanchine, tra i maestri assoluti della danza del Novecento, creò la sua versione di A Midsummer Night’s Dream nel 1962 per il New York City Ballet, dando nuova vita alle partiture di Mendelssohn con una coreografia che intreccia virtuosismo tecnico e poesia scenica. La versione coreutica del capolavoro shakespeariano era già approdata all’Opera di Roma nelle letture di Pierre Lacotte (1988), Luc Bouy (2004) e Paul Chalmer (2009). Questo nuovo allestimento porta per la prima volta all’Opera di Roma il Sogno di una notte di mezza estate nella visione di George Balanchine, capolavoro che ha segnato la storia del balletto del Novecento.
Dal 19 al 29 maggio 2026 all’Opera di Roma con Carlo Vistoli nel ruolo del titolo e Martina Russomanno come Amenaide
In prima serata su Rai5 giovedì 21 maggio alle 21.20
Tancredi di Gioachino Rossini torna dopo ventidue anni al Teatro dell’Opera di Roma. Il melodramma eroico in due atti su libretto di Gaetano Rossi, tratto da Voltaire, è in scena dal 19 al 29 maggio 2026 al Costanzi: martedì 19 in diretta su Radio3 e giovedì 21 in prima serata su Rai5. L’opera è propostanella sua versione tragica, in un nuovo allestimento firmato da Emma Dante. «Quando entri nel mondo rossiniano, entri in una specie di luogo fatato, in cui succede di tutto, ma in cui tutto ha un suo filo logico. C’è una logica schiacciante. Le trame rossiniane sono piene di suspense, di intrecci, di mistero. Tancredi in questo senso è pieno di stimoli, spunti, allegorie; è una grande favola che ho ambientato in questo luogo molto artificiale, con questi fondalini dipinti propri dell’opera dei pupi. È una storia che ha a che fare con qualcosa di universale, non prettamente collocato geograficamente; è molto vera, molto umana, molto contemporanea.» La regista palermitana, Leone d’Oro alla carriera 2026 della Biennale di Venezia, rilegge così il mito di Tancredi immaginandolo in un’opera di pupi siciliani. Alla guida dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di RomaMichele Mariotti, che affronta per la prima volta il titolo e sceglie di affidare il ruolo del protagonista al controtenore Carlo Vistoli. Amenaide è il soprano in grande ascesa Martina Russomanno, al debutto al Costanzi. Carmine Maringola firma le scene, Emma Dante e Chicca Ruocco i costumi, Luigi Biondi le luci, Manuela Lo Sicco i movimenti coreografici. Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è direttoda Ciro Visco.
Composta da Rossini nel 1813, a soli 21 anni, l’opera racconta il conflitto tra virtù e sentimento, in cui trova spazio la vicenda dell’eroe esiliato Tancredi, — ruolo originariamente affidato a un contralto en travesti — che torna in patria a Siracusa per difendere la città dagli invasori e riconquistare l’amata Amenaide, ingiustamente accusata di tradimento. Eros e Thanatos, lirismo e tensione drammatica, attraversano la scrittura rossiniana incontrando la forza visiva di Emma Dante in uno scontro fra umano e simbolico.
Emma Dante affronta Tancredi proseguendo un percorso di collaborazione col lirico capitolino iniziato nel 2016 con La Cenerentola di Rossini (poi ripresa nel 2019) a cui sono seguiti L’angelo di fuoco di Prokof’ev (2019) e Les dialogues des Carmélites di Poulenc, opera che ha inaugurato la stagione 2022/23. Regista, drammaturga, cineasta e attrice palermitana, ha ricevuto negli anni diversi riconoscimenti: nel 2001 il Premio Scenario con mPalermu, nel 2004 il Premio Gassman come miglior regista e due premi Ubu, uno per Carnezzeria (2003) e il secondo per Le sorelle Macaluso (2014), fino al recente Leone d’Oro alla carriera del 2026.
«Poco più che ventenne, Rossini riesce a coniugare un sentimento puro e istintivo con un perfetto controllo classico, in un equilibrio continuo tra apollineo e dionisiaco. Sullo sfondo della guerra, Tancredi e Amenaide vivono il loro amore in modo assoluto, con una gelosia e una passione che però ostacolano il dialogo. Nonostante due lunghi duetti, infatti, i giovanissimi amanti non riescono mai a comprendersi davvero. Musicalmente disarmante è invece il finale tragico che abbiamo scelto di eseguire, che descrive con pagine rarefatte e stranianti l’allontanarsi progressivo del corpo e dell’anima di Tancredi.»Michele Mariotti, descrive con queste parole la sua visione sulla partitura. Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma dal 2022 e interprete rossiniano internazionalmente riconosciuto, con Tancredi firma il suo primo incontro romano con questo titolo. Opera del primo Rossini caratterizzata dalla presenza di un doppio finale — uno lieto, quello originario veneziano del 1813, e uno tragico, composto poco dopo per Ferrara —, è proposta al Costanzi nella versione tragica.
Tancredi è Carlo Vistoli, tra i controtenori italiani più affermati sulla scena internazionale. A Roma ha legato il suo nome a produzioni di grande rilievo: nel 2019 è stato Orfeo nell’Orfeo ed Euridice di Gluck diretto da Gianluca Capuano con la regia di Robert Carsen, mentre nel 2023 è stato Tolomeo in Giulio Cesare in Egitto di Händel nella nuova produzione di Damiano Michieletto per la quale ha vinto il Premio Abbiati come miglior cantante. A ottobre 2026 Vistoli tornerà a interpretare Rossini, ancora con Michele Mariotti sul podio, nella Petite messe solennelle, proposta sia nella versione per orchestra sia in quella originale con un pianoforte e percussioni.
Nel ruolo di Amenaide debutta al Costanzi il soprano Martina Russomanno. Dopo la formazione all’Académie de l’Opéra national de Paris e la partecipazione al Young Singers Project del Salzburg Festival nel 2022, si è affermata su un repertorio che spazia da Mozart a Rossini fino al primo Ottocento italiano. Tra gli impegni recenti figurano il debutto come Violetta ne La traviata all’Opéra national du Rhin (2025) e come Donna Anna in Don Giovanni alla Staatsoper Stuttgart e alla Semperoper Dresden. Ha interpretato Madama Cortese ne Il viaggio a Reims alla Deutsche Oper Berlin. Si è inoltre esibita al Teatro alla Scala, al Teatro Regio di Torino e al Rossini Opera Festival. Si alterna con Russomanno, il 26 maggio, Giuliana Gianfaldoni.
Veste i panni di Argirio Antonino Siragusa in alternanza con Enea Scala (22, 24, 29 maggio). Luca Tittoto è Orbazzano, già interprete per l’Opera di Roma nel 2022 in Alceste di Gluck. Completano il cast Ekaterine Buachidze (Isaura) e Maria Elena Pepi (Roggiero) giovani artiste del progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.
Rai Cultura trasmette in prima serata su Rai5 giovedì 21 maggio alle 21.20
Prima rappresentazione: martedì 19 maggio 2026, ore 20.00 anche in diretta su Radio3 Repliche: venerdì 22 maggio ore 20.00; domenica 24 maggio ore 16.30; martedì 26 maggio ore 20.00; venerdì 29 maggio ore 18.00
Da sabato 23 maggio ore 16.30 a domenica 24 maggio ore 12.00
Torna la magica Notte a Teatro, al Teatro Costanzi, per il quarto anno consecutivo!
Lo sleep over per i piccoli più invidiato dai genitori, attende 120 partecipanti, che avranno l’opportunità straordinaria di dormire in teatro! Un’esperienza unica dedicata ai bambini dagli 8 ai 10 anni con giochi, attività a sorpresa, tanta musica e laboratori pensati per accompagnare i giovani ospiti in un viaggio divertente e coinvolgente nel mondo dell’Opera.
I bambini dovranno presentarsi in tuta da ginnastica (che utilizzeranno anche per dormire) e portare con sé: stuoino o materassino, sacco a pelo, torcia, calzettoni di ricambio, piccolo asciugamano e spazzolino da denti.
Biglietto: € 35,00 (cena e colazione incluse)
Iscrizioni: a partire dalle ore 12 del 30 aprile. Non è possibile iscrivere più di un bambino o bambina dalla stessa mail.
In occasione della Festa della Resistenza 2026, il Teatro dell’Opera di Roma rende omaggio a Nicola Stame, tenore e partigiano, con un recital lirico per pianoforte e voce in programma venerdì 24 aprile 2026 alle ore 11.00 al Teatro Costanzi. Protagonisti gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program, i tenori Jiacheng Fan e Guangwei Yao, accompagnati al pianoforte da Elettra Aurora Pomponio, con letture affidate ad Alice Palazzi e adattamento e regia di Antonello Lo Bianco. L’iniziativa ripercorre, attraverso musica e parole, la vita, l’impegno nella Resistenza e la morte alle Fosse Ardeatine, con testi tratti da Il tenore partigiano di Lello Saracino, presente all’incontro.
VISIONI D’ADDIO AL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA MARIOTTI DIRIGE I VIER LETZTE LIEDER DI STRAUSS E “LA GRANDE” DI SCHUBERT
«Questo programma rappresenta una sorta di testamento spirituale. L’ultima sinfonia di Schubert è inquieta e agrodolce, e alterna momenti di tenera speranza ad altri più malinconici e irrequieti. Il secondo movimento, più degli altri, manifesta un senso di sconforto e paura, evocando atmosfere quasi mahleriane. Strauss, invece, ci accompagna verso l’ultima fase della vita: il misterioso viaggio dell’uomo verso una morte desiderata.»
Con queste parole il Direttore Musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti introduce il concerto sinfonico del 28 maggio al Costanzi. Il programma ruota attorno a due pilastri della musica: da un lato le ultime composizioni vocali di Richard Strauss: i Vier letzte Lieder (Quattro ultimi Lieder), e dall’altro la Sinfonia n. 9 in Do maggiore D 944, detta “La Grande”, di Franz Schubert. Ad affiancarlo il soprano di fama internazionale Marina Rebeka, recentemente vincitrice del Readers’ Award agli International Opera Awards 2025, che debutta in Europa con i Vier Letze Lieder.
Il titolo Visioni d’addio scelto per questa coppia di capolavori rimanda al concetto di lascito artistico. Nei Vier letzte Lieder Strauss mette in musica quattro poesie, tre di Hermann Hesse: Frühling, (Primavera) September (Settembre), Beim Schlafengehen (Addormentarsi) e una di Joseph von Eichendorff: Im Abendrot (Al tramonto), tutte riflessioni crepuscolari e meditative sul finire della vita. Considerati il testamento spirituale del compositore, Richard Strauss li compose tra il 1946 e il 1948, negli ultimi anni della sua vita. Furono pubblicati postumi ed eseguiti per la prima volta il 22 maggio 1950 alla Royal Albert Hall di Londra con la direzione di Wilhelm Furtwängler e il soprano Kirsten Flagstad.
La Sinfonia n. 9 in Do maggiore D 944, nota come “La Grande”, composta da Franz Schubert tra il 1825 e il 1826, appartiene anch’essa all’ultima fase creativa del compositore viennese. L’opera non fu eseguita durante la sua vita: fu Robert Schumann a riscoprirne il manoscritto nel 1838, affidandolo a Felix Mendelssohn per la prima esecuzione pubblica a Lipsia. Rappresenta uno dei vertici del sinfonismo ottocentesco e un punto di raccordo tra il classicismo viennese e la sensibilità romantica.
La programmazione concertistica del Teatro Costanzi prosegue a ottobre con Le due Petite Messe solennelle di Gioachino Rossini, affidate ancora alla direzione di Michele Mariotti. Il 17 ottobre al Costanzi viene eseguita la seconda versione orchestrale, mentre il 22 ottobre, nella Basilica di San Vitale, viene proposta la versione originale per soli, coro, due pianoforti e harmonium.
Rappresentazione: giovedì 28 maggio 2026, ore 20.00 e in diretta su Radio3
Rai Cultura ripropone giovedì 30 aprile alle 23.05 su Rai 5 Il barbiere di Siviglia firmato da Mario Martone e diretto da Daniele Gatti. L’opera che ha aperto la stagione 2020/2021 dell’Opera di Roma, si inserisce nell’ambito della collaborzione tra Rai e Teatro Costanzi, che ha visto il Teatro trasformarsi in un vero e proprio set, all’interno del quale Martone ha costruito anche la sua regia televisiva. L’allestimento dell’opera, su libretto di Cesare Sterbini dall’omonima commedia di Beaumarchais, ha i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Pasquale Mari. Protagonisti sul palco sono il baritono Andrzej Filonczyk nel ruolo del titolo, il tenore Ruzil Gatin nei panni del Conte d’Almaviva, il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya in quelli di Rosina, il basso-baritono Alessandro Corbelli nella parte di Don Bartolo e il basso Alex Esposito in quella di Don Basilio. Completano il cast Patrizia Biccirè (Berta) e Roberto Lorenzi (Fiorello). Il Coro dell’Opera di Roma è diretto da Roberto Gabbiani.
Si apre una nuova opportunità per i giovani talenti della danza. La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma indice una selezione straordinaria per l’ammissione al Corso Preparatorio Professionale relativo all’anno scolastico 2026/2027.
L’iniziativa si rivolge ad aspiranti danzatori di età compresa tra i 17 e i 23 anni, offrendo un percorso di alta formazione in uno dei contesti coreutici più prestigiosi d’Italia. La prova di selezione si terrà lunedì 22 giugno 2026, alle ore 10:00, presso la storica sede di via Ozieri 8, a Roma. I candidati saranno valutati attraverso una lezione di danza classica.
Come partecipare Per candidarsi è necessario inviare una richiesta formale via email all’indirizzo scuola.ballo@operaroma.it entro e non oltre il 6 giugno 2026. Nella domanda dovranno essere indicati:
Dati anagrafici completi del candidato.
Recapito telefonico di riferimento.
L’iscrizione sarà considerata valida solo a seguito di una mail di conferma inviata dalla segreteria della Scuola.
Il giorno della selezione, i partecipanti dovranno presentarsi con 30 minuti di anticipo rispetto all’orario di inizio.
Maggiorenni: è obbligatorio esibire un documento di identità valido.
Minorenni: se non accompagnati da un genitore, dovranno consegnare un’autorizzazione scritta e firmata da entrambi i genitori per poter accedere alla prova.
Contatti e Info Per ulteriori dettagli o chiarimenti, è possibile contattare la segreteria didattica:
L’OPERA DI ROMA CELEBRA IL CENTENARIO DI HANS WERNER HENZE
L’AUTORE DEI TESTIMIGUEL BARNET DOPO AVER ASSISTITO ALLA PRIMA DE EL CIMARRÓN
TORNA AL NAZIONALE IL 21 MAGGIO PER L’ULTIMA RECITA DE LA PICCOLA CUBANA
Nel centenario della nascita di Hans Werner Henze (1926-2026) il Teatro dell’Opera di Roma rende omaggio al grande compositore con due titoli profondamente legati a Cuba e alla letteratura di Miguel Barnet. In scena al Teatro Nazionale dal 15 al 21 maggioLa piccola cubana, tratta dal romanzo di Barnet Canción de Rachel, nella versione firmata da Michael Kerstan — presentata per la prima volta in Italia — ed El Cimarrón, biografia in forma di recital basata sulla vita di Esteban Montejo, l’ex schiavo fuggitivo di cui Barnet raccolse le memorie. Entrambi i titoli, in tedesco con sovratitoli in italiano e inglese, sono proposti in un nuovo allestimento con la regia di Kerstan e la direzione di Roland Böer.
Tra i maggiori compositori del secondo Novecento, Hans Werner Henze ha firmato opere centrali del teatro musicale contemporaneo. L’Opera di Roma ha dedicato negli anni particolare attenzione alla sua produzione, mettendo in scena titoli come Boulevard Solitude(1953/54), Il giovane lord (1965/66), Pollicino (2003/04) e The Bassarids, titolo inaugurale della stagione 2015/16, con la direzione di Stefan Soltész e la regia di Mario Martone, Premio Abbiati per la sezione spettacolo. Il lirico capitolino incontra nuovamente il suo universo artistico con due lavori in cui si intrecciano impegno civile, ricerca musicale e dialogo con la letteratura.
Michael Kerstan, drammaturgo, regista, sceneggiatore e saggista, è presidente della Fondazione Hans Werner Henze. Ha dedicato gran parte della sua carriera alla diffusione e alla valorizzazione dell’opera di Henze, di cui è stato per diversi anni assistente personale e collaboratore. Ha inoltre collaborato con compositori come Stefan Hakenberg, Stefano Taglietti, Vito Palumbo, Luca Lombardi, Jack Fortner, Bun Ching Lam. Nel 2008 ha firmato la regia della prima italiana di Phaedra di Henze al Maggio Musicale Fiorentino.
Roland Böer, direttore d’orchestra tedesco, dal 2002 al 2008 ha guidato l’Opera di Francoforte. Nel corso della sua carriera ha collaborato con registi quali Daniele Abbado, William Kentridge, Christoph Loy, Caterina Panti Liberovici, David McVicar, Keith Warner e Stein Winge. Ha inoltre diretto orchestre come la London Symphony Orchestra, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino e l’Orchestra del Teatro Regio di Torino. Dal 2009 al 2020 è stato direttore musicale del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano.
Il baritono Robert Koller partecipa ad entrambe le opere: El Cimarrón e La piccola cubana. Ne El Cimarrón anche Christina Schorn-Mancinelli alla chitarra, Ivan Mancinelli alle percussioni e Camilla Hoitenga al flauto. I musicisti formano insieme con Michael Kerstan El Cimarrón-Ensemble che porta in scena El Cimarrón da 25 anni in tournée in Europa e Stati Uniti. Ne La piccola cubana protagoniste le attrici Jeannine Hirzel e Johanne Dähler rispettivamente nei ruoli di Rachel e Ofelia. Completano il cast il soprano Flávia Stricker, il mezzosoprano Julia Deit-Ferrand e il tenore Stuart Patterson. I costumi sono firmati da Christine Knoll.
Il vaudeville in cinque scene La piccola cubana è tratto dal romanzo-testimonianza Canción de Rachel pubblicato a Cuba nel 1969 dallo scrittore ed etnologo cubano Miguel Barnet. Il testo è la biografia romanzata di Elsa Borges, nome d’arte “Rachel”. La sua figura ha ispirato vari adattamenti, tra cui La Cubana oder Ein Lebenslauf di Henze, composta fra il 1973 e il 1974, su libretto di Hans Magnus Enzensberger e pensata come “Television opera”, trasmessa nel 1974 dal canale newyorkese WNET Channel 13. L’opera ha poi conosciuto un primo adattamento teatrale nel 1981 al Volkstheater di Rostock. A Berlino, nel 2022, la Staatsoper Unter den Linden ha presentato una nuova versione con riduzione musicale per ensemble da camera, realizzata da Jobst Liebrecht, storico collaboratore e assistente di Henze, con la direzione musicale di Adrian Heger e la regia di Pauline Beaulieu. Il Teatro dell’Opera di Roma presenta in prima italiana un nuovo allestimento firmato da Michael Kerstan, interpretato dall’El Cimarrón-Ensemble & Friends.
Il recital El Cimarrón, presentato per la prima volta nel 1970 all’Aldeburgh Festival nel Regno Unito e, successivamente, al Festival di Berlino con Hans Werner Henze sul podio, è una biografia costruita su episodi della vita del cimarrón (in spagnolo “schiavo fuggitivo nei boschi”) Esteban Montejo, narrata dalla voce del baritono e dal dialogo con gli strumenti. Il libretto è basato sul testo originale Biografía de un cimarrón di Miguel Barnet, che aveva raccolto la testimonianza diretta di Montejo, ex schiavo nato nel 1860. Montejo aveva vissuto la schiavitù, la Guerra d’Indipendenza cubana e poi la vita nella Repubblica; il suo racconto in prima persona è considerato un classico della letteratura cubana del Novecento. L’opera è stata presentata dall’El Cimarrón-Ensemble in numerosi festival e sale internazionali, tra cui la Wigmore Hall di Londra nel 2023.
Le due opere snodano temi cruciali nella ricerca nel campo del teatro politico e della contaminazione culturale di Henze, come la responsabilità sociale dell’arte, il valore della libertà, il riconoscimento identitario, ma anche la combinazione fra tradizione strumentale europea e sonorità dell’area caraibico-africana.
La piccola cubana e El Cimarrón, sono in lingua tedesca con sovratitoli in italiano e inglese.
La programmazione del Teatro Nazionale prosegue il 29 maggio con Verdi legge Verdi, monologo sulla parabola artistica e umana di Giuseppe Verdi di e con Massimiliano Finazzer Flory, accompagnato al pianoforte da Asako Watanabe e dal soprano Elisa Maffi, e dal 21 al 25 ottobre con La vita nuda di Matteo d’Amico, spettacolo liberamente tratto da L’uomo dal fiore in bocca e La patente di Luigi Pirandello, con la regia di Cecilia Ligorio.
Prima rappresentazione: venerdì 15 maggio 2026, ore 20.00 – La piccola cubana Repliche: domenica 17 e mercoledì 20 maggio ore 20.00 – El Cimarrón giovedì 21 maggio ore 20.00 – La piccola cubana