“Roméo et Juliette” di Gounod all’Opera di Roma con la regia di De Fusco

PER LA PRIMA VOLTA AL COSTANZI CON LA REGIA DI LUCA DE FUSCODal 28 aprile al 6 maggio 2026 la nuova produzione che inaugura una collaborazione triennale con il Teatro di Roma, sul podio Daniel Oren

Roméo et Juliette di Charles Gounod in scena per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma. Dal 28 aprile al 6 maggio 2026 il Costanzi ospita il titolo in cinque atti su libretto di Jules Barbier e Michel Carré, in un nuovo allestimento firmato da Luca De Fusco, al suo debutto al lirico capitolino. Sul podio Daniel Oren, Maestro del Coro Ciro Visco. La prima dell’opera, martedì 28 aprile, è trasmessa in diretta su Radio 3. Grande classico del repertorio francese, l’opera si inserisce nell’ambito di un triennio di cooperazione col Teatro di Roma, di cui De Fusco è attualmente direttore artistico. De Fusco immagina la contrapposizione tra Capuleti e Montecchi dentro un film in bianco e nero degli anni ’40, in cui gli unici personaggi portatori di vita, in contrapposizione ai toni scuri della morte, sono proprio i due protagonisti. Proiezioni video sulla scena animano sogni, ricordi e immaginazione della coppia di celebri amanti, in uno spazio in continua trasformazione, in cui le figure di Romeo e Giulietta si muovono in una dimensione fortemente simbolica. Marta Crisolini Malatesta cura scene e costumi, Gigi Saccomandi le luci, Alessandro Papa i video e Alessandra Panzavolta i movimenti coreografici. «Come rileggere oggi quest’opera in modo da rendere ancora vivo il mito? Ho pensato all’ultima volta che la morte ha popolato il nostro mondo in modo sistematico, ovvero alla Seconda guerra mondiale. — Luca De Fusco descrive con queste parole il suo approccio innovativo a Roméo et Juliette— Se avessi scelto questa strada avrei potuto trovare ispirazione anche nelle guerre che oggi purtroppo ci circondano. Ho invece scelto di percorrere la via della metafora che vede i due protagonisti circondati da una folla di spettri in bianco e nero, lasciando soltanto a loro la vivacità del colore. Come se Romeo e Giulietta fossero gli unici a essere vivi, circondati da un mondo di morti.»

Regista di lirica e prosa, Luca De Fusco ha guidato diverse istituzioni teatrali nazionali: lo Stabile del Veneto, il Teatro Nazionale di Napoli, il Napoli Teatro Festival e lo Stabile di Catania. Ha inoltre firmato allestimenti in teatri di rilievo come il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Massimo di Palermo e l’Arena di Verona. Si misura per la prima volta al Costanzi con Gounod.

«Un’opera dalla drammaturgia intima e psicologica, in cui il lirismo della linea di canto si fonde con una scrittura orchestrale elegante e mai eccessiva. Il compositore traduce in musica ogni sfumatura emotiva dei protagonisti, passando dall’innocenza giovanile — spesso espressa con un registro medio-alto, luminoso — all’estasi amorosa fino alla tragedia finale, con una scrittura vocale di straordinaria intensità espressiva.» Così Daniel Oren descrive l’opera di Gounod, sottolineandone l’equilibrio tra introspezione psicologica e slancio lirico. Più volte ospite del Costanzi nel corso della sua riconosciuta carriera internazionale, Oren torna al lirico capitolino dopo aver guidato negli ultimi anni l’Orchestra dell’Opera di Roma in Otello (2024) e Pagliacci (2023).

Nei panni di Juliette Nino Machaidze, soprano georgiano affermatosi a livello internazionale dopo il debutto nel 2008 al Festival di Salisburgo proprio nel ruolo di Juliette. Torna al lirico capitolino, dopo aver interpretato i ruoli di protagonista nel 2021 in Giovanna D’Arco di Giuseppe Verdi e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo nel 2023. Si alterna con lei nel ruolo Vannina Santoni (2, 5 maggio). Roméo è Vittorio Grigolo, che veste nuovamente i panni del Roméo di Gounod, a cui ha dato voce alla Scala nel 2011 e al Met nel 2017. Per l’Opera di Roma, è stato, fra gli altri, Cavaradossi in Tosca, Alfredo ne La traviata e Nemorino ne L’elisir d’amore. Si alterna con lui nel ruolo di Roméo Duke Kim (2, 5 maggio). Accanto ai protagonisti diversi artisti in ascesa: Nicolas Courjal (Frère Laurent, Le Duc de Vérone), Mihai Damian (Mercutio), Aya Wakizono (Stéphano), Christian Senn (Capulet), Valerio Borgioni (Tybalt), Géraldine Chauvet (Gertrude), Raffaele Feo (Benvolio), Alessio Verna (Gregorio) e, da “Fabbrica” Young Artist Program, Alejo Álvarez Castillo (Pâris).

Prima rappresentazione: martedì 28 aprile 2026, ore 20.00 e in diretta su Radio3
Repliche: giovedì 30 aprile ore 20.00; sabato 2 maggio ore 18.00; domenica 3 maggio ore 16.30; martedì 5 maggio ore 20.00; mercoledì 6 maggio ore 20.00

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“Burn” di A. J. Weissbard con la voce di John Malkovich all’Auditorium Parco della Musica

Dal 28 al 30 aprile 2026 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone il nuovo allestimento dell’Opera di Roma in coproduzione con Fondazione Musica per Roma, con le musiche di Michael Galasso, i costumi di Anna Biagiotti e la voce di John Malkovich

Debutta dal 28 al 30 aprile 2026 nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma BURN, un progetto visionario di danza per teatro che attraversa la complessità dell’animo umano, concepito dal celebre artista americano A.J. Weissbard. Lo spettacolo è un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, realizzato in coproduzione con Fondazione Musica per Roma e il supporto di Orsolina28 Art Foundation. Burn è liberamente ispirato al dramma Burn This di Lanford Wilson — opera di riferimento del teatro americano contemporaneo —  andato in scena a New York nel 1987 con John Malkovich nel ruolo di Pale. In questa versione Malkovich torna ad abitare il racconto come voice-over narrante, cucendo insieme passato e presente. «Pensata per spingere oltre i confini del processo creativo, l’opera si compone di conversazioni fisiche tra i personaggi, dialoghi in forma di danza, interazioni ispirate al dramma. Nella vita discutiamo, dialoghiamo e ci confrontiamo con persone di opinioni ed esperienze diverse. In BURN, invece di un unico linguaggio coreografico, quattro espressioni forti si combinano e si scontrano per generare nuove forme di fisicità, approcci inediti alla comunicazione e una nuova, intensa bellezza cinetica.» Con queste parole A.J. Weissbard, ideatore del progetto, spiega lo spirito performativo multidisciplinare di BURN,  che affronta temi universali quali identità, desiderio, perdita, trasformazione, crescita e sviluppo personale. I rapporti tra i personaggi si traducono in espressioni fisiche che sostituiscono la parola, generando veri e propri “linguaggi danzati”.

Al centro della creazione quattro personaggi — Anna, Pale, Larry e Burton — affidati a coreografi-interpreti di rilievo internazionale, ciascuno autore di una scrittura coreografica distinta, plasmata sulla specificità emotiva e drammaturgica del personaggio originale della pièce. Ève-Marie Dalcourt (Canada) disegna e balla il personaggio di Anna, Brandon Lagaert (Belgio) costruisce e porta in scena il movimento scenico di Pale, Damiano Ottavio Bigi (Italia) sviluppa e interpreta la coreografia di Larry e Jonah Bokaer (USA/Tunisia) dà espressione corporea a Burton. Partecipa al progetto il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato, promotrice con A.J. Weissbard e il lirico capitolino di una collaborazione internazionale significativa nel sostenere le idee creative di coreografi emergenti, la danza contemporanea e in generale la comunità coreutica.

A.J. Weissbard, artista eclettico noto per i suoi progetti transmediali fra danza, teatro, moda e architettura. Il suo lavoro ha attraversato più di 50 paesi — dal Lincoln Center di New York alla Scala di Milano, dall’Opéra Garnier di Parigi al Bolshoi di Mosca — collaborando, fra gli altri, con artisti quali Robert Wilson, Marina Abramović, Peter Greenaway e William Kentridge. Program Director del Watermill Summer Program di Robert Wilson, ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali tra cui la Golden Mask per il light design e il primo IFSArts Award. In BURN cura anche regia, scene e luci.

Le musiche originali su base registrata sono del compositore Michael Galasso, con arrangiamento musicale di Peter Cerone. Galasso — violinista virtuoso nato a Hammond, Louisiana nel 1949, autore di colonne sonore per Wong Kar-wai e vincitore del César 2009 per la migliore musica originale per il film Séraphine diretto da Martin Provost — ha collaborato per decenni con i più importanti nomi del teatro internazionale. Le sue musiche, specificamente adattate per BURN, rappresentano un omaggio postumo alla sua straordinaria creatività.

Ève-Marie Dalcourt coreografa e performer, attiva in Canada, ha danzato con il Nederlands Dans Theater II, interpretando lavori di coreografi come Alexander Ekman, Marco Goecke e Johan Inger. È stata inoltre assistente e répétiteur per Ekman e Juliano Nunes, rimontando lavori per compagnie come il Ballet de l’Opéra de Paris, il Royal Swedish Ballet e lo Staatsballett Berlin. Jonah Bokaer coreografo e artista visivo statunitense di origine tunisina, sviluppa una ricerca che integra danza, arti visive e design. Ha collaborato con artisti come Robert Wilson, Merce Cunningham e Daniel Arsham, firmando coreografie per produzioni operistiche e teatrali internazionali. Damiano Ottavio Bigi danzatore e coreografo italiano, ha collaborato con importanti realtà della danza contemporanea europea, tra cui il Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, di cui è stato membro dal 2005. Ha lavorato con Dimitris Papaioannou e con il CCN de Nantes di Claude Brumachon, partecipando anche al film Pina di Wim Wenders. Nel 2020 ha fondato la compagnia Fritz Company Bigi Paoletti, sviluppando un linguaggio che integra danza, teatro e arti visive. Brandon Lagaert coreografo e performer belga, ha collaborato con la compagnia Peeping Tom, partecipando a creazioni come Vader, Moeder e Kind. La sua ricerca si caratterizza per un approccio multidisciplinare che combina danza contemporanea, teatro e linguaggi visivi. È fondatore della compagnia KAIHO, con cui sviluppa progetti per compagnie professionali e istituzioni formative internazionali, affiancando all’attività creativa quella pedagogica.

La prima rappresentazione di BURN andrà in scena martedì 28 aprile alle ore 20.00. Seguono le repliche di mercoledì 29 aprile (ore 20.00) e giovedì 30 aprile (ore 20.00).

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Annonciation, La Stravaganza E Noces di Preljocaj all’Opera di Roma

Dal 14 al 19 aprile al Teatro Nazionale la danza incontra Vivaldi, Ravel e Stravinskij, in dialogo con sonorità elettroniche contemporanee

Per la prima volta, tre lavori fondamentali del repertorio di Angelin Preljocaj sono riuniti in un’unica serata al Teatro dell’Opera di Roma. Dopo il trittico Neumeier/Godani/Millepied, l’Opera di Roma prosegue nel racconto della contemporaneità con sei serate dedicate al coreografo francese. Dal 14 al 19 aprile 2026 al Teatro Nazionale, il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato affronta Annonciation (1995), duetto ispirato all’episodio evangelico che indaga il momento della Rivelazione a Maria; La Stravaganza (1997), che mette in dialogo suggestioni barocche e sensibilità contemporanee; e Noces (1989), su musica di Stravinskij, rilettura del rito nuziale. Il programma attraversa oltre un decennio della produzione di Preljocaj, dagli anni Ottanta ai Novanta, restituendo un percorso coerente e stratificato che mette in relazione spiritualità, memoria e ritualità collettiva. Una proposta che si inserisce in un dialogo ormai consolidato con l’Opera di Roma: Annonciation è stato presentato nella stagione 2016-2017 in trittico con coreografie di Robbins ed Ekman, per poi tornare nel 2021-2022 in un appuntamento interamente dedicato a Preljocaj, in cui era in programma insieme a Nuit romaine, creazione firmata per Roma nel 2022, nata da un progetto filmico girato a Palazzo Farnese con Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel con i costumi di Dior.

Ad aprire la serata è Annonciation (1995), intenso duetto per due danzatrici ispirato all’episodio evangelico dell’Annunciazione. Sulla partitura che accosta le sonorità elettroniche del compositore Stéphane Roy al Magnificat di Antonio Vivaldi. La coreografia indaga il momento della Rivelazione come esperienza fisica e trasformativa, mettendo al centro la tensione tra accettazione e resistenza. Il gesto coreografico, essenziale e incisivo, rende visibile il conflitto tra l’abbandono a un destino già scritto e l’impulso a opporsi, trasformando il corpo in luogo di negoziazione tra dimensione sacra e istanza umana. Nel ruolo di Maria le soliste Marta Marigliani Giorgia Calenda. La prima ballerina Federica Maine, in alternanza con Annalisa Cianci, interpreta L’Arcangelo.

La Stravaganza (1997), corpo centrale del Trittico, mette in dialogo epoche e culture, riflettendo anche il percorso biografico di Preljocaj, figlio di immigrati. Da un lato la tradizione europea, evocata dalla musica barocca di Vivaldi, dall’altro la modernità e l’energia del presente. Creata originariamente per il New York City Ballet, la coreografia mette in scena una migrazione simbolica, in cui il passato riaffiora continuamente, le identità si confrontano e il tempo si configura come un ciclo, in un perpetuo ritorno. Protagonisti del passo a due l’étoile Susanna Salvi e il primo ballerino Michele Satriano che insieme a Claudio Cocino danza anche nel duo maschile. Negli assoli l’étoile Alessandra Amato e il solista Gabriele Consoli.

Chiude il programma Noces (1989), una delle creazioni più emblematiche di Preljocaj, su musica di Igor Stravinskij. Ispirato ai riti matrimoniali della tradizione dell’Europa orientale, il balletto trasforma il cerimoniale delle nozze in una dimensione che esprime una tensione costante tra individuo e comunità, desiderio e costrizione.

Nato in Francia da famiglia di origine albanese, Angelin Preljocaj è tra i coreografi più influenti della scena contemporanea. Formatosi tra danza classica e moderna, ha lavorato con figure come Merce Cunningham prima di fondare la propria compagnia nel 1984. Le sue creazioni sono oggi presenti nei repertori delle principali istituzioni coreutiche internazionali, dal Balletto dell’Opéra di Parigi al New York City Ballet, e si distinguono per un linguaggio che unisce rigore formale e forte componente espressiva. Nel 2019 è stato nominato membro dell’Académie des Beaux-Arts.

Dopo la prima al Teatro Nazionale di martedì 14 aprile alle ore 20.00, la serata dedicata ad Angelin Preljocaj torna in scena mercoledì 15 (ore 20.00), giovedì 16 (ore 20.00), venerdì 17 (ore 20.00), sabato 18 (ore 18.00) e domenica 19 aprile (ore 16.30).

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FANTASCENICO! Una lezione-spettacolo su segreti e magie delle maestranze teatrali

Dall’8 al 10 aprile il Teatro dell’Opera di Roma apre le porte al pubblico delle nuove generazioni con FANTASCENICO! una lezione-spettacolo pensata per avvicinare le famiglie al mondo del teatro attraverso un’esperienza diretta e coinvolgente nel “dietro le quinte”. Il progetto, ospitato al Costanzi, offre l’opportunità di scoprire da vicino il funzionamento della macchina scenica e il lavoro delle maestranze che rendono possibile la magia dello spettacolo. Gli elementi fondamentali del palcoscenico: quinte, macchinari, luci, sipari diventano quindi protagonisti, raccontando in modo dinamico e interattivo come l’estro artistico si trasformi concretamente in spettacolo. Le maestranze tecniche –macchinisti, sarti, truccatori e molti altri– accompagnano il pubblico in questo percorso, restituendo visibilità a un lavoro spesso invisibile ma essenziale. Un’avventura per stimolare curiosità e fantasia, ma anche comprendere in modo spontaneo la varietà dei processi produttivi teatrali. Un vero e proprio dialogo aperto con la costruzione dello spettacolo in generale, ma anche con l’artigianalità degli allestimenti in corso, nell’ottica di indagare un mondo “nascosto” che può aprire la strada a possibili future professionalità.

Lezione-spettacolo pensata per bambini e ragazzi (dai 4 ai 12 anni) e le loro famiglie

  • 8 aprile 2026 ore 18.00 – prima recita aperta al pubblico
  • 9 e 10 aprile 2026 ore 11.00 (per le scuole)

Durata: 50 minuti

Prezzo: Adulti, 5 euro

Minori e possessori MIC Card: 3 euro

Il Teatro dell’Opera di Roma — custode di una tradizione che è patrimonio dell’intera umanità — vi attende.

una produzione del Teatro dell’Opera di Roma

a cura del direttore di scena Giordano Punturo

realizzato insieme ai reparti tecnici di palcoscenico: macchinisti, attrezzisti, illuminotecnici, audio-video e sartoria

ILLUSTRAZIONE DI ANDREA CALCAGNO

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Early Bird Circo Massimo 2026 – Per chi prenota subito!

Fino al 10 aprile, sconto speciale del 25%* su Aida, Romeo e Giulietta, Roberto Bolle and Friends e Carmina Burana.
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Sono esclusi gli EXTRA e Il gladiatore.
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Con “Il trionfo del Tempo e del Disinganno” un nuovo numero di Calibano

«Il tempo digitale ci ha trasformati tutti in adolescenti, storditi da un cocktail tossico di noia e iperstimolazione. Il nostro problema non è avere troppo tempo, o non averne abbastanza. Il punto è che abitiamo un tempo senza forma». È Dominic Pettman, docente della New School University di New York, ad aprire il nuovo volume di «Calibano» con un saggio che analizza come la modernità e il mondo digitale abbiano trasformato la nostra esperienza del tempo, rendendola accelerata, frammentata e spesso priva di significato condiviso. Se infatti gli orologi ci parlano di un tempo preciso, ufficiale, scientifico, la nostra esperienza dimostra che il tempo racconta molto di più: è percezione, esperienza mentale, ma può anche divenire materia concreta, nel ritmo di una canzone o nel montaggio di un film. Nel suo nono numero «Calibano», la rivista monografica di attualità culturale dell’Opera di Roma realizzata in collaborazione con la casa editrice effequ, esplora proprio le molte facce del tempo: da quello oggettivo e cronologico a quello esperito e soggettivo, fino alle sue rappresentazioni nell’arte, nella musica, nel cinema e nella letteratura. Il nuovo volume – che ospita, fra i suoi contributi, un racconto inedito del noto scrittore Michael Frank e una testimonianza della compositrice Lucia Ronchetti esce in occasione dell’allestimento in forma scenica de Il Trionfo del Tempo e del Disinganno di Georg Friedrich Händel che Robert Carsen firma al Teatro Costanzi dal 7 al 14 aprile. Per la prima volta, ad accompagnare i saggi di «Calibano» saranno le immagini delle opere del pittore e scultore Nicola Samorì, tra i maggiori artisti italiani contemporanei. «Calibano. Il Trionfo del Tempo e del Disinganno» sarà in vendita nelle librerie, presso lo shop del Teatro e sul sito di effequ dal 7 aprile.

Sul tempo come costruzione sociale e culturale riflette l’antropologo Gianluca Ligi, mentre sul rapporto tra il tempo della fisica e il tempo della nostra esperienza cosciente scrive Mauro Dorato, filosofo della scienza. E se lo scrittore Vanni Santoni offre una ricognizione dei romanzi che, da Proust agli autori contemporanei, hanno fatto del tempo il loro principale laboratorio narrativo, su come il ritmo e la struttura delle immagini diventino, tramite il montaggio cinematografico, strumenti per creare significato proprio attraverso il tempo riflette Giulia Carluccio, studiosa di cinema e media. Il giornalista e critico musicale Alberto Mattioli scrive sulla durata delle opere liriche e sulla percezione del tempo nel teatro musicale dal Seicento ad oggi mentre, rimanendo sempre nell’ambito musicale, con Claudia Attimonelli, sociosemiologa, ci immergiamo nei ritmi dell’elettronica e dei suoni campionati. Infine, esplora la costruzione del mito della cantante Mina il giornalista Alberto Piccinini, autore di un contributo che si interroga sul rapporto tra celebrità, immagine e memoria nella cultura pop.

Due le testimonianze: con la compositrice Lucia Ronchetti entriamo nel ‘laboratorio’ di chi, nello scrivere la musica, modella il tempo per professione; l’artista Nicola Samorì ci racconta del proprio rapporto con il tempo nella sua produzione artistica. Come sempre, in «Calibano» è presente anche un racconto inedito, questa volta opera di una firma internazionale come lo scrittore americano Michael Frank. La recensione di questo numero è invece a cura di Paolo Cairoli.

«Nonostante la sua inconsistenza, il tempo controlla le nostre vite» – dice il direttore della rivista Paolo Cairoli. «Lo riempiamo ossessivamente con l’illusione di renderlo infinito, senza perciò sentirci onnipotenti, né tantomeno immortali. Si parte da Händel per osservare il comportamento del tempo nell’epoca dei media digitali, nella fisica, nel cinema, nella letteratura, nell’arte; e naturalmente nella musica, che lo ha rappresentato innumerevoli volte nelle sue ‘divine lunghezze’, ma anche nella sua impermanenza».

La rivista sarà presentata in anteprima, insieme allo spettacolo, mercoledì 1° aprile alle ore 18.00 in Sala Grigia al Teatro Costanzi. Intervengono sul Trionfo del Tempo e del Disinganno il direttore d’orchestra Gianluca Capuano, il regista Robert Carsen, e gli interpreti Anna Bonitatibus e Raffaele Pe. A illustrare i contenuti del nuovo «Calibano» saranno invece Lucia Ronchetti, Mauro Dorato e Paolo Cairoli.

Nata come spazio di approfondimento di temi di attualità ispirati agli spettacoli in scena al Teatro dell’Opera di Roma, «Calibano» esce in libreria tre volte l’anno con un volume monografico legato a un’opera e a un tema a essa correlata. Dal numero 0, pubblicato a gennaio 2023, su Aida e il razzismo, la rivista ha poi esplorato il femminismo con Madama Butterfly, il postumano con Mefistofele, il proibito con Salome, l’outsider con Peter Grimes, il potere con Simon Boccanegra, la magia a partire dall’Alcina di Händel, l’orrore con The turn of the screw e, da ultimo, l’invenzione del Medioevo con Lohengrin. Per ogni numero, è possibile leggere gratuitamente una selezione di saggi, in italiano e in inglese, nella sezione “Calibano online” del sito dell’Opera di Roma. I volumi sono disponibili negli store fisici e online di tutta Italia, e sul sito di effequ.

 

 

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Aperti i bandi per la VI Edizione di “Fabbrica” Young Artist Program

Sono online i bandi per la sesta edizione di “Fabbrica”, lo Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Le candidature vanno inviate compilando il form di iscrizione (fabbrica.operaroma.it) entro e non oltre il 19 giugno 2026. Il programma è aperto a 8 cantanti, 2 maestri collaboratori, 1 regista, 1 scenografo/a, 1 costumista e 1 lighting designer. Il bando è rivolto a giovani provenienti da tutto il mondo che abbiano voglia di trasformare la propria passione in un vero mestiere, che abbiano già terminato un percorso di studi attinente e che preferibilmente abbiano già maturato delle prime esperienze in palcoscenico, pronti ad intraprendere la delicata fase di passaggio tra la fine degli studi e l’inizio della carriera vera e propria. L’obiettivo del bando è selezionare un gruppo che unisca le principali professionalità coinvolte nella produzione di un’opera lirica. Il corso avrà luogo da gennaio 2027 a dicembre 2028 e una borsa di studio di 1.100€ complessivi lordi mensili per ogni partecipante.

Il progetto di Fabbrica Young Artist Program è stato lanciato nel 2016 e si appresta ad avviare la sua quinta edizione. Tantissimi giovani da tutto il mondo hanno scelto Roma e l’Italia come luogo per dare inizio alla propria carriera. Il Teatro dell’Opera di Roma ha accolto oltre 60 talenti provenienti da tutti i continenti: Australia, Asia (Cina, Corea), Europa Orientale (Albania, Russia, Polonia, Ucraina), Medio Oriente (Israele, Turchia), Europa (Italia, Portogallo, Spagna, Ungheria), America Latina (Argentina, Brasile, Cile, Cuba). La scommessa iniziale è quella di arrivare a un debutto importante sul palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma, ma l’auspicio è che “Fabbrica” sia trampolino per carriere internazionali, per un adeguato inserimento lavorativo. Così è successo a Roberta Mantegna, soprano che ha già calcato i palcoscenici dei maggiori teatri lirici italiani ed esteri, incluso quello della Scala di Milano; ai pianisti Alessandro Stefanelli e Ramon Theobald che sono entrati rispettivamente all’Opera di Monaco di Baviera e Opera di Parigi; al regista Luis Ernesto Doñas che collabora stabilmente con il Teatro di Bergamo, lavora in sinergia tra l’Italia e Cuba, il suo paese d’origine, ed è stato assistente alla regia e alla direzione di scena ne La bohème, film-opera firmato da Mario Martone per la direzione di Michele Mariotti trasmesso dalla RAI. Nel corso delle quattro edizioni i cantanti sono stati coinvolti in moltissime produzioni in scena al Teatro dell’Opera di Roma, sono stati protagonisti di quattro prime assolute al Teatro Nazionale di cui tre completamente affidate al team creativo di “Fabbrica”: On/Off di Sara Caneva, She di Maria Kallionpää, Un romano a Marte di Vittorio Montalti, Acquaprofonda di Giovanni Sollima (Premio Abbiati per la didattica Filippo Siebaneck, 2022) e una nel corso del Caracalla Festival 2023 (Ricostruzione 1.0). La RAI ha trasmesso “L’Opera in Ambasciata a Roma e a Parigi”, film-concerto girato a Palazzo Farnese per la regia di Giulia Randazzo. Di recente i giovani talenti della V edizione, ancora in corso, sono stati protagonisti di Fabbrica Offenbach al Teatro Nazionale.

“Fabbrica” intende proseguire nel proprio ruolo di promozione della grande tradizione lirica italiana e nella sua grande capacità di attrazione per giovani artisti provenienti da tutto il mondo.

 

 

Per informazioni: Come partecipare

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Concerti di Pasqua 2026

DAL 19 AL 28 MARZO IL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA NELLE CHIESE DEL TERRITORIO

Dopo il Christmas Gala dello scorso dicembre, il Teatro dell’Opera di Roma, con il sostegno dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, torna nelle chiese della città con i Concerti di Pasqua. Otto appuntamenti gratuiti dedicati alla grande tradizione della musica sacra, con protagonisti il Coro del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Ciro Visco, e la Scuola di Canto Corale, guidata da Alberto de Sanctis e Isabella Giorcelli. L’Opera di Roma torna sul territorio per una nuova serie di appuntamenti musicali nella precisa volontà di stabilire un dialogo culturale continuo con il pubblico della Capitale.

 

PROGRAMMA

Coro del Teatro dell’Opera di Roma

Direttore Ciro Visco

Soprani Constanza Antunica (20, 25 marzo), Marika Spadafino (21, 27 marzo)

Baritoni Marco Severin (20, 25 marzo), Andrea Jin Chen (21, 27 marzo)

Pianoforte Alessia Capoccia

 

Requiem in re minore opera 48 di Gabriel Fauré, per coro, soprano, baritono e pianoforte

 

Venerdì 20 marzo, ore 19.00

Chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio (Tuscolano)

Sabato 21 marzo, ore 19.30

Chiesa di S. Giovanni Battista de Rossi (Appio-Latino)

Mercoledì 25 marzo, ore 19.00

Chiesa di Santa Maria Regina Pacis (Lido di Ostia)

Venerdì 27 marzo, ore 16.00

Chiesa dei Santi Aquila e Priscilla (Portuense)

 

 

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Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma

Direttore Alberto de Sanctis

Pianoforte Zenoviia-Anna Danchak

 

Salve Regina di Giovanni Pierluigi da Palestrina

Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi

           Stabat Mater dolorosa

           O quam tristis et afflicta

           Fac, ut ardeat cor meum

           Quando corpus morietur

Missa sub titulo Sancti Leopoldi MH 837 di Johann Michael Haydn

           Kyrie

           Gloria

           Credo

           Sanctus

           Benedictus

           Agnus Dei

Tre Cori Religiosi di Gioachino Rossini

          La Fede

          La Speranza

          La Carità

 

Direttore Scuola di Canto Corale Ciro Visco

Maestri del Coro Alberto de SanctisIsabella Giorcelli

 

Giovedì 19 marzo, ore 19.00

Chiesa di Santa Madre della Misericordia (Prenestino-Labicano)

Domenica 22 marzo, ore 19.30

Chiesa di Sant’Ambrogio (Aurelio)

Giovedì 26 marzo, ore 19.30

Chiesa di San Romano Martire (Pietralata)

Sabato 28 marzo, ore 19.30

Chiesa di San Giovanni della Croce (Colle Salario)

 

INGRESSO GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

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Il Teatro dell’Opera al Circo Massimo 2026

Dall’amatissima Aida ai grandi capolavori del cinema, passando per la danza e la musica sinfonico-corale. È il cartellone estivo del Teatro dell’Opera di Roma, dal 29 giugno al 31 luglio 2026 al Circo Massimo, uno dei luoghi più emblematici del patrimonio archeologico della capitale. L’annuncio della stagione oggi, 10 marzo 2026, in concomitanza con nomina del nuovo Direttore Artistico dell’Opera di Roma Alessandro Galoppini. Cambio di sede dunque, mentre le Terme di Caracalla sono sottoposte a lavori di restauro: al Circo Massimo la capienza sale a circa 6000 posti, con diverse novità. Il festival si caratterizza infatti come ampio e trasversale, pensato per dialogare con pubblici diversi, coniugando il repertorio classico con linguaggi contemporanei, in uno spazio in grado di accogliere un numero più alto di spettatori, incorniciato dalle vestigia del più grande edificio per spettacoli dell’Antica Roma. I biglietti, dai 15 ai 170 euro, saranno disponibili da venerdì 13 marzo 2026.

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IL TEATRO DELL’OPERA AL CIRCO MASSIMO: IL PROGRAMMA

Dal 29 giugno al 31 luglio il Circo Massimo offre la sua imponente architettura alla musica, ma anche a performance di forte impatto visivo e al cinema. Cuore della proposta è Aida di Giuseppe Verdi, nell’allestimento firmato da Davide Livermore e andato in scena per la prima volta all’Opera di Roma nel gennaio 2023. Il capolavoro verdiano scandisce il calendario con sei recite, affiancato da appuntamenti che spaziano dalla danza alla musica dal vivo: dal gala Roberto Bolle and Friends a Romeo e Giulietta, nella coreografia di John Cranko affidata al Corpo di Ballo dell’Opera di Roma, fino ai Carmina Burana di Carl Orff con la direzione di Wayne Marshall e l’installazione video di Anagoor. In cartellone anche Il Gladiatore di Ridley Scott, proposto nel format dei film in concerto, con la colonna sonora eseguita dal vivo dall’Orchestra e dal Coro dell’Opera di Roma.

Apre la stagione estiva il 29 giugno Francesco. Un santo scomodoconferenza-spettacolo dall’omonimo libro dello storico Alessandro Barbero, ritratto vivo e umano del santo, presentato con il tipico stile divulgativo di Barbero, in cui il rigore storico si unisce alla narrazione teatrale.

 

IL GLADIATORE IN CONCERTO CON LISA GERRARD SUL PALCO

Due le serate dedicate a Il Gladiatore in concerto,  il 3 e 4 luglio, visione integrale del kolossal di Ridley Scott con la produzione esecutiva di Marco Patrignani, l’esecuzione dal vivo della colonna sonora e la presenza di Lisa Gerrard, indimenticabile voce e compositrice delle musiche originali insieme ad Hans Zimmer. La pellicola vincitrice di cinque Academy Awards è proiettata in italiano con sottotitoli in inglese, accompagnata dall’Orchestra e dal Coro del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Ludwig Wicki. Maestro del coro Ciro Visco.

 

ROBERTO BOLLE AND FRIENDS 

Il 14 luglio torna Roberto Bolle and Friends, che vede protagonista la stella della danza italiana con danzatori di fama internazionale. La serata, attraverso il grande repertorio classico e contemporaneo del balletto, alterna pagine storiche a creazioni più recenti, e si configura come un’occasione di incontro tra diversi stili, generazioni e linguaggi della danza.

 

AIDA, IL CAPOLAVORO DI VERDI CON LA REGIA DI FINZI PASCA

Domenica 12 luglio in scena Aida. L’opera di Verdi va in scena nell’allestimento ideato da Davide Livermore e portato per la prima volta all’Opera di Roma nel gennaio 2023. Lo spettacolo approda per la prima volta in un grande spazio all’aperto, adatto ad accoglierne gli aspetti visionari e le suggestioni cinematografiche. Elena Stikhina, al debutto con l’Opera di Roma, è Aida (12, 26, 28) in alternanza con Yolanda Auyanet (15, 18) e Aleksandra Kurzak (22). Torna sul palco estivo dopo Turandot il soprano Angela Meade (12, 22, 26), eccezionalmente impegnata in un ruolo mezzosopranile come quello di Amneris. Si alterna con lei Valentina Pernozzoli (15,18, 28). Fabio Sartori (12, 18, 26) è Radamès, in alternanza con Luciano Ganci (15, 22, 28). Ernesto Petti (12, 15, 18, 26, 28) e Ludovic Tézier (22) vestono invece i panni di Amonasro. Alex Esposito è Ramfis. La direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma è affidata a Daniele Callegari, accanto al regista, che cura anche i movimenti coreografici, i suoi abituali collaboratori: Giò Forma per le scene, Gianluca Falaschi per i costumi, Fiammetta Baldiserri per le luci e D-Wok per i video. Maestro del coro Ciro Visco. Repliche il 15, 18, 22, 26 e 28 luglio.

 

ROMEO E GIULIETTA CON LA COREOGRAFIA DI CRANKO

La danza torna protagonista il 24 e 25 luglio con il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato. In programma Romeo e Giulietta su musiche di Sergej Prokof’ev, nella coreografia di John Cranko, uno dei titoli cardine del repertorio classico del Novecento. Ispirato alla tragedia di Shakespeare, il balletto restituisce attraverso il linguaggio del movimento la forza drammatica e lirica della vicenda dei due giovani amanti. Al centro i celebri pas de deux tra i protagonisti, alternati a grandi scene d’insieme, che delineano il conflitto tra le famiglie della nobiltà veronese. Sul podio Ido Arad guida l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.

 

CARMINA BURANA CON L’INSTALLAZIONE VIDEO DI ANAGOOR

Chiudono il cartellone il 31 luglio i Carmina Burana di Carl Orff, uno dei capolavori sinfonico-corali più celebri del Novecento. Sul podio sale Wayne Marshall. L’esecuzione è arricchita da un’installazione video della compagnia di ricerca Anagoor, collettivo italiano dal linguaggio visivo fortemente evocativo che intreccia teatro, arti figurative e tecnologia. Le loro immagini dialogano con la potenza ritmica e corale della partitura di Orff, amplificando in chiave contemporanea i temi senza tempo della sorte, della natura e del desiderio. Solisti della serata il soprano Alessandra Marianelli, il baritono Thomas Lehman e il controtenore Ivan Borodulin, insieme all’Orchestra, al Coro diretto da Ciro Visco e al Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma.

 

Accanto al cartellone lirico-sinfonico, il Circo Massimo ospita anche una serie di concerti dedicati alla musica pop con artisti come Riccardo Cocciante (6 luglio), Edoardo Bennato (20 luglio) e Patti Smith (27 luglio).

Tutti gli spettacoli iniziano alle 21.00, Carmina Burana alle 21.30.

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Alessandro Galoppini nominato nuovo Direttore Artistico del Teatro dell’Opera di Roma

Dopo il rinnovo della collaborazione con i tre vertici della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, il Direttore Musicale Michele Mariotti, la Direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza Eleonora Abbagnato e il Maestro del Coro Ciro Visco, tutti confermati fino al 2030, è stato nominato oggi, 10 marzo, anche il nuovo Direttore Artistico. È Alessandro Galoppini, che inizia il suo mandato dal 10 marzo 2026. «Siamo felici per la nomina di Alessandro Galoppini, – dice il Sovrintendente Francesco Giambrone – professionista e musicista che ha passato la vita nei teatri e che ora si unisce a noi per nuove sfide con l’Opera di Roma. Desidero esprimere l’apprezzamento di tutto il Teatro per Paolo Arcà, per la generosità e competenza con cui ha guidato la direzione artistica accompagnando il Teatro in una fase di grande crescita.» Galoppini, già Direttore Artistico del Teatro Regio di Torino, dove ha ricoperto anche il ruolo di Responsabile dell’Orchestra, è stato per sette anni il Responsabile delle Compagnie di Canto del Teatro alla Scala di Milano. Ha collaborato inoltre con i maggiori artisti del panorama musicale internazionale.

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