“ROBERTO BOLLE AND FRIENDS” IL 14 LUGLIO AL CIRCO MASSIMO

Torna il gala con le grandi stelle della danza internazionale

La grande danza internazionale torna protagonista dell’estate del Teatro dell’Opera di Roma con Roberto Bolle and Friends, in programma martedì 14 luglio alle ore 21.00 al Circo Massimo. Presenza costante della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma dal 2011, con le sole eccezioni del 2014 e del 2020, quello con Bolle è diventato uno degli appuntamenti più attesi del cartellone estivo. Un gala che, anno dopo anno, riunisce alcune delle più importanti stelle del balletto internazionale in un programma che attraversa il grande repertorio classico e la creazione contemporanea, offrendo al pubblico una serata di altissimo livello artistico.

«Terme di Caracalla, Circo Massimo… esibirsi a Roma è sempre uno spettacolo dentro lo spettacolo. Sono sempre luoghi che vibrano insieme a noi, che danzano insieme a noi. La Storia si fa sentire, sembra che ti stia a guardare. C’è sempre qualcosa di magico e sospeso in queste occasioni, qualcosa che riecheggia e che sembra raggiungerci attraverso i secoli, unendo le arti in un moto universale e perpetuo» Roberto Bolle commenta così il suo ritorno a Roma.

Accanto a lui si esibiranno Sae Eun Park e Paul Marque, étoiles dell’Opéra National de Paris; Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, étoile e primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano; Tatiana Melnik, prima ballerina dell’Hungarian National Ballet di Budapest; António Casalinho primo ballerino del Wiener Staatsballett di Vienna con la solista Margarita Fernandes; e Ildar Young, artista ospite internazionale.

Il programma propone un itinerario attraverso alcuni dei linguaggi più rappresentativi della danza di oggi, alternando capolavori del repertorio a creazioni contemporanee firmate da alcuni dei più autorevoli coreografi della scena internazionale. La serata si apre con Caravaggio di Mauro Bigonzetti interpretato da Roberto Bolle e Nicoletta Manni, e prosegue con il virtuosistico Grand Pas Classique di Victor Gsovskij, affidato a Sae Eun Park e Paul Marque.

Tra i momenti più attesi figurano US di Christopher Wheeldon, intenso passo a due interpretato da Roberto Bolle e Ildar Young, il passo a due da Lo schiaccianoci nella raffinata versione di Jean-Christophe Maillot con Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, e il celebre passo a due da Le Parc di Angelin Preljocaj, sulle musiche di Mozart, con Sae Eun Park e Roberto Bolle.

Il gala offre inoltre pagine di grande virtuosismo come il passo a due da Don Chisciotte di Mariu Petipa e Diana e Atteone, affidato a Margarita Fernandes e António Casalinho, accanto a creazioni contemporanee come Metaphor di Zoi Tatopoulos, interpretato da Ildar Young.

A chiudere la serata sarà Narcissus, l’assolo creato da Moses Pendleton per Roberto Bolle sulle suggestive note di Host of Seraphim dei Dead Can Dance: una coreografia divenuta negli anni una delle immagini più iconiche del repertorio dell’étoile, capace di coniugare forza atletica, eleganza e intensa capacità evocativa.

Le luci sono di Valerio Tiberi. Lo spettacolo è una produzione ARTEDANZASRL.

Unica Rappresentazione: martedì 14 luglio ore 21.00

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L’ADDIO AL RUOLO DI VIOLETTA DI ERMONELA JAHO AL COSTANZI

Dal 21 al 30 giugno 2026 l’atteso ritorno de La traviata firmata da Sofia Coppola con i costumi di Valentino 

con Dmitry Korchak nel ruolo di Alfredo

Protagonisti nelle varie recite grandi voci come quelle di Nadine Sierra, Xabier Anduaga, Amartuvshin Enkhbat, Luca Salsi e Ludovic Tézier

 

È stata Violetta per oltre 300 volte sui palcoscenici più prestigiosi, dalla Royal Opera House di Londra al Metropolitan Opera di New York, dall’Opéra national de Paris al Teatro Real di Madrid. È Ermonela Jaho, che ha scelto l’Opera di Roma per dare l’addio al ruolo del titolo della Traviata di Giuseppe Verdi. L’opera è in scena dal 21 al 30 giugno 2026, nell’acclamato allestimento firmato da Sofia Coppola, già accolto con grande successo nelle stagioni 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019 e protagonista nelle tournée dell’Opera di Roma al Teatro Bunka Kaikan di Tokyo nel 2018 e 2023, torna sul palcoscenico romano confermandosi uno dei titoli più amati dal pubblico. La prima di domenica 21 giugno alle ore 19 è anche trasmessa in diretta su Radio3. Sul palco tornano i costumi firmati nel 2016 da Valentino Garavani insieme a Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli. Le coreografie eseguite dal Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma sono a cura di Stéphane Phavorin, le scene di Nathan Crowley con la collaborazione di Leila Fteita. Le luci affidate a Vinicio Cheli, il video design a Officine K, regista collaboratrice Marina Bianchi. Sul podio è impegnato Francesco Ivan Ciampa, che torna a guidare i complessi dell’ente lirico capitolino dopo i recenti successi dell’11 e 12 settembre presso l’Expo Hall “Shining Hat”, dove ha diretto due concerti in occasione del National Day dell’Italia per l’Expo 2025.

Accanto a Ermonela Jaho (21, 26, 30) altre due voci di riferimento del panorama operistico: Nadine Sierra (24), apprezzata nei maggiori teatri del mondo anche per le sue interpretazioni di Violetta ed Ekaterina Bakanova (23, 25, 27, 28), che dopo il debutto nel ruolo alla Royal Opera House di Londra, ha interpretato Violetta in alcuni dei principali teatri internazionali, tra cui la Semperoper di Dresda, il Teatro Real di Madrid, il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, l’Opernhaus Zürich e l’Arena di Verona. Dmitry Korchak, già Lohengrin nel titolo inaugurale della stagione 2025/2026 dell’Opera di Roma, interpreta Alfredo dopo aver affrontato lo stesso ruolo all’Arena di Verona nel 2025. Si alternano con Korchak Xabier Anduaga (24, 26), vincitore di Operalia 2019 e dell’International Opera Award come Miglior giovane cantante nel 2021, affermatosi nel repertorio belcantista sui palcoscenici quali Metropolitan Opera, Teatro Real di Madrid e Opéra national de Paris, e Antonio Poli (25, 27), già apprezzato dal pubblico del Costanzi in produzioni come NabuccoMacbethLuisa Miller e La traviata.

Il ruolo di Giorgio Germont è affidato ad Amartuvshin Enkhbat, protagonista del repertorio verdiano sui principali palcoscenici internazionali, in alternanza con tre voci di primo piano del repertorio baritonale: Luca Salsi (24), recentemente insignito del Premio Franco Abbiati come Miglior cantante dell’anno e interprete di riferimento dei grandi ruoli verdiani, Simone Piazzola (25, 27), artista particolarmente legato al repertorio italiano dell’Ottocento, e Ludovic Tézier (26) che nel 2025 ha interpretato Giorgio Germont all’Arena di Verona alternandosi nello stesso ruolo proprio con Enkhbat e Salsi.

Completano il cast Maria Elena Pepi, Sofia Barbashova, Alejo Álvarez Castillo e Guangwei Yao, artisti del progetto “Fabbrica”, insieme ad Arturo EspinosaAdriano Gramigni, Daniele Massimi, Marco Severin, Carlo Alberto GiojaAlessandro GuerzoniSalvatore Minopoli e Giuseppe Ruggiero. Il coro è diretto da Ciro Visco. 

 

Prima rappresentazione: domenica 21 giugno 2026, ore 19.00 e in diretta su Radio3

Repliche: martedì 23, mercoledì 24, giovedì 25, venerdì 26 giugno sempre ore 20.00, sabato 27 giugno ore 18.00, domenica 28 giugno ore 16.30, martedì 30 giugno ore 20.00

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DESDEMONA – STUDIO I  CON LE ATTRICI DETENUTE DEL CARCERE FEMMINILE DI REBIBBIA

Il 4 giugno L’Opera di Roma con l’Associazione Per Ananke porta in scena uno spettacolo dall’Otello di Shakespeare e di Verdi

con le artiste di Fabbrica Young Program

 

Il 4 giugno alle ore 18.30 il Teatro dell’Opera di Roma con l’Associazione Per Ananke, col sostegno della Chiesa Valdese, le Officine di Teatro sociale della Regione Lazio e Fondazione Roma, presentano per la prima volta al Teatro Nazionale Desdemona – Studio I, scritto e diretto da Francesca Tricarico e già rappresentato nel Teatro del carcere femminile di Rebibbia il 20 maggio. Lo spettacolo vede protagoniste Le Donne del Muro Alto, compagnia di attrici detenute della Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia. Per la prima volta nella storia dell’istituto, le attrici Clizia F.Dorota B.Irina M.Maria F. e Lucia D. escono dal carcere per prendere parte a un incontro artistico e formativo, insieme a Luana Basilico e Bruna Arceri, condividendo il percorso con le artiste di “Fabbrica” – Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma: il soprano Jessica Ricci e la pianista Elettra Aurora Pomponio. Le scene sono di Sofia Sciamanna, le luci di Zofia Pinkiewicz, Marina Sciarelli cura invece i costumi realizzati dal Teatro dell’Opera di Roma. Musiche originali di Gerardo Casiello.

Lo spettacolo nasce dall’incontro fra una rilettura dell’Otello di Shakespeare, la partitura musicale dell’Otello di Verdi e la vicenda storica della nave Lady Juliana, che nel XVIII secolo trasportò circa 250 donne deportate dall’Inghilterra verso le colonie australiane. Tre immaginari — teatro, opera e storia — si sovrappongono per raccontare donne sospese tra condanna, sopravvivenza e rimozione. «È difficile accettare una Desdemona che diviene Otello – racconta la regista – e assegnare alle cosiddette “cattive ragazze” le parti delle cattive ragazze è una scelta pericolosa. Ma non è la stessa difficoltà che dobbiamo affrontare ogni giorno quando non vogliamo sentir parlare di detenzione femminile? Quando scegliamo di vedere il reato e non le persone? Non vogliamo giustificare – il reato non si giustifica mai – ma comprendere sì: perché solo la comprensione delle cause può permetterci di impedire il ripetersi della storia, se davvero vogliamo che la storia non si ripeta».

Così la regista Francesca Tricarico racconta il viaggio reale e simbolico che questo donne compiono in un “fuori” altro, unico e sospeso che è il mondo del teatro. Tricarico, regista e ideatrice del progetto Le Donne del Muro Alto, dal 2013 collabora con la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, realizzando laboratori e spettacoli teatrali con donne detenute nella sezione di Alta Sicurezza. Successivamente, porta il progetto anche alla sezione di Media Sicurezza e in altri istituti penitenziari fra i quali la Casa Circondariale di Latina e la sezione transgender di Rebibbia Nuovo Complesso. Nel 2023 organizza una rassegna cinematografica per i ragazzi dell’IPM di Casal del Marmo in collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma. Ha lavorato come assistente alla regia in Cesare deve morire dei Fratelli Taviani e ha collaborato col regista Mario Martone per il film Fuori. Per il progetto Le Donne del Muro Alto riceve il Premio Internazionale per i Diritti Umani 2025 dalla Fondazione De Sanctis e, nel 2026, il suo spettacolo Olympe viene insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Le Donne del Muro Alto è un progetto teatrale nato nel 2013 da un’idea di Francesca Tricarico e promosso da Per Ananke ETS, attiva nel teatro sociale dal 2007. Attraverso il teatro realizza percorsi di inclusione sociale e lavorativa con donne detenute, ex detenute e persone ammesse alle misure alternative, insieme a studenti e università. Il progetto ha avviato negli anni collaborazioni con diverse istituzioni come Regione Lazio, Comune di Roma, Biblioteche di Roma e Fondazione Cinema per Roma. La compagnia porta il teatro oltre le mura carcerarie per favorire il reinserimento lavorativo e sociale, offrendo formazione e opportunità lavorative concrete.

L’Opera di Roma con Le Donne del Murto Alto raccontano un Otello che non c’è, la cui assenza diventa motore drammaturgico. È allora Desdemona a diventare dispositivo scenico e politico per parlare di donne, disciplina e controllo. In lei si condensano tutte le tensioni del racconto, tutto quello che viene detto e quello che resta inascoltato. La vicenda delle donne deportate diventa così espressione di sistemi che nominano e definiscono, giudicano e trasformano attraverso il linguaggio. Desdemona – Studio I è un’indagine sullo sguardo e sulla sua responsabilità: cosa scegliamo di vedere, cosa rimuoviamo e a quali voci decidiamo di credere.

TEATRO NAZIONALE

RAPPRESENTAZIONE UNICA lunedì 4 giugno ore 18.30

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IL 23 MAGGIO TORNA CANTAMONDO

Al Teatro dell’Opera di Roma torna Cantamondo, il progetto realizzato insieme a Fondazione Musica per Roma a cura di Oscar Pizzo e il sostegno di Banca del Fucino. Nato per avvicinare i bambini delle scuole primarie della città di Roma alla musica, propone ai giovanissimi della città un corso di canto corale che attraversa il repertorio musicale italiano e internazionale, promuovendo attraverso la musica, percorsi di integrazione e partecipazione sul territorio. Al pianoforte Maki Hamada del progetto Fabbrica Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.

Sabato 23 maggio 2026 alle ore 17.00 i partecipanti al progetto saranno protagonisti di un’esibizione speciale al Teatro Nazionale, diretti dai Maestri Massimo Sigillò Massara e Francesca Rini. All’evento assisteranno anche i ragazzi coinvolti in Una notte a Teatro – 4ª edizione, l’iniziativa del Teatro dell’Opera di Roma in programma dal 23 al 24 maggio che offre a bambini e adolescenti la possibilità di dormire una notte nel lirico capitolino e partecipare ad attività e laboratori dedicati allo spettacolo dal vivo.

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti

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“ICONE DELLA DANZA” AL COSTANZI IL 26 OTTOBRE


Il Gala ideato e diretto da Eleonora Abbagnato arriva al Teatro dell’Opera di Roma

 Dopo il successo del debutto parigino, Icone della Danza, il prestigioso gala ideato e diretto da Eleonora Abbagnato, approda lunedì 26 ottobre 2026, alle 20.30, al Teatro dell’Opera di Roma con una serata evento che riunisce alcune tra le più grandi stelle della danza internazionale. Étoile dell’Opéra National de Paris e attualmente direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, Eleonora Abbagnato firma un progetto artistico di respiro internazionale che celebra la grande tradizione del balletto e il dialogo con la contemporaneità. «Icone della Danza – dichiara Eleonora Abbagnato – nasce dal desiderio di riunire sullo stesso palcoscenico artisti di altissimo livello, provenienti dalle più importanti compagnie del mondo, per condividere con il pubblico la bellezza, l’emozione e la forza universale della danza. Portare questo gala al Teatro dell’Opera di Roma, dove dirigo il Corpo di Ballo e la Scuola di Danza, rappresenta per me una grande gioia e un momento profondamente significativo».

Una serata che celebra l’eccellenza del balletto attraverso un programma raffinato e spettacolare, capace di attraversare il grande repertorio classico e le creazioni dei più importanti coreografi contemporanei. Sul palcoscenico si alterneranno interpreti di fama mondiale in una successione di pas de deux, assoli e creazioni memorabili firmate da maestri come Roland Petit, George Balanchine, Frederick Ashton, John Neumeier, Christopher Wheeldon, Angelin Preljocaj, Marco Goecke, Leonid Lavrovsky e Jean-Christophe Maillot. Tra gli artisti protagonisti della serata: Daniil Simkin, Maia Makhateli, Victor CaixetaSae Eun Park, Paul Marque, Nicoletta Manni, Timofej Andrijashenko, Lucia LacarraMatthew Golding, Iana SalenkoFriedemann Vogel e Dmitri Smilevski. La serata si aprirà con La Rose Malade di Roland Petit interpretata da Eleonora Abbagnato e Giacomo Castellana, sulle note dell’Adagietto della Quinta Sinfonia di Gustav Mahler. Seguiranno celebri pagine del repertorio come il pas de deux di Diamonds di George Balanchine, Grand Pas ClassiqueIl CorsaroDon Chisciotte e la scena del balcone da Romeo e Giulietta.

Ampio spazio sarà dedicato anche alla danza contemporanea con lavori di intensa forza poetica come Finding Light di Edwaard Liang, After the Rain di Christopher Wheeldon, Mopey di Marco Goecke e il celebre pas de deux di Le Parc di Angelin Preljocaj. Gran finale affidato a Cheek to Cheek di Roland Petit, interpretato da Eleonora Abbagnato, che aveva studiato il ruolo proprio con Zizi Jeanmarie, insieme agli artisti del gala. In coproduzione con Enpi Entertainment, Icone della Danza si preannuncia come uno degli eventi più attesi della stagione 2026: una serata unica che celebra il talento, la bellezza e la forza universale della danza attraverso interpreti che hanno segnato la storia del balletto contemporaneo.

Biglietti da 22 a 120 euro in vendita su operaroma.it e ticketone.

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NUOVA EDIZIONE DI OPERACAMION CON IL BARBIERE DI SIVIGLIA

Dal 31 maggio al 17 giugno 2026 una nuova tournée urbana porta Rossini nei quartieri di Roma quest’anno anche a Bracciano e Valmontone

 Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Regione Lazio

Dopo il successo delle precedenti edizioni, torna OperaCamion, il progetto itinerante del Teatro dell’Opera di Roma che trasforma un TIR in un teatro mobile in giro per piazze, cortili e spazi urbani della Capitale e dell’area metropolitana. Dal 31 maggio al 17 giugno 2026 il pubblico potrà assistere gratuitamente a una nuova tournée de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con il coinvolgimento dei cori del territorio capitolino. L’opera viene proposta in una versione agile pensata per gli spazi urbani, ma capace di conservare intatta la ricchezza musicale e teatrale della partitura originale. Domenica 31 maggio al Quarticciolo in via dei Larici 4, la tappa inaugurale di OperaCamion 2026, luogo simbolicamente legato alla vita produttiva del teatro, nel V municipio si trovano infatti gli spazi dei Magazzini del Teatro dell’Opera di Roma, ideale punto di partenza del viaggio itinerante del camion-palcoscenico attraverso la città. Da qui un percorso urbano di altri nove appuntamenti teatrali fra i quali, per questa edizione, anche Bracciano, martedì 9 giugno in Piazza Mazzini, e Valmontone, che chiuderà il progetto con l’ultima serata mercoledì 17 giugno a Largo Brodolini.

Sul camion-palcoscenico l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Alessandro Poleggi. La regia è affidata a Manu Lalli, che firma anche costumi e luci. In scena una compagnia di giovani interpreti, alcuni dei quali provenienti da “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, a conferma dell’attenzione del teatro verso la formazione e la valorizzazione delle nuove generazioni di artisti. L’adattamento musicale è curato da Tommaso Chieco e Marco Giustini, con scene di Daniele Leone e coreografia dei movimenti mimici di Chiara Casalbuoni.

La regista Manu Lalli ripropone la sua versione del capolavoro rossiniano ispirata al circo, alla commedia dell’arte e al teatro di strada, perfettamente in sintonia con la natura itinerante di OperaCamion. Il palcoscenico mobile si anima così ancora una volta di illusionisti, acrobati, domatori e pagliacci, in un’atmosfera vivace e popolare che, già nella scorsa edizione, ha coinvolto migliaia di spettatori di ogni generazione. Nel 2025 OperaCamion ha infatti registrato una partecipazione complessiva di oltre 10.000 presenze per Il barbiere di Siviglia e altre 10.000 per Tosca. Secondo i dati raccolti attraverso questionari e sondaggi accessibili distribuiti durante gli spettacoli, circa il 40% degli spettatori ha dichiarato di assistere a un’opera lirica per la prima volta. Particolarmente significativa anche la partecipazione di giovani e giovanissimi, che ha confermato la vocazione di OperaCamion come progetto culturale di prossimità, capace di portare la musica dal vivo fuori dai luoghi tradizionali dello spettacolo e di creare nuovi pubblici.

Il calendario 2026 di OperaCamion / Il barbiere di Siviglia:

 

  • Domenica 31 maggio – Magazzini del Teatro dell’Opera, via dei Larici 4, Quarticciolo (Municipio V)
  • Mercoledì 3 giugno – Cortile della Parrocchia del Corpus Domini, Massimina (Municipio XII)
  • Venerdì 5 giugno – Parcheggio di via Leonida Repaci, Cinquina/Bufalotta (Municipio III)
  • Sabato 6 giugno – Parcheggio del Municipio, via Benedetto Croce 50, Montagnola (Municipio VIII)
  • Martedì 9 giugno – Piazza Mazzini, Bracciano
  • Mercoledì 10 giugno – Parcheggio di via Fosso dell’Osa, fronte civico 338, Villaggio Prenestino (Municipio VI)
  • Sabato 13 giugno – Rotonda di viale Antonio Gandin, Palmarola/Selva Candida (Municipio XIV)
  • Domenica 14 giugno – Piazza Sirio, Lido di Ostia (Municipio X)
  • Martedì 16 giugno – Parcheggio del Mercato Rionale, via Comte, Casal de’ Pazzi (Municipio IV)
  • Mercoledì 17 giugno – Largo Brodolini, Valmontone

Tutti gli spettacoli inizieranno alle ore 21.15. L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti.

PORTATE LA SEDIA DA CASA!

OperaCamion è un progetto del Teatro dell’Opera di Roma promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda e Regione Lazio

Con la partecipazione speciale dei cori del territorio, coordinati da Andrea Rossi e Don Elio Lops:

Coro Accordi e Note, Coro della Cappella Vestiniana della Basilica Di San Vitale al Quirinale, Coro Viridis (Maestro Andrea Rossi), Coro Baba Yatu (Maestro Marcello Cangialosi), Coro della Parrocchia di San Domenico Guzman (Maestro Elena Maria Neri), Coro della Chiesa del Corpus Domini (Maestro Rossano Vignola), Coro Tempi Dispari (Maestro Francesca Tucci), Coro in Canto Libero (Maestro Alfonso Vietri), Coro della Chiesa Santa Maria della Fiducia (Maestro Beatrice Venturi), Coro della Parrocchia Santa Brigida (Maestro Luana Cioffi), coro I Sincopatici, Coro Zenzero, voci femminili della comunità del Bangladesh

Il progetto OperaCamion è stato presentato per la prima volta nel 2016 con Figaro per la regia di Fabio Cherstich e le scenografie di Gianluigi Toccafondo, produzione Teatro dell’Opera di Roma e Teatro Massimo di Palermo

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“VERDI LEGGE VERDI”, FINAZZER FLORY OMAGGIA IL COMPOSITORE DI BUSSETO AL TEATRO NAZIONALE 

Il 29 maggio Massimiliano Finazzer Flory in scena con uno spettacolo di musica e parola dedicato alla vita e al pensiero di Giuseppe Verdi

Il 29 maggio al Teatro Nazionale  un viaggio nell’opera e nel pensiero del compositore di Busseto:  Verdi legge Verdi, spettacolo ideato, diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory. Tra musica e prosa, un ritratto intimo e sfaccettato di Giuseppe Verdi, con alcune delle più celebri pagine del suo repertorio, eseguite al pianoforte da Asako Watanabe e dalla voce del soprano Elisa Maffi. Finazzer Flory grazie ai materiali messi a disposizione dall’Archivio Storico Ricordi, incarna Verdi dando voce a una drammaturgia che ripercorre i momenti fondamentali della sua parabola umana, artistica e politica. Dalle origini familiari modeste alla formazione, il rifiuto del Conservatorio di Milano, i primi esercizi sulla “meschina spinetta”, poi gli esordi teatrali, il rapporto con librettisti come Arrigo Boito, fino al confronto con giganti della scena europea come Wagner, stupito dalla solennità del suo Requiem. Ne emerge il profilo vivido e diretto di un uomo schivo ma appassionato, grande protagonista dell’Ottocento musicale. Accanto alla dimensione pubblica e politica, anche il lato più privato e umano di Verdi: l’amore per la natura, il rapporto con la letteratura, l’ammirazione per Shakespeare e le vicende legate alla nascita di capolavori come Rigoletto, Otello e Falstaff, fra successi, tensioni e controversie.

Dopo il debutto nel 2016 al Teatro Farnese di Parma, Verdi legge Verdi è stato presentato nell’ultimo decennio in numerosi contesti istituzionali e internazionali, dai conservatori italiani al Teatro dell’Opera di Astana, in occasione di Expo 2017 in Kazakistan, e nel 2019 alla Fondazione Bocelli a Lajatico alla presenza di Andrea Bocelli. È stato inoltre significativamente ospitato presso la Casa di Riposo per Musicisti Fondazione Giuseppe Verdi, voluta proprio dal compositore nel 1899, testimonianza del suo impegno civile e considerata dallo stesso Verdi la sua opera più importante.

Massimiliano Finazzer Flory è regista, attore e autore attivo tra teatro e cinema. Ha sviluppato negli anni un percorso dedicato alla riscoperta e alla divulgazione dei grandi protagonisti della cultura italiana, costruendo spettacoli che intrecciano teatro di parola, musica e arti visive. Tra i suoi lavori più noti Essere Leonardo da Vinci, dedicato alla figura del genio rinascimentale, e Being Dante, incentrato sull’universo poetico della Divina Commedia. Accanto all’attività teatrale, ha realizzato progetti cinematografici e audiovisivi presentati in musei, istituzioni culturali e sedi diplomatiche. Il suo lavoro si distingue per l’impegno divulgativo e la volontà di avvicinare il pubblico contemporaneo ai classici con un linguaggio accessibile. Nel 2020, il Comune di Busseto ha conferito a Finazzer Flory il riconoscimento di ambasciatore della cultura verdiana.

UNICA RAPPRESENTAZIONE  venerdì 29 maggio ore 21.00

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“Un pomeriggio con Rossini”: 12 maggio alle 17.30

Martedì 12 maggio alle 17.30, presso la Sala Grigia del Teatro dell’Opera di Roma, un talk a ingresso gratuito dedicato a Gioachino Rossini: Un pomeriggio con Rossini. Un’occasione per conoscere meglio l’universo del compositore pesarese – di cui andrà in scena dal 19 maggio una nuova produzione di Tancredi – a partire da due recenti pubblicazioni, presentate dagli autori in dialogo con il musicologo Giuliano Danieli: Rossini di Andrea Chegai (Il Saggiatore, 2022) e Musica al tempo presente: Le opere italiane di Rossini alla loro epoca di Emanuele Senici (LIM/Ricordi, 2025).

Il volume di Andrea Chegai – Professore Ordinario di Musicologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma – propone una rilettura ampia e aggiornata della vita e delle opere di Rossini e della sua fortuna, collocando il Pesarese al centro di una complessa trama di questioni storiche, sociali, politiche, culturali ed estetiche, e di una fitta rete di rapporti con impresari, cantanti, scrittori, librettisti e compositori a cavallo tra Settecento e Ottocento. Rossini approfondisce con coinvolgimento e rinnovato sguardo critico la musica di un artista «proteiforme e impenetrabile fino alle ultime note», per ciò che significò al suo tempo e per quello che può ancora significare per noi oggi.

Musica al tempo presente di Emanuele Senici – anch’egli Professore Ordinario di Musicologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma – si concentra sulle opere italiane di Rossini e sui discorsi da esse ingenerati in Italia dal loro apparire nel 1810 fino al 1825, data della sua ultima opera composta in italiano. All’inizio dell’Ottocento in Italia le opere di Rossini godevano di un’estrema popolarità, ma quando Rossini smise di comporre molti di questi lavori uscirono dal repertorio, per poi tornare alla ribalta solo nell’ultimo mezzo secolo. Musica al tempo presente indaga con sguardo nuovo i motivi del “furore” rossiniano e le sue conseguenze, esaminando le opere del compositore nel contesto storico in cui sono state concepite, eseguite, viste, ascoltate e discusse.

 

Un pomeriggio con Rossini è un incontro ad ingresso libero – senza prenotazione – fino ad esaurimento posti.

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“Il Sogno” firmato da Balanchine arriva per la prima volta al Costanzi

Dal 9 al 14 giugno 2026 il Teatro dell’Opera di Roma presenta al Costanzi Sogno di una notte di mezza estate, capolavoro coreografico di George Balanchine su musiche di Felix Mendelssohn-Bartholdy, ispirato alla celebre commedia di William Shakespeare. Il nuovo allestimento firmato da Balanchine arriva per la prima volta all’Opera di Roma e vede impegnati i tre complessi artistici del Teatro dell’Opera di Roma: il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato, l’Orchestra e il Coro. Sul podio Karen Durgaryan, Maestro del Coro Ciro Visco. Guest l’étoile dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park che torna come ospite al Costanzi dopo il debutto nel ruolo della baiadera Nikiya. A interpretare le voci soliste le allieve di Fabbrica Young Artist Program Jessica Ricci e Maria Elena Pepi. Il balletto vede inoltre la partecipazione degli allievi della Scuola di Danza; scene e costumi sono di Gianluca Falaschi, le luci di Valerio Tiberi.

Tra gli interpreti principali l’étoile Alessandra Amato nel ruolo di Elena, la prima ballerina Marianna Suriano nel ruolo di Titania e Mattia Tortora in quello di Oberon (7, 9, 11, 13 ore 15, 14), in alternanza con il primo ballerino Simone Agrò (10, 12, 13 ore 20), che interpreta anche Puck (11, 13 ore 15), ruolo condiviso con Gabriele Consoli (7, 9, 11, 13 ore 20, 14). Tortora danza inoltre Teseo (10, 12, 13 ore 20), in alternanza col solista Giacomo Castellana (7, 9, 11, 13 ore 15, 14), impegnato anche come Demetrio, ruolo affidato in alternanza a Valerio Marisca (7, 9, 11, 13 ore 15, 14). La solista Marta Marigliani interpreta Ermia. Nel divertissement danzano i primi ballerini Michele Satriano (11, 13 ore 15) e Claudio Cocino (7, 9, 10, 12, 13 ore 20, 14), insieme alla solista Sara Loro (7, 11, 12, 13, 14) e all’étoile ospite Sae Eun Park (9, 10). Cocino (11, 13 ore 15) e Satriano (7, 9, 10,12, 13 ore 20, 14) interpretano anche il Cavaliere di Titania. Completano il cast Federica Azzone nel ruolo di Ippolita, il solista Walter Maimone in quello di Lisandro, Antonello Mastrangelo (7, 9, 10, 12, 13 ore 20, 14) e Mike Derrua (11, 13 ore) in quello di Bottom.

L’universo musicale del Sogno nasce con l’Ouverture composta da Mendelssohn nel 1826 e si completa nel 1842 con le musiche di scena scritte per una produzione di A Midsummer Night’s Dream, rappresentata l’anno successivo a Potsdam. Tra i brani più celebri la Marcia nuziale. Balanchine, tra i maestri assoluti della danza del Novecento, creò la sua versione di A Midsummer Night’s Dream nel 1962 per il New York City Ballet, dando nuova vita alle partiture di Mendelssohn con una coreografia che intreccia virtuosismo tecnico e poesia scenica. La versione coreutica del capolavoro shakespeariano era già approdata all’Opera di Roma nelle letture di Pierre Lacotte (1988), Luc Bouy (2004) e Paul Chalmer (2009). Questo nuovo allestimento porta per la prima volta all’Opera di Roma il Sogno di una notte di mezza estate nella visione di George Balanchine, capolavoro che ha segnato la storia del balletto del Novecento.

 

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Carlo Vistoli è Tancredi, diretto da Mariotti e messo in scena da Emma Dante

Dal 19 al 29 maggio 2026 all’Opera di Roma con Carlo Vistoli nel ruolo del titolo e Martina Russomanno come Amenaide

In prima serata su Rai5 giovedì 21 maggio alle 21.20

Tancredi di Gioachino Rossini torna dopo ventidue anni al Teatro dell’Opera di Roma. Il melodramma eroico in due atti su libretto di Gaetano Rossi, tratto da Voltaire, è in scena dal 19 al 29 maggio 2026 al Costanzi: martedì 19 in diretta su Radio3 e giovedì 21 in prima serata su Rai5. L’opera è proposta nella sua versione tragica, in un nuovo allestimento firmato da Emma Dante. «Quando entri nel mondo rossiniano, entri in una specie di luogo fatato, in cui succede di tutto, ma in cui tutto ha un suo filo logico. C’è una logica schiacciante. Le trame rossiniane sono piene di suspense, di intrecci, di mistero. Tancredi in questo senso è pieno di stimoli, spunti, allegorie; è una grande favola che ho ambientato in questo luogo molto artificiale, con questi fondalini dipinti propri dell’opera dei pupi. È una storia che ha a che fare con qualcosa di universale, non prettamente collocato geograficamente; è molto vera, molto umana, molto contemporanea.» La regista palermitana, Leone d’Oro alla carriera 2026 della Biennale di Venezia, rilegge così il mito di Tancredi immaginandolo in un’opera di pupi siciliani. Alla guida dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma Michele Mariotti, che affronta per la prima volta il titolo e sceglie di affidare il ruolo del protagonista al controtenore Carlo Vistoli. Amenaide è il soprano in grande ascesa Martina Russomanno, al debutto al Costanzi. Carmine Maringola firma le scene, Emma Dante e Chicca Ruocco i costumi, Luigi Biondi le luci, Manuela Lo Sicco i movimenti coreografici. Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto da Ciro Visco.

Composta da Rossini nel 1813, a soli 21 anni, l’opera racconta il conflitto tra virtù e sentimento, in cui trova spazio la vicenda dell’eroe esiliato Tancredi, — ruolo originariamente affidato a un contralto en travesti — che torna in patria a Siracusa per difendere la città dagli invasori e riconquistare l’amata Amenaide, ingiustamente accusata di tradimento. Eros e Thanatos, lirismo e tensione drammatica, attraversano la scrittura rossiniana incontrando la forza visiva di Emma Dante in uno scontro fra umano e simbolico.

Emma Dante affronta Tancredi proseguendo un percorso di collaborazione col lirico capitolino iniziato nel 2016 con La Cenerentola di Rossini (poi ripresa nel 2019) a cui sono seguiti L’angelo di fuoco di Prokof’ev (2019) e Les dialogues des Carmélites di Poulenc, opera che ha inaugurato la stagione 2022/23. Regista, drammaturga, cineasta e attrice palermitana, ha ricevuto negli anni diversi riconoscimenti: nel 2001 il Premio Scenario con mPalermu, nel 2004 il Premio Gassman come miglior regista e due premi Ubu, uno per Carnezzeria (2003) e il secondo per Le sorelle Macaluso (2014), fino al recente Leone d’Oro alla carriera del 2026.

«Poco più che ventenne, Rossini riesce a coniugare un sentimento puro e istintivo con un perfetto controllo classico, in un equilibrio continuo tra apollineo e dionisiaco. Sullo sfondo della guerra, Tancredi e Amenaide vivono il loro amore in modo assoluto, con una gelosia e una passione che però ostacolano il dialogo. Nonostante due lunghi duetti, infatti, i giovanissimi amanti non riescono mai a comprendersi davvero. Musicalmente disarmante è invece il finale tragico che abbiamo scelto di eseguire, che descrive con pagine rarefatte e stranianti l’allontanarsi progressivo del corpo e dell’anima di Tancredi.» Michele Mariotti, descrive con queste parole la sua visione sulla partitura. Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma dal 2022 e interprete rossiniano internazionalmente riconosciuto, con Tancredi firma il suo primo incontro romano con questo titolo. Opera del primo Rossini caratterizzata dalla presenza di un doppio finale — uno lieto, quello originario veneziano del 1813, e uno tragico, composto poco dopo per Ferrara —, è proposta al Costanzi nella versione tragica.

Tancredi è Carlo Vistoli, tra i controtenori italiani più affermati sulla scena internazionale. A Roma ha legato il suo nome a produzioni di grande rilievo: nel 2019 è stato Orfeo nell’Orfeo ed Euridice di Gluck diretto da Gianluca Capuano con la regia di Robert Carsen, mentre nel 2023 è stato Tolomeo in Giulio Cesare in Egitto di Händel nella nuova produzione di Damiano Michieletto per la quale ha vinto il Premio Abbiati come miglior cantante. A ottobre 2026 Vistoli tornerà a interpretare Rossini, ancora con Michele Mariotti sul podio, nella Petite messe solennelle, proposta sia nella versione per orchestra sia in quella originale con un pianoforte e percussioni.

Nel ruolo di Amenaide debutta al Costanzi il soprano Martina Russomanno. Dopo la formazione all’Académie de l’Opéra national de Paris e la partecipazione al Young Singers Project del Salzburg Festival nel 2022, si è affermata su un repertorio che spazia da Mozart a Rossini fino al primo Ottocento italiano. Tra gli impegni recenti figurano il debutto come Violetta ne La traviata all’Opéra national du Rhin (2025) e come Donna Anna in Don Giovanni alla Staatsoper Stuttgart e alla Semperoper Dresden. Ha interpretato Madama Cortese ne Il viaggio a Reims alla Deutsche Oper Berlin. Si è inoltre esibita al Teatro alla Scala, al Teatro Regio di Torino e al Rossini Opera Festival. Si alterna con Russomanno, il 26 maggio, Giuliana Gianfaldoni.

Veste i panni di Argirio Antonino Siragusa in alternanza con Enea Scala (22, 24, 29 maggio). Luca Tittoto è Orbazzano, già interprete per l’Opera di Roma nel 2022 in Alceste di Gluck. Completano il cast Ekaterine Buachidze (Isaura) e Maria Elena Pepi (Roggiero) giovani artiste del progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.

Rai Cultura trasmette in prima serata su Rai5 giovedì 21 maggio alle 21.20

Prima rappresentazione: martedì 19 maggio 2026, ore 20.00 anche in diretta su Radio3
Repliche: venerdì 22 maggio ore 20.00; domenica 24 maggio ore 16.30; martedì 26 maggio ore 20.00; venerdì 29 maggio ore 18.00

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