Una notte a Teatro – 4° Edizione, 23 e 24 maggio 2026

Da sabato 23 maggio ore 16.30 a domenica 24 maggio ore 12.00
Torna la magica Notte a Teatro, al Teatro Costanzi, per il quarto anno consecutivo!
Lo sleep over per i piccoli più invidiato dai genitori,  attende 120 partecipanti, che avranno l’opportunità straordinaria di dormire in teatro! Un’esperienza unica dedicata ai bambini dagli 8 ai 10 anni con giochi, attività a sorpresa, tanta musica e laboratori pensati per accompagnare i giovani ospiti in un viaggio divertente e coinvolgente nel mondo dell’Opera.
I bambini dovranno presentarsi in tuta da ginnastica (che utilizzeranno anche per dormire) e portare con sé: stuoino o materassino, sacco a pelo, torcia, calzettoni di ricambio, piccolo asciugamano e spazzolino da denti.
Biglietto: € 35,00 (cena e colazione incluse)
Iscrizioni: a partire dalle ore 12 del 30 aprile. Non è possibile iscrivere più di un bambino o bambina dalla stessa mail.
Per informazioni e iscrizioni: sviluppo.pubblico@operaroma.it
Le richieste saranno accolte fino a esaurimento dei posti disponibili e confermate tramite mail.
Iniziativa realizzata in collaborazione con AGESCI Lazio
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Il Costanzi omaggia il tenore e partigiano Nicola Stame per la Festa della Resistenza 2026

In occasione della Festa della Resistenza 2026, il Teatro dell’Opera di Roma rende omaggio a Nicola Stame, tenore e partigiano, con un recital lirico per pianoforte e voce in programma venerdì 24 aprile 2026 alle ore 11.00 al Teatro Costanzi. Protagonisti gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program, i tenori Jiacheng Fan e Guangwei Yao, accompagnati al pianoforte da Elettra Aurora Pomponio, con letture affidate ad Alice Palazzi e adattamento e regia di Antonello Lo Bianco. L’iniziativa ripercorre, attraverso musica e parole, la vita, l’impegno nella Resistenza e la morte alle Fosse Ardeatine, con testi tratti da Il tenore partigiano di Lello Saracino, presente all’incontro.

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Marina Rebeka canta per la prima volta in Europa i Vier letzte Lieder al Costanzi

VISIONI D’ADDIO AL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA MARIOTTI DIRIGE I VIER LETZTE LIEDER DI STRAUSS E “LA GRANDE” DI SCHUBERT

 

«Questo programma rappresenta una sorta di testamento spirituale. L’ultima sinfonia di Schubert è inquieta e agrodolce, e alterna momenti di tenera speranza ad altri più malinconici e irrequieti. Il secondo movimento, più degli altri, manifesta un senso di sconforto e paura, evocando atmosfere quasi mahleriane. Strauss, invece, ci accompagna verso l’ultima fase della vita: il misterioso viaggio dell’uomo verso una morte desiderata.»

Con queste parole il Direttore Musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti introduce il concerto sinfonico del 28 maggio al Costanzi. Il programma ruota attorno a due pilastri della musica: da un lato le ultime composizioni vocali di Richard Strauss: i Vier letzte Lieder (Quattro ultimi Lieder), e dall’altro la Sinfonia n. 9 in Do maggiore D 944, detta “La Grande”, di Franz Schubert. Ad affiancarlo il soprano di fama internazionale Marina Rebeka, recentemente vincitrice del Readers’ Award agli International Opera Awards 2025, che debutta in Europa con i Vier Letze Lieder.

Il titolo Visioni d’addio scelto per questa coppia di capolavori rimanda al concetto di lascito artistico. Nei Vier letzte Lieder Strauss mette in musica quattro poesie, tre di Hermann Hesse: Frühling, (Primavera) September (Settembre), Beim Schlafengehen (Addormentarsi) e una di Joseph von Eichendorff: Im Abendrot (Al tramonto), tutte riflessioni crepuscolari e meditative sul finire della vita. Considerati il testamento spirituale del compositore, Richard Strauss li compose tra il 1946 e il 1948, negli ultimi anni della sua vita. Furono pubblicati postumi ed eseguiti per la prima volta il 22 maggio 1950 alla Royal Albert Hall di Londra con la direzione di Wilhelm Furtwängler e il soprano Kirsten Flagstad.

La Sinfonia n. 9 in Do maggiore D 944, nota come “La Grande”, composta da Franz Schubert tra il 1825 e il 1826, appartiene anch’essa all’ultima fase creativa del compositore viennese. L’opera non fu eseguita durante la sua vita: fu Robert Schumann a riscoprirne il manoscritto nel 1838, affidandolo a Felix Mendelssohn per la prima esecuzione pubblica a Lipsia. Rappresenta uno dei vertici del sinfonismo ottocentesco e un punto di raccordo tra il classicismo viennese e la sensibilità romantica.

La programmazione concertistica del Teatro Costanzi prosegue a ottobre con Le due Petite Messe solennelle di Gioachino Rossini, affidate ancora alla direzione di Michele Mariotti. Il 17 ottobre al Costanzi viene eseguita la seconda versione orchestrale, mentre il 22 ottobre, nella Basilica di San Vitale, viene proposta la versione originale per soli, coro, due pianoforti e harmonium.

 

Rappresentazione: giovedì 28 maggio 2026, ore 20.00 e in diretta su Radio3

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“Il barbiere di Siviglia” firmato da Mario Martone il 30 aprile su Rai 5

Rai Cultura ripropone giovedì 30 aprile alle 23.05 su Rai 5 Il barbiere di Siviglia firmato da Mario Martone e diretto da Daniele Gatti. L’opera che ha aperto la stagione 2020/2021 dell’Opera di Roma, si inserisce nell’ambito della collaborzione tra Rai e Teatro Costanzi, che ha visto il Teatro trasformarsi in un vero e proprio set, all’interno del quale Martone ha costruito anche la sua regia televisiva. L’allestimento dell’opera, su libretto di Cesare Sterbini dall’omonima commedia di Beaumarchais, ha i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Pasquale Mari. Protagonisti sul palco sono il baritono Andrzej Filonczyk nel ruolo del titolo, il tenore Ruzil Gatin nei panni del Conte d’Almaviva, il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya in quelli di Rosina, il basso-baritono Alessandro Corbelli nella parte di Don Bartolo e il basso Alex Esposito in quella di Don Basilio. Completano il cast Patrizia Biccirè (Berta) e Roberto Lorenzi (Fiorello). Il Coro dell’Opera di Roma è diretto da Roberto Gabbiani. 

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Scuola di Danza: avviso di selezione straordinaria per il Corso Preparatorio Professionale

Si apre una nuova opportunità per i giovani talenti della danza. La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma indice una selezione straordinaria per l’ammissione al Corso Preparatorio Professionale relativo all’anno scolastico 2026/2027.

L’iniziativa si rivolge ad aspiranti danzatori di età compresa tra i 17 e i 23 anni, offrendo un percorso di alta formazione in uno dei contesti coreutici più prestigiosi d’Italia.
La prova di selezione si terrà lunedì 22 giugno 2026, alle ore 10:00, presso la storica sede di via Ozieri 8, a Roma. I candidati saranno valutati attraverso una lezione di danza classica.

 

Come partecipare
Per candidarsi è necessario inviare una richiesta formale via email all’indirizzo scuola.ballo@operaroma.it entro e non oltre il 6 giugno 2026. Nella domanda dovranno essere indicati:

  • Dati anagrafici completi del candidato.
  • Recapito telefonico di riferimento.

L’iscrizione sarà considerata valida solo a seguito di una mail di conferma inviata dalla segreteria della Scuola.

Il giorno della selezione, i partecipanti dovranno presentarsi con 30 minuti di anticipo rispetto all’orario di inizio.

  • Maggiorenni: è obbligatorio esibire un documento di identità valido.
  • Minorenni: se non accompagnati da un genitore, dovranno consegnare un’autorizzazione scritta e firmata da entrambi i genitori per poter accedere alla prova.

Contatti e Info Per ulteriori dettagli o chiarimenti, è possibile contattare la segreteria didattica:

  • Email: scuola.ballo@operaroma.it
  • Telefono: 06/70301405
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MIGUEL BARNET IL 21 MAGGIO TORNA AL NAZIONALE PER LA PICCOLA CUBANA

L’OPERA DI ROMA CELEBRA IL CENTENARIO DI HANS WERNER HENZE 

L’AUTORE DEI TESTI MIGUEL BARNET DOPO AVER ASSISTITO ALLA PRIMA DE EL CIMARRÓN 

TORNA AL NAZIONALE IL 21 MAGGIO PER L’ULTIMA RECITA DE LA PICCOLA CUBANA

 

Nel centenario della nascita di Hans Werner Henze (1926-2026) il Teatro dell’Opera di Roma rende omaggio al grande compositore con due titoli profondamente legati a Cuba e alla letteratura di Miguel Barnet. In scena al Teatro Nazionale dal 15 al 21 maggio La piccola cubana, tratta dal romanzo di Barnet Canción de Rachel, nella versione firmata da Michael Kerstan — presentata per la prima volta in Italia — ed El Cimarrón, biografia in forma di recital basata sulla vita di Esteban Montejo, l’ex schiavo fuggitivo di cui Barnet raccolse le memorie. Entrambi i titoli, in tedesco con sovratitoli in italiano e inglese, sono proposti in un nuovo allestimento con la regia di Kerstan e la direzione di Roland Böer.

Tra i maggiori compositori del secondo Novecento, Hans Werner Henze ha firmato opere centrali del teatro musicale contemporaneo. L’Opera di Roma ha dedicato negli anni particolare attenzione alla sua produzione, mettendo in scena titoli come Boulevard Solitude(1953/54), Il giovane lord (1965/66), Pollicino (2003/04) e The Bassarids, titolo inaugurale della stagione 2015/16, con la direzione di Stefan Soltész e la regia di Mario Martone, Premio Abbiati per la sezione spettacolo. Il lirico capitolino incontra nuovamente il suo universo artistico con due lavori in cui si intrecciano impegno civile, ricerca musicale e dialogo con la letteratura.

Michael Kerstan, drammaturgo, regista, sceneggiatore e saggista, è presidente della Fondazione Hans Werner Henze. Ha dedicato gran parte della sua carriera alla diffusione e alla valorizzazione dell’opera di Henze, di cui è stato per diversi anni assistente personale e collaboratore. Ha inoltre collaborato con compositori come Stefan Hakenberg, Stefano Taglietti, Vito Palumbo, Luca Lombardi, Jack Fortner, Bun Ching Lam. Nel 2008 ha firmato la regia della prima italiana di Phaedra di Henze al Maggio Musicale Fiorentino.

Roland Böer, direttore d’orchestra tedesco, dal 2002 al 2008 ha guidato l’Opera di Francoforte. Nel corso della sua carriera ha collaborato con registi quali Daniele Abbado, William Kentridge, Christoph Loy, Caterina Panti Liberovici, David McVicar, Keith Warner e Stein Winge. Ha inoltre diretto orchestre come la London Symphony Orchestra, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino e l’Orchestra del Teatro Regio di Torino. Dal 2009 al 2020 è stato direttore musicale del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano.

Il baritono Robert Koller partecipa ad entrambe le opere: El Cimarrón e La piccola cubana. Ne El Cimarrón anche Christina Schorn-Mancinelli alla chitarra, Ivan Mancinelli alle percussioni e Camilla Hoitenga al flauto. I musicisti formano insieme con Michael Kerstan El Cimarrón-Ensemble che porta in scena El Cimarrón da 25 anni in tournée in Europa e Stati Uniti. Ne La piccola cubana protagoniste le attrici Jeannine Hirzel e Johanne Dähler rispettivamente nei ruoli di Rachel e Ofelia. Completano il cast il soprano Flávia Stricker, il mezzosoprano Julia Deit-Ferrand e il tenore Stuart Patterson. I costumi sono firmati da Christine Knoll.

Il vaudeville in cinque scene La piccola cubana è tratto dal romanzo-testimonianza Canción de Rachel pubblicato a Cuba nel 1969 dallo scrittore ed etnologo cubano Miguel Barnet. Il testo è la biografia romanzata di Elsa Borges, nome d’arte “Rachel”. La sua figura ha ispirato vari adattamenti, tra cui La Cubana oder Ein Lebenslauf di Henze, composta fra il 1973 e il 1974, su libretto di Hans Magnus Enzensberger e pensata come “Television opera”, trasmessa nel 1974 dal canale newyorkese WNET Channel 13. L’opera ha poi conosciuto un primo adattamento teatrale nel 1981 al Volkstheater di Rostock. A Berlino, nel 2022, la Staatsoper Unter den Linden ha presentato una nuova versione con riduzione musicale per ensemble da camera, realizzata da Jobst Liebrecht, storico collaboratore e assistente di Henze, con la direzione musicale di Adrian Heger e la regia di Pauline Beaulieu. Il Teatro dell’Opera di Roma presenta in prima italiana un nuovo allestimento firmato da Michael Kerstan, interpretato dall’El Cimarrón-Ensemble & Friends.

Il recital El Cimarrón, presentato per la prima volta nel 1970 all’Aldeburgh Festival nel Regno Unito e, successivamente, al Festival di Berlino con Hans Werner Henze sul podio, è una biografia costruita su episodi della vita del cimarrón (in spagnolo “schiavo fuggitivo nei boschi”) Esteban Montejo, narrata dalla voce del baritono e dal dialogo con gli strumenti. Il libretto è basato sul testo originale Biografía de un cimarrón di Miguel Barnet, che aveva raccolto la testimonianza diretta di Montejo, ex schiavo nato nel 1860. Montejo aveva vissuto la schiavitù, la Guerra d’Indipendenza cubana e poi la vita nella Repubblica; il suo racconto in prima persona è considerato un classico della letteratura cubana del Novecento. L’opera è stata presentata dall’El Cimarrón-Ensemble in numerosi festival e sale internazionali, tra cui la Wigmore Hall di Londra nel 2023.

Le due opere snodano temi cruciali nella ricerca nel campo del teatro politico e della contaminazione culturale di Henze, come la responsabilità sociale dell’arte, il valore della libertà, il riconoscimento identitario, ma anche la combinazione fra tradizione strumentale europea e sonorità dell’area caraibico-africana.

 

La piccola cubana e El Cimarrón,  sono in lingua tedesca con sovratitoli in italiano e inglese.

La programmazione del Teatro Nazionale prosegue il 29 maggio con Verdi legge Verdi, monologo sulla parabola artistica e umana di Giuseppe Verdi di e con Massimiliano Finazzer Flory, accompagnato al pianoforte da Asako Watanabe e dal soprano Elisa Maffi, e dal 21 al 25 ottobre con La vita nuda di Matteo d’Amico, spettacolo liberamente tratto da L’uomo dal fiore in bocca e La patente di Luigi Pirandello, con la regia di Cecilia Ligorio.

Prima rappresentazione: venerdì 15 maggio 2026, ore 20.00 – La piccola cubana
Repliche: domenica 17 e mercoledì 20 maggio ore 20.00 – El Cimarrón
giovedì 21 maggio ore 20.00 – La piccola cubana

Roma, 11 maggio 2026

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“Roméo et Juliette” di Gounod all’Opera di Roma con la regia di De Fusco

PER LA PRIMA VOLTA AL COSTANZI CON LA REGIA DI LUCA DE FUSCODal 28 aprile al 6 maggio 2026 la nuova produzione che inaugura una collaborazione triennale con il Teatro di Roma, sul podio Daniel Oren

Roméo et Juliette di Charles Gounod in scena per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma. Dal 28 aprile al 6 maggio 2026 il Costanzi ospita il titolo in cinque atti su libretto di Jules Barbier e Michel Carré, in un nuovo allestimento firmato da Luca De Fusco, al suo debutto al lirico capitolino. Sul podio Daniel Oren, Maestro del Coro Ciro Visco. La prima dell’opera, martedì 28 aprile, è trasmessa in diretta su Radio 3. Grande classico del repertorio francese, l’opera si inserisce nell’ambito di un triennio di cooperazione col Teatro di Roma, di cui De Fusco è attualmente direttore artistico. De Fusco immagina la contrapposizione tra Capuleti e Montecchi dentro un film in bianco e nero degli anni ’40, in cui gli unici personaggi portatori di vita, in contrapposizione ai toni scuri della morte, sono proprio i due protagonisti. Proiezioni video sulla scena animano sogni, ricordi e immaginazione della coppia di celebri amanti, in uno spazio in continua trasformazione, in cui le figure di Romeo e Giulietta si muovono in una dimensione fortemente simbolica. Marta Crisolini Malatesta cura scene e costumi, Gigi Saccomandi le luci, Alessandro Papa i video e Alessandra Panzavolta i movimenti coreografici. «Come rileggere oggi quest’opera in modo da rendere ancora vivo il mito? Ho pensato all’ultima volta che la morte ha popolato il nostro mondo in modo sistematico, ovvero alla Seconda guerra mondiale. — Luca De Fusco descrive con queste parole il suo approccio innovativo a Roméo et Juliette— Se avessi scelto questa strada avrei potuto trovare ispirazione anche nelle guerre che oggi purtroppo ci circondano. Ho invece scelto di percorrere la via della metafora che vede i due protagonisti circondati da una folla di spettri in bianco e nero, lasciando soltanto a loro la vivacità del colore. Come se Romeo e Giulietta fossero gli unici a essere vivi, circondati da un mondo di morti.»

Regista di lirica e prosa, Luca De Fusco ha guidato diverse istituzioni teatrali nazionali: lo Stabile del Veneto, il Teatro Nazionale di Napoli, il Napoli Teatro Festival e lo Stabile di Catania. Ha inoltre firmato allestimenti in teatri di rilievo come il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Massimo di Palermo e l’Arena di Verona. Si misura per la prima volta al Costanzi con Gounod.

«Un’opera dalla drammaturgia intima e psicologica, in cui il lirismo della linea di canto si fonde con una scrittura orchestrale elegante e mai eccessiva. Il compositore traduce in musica ogni sfumatura emotiva dei protagonisti, passando dall’innocenza giovanile — spesso espressa con un registro medio-alto, luminoso — all’estasi amorosa fino alla tragedia finale, con una scrittura vocale di straordinaria intensità espressiva.» Così Daniel Oren descrive l’opera di Gounod, sottolineandone l’equilibrio tra introspezione psicologica e slancio lirico. Più volte ospite del Costanzi nel corso della sua riconosciuta carriera internazionale, Oren torna al lirico capitolino dopo aver guidato negli ultimi anni l’Orchestra dell’Opera di Roma in Otello (2024) e Pagliacci (2023).

Nei panni di Juliette Nino Machaidze, soprano georgiano affermatosi a livello internazionale dopo il debutto nel 2008 al Festival di Salisburgo proprio nel ruolo di Juliette. Torna al lirico capitolino, dopo aver interpretato i ruoli di protagonista nel 2021 in Giovanna D’Arco di Giuseppe Verdi e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo nel 2023. Si alterna con lei nel ruolo Vannina Santoni (2, 5 maggio). Roméo è Vittorio Grigolo, che veste nuovamente i panni del Roméo di Gounod, a cui ha dato voce alla Scala nel 2011 e al Met nel 2017. Per l’Opera di Roma, è stato, fra gli altri, Cavaradossi in Tosca, Alfredo ne La traviata e Nemorino ne L’elisir d’amore. Si alterna con lui nel ruolo di Roméo Duke Kim (2, 5 maggio). Accanto ai protagonisti diversi artisti in ascesa: Nicolas Courjal (Frère Laurent, Le Duc de Vérone), Mihai Damian (Mercutio), Aya Wakizono (Stéphano), Christian Senn (Capulet), Valerio Borgioni (Tybalt), Géraldine Chauvet (Gertrude), Raffaele Feo (Benvolio), Alessio Verna (Gregorio) e, da “Fabbrica” Young Artist Program, Alejo Álvarez Castillo (Pâris).

Prima rappresentazione: martedì 28 aprile 2026, ore 20.00 e in diretta su Radio3
Repliche: giovedì 30 aprile ore 20.00; sabato 2 maggio ore 18.00; domenica 3 maggio ore 16.30; martedì 5 maggio ore 20.00; mercoledì 6 maggio ore 20.00

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“Burn” di A. J. Weissbard con la voce di John Malkovich all’Auditorium Parco della Musica

Dal 28 al 30 aprile 2026 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone il nuovo allestimento dell’Opera di Roma in coproduzione con Fondazione Musica per Roma, con le musiche di Michael Galasso, i costumi di Anna Biagiotti e la voce di John Malkovich

Debutta dal 28 al 30 aprile 2026 nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma BURN, un progetto visionario di danza per teatro che attraversa la complessità dell’animo umano, concepito dal celebre artista americano A.J. Weissbard. Lo spettacolo è un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, realizzato in coproduzione con Fondazione Musica per Roma e il supporto di Orsolina28 Art Foundation. Burn è liberamente ispirato al dramma Burn This di Lanford Wilson — opera di riferimento del teatro americano contemporaneo —  andato in scena a New York nel 1987 con John Malkovich nel ruolo di Pale. In questa versione Malkovich torna ad abitare il racconto come voice-over narrante, cucendo insieme passato e presente. «Pensata per spingere oltre i confini del processo creativo, l’opera si compone di conversazioni fisiche tra i personaggi, dialoghi in forma di danza, interazioni ispirate al dramma. Nella vita discutiamo, dialoghiamo e ci confrontiamo con persone di opinioni ed esperienze diverse. In BURN, invece di un unico linguaggio coreografico, quattro espressioni forti si combinano e si scontrano per generare nuove forme di fisicità, approcci inediti alla comunicazione e una nuova, intensa bellezza cinetica.» Con queste parole A.J. Weissbard, ideatore del progetto, spiega lo spirito performativo multidisciplinare di BURN,  che affronta temi universali quali identità, desiderio, perdita, trasformazione, crescita e sviluppo personale. I rapporti tra i personaggi si traducono in espressioni fisiche che sostituiscono la parola, generando veri e propri “linguaggi danzati”.

Al centro della creazione quattro personaggi — Anna, Pale, Larry e Burton — affidati a coreografi-interpreti di rilievo internazionale, ciascuno autore di una scrittura coreografica distinta, plasmata sulla specificità emotiva e drammaturgica del personaggio originale della pièce. Ève-Marie Dalcourt (Canada) disegna e balla il personaggio di Anna, Brandon Lagaert (Belgio) costruisce e porta in scena il movimento scenico di Pale, Damiano Ottavio Bigi (Italia) sviluppa e interpreta la coreografia di Larry e Jonah Bokaer (USA/Tunisia) dà espressione corporea a Burton. Partecipa al progetto il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato, promotrice con A.J. Weissbard e il lirico capitolino di una collaborazione internazionale significativa nel sostenere le idee creative di coreografi emergenti, la danza contemporanea e in generale la comunità coreutica.

A.J. Weissbard, artista eclettico noto per i suoi progetti transmediali fra danza, teatro, moda e architettura. Il suo lavoro ha attraversato più di 50 paesi — dal Lincoln Center di New York alla Scala di Milano, dall’Opéra Garnier di Parigi al Bolshoi di Mosca — collaborando, fra gli altri, con artisti quali Robert Wilson, Marina Abramović, Peter Greenaway e William Kentridge. Program Director del Watermill Summer Program di Robert Wilson, ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali tra cui la Golden Mask per il light design e il primo IFSArts Award. In BURN cura anche regia, scene e luci.

Le musiche originali su base registrata sono del compositore Michael Galasso, con arrangiamento musicale di Peter Cerone. Galasso — violinista virtuoso nato a Hammond, Louisiana nel 1949, autore di colonne sonore per Wong Kar-wai e vincitore del César 2009 per la migliore musica originale per il film Séraphine diretto da Martin Provost — ha collaborato per decenni con i più importanti nomi del teatro internazionale. Le sue musiche, specificamente adattate per BURN, rappresentano un omaggio postumo alla sua straordinaria creatività.

Ève-Marie Dalcourt coreografa e performer, attiva in Canada, ha danzato con il Nederlands Dans Theater II, interpretando lavori di coreografi come Alexander Ekman, Marco Goecke e Johan Inger. È stata inoltre assistente e répétiteur per Ekman e Juliano Nunes, rimontando lavori per compagnie come il Ballet de l’Opéra de Paris, il Royal Swedish Ballet e lo Staatsballett Berlin. Jonah Bokaer coreografo e artista visivo statunitense di origine tunisina, sviluppa una ricerca che integra danza, arti visive e design. Ha collaborato con artisti come Robert Wilson, Merce Cunningham e Daniel Arsham, firmando coreografie per produzioni operistiche e teatrali internazionali. Damiano Ottavio Bigi danzatore e coreografo italiano, ha collaborato con importanti realtà della danza contemporanea europea, tra cui il Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, di cui è stato membro dal 2005. Ha lavorato con Dimitris Papaioannou e con il CCN de Nantes di Claude Brumachon, partecipando anche al film Pina di Wim Wenders. Nel 2020 ha fondato la compagnia Fritz Company Bigi Paoletti, sviluppando un linguaggio che integra danza, teatro e arti visive. Brandon Lagaert coreografo e performer belga, ha collaborato con la compagnia Peeping Tom, partecipando a creazioni come Vader, Moeder e Kind. La sua ricerca si caratterizza per un approccio multidisciplinare che combina danza contemporanea, teatro e linguaggi visivi. È fondatore della compagnia KAIHO, con cui sviluppa progetti per compagnie professionali e istituzioni formative internazionali, affiancando all’attività creativa quella pedagogica.

La prima rappresentazione di BURN andrà in scena martedì 28 aprile alle ore 20.00. Seguono le repliche di mercoledì 29 aprile (ore 20.00) e giovedì 30 aprile (ore 20.00).

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Annonciation, La Stravaganza E Noces di Preljocaj all’Opera di Roma

Dal 14 al 19 aprile al Teatro Nazionale la danza incontra Vivaldi, Ravel e Stravinskij, in dialogo con sonorità elettroniche contemporanee

Per la prima volta, tre lavori fondamentali del repertorio di Angelin Preljocaj sono riuniti in un’unica serata al Teatro dell’Opera di Roma. Dopo il trittico Neumeier/Godani/Millepied, l’Opera di Roma prosegue nel racconto della contemporaneità con sei serate dedicate al coreografo francese. Dal 14 al 19 aprile 2026 al Teatro Nazionale, il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato affronta Annonciation (1995), duetto ispirato all’episodio evangelico che indaga il momento della Rivelazione a Maria; La Stravaganza (1997), che mette in dialogo suggestioni barocche e sensibilità contemporanee; e Noces (1989), su musica di Stravinskij, rilettura del rito nuziale. Il programma attraversa oltre un decennio della produzione di Preljocaj, dagli anni Ottanta ai Novanta, restituendo un percorso coerente e stratificato che mette in relazione spiritualità, memoria e ritualità collettiva. Una proposta che si inserisce in un dialogo ormai consolidato con l’Opera di Roma: Annonciation è stato presentato nella stagione 2016-2017 in trittico con coreografie di Robbins ed Ekman, per poi tornare nel 2021-2022 in un appuntamento interamente dedicato a Preljocaj, in cui era in programma insieme a Nuit romaine, creazione firmata per Roma nel 2022, nata da un progetto filmico girato a Palazzo Farnese con Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel con i costumi di Dior.

Ad aprire la serata è Annonciation (1995), intenso duetto per due danzatrici ispirato all’episodio evangelico dell’Annunciazione. Sulla partitura che accosta le sonorità elettroniche del compositore Stéphane Roy al Magnificat di Antonio Vivaldi. La coreografia indaga il momento della Rivelazione come esperienza fisica e trasformativa, mettendo al centro la tensione tra accettazione e resistenza. Il gesto coreografico, essenziale e incisivo, rende visibile il conflitto tra l’abbandono a un destino già scritto e l’impulso a opporsi, trasformando il corpo in luogo di negoziazione tra dimensione sacra e istanza umana. Nel ruolo di Maria le soliste Marta Marigliani Giorgia Calenda. La prima ballerina Federica Maine, in alternanza con Annalisa Cianci, interpreta L’Arcangelo.

La Stravaganza (1997), corpo centrale del Trittico, mette in dialogo epoche e culture, riflettendo anche il percorso biografico di Preljocaj, figlio di immigrati. Da un lato la tradizione europea, evocata dalla musica barocca di Vivaldi, dall’altro la modernità e l’energia del presente. Creata originariamente per il New York City Ballet, la coreografia mette in scena una migrazione simbolica, in cui il passato riaffiora continuamente, le identità si confrontano e il tempo si configura come un ciclo, in un perpetuo ritorno. Protagonisti del passo a due l’étoile Susanna Salvi e il primo ballerino Michele Satriano che insieme a Claudio Cocino danza anche nel duo maschile. Negli assoli l’étoile Alessandra Amato e il solista Gabriele Consoli.

Chiude il programma Noces (1989), una delle creazioni più emblematiche di Preljocaj, su musica di Igor Stravinskij. Ispirato ai riti matrimoniali della tradizione dell’Europa orientale, il balletto trasforma il cerimoniale delle nozze in una dimensione che esprime una tensione costante tra individuo e comunità, desiderio e costrizione.

Nato in Francia da famiglia di origine albanese, Angelin Preljocaj è tra i coreografi più influenti della scena contemporanea. Formatosi tra danza classica e moderna, ha lavorato con figure come Merce Cunningham prima di fondare la propria compagnia nel 1984. Le sue creazioni sono oggi presenti nei repertori delle principali istituzioni coreutiche internazionali, dal Balletto dell’Opéra di Parigi al New York City Ballet, e si distinguono per un linguaggio che unisce rigore formale e forte componente espressiva. Nel 2019 è stato nominato membro dell’Académie des Beaux-Arts.

Dopo la prima al Teatro Nazionale di martedì 14 aprile alle ore 20.00, la serata dedicata ad Angelin Preljocaj torna in scena mercoledì 15 (ore 20.00), giovedì 16 (ore 20.00), venerdì 17 (ore 20.00), sabato 18 (ore 18.00) e domenica 19 aprile (ore 16.30).

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FANTASCENICO! Una lezione-spettacolo su segreti e magie delle maestranze teatrali

Dall’8 al 10 aprile il Teatro dell’Opera di Roma apre le porte al pubblico delle nuove generazioni con FANTASCENICO! una lezione-spettacolo pensata per avvicinare le famiglie al mondo del teatro attraverso un’esperienza diretta e coinvolgente nel “dietro le quinte”. Il progetto, ospitato al Costanzi, offre l’opportunità di scoprire da vicino il funzionamento della macchina scenica e il lavoro delle maestranze che rendono possibile la magia dello spettacolo. Gli elementi fondamentali del palcoscenico: quinte, macchinari, luci, sipari diventano quindi protagonisti, raccontando in modo dinamico e interattivo come l’estro artistico si trasformi concretamente in spettacolo. Le maestranze tecniche –macchinisti, sarti, truccatori e molti altri– accompagnano il pubblico in questo percorso, restituendo visibilità a un lavoro spesso invisibile ma essenziale. Un’avventura per stimolare curiosità e fantasia, ma anche comprendere in modo spontaneo la varietà dei processi produttivi teatrali. Un vero e proprio dialogo aperto con la costruzione dello spettacolo in generale, ma anche con l’artigianalità degli allestimenti in corso, nell’ottica di indagare un mondo “nascosto” che può aprire la strada a possibili future professionalità.

Lezione-spettacolo pensata per bambini e ragazzi (dai 4 ai 12 anni) e le loro famiglie

  • 8 aprile 2026 ore 18.00 – prima recita aperta al pubblico
  • 9 e 10 aprile 2026 ore 11.00 (per le scuole)

Durata: 50 minuti

Prezzo: Adulti, 5 euro

Minori e possessori MIC Card: 3 euro

Il Teatro dell’Opera di Roma — custode di una tradizione che è patrimonio dell’intera umanità — vi attende.

una produzione del Teatro dell’Opera di Roma

a cura del direttore di scena Giordano Punturo

realizzato insieme ai reparti tecnici di palcoscenico: macchinisti, attrezzisti, illuminotecnici, audio-video e sartoria

ILLUSTRAZIONE DI ANDREA CALCAGNO

acquista il biglietto 

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