Martedì 17 e mercoledì 18 luglio, alle 21, il ritorno del consueto e attesissimo appuntamento con Roberto Bolle alle Terme di Caracalla.
Roberto Bolle and Friends è il Gala che riunisce alcune delle stelle più brillanti del panorama della danza mondiale attorno alla celebre étoile scaligera e principal dancer dell’American Ballet Theatre di New York, qui in veste di interprete e direttore artistico. Un evento imperdibile per gli spettatori non solo romani, ma di tutto il mondo, che dal 2011 accorrono a Caracalla numerosi e pieni di entusiasmo per assistere a questo straordinario spettacolo, ripensato ogni anno in veste nuova da Roberto Bolle per sorprendere il suo ampio e diversificato pubblico.
Il suo talento, la bellezza del suo corpo, perfetto e statuario, che si dispiega mentre volteggia con grazia ed eleganza come la più leggiadra delle creature, entrano in armonioso dialogo con la maestosità di un luogo eccezionale e suggestivo come le antiche Terme di Caracalla, dando vita a un’esperienza estetica ed artistica unica.
Il Sovrintendente Carlo Fuortes dichiara: “Dal 2011 ogni estate alle Terme di Caracalla si rinnova la magia di un evento unico con l’icona del balletto, lo straordinario Roberto Bolle. La sua professionalità e la sua esperienza come danzatore e direttore artistico sono un concentrato di bravura che illumina le rovine della civiltà romana con forza e grazia. Il Teatro dell’Opera di Roma ospita abitualmente stelle internazionali del mondo del balletto durante la sua programmazione annuale, ma averne così tante, tutte insieme riunite per un appuntamento così speciale, ci fa sentire protagonisti di una grande celebrazione della danza classica e delle sue eccellenze”.
I biglietti per il Gala Roberto Bolle and Friends sono in venditacon i seguenti prezzi: da 25 a 120 euro più 15% di prevendita.
La voix humaine In programma Adès, Berio e Poulenc Dirige Maxime Pascal, soprano Anna Caterina Antonacci
Venerdì 22 dicembre si apre la stagione sinfonica del Teatro dell’Opera di Roma. Ne sarà protagonista come sempre l’Orchestra del Teatro, in questa occasione diretta dal maestro Maxime Pascal, al suo debutto sul podio del Costanzi. Tre generazioni di importanti compositori tra il Novecento e i giorni nostri si dividono il programma. Si parte dall’inglese Thomas Adès, autore di spicco sulla scena musicale internazionale, con la sua suite di danze dall’opera Powder Her Face, una divertente e cruda satira del perbenismo britannico. Di Luciano Berio, scomparso nel 2003 e che nella sua carriera ha segnato la musica del ’900, sarà eseguito Rendering, una rilettura di alcuni abbozzi di Franz Schubert per la sua incompiuta Decima Sinfonia (sentendolo molti ascoltatori riconosceranno il jingle di Rai Radio 3). Chiude la serata uno dei pezzi più emozionanti della musica novecentesca: La voix humaine, che Francis Poulenc compose sul celebre monologo di Jean Cocteau. La voce della donna abbandonata dall’amante sarà affidata alla sensibilità interpretativa di Anna Caterina Antonacci.
Biglietto 20 euro, per i giovani 10 euro. Abbonamento a 4 concerti 60 euro, per i giovani 30 euro.
Sabato 4 novembre, con l’ultima delle cinque recite (peraltro esaurite) de La traviata, si è conclusa la stagione 2016-17. Tutte le proposte – le opere, i balletti, i concerti – sono state accolte con grandissimo favore dal nostro pubblico, che ha visto un significativo aumento di giovani e di spettatori stranieri, sottolineato dai media, italiani e internazionali, che hanno dato grande risalto alle nostre produzioni.
Anche dal punto di vista degli spettatori, oltre che da quello artistico, i risultati raggiunti sono molto positivi: in aumento le presenze complessive pari a 249.216 spettatori a cui corrisponde un incasso di 11.887.170 euro. Rispetto alla stagione precedente si registra un aumento degli spettatori del 4,3% mentre gli incassi crescono del 3,2%. Questi dati si vanno ad aggiungere alle ottime performance delle precedenti stagioni: rispetto al 2013 si ha uno straordinario incremento di presenze del 47% e di incassi di ben il 63%.
“Con questi dati – ha commentato il sovrintendente Carlo Fuortes – si conferma e si consolida la crescita del nostro Teatro. L’aumento dei ricavi di biglietteria rimanda alla tendenza estremamente positiva iniziata nel 2014 che testimonia una straordinaria attenzione del pubblico, romano e non, nei confronti della nuova programmazione del nostro Teatro. Tali risultati s’inseriscono, più in generale, nel risanamento economico-finanziario, che abbiamo attuato dopo il 2013, caratterizzato da aumento di produttività, bilanci in ordine ed equilibrio economico-finanziario. Tutto questo si accompagna a un innalzamento della qualità artistica che ha portato a un forte rilancio dell’immagine del Teatro in Italia e nel mondo”.
Gli appuntamenti con Paolo Conte nel calendario della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma diventano due. A grande richiesta, dopo l’annuncio del primo concerto, il 14 giugno, si aggiunge una seconda data: il cantautore salirà sul palcoscenico delle Terme di Caracalla, con la sua Orchestra, anche venerdì 15 giugno. Saranno le uniche date estive in Italia nel 2018. Dopo quindici anni dall’ultimo concerto nello scenario unico delle antiche Terme, Paolo Conte vi torna per celebrare i cinquant’anni di “Azzurro”, il primo brano, interpretato allora da Adriano Celentano, che l’ha portato ad essere conosciuto in Italia e nel mondo.
«Paolo Conte è un genio della parola che si fa musica e della musica che si fa poesia – scrive Vincenzo Mollica nelle note della nuova raccolta “Zazzarazàz – Uno Spettacolo D’Arte Varia” – Nessuno come lui sa raccontare l’avventura umana, la sua drammaturgia, la sua imprevedibile follia».
Il concerto è organizzato in collaborazione con Concerto Music (www.concerto.net).
Da venerdì 27 ottobre è disponibile online e nei negozi “Zazzarazàz – Uno Spettacolo D’Arte Varia” (Universal Music), un progetto che ripercorre oltre 40 anni di carriera di Paolo Conte e che raccoglie il meglio dagli studio album, una selezione di brani live ed un disco con le interpretazioni di canzoni del cantautore astigiano da parte di grandi protagonisti della musica e dello spettacolo come Roberto Benigni, Enzo Jannacci, Francesco De Gregori e Lucio Dalla, Miriam Makeba e Dizzy Gillespie e molti altri. Impreziosisce questa raccolta il brano inedito “Per Te”, registrato appositamente per questa importante occasione.
I biglietti della data del 15 giugno, sono in vendita da venerdì 22 dicembre presso il botteghino e sul sito del Teatro dell’Opera.
Prezzi: da 110 euro (+ prevendita 15%) a 35 euro (+ prevendita 15%).
Il 12 dicembre la Stagione 2017-18 apre con La damnation de Faust di Berlioz, un nuovo allestimento in coproduzione con il Regio di Torino e il Palau de Les Arts Reina Sofía di Valencia affidata a due artisti molto amati dal pubblico del Teatro dell’Opera. Damiano Michieletto firma la regia con una messa in scena, in accordo con la direzione musicale di Daniele Gatti, dal taglio cinematografico tra salti temporali e immagini oniriche lontane da attualizzazioni e realismo. Del resto il mito di Faust raccontato da Goethe nell’idea musicale originaria di Berlioz non era stato concepito per il teatro, bensì come “leggenda drammatica” cioè un’opera da concerto e in questa forma vide la sua prima rappresentazione assoluta nel 1846. Un’opera in cui tutto è simbolico e i personaggi non sono delineati così nettamente come nel melodramma. L’uomo che scende a patti con il diavolo fino a sacrificare la propria anima, pur di possedere i segreti della natura, nell’immaginario del regista si incarna in un inquieto adolescente. La scena diventa uno spazio simbolico quasi astratto che dal candore asettico di un laboratorio si trasforma lentamente nell’abisso nero in cui Mefistofele risucchia Faust
Per chi se lo fosse perso o per chi avesse voglia di rivederlo ancora, Fra Diavolo di Auber andato in scena al Costanzi dall’8 al 21 ottobre, è disponibile in replay per un anno fino al 20 ottobre 2018, sulla web Tv francese Culturebox.
“Lo spettacolo, lieve e perfetto, senza gags, è autenticamente comico”. “Mani giganti, pistole che fanno ‘baang’, nuvolette con le diverse emozioni nei concertati, mongolfiere che precipitano, punteggiano ammiccanti partitura e libretto.” Carla Moreni, Il sole 24 ore, 15 ottobre 2017
La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, diretta da Laura Comi, dal 20 al 23 dicembre 2017 organizza il tradizionale “Stage natalizio” di specializzazione della tecnica accademica del repertorio classico e del contemporaneo tenuto dagli insegnanti della Scuola Lia Calizza, Silvia Curti, Ofelia Gonzalez, Gaia Straccamore, Valentina Canuti, Alessandro Bigonzetti, Alessandro Molin, Pablo Moret, Gerardo Porcelluzzi, Mauro Astolfi.
Lo stage è rivolto ad allievi dai 7 anni in su: i più piccoli avranno la possibilità di partecipare a lezioni di propedeutica e di fisiotecnica, i più grandi invece potranno confrontarsi con tecniche accademiche più avanzate dal repertorio classico, sia femminile che maschile, al contemporaneo, dalla tecnica di punte fino al pas de deux. Tutte le lezioni saranno accompagnate dal vivo al pianoforte dai maestri collaboratori Sergio Di Giacomo, Alice Michahelles, Samuel Tanca. Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Lo Stage avrà luogo presso i locali della Scuola di Danza a Roma, in via Ozieri 8, nei giorni 20, 21, 22 e 23 dicembre 2017.
Tutti i giovani interessati a partecipare sono invitati a compilare la richiesta di adesione contenente anche il Regolamento dello stage, scaricabile di seguito e di inoltrarla entro il 10 dicembre 2017 all’indirizzo di posta elettronica della Scuola scuola.ballo@operaroma.it
Il Teatro dell’Opera di Roma sulla frontiera dell’arte da Picasso a Kentridge 1880-2017 Una mostra celebra il rapporto del Teatro con i più grandi artisti del Novecento
Il teatro come universo di artisti: musicisti, compositori, registi, pittori e artisti figurativi, costumisti, stilisti. Il Teatro dell’Opera di Roma si racconta attraverso l’infinita bellezza dei suoi allestimenti, figli del lavoro intrecciato di alcune tra le più grandi figure dell’arte del Novecento: da Pablo Picasso a Renato Guttuso, da Giorgio de Chirico ad Afro, da Alberto Burri a Giacomo Manzù, da Mario Ceroli ad Arnaldo Pomodoro fino ad arrivare a William Kentridge. Artisti all’Opera è, infatti, il titolo della nuova mostra – ospitata dal 17 novembre 2017 e prorogata al 18 marzo 2018 per il grande successo di pubblico che sta registrando – al Museo di Roma a Palazzo Braschi in Piazza Navona, nel cuore della Roma rinascimentale e barocca, e che attraversa una storia lunga oltre un secolo, iniziata a fine Ottocento con la prima di Cavalleria rusticana. L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla Fondazione Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna. Si ringrazia l’Istituto Luce e la collaborazione di SIAE. La mostra è a cura di Gian Luca Farinelli con Antonio Bigini e Rosaria Gioia, con la curatela storico-scientifica di Francesco Reggiani e Alessandra Malusardi dell’Archivio Storico e la collaborazione di Anna Biagiotti della Sartoria della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma. Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Catalogo Electa.
Viene raccontata la storia di un Teatro, l’Opera di Roma, che ha sempre camminato sul filo rosso di un rapporto cercato e trovato con l’arte figurativa, portando quindi alla vista dello spettatore scene e costumi nati dal genio di grandi artisti, così come piccoli capolavori inusuali, bozzetti, figurini (ovvero i disegni dei singoli personaggi), maquette (i modellini delle scenografie), fino a pezzi di inestimabile valore, come il sipario lungo 15 metri dipinto da de Chirico per un Otello rossiniano. Ma Artisti all’Opera. Il Teatro dell’Opera di Roma sulla frontiera dell’arte non è una “semplice” galleria di meraviglie d’arte scenica, è anche un percorso che il visitatore/spettatore vive lungo la storia del Teatro dell’Opera di Roma, seguendo le suggestioni dei grandi titoli del nostro teatro lirico – ma scoprendo anche perle “minori” che sono sfuggite alle consuetudini del repertorio – e spiando il lavoro delle maestranze, ricreato attraverso un sapiente gioco d’allestimento, così da ribaltare la normale prospettiva.
Grazie alle collezioni dell’Archivio del Teatro dell’Opera – in cui si conservano più di 60mila costumi e 11mila bozzetti e figurini – alle proiezioni e ai filmati d’archivio dell’Istituto Luce il visitatore/spettatore entra nel teatro ritrovandosi dietro le quinte del palcoscenico per ammirare da vicino tutto ciò che d’abitudine vede da lontano, dalla platea.
Che lo spettacolo inizi, allora. Apre metaforicamente il sipario il carretto delle scene originali di uno dei titoli più amati di sempre, la Cavalleria rusticana che Pietro Mascagni portò in scena per la prima volta nel 1890, proprio all’Opera di Roma, per passare la mano a un’altra popolarissima opera che segnò la musica del nuovo secolo, la Tosca di Giacomo Puccini, andata in scena proprio nel 1900. La musica di Puccini, il più grande compositore operistico italiano del Novecento, tornerà spesso al Teatro dell’Opera di Roma, grazie alle voci di interpreti straordinari, come Maria Callas, il cui costume in Turandot rappresenta uno dei pezzi preziosi della mostra.
Il soprano Emma Carelli fu negli anni ’10 del Novecento la carismatica direttrice di quello che allora si chiamava Teatro Costanzi. Quindi, nel 1928, il Comune di Roma acquisì il Costanzi e il Teatro prese il nome che conserva ancora oggi. Da quel momento si fece sempre più fertile il dialogo con artisti che è difficile menzionare senza far torto ad alcuno: Felice Casorati (Elektra di Richard Strauss), Filippo De Pisis (La rosa del sogno di Alfredo Casella), il futurista Enrico Prampolini (I capricci di Callot di Gian Francesco Malipiero). Del 1919 sono le scene e costumi di Pablo Picasso per il balletto di Manuel de Falla Il cappello a tre punte, messo in scena al Teatro dell’Opera nel Secondo Dopoguerra. Durante l’eccezionale fermento degli anni Sessanta, gli artisti si avvicendano freneticamente al Teatro dell’Opera: Renato Guttuso (che lavorerà alla Carmen di Georges Bizet e alla Sagra della primavera di Igor Stravinskij), Giacomo Manzù (Oedipus Rex, sempre di Stravinskij), Alexander Calder (Work in progress di Bruno Maderna), seguiti nei decenni successivi da Alberto Burri (suo il Cretto per November Steps, balletto di Minsa Craig del 1972), Mario Ceroli (La fanciulla del West di Puccini, 1980), Arnaldo Pomodoro (Semiramide di Gioachino Rossini, 1982), William Kentridge (Lulu di Alban Berg, andato in scena quest’anno).
Ma grandi artisti figurativi non sono anche i costumisti (Danilo Donati, Gabriella Pescucci, Pier Luigi Pizzi) e gli stilisti che hanno prestato il loro lavoro alla messinscena (Armani, Valentino, Balestra, Ungaro)? E, naturalmente, la storia dell’opera lirica è costellata di grandi registi: è entrato nel mito l’allestimento di Luchino Visconti del Don Carlo di Giuseppe Verdi, del quale è esposta la maquette originale; ma tanti sono i registi omaggiati, da quelli più squisitamente teatrali come Luca Ronconi, Bob Wilson, Emma Dante, a quelli cinematografici col vizio dell’opera, come Terry Gilliam, Werner Herzog, Sofia Coppola.
SCHEDA INFO
Mostra Artisti all’Opera.
Il Teatro dell’Opera di Roma sulla frontiera dell’arte da Picasso a Kentridge (1880-2017)
Dove Museo di Roma a Palazzo Braschi Piazza Navona, 2; Piazza San Pantaleo, 10
Apertura al pubblico 17 novembre 2017 – 18 marzo 2018 Dal martedì alla domenica dalle ore 10 – 19 (la biglietteria chiude alle 18) chiuso il lunedì
Enti promotori Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Fondazione Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con Fondazione Cineteca di Bologna
A cura di Gianluca Farinelli con Antonio Bigini e Rosaria Gioia con la curatela storico-scientifica di Francesco Reggiani e Alessandra Malusardi dell’Archivio Storico e la collaborazione di Anna Biagiotti della Sartoria della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma.
Si ringrazia Istituto Luce
In collaborazione con SIAE
Progetto di luce Viabizzuno
Catalogo Electa
Con il contributo tecnico di Aeroporti di Roma Ferrovie dello Stato Italiane
Media partner Il Messaggero
Catalogo Electa
Organizzazione Zètema Progetto Cultura
Biglietti Biglietto “solo mostra”: intero € 9; ridotto € 7; Speciale Scuola € 4 ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni); Speciale Famiglia: € 22 (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni) Biglietto integrato Museo di Roma + Mostra (per non residenti a Roma): intero € 15; ridotto: € 11 Biglietto integrato Museo di Roma + Mostra (per residenti a Roma): intero € 14; ridotto € 10
Info Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
Rebecca Bianchi, al termine della rappresentazione di mercoledì 20 settembre di Giselle di Patricia Ruanne, in scena al Teatro Costanzi fino a domenica 24 settembre, è stata nominata dal Presidente del Teatro dell’Opera di Roma Virgina Raggi, alla presenza del Sovrintendente Carlo Fuortes e della Direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato,étoile del Teatro dell’Opera di Roma.
In tale occasione il Sovrintendente Carlo Fuortes ha dichiarato: “La nomina dell’elegante e raffinata Rebecca Bianchi a étoile è per me una gioia e la conferma che i talenti del nostro Teatro stanno crescendo. Solo il 20 dicembre 2015 Rebecca Bianchi, al termine della recita de Lo schiaccianoci di Giuliano Peparini, veniva nominata prima ballerina e oggi, a quasi due anni di distanza, étoile, un titolo che testimonia un percorso serio e impegnativo contrassegnato da grandi soddisfazioni per lei e per noi tutti”.
Rebecca Bianchi, nata a Parma, entra alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano all’età di undici anni. Nel 2009 entra a far parte del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, dove sotto la Direzione di Eleonora Abbagnato nel maggio 2015 vince il concorso da solista e nel dicembre dello stesso anno è nominata prima ballerina. Nel 2016 è candidata al Premio Benois de la Danse per la sua interpretazione di Giselle nella versione dell’omonimo balletto firmata da Patricia Ruanne.
Superati i 4 milioni d’incasso con una crescita degli spettatori del 25,5% rispetto allo scorso anno.
L’ultima replica di Nabucco ha concluso il 9 agosto la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla, con un bilancio estremamente positivo. Per la prima volta, da sempre, gli incassi della stagione hanno superato i quattro milioni di euro: sono ammontati infatti a 4.126.000euro, mentre nel 2016 erano pari a 3.344.000 euro, con un aumento di 782.000 euro pari al 23,4%.
Gli spettatori aumentano ancora di più: 77.610 biglietti nel 2017 contro i 61.849 biglietti del 2016, con un incremento di ben 15.761 spettatori pari al 25,5%.
“Con questi lusinghieri risultati – ha commentato il sovrintendente del Teatro dell’Opera, Carlo Fuortes – la stagione di Caracalla rafforza la sua centralità nell’offerta di spettacolo estivo a Roma e nel nostro Paese. In Italia è la rassegna estiva di maggior successo per spettatori e incassi, dopo l’Arena di Verona“.
“A questo proposito – ha continuato Fuortes – va anche notato che la nostra stagione alle Terme di Caracalla si trova a competere, e spesso a primeggiare, con i grandi eventi rock e pop dei molti festival estivi. Segno evidente di come l’opera lirica riesca a essere un genere artistico di grandissima attualità, vicino anche al pubblico più giovane, che ne apprezza la molteplicità di linguaggi musicali, drammatici e visivi. Uno spettacolo, dunque, che appartiene alla grande tradizione italiana, ed è per questo molto popolare, ma capace anche di aprirsi all’oggi e al futuro“.
L’attività del Teatro dell’Opera di Roma riprenderà a settembre, con un mese interamente dedicato al balletto. Due gli spettacoli in programma: una Soirée Roland Petit (dall’8 al 14) con la partecipazione di Eleonora Abbagnato e Giselle, coreografata da Patricia Ruanne (dal 20 al 24). Entrambi i titoli saranno interpretati dai primi ballerini, solisti e corpo di ballo del Teatro. La prima opera, come già annunciato, andrà in scena in ottobre: si tratterà di Fra Diavolo di Daniel-François Auber, diretta da Rory Macdonald e con la regia di Giorgio Barberio Corsetti.