Il Sovrintendente Carlo Fuortes è lieto di annunciare che il Maestro Daniele Gatti ha accettato la proposta di rendere continuativa la sua collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma.
Il rapporto del Maestro Gatti nei confronti del Teatro Costanzi avrà un carattere privilegiato nell’ambito delle produzioni operistiche. Infatti, dopo il grande successo dell’apertura di quest’anno con Tristan und Isolde di Richard Wagner, Daniele Gatti dirigerà gli spettacoli inaugurali delle prossime tre stagioni. La sua collaborazione durerà, dunque, fino alla scadenza dell’attuale mandato del Sovrintendente Carlo Fuortes. “Sono molto felice che Daniele Gatti, direttore di indiscusso valore artistico internazionale, – ha dichiarato in proposito lo stesso Fuortes – abbia accettato di diventare parte fondamentale del progetto artistico che stiamo portando avanti al Teatro dell’Opera di Roma. La sua sarà una presenza continuativa e pluriennale e sono sicuro che questo non potrà che migliorare ulteriormente i risultati artistici dell’offerta culturale del Teatro”.
Il titolo che aprirà la stagione 2017/18 del Teatro Costanzi sarà La damnation de Faust di Hector Berlioz, un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma con la regia di Damiano Michieletto.
Per le successive inaugurazioni saranno presentate due opere del repertorio verdiano.
Il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, ha diffuso oggi i risultati di un’analisi quantitativa e qualitativa sul pubblico del Teatro dell’Opera di Roma, relativa all’anno 2016 (scarica il link* in fondo alla news).
“Queste analisi mettono chiaramente in evidenza quello che considero il risultato più importante dell’attività del Teatro negli ultimi anni e, cioè, la formazione di un “nuovo pubblico” – ha dichiarato il Sovrintendente Carlo Fuortes – . Gli spettatori e gli incassi sono sensibilmente aumentati. Ma l’aspetto più importante è il rinnovamento del pubblico. La metà degli spettatori non avevano mai frequentato il Teatro dell’Opera in precedenza e, di questi, il 30% è composto da giovani. I dati per il 2017 sono ancora più positivi. Credo sia il migliore auspicio per il futuro del nostro teatro.”.
Commentando le cifre, il dott. Fuortes fa notare come si possa ricavare un trend molto positivo dei risultati raggiunti. Gli incassi di biglietteria nel 2016, sono cresciuti dell’11,2% rispetto al 2015. Considerando il biennio 2014-2016 il progresso è addirittura pari al 51%, dai 7.729.935€ del 2014 agli 11.670.000 di questo anno.
In una serie storica più ampia, che esamina i dati degli incassi dal 2006 al 2016, si può osservare come la crescita degli ultimi anni rappresenta un traguardo mai raggiunto nel passato.
Un notevole incremento segna anche la vendita degli abbonamenti: questo elemento, indicativo della fidelizzazione degli spettatori al Teatro, passa infatti dai 3.018 abbonati della stagione 2014-2015, ai 3.445 della stagione 2015-2016 e quindi ai 3.915 abbonati di quella appena iniziata, con un incremento pari al 29,7% in questi ultimi due anni.
Andando oltre l’illustrazione dei valori numerici, il sovrintendente ha illustrato anche i risultati di un’indagine conoscitiva sul pubblico del Teatro dell’Opera di Roma, curata dalla Doxa nell’anno 2016, intervistando gli spettatori del Teatro. Questa ricerca è servita non solo a identificare i vari segmenti del pubblico che segue le attività del Teatro, ma anche a porre in evidenza le risposte sul gradimento che gli spettatori hanno mostrato, relativamente all’offerta culturale e ai vari aspetti e funzioni del Teatro dell’Opera.
Rimandando al link* per un’analisi esaustiva dei risultati, di seguito si riassumono gli elementi più interessanti:
– il 30% del pubblico è composto da giovani. La quota è pari a quella del comparto del pubblico anziano (31%);
– l’elevato grado di istruzione del pubblico: il 72% ha una formazione universitaria;
– il 33% del pubblico è composto da non residenti a Roma, di questi il 13% è straniero;
– il 25% del pubblico è al suo primo incontro con il Teatro dell’Opera di Roma, mentre ben il 42% del pubblico ha meno di due anni di frequentazione;
– solo il 47% è costituito da abbonati e habitué;
– il 96% del pubblico si dice soddisfatto dell’esperienza vissuta;
– l’80% del pubblico consiglierebbe il Teatro dell’Opera di Roma a suoi amici, parenti o conoscenti;
– ben il 94% del pubblico è soddisfatto della programmazione artistica e degli spettacoli proposti;
– il 75% del pubblico ha percepito un cambiamento positivo della programmazione rispetto al passato.
Carmen, Tosca, Nabucco e il ritorno di Roberto Bolle queste le anticipazioni della prossima stagione dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla
Tre opere fra le più amate dal pubblico: Carmen, Tosca e Nabucco. Questi i titoli della stagione estiva che si svolgerà alle Terme di Caracalla dal 28 giugno al 9 agosto 2017, per un totale di ventitré serate dedicate alla grande lirica (sette in più di quelle della scorsa stagione), cui si aggiungono due irrinunciabili appuntamenti con Roberto Bolle.
L’inaugurazione sarà affidata mercoledì 28 giugno a un nuovo allestimento della Carmen di Georges Bizet, con la regia di Valentina Carrasco; sul podio si alterneranno Jesús López Cobos e Jordi Bernàcer. L’opera di Bizet manca da Caracalla dall’estate 2009. Repliche il 2, 7, 9, 14, 20, 27 e 30 luglio e il 1° e 4 agosto.
Dall’8 luglio sarà in scena Tosca di Giacomo Puccini nell’allestimento del Teatro dell’Opera di Pier Luigi Pizzi; l’orchestra e i cantanti saranno diretti dal maestro Donato Renzetti. Repliche il 15, 19 , 26 e 29 luglio e il 3, 6 e 8 agosto.
Ultimo titolo operistico della stagione estiva, dal 25 luglio, il Nabucco di Giuseppe Verdi con la regia di Federico Grazzini; direttore d’orchestra sarà Roberto Rizzi Brignoli. Repliche il 28 luglio e il 2, 5 e il 9 agosto.
Tutte le opere avranno i sottotitoli in italiano e in inglese.
Anche quest’anno proseguiranno, secondo le consuete modalità, gli appuntamenti alle Terme di Caracalla con le “Lezioni di opera” tenute dal maestro Giovanni Bietti.
Agli inizi di luglio (martedì 11 e mercoledì 12) torna Roberto Bolle, grande protagonista della danza italiana. Un appuntamento che negli anni, grazie anche alla presenza di étoiles internazionali, alla passione e all’eleganza, ha sempre riaffermato il grande affetto che il pubblico delle Terme di Caracalla ha per il danzatore italiano.
Anche quest’anno non solo opera a Caracalla: la stagione estiva 2017 del Teatro dell’Opera di Roma si arricchisce di “Extra” musicali. Il 13 e 14 giugno, con Ludovico Einaudi live, per le uniche date italiane dell’Elements tour 2017. Un ritorno dopo due anni per Ludovico Einaudi nello splendido scenario delle antiche Terme. Il 26 giugno invece Franco Battiato proporrà i suoi grandi brani, per l’occasione interpretati in chiave sinfonica con l’accompagnamento della Royal Philharmonic Concert Orchestra di Londra.
I biglietti per la stagione estiva 2017 sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Costanzi e sul circuito TicketOne.
Il Caffè dell’Opera ha pensato a un servizio in più per gli spettatori del Teatro dell’Opera. Un menù studiato da Alba Esteve Ruiz, la Chef di Marzapane Roma, con piatti caldi e freddi da ritirare durante la pausa dello spettacolo.
Come Ordinare Appena arrivati a Teatro, prima dell’inizio dello spettacolo, è sufficiente andare alla cassa dedicata all’interno del Caffè dell’Opera e scegliere fra le proposte del giorno l’opzione che si preferisce.
Quando e dove ritirare Durante l’intervallo è possibile ritirare il proprio ordine alla cassa del foyer di primo ordine.
Idea di menù Di seguito un’idea di menù proposto durante gli spettacoli dal Caffè dell’Opera. Il menù potrebbe subire delle variazioni in base alle stagioni e agli ingredienti del mese.
Piatti caldi Polpo rosticciato con scarola ripassata Tortellini di carne in brodo Flan di radicchio con formaggio di capra
Piatti freddi Club sandwich con insalata di pollo Club sandwich con gamberetti Paninetto bresaola, rucola e parmigiano Paninetto con salmone e caprino Paninetto bufala e pomodoro
Dolci Delizia al limone Strudel di mele Tagliata di ananas
Il foyer del primo piano del Teatro dell’Opera di Roma è stato presentato completamente rinnovato, in occasione della conferenza stampa di presentazione del Tristan und Isolde.
Con i lavori da poco terminati si è reso “leggibile” il progetto dell’architetto Marcello Piacentini che negli anni ’50 intervenne su vari spazi del Teatro Costanzi, affiancando i canoni dell’architettura razionalista ai precedenti interventi ottocenteschi.
Nel nuovo restauro in particolare sono stati eliminati, o spostati in altre sale, vari arredi, tra i quali due grandi quadri restituiti ai Musei Capitolini, tendaggi e lampadari che male dialogavano con lo spazio piacentiniano.
Il foyer così rinnovato ospita dal 23 novembre, “Artisti all’Opera”, una serie di mostre dedicate ai molti oggetti d’arte custoditi dal Teatro dell’Opera, che saranno esposti a rotazione. In questa prima occasione sono presentate le quattro tele dipinte da Enzo Cucchi per l’edicola della prima scena di Tosca (1990/91); o meglio tre tele dipinte e una bianca, perché si tratta di quella che era prevista sul lato dell’edicola nascosto al pubblico.
Sul lato del foyer sono inoltre esposti costumi e bozzetti di Renato Guttuso per Carmen (1969/70), di Ugo Nespolo per Don Chisciotte (1989/90), di Giacomo Manzù per Oedipus Rex (1963/64), di Arnaldo Pomodoro per Semiramide (1982/83), e di Alexander Calder per Work in progress (1967/68).
Alessandra Amato, al termine della rappresentazione di sabato 15 ottobre de Il lago dei cigni di Christopher Wheeldon, in scena al Teatro Costanzi fino a sabato 5 novembre, è stata nominata dal Sovrintendente Carlo Fuortes e dalla Direttrice del Ballo Eleonora Abbagnato,Étoile del Teatro dell’Opera di Roma.
In tale occasione il Sovrintendente ha dichiarato che: “Questa nomina rafforza la centralità del ballo nell’articolato sistema del Teatro dell’Opera di Roma: il lavoro serio e di altissimo profilo che lo staff artistico della Direzione Ballo sta facendo, dona i suoi frutti giornalmente. La Signora Amato che ha sempre dimostrato una grande padronanza tecnica e interpretativa, giunge oggi a un traguardo meritatissimo. A lei tutti i miei complimenti”.
Alessandra Amato, napoletana di nascita, si diploma alla Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, diretta da Anna Razzi. Nel 2001 entra a far parte del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma sotto la direzione artistica di Carla Fracci, la quale le affida, da subito, ruoli solistici e, in breve tempo, da prima ballerina. Il suo repertorio comprende i maggiori balletti di quello classico, neo-classico e contemporaneo. Inoltre diversi coreografi hanno creato ruoli appositamente per lei.
Nel 2011 riceve il Premio Internazionale Ginestra d’Oro per la danza. Nello stesso anno le viene assegnato il Premio Anita Bucchi per l’eccellenza nell’arte della danza come migliore interprete femminile dell’anno. Nel 2013 riceve il Premio Albatros come eccellenza femminile dell’anno. Nel Dicembre 2013 a seguito della rappresentazione de Il lago dei cigni viene nominata in scena Prima Ballerina del Teatro dell’Opera di Roma.
Gaia Straccamore, già étoile del Corpo di Ballo – con l’inizio del nuovo anno accademico 2016/2017 – è ufficialmente docente di Repertorio Classico e assistente alla Direzione presso la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Laura Comi. Forte della sua esperienza, Gaia Straccamore arriva all’insegnamento, desiderosa di trasmettere agli studenti della Scuola di Danza tutta la sua conoscenza.
Il Sovrintendente Carlo Fuortes dopo averla nominata étoile nel 2014, si congratula con lei: “La sua determinatezza nel voler continuare, dopo una splendida carriera sul palcoscenico, a occuparsi del linguaggio tersicoreo, abbracciando il cammino appassionante dell’insegnamento – uno dei compiti di maggiore responsabilità a cui una persona può votarsi – è per il Teatro un punto d’orgoglio che evidenzia non solo la connessione viva e produttrice tra tutte le realtà che la Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma gestisce, ma anche la capacità di guardare al futuro”.
La Direttrice della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma Laura Comi aggiunge: “Accolgo il trasferimento di Gaia Straccamore presso la Scuola di Danza con immenso piacere. La sua presenza accresce il valore del Corpo docente e arricchisce le esperienze di cui i nostri ragazzi hanno bisogno per il loro percorso di formazione professionale. Grazie al suo curriculum e alla sua esperienza di Teatro, uniti a un’indole incline alla didattica, la Sig.ra Straccamore potrà dare un contributo utile e prezioso. Sono felice di darle il benvenuto e le auguro a nome di tutta la Scuola buon lavoro”.
Gaia Straccamore nasce a Roma e si diploma nel 1995 con il massimo dei voti alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, allora diretta da Elisabetta Terabust. Si perfeziona, con una borsa di studio, all’Accademia “Princesse Grace” di Montecarlo, sotto la guida di Madame Besobrasova. A dodici anni Paolo Bortoluzzi la sceglie per l’Apparizione nel suo balletto Il principefelice, a quindici Vladimir Vassiliev le affida il ruolo di prima ballerina ne Les Sylphides di Fokine. Dal 1996 è al Teatro dell’Opera di Roma: nel 2006 Carla Fracci la promuove prima ballerina e nel gennaio 2014 Micha van Hoecke la nomina étoile. Il suo repertorio include i principali balletti classici. Nel 2003 è una dei protagonisti al Teatro Bol’šoj di Mosca, dove è l’Eletta ne La sagra della primavera, e Zobeide in Shéhérazade. Sempre a Mosca danza, nel 2004 al Cremlino, il ruolo di Zobeide in Shéhérazade, e i due ruoli principali ne L’uccello di Fuoco. Nel 2009 viene invitata all’International Ballet Festival di Miami. Nel 2012 è protagonista al Festival di Ravenna sotto la direzione del Maestro Riccardo Muti con Nobilissima Visione, una creazione di Micha Van Hoecke. Riceve nel corso della sua carriera numerosi premi e riconoscimenti, tra cui: il Premio Danza & Danza (2002) e il Premio Positano Léonide Massine (2003).
Il più famoso dei barbieri in giro per Roma e nel Lazio con il suo camion che si trasforma in teatro (e a settembre sarà anche in Sicilia!)
Sabato 16 luglio 2016 alle 21.30 a Roma, nella piazza tra via Pietro Silvia e via dell’Acquedotto Alessandrino, è andata in scena in “prima esecuzione” Figaro! OperaCamion un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo.
Un camion, o per meglio dire un’automotrice che traina un container. Si arriva in una piazza, il camion si ferma, il container si spalanca: la parete lunga si apre e diventa una parte del palcoscenico. Sulle altre pareti gli elementi di una scenografia: disegni, oggetti, video. Davanti, al livello del pubblico, l’orchestra col suo direttore. Sulla scena i cantanti, solo cinque di quelli previsti nell’originale, cioè tutti i personaggi principali, gli altri li interpretano attori o mimi.
Gli spettatori portano le sedie da casa e si godono in piazza lo spettacolo, che è gratuito. Questo è, in poche righe, il progetto Figaro! OperaCamion. La scelta è caduta sul Barbiere di Siviglia, un lavoro popolare per eccellenza, del quale quest’anno ricorre il bicentenario della prima esecuzione qui a Roma al Teatro Argentina (e che l’Opera ha già proposto con successo in febbraio e tra pochi giorni sarà a Caracalla). In questo caso è il Teatro che si muove per raggiungere chi non ci è mai stato o non ha mai visto un’opera.
“È un progetto – dichiara il sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes – che vuole unire vari elementi. Da un lato la popolarità dell’opera, e in particolare di un lavoro come il Barbiere di Siviglia, unita nel nostro caso al teatro di piazza, un teatro povero per definizione, ma ricco di passione e che cambia luogo tutte le sere. Insomma è la tradizione della “commedia dell’arte” itinerante che ha fatto la storia del teatro italiano. E la grande tradizione è rinnovata con la tecnologia, con i video di Gianluigi Toccafondo che non “descrivono”, ma alludono ai personaggi e alle situazioni in scena, amplificandole e movimentando ancor più la vicenda”.
“È un modo assolutamente nuovo di portare il teatro in giro per la città. – dice il sovrintendente del Teatro Massimo, Francesco Giambrone – OperaCamion è una sorta di Carro di Tespi 2.0, che potrà fermarsi dove si vuole. E noi vogliamo portarlo nelle periferie, nei quartieri disagiati, nei territori a rischio più alto di esclusione sociale e ad alta densità mafiosa, in tutti i luoghi dove crediamo sia importante esserci. Basterà aprire il camion perché appaiano le scene, le luci, il palcoscenico”.
“OperaCamion perché la scenografia è un vero autocarro – spiega il regista Fabio Cherstich – usato in tutti gli spazi di cui dispone: la cabina, il rimorchio, le sponde, il tetto… Gli intrighi e gli intrecci amorosi tra i personaggi si svolgono tutti dentro, sopra, sotto e intorno al camion.., all’interno del rimorchio un’architettura stilizzata, volumi e aperture che prendono vita grazie alle immagini poetiche e surreali di Gianluigi Toccafondo. Una scenografia in cui il video non è usato in forma decorativa ma drammaturgica: le animazioni ampliano la possibilità di sviluppare un racconto visionario in cui gli ambienti si trasformano emotivamente, dilatandosi o rimpicciolendosi a tempo di musica in prospettive falsate, ispirate alle grafiche del Settecento.”
La produzione è stata a Roma e nel Lazio a luglio e, nel mese di settembre, a Palermo.
A Roma la “prima” sabato 16 luglio alle 21.30 nell’ Area tra Via Pietro Silva/ Via dell’Acquedotto Alessandrino (Piazzale circolo bocciofilo) Municipio V. Lo spettacolo è stato replicato, sempre alle ore 21.30, domenica 17 luglio in Piazza Sempione Municipio III; mercoledì 20 luglio in Viale Antonio Gandin (già Via Sedrina) Municipio XIV e giovedì 21 luglio in Piazza Anco Marzio ad Ostia, Municipio X.
La versione OperaCamion è più breve del Barbiere di Siviglia ma la storia è quella e si segue benissimo. Merito del regista, Fabio Cherstich, dei cantanti, degli attori, dei tecnici tutti molto giovani (e molti provenienti dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera) così come della Youth Orchestra, l’ensemble giovanile del Teatro, diretta da Carlo Donadio in alternanza con Roberto De Maio. Merito dell’aspetto “visivo” del lavoro, tutto quanto, scene, costumi, video a cura di Gianluigi Toccafondo, l’artista che “firma” l’immagine del Teatro dell’Opera di Roma.
Nel Lazio Figaro! OperaCamion è stato replicato sabato 23 luglio a Rieti in Piazza Cesare Battisti, domenica 24 luglio a Tarquinia in Piazza San Martino e mercoledì 27 luglio a Formia in Piazzale porticciolo Caposele. Tutte le sere alle 21.30.
Il progetto OperaCamion è realizzato anche con il sostegno di Roma Capitale, nell’ambito delle manifestazioni realizzate in occasione del “Giubileo della Misericordia”
È partita la Campagna abbonamenti del Teatro dell’Opera. Da lunedì 4 luglio è possibile rinnovare gli abbonamenti “Gran Teatro”, con la possibilità di sottoscriverne di nuovi sui posti liberi .
Da lunedì 19 settembre sono invece disponibili gli abbonamenti “Fantasia”, “Week End”, “Vietato ai maggiori di 26”, “Tutto Danza”.
L’inizio delle vendite dei biglietti per i singoli spettacoli è fissato a venerdì 7 ottobre.
Correte in biglietteria a scegliere gli spettacoli a cui non potete rinunciare.
L’identità di un moderno Teatro europeo, fra tradizione e innovazione
LA STAGIONE OPERISTICA
Grandi coproduzioni internazionali, con i maggiori teatri, non solo europei, per offrire al nostro pubblico l’occasione di conoscere opere raramente eseguite, un capolavoro assoluto del Novecento storico e i grandi melodrammi della tradizione riletti alla luce della contemporaneità. Queste le linee guida della prossima stagione 2016-17 del Teatro dell’Opera di Roma.
Tristan und Isolde sarà lo spettacolo inaugurale del 27 novembre: sul podio del Costanzi per la prima volta Daniele Gatti, uno dei massimi direttori italiani, interprete già molto caro al pubblico romano e che negli ultimi anni ha percorso con tenacia un’importante carriera internazionale. L’allestimento, in coproduzione con il Théâtre des Champs-Élysées di Parigi e il De Nationale Opera di Amsterdam, avrà la regia di Pierre Audi e sarà in scena fino all’11 dicembre.
Ancora coprodotto con De Nationale opera di Amsterdam e con l’Opéra National de Paris sarà il nuovo allestimento del Trovatore (dal 28 febbraio al 10 marzo) diretto da Jader Bignamini e con la regia di Àlex Ollé, del quale gli spettatori ricorderanno Le grande Macabre di Ligeti del 2009 e la più recente Madama Butterfly. In stagione sono previste anche le altre due opere della “trilogia popolare” verdiana: un Rigoletto diretto dall’esordiente Michele Gamba, reduce da un recente successo scaligero, spettacolo che ritorna nell’allestimento firmato nell’ottobre 2014 da Leo Muscato (dal 2 al 10 dicembre) e, in fine di stagione, la celebratissima Traviata (dal 29 ottobre al 4 novembre) sempre con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino, Chiuri e Piccioli, che concluderà la trilogia con la direzione di Stefano Ranzani.
Un progetto ambizioso coinvolge il Metropolitan Opera di New York, l’English National Opera e De Nationale Opera di Amsterdam per una nuova produzione della Lulu di Alban Berg diretta da Alejo Pérez (che il pubblico ha apprezzato nella recente Cenerentola rossiniana). Nel cartellone del prossimo anno è l’opera a noi più vicina nel tempo, incredibilmente moderna anche se ha ormai compiuto quasi novant’anni. Alla sua Lulu, scritta su un libretto ricavato da due lavori di Franz Wedekind, Alban Berg lavorò dal 1928 fino alla morte nel 1835, lasciando l’opera incompiuta, ma solo nella strumentazione del terzo atto. La prima e unica rappresentazione che si tenne al Teatro dell’Opera di Roma avvenne nella stagione 1967/68 e fu dunque limitata ai primi due atti. Nel 1979 il musicologo Friedrich Cerha completò il lavoro che venne eseguito quell’anno a Parigi diretto da Pierre Boulez. Nella prossima stagione al Costanzi, (dal 19 al 30 maggio 2017) sarà presentata la Lulu nella versione completata da Cerha, con la regia di William Kentridge e Luc De Wit. Il primo è il grande artista sudafricano è autore di un recentissimo affresco Triumphs &Laments (un fregio di circa 500 metri di figure ricavate lavando via la patina d’inquinamento e batterica dalle murate del fiume Tevere), oltre che di molti lavori e installazioni esposte nei principali musei del mondo.
Lo spettacolo iniziale del 2017 e il primo dei nuovi allestimenti proposti nella prossima stagione è il Così fan tutte mozartiano, il più raro fra i titoli della trilogia di Mozart e Da Ponte proposti fino ad oggi al Costanzi: dalla prima del 1950 se ne contano solo altre cinque repliche fino al 2007. L’edizione di quest’anno (dal 18 al 27 gennaio 2017) è affidata alla bacchetta esordiente di Speranza Scappucci, giovane direttrice d’orchestra già in carriera, e alla regia di Graham Vick che, dopo il Mahagonny della scorsa stagione, riuscirà di certo a stupirci con il sottile gioco d’ironie del capolavoro mozartiano.
Dal 22 marzo al 4 aprile, in un nuovo allestimento in collaborazione con il San Carlo di Napoli, arriverà sul palcoscenico del Costanzi il 22 marzo una Maria Stuarda di Donizetti diretta da Paolo Arrivabeni e con la regia di Andrea De Rosa (anche questo un lavoro del quale si segnalano in passato rare presenze al Costanzi: nel 1969/70, nel 1997 e nel 2006).
Il 21 aprile esordirà in un Andrea Chénier, un celebre regista cinematografico, Marco Bellocchio, un artista che ha saputo indagare come pochi altri i drammi familiari frammisti alle tensioni della politica. L’opera, diretta da Roberto Abbado in un nuovo allestimento in coproduzione col Teatro La Fenice di Venezia, sarà in scena fino al 2 maggio.
Un lavoro rossiniano che invece non è stato mai rappresentato all’Opera di Roma è Il viaggio a Reims, un allestimento del De Nationale Opera di Amsterdam, diretto da Stefano Montanari e con la regia di Damiano Michieletto, (autore del recente e interessante Trittico pucciniano accolto con molto favore dal pubblico). Il Viaggio è un dramma giocoso in un atto, primo lavoro parigino dell’autore, scritto nel 1824 ed eseguito l’anno successivo nella capitale francese in forma di cantata. La prima ripresa moderna fu diretta da Claudio Abbado al Festival Rossini di Pesaro nel 1984. La vicenda ruota intorno all’incoronazione di Carlo X re di Francia, cerimonia che avvenne appunto nella cittadina francese, nella quale si reca una variopinta e affollatissima rappresentanza del bel mondo, in un susseguirsi, tipicamente “rossiniano”, di incidenti, equivoci e intrecci amorosi (sarà in scena dal 13 al 22 giugno).
Un altro titolo inserito in questa stagione per soddisfare chi ama le rarità è Fra Diavolo di Daniel Auber proposto anch’esso in un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo (dall’8 al 21 ottobre 2017), diretto dal debuttante Rory Macdonald e con la regia di Giorgio Barberio Corsetti: si tratta di un opéra-comique su libretto di Scribe, ispirata alle rocambolesche vicende, romanticamente travisate, del celebre brigante Michele Pezza che agiva nelle vicinanze di Terracina. L’opera fu rappresentata a Parigi nel 1830 e ripresa al Costanzi una sola volta, nel maggio del 1884, (ma in quell’occasione per ben quindici recite).
Quasi alla conclusione della stagione 2016-17 anche quest’anno (dal 14 al 24 ottobre) ritorna la Tosca, nell’allestimento ricostruito sui bozzetti originali del 14 gennaio 1900, nell’ambito del progetto “Roma Opera Aperta – La memoria”, con la direzione di Daniele Callegari e la regia di Alessandro Talevi.
Tutte le opere avranno i sovra titoli in italiano e in inglese.
LA STAGIONE DI BALLETTO
La stagione di Balletto 2016/2017, con la direzione di Eleonora Abbagnato, s’inaugura domenica 18 dicembre alle ore 20.00 al Teatro Costanzi con una ripresa da record: Lo schiaccianoci di Giuliano Peparini. Questa produzione del Teatro dell’Opera, nata dalla visionarietà del regista e coreografo romano, ha fatto registrare il tutto esaurito lo scorso dicembre, ponendosi all’attenzione di pubblico e critica. Il balletto in due atti – che destinato a diventare, in questa versione, non solo un cult natalizio, ma anche un fenomeno generazionale – è in scena fino al 24 dicembre 2016.
Il mese di dicembre si conclude con un cameo mai presentato prima al Teatro dell’Opera di Roma, Il pipistrello (1979) dell’ineguagliabile coreografo Roland Petit. Un delizioso balletto in due atti che – animato dalle noti di Douglas Gamley e Johan Strauss Jr. – incanta per la storia d’amore e d’amicizia, l’allegria di Maxim’s e l’umorismo raffinato. Un titolo perfetto per uno spumeggiante saluto di fine anno insieme. Si replica fino all’8 gennaio 2017.
Il mese di febbraio – dall’8 al 15 – è all’insegna di un titolo classico, La bella addormentata di Pëtr Il’ič Čajkovskij con scene e costumi di Aldo Buti, un allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, per la nuova coreografia di Jean-Guillaume Bart. L’Étoile, maître e coreografo francese – dopo aver coreografato numerosi balletti tra cui La Source (2011) – si misura con il grande capolavoro di fine ottocento con il quale ha un legame speciale: al termine della rappresentazione de La bella addormentata di Rudolf Nureyev, del 5 gennaio 2000, è nominato étoile all’Opéra di Parigi.
A seguire – dal 31 marzo all’8 aprile – un trittico unico che porta la firma del grande coreografo americano Jerome Robbins con The Concert del 1956, dell’acuto coreografo francese Angelin Preljocaj con Annonciation del 1995 e del talentuoso coreografo svedese Alexander Ekman con Cacti del 2010: tre lavori molto diversi tra di loro per una serata all’insegna della modernità. Il primo, su musica di Frédéric Chopin, è un divertissement coreografico in cui i danzatori proprio come a un concerto si abbandonano all’ascolto e si lasciano andare alla loro immaginazione animando situazioni divertenti e giocose. Il secondo, su musica di Stéphane Roy e Antonio Vivaldi, è un duo, una lettura attenta dell’Annunciazione dal punto di vista corporeo, tema poco affrontato in ambito coreografico. Il terzo – su musica di Joseph Haydn, Ludwing van Beethoven, Franz Schubert e Gustav Mahler – è un brioso gioco tra 16 ballerini e 4 musicisti in scena che creano insieme il ritmo della loro danza, interrogandosi parodisticamente sugli eccessi di questa forma d’arte. I tre titoli sono danzati al Teatro dell’Opera di Roma per la prima volta.
Dopo la pausa estiva, la stagione di balletto 2016/17 riprende al Teatro Costanzi nel mese di settembre con un doppio appuntamento: l’imperdibile Soirée Roland Petit, dall’8 al 13, e la ripresa dell’emozionante Giselle di Patricia Ruanne, dal 20 al 24.
La Soirée Roland Petit presenta dei capolavori assoluti Carmen (1949), L’Arlésienne (1974) e Le Jeune Homme et la Mort (1946): tre balletti narrativi, genere in cui il geniale Roland Petit eccelle per l’intensità con la quale racconta storie d’amore tormentate, dall’esito drammatico. Il destino, funesto, accompagna questi protagonisti, giovani e affascinanti, inesorabile, tra scene poetiche e suggestive. Funesto e puntuale è anche il destino della giovane Giselle che nella versione di Patricia Ruanne sa ancora parlare al pubblico di oggi, perché il movimento restituisce una narrazione logica, attraverso la quale è immediata la comprensione dei personaggi e delle relazioni che li legano.
David Coleman, Carlo Donadio, David Garforth e Nicolae Moldoveanu sono i direttori che dirigeranno l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma rispettivamente per Lo schiaccianoci e La bella addormentata; La bella addormentata (10, 11 e 12 febbraio); Il pipistrello e Robbins/Preljocaj/Ekman; Giselle. Il duo Annonciation di Angelin Preljocaj sarà su base registrata e la Soirée Roland Petit verrà effettuata su base registrata dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.
La direttrice del ballo Eleonora Abbagnato, nei panni di étoile, danzerà Annonciation di Angelin Preljocaj e Le Jeune Homme et la Mort di Roland Petit. In scena per questa nuova stagione i primi ballerini Alessandra Amato, Manuel Paruccini, Rebecca Bianchi, i Solisti e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Non mancheranno ospiti di fama internazionale.
GLI ALTRI APPUNTAMENTI
Non a caso proprio a maggio, intorno alle date della Lulu, capolavoro dell’avanguardia novecentesca, avrà inizio la seconda edizione del Fast Forward Festival curato da Giorgio Battistelli, direttore artistico per la Contemporanea e la Sinfonica che, come nell’edizione appena terminata, proporrà in vari spazi e istituzioni culturali romane, una serie di spettacoli di teatro musicale e strumentale, una produzione dai confini non ben definiti, come è tipico di tanta parte dell’arte contemporanea, ma che anzi si arricchisce e si definisce proprio per questa sua ambiguità. Linguaggi diversi legati al suono, alla parola, al corpo, al segno daranno testimonianza della grande vivacità creativa del nostro tempo. Molti degli artisti, compositori ed esecutori che interverranno al Festival, si presteranno anche a incontrare il pubblico, per fornire suggerimenti o utili provocazioni.
Ancora a cura di Giorgio Battistelli sarà organizzata una nuova serie di concerti sinfonici “Specchi del tempo” in ciascuno dei quali una composizione del passato verrà messa a confronto con una del Novecento storico e una contemporanea: molti i nomi dei direttori coinvolti fra cui George Pehlivanian, Ingo Metzmacher, Giovanni Sollima (anche come violoncellista), Daniel Smith e Peter Rundel. Tutti i concerti saranno introdotti da Stefano Catucci.
Proseguiranno anche le Lezioni di Opera tenute da Giovanni Bietti, che ha ormai conquistato un pubblico fisso di appassionati ai quali illustra il contesto e le particolarità del linguaggio musicale di ogni opera e di ogni autore in programma, con una terminologia semplice e accessibile, mai superficiale, che permette di ricostruire ogni volta le connessioni più o meno evidenti fra parola, suono e azione drammatica che costituiscono lo specifico della produzione operistica.
Continuerà nella stagione 2016-17 anche l’attività di Fabbrica Young Artist Program che ha permesso agli artisti prescelti di collaborare già alle produzioni della stagione in corso e a molte di quelle presentate nel cartellone 2016-17, e comunque di vivere “dall’interno” il modo in cui si va man mano mettendo in scena un melodramma. Giovani talenti, già formati nei vari mestieri che concorrono a “fare” un’opera lirica, hanno avuto modo di perfezionarsi sotto la guida dei vari artisti che di volta in volta hanno realizzato e realizzeranno gli spettacoli della stagione e anche di mettersi alla prova in lavori autonomi.
Proseguiranno nel 2016-17, con lo slogan “Vietato ai maggiori di 26 anni”, anche le prove generali dedicate ai più giovani, alle quali coloro che non hanno ancora compiuto questi anni potranno accedere pagando solo 15 euro.
Tra qualche settimana infine partirà il primo progetto Opera Camion che è ancora incluso nella stagione 2015-16 ma che ci auguriamo possa proseguire in futuro. Un camion appositamente attrezzato per contenere una semplice scenografia porterà in alcune piazze della periferia romana una scelta essenziale di uno spettacolo d’opera: in questo 2016, bicentenario della prima del Barbiere di Siviglia al Teatro Argentina, la scelta è appunto caduta sul capolavoro rossiniano, che è sembrato anche particolarmente adatto per essere diffuso fra un pubblico non abituato a frequentare il teatro d’opera: con Opera Camion sarà l’opera a raggiungere un suo nuovo pubblico!
Non mancherà neanche il prossimo anno l’attenzione per i giovanissimi: a loro non è solo dedicata la Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera ma anche il progetto “Canta con me!”, presentato nello scorso febbraio con l’autorevole patrocinio del Presidente del Senato Pietro Grasso, e che ha anche terminato il suo primo percorso il 30 maggio con un grande concerto al Teatro Costanzi cui hanno preso parte con grande entusiasmo circa quattrocento bambini di quattro scuole delle periferie romane. Anche questa un’iniziativa non secondaria del Teatro dell’Opera, rivolta agli spettatori del futuro e che intendiamo proseguire anche nella prossima stagione.
Infine anche il balletto come l’opera presenta un ciclo di incontri su alcuni titoli in programma con il progetto I coreografi, i ballerini e noi: tre appuntamenti per introdurre il grande pubblico nel mondo dei coreografi e dei protagonisti di questa stagione. Gli incontri, condotti dalla studiosa e ricercatrice Gaia Clotilde Chernetich, propongono un approccio informale, attraverso brevi ritratti monografici, proiezioni video ed estratti di danze con i Primi Ballerini e i Solisti del Teatro dell’Opera di Roma. Inoltre, invitano i partecipanti a confrontarsi con la gestualità e la pantomima delle opere coreografiche analizzate.