Stagione 2016/2017

Così fan tutte

Direttore

Speranza Scappucci

Regia

Graham Vick

Maestro del Coro

Roberto Gabbiani

Scene e Costumi

Samal Blak

Luci

Giuseppe Di Iorio

Interpreti principali


Fiordiligi

Francesca Dotto /
Federica Lombardi 19, 21, 25, 27

Dorabella

Chiara Amarù /
Paola Gardina 19, 21, 25, 27

Guglielmo

Vito Priante /
Mattia Olivieri 19, 21, 25, 27

Ferrando

Juan Francisco Gatell /
Antonio Poli 19, 21, 25, 27

Despina

Monica Bacelli /
Daniela Pini 19, 21, 25, 27

Don Alfonso

Pietro Spagnoli /
Paolo Bordogna 19, 21, 25, 27


 

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

 

Nuovo allestimento

con sovratitoli in italiano e inglese


Trama

Atto primo

Due giovani ufficiali, Guglielmo e Ferrando, stanno discutendo in un caffè di Napoli col filosofo Don Alfonso: essi sono certi che le rispettive innamorate, Fiordiligi e Dorabella, siano oltre che belle assolutamente fedeli. Il vecchio scettico li mette in guardia contro illusioni pericolose, ma i due si indignano e vogliono difendere con un duello l’onore delle loro donne. Il filosofo propone loro una scommessa: se entro ventiquattr’ore riuscirà a dimostrare che le loro ragazze sono infedeli vincerà cento zecchini, altrimenti sarà lui a pagare la posta. Gli ufficiali accettano e si impegnano a seguire tutte le disposizioni di Don Alfonso.
Nel giardino della loro casa Fiordiligi e Dorabella guardano con adorazione i ritratti dei fidanzati. Don Alfonso reca loro una triste notizia: i due ufficiali sono stati richiamati al campo di battaglia. L’incontro fra le due fanciulle e i giovani, già in assetto di partenza, è straziante, ma i prolungati addii e le tenere promesse suscitano l’ilarità di Don Alfonso. Mentre la barca si allontana, Fiordiligi, Dorabella e Don Alfonso augurano ai partenti un viaggio sereno.
La cameriera Despina, messa al corrente dalle padrone del triste evento, le invita a non drammatizzare e a consolarsi con nuovi amori: le dame si ritirano indignate. Don Alfonso propone a Despina, offrendole uno zecchino d’oro, di aiutarlo a introdurre in casa «due soggetti di garbo» venuti a consolare le padrone. Lei rimane sbalordita alla vista degli spasimanti: si presentano infatti due nobili albanesi con grandi mustacchi e vesti stravaganti, nei quali la servetta non riconosce Ferrando e Guglielmo. Fiordiligi e Dorabella rimproverano Despina per averli fatti entrare, ma Don Alfonso interviene fingendo di riconoscerli come amici carissimi. Tuttavia Fiordiligi ribadisce l’incrollabile fedeltà sua e della sorella e chiede rispetto. Guglielmo tenta goffamente di ottenere i loro favori, ma le fanciulle se ne vanno disgustate. Ciò rallegra molto i due giovani che si sentono già vincitori della scommessa. Tuttavia Don Alfonso li ammonisce: c’è tempo ancora per cantare vittoria, per ora essi debbono soltanto stare ai suoi ordini.
Despina vanta col filosofo un suo piano infallibile per indurre le padrone a capitolare. Infatti poco dopo giungono i due ‘albanesi’ e bevono sotto gli occhi delle esterrefatte fanciulle il contenuto di due bottigliette di (finto) arsenico. Don Alfonso chiede pietà per i poveretti e corre a cercare un medico, mentre le due sorelle si inteneriscono. Giunge uno strano dottore (Despina travestita) e tocca con la calamita i ‘morenti’: sostenuti dalle pietose fanciulle i due spasimanti rinvengono poco a poco. Ferrando si rivolge teneramente a Fiordiligi e Guglielmo a Dorabella – scambiando così l’oggetto della finta passione – e il corteggiamento riprende sempre più focoso fino a che la sconveniente e intempestiva richiesta di un bacio manda le dame su tutte le furie. La loro sproporzionata reazione è evidentemente indice del loro turbamento e della imminente capitolazione. Dal canto loro gli ‘albanesi’ cominciano a chiedersi se l’ira delle fanciulle sia finta o vera e a temere il peggio.

 

Atto secondo

Despina sollecita le padrone a non lasciar perdere le buone occasioni. Per salvare le apparenze suggerisce di spargere la voce che i forestieri frequentano la casa per incontrarsi con lei. Dorabella è del parere di accettare le visite degli spasimanti solo «per divertirsi un poco e non morire dalla malinconia», Fiordiligi si lascia convincere e concede alla sorella la scelta del corteggiatore. Dorabella prende Guglielmo e lascia Ferrando a Fiordiligi, che ne sembra contenta: lo scambio delle coppie e perfetto!
Don Alfonso avverte le dame che gli albanesi hanno organizzato in giardino una serenata in loro onore. I due spasimanti, accompagnati da un coro di musici, chiedono alle «aurette amiche» di recare alle belle sdegnose i loro sospiri. Dorabella cede per prima alle ardenti suppliche di Guglielmo e accetta in regalo un cuore che mette al posto del medaglione con il ritratto di Ferrando. Fiordiligi, anche se profondamente turbata, resiste ancora e trova la forza di ordinare a Ferrando di andarsene ma, rimasta sola, confessa a se stessa di amarlo.
I due ‘albanesi’  fanno il punto della situazione: Guglielmo è molto felice nell’apprendere che la sua Fiordiligi ha respinto l’assalto dell’amico, ma deve confessargli, con malcelata soddisfazione, che Dorabella non è stata altrettanto virtuosa. Ferrando si dispera e progetta di vendicarsi, mentre Guglielmo, certo della vittoria, chiede a Don Alfonso i suoi cinquanta zecchini. Ma ancora il saggio filosofo gli ricorda che il tempo della scommessa non e scaduto.
Fiordiligi è nelle sue stanze in preda a una grande agitazione e, per salvare il proprio onore, decide di raggiungere Guglielmo al campo militare travestita da ufficiale, invano dissuasa dalla sorella già felice per le nuove nozze. Mentre la fanciulla si sta preparando per la partenza viene raggiunta da Ferrando il quale, pungolato dal desiderio di vendicarsi, giuoca con accanimento le sue ultime carte e si finge così disperato da cercare la morte. Fiordiligi non gli sa più resistere e si abbandona vinta fra le sue braccia.
Guglielmo, che ha assistito di nascosto con Don Alfonso alla scena, è furente e si sfoga imprecando contro la traditrice. Raggiunto dall’amico cerca con lui il modo di castigare le infedeli e Don Alfonso interviene con un suggerimento: «sposatele». I giovani si ribellano a quest’idea, ma il vecchio filosofo spiega loro che, dal momento che la natura non fa eccezioni, tanto vale tenersi queste donne: «così fan tutte». Despina reca la bella notizia che finalmente le «care madame» sono disposte al matrimonio e si prepara a un nuovo travestimento.
Ha inizio la festa di nozze. Mentre gli sposi si fanno scambievoli auguri di felicità il coro auspica comicamente per le «amabili sposine» di essere «a guisa di galline […] di figli ognor prolifiche che le agguaglino in beltà». Alfonso introduce un notaio (si tratta ancora di Despina travestita). Si stende il contratto, le dame firmano e subito si odono da lontano voci maschili inneggianti alla vita militare: i due ufficiali stanno per tornare alle loro donne! Gli ‘albanesi’ fuggono con il ‘notaio’ nella stanza accanto e, poco dopo, Guglielmo e Ferrando riabbracciano le loro «spose adorabili» che li accolgono tremanti e stranamente silenziose. Su suggerimento di Alfonso gli ufficiali raccolgono da terra il contratto nuziale e, alla vista delle firme delle loro donne, si adirano terribilmente. Alle fanciulle non resta che ammettere la colpa e chiamare in causa i «traditori» Alfonso e Despina, ma i due giovani entrano nella stanza e ne escono con l’abito ‘albanese’, rendendo a Dorabella il ritratto di Ferrando e a Despina la calamita del medico. Ora tutto e chiaro. L’ultima parola spetta al filosofo che unisce le coppie tranquillizzando i giovani amici con il suo razionale cinismo: perdute le illusioni, ora si facciano le nozze. La proposta è accolta con sollievo da tutti: «Fortunato l’uom che prende / ogni cosa pel buon verso / e fra i casi e le vicende / da ragion guidar si fa».

Dove

luoghi-teatro-costanzi

Teatro Costanzi

Maggiori info

Le date

Prima rappresentazione

  • mercoledì
    18
    Gen
    ORE 19:30 Turno A

Le repliche

  • giovedì
    19
    Gen
    ORE 19:30
  • venerdì
    20
    Gen
    ORE 19:30 Turno B
  • sabato
    21
    Gen
    ORE 18:00 Turno D
  • domenica
    22
    Gen
    ORE 16:30 Turno E
  • martedì
    24
    Gen
    ORE 19:30 Turno C
  • mercoledì
    25
    Gen
    ORE 19:30
  • giovedì
    26
    Gen
    ORE 19:30 Turno F
  • venerdì
    27
    Gen
    ORE 19:30

Anteprima giovani

domenica
15
Gen
17:00

La recita del 18 gennaio sarà trasmessa in diretta su

Rai radio 3

Ti può interessare anche

Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza possibile sul nostro sito.
Se vuoi saperne di più, consulta la cookie policy.Proseguendo con la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie