‘Idomeneo, re di Creta’ con la direzione di Michele Mariotti e la regia di Robert Carsen

A novembre dall’ 8 al 16 va in scena Idomeneo, re di Creta, raro titolo mozartiano, suo primo capolavoro serio in lingua italiana che unisce il nitore classico del mito greco a un linguaggio teatrale aperto alle riforme operistiche del secondo Settecento. Idomeneo è apparso sulle scene del Costanzi una sola volta nel 1983 diretto da Peter Maag, con la regia di Luciano Damiani. Questo nuovo allestimento – in coproduzione con il Teatro Real di Madrid, la Canadian Opera Company e la Royal Danish Opera di Copenhagen –  sarà diretto da Michele Mariotti che debutta all’Opera di Roma. Si tratta invece della seconda regia in questa stagione affidata a Robert Carsen, che collabora anche con Luis F. Carvalho alle scene e con Peter van Praet alle luci. I costumi sono di Petra Reinhardt, i movimenti coreografici di Marco Berriel e video di Will Duke. Nel ruolo del titolo Charles Workman, Joel Prieto (al suo debutto al Costanzi) sarà Idamante, Rosa Feola, in alternanza con Adriana Ferfecka, Ilia e Miah Persson sarà Elettra.
Il dramma per musica in tre atti scritto dall’abate Giambattista Varesco è tratto dall’omonimo libretto di Antoine Danchet per la tragedie-lyrique Idoménée, di André Campra. Fu commissionato a Mozart per un pubblico privato in occasione dei festeggiamenti del carnevale del 1871 e rappresentato per la prima volta a Monaco di Baviera.
L’opera si apre sull’isola di Creta poco dopo la fine della guerra di Troia e racconta il conflitto tra il re Idomeneo e suo figlio Idamante, l’idillio amoroso di quest’ultimo con Ilia, e la gelosia della rivale Elettra. La colpa di Idomeneo che porta l’isola alla rovina risiede nel suo modo bellicoso di amministrare il potere e nella sua incapacità di farsi da parte e lasciare la successione al figlio. Il lieto fine, corale, è sancito dunque dalla rinuncia di Idomeneo al potere, la salita al trono di Idamante, il suicidio di Elettra, le nozze dei due amanti e soprattutto la pace agognata, con i combattenti che si spogliano di armi e divise militari.
Opera a suo modo unica nella produzione mozartiana, Idomeneo è attraversata da un intenso lirismo e da una forte drammaticità che, attraverso una forte caratterizzazione psicologica dei suoi personaggi, riesce ad affascinare il pubblico con il potere del linguaggio universale della mitologia classica.
“Una dichiarazione anti-bellicista potente – spiega Robert Carsen – con un finale pieno di speranza nella possibilità che una nuova generazione, l’amore e la pace, siano capaci di trasformare un mondo ferito dal potere, dai conflitti e dalla distruzione”.

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