All’Opera di Roma dal 15 settembre con Emmanuel Tjeknavorian sul podio e un cast capitanato da Germán Olvera, Roberta Mantegna, Martina Russomanno, Erwin Schrott ed Elmina Hasan
Compie vent’anni e arriva per la prima volta in Italia il celebrato allestimento de Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart ideato da Claus Guth nel 2006 per il Festival di Salisburgo, e che l’Opera di Roma mette in scena a partire da martedì 15 settembre per un totale di otto recite, fino al 23 settembre, cui si aggiunge l’anteprima per i giovani di domenica 13 settembre. Creata in occasione del 250° anniversario della nascita di Mozart, la produzione è stata ripresa a Salisburgo nel 2007, nel 2009 e nel 2011. Nel 2016 è stata acquisita dalla Canadian Opera Company, che l’ha presentata per la prima volta a Toronto nello stesso anno. Nel 2022 è stata quindi ospitata dal Teatro Real di Madrid, per tornare a Toronto nel 2023 e arrivare oggi al suo debutto italiano al Costanzi. Guth – che torna a Roma dopo il successo della Jenůfa del 2024, produzione già vincitrice a Londra di un Olivier Award – propone una lettura profondamente psicologica del capolavoro mozartiano, spostando il baricentro dalla tradizionale dimensione di commedia degli equivoci all’indagine dei rapporti umani e delle dinamiche di coppia. Ambientata agli inizi del Novecento in un unico spazio scenico ideato da Christian Schmidt – l’androne di una dimora borghese dominato da un’imponente scalinata – la vicenda si sviluppa come un intenso dramma da camera, in cui desideri, frustrazioni e tensioni emotive emergono con forza. Schmidt firma anche i costumi, mentre la drammaturgia è di Ronny Dietrich, le luci sono curate da Olaf Winter, i movimenti coreografici da Ramses Sigl e i video da Andi A. Müller. L’azione inizia negli interni della casa degli Almaviva ma, man mano che il dramma si sviluppa, la scena si trasforma e lo spazio viene progressivamente invaso dal bosco, che nel quarto atto diventa l’ambiente dominante. Non si tratta però di un semplice cambio di luogo previsto dal libretto: Guth fa del bosco un luogo mentale e simbolico, dove emergono desideri repressi, paure e pulsioni inconsce dei personaggi. A dirigere Le nozze di Figaro, scritte tra il 1785 e il 1786 su libretto di Lorenzo Da Ponte, è chiamato Emmanuel Tjeknavorian, vincitore del Premio Abbiati 2025 come miglior direttore e al suo debutto al Teatro Costanzi. Nato a Vienna nel 1995 in una famiglia di musicisti di origine armena, Tjeknavorian ha costruito una carriera che unisce l’attività di violinista a quella di direttore d’orchestra. Dal settembre 2024 è Direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano.
Sul palco sono impegnati Germán Olvera, che si alterna con Vito Priante nella parte del Conte di Almaviva; Roberta Mantegna, in alternanza con Federica Guida come Contessa; Martina Russomanno, affiancata da Benedetta Torre nei panni di Susanna; Erwin Schrott e Alessio Arduini incarnano Figaro; Elmina Hasan e Cecilia Molinari vestono invece i panni di Cherubino. Completano il cast Monica Bacelli (Marcellina), Roberto Scandiuzzi (Bartolo), Marcello Nardis (Don Basilio), Blagoj Nacoski (Curzio), Jessica Ricci e Alejo Alvarez Castillo (provenienti dal progetto Fabbrica dell’Opera di Roma, impegnati rispettivamente nelle parti di Barbarina e Antonio). Il coro della Fondazione capitolina è diretto da Ciro Visco.
Tra le invenzioni più originali della regia di Claus Guth – vincitore di un OPER! Award nel 2023 e dell’International Opera Awards nel 2025 – vi è Cherubim, il doppio muto di Cherubino che attraversa la vicenda come personificazione del desiderio, dell’attrazione e delle pulsioni inconsce che animano i protagonisti. A interpretarlo è stato, fin dalla prima rappresentazione della produzione a Salisburgo nel 2006, Uli Kirsch, attore, danzatore e acrobata, all’epoca ventottenne. Da allora Kirsch ha continuato a vestire i panni di Cherubim in tutte le principali riprese internazionali dell’allestimento, e sarà impegnato anche sul palcoscenico dell’Opera di Roma.
Anteprima giovani: domenica 13 settembre ore 16.30
Prima rappresentazione: martedì 15 settembre ore 19.00 e in diretta su Radio3
Repliche: mercoledì 16, giovedì 17, venerdì 18 ore 19.00, sabato 19 ore 18.00, domenica 20 ore 16.30, martedì 22, mercoledì 23 ore 19.00













