Il “Rigoletto” noir di Michieletto arriva a Caracalla. Sul podio Riccardo Frizza

Debutta al Caracalla Festival 2023 Rigoletto di Giuseppe Verdi con la regia di Damiano Michieletto, rivoluzionario allestimento concepito in chiave anti-Covid nel 2020 per inaugurare la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma al Circo Massimo. Prima regia operistica messa in scena in Europa dopo i difficili mesi di lockdown, l’opera – che fu trasmessa in diretta su Rai5 e dalla quale è stato realizzato il film Rigoletto al Circo Massimo (prodotto dal Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con Indigo Film, con il contributo del MIC e presentato nel 2021 alla Festa del Cinema di Roma) – viene oggi ripensata per il palco di Caracalla, dove va in scena dal 3 al 10 agosto. L’allestimento segna il debutto al Teatro Grande del direttore d’orchestra Riccardo Frizza e del tenore Piero Pretti, impegnato nella parte del Duca di Mantova, mentre sarà la prima volta con il Teatro dell’Opera di Roma e a Caracalla per il soprano Zuzana Marková, che incarna Gilda. Gran ritorno nel ruolo di Rigoletto invece per Roberto Frontali, già apprezzato protagonista al Circo Massimo nel 2020. L’orchestra e il coro – diretto dal Maestro Ciro Visco – sono quelli del Teatro dell’Opera di Roma.

«Questo Rigoletto porta con sé dei ricordi emozionanti» dice Michieletto. «Primo spettacolo dal vivo del 2020 in Italia con il pubblico, è stato messo in scena rispettando tutti i regimi di contenimento imposti in quel momento. Il Teatro dell’Opera, con grande orgoglio, aveva accolto la sfida di realizzare la stagione al Circo Massimo, e la presenza del Presidente Sergio Mattarella aveva acceso l’entusiasmo di tutti. A distanza di tre anni lo riproponiamo a Caracalla, con un lieve adattamento e su un palcoscenico più piccolo rispetto alle dimensioni del Circo Massimo. Lo spettacolo – conclude Michieletto – mantiene il progetto di mescolare recitazione e riprese live: tre operatori steady-cam si muoveranno tra il cast per regalare al pubblico un doppio sguardo durante tutta l’opera».

Ambientato negli anni ’80 in un immaginario mondo criminale, lo spettacolo è concepito come un noir cinematografico, dove recitazione e video si intrecciano per restituire sogni, desideri e colpe dei protagonisti. Nello spazio di una degradata e moderna provincia, Rigoletto agisce da archetipo «shakespeariano»: è un buffone deforme, disprezzato e umiliato che, mosso a vendetta per proteggere il suo unico amore, finisce per diventarne il responsabile della morte.

Noto per l’originalità e l’inventiva dei suoi allestimenti, Damiano Michieletto è tra i registi più apprezzati e richiesti sulla scena internazionale. Per i suoi spettacoli, messi in scena in tutto il mondo, ha ricevuto numerosi premi: il Laurence Olivier Award, l’Irish Times Award, l’Österreichischer Musiktheaterpreis e il Reumert Prize. Ha vinto anche due Premi Abbiati, nel 2007 e nel 2017: il secondo per La damnation de Faust di Berlioz, spettacolo inaugurale della Stagione 2017/2018 del Teatro dell’Opera di Roma. A fine 2021 ha esordito alla regia cinematografica con Gianni Schicchi di Puccini (Genoma Films). Dopo Rigoletto al Caracalla Festival 2023, tornerà all’Opera di Roma a ottobre 2023 con Giulio Cesare in Egitto di Händel e nel 2024 con Die Zauberflöte (Il flauto magico) di Mozart.

Chiamato a dirigere per la prima volta sul podio di Caracalla, Riccardo Frizza è stato vincitore nel 2011 del premio Ópera XXI. Vanta grande esperienza nel repertorio operistico italiano dell’Ottocento e ha diretto nelle più prestigiose istituzioni musicali al mondo, come Metropolitan Opera House di New York, San Francisco Opera, Bayerische Staatsoper di Monaco, Opéra national de Paris e Tokyo Philarmonic Orchestra. Ospite regolare del Teatro dell’Opera di Roma, dal 2017 è direttore musicale del festival Donizetti Opera di Bergamo e dal 2022 è a capo dell’Orchestra Sinfonica e del Coro della Radio Ungherese.

Sul palco come protagonista torna, dopo l’esperienza al Circo Massimo nel 2020, Roberto Frontali. Da anni interprete di Rigoletto, ha portato questo ruolo a New York, Madrid, Tokyo e, in Italia, a Torino, Venezia e Roma. Ha collaborato con direttori come Claudio Abbado, Riccardo Muti, Zubin Mehta e Myung Whun-Chung. Al suo fianco come Gilda c’è Zuzana Marková, al suo debutto all’Opera di Roma e a Caracalla. Vincitrice del secondo premio al Concorso Internazionale Ernst Häfliger in Svizzera nel 2012, Marková ha cantato nei teatri più prestigiosi al mondo, con un repertorio che spazia da Verdi a Thomas Adès. Debutta a Caracalla anche il tenore Piero Pretti, impegnato nella parte del Duca di Mantova: un ruolo che ha portato con successo in diversi teatri europei, dalla Bayerische Staatsoper alla Royal Opera House a Londra, fino al Real di Madrid. Martina Belli, invece, è Maddalena per la prima volta a Caracalla, mentre Riccardo Zanellato – premio Verdi d’Oro nel 2018 – interpreta Sparafucile. Entrambi hanno cantato nell’allestimento di Michieletto del 2020.

Completano il cast Irina Dragoti (Giovanna), Dario Russo (Monterone), Alessio Verna (Marullo), Pietro Picone (Matteo Borsa) e Roberto Accurso (Conte di Ceprano).

Le scene sono di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti, le luci di Alessandro Carletti, i movimenti coreografici di Chiara Vecchi, mentre la regia camere live è di Filippo Rossi.

Rigoletto è un’opera lirica in tre atti composta nel 1851 da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. Prima delle tre opere – con Il trovatore e La traviata – che andranno a formare la trilogia popolare verdiana, si basa sul dramma Le roi s’amuse (Il re si diverte) di Victor Hugo, censurato in Francia dopo solo una rappresentazione nel 1832 a causa della sua critica alla monarchia. Verdi e Piave, per evitare problemi con la censura austriaca, apportarono alcune modifiche al libretto, tra cui il cambio di ambientazione e il titolo originario, pensato come La maledizione. È infatti un dramma sulle colpe dell’uomo quello del Rigoletto: protagonista è un buffone deforme che progetta di vendicarsi – assumendo un sicario – del Duca di Mantova, colui che ha sedotto e rapito con l’inganno sua figlia Gilda. Proprio lei, tuttavia, finirà uccisa al suo posto.

La prima rappresentazione si terrà giovedì 3 agosto. Le repliche sono previste per domenica 6, martedì 8 e giovedì 10 agosto. Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21.00.

 

Roma, 18 luglio 2023

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“La traviata” torna a Caracalla nell’acclamata regia di Lorenzo Mariani

Violetta Valéry come Anita Ekberg, Laura Antonelli e Marilyn Monroe: torna in scena a Caracalla, dal 21 luglio al 9 agosto, La traviata di Giuseppe Verdi nell’acclamata regia del 2018 di Lorenzo Mariani. Nel ruolo di Violetta il soprano Francesca Dotto, già protagonista dello stesso allestimento nel 2019. Per il capolavoro di Verdi – che sul podio vede impegnato un direttore di grande esperienza operistica come Paolo Arrivabeni –  il regista si ispira agli anni de La dolce vita di Fellini, da una prospettiva però estranea al lusso e agli scintillii: la storia di Violetta Valéry si intreccia con quella delle icone del cinema di un tempo, gettate nel vortice della società divoratrice dello star system.

«Quando sono stato invitato a montare La traviata ho voluto partire dalle fonti» racconta Lorenzo Mariani «andando a rileggere il romanzo La dame aux camélias di Alexandre Dumas. E mi sono trovato davanti a una bomba di emozioni quasi insopportabili per la loro intensità. Sono davvero angosciose le sofferenze che deve patire la protagonista». Ed è stato proprio chiedendosi in che modo avrebbe potuto dipingere un mondo così privo di speranze che ha pensato a La dolce vita di Fellini. «Nel film c’è moltissima bellezza, ma si tratta di una bellezza feroce, che divora le persone. In effetti, quel film è un ritratto spietato della Roma e dell’Italia di fine anni Cinquanta. Possiede il fasto e il glamour di un sistema che stritola. Penso a certe attrici consumate dal successo in pochi anni come Laura Antonelli, che ci ha rimesso la vita. Anche Violetta è così, cioè intrappolata in un mondo che non dà scampo. D’altronde la borghesia francese di metà Ottocento era spietatissima».

Lorenzo Mariani è tra i registi d’opera più esperti della scena contemporanea, particolarmente apprezzato per la sua attività di direttore artistico svolta al Teatro Massimo di Palermo per otto anni. Ha collaborato con direttori del calibro di Claudio Abbado e Zubin Mehta, mettendo in scena allestimenti che hanno girato in tutto il mondo (San Francisco, Tokyo, Shanghai, Göteborg, Helsinki, Tel Aviv). Per l’Opera di Roma, a Caracalla, ha diretto nel 2014 un Barbiere di Siviglia rossiniano di grande successo.

A dirigere il capolavoro di Verdi è Paolo Arrivabeni, specializzato nel repertorio operistico italiano, che torna a Caracalla dopo il grande successo, nel 2015, de La bohème di Puccini messa in scena da Davide Livermore. Arrivabeni ha diretto innumerevoli produzioni operistiche e ha collaborato con i più prestigiosi teatri e istituzioni musicali al mondo, come la Deutsche Oper di Berlino, la Wiener Staatsoper e la Metropolitan Opera House di New York. Direttore Musicale dell’Opéra Royal de Wallonie di Liegi dal 2008 al 2017, il maestro viene ospitato regolarmente nei maggiori festival operistici nazionali e internazionali.

Apprezzatissima nel ruolo di Violetta Valéry, il soprano Francesca Dotto – che della cortigiana è una delle più note interpreti – ha vestito i panni di Violetta all’Opera di Roma nella celebre produzione del 2016 con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino, e a Caracalla nel 2019 in questa versione firmata da Mariani. Ad affiancarla nel ruolo di Alfredo Germont, si alterneranno il giovane tenore Giovanni Sala – vincitore nel 2014 del Concorso per Giovani Cantanti Lirici dell’Associazione Lirica Concertistica italiana – e Alessandro Scotto di Luzio, anche lui già Alfredo nel 2019 a Caracalla. Giorgio Germont è invece interpretato da Christopher Maltman – richiestissimo baritono per ruoli verdiani – e da Marco Caria – premio speciale del pubblico e secondo classificato al Concorso Operalia nel 2007.

Completano il cast Ekaterine Buachidze (Flora Bervoix), Mariam Suleiman (Annina), Mattia Rossi (il marchese d’Obigny), Nicola Straniero (Gastone), tutti appartenenti a “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera, Arturo Espinosa (Barone Douphol) diplomato nello stesso progetto “Fabbrica” e Viktor Schevchenko (Dottor Grenvil). L’orchestra e il coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma.

Collaboratore alla regia e coreografo Luciano Cannito, le scene e i costumi sono rispettivamente di Alessandro Camera e Silvia Aymonino. Alle luci Roberto Venturi e ai video Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii.

La traviata è un melodramma in tre atti con musica di Giuseppe Verdi e su libretto di Francesco Maria Piave, tratto da La dame aux camélias (La dama o signora delle camelie) di Alexandre Dumas figlio, romanzo adattato alle scene teatrali parigine nel 1852. Composta ed eseguita per la prima volta nel 1853 al Teatro La Fenice di Venezia, l’opera di Verdi conclude il cosiddetto ciclo della trilogia popolare sancendo, assieme a Rigoletto e Il trovatore, l’ingresso nella maturità drammaturgico-espressiva del compositore.

Trama. Parigi, metà XIX secolo. Violetta è una giovane cortigiana che vive nel lusso e nella mondanità quando, ad una delle sue feste, Alfredo Germont le dichiara il suo amore. Violetta abbandona così la sua vita parigina, trasferendosi con il giovane in una casa di campagna. Un giorno, però, il padre di Alfredo le fa visita, chiedendole di lasciare il figlio poiché la relazione sta gettando discredito sulla sua famiglia. Violetta, disperata, lo abbandona. Nel frattempo il decorso della sua malattia, la tisi, si fa sempre più grave: pochi giorni dopo le scuse di Giorgio Germont e mentre lei e Alfredo si ricongiungono promettendosi una vita d’amore e felicità, Violetta muore fra le braccia dell’innamorato.

La prima rappresentazione si terrà venerdì 21 luglio alle ore 21.00. Le repliche sono previste per martedì 25, venerdì 28 luglio, mercoledì 2, venerdì 4 e mercoledì 9 agosto. L’orario di inizio di tutti gli spettacoli è alle 21.00.

Ogni rappresentazione è in lingua originale con sovratitoli in italiano e inglese.

 

Roma, 17 luglio 2023

 

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Le “Metamorfosi” di Ovidio lette e commentate da Valerio Magrelli

La metamorfosi come condanna, atto di salvezza o di giustizia: persino resurrezione. Il concetto unificante di trasformazione che attraversa il mito occidentale, al centro de Le metamorfosi di Ovidio, è protagonista della lettura commentata del poema latino che Valerio Magrelli – Premio Feltrinelli per la poesia italiana – presenta il 18 e il 19 luglio alle ore 19 nel suggestivo spazio del Teatro del Portico alle Terme di Caracalla. Si tratta della prima lettura pubblica del poema da parte di Magrelli e della seconda proposta di prosa – dopo il successo de Gli occhiali di Šostakovič di Valerio Cappelli con Moni Ovadia – del Caracalla Festival 2023, quest’anno arricchito dalla programmazione “Off” che spazia dall’opera al cinema fino al teatro.

«Ho letto e riletto Ovidio in italiano gettando ogni tanto un’occhiata sul testo a fronte, e mi sento di poter adottare per intero la splendida definizione di Roberto Andreotti: Classici elettrici» racconta Valerio Magrelli «Elettrici, ossia ad alta conduzione, sono quei testi in cui la corrente guizza via attraverso i secoli. È questa la più convincente metafora che ho trovato per definire le opere fondanti della nostra cultura. La trasmissibilità delle Metamorfosi fa loro varcare duemila anni come se niente fosse. [..] Se ho scelto Ovidio è stato soprattutto per la sua potenza narrativa, anzi, direi meglio, per la forza di trazione e attrazione esercitata sul lettore».

Dal Narciso consumato dall’amore di sé all’Aracne ragnificata per la propria superbia, fino al celebre mito di Dafne trasformata in alloro per sottrarsi al desiderio di Apollo: ne Le Metamorfosi – composte da Ovidio tra l’anno 2 e l’anno 8 del I secolo d.C. – il poeta raccoglie e rielabora più di 250 favole del mondo greco-romano legati alla trasformazione, sia fisica che spirituale. Un’eredità che ha attraversato i secoli e che è stata celebrata da grandi autori come Dante – che nella Commedia pone Ovidio accanto a Omero – Shakespeare e D’Annunzio. Dei dodicimila esametri che compongono quest’imponente opera, Magrelli offre all’ascoltatore un’accurata quanto vasta selezione. La lettura e il commento si basano sull’edizione critica a firma di Enrico Oddone.

 

Nato a Roma nel 1957, Valerio Magrelli ha pubblicato sei libri di poesie (raccolti nel volume Le cavie, Einaudi 2018), il pamphlet in versi Il commissario Magrelli (Einaudi 2018), e un ciclo di quattro volumi in prosa (concluso con Geologia di un padre, Einaudi 2013). Il suo ultimo libro di versi è Exfanzia(Einaudi 2022). Professore ordinario di letteratura francese all’Università Roma Tre, ha diretto la serie trilingue “Scrittori tradotti da scrittori” (Einaudi; Premio Nazionale per la Traduzione 1996). Nel 2002 l’Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana.

 

Le letture commentate si terranno martedì 18 e mercoledì 19 luglio alle ore 19.00 al Teatro del Portico delle Terme di Caracalla

Roma, 12 luglio

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“Ricostruzione 1.0” in prima assoluta per Caracalla OFF 2023

La programmazione ‘Caracalla Off’ 2023 al Teatro del Portico prosegue lunedì 17 luglio, alle 21.00, con una prima rappresentazione assoluta: Ricostruzione 1.0, spettacolo nato dall’estro creativo dei giovani talenti della IV edizione di “Fabbrica”, lo Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Lorenzo Amato.

«Ricostruzione 1.0 nasce dall’ interrogarsi da parte di un gruppo di giovani artisti su cosa siano oggi l’Opera e il mondo del Teatro – spiega la regista Antonella Lo Bianco. Abbiamo approfondito il ruolo dell’artista/cantante intrappolato in un teatro abbandonato, fermo in un tempo che non avanza, per noi un simbolo della società odierna. La difficoltà di comunicare e il senso di abbandono causano la crisi. L’amore per il luogo e per la professione spinge l’artista verso la consapevolezza e la necessità di ricostruzione, lo porta a liberare lo spazio e il corpo da ciò che non è più utile. È questo il percorso che fanno i protagonisti di questo viaggio onirico che è Ricostruzione 1.0».

Lo spettatore di Ricostruzione 1.0, a Caracalla il 17 luglio (ore 21.00), si trova di fronte uno spazio scenico che vuole rappresentare proprio il “Teatro”, un teatro crollato e abbandonato dove si anima questa fantasia onirica su musiche di Mozart, Rossini, Bellini e Puccini che si susseguono secondo una struttura emozionale, non cronologica né filologica. A dare voce alle celebri arie e pezzi di insieme saranno i cantanti Valentina Gargano (soprano), Mariam Suleiman (soprano), Ekaterine Buachidze (mezzosoprano), Eduardo Niave (tenore), Nicola Straniero (tenore), Mattia Rossi(baritono) Spartak Sharikadze (basso), accompagnati al pianoforte da Zenoviia-Anna Danchak e Pavel Tialo.

La fantasia musicale si divide in tre sezioni, la prima dedicata all’amore, la seconda alla crisi, la terza alla speranza. All’inizio di questo percorso tutto è trappola. I costumi firmati da Mario Celentano sono ingombranti e pesanti, coperti di argilla, la stessa usata per l’elaborato trucco sugli interpreti; l’effetto visivo vuole evocare la patina del tempo che conferisce ai personaggi una rigidità quasi scultorea. Una trappola sono anche le scene di Chiara Mirabella, dove protagonista indiscussa è la rete-labirinto creata dalle funi. La luce è curata da Giulia Bandera: inizialmente finta e artefatta, a ricordare gli albori di un teatro ormai desueto, diventa poi essenziale nel momento della liberazione. L’impianto scenico vive lo stesso percorso dell’artista/cantante, tutto subisce una trasformazione che porta alla liberazione.

 

Roma, 14 luglio

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Il 23 luglio a Caracalla “Gran Gala di Danza” con Maia Makhateli e Jacopo Tissi

La programmazione del Caracalla Festival 2023 dedicata al balletto volge al termine con il Gran Gala di Danza di domenica 23 luglio alle 21.00. Una data unica per un evento molto speciale che vede impegnate le stelle ospiti, Maia Makhateli e Jacopo Tissi, e quelle del Teatro dell’Opera di Roma, le étoiles Alessandra Amato, Rebecca Bianchi, Susanna Salvi e Alessio Rezza, i primi ballerini Claudio Cocino e Michele Satriano, i solisti e il Corpo di Ballo. Le musiche sono eseguite dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Alvise Casellati.

Da non perdere un altro spettacolo in programma la stessa sera, prima del Gala: quello degli Allievi della Scuola di Danza, anche questa diretta da Eleonora Abbagnato, alle 19.00 al Teatro del Portico, nuovo spazio creato per il cartellone ‘Off’ del Festival, ricavato grazie alla riapertura del Tempio di Giove, tornato visitabile dopo decenni.

Per il Gran Gala di Danza, dopo Roberto Bolle and Friends, il 23 luglio alle 21.00, sul grande palcoscenico delle Terme arrivano altri due ospiti internazionali: Maia Makhateli e Jacopo Tissi. Sono proprio loro ad aprire la serata. Accompagnati dalle ballerine soliste e del Corpo di Ballo della Fondazione capitolina danzano il ‘Grand Pas’ dal secondo atto di Paquita, per la coreografia di Petipa ripresa da Eleonora Abbagnato e Gillian Whittingham.

Il programma, diviso in due parti da un intervallo, si compone poi di passi a due da Il Corsaro firmato da José Carlos Martínez (interpreti Susanna Salvi e Alessio Rezza) e Il lago dei cigni di Petipa (interpreti Maia Makhateli e Jacopo Tissi), dal pas de deux tutto al maschile da Proust ou les intermittences du coeur di Petit, ripreso da Luigi Bonino (interpreti Michele Satriano e Giacomo Castellana) e dall’assolo di Alessandra Amato che danza La morte del cigno di Michel Fokine, ripresa da Eleonora Abbagnato. Il gran finale è affidato alle note e al ritmo incalzante del Bolero di Ravel con la coreografia creata da Krzysztof Pastor nel 2012. Il Bolero occupa un posto speciale nella storia della musica e della danza, e la versione ballettistica che ha segnato la storia e ancora oggi si pone come un’icona è quella leggendaria di Maurice Béjart. Da sempre il Bolero è stato concepito “in cerchio” generalmente con un tavolo rotondo al centro del palcoscenico su cui danza un solista, donna o uomo, e gli altri ballerini tutti intorno. Pastor sceglie di usare un ampio spazio rettangolare e di affidare l’esecuzione del suo Bolero a un uomo e a una donna, una coppia principale che in questo caso è formata da Rebecca Bianchi e Claudio Cocino, con un corpo di ballo che li ingloba e li rilascia.

Lo spettacolo vede i costumi del Teatro dell’Opera di Roma firmati da Anna Biagiotti; quelli de Il Corsaro sono di Francesco Zito, quelli del Bolero di Tatjana van Walsum. Jean-Michel Désiré firma le luci. Video di Igor Renzetti.

Il 23 luglio, tornano in scena gli Allievi della Scuola di Danza dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato, dopo il Saggio Spettacolo del 15 luglio al Costanzi. Prima del Gran Gala di Danza, alle 19 presso il Teatro del Portico, i giovani danzatori saranno interpreti di due titoli: Raymonda Suite da Marius Petipa e Il carnevale degli animali di Davide Bombana.

I brani coreografici che compongono la Suite di Raymonda sono ripresi dagli insegnati della Scuola Ioulia Sofina (‘Mazurca’ e ‘Danza ungherese’), e Ofelia Gonzalez e Pablo Moret (‘Grand pas classique’).

Il carnevale degli animali sulle musiche di Camille Saint-Saëns nella versione coreografica di Davide Bombana è la prima ad essere pensata per un pubblico giovane, con un importante messaggio ecologico: amare e rispettare sempre gli animali e la natura. Il coreografo italiano, di chiara fama internazionale, evita ogni forma di astrazione e intellettualismo, rimane fedele alla concezione del divertissement pensata dal compositore e propone una serie di danze eterogenee in stile con atmosfere multiformi e colorate, volte a descrivere il mondo animale nella sua gioia istintiva e disordinata.

I costumi sono firmati da Anna Biagiotti. Musiche su base registrata.

Biglietti in vendita e al botteghino e su operaroma.it

 

Roma, 15 luglio 2023

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Sabato 15 luglio il Saggio Spettacolo della Scuola di Danza

Il palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma torna ad illuminarsi anche durante l’estate per una serata molto speciale della quale si renderanno protagoniste le giovani promesse della Fondazione capitolina.

Sabato 15 luglio, alle 20.00, va in scena il Saggio Spettacolo di fine anno della Scuola di Danza, il primo della direzione di Eleonora Abbagnato, con un programma che intende tracciare la progressione tecnica dei giovani allievi della storica Scuola coniugandola con l’evoluzione dell’espressione artistica ed interpretativa.

La serata si apre con Imago sulle musiche di Joseph Haydn, Jean-Philippe Rameau e Christoph Willibald Gluck, coreografia creata da Giorgio Mancini nel 2019 e rimodulata per questa occasione per gli allievi di tutti i corsi.

Si prosegue con Atto Due, una nuova creazione in stile contemporaneo di Francesco Annarumma interpretata dagli allievi dei corsi intermedi e superiori sulle musiche di Ezio Bosso.

L’ultima proposta della serata, scelta con grande cura da Eleonora Abbagnato, è un omaggio all’eleganza del movimento e alla forza empatica dell’armonia e del virtuosismo: Péchés de jeunessedi Jean-Guillaume Bart. La coreografia, creata nel 2000 per l’Opéra national de Paris, viene riproposta da alcune coppie di allievi dei corsi superiori femminili e maschili. Le musiche sono estratte dalle sonate di Gioachino Rossini.

Gli Allievi della Scuola di Danza dell’Opera diretta da Eleonora Abbagnato torneranno in scena il 23 luglio, alle 19, al Teatro del Portico delle Terme di Caracalla. Le giovani promesse della danza interpretano una suite da Raymonda di Marius Petipa ripresa da Ioulia Sofina, Ofelia Gonzalez e Pablo Moret e Il carnevale degli animali con la coreografia di Davide Bombana. Lo spettacolo rientra nella programmazione del Caracalla Off 2023 e precede il Gran Gala di Danza presso il Teatro Grande delle antiche Terme, alle ore 21, con gli ospiti Maia Makhateli e Jacopo Tissi, e con Étoiles, Primi, Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma.

Prezzo dei biglietti per il saggio di fine anno al Teatro Costanzi 25 euro (15 euro in galleria)

Biglietti in vendita su operaroma.it e al botteghino

 

Roma, 13 luglio 2023

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Frecciarossa Treno ufficiale del Caracalla Festival 2023

Grazie alla collaborazione tra Trenitalia e Teatro dell’Opera di Roma, i clienti che raggiungeranno Roma con le Frecce potranno assistere ai prossimi spettacoli di Opera e Balletto in scena alle Terme di Caracalla, nell’ambito del Caracalla Festival 2023, con una riduzione del 20% sul prezzo intero dei biglietti.

Per usufruire della speciale riduzione sul biglietto di ingresso ad uno degli spettacoli, a scelta, La traviata, Gran Gala di Danza, Rigoletto, sarà necessario esibire presso la Biglietteria del Teatro il biglietto Frecce con destinazione Roma e data precedente o successiva all’evento di massimo 3 giorni.

L’accordo tra Trenitalia e il Teatro dell’Opera di Roma nasce con l’intento di avviare una sinergia tra arte e mobilità eco-sostenibile e promuovere l’utilizzo dei treni Alta Velocità di Trenitalia per raggiungere gli spettacoli che si terranno nella splendida cornice delle Terme di Caracalla.

 

Per informazioni: promozione.pubblico@operaroma.it – 0648160312-533-243

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Abbonamenti 2023/24
Aperta la vendita dei biglietti

 

È aperta la campagna abbonamenti per la stagione 2023/2024 dell’Opera di Roma che si inaugurerà il 27 novembre con Mefistofele di Arrigo Boito diretta da Michele Mariotti con la regia di Simon Stone.

A partire dal 10 luglio e fino al 24 settembre è possibile rinnovare gli abbonamenti Gran Teatro e All Inclusive

Dal 4 settembre e fino al 24 settembre è possibile sottoscrivere nuovi abbonamenti 

Dal 27 settembre  al 6 ottobre al via le altre formule di abbonamento: Fantasia, Weekend, Tutto Danza, Vietato ai maggiori di 26 anni

Dal 10 ottobre alle ore 13 parte la vendita dei biglietti.

 

Vi aspettiamo a teatro!

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Roberto Bolle ritorna al Caracalla Festival 2023

Dopo il successo delle recite di Cenerentola, c’è grande attesa per il ritorno di Roberto Bolle al Caracalla Festival 2023. Martedì 11 luglio parte da Roma il tour di Roberto Bolle and Friends, il Gala dei gala, che ogni anno riunisce alcune delle stelle più brillanti del panorama ballettistico mondiale. Si replica mercoledì 12 e giovedì 13, sempre alle 21.

Il Teatro Grande delle antiche terme romane sarà illuminato dalla bravura di talenti come Bakhtiyar Adamzhan dell’Astana Opera, António Casalinho del Bayerisches Staatsballett, Travis Clausen-Knight, guest internazionale, Valentine Colasante dell’Opéra National di Parigi, Melissa Hamiltondel Royal Ballet di Londra, Maria Khoreva del Mariinsky Ballet, Paul Marque dell’Opéra National di Parigi, Tatiana Melnik dell’Hungarian National Ballet e Casia Vengoechea, guest internazionale.

Il programma, ricco e trasversale, propone coreografie di genere classico e moderno di grande impatto: celebri balletti del repertorio classico quali Il corsaro e Le fiamme di Parigi si alternano a titoli creati da Wayne McGregor, Massimiliano Volpini, Mauro Bigonzetti.

 

Il prossimo appuntamento con la danza a Caracalla è il 23 luglio: il cartellone estivo prosegue con il Gran Gala di Danza al Teatro Grande alle 21 con i danzatori della compagnia e gli ospiti Maia Makhateli e Jacopo Tissi, mentre alle 19 gli Allievi della Scuola di Danza dell’Opera diretta da Eleonora Abbagnato al Teatro del Portico saranno in scena con una suite da Raymonda di Marius Petipa e Il carnevale degli animali di Davide Bombana.

 

Roma, 10 luglio 2023

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Tutto esaurito per il debutto di Myung-Whun Chung a Caracalla

Ha fatto registrare il tutto esaurito il debutto a Caracalla del grande direttore d’orchestra sudcoreano Myung-Whun Chung alla guida dell’Orchestra e del Coro dell’Opera di Roma. Domenica 9 luglio l’esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven ha raggiunto i numeri dei biglietti dei concerti pop in cartellone al Caracalla Festival 2023: 4.500 posti tutti occupati. Molto amato dal pubblico romano, Myung-Whun Chung ha concesso il bis della parte finale dell’ultimo movimento – An die Freude, su testo di Schiller, con gli spettatori entusiasti che battevano i piedi a tempo.

Sul palco del Teatro Grande delle antiche terme, insieme all’Orchestra e al Coro della Fondazione capitolina diretto da Ciro Visco, il soprano Olga Bezsmertna, il mezzosoprano Sara Mingardo, il tenore Giovanni Sala e il basso Roberto Tagliavini.

 

Roma, 10 luglio 2023

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