Le recite della “Passione” di Bach alla Nuvola sono spostate al 2024

A causa di alcune peculiarità della produzione, in accordo con il regista Romeo Castellucci e con tutte le parti coinvolte, le recite de LA PASSIONE di Johann Sebastian Bach previste alla Nuvola nei prossimi 10-12-13 aprile, sono spostate al 2024 in una data da destinarsi.

Lo spettacolo, infatti, presuppone la costruzione di una drammaturgia fondata su un profondo e continuativo lavoro con alcune figure simboliche del tessuto sociale del luogo dove avviene la rappresentazione.

Problematiche diverse, legate al perdurare della pandemia, rendono purtroppo impossibile la compiutezza necessaria per la miglior realizzazione del progetto.

 

Ci scusiamo con il gentile pubblico per il disagio.

 

Roma, 10 marzo 2022

 

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Aperte le selezioni per il Corso di formazione per Insegnanti di danza per il biennio 2022/24

È indetta una selezione per l’ammissione al “Corso biennale di formazione per Insegnanti di danza classico-accademica” istituito dalla Fondazione Teatro dell’Opera di Roma per il biennio 2022/2024.

Con l’istituzione di questo Corso la Scuola di danza si propone di trasferire ai partecipanti, nei due anni di frequenza obbligatoria, la metodologia didattica della danza accademica prevista dal proprio piano formativo e adottata per l’insegnamento dei primi tre corsi, permettendo ai partecipanti di acquisire il relativo programma di studio e di approfondire le proprie conoscenze didattiche.

 

 

Scarica il bando e compila la domanda di partecipazione

 

Roma, 4 marzo 2022

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Il Teatro dell’Opera di Roma cerca bassi per la produzione di ‘Turandot’

Il Teatro dell’Opera di Roma ha indetto una procedura d’ascolto per eventuale assunzione a tempo determinato, per voci bassi nel Complesso Corale per esigenze di produzione dello spettacolo Turandot di Giacomo Puccini, in programma  dal 22 al 31 marzo 2022.

 

Per chi volesse candidarsi alle selezioni in programma giovedì 10 marzo trova qui tutte le informazioni.

 

Roma, 1 marzo 2022

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Il Teatro dell’Opera di Roma a sostegno della pace

Il Teatro dell’Opera di Roma venerdì 25 febbraio alle ore 20, in occasione della prima del trittico di danza Forsythe / Inger / Blanc – che vede protagonista il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma e, come principali interpreti, l’étoile Susanna Salvi, i primi ballerini Claudio Cocino, Michele Satriano e Alessio Rezza – si è tinto di giallo e di blu in segno di vicinanza al popolo ucraino.

La facciata del Costanzi infatti è stata illuminata dai colori della bandiera dell’Ucraina per confermare il suo ruolo di polo di aggregazione civile e culturale della Capitale rispetto a una tragedia che sta colpendo in queste ore un popolo vicino e, soprattutto, per ribadire con fermezza l’impegno della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma a favore della pace e contro tutte le guerre.

 

Roma, 26 febbraio 2021

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Approvato bilancio previsionale 2022 con la nomina di Alessio Vlad e la conferma di Eleonora Abbagnato

Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, nella seduta di martedì 15 febbraio, ha approvato all’unanimità il bilancio previsionale 2022.

Nonostante le enormi difficoltà connesse con l’emergenza sanitaria, il bilancio previsionale, atteso in pareggio, evidenzia lo sforzo del Teatro che mira ad aumentare gradualmente la propria attività produttiva dopo il brusco calo verificatosi in questi ultimi due anni.

Nel corso della stessa seduta il Sovrintendente Francesco Giambrone, che già aveva annunciato l’anticipo dell’insediamento del maestro Michele Mariotti come Direttore musicale del Lirico capitolino, ha nominato Alessio Vlad Direttore artistico e ha confermato l’incarico di Eleonora Abbagnato alla direzione del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma.

 

Roma, 16 febbraio 2022

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Al via le selezioni per l’ammissione ai corsi della Scuola di Danza 2022/23

Sono aperte le selezioni per l’ammissione ai corsi per l’anno scolastico 2022/2023 della Scuola di Danza. Tra le più antiche e prestigiose Scuole professionali italiane, è stata istituita nel 1928 ed è stata diretta da alcune delle più prestigiose figure della danza italiana tra cui Attilia Radice, Walter Zappolini, Alberto Testa ed Elisabetta Terabust. Per la sua finalità la Scuola è da sempre impegnata, attraverso una mirata selezione, a preparare bambini, adolescenti e giovani che intendono intraprendere la professione del danzatore, con selezioni annuali di giovani provenienti da ogni parte d’Italia e non solo. Alla guida della Scuola dal 2011, Laura Comi già Prima Ballerina Étoile del corpo di ballo del Teatro dell’Opera.

Con l’invio della domanda, è possibile partecipare all’esame di ammissione per tre diverse tipologie di percorsi formativi. I Corsi professionali, dal 1° al 6°, per allievi ballerini da 9 fino a 17 anni. Il programma didattico prevede lezioni quotidiane di tecnica accademica classica, alla quale si aggiungono corsi di danza contemporanea, fisiotecnica e storia della musica. Gli anni di corso sono otto più un anno di perfezionamento per i più meritevoli, e vi si accede mediante una selezione annuale.

Un Corso di preparazione professionale coreutica per ragazzi dai 17 ai 22 anni, con lo scopo di ristabilire un adeguato rapporto tra la preparazione tecnica e l’età di appartenenza di giovani tersicorei ritenuti idonei.

E infine un Corso di fisiotecnica propedeutica alla danza, per bambini dagli 8 ai 10 anni: una tecnica volta alla conoscenza del corpo, al miglioramento degli schemi motori di base come la postura, l’equilibrio e la coordinazione dei bambini che intendono affrontare lo studio professionale della danza classica.

 

C’è tempo fino al 5 aprile 2022 per inviare la propria candidatura. In bocca al lupo a tutti gli aspiranti allievi!

 

Guarda i Bandi

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Da martedì 19 aprile il nuovo allestimento de “I puritani”

 

 

Martedì 19 aprile alle 20.00, in diretta su Rai Radio3, I puritani di Vincenzo Bellini debutta al Teatro dell’Opera di Roma. Sul podio il Maestro Roberto Abbado. Andrea De Rosa firma la regia di un nuovo allestimento che vede le scene di Nicolas Bovey, i costumi di Mariano Tufano e le luci di Pasquale Mari.
L’ultimo capolavoro della fulminea carriera del cigno di Catania manca al Costanzi dal 1990. Torna finalmente dopo oltre trent’anni di assenza dal palcoscenico e dopo il successo dell’esecuzione in forma di concerto il 23 gennaio 2021. Lo streaming gratuito su operaroma.tv, durante la chiusura al pubblico a causa della pandemia, è stato seguito da moltissimi spettatori virtuali da ogni parte del mondo. In questa occasione, come allora, il Maestro Roberto Abbado guida l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma nella versione integrale, con i tagli decisi dal compositore stesso prima del debutto assoluto. “Sono molto felice di dirigere questo sublime lavoro di Bellini, ingiustamente poco rappresentato oggi – dichiara il Maestro Abbado –: richiede cantanti eccezionali e il ruolo dell’orchestra è molto sviluppato. Se c’è un’opera dove la musica si fa teatro questa è I puritani. Non ci sono grandi accadimenti ma la musica di Bellini, divina, rende credibile, unifica e dà un senso al tutto, è di grande potenza. La guerra, quella civile inglese, c’è nella drammaturgia e si sente nella musica”.
Quando abbiamo cominciato le proveracconta il regista Andrea De Rosa – quasi contemporaneamente è iniziata l’invasione dell’Ucraina. Ho sentito il bisogno di portare qualcosa di questa grande tragedia in un’opera in cui la guerra c’è anche se, nel libretto, è sullo sfondo. L’ho restituita attraverso l’ossessione che rivive Elvira ogni volta che si sentono i corni nell’orchestra, i corni di guerra appunto, è spaventata, si tappa le orecchie, come sicuramente succede quando risuonano le sirene antiaeree nei luoghi di conflitto. In primo piano c’è invece il trauma grandissimo della protagonista che pensa di essere stata abbandonata dal suo amante il giorno delle nozze. Da qui emerge l’episodio centrale dell’opera: la follia. Elvira perde completamente di vista la realtà. Non vede e non riconosce più quello che ha davanti. Ho interpretato e messo in scena questa follia attraverso una forma di cecità della protagonista”.
A dar voce ai protagonisti dell’opera un cast d’eccezione: Lord Arturo Talbo sarà interpretato da John Osborn e da Francesco Demuro (26, 28, 30). Negli altri ruoli canteranno gli stessi interpreti impegnati nel fortunato concerto in streaming di gennaio 2021: Jessica Pratt (Lady Elvira Valton), Franco Vassallo (Sir Riccardo Forth), Nicola Ulivieri (Sir Giorgio Valton) e Roberto Lorenzi (Lord Gualtiero Valton). Riconfermati nel cast anche i due giovani talenti dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, Rodrigo Ortiz e Irene Savignano rispettivamente nei ruoli di Sir Bruno Roberton ed Enrichetta di Francia. Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma sarà diretto dal maestro Roberto Gabbiani.

Opera seria in tre atti su libretto di Carlo Pepoli, tratto dal dramma storico Têtes rondes et Cavaliers di Jacques-François Ancelot e Joseph Xavier Boniface, I puritani fu composta da Bellini tra il 1834 e il 1835. Accolta trionfalmente alla prima assoluta a Parigi al Théâtre des Italien il 24 gennaio 1835, otto mesi prima della morte prematura del compositore, avvenuta il 23 settembre dello stesso anno, la vicenda de I puritani si svolge in Inghilterra intorno al 1650, al tempo della guerra civile fra i Puritani, seguaci di Cromwell, e gli Stuart, fedeli al Re Carlo I. L’ardua e contrastata passione tra Elvira, figlia del generale dei Puritani, e Arturo, cavaliere degli Stuart, ostacolata dalla gelosia dell’antagonista Riccardo, conduce la giovane alla follia, immersa nei ricordi del suo passato felice, fino al tanto desiderato ritorno dell’amato che, condannato a morte, si salverà all’ultimo momento graziato da un’amnistia generale.

Dopo la prima di martedì 19 aprile alle ore 20.00, in diretta su Rai Radio3, I puritani di Bellini sarà replicata giovedì 21 (ore 20.00), domenica 24 (ore 16.30), martedì 26 (ore 20.00), giovedì 28 (ore 20.00), sabato 30 (ore 18.00).

Roma, 14 aprile 2022

 

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Al via il Concorso Art Bonus 2021: sostenete il Teatro dell’Opera di Roma con un clic!

premiare i migliori interventi finanziati attraverso il credito di imposta come sostegno al mecenatismo culturale. Il Teatro dell’Opera di Roma anche quest’anno è tra gli oltre 350 progetti in concorso che hanno raggiunto l’obiettivo economico entro il 31 dicembre 2021.
Il Concorso “Progetto Art Bonus dell’Anno” è nato nel 2016 con l’obiettivo di offrire visibilità agli enti promotori di raccolte Art Bonus e ai loro donatori attraverso il coinvolgimento del pubblico da casa che può votare i progetti sulla piattaforma del concorso o sui social.
Anche per il 2021 sarà possibile esprimere la propria preferenza per il miglior progetto culturale collegandosi alla pagina artbonus.gov.it/concorso.
Tutti i sostenitori del Lirico della Capitale potranno votare a sostegno di un’istituzione custode del grande patrimonio del teatro musicale italiano, fino al 21 marzo 2022 sulla piattaforma di Art Bonus. Collegandosi al sito, senza la necessità di registrarsi, si potrà esprimere una sola preferenza per ciascun progetto in gara, ma si potranno votare più progetti. Dal 22 marzo al 1° aprile 2022 i primi 10 progetti che avranno ottenuto il maggior numero di voti sulla piattaforma Art Bonus parteciperanno alle votazioni solo sui social.
Il progetto che otterrà il punteggio più alto dalla somma dei voti ricevuti nelle due fasi di votazioni, si aggiudicherà il Concorso per il 2021, con la premiazione il 15 aprile nel corso di un evento pubblico organizzato dal Ministero della Cultura,  ALES Spa e Promo PA Fondazione – LuBeC, i tre enti promotori del Concorso.

Sostenete il Teatro dell’Opera di Roma con un clic!

 

Roma, 27 gennaio 2022

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‘BRUNDIBÁR’ SU OPERAROMA.TV PER NON DIMENTICARE

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Per non dimenticare anche il Teatro dell’Opera di Roma celebra il Giorno della Memoria 2022 tramettendo su Operaroma.tv ‘Brundibár’, opera per bambini in due atti di Hans Krása. Lo spettacolo, che vede protagonisti le giovani stelle della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma, fa parte del programma ‘Memoria genera Futuro’ coordinato da Roma Capitale. Dopo la première di giovedì 27 alle 11.00, rimarrà visibile sul canale ufficiale della Fondazione capitolina per il pubblico che potrà rivederlo gratuitamente su YouTube. ‘Brundibár’ è andata in scena per la prima volta il 23 settembre 1943 a Terezìn, campo di concentramento in cui era detenuto il compositore Hans Krása. Qui a partire dal 1942 vennero concentrati ebrei di una certa notorietà la cui scomparsa avrebbe potuto dar adito a richieste di spiegazioni da parte di paesi esteri. Le autorità naziste lo avevano organizzato in modo tale da ingannare l’opinione pubblica internazionale. La presenza di un gran numero di compositori, strumentisti e cantanti, che poterono continuare a svolgere la loro professione, rese possibile numerose manifestazioni musicali. Viktor Ullmann (1898-1944), anche lui internato e tra i principali promotori della vita culturale del campo, riuscì a comporre le sue due più significative partiture: l’opera da camera ‘Der Kaiser von Atlantis’ e il melologo per pianoforte e voce recitante su testo di Rilke ‘Die Weise von Liebe und Tod des Cornets Christoph Rilke’. A Terežín oltre a concerti di musica sinfonica o cameristica, venivano allestite opere del grande repertorio (fra le altre ‘Die Zauberflöte’, ‘Die Fledermaus’, ‘La serva padrona’, ‘Carmen’) e lavori degli stessi compositori deportati. Senza dubbio la messinscena che ebbe maggior successo fu quella di Brundibár (“Lo strimpellatore”).

‘Memoria genera Futuro’, con una serie di appuntamenti in programma dal 23 gennaio al 7 febbraio vuole sensibilizzare le giovani generazioni, e non solo, alla tragedia della Shoah, la deportazione, prigionia e morte nei lager nazisti di milioni di ebrei e anche di Sinti e Rom, omosessuali, Testimoni di Geova, militari e oppositori politici di tutta Europa.

È un’iniziativa promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con l’Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali e le istituzioni del Tavolo tecnico per la produzione culturale contemporanea: Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Associazione Teatro di Roma, Azienda Speciale Palaexpo, Casa del Cinema, Fondazione Cinema per Roma, Fondazione Musica per Roma, Fondazione Romaeuropa Festival, Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Teatro Tor Bella Monaca. Comunicazione di Zètema Progetto Cultura s.r.l. Hanno aderito inoltre i Municipi, il Nuovo Cinema Aquila, l’UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, la Comunità Ebraica di Roma, Il Pitigliani Centro Ebraico Italiano, Beth Hillel Roma e la Fondazione Museo della Shoah – Onlus

 

Roma, 27 gennaio 2022

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IL 18 GENNAIO PER LA PRIMA VOLTA A ROMA “KÁT’A KABANOVÁ” DI JANÁČEK

 

Káťa Kabanová arriva per la prima volta a Roma. Dal 18 al 27 gennaio 2022 al Teatro Costanzi si potrà ascoltare e vedere una delle maggiori opere del Novecento, il capolavoro di cui Leoš Janáček firma anche il libretto, dal dramma Grozá (L’uragano) di Aleksandr Ostrovskij nella traduzione in ceco di Vincenc Červinka. Alla direzione dell’Orchestra ci sarà David Robertson che debutta così all’Opera di Roma. Il titolo sarà presentato in un nuovo allestimento in coproduzione con la Royal Opera House Covent Garden di Londra. Lo spettacolo, firmato per la regia da Richard Jones, ha vinto l’Olivier Award nel 2019 come miglior nuova produzione d’opera. “L’allestimento di Káťa Kabanová – dichiara il regista Jonesè stato ideato con l’esigenza di rappresentare il fatto che il personaggio centrale, che è una donna di grande visione e di grande immaginazione, sia tragicamente collocato in un luogo che è molto di routine, degradato. È un mondo che, in realtà, non è molto bello, ma anzi un po’ primitivo”. Scene e costumi sono di Antony McDonald, le luci di Lucy Carter, i movimenti coreografici di Sarah Fahie.

Composta tra il 1919 e il 1921, Káťa Kabanová racconta il sogno di una donna pura e appassionata come la grande cultura slava sa ritrarre. “Ho iniziato a comporre una nuova opera. – scriveva Janáček – Il protagonista è una donna, di carattere molto mite, basterebbe un colpo di vento a trasportarla via, per non parlare della tempesta che si riversa su di lei”.

Nell’opera in tre atti, andata in scena per la prima volta in assoluto al Teatro Nazionale di Brno nel 1921, i conflitti sociali di un mondo autoritario e i drammi interiori della protagonista s’intersecano fino a condurre alla tragedia finale. La trama ruota intorno alla figura di Káťa, una giovane donna che tenta di sfuggire ai soprusi della suocera Kabanicha trovando rifugio in una relazione extraconiugale con il giovane Boris, fino a che il senso di colpa per aver tradito il marito Tichon non la spinge a gettarsi nel fiume Volga.

Janáček – commenta il maestro Robertsonaveva una concezione singolare della composizione operistica. Approdò alla sua visione del dramma musicale attraverso un lungo apprendistato e Káťa Kabanová, scritta a un’età in cui ci si aspetta che un individuo vada in pensione, è un’opera di una genialità eccezionale: una tavolozza di colori meravigliosamente ampia con un uso pressoché descrittivo di ogni strumento”.

Nei ruoli principali tornano per l’occasione Charles Workman (Boris Grigorijevič), che ha conquistato il pubblico nell’Idomeneo mozartiano del 2019, Julian Hubbard (Tichon Kabanov) reduce dal recente successo come Cassius nel Julius Caesar inaugurale, Stephen Richardson (Savël Prokofjevič Dikoj), che aveva cantato in Billy Budd nel 2018, e Corinne Winters che, dopo il debutto estivo con l’Opera di Roma nella Madama Butterfly al Circo Massimo, si alterna ora con Laura Wilde (27 gennaio) nel ruolo del titolo. Completano il cast di respiro internazionale Susan Bickley (Marfa Kabanová), Sam Furness (Váňa Kudrjaš), Carolyn Sproule (Varvara), Lukáš Zeman (Kuligin). In scena anche le giovani stelle diplomate del progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma: Angela Schisano (Fekluša) e Sara Rocchi (Glaša). Maestro del Coro Roberto Gabbiani.

Dopo la prima rappresentazione di martedì 18 gennaio (ore 20.00) trasmessa in diretta sulle frequenze di Rai Radio3, Káťa Kabanová torna in scena venerdì 21 (ore 18.00), domenica 23 (ore 16.30), martedì 25 (ore 20.00) e giovedì 27 gennaio (ore 20.00).

Lunedì  17, alle ore 20, nella Lezione di Opera dedicata a Káťa Kabanová, il maestro Giovanni Bietti accompagnerà il pubblico tra storia, musica e dramma svelando tutti i segreti di questo gioiello del Novecento che al Costanzi sarà rappresentato nella versione curata da Sir Charles Mackerras in cui i cambiamenti dall’originale, fatti in precedenza, sono annotati come tali.

Gli spettatori di Káťa Kabanová avranno ingresso libero alla mostra di ritratti fotografici di Leoš Janáček, a cura del Moravian Museum in collaborazione con il TIC Brno, allestita nel Foyer di primo piano del Teatro Costanzi. Oltre a una serie di fotografie, è prevista l’esposizione dei facsimile della partitura autografa e della locandina della prima rappresentazione assoluta.

 

Roma, 15 gennaio 2022

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