OPEN DAY DELLA II° EDIZIONE DI “CANTA CON ME!”

OLTRE 250 BAMBINI DELLE SCUOLE DI ROMA SI SONO ESIBITI SUL PALCO DEL TEATRO COSTANZI DAVANTI A GENITORI E INSEGNANTI ENTUSIASTI

 ASSEGNATE 4 BORSE DI STUDIO MESSE A DISPOSIZIONE DA BASF PER CONTINUARE A STUDIARE CANTO CORALE

 

Roma, 29 maggio 2017
Oltre 250 bambini hanno concluso oggi la seconda edizione del progetto “Canta con me!”, ideato dal Teatro dell’Opera di Roma e da BASF, con il patrocinio del Comune di Roma.

Una vera atmosfera di festa al Teatro Costanzi che si è riempito dell’entusiasmo degli alunni delle scuole partecipanti e dell’emozione delle loro famiglie accorse per assistere al concerto finale dell’Open Day. Gli allievi degli Istituti Comprensivi di “Via Casalbianco” (Settecamini), “Via Olcese” (Centocelle), “Pablo Neruda” (Selva Candida), “Via Cutigliano” (Magliana) sono giunti infatti a questo appuntamento dopo un percorso formativo di tre mesi, disegnato e curato dal Dipartimento Didattica e Formazione del Teatro dell’Opera, con il contributo di José María Sciutto, Direttore della Scuola di Canto Corale.

“Canta con me!” si propone di introdurre i bambini delle scuole primarie al canto corale, educandoli alla disciplina e al senso di appartenenza ad una comunità. Obiettivo che trova la massima espressione nella giornata dell’Open Day, che coinvolge tutte le famiglie, creando un circuito virtuoso di avvicinamento al Teatro e alla città, oltre la periferia.

Grande novità di questa seconda edizione è stata l’istituzione di quattro borse di studio messe a disposizione da BASF per altrettanti studenti, uno per ogni scuola partecipante, per proseguire gli studi all’interno della Scuola di Canto Corale, continuando l’esperienza positiva del canto. Un’iniziativa nell’iniziativa, per supportare in maniera concreta un progetto virtuoso a favore della collettività.

I quattro bambini nominati dalla giuria presieduta dal Direttore Sciutto sono: Cristian Masciavé dell’Istituto Comprensivo di “Via Casalbianco” (Settecamini-Caserosse), Jeswynne Marasigan Topacio dell’Istituto Comprensivo di “Via Cutigliano” (Magliana), Guendalina Valle dell’Istituto Comprensivo “Pablo Neruda” (Selva Candida) ed Eleonora Croce dell’Istituto Comprensivo di “Via Olcese” (Centocelle).

«Partecipare alla vita culturale – ha dichiarato il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Luca Bergamo – non è solo fonte di piacere, ma consente a ciascuno di noi di emanciparsi, di crescere come cittadini: grazie al Teatro dell’Opera e ai mecenati che hanno sostenuto il progetto “Canta con me”, l’opportunità di vivere questa esperienza è stata messa a disposizione di 240 ragazzi degli istituti comprensivi di Settecamini, Magliana, Selva Candida e Centocelle.

Grazie a questa iniziativa la musica e, ancor più, la democrazia intrinseca nella natura delle relazioni che costruiscono un coro a cui tutti i ragazzi partecipano e collaborano per fare bene insieme, ha raggiunto quartieri lontani dal centro e portato le voci degli studenti sul palcoscenico del Costanzi. Così il progetto contribuisce a dare vita all’articolo 27 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che riconosce a ciascuno il diritto di godere dell’arte e dei progressi della scienza.

Le istituzioni culturali della città partecipate dal Comune di Roma sanno che oggi è necessario integrare la loro attività in questa direzione: sono contento che il Teatro dell’Opera di Roma sia attivamente impegnato con questo progetto che spero possa estendersi ad altre scuole e con Opera Camion che presto sarà presentato. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile il progetto e, in particolare, gli allievi che vi hanno partecipato insieme ai loro docenti e ai maestri di musica».

 

Il progetto ha coinvolto le scuole per un totale di 280 ore di formazione curate dal Teatro dell’Opera con l’obiettivo di “far uscire” la musica dal Teatro, creando occasioni di aggregazione sociale.

«L’entusiasmo e l’impegno manifestato lo scorso anno dagli allievi e dalle loro famiglie – ha commentato Carlo Fuortes, Sovrintendente della Fondazione Teatro dell’Opera di Romai risultati raggiunti grazie all’impegno del maestro Sciutto, direttore delle nostra Scuola di Canto Corale, e dei suoi collaboratori, il sostegno di Roma Capitale, e in particolare del Vice Sindaco e dell’Assessora Baldassarre, l’aiuto generoso di BASF ci hanno convinti a proseguire anche quest’anno il progetto “Canta con me!”. Perché non restasse episodica, l’iniziativa è stata ripresa nelle stesse scuole che avevano partecipato all’edizione 2016. La presenza del Teatro dell’Opera in quattro quadranti periferici, “Via Casalbianco” (Settecamini) “Via Olcese” (Centocelle), “Pablo Neruda” (Selva Candida), “Via Cutigliano” (Magliana), testimonia anche quest’anno la volontà della Fondazione di non essere solo un luogo di eccellenza nella produzione artistica, ma una realtà solidamente ancorata alla nostra città e partécipe dei suoi problemi. Al disagio sociale, alla difficoltà di inserimento di tanti allievi, che sempre in maggior numero provengono da culture diverse, crediamo che la musica, e in particolare il canto corale, possano contribuire a proporre una soluzione: al linguaggio universale dei suoni si unisce infatti in questo caso una pratica collettiva che invita al dialogo, all’ascolto, a un risultato comune da raggiungere con lo sforzo di tutti».

L’entusiasmo dei dirigenti scolastici e la calorosa partecipazione degli alunni hanno confermato come l’educazione al canto corale riesca a sviluppare nei bambini delle scuole primarie capacità non solo canore e operistiche, stimolando fortemente il senso di appartenenza ad un gruppo, ad una comunità integrata e civile che si fonda sul rispetto della disciplina e dell’altro.

«L’impegno verso i territori in cui operiamo è prioritario per noi di BASF. – ha concluso l’AD BASF Italia Andreas Riehemann – Cerchiamo modi sempre nuovi per creare un impatto positivo e concreto sulle comunità con cui entriamo in contatto, collaborando in maniera virtuosa con istituzioni e realtà locali. Nel rinnovare il nostro impegno a sostenere la seconda edizione del progetto “Canta con me!” abbiamo quindi deciso di mettere a disposizione uno strumento come quello delle borse di studio, per supportare concretamente la prosecuzione di un’esperienza dal forte carattere inclusivo come quella del coro».

 

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Claudio Cocino nominato Primo Ballerino del Teatro dell’Opera

Claudio Cocino, al termine della rappresentazione di mercoledì 8 febbraio de La bella addormentata di Jean-Guillaume Bart, in scena  fino a mercoledì 15 febbraio, è stato nominato dal Sovrintendente Carlo Fuortes e dalla Direttrice del Ballo Eleonora Abbagnato, Primo Ballerino del Teatro dell’Opera di Roma.
In tale occasione il Sovrintendente Carlo Fuortes ha dichiarato: “La nomina a Primo Ballerino di Claudio Cocino, elegante e versatile talento, è nota di orgoglio per noi tutti e avvalora il magnifico percorso di crescita di cui il nostro Balletto, diretto da Eleonora Abbagnato, è protagonista. Dalla scuola al palcoscenico dell’Opera di Roma, Claudio Cocino è un ballerino che molto ha dato e darà a questo Teatro”.

Claudio Cocino, torinese di nascita, inizia i suoi studi alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da P. Jorio. Nel 2005 vince il concorso di Spoleto con una borsa di studio per la Royal Ballet School di Londra. Dopo essersi diplomato sia al Teatro dell’Opera che alla Royal Ballet School, entra a far parte, nel 2007, del Corpo di Ballo capitolino sotto la direzione di Carla Fracci.
Nel 2010 riceve il Premio Positano Léonide Massine. Debutta nel ruolo di Siegfried ne Il lago dei cigni di Patrice Bart nel 2013, del principe in Cenerentola di Derek Deane e in quello de Lo schiaccianoci di Amedeo Amodio nel 2014. L’anno seguente danza la nuova creazione di Dwight Rhoden And So It Is…, in Pink Floyd Ballet di  Petit e ne Lo schiaccianoci di Giuliano Peparini.
Nel 2016 danza il ruolo di Jean de Brienne in Raymonda di Nureyev, il ruolo da protagonista accanto a Eleonora Abbagnato in Le Parc di Preljocaj, Solor ne La Bayadère di  Nureyev e Siegfried ne Il lago dei cigni di Christopher Wheeldon.

 

 

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Il Maestro Daniele Gatti dirigerà le inaugurazioni nelle prossime tre stagioni

Il Sovrintendente Carlo Fuortes è lieto di annunciare che il Maestro Daniele Gatti ha accettato la proposta di rendere continuativa la sua collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma.

Il rapporto del Maestro Gatti nei confronti del Teatro Costanzi avrà un carattere privilegiato nell’ambito delle produzioni operistiche. Infatti, dopo il grande successo dell’apertura di quest’anno con Tristan und Isolde di Richard Wagner, Daniele Gatti dirigerà gli spettacoli inaugurali delle prossime tre stagioni.
La sua collaborazione durerà, dunque, fino alla scadenza dell’attuale mandato del Sovrintendente Carlo Fuortes.
“Sono molto felice che Daniele Gatti, direttore di indiscusso valore artistico internazionale, – ha dichiarato in proposito lo stesso Fuortes – abbia accettato di diventare parte fondamentale del progetto artistico che stiamo portando avanti al Teatro dell’Opera di Roma. La sua sarà una presenza continuativa e pluriennale e sono sicuro che questo non potrà che migliorare ulteriormente i risultati artistici dell’offerta culturale del Teatro”.

Il titolo che aprirà la stagione 2017/18 del Teatro Costanzi sarà La damnation de Faust di Hector Berlioz, un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma con la regia di Damiano Michieletto.

Per le successive inaugurazioni saranno presentate due opere del repertorio verdiano.

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Un nuovo pubblico per il Teatro dell’Opera
Bilancio positivo della Fondazione nel 2016

La nuova immagine del Teatro

Aumentano ancora ricavi e spettatori

Il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, ha diffuso oggi i risultati di un’analisi quantitativa e qualitativa sul pubblico del Teatro dell’Opera di Roma, relativa all’anno 2016 (scarica il link* in fondo alla news).

Queste analisi mettono chiaramente in evidenza quello che considero il risultato più importante dell’attività del Teatro negli ultimi anni e, cioè, la formazione di un “nuovo pubblico” – ha dichiarato il Sovrintendente Carlo Fuortes – . Gli spettatori e gli incassi sono sensibilmente aumentati. Ma l’aspetto più importante è il rinnovamento del pubblico. La metà degli spettatori non avevano mai frequentato il Teatro dell’Opera in precedenza e, di questi, il 30% è composto da giovani. I dati per il 2017 sono ancora più positivi. Credo sia il migliore auspicio per il futuro del nostro teatro.”.

Commentando le cifre, il dott. Fuortes fa notare come si possa ricavare un trend molto positivo dei risultati raggiunti. Gli incassi di biglietteria nel 2016, sono cresciuti dell’11,2% rispetto al 2015. Considerando il biennio 2014-2016 il progresso è addirittura pari al 51%, dai 7.729.935€ del 2014 agli 11.670.000 di questo anno.

In una serie storica più ampia, che esamina i dati degli incassi dal 2006 al 2016, si può osservare come la crescita degli ultimi anni rappresenta un traguardo mai raggiunto nel passato.

Un notevole incremento segna anche la vendita degli abbonamenti: questo elemento, indicativo della fidelizzazione degli spettatori al Teatro, passa infatti dai 3.018 abbonati della stagione 2014-2015, ai 3.445 della stagione 2015-2016 e quindi ai 3.915 abbonati di quella appena iniziata, con un incremento pari al 29,7% in questi ultimi due anni.

Andando oltre l’illustrazione dei valori numerici, il sovrintendente ha illustrato anche i risultati di un’indagine conoscitiva sul pubblico del Teatro dell’Opera di Roma, curata dalla Doxa nell’anno 2016, intervistando gli spettatori del Teatro. Questa ricerca è servita non solo a identificare i vari segmenti del pubblico che segue le attività del Teatro, ma anche a porre in evidenza le risposte sul gradimento che gli spettatori hanno mostrato, relativamente all’offerta culturale e ai vari aspetti e funzioni del Teatro dell’Opera.

Rimandando al link* per un’analisi esaustiva dei risultati, di seguito si riassumono gli elementi più interessanti:

–          il 30% del pubblico è composto da giovani. La quota è pari a quella del comparto del pubblico anziano (31%);

–          l’elevato grado di istruzione del pubblico: il 72% ha una formazione universitaria;

–          il 33% del pubblico è composto da non residenti a Roma, di questi il 13% è straniero;

–          il 25% del pubblico è al suo primo incontro con il Teatro dell’Opera di Roma, mentre ben il 42% del pubblico ha meno di due anni di frequentazione;

–          solo il 47% è costituito da abbonati e habitué;

–          il 96% del pubblico si dice soddisfatto dell’esperienza vissuta;

–          l’80% del pubblico consiglierebbe il Teatro dell’Opera di Roma a suoi amici, parenti o conoscenti;

–          ben il 94% del pubblico è soddisfatto della programmazione artistica e degli spettacoli proposti;

–          il 75% del pubblico ha percepito un cambiamento positivo della programmazione rispetto al passato.

 

Il pubblico del Teatro

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Caracalla 2017

Carmen, Tosca, Nabucco e il ritorno di Roberto Bolle queste le anticipazioni della prossima stagione dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla

 

Tre opere fra le più amate dal pubblico: Carmen, Tosca e Nabucco. Questi i titoli della stagione estiva che si svolgerà alle Terme di Caracalla dal 28 giugno al 9 agosto 2017, per un totale di ventitré serate dedicate alla grande lirica (sette in più di quelle della scorsa stagione), cui si aggiungono due irrinunciabili appuntamenti con Roberto Bolle.

L’inaugurazione sarà affidata mercoledì 28 giugno a un nuovo allestimento della Carmen di Georges Bizet, con la regia di Valentina Carrasco; sul podio si alterneranno Jesús López Cobos e Jordi Bernàcer. L’opera di Bizet manca da Caracalla dall’estate 2009. Repliche il 2, 7, 9, 14, 20, 27 e 30 luglio e il 1° e 4 agosto.

Dall’8 luglio sarà in scena Tosca di Giacomo Puccini nell’allestimento del Teatro dell’Opera di Pier Luigi Pizzi; l’orchestra e i cantanti saranno diretti dal maestro Donato Renzetti. Repliche il 15, 19 , 26 e 29 luglio e il 3, 6 e 8 agosto.

Ultimo titolo operistico della stagione estiva, dal 25 luglio, il Nabucco di Giuseppe Verdi con la regia di Federico Grazzini; direttore d’orchestra sarà Roberto Rizzi Brignoli. Repliche il 28 luglio e il 2, 5 e il 9 agosto.

Tutte le opere avranno i sottotitoli in italiano e in inglese.

Anche quest’anno proseguiranno, secondo le consuete modalità, gli appuntamenti alle Terme di Caracalla con le “Lezioni di opera” tenute dal maestro Giovanni Bietti.

Agli inizi di luglio (martedì 11 e mercoledì 12) torna Roberto Bolle, grande protagonista della danza italiana. Un appuntamento che negli anni, grazie anche alla presenza di étoiles internazionali, alla passione e all’eleganza, ha sempre riaffermato il grande affetto che il pubblico delle Terme di Caracalla ha per il danzatore italiano.

Anche quest’anno non solo opera a Caracalla: la stagione estiva 2017 del Teatro dell’Opera di Roma si arricchisce di “Extra” musicali. Il 13 e 14 giugno, con Ludovico Einaudi live, per le uniche date italiane dell’Elements tour 2017. Un ritorno dopo due anni per Ludovico Einaudi nello splendido scenario delle antiche Terme.
Il 26 giugno invece Franco Battiato proporrà i suoi grandi brani, per l’occasione interpretati in chiave sinfonica con l’accompagnamento della Royal Philharmonic Concert Orchestra di Londra.

I biglietti per la stagione estiva 2017 sono in vendita  alla Biglietteria del Teatro Costanzi e sul circuito TicketOne. 

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Caffè dell’Opera Pret a manger

Il Caffè dell’Opera ha pensato a un servizio in più per gli spettatori del Teatro dell’Opera.
Un menù studiato da Alba Esteve Ruiz, la Chef di Marzapane Roma, con piatti caldi e freddi da ritirare durante la pausa dello spettacolo.

Come Ordinare
Appena arrivati a Teatro, prima dell’inizio dello spettacolo, è sufficiente andare alla cassa dedicata all’interno del Caffè dell’Opera e scegliere fra le proposte del giorno l’opzione che si preferisce.

Quando e dove ritirare
Durante l’intervallo è possibile ritirare il proprio ordine alla cassa del foyer di primo ordine.

Idea di menù
Di seguito un’idea di menù proposto durante gli spettacoli dal Caffè dell’Opera.
Il menù potrebbe subire delle variazioni in base alle stagioni e agli ingredienti del mese.

Piatti caldi
Polpo rosticciato con scarola ripassata
Tortellini di carne in brodo
Flan di radicchio con formaggio di capra

Piatti freddi
Club sandwich con insalata di pollo
Club sandwich con gamberetti
Paninetto bresaola, rucola e parmigiano
Paninetto con salmone e caprino
Paninetto bufala e pomodoro

Dolci
Delizia al limone
Strudel di mele
Tagliata di ananas

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Uno spazio ritrovato
“Artisti all’Opera”

 

Il foyer del primo piano del Teatro dell’Opera di Roma è stato presentato completamente rinnovato, in occasione della conferenza stampa di presentazione del Tristan und Isolde.

Con i lavori da poco terminati si è reso “leggibile” il progetto dell’architetto Marcello Piacentini che negli anni ’50 intervenne su vari spazi del Teatro Costanzi, affiancando i canoni dell’architettura razionalista ai precedenti interventi ottocenteschi.

Nel nuovo restauro in particolare sono stati eliminati, o spostati in altre sale, vari arredi, tra i quali due grandi quadri restituiti ai Musei Capitolini, tendaggi e lampadari che male dialogavano con lo spazio piacentiniano.

Il foyer così rinnovato ospita dal 23 novembre, “Artisti all’Opera”, una serie di mostre dedicate ai molti oggetti d’arte custoditi dal Teatro dell’Opera, che saranno esposti a rotazione. In questa prima occasione sono presentate le quattro tele dipinte da Enzo Cucchi per l’edicola della prima scena di Tosca (1990/91); o meglio tre tele dipinte e una bianca, perché si tratta di quella che era prevista sul lato dell’edicola nascosto al pubblico.

Sul lato del foyer sono inoltre esposti costumi e bozzetti di Renato Guttuso per Carmen (1969/70), di Ugo Nespolo per Don Chisciotte (1989/90), di Giacomo Manzù per Oedipus Rex (1963/64), di Arnaldo Pomodoro per Semiramide (1982/83), e di Alexander Calder per Work in progress (1967/68).

 

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Alessandra Amato nominata Étoile del Teatro dell’Opera di Roma

Alessandra Amato, al termine della rappresentazione di sabato 15 ottobre de Il lago dei cigni di Christopher Wheeldon, in scena al Teatro Costanzi fino a sabato 5 novembre, è stata nominata dal Sovrintendente Carlo Fuortes e dalla Direttrice del Ballo Eleonora Abbagnato, Étoile del Teatro dell’Opera di Roma.

In tale occasione il Sovrintendente ha dichiarato che: “Questa nomina rafforza la centralità del ballo nell’articolato sistema del Teatro dell’Opera di Roma: il lavoro serio e di altissimo profilo che lo staff artistico della Direzione Ballo sta facendo, dona i suoi frutti giornalmente. La Signora Amato che ha sempre dimostrato una grande padronanza tecnica e interpretativa, giunge oggi a un traguardo meritatissimo. A lei tutti i miei complimenti”.

Alessandra Amato, napoletana di nascita, si diploma alla Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, diretta da Anna Razzi. Nel 2001 entra a far parte del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma sotto la direzione artistica di Carla Fracci, la quale le affida, da subito, ruoli solistici e, in breve tempo, da prima ballerina. Il suo repertorio comprende i maggiori balletti di quello classico,  neo-classico e contemporaneo. Inoltre diversi coreografi hanno creato ruoli appositamente per lei.

Nel 2011 riceve il Premio Internazionale Ginestra d’Oro per la danza. Nello stesso anno le viene assegnato il Premio Anita Bucchi per l’eccellenza nell’arte della danza come migliore interprete femminile dell’anno. Nel 2013 riceve  il Premio Albatros come eccellenza femminile dell’anno. Nel Dicembre 2013 a seguito della rappresentazione de Il lago dei cigni viene nominata in scena Prima Ballerina del Teatro dell’Opera di Roma.

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Gaia Straccamore docente alla Scuola di Danza

Gaia Straccamore, già étoile del Corpo di Ballo – con l’inizio del nuovo anno accademico 2016/2017 – è ufficialmente docente di Repertorio Classico e assistente alla Direzione presso la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Laura Comi. Forte della sua esperienza, Gaia Straccamore arriva all’insegnamento, desiderosa di trasmettere agli studenti della Scuola di Danza tutta la sua conoscenza.

Il Sovrintendente Carlo Fuortes dopo averla nominata étoile nel 2014, si congratula con lei: “La sua determinatezza nel voler continuare, dopo una splendida carriera sul palcoscenico, a occuparsi del linguaggio tersicoreo, abbracciando il cammino appassionante dell’insegnamento – uno dei compiti di maggiore responsabilità a cui una persona può votarsi –  è per il Teatro un punto d’orgoglio che evidenzia non solo la connessione viva e produttrice tra tutte le realtà che la Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma gestisce, ma anche la capacità di guardare al futuro”.

La Direttrice della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma Laura Comi aggiunge: “Accolgo il trasferimento di Gaia Straccamore presso la Scuola di Danza con immenso piacere. La sua presenza accresce il valore del Corpo docente e arricchisce le esperienze di cui i nostri ragazzi hanno bisogno per il loro percorso di formazione professionale. Grazie al suo curriculum e alla sua esperienza di Teatro, uniti a un’indole incline alla didattica, la Sig.ra Straccamore potrà dare un contributo utile e prezioso. Sono felice di darle il benvenuto e le auguro a nome di tutta la Scuola buon lavoro”.

Gaia Straccamore nasce a Roma e si diploma nel 1995 con il massimo dei voti alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, allora diretta da Elisabetta Terabust. Si perfeziona, con una borsa di studio, all’Accademia “Princesse Grace” di Montecarlo, sotto la guida di Madame Besobrasova. A dodici anni Paolo Bortoluzzi la sceglie per l’Apparizione nel suo balletto Il principe felice, a quindici Vladimir Vassiliev le affida il ruolo di prima ballerina ne Les Sylphides di Fokine. Dal 1996 è al Teatro dell’Opera di Roma: nel 2006 Carla Fracci la promuove prima ballerina e nel gennaio 2014 Micha van Hoecke la nomina étoile. Il suo repertorio include i principali balletti classici. Nel 2003 è una dei protagonisti al Teatro Bol’šoj di Mosca, dove è l’Eletta ne  La sagra della primavera, e Zobeide in Shéhérazade. Sempre a Mosca danza, nel 2004 al Cremlino, il ruolo di Zobeide in Shéhérazade, e i due ruoli principali ne L’uccello di Fuoco. Nel 2009 viene invitata all’International Ballet Festival di Miami. Nel 2012 è protagonista al Festival di Ravenna sotto la direzione del Maestro Riccardo Muti con Nobilissima Visione, una creazione di Micha Van Hoecke. Riceve nel corso della sua carriera numerosi premi e riconoscimenti, tra cui: il Premio Danza & Danza (2002) e il Premio Positano Léonide Massine (2003).

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Figaro! OperaCamion: l’Opera gratis in piazza

Il più famoso dei barbieri  in giro per Roma e nel Lazio con il suo camion che si trasforma in teatro (e a settembre sarà anche in Sicilia!)

Sabato 16 luglio 2016 alle 21.30 a Roma, nella piazza tra via Pietro Silvia e via dell’Acquedotto Alessandrino, è andata in scena in “prima esecuzione” Figaro! OperaCamion un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo.

Un camion, o per meglio dire un’automotrice che traina un container. Si arriva in una piazza, il camion si ferma, il container si spalanca: la parete lunga si apre e diventa una parte del palcoscenico. Sulle altre pareti gli elementi di una scenografia: disegni, oggetti, video. Davanti, al livello del pubblico, l’orchestra col suo direttore. Sulla scena i cantanti, solo cinque di quelli previsti nell’originale, cioè tutti i personaggi principali, gli altri li interpretano attori o mimi.

Gli spettatori portano le sedie da casa e si godono in piazza lo spettacolo, che è gratuito. Questo è, in poche righe, il progetto Figaro! OperaCamion. La scelta è caduta sul Barbiere di Siviglia, un lavoro popolare per eccellenza, del quale quest’anno ricorre il bicentenario della prima esecuzione qui a Roma al Teatro Argentina (e che l’Opera ha già proposto con successo in febbraio e tra pochi giorni sarà a Caracalla). In questo caso è il Teatro che si muove per raggiungere chi non ci è mai stato o non ha mai visto un’opera.

È un progetto – dichiara il sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes – che vuole unire vari elementi. Da un lato la popolarità dell’opera, e in particolare di un lavoro come il Barbiere di Siviglia, unita nel nostro caso al teatro di piazza, un teatro povero per definizione, ma ricco di passione e che cambia luogo tutte le sere. Insomma è la tradizione della “commedia dell’arte” itinerante che ha fatto la storia del teatro italiano. E la grande tradizione è  rinnovata con la tecnologia, con i video di Gianluigi Toccafondo che non “descrivono”, ma alludono ai personaggi e alle situazioni in scena, amplificandole e movimentando ancor più la vicenda”.

“È un modo assolutamente nuovo di portare il teatro in giro per la città. – dice il sovrintendente del Teatro Massimo, Francesco Giambrone – OperaCamion è una sorta di Carro di Tespi 2.0, che potrà fermarsi dove si vuole. E noi vogliamo portarlo nelle periferie, nei quartieri disagiati, nei territori a rischio più alto di esclusione sociale e ad alta densità mafiosa, in tutti i luoghi dove crediamo sia importante esserci. Basterà aprire il camion perché appaiano le scene, le luci, il palcoscenico”.

“OperaCamion perché la scenografia è un vero autocarro – spiega il regista Fabio Cherstich – usato in tutti gli spazi di cui dispone: la cabina, il rimorchio, le sponde, il tetto… Gli intrighi e gli intrecci amorosi tra i personaggi si svolgono tutti dentro, sopra, sotto e intorno al camion.., all’interno del rimorchio un’architettura stilizzata, volumi e aperture che prendono vita grazie alle immagini poetiche e surreali di Gianluigi Toccafondo. Una scenografia in cui il video non è usato in forma decorativa ma drammaturgica: le animazioni ampliano la possibilità di sviluppare un racconto visionario in cui gli ambienti si trasformano emotivamente, dilatandosi o rimpicciolendosi a tempo di musica in prospettive falsate, ispirate alle grafiche del Settecento.”

 

La produzione è stata a Roma e nel Lazio a luglio e, nel mese di settembre, a Palermo.

A Roma la “prima” sabato 16 luglio alle 21.30 nell’ Area tra Via Pietro Silva/ Via dell’Acquedotto Alessandrino (Piazzale circolo bocciofilo) Municipio V. Lo spettacolo è stato replicato, sempre alle ore 21.30, domenica 17 luglio in Piazza Sempione Municipio III; mercoledì 20 luglio in Viale Antonio Gandin (già Via Sedrina) Municipio XIV e giovedì 21 luglio in Piazza Anco Marzio ad Ostia, Municipio X.

La versione OperaCamion è più breve del Barbiere di Siviglia ma la storia è quella e si segue benissimo. Merito del regista, Fabio Cherstich, dei cantanti, degli attori, dei tecnici tutti molto giovani (e molti provenienti dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera) così come della Youth Orchestra, l’ensemble giovanile del Teatro, diretta da Carlo Donadio in alternanza con Roberto De Maio. Merito dell’aspetto “visivo” del lavoro, tutto quanto, scene, costumi, video a cura di Gianluigi Toccafondo, l’artista che “firma” l’immagine del Teatro dell’Opera di Roma.

Nel Lazio Figaro! OperaCamion è stato replicato sabato 23 luglio a Rieti in Piazza Cesare Battisti, domenica 24 luglio a Tarquinia in Piazza San Martino e mercoledì 27 luglio a Formia in Piazzale porticciolo Caposele. Tutte le sere alle 21.30.

Il progetto OperaCamion è realizzato anche con il sostegno di Roma Capitale, nell’ambito delle manifestazioni realizzate in occasione del “Giubileo della Misericordia”

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