Passione doppia: l’opera contemporanea e il balletto classico si incontrano

Il Teatro dell’Opera di Roma è lieto di proporre al pubblico Passione doppia, uno speciale pacchetto che accosta un titolo di assoluto rilievo nel panorama operistico contemporaneo e un classico del balletto ottocentesco:

Acquistando Passione doppia, si potrà assistere ad una replica a scelta di:

  1. Adriana Mater di Kaija Saariaho
    Capolavoro diretto da Ernest Martínez Izquierdo con la regia di Peter Sellars
    In scena dal 9 al 16 ottobre
  2. Marco Spada di Daniel François Esprit Auber
    Balletto con le coreografie di Pierre Lacotte nella ricostruzione dell’allestimento storico del 1981
    In scena dal 24 al 29 ottobre


Per l’elenco esaustivo delle repliche, si rimanda alla pagina dei singoli spettacoli. Dal pacchetto sono escluse le prime rappresentazioni.

 

Modalità di acquisto
È possibile acquistare il pacchetto recandosi presso la Biglietteria del Teatro oppure inviando una mail a ufficio.biglietteria@operaroma.it (pagamento tramite bonifico bancario).

Prezzi pacchetto:

  • Intero: Platea e palchi centrali € 125 / Palchi laterali di platea e primo ordine € 80
  • Under 30: Platea e palchi centrali € 90 / Palchi laterali di platea e primo ordine € 60

 

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Dal 4 ottobre al Nazionale il mito di Edipo riscritto da Alessandro Serra

Come rendere Sofocle accessibile a tutti? Come elaborare il lutto per la perdita della polis e del sacro? Come liberare Edipo dalla sua colpa?”. Sono le domande da cui è partito Alessandro Serra per il suo progetto teatrale, Tragùdia – Il canto di Edipo, liberamente ispirato alle opere di Sofocle e ai racconti del mito. Lo spettacolo arriva per la prima volta a Roma, dal 4 al 7 ottobre 2025, al Teatro Nazionale per la stagione del Teatro dell’Opera di Roma. “Edipo, – prosegue il regista – il fortunato salvatore della polis che risponde a un indovinello per bambini. Edipo, l’incestuoso e il parricida. Edipo, che ha il coraggio supremo di voler conoscere sé stesso. Edipo che rinnega gli dèi e i veggenti, Edipo che discende dalle radici marce del suo albero genealogico, si riconosce e acceca gli occhi. Non per punirsi ma acquisire una vista profetica”.

Prodotto da Sardegna Teatro in collaborazione con Teatro Bellini di Napoli, Emilia-Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Fondazione Teatro Due, Compagnia Teatropersona e I Teatri di Reggio Emilia, Tragùdia arriva nella capitale, dopo i successi raccolti in Italia e all’estero, dove ha conquistato importanti riconoscimenti, tra cui quattro Golden Laurel Wreath al Festival MESS di Sarajevo (miglior spettacolo, miglior regia, miglior attrice e il premio Radio “Sound of MESS” per il miglior uso dei suoni in teatro).

Tragùdia – dal greco “canto del capro”, origine etimologica del termine tragedia – interpreta la figura di Edipo attraverso un impianto scenico e drammaturgico di forte impatto simbolico, dove Edipo incarna letteralmente il capro espiatorio per eccellenza della vicenda tragica. “In un’epoca di macerie – afferma Serra – non c’è altra possibilità che lavorare su ciò che resta, soffiare sulle ceneri per riattivare il fuoco. Ciò che resta del rito: parole senza suono. Ciò che resta della polis: una società di estranei. Ciò che resta del rito: una drammaturgia spenta. Ciò che resta di un mito: una storiella venuta a noia. Ciò che resta di un eroe: un personaggio fuori fuoco. Il canto di Edipo si edifica sulle macerie”.

Serra firma regia, scene, costumi, luci e paesaggio sonoro, costruendo un dispositivo teatrale totale che annulla ogni distanza tra performer e spettatori. I testi, tratti da Sofocle, sono recitati in grecanico. “L’italiano – spiega il regista – sembra abbassare il tragico a un fatto drammatico. Abbiamo perciò scelto il grecanico, lingua che ancora oggi risuona in un angolo remoto di quella che fu la Magna Grecia, una striscia di terra che dal mare si arrampica sull’Aspromonte scrutando all’orizzonte l’Etna”. La traduzione è di Salvino Nucera, studioso e custode della lingua grecanica.

Per Tragùdia – Il canto di Edipo in scena un cast di interpreti internazionali: Alessandro Burzotta, Salvatore Drago, Francesca Gabucci, Sara Giannelli, Jared McNeill, Chiara Michelini e Felice Montervino. Voci e canti di Bruno de Franceschi.

 

A partire dalla vicenda di Edipo – l’uomo che si acceca dopo aver scoperto di aver sposato sua madre e ucciso il re di Tebe, Laio, suo padre naturale – Serra intreccia la ricerca sulla contaminazione tra gesto arcaico, parola poetica e spazio contemporaneo, con una parabola corale sull’identità, la colpa e il destino. L’ambientazione scenica è ridotta all’essenziale: corpi, terra e “luce nera della tragedia”. Ogni elemento contribuisce a creare un’atmosfera sacrale e ipnotica, che riconduce gli spettatori verso la comunità del rito.

 

Alessandro Serra è regista, autore, scenografo e light designer, noto per la ricerca scenica che intreccia mito, linguaggio arcaico e simbolismo. Nel 1999 fonda la Compagnia Teatropersona e inizia a rappresentare le sue creazioni in diversi paesi europei, raccogliendo successi e riconoscimenti prestigiosi. Vince il Premio europeo Beckett & Puppet 2006 con Beckett Box, il Premio dell’Osservatorio critico degli studenti al Premio Scenario Infanzia 2008/2009 con Il Principe Mezzanotte, il Premio ETI Nuove Creatività e il Premio Lia Lapini di scrittura di scena nel 2009 con Trattato dei manichini, il Premio del Pubblico al FIT Festival di Lugano 2013 con Il Grande Viaggio. Si impone ancora all’attenzione internazionale del 2017 grazie a Macbettu ispirato a Shakespeare e recitato in lingua sarda da soli uomini come in epoca elisabettiana. L’opera gli vale, fra gli altri, il premio UBU come Spettacolo dell’anno, il premio ANCT dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e il Golden Laurel Wreath Award per miglior regista. Nel 2019 sempre Mcbettu, si aggiudica i premi miglior scenografo e miglior spettacolo a Le maschere del Teatro Italiano.

 

 

Dopo la prima rappresentazione, sabato 4 ottobre (ore 20), due le repliche di Tragùdia: domenica 5 (ore 18) e martedì 7 (ore 20).

 

Nello spettacolo è previsto l’utilizzo di luci stroboscopiche.

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OperaCamion torna nelle piazze romane con ‘Tosca’ di Giacomo Puccini

Dopo il successo de Il barbiere di Siviglia, che lo scorso maggio e giugno ha portato la bellezza dell’opera nelle piazze di Roma, torna OperaCamion: il teatro itinerante del Teatro dell’Opera di Roma che trasforma un TIR in un vero e proprio palcoscenico su ruote.
Dal 14 al 28 settembre sarà la volta di Tosca di Giacomo Puccini, con la regia di Manu Lalli e la direzione di Carlo Donadio, in scena in sette municipi di Roma. La prima tappa è prevista domenica 14 a Piazza Sirio, sul lungomare di Ostia, seguita da altri sei appuntamenti fino al 28 settembre, tra cui due serate speciali a Castel Sant’Angelo, luogo simbolo dell’opera pucciniana. Con questo nuovo calendario OperaCamion raggiunge idealmente l’intera città, dopo aver già coinvolto oltre 10.000 spettatori con Il barbiere di Siviglia, di cui il 30% alla loro prima esperienza con l’opera lirica dal vivo.

Ripreso in occasione del Giubileo 2025, OperaCamion ha l’obiettivo di portare l’opera fuori dai luoghi tradizionali, trasformando spazi urbani e periferici in teatri accessibili e inclusivi. L’iniziativa rientra in una strategia culturale più ampia del Teatro dell’Opera di Roma, che punta a valorizzare il territorio, promuovere la partecipazione e generare occasioni di socialità e rigenerazione.

OperaCamion è un’esperienza condivisa e festosa: l’opera lirica si fonde con lo spirito della strada e con l’energia dei quartieri. Gli spettatori – grandi e piccoli – portano le sedie da casa, si ritrovano in piazza e diventano parte di un rito collettivo, dove la cultura si fa accessibile, conviviale, popolare.

Il titolo scelto per la seconda edizione di OperaCamion 2025 è Tosca, l’opera romana per antonomasia, storia di amore e passione tra la cantante Tosca e il pittore Cavaradossi. Un titolo particolarmente caro al Teatro dell’Opera di Roma che il 1° novembre 2025 celebrerà il culmine del 125° anniversario della prima rappresentazione di Tosca al Costanzi, iniziato il 14 gennaio scorso alla presenza del Presidente della Repubblica.

Per OperaCamion, regia, costumi e luci sono affidati a Manu Lalli, le scene a Daniele Leone, mentre sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma salirà Carlo Donadio. L’opera è presentata in una versione ridotta ma completa. Accanto all’Orchestra e ai giovani cantanti – tra cui alcuni del progetto “Fabbrica” Young Artist Program – parteciperanno anche la Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma e i cori del territorio di Roma Capitale. L’adattamento orchestrale è a cura di Vito Lo Re.

 

Il calendario 2025 di OperaCamion/Tosca coinvolge sette municipi, abbracciando un’ampia mappa della città e dei suoi quartieri, dal centro alle periferie:

Domenica 14 settembre – Municipio X
Piazza Sirio, lungomare di Ostia

Martedì 16 settembre – Municipio III
Parcheggio di via Leonida Repaci, Cinquina/Bufalotta

Venerdì 19 settembre – Municipio XII
Cortile Parrocchia Corpus Domini, Massimina

Domenica 21 settembre – Municipio VIII
Parco Gino Strada (ex Veratti)

Mercoledì 24 e giovedì 25 settembre – Municipio I
Castel Sant’Angelo – Lungotevere Castello

Sabato 27 settembre – Municipio VI
Parcheggio via Fosso dell’Osa (fronte civico 338), Villaggio Prenestino

Domenica 28 settembre – Municipio XIV
Rotonda viale Antonio Gandin, Palmarola/Selva Candida

 

Tutti gli spettacoli inizieranno alle ore 20.30 e dureranno un’ora e trenta minuti. L’ingresso è libero e gratuito, non serve il biglietto ma basta portarsi la sedia da casa.

 

OperaCamion è un progetto del Teatro dell’Opera di Roma promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura. È finanziato dall’Unione Europea, Next Generation EU nell’ambito del PNRR, e rientra tra gli Interventi de “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma, dal centro alla periferia, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi).

 

Il progetto OperaCamion è stato presentato per la prima volta nel 2016 con la regia di Fabio Cherstich e le scenografie di Gianluigi Toccafondo.

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NUOVE VISIONI. Un’opportunità speciale per il pubblico dell’Opera di Roma.

Il Teatro dell’Opera di Roma presenta “Nuove Visioni”, un mini-abbonamento a un prezzo particolarmente vantaggioso. Un viaggio tra opere del Novecento storico, capolavori contemporanei e nomi di spicco della regia e della musica.

Il mini-abbonamento include:

  1. “The Turn of the Screw” di Benjamin Britten
    Nuovo allestimento firmato da Deborah Warner, con la direzione di Ben Glassberg
    Dal 19 al 28 settembre – Teatro Costanzi
  2. “Adriana Mater” di Kaija Saariaho
    Capolavoro diretto da Ernest Martínez Izquierdo per la regia di Peter Sellars
    Dal 9 al 16 ottobre – Teatro Costanzi
  3. Uno spettacolo a scelta al Teatro Nazionale tra:
    • “Tragùdia – Il canto di Edipo”, del premio Ubu Alessandro Serra (4 – 7 ottobre)
    • “La voix humaine” di Francis Poulenc in dittico con “Il diario di uno scomparso” di Leoš Janáček, in un nuovo allestimento del premio Abbiati Andrea Bernard (18 – 24 ottobre)
  4. Un posto riservato in omaggio per “Stabat Mater” di Romeo Castellucci
    Musiche di Giovanni Battista Pergolesi e Giacinto Scelsi, dirette da Michele Mariotti
    Dal 28 al 31 ottobre – Basilica di Santa Maria in Aracoeli

Modalità di acquisto
L’abbonamento sarà in vendita a partire dal 3 settembre. Sarà possibile sottoscriverlo recandosi presso la Biglietteria del Teatro oppure via mail scrivendo a  ufficio.biglietteria@operaroma.it (pagamento tramite bonifico bancario).

 

Prezzi per l’intero pacchetto:

  • Intero: Platea € 195 / Galleria € 50
  • Under 30: Platea € 100 / Galleria € 30

 

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Il 26 settembre Diego Ceretta debutta sul podio del Costanzi con Brahms e Dvořák

Il 26 settembre si conclude la stagione di concerti 2024-25 dell’Opera di Roma con il debutto sul podio del giovane direttore Diego Ceretta, impegnato in un programma di grande respiro sinfonico.

Direttore principale dell’Orchestra della Toscana dal 2023, Diego Ceretta si è rapidamente affermato come uno dei giovani talenti più interessanti del podio internazionale.

La serata si apre con il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77 di Johannes Brahms, interpretato dal violinista Marc Bouchkov, seguito dalla Sinfonia n. 7 di Antonín Dvořák, una delle pagine più intense e appassionate del compositore ceco.

Un appuntamento che unisce il virtuosismo solistico e la ricchezza orchestrale, salutando il pubblico con due capolavori del repertorio romantico.

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La Resurrezione di Händel, in scena a Massenzio, dall’8 agosto su OperaVision

Dalle 19 di venerdì 8 agosto arriva su OperaVision la nuova produzione del Teatro dell’Opera di Roma, andata in scena dal 1 al 5 luglio alla Basilica di Massenzio per il Caracalla Festival 2025, diretta da George Petrou con la regia di Ilaria Lanzino e, protagonisti sul palco, Sara Blanch (Angelo), Ana Maria Labin (Maddalena), Teresa Iervolino (Cleofe), Charles Workman (San Giovanni) e Giorgio Caoduro (Lucifero).

“È la storia di una famiglia contemporanea in lutto per la perdita improvvisa di un figlio. La morte di Gesù quindi, non è presentata come un evento biblico e sacro, ma come una tragedia umana legata alla vita quotidiana di un gruppo familiare, i cui membri reagiscono in modi diversi ma con atteggiamenti simili a quelli dei personaggi dell’oratori.
Ho creato la figura del padre che, come San Giovanni nell’originale, incarna la fiducia nella resurrezione e dunque supera il lutto grazie alla fede; della madre, che come Maddalena è travolta dalla disperazione senza fede; e della nonna, che come Cleofe è sospesa tra le due posizioni. Ho anche voluto mettere in discussione la rigida contrapposizione tra bene e male, che nell’opera originale è rappresentata schematicamente dalle figure dell’Angelo e di Lucifero. Quest’ultimo, come Maddalena, è una figura emarginata, piena di dolore e per questo simbolo della fragilità umana. In questo modo ho voluto rompere drasticamente la schematicità dell’impianto originario che prevede una separazione dogmatica tra bene e male: l’Angelo, originariamente il predicatore del verbo di Cristo, ha assunto toni quasi totalitari professando un sistema escludente e ottuso, mentre Lucifero per me non rappresenta affatto “il male”, ma la ribellione nei confronti di un sistema, quello dell’Angelo, che in teoria afferma di professare l’amore verso tutti ma che nella pratica condanna ogni voce fuori dal coro, rifiutando altri modelli di fede e di amore. La mia Resurrezione darà torto all’Angelo, e sarà soprattutto per i personaggi rifiutati, Maddalena e Lucifero, che l’amore eterno troverà uno spazio. In questo viaggio alla ricerca della fede si tenta di rispondere alla domanda: c’è una Resurrezione? Può la fede salvarci dal dolore del lutto e dalla perdita di senso di fronte alla morte?”, così descrive l’allestimento de La Resurrezione di Händel la regista Ilaria Lanzino.

Al suo debutto assoluto in Italia, la regista, nata a Pisa, arriva dopo anni di formazione e di lavoro all’estero, soprattutto in Germania, dove si è distinta per le interpretazioni audaci di opere come Nabucco di Verdi a Düsseldorf, dove ebrei e babilonesi intonano uniti il coro ‘Va pensiero’, e Lucia di Lammermoor di Donizetti a Norimberga, dove la protagonista diventa un uomo, Luca, in lotta con la famiglia perché innamorato di un coetaneo. Recente il suo successo al Theater an der Wien di Vienna con l’Ambleto di Francesco Gasparini, restituito attraverso una tagliente analisi psicologica dei rapporti tra i personaggi e un approccio cinematografico. Per La Resurrezione le sue fonti di ispirazione sono state i film Antichrist di Lars von Trier, La stanza del figlio di Nanni Moretti, The Broken Circle Breakdown di Felix van Groeningen e So Long, My Son di Wang Xiaoshuai. In questo nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, Ilaria Lanzino è affiancata da Dirk Becker per le scene, da Annette Braun per i costumi e da Marco Filibeck per le luci.

Händel era proprio a Roma nel 1708 quando ricevette la commissione di un grande oratorio sacro per la Pasqua da parte del marchese Francesco Maria Marescotti Ruspoli, all’epoca suo mecenate. La Resurrezione fu eseguita per la prima volta a Palazzo Bonelli ai Santissimi Apostoli l’8 aprile 1708, già in forma scenica. Il tema affrontato è altamente simbolico: l’azione si svolge tra il Venerdì Santo e la Pasqua, e alterna gli scontri tra Lucifero e l’Angelo con le profonde meditazioni di Maria Maddalena, Maria di Cleofe e San Giovanni Evangelista. Una lotta tra la fede e la sua assenza, tra l’entusiasmo e il cinismo nell’esistenza di oggi.

Il Teatro dell’Opera di Roma partecipa a Opera Vision: un progetto internazionale che riunisce 29 Teatri d’Opera provenienti da 17 diversi paesi europei, sostenuto dal programma Creative Europe dell’Unione Europea sotto la supervisione editoriale di Opera Europa, e che prevede la realizzazione di una piattaforma per lo streaming video delle opere e per la visione on demand di una ricca selezione di produzioni.

L’opera, sottotitolata in inglese e italiano, sarà disponibile sulla piattaforma fino alle 12 dell’8 febbraio 2026.

 

 

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Campagna abbonamenti Stagione 2025-26

Dal 9 settembre sarà possibile sottoscrivere gli abbonamenti “Gran Teatro”, “Gran Teatro Leggero” e “Gran Teatro All Inclusive”, oltre all’abbonamento ai Concerti della Stagione 2025/26.

Dal 4 ottobre saranno invece disponibili anche le formule di abbonamento parziali (“Fantasia”, “Weekend”, etc.).

Dal 14 ottobre al via la vendita dei biglietti dove ciascuno potrà acquistare il biglietto per il proprio spettacolo preferito.

 

Vi aspettiamo a teatro!

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Il Caracalla Festival 2025 si chiude con un messaggio contro la guerra

“Un Teatro che sceglie di non stare in silenzio davanti all’orrore indescrivibile di quello che sta accadendo nel mondo. Non è possibile restare indifferenti. Abbiamo sentito l’urgenza di prendere una posizione chiara contro la guerra e per la pace”. Con queste parole il sovrintendente Francesco Giambrone commenta il concerto conclusivo del Caracalla Festival 2025: Carmina Burana di Carl Orff, in programma giovedì 7 agosto alle Terme di Caracalla.

Attorno a noi ci sono persone meno fortunate che stanno vivendo nella povertà e nella disperazione creata dalla violenza della guerra: non considerare il loro dolore significa tradire la nostra dignità. Anche nelle atrocità dei conflitti ci sono dei diritti umani inviolabili. Sta a noi pretendere che vengano rispettati. Pretendere che nessun bambino e nessun essere umano sia umiliato e disprezzato, lasciato senza cibo e senza acqua. È a chi sta soffrendo, a chi è costretto ad affrontare l’inferno della guerra che tutti noi del Teatro dell’Opera di Roma vogliamo dedicare il concerto conclusivo del Festival. Non stanchiamoci di pretendere che i nostri governi perseguano la pace, non stanchiamoci mai di far sentire la nostra voce per un mondo in cui i diritti e la dignità umana vengano sempre rispettati.

Così Damiano Michieletto introduce l’esecuzione del lavoro di Orff, in cui sono impegnati il direttore Diego Matheuz con l’Orchestra e il Coro dell’Opera di Roma, quest’ultimo diretto da Ciro Visco. Solisti Giuliana Gianfaldoni, Levy Sekgapane e Vito Priante. Con la partecipazione del Coro di Voci Bianche della Fondazione capitolina.

Mentre le note di Orff risuonano nello scenario delle terme romane, sul profilo delle rovine appare in proiezione: Pax optima rerum (La pace è la cosa migliore).

L’edizione 2025 del cartellone estivo del Teatro dell’Opera di Roma ha saputo coniugare innovazione artistica e coinvolgimento del pubblico, mantenendo la promessa di offrire un’esperienza culturale di alto livello. “È stata una scelta vincente – prosegue Giambrone – affidare la direzione del Festival estivo a Damiano Michieletto, che ha costruito un cartellone tanto innovativo quanto capace di dialogare con l’eterogeneità di pubblico che un anno come quello giubilare sta portando nella capitale. È stato un festival segnato da un grande impegno produttivo che ha visto ben cinque nuove produzioni realizzate in un mese e mezzo e tutti i lavoratori della Fondazione (Orchestra, Coro, Corpo di Ballo, tecnici e amministrativi) coinvolti in uno sforzo straordinario per garantire, come sempre, eccellenza e professionalità. Un festival caratterizzato dalla scommessa vinta di un investimento sulla qualità delle scelte, degli artisti e del progetto”.

Un festival di record che ha registrato la partecipazione totale di 122mila spettatori, con l’85% di riempimento medio delle due platee: la consueta, presso le antiche Terme, e la nuova, presso la Basilica di Massenzio, per la prima volta sede di messinscene operistiche.

Sold out per tutte e quattro le recite di Don Giovanni di Mozart a Massenzio, per l’ultima recita di West Side Story di Bernstein e per la data unica dei Carmina Burana di Orff alle Terme. Record assoluto di incassi per uno spettacolo d’opera a Caracalla per la prima de La traviata di Verdi (271.604,50 €) e record assoluto di presenze e incasso per un balletto alla replica del Trittico Bausch / Béjart / Wheeldon (4.037 spettatori; 205.705 €). Con le due serate di danza si è celebrato il cinquantesimo anniversario del debutto assoluto de Le Sacre du printemps di Pina Bausch, interpretato per la prima volta da una compagnia italiana, quella dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato.

Un programma fortemente innovativo quello pensato da Damiano Michieletto, che ha portato a Roma la “nouvelle vague” della regia operistica europea ad animare platee e dibattiti in questa speciale edizione “Tra sacro e umano”. Titolo scelto per rappresentare le molteplici forme artistiche che si sono incontrate nel Festival nell’anno del Giubileo universale della Chiesa cattolica: l’audace spettacolo firmato dal russo Vasily Barkhatov, alla seconda regia italiana e al suo primo Don Giovanni, la versione laica di Ilaria Lanzino dell’oratorio di Händel La Resurrezione, la visione femminista de La traviata di Sláva Daubnerová, entrambe registe al debutto in Italia, il successo internazionale di West Side Story celebrato anche dal ‘New York Times’. Opera, musica sacra, musical, danza, concerti e incontri, un complesso di voci eclettiche internazionali, a cui si unisce quella di Michieletto nell’invocare il diritto alla bellezza, alla gioia e alla pace.

Dopo la pausa estiva il sipario del Teatro Costanzi torna ad alzarsi il 4 settembre sullo spettacolo inaugurale del 40° Romaeuropa Festival, Afanador di Marcos Morau interpretato dal Ballet Nacional de España. Gli spettacoli della Stagione 2024/25 riprendono invece il 19 settembre. Si annuncia un autunno tutto di altissimo livello con proposte internazionali dedicate al Novecento e alla musica contemporanea. Si parte con The Turn of the Screw, il capolavoro di Benjamin Britten, da un racconto di Henry James, firmato da Deborah Warner. Dal 9 ottobre Peter Sellars porta per la prima volta in Italia Adriana Mater di Kajia Saariaho. Sempre in ottobre la prima regia di Romeo Castellucci per l’Opera di Roma che porta in scena alla Basilica di Santa Maria in Ara Coeli lo Stabat Mater con musiche di Giovanni Battista Pergolesi e Giacinto Scelsi. Al Teatro Nazionale è in programma invece il dittico Il diario di uno scomparso / La Voix Humaine (La voce umana), rispettivamente di Leoš Janáček e Francis Poulenc, firmato dal regista Andrea Bernard.

 

Per la creazione del Caracalla Festival 2025 l’Opera di Roma si è avvalsa della collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Roma e con il Parco Archeologico del Colosseo.

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Concerto straordinario all’Expo 2025 di Osaka

Dopo aver rappresentato l’eccellenza musicale italiana presso il Padiglione Italia lo scorso maggio con gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program, l’Opera di Roma torna all’Expo 2025 di Osaka. Questa volta è l’Orchestra della Fondazione Capitolina a essere protagonista, l’11 e 12 settembre presso l’Expo Hall “Shining Hat”, di un concerto straordinario in occasione del National Day dell’Italia: La grande Opera italiana patrimonio dell’umanità. Sul podio Francesco Ivan Ciampa. Solisti il soprano Anastasia Bartoli, il tenore Luciano Ganci e il baritono Luca Micheletti. Una nuova e significativa occasione per celebrare e far conoscere il patrimonio musicale e culturale del nostro Paese in un contesto di grande visibilità globale, in collaborazione con il Commissariato Generale per l’Italia a Expo Osaka 2025.

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Peter Sellars porta per la prima volta in Italia “Adriana Mater” di Kaija Saariaho

Il regista statunitense Peter Sellars firma a Roma Adriana Mater di Kaija Saariaho, per la prima volta in Italia sul palco del Costanzi dal 9 al 16 ottobre 2025 in una nuova produzione del Teatro dell’Opera di Roma. L’opera ha debuttato con la regia di Sellars nel 2006 a Parigi, il regista è tornato su Adriana Mater anche nel 2008 e poi a Santa Fe, fino all’ultima ripresa nel 2023 a San Francisco, poco prima della scomparsa della compositrice. Sellars la rimette in scena ancora una volta, in una nuova versione a Roma. Saariaho, artista di fama internazionale, è stata una delle poche artiste contemporanee ospitate al Metropolitan Opera di New York, nel 2021 le è stato inoltre conferito dalla Biennale Musica il Leone d’Oro alla carriera, in quello stesso anno la sua ultima opera, Innocence, è stata accolta da un trionfo di pubblico e critica al festival di Aix-en-Provence.

 

Peter Sellars, noto per la sua capacità di fondere elementi della cultura europea con quelli della tradizione americana, nel 2006 a Helsinki aveva firmato anche la regia di L’Amour de loin di Saariaho per la Finnish National Opera. Regista innovativo e audace ha diretto in 25 anni di carriera festival, teatri ed eventi tra i più prestigiosi in America e nel mondo: dalla Boston Shakespeare Company alla Biennale di Venezia, passando per il Los Angeles Festival e il New Crowned Hope Festival a Vienna per il 250° anniversario mozartiano. Ha curato regie di opere di Mozart, Rameau, Vivaldi, Wagner e molti altri. Per la Saariaho ha firmato anche Only the sound remains nel 2016 e 2018.

 

Adriana Mater, opera in due atti e sette scene su libretto del giornalista Amin Maalouf, è realizzata dall’Opera di Roma in collaborazione con la San Francisco Symphony. Il coro è affidato a Ciro Visco, mentre sul podio sale Ernest Martínez Izquierdo, direttore onorario dell’Orchestra Sinfonica di Navarra di Pamplona e direttore ospite principale dell’ensemble Barcelona 216. I costumi sono di Camille Assaf, le luci di James F. Ingalls, sound designer Timo Kurkikangas. Sul palco nel ruolo della protagonista Adriana il mezzosoprano Fleur Barron. La cantante incontra nuovamente il regista Peter Sellars, con cui aveva già collaborato in occasione della messa in scena dell’opera a San Francisco. Torna anche il resto del cast vincitore nel 2025 con Esa-Pekka Salonen di un Grammy Award per la migliore registrazione operistica, proprio di Adriana Mater, con la San Francisco Symphony. Axelle Fanyo che sarà impegnata a marzo all’Opera di Roma in Ariadne auf Naxos nel ruolo del titolo con la regia di David Hermann, è Refka, sorella di Adriana, Nicholas Phan interpreta Yonas e Christopher Purves veste i panni del soldato Tsargo. Il tenore statunitense Nicholas Phan, con un repertorio che attraversa cinque secoli di musica, si esibisce regolarmente con le principali orchestre e compagnie d’opera del mondo. Purves, presente nel cast di Innocence di Saariaho alla Royal Opera House nel 2023, ha interpretato ruoli in prime mondiali, come quello di Walt Disney nella prima assoluta di The Perfect American di Philip Glass, presentata al Teatro Real di Madrid.

 

Adriana Mater si consuma in uno scenario bellico in cui una madre, Adriana, deve affrontare una maternità nata dalla violenza fisica. La protagonista decide di portare a termine la gravidanza frutto dell’abuso del soldato Tsargo, nonostante l’opposizione della sorella Refka. Una volta cresciuto però, il figlio Yonas, manifesta un’oscura irrequietezza, che insinua nella protagonista il dubbio che l’animo di quel giovane uomo sia fatalmente legato alle circostanze violente della sua nascita.

 

Sabato 4 ottobre al Costanzi alle ore 18.00 il professor Giovanni Betti dedica ad Adriana Mater una delle sue Lezioni di Opera.

 

La prima rappresentazione è prevista giovedì 9 ottobre 2025 alle ore 20.00.
Repliche sabato 11 ottobre (ore 18.00), domenica 12 ottobre (ore 16.30), martedì 14 ottobre (ore 20.00) e giovedì 16 ottobre (ore 20.00).

 

 

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