Il 26 settembre Diego Ceretta debutta sul podio del Costanzi con Brahms e Dvořák

Il 26 settembre si conclude la stagione di concerti 2024-25 dell’Opera di Roma con il debutto sul podio del giovane direttore Diego Ceretta, impegnato in un programma di grande respiro sinfonico.

Direttore principale dell’Orchestra della Toscana dal 2023, Diego Ceretta si è rapidamente affermato come uno dei giovani talenti più interessanti del podio internazionale.

La serata si apre con il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77 di Johannes Brahms, interpretato dal violinista Marc Bouchkov, seguito dalla Sinfonia n. 7 di Antonín Dvořák, una delle pagine più intense e appassionate del compositore ceco.

Un appuntamento che unisce il virtuosismo solistico e la ricchezza orchestrale, salutando il pubblico con due capolavori del repertorio romantico.

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La Resurrezione di Händel, in scena a Massenzio, dall’8 agosto su OperaVision

Dalle 19 di venerdì 8 agosto arriva su OperaVision la nuova produzione del Teatro dell’Opera di Roma, andata in scena dal 1 al 5 luglio alla Basilica di Massenzio per il Caracalla Festival 2025, diretta da George Petrou con la regia di Ilaria Lanzino e, protagonisti sul palco, Sara Blanch (Angelo), Ana Maria Labin (Maddalena), Teresa Iervolino (Cleofe), Charles Workman (San Giovanni) e Giorgio Caoduro (Lucifero).

“È la storia di una famiglia contemporanea in lutto per la perdita improvvisa di un figlio. La morte di Gesù quindi, non è presentata come un evento biblico e sacro, ma come una tragedia umana legata alla vita quotidiana di un gruppo familiare, i cui membri reagiscono in modi diversi ma con atteggiamenti simili a quelli dei personaggi dell’oratori.
Ho creato la figura del padre che, come San Giovanni nell’originale, incarna la fiducia nella resurrezione e dunque supera il lutto grazie alla fede; della madre, che come Maddalena è travolta dalla disperazione senza fede; e della nonna, che come Cleofe è sospesa tra le due posizioni. Ho anche voluto mettere in discussione la rigida contrapposizione tra bene e male, che nell’opera originale è rappresentata schematicamente dalle figure dell’Angelo e di Lucifero. Quest’ultimo, come Maddalena, è una figura emarginata, piena di dolore e per questo simbolo della fragilità umana. In questo modo ho voluto rompere drasticamente la schematicità dell’impianto originario che prevede una separazione dogmatica tra bene e male: l’Angelo, originariamente il predicatore del verbo di Cristo, ha assunto toni quasi totalitari professando un sistema escludente e ottuso, mentre Lucifero per me non rappresenta affatto “il male”, ma la ribellione nei confronti di un sistema, quello dell’Angelo, che in teoria afferma di professare l’amore verso tutti ma che nella pratica condanna ogni voce fuori dal coro, rifiutando altri modelli di fede e di amore. La mia Resurrezione darà torto all’Angelo, e sarà soprattutto per i personaggi rifiutati, Maddalena e Lucifero, che l’amore eterno troverà uno spazio. In questo viaggio alla ricerca della fede si tenta di rispondere alla domanda: c’è una Resurrezione? Può la fede salvarci dal dolore del lutto e dalla perdita di senso di fronte alla morte?”, così descrive l’allestimento de La Resurrezione di Händel la regista Ilaria Lanzino.

Al suo debutto assoluto in Italia, la regista, nata a Pisa, arriva dopo anni di formazione e di lavoro all’estero, soprattutto in Germania, dove si è distinta per le interpretazioni audaci di opere come Nabucco di Verdi a Düsseldorf, dove ebrei e babilonesi intonano uniti il coro ‘Va pensiero’, e Lucia di Lammermoor di Donizetti a Norimberga, dove la protagonista diventa un uomo, Luca, in lotta con la famiglia perché innamorato di un coetaneo. Recente il suo successo al Theater an der Wien di Vienna con l’Ambleto di Francesco Gasparini, restituito attraverso una tagliente analisi psicologica dei rapporti tra i personaggi e un approccio cinematografico. Per La Resurrezione le sue fonti di ispirazione sono state i film Antichrist di Lars von Trier, La stanza del figlio di Nanni Moretti, The Broken Circle Breakdown di Felix van Groeningen e So Long, My Son di Wang Xiaoshuai. In questo nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, Ilaria Lanzino è affiancata da Dirk Becker per le scene, da Annette Braun per i costumi e da Marco Filibeck per le luci.

Händel era proprio a Roma nel 1708 quando ricevette la commissione di un grande oratorio sacro per la Pasqua da parte del marchese Francesco Maria Marescotti Ruspoli, all’epoca suo mecenate. La Resurrezione fu eseguita per la prima volta a Palazzo Bonelli ai Santissimi Apostoli l’8 aprile 1708, già in forma scenica. Il tema affrontato è altamente simbolico: l’azione si svolge tra il Venerdì Santo e la Pasqua, e alterna gli scontri tra Lucifero e l’Angelo con le profonde meditazioni di Maria Maddalena, Maria di Cleofe e San Giovanni Evangelista. Una lotta tra la fede e la sua assenza, tra l’entusiasmo e il cinismo nell’esistenza di oggi.

Il Teatro dell’Opera di Roma partecipa a Opera Vision: un progetto internazionale che riunisce 29 Teatri d’Opera provenienti da 17 diversi paesi europei, sostenuto dal programma Creative Europe dell’Unione Europea sotto la supervisione editoriale di Opera Europa, e che prevede la realizzazione di una piattaforma per lo streaming video delle opere e per la visione on demand di una ricca selezione di produzioni.

L’opera, sottotitolata in inglese e italiano, sarà disponibile sulla piattaforma fino alle 12 dell’8 febbraio 2026.

 

 

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Campagna abbonamenti Stagione 2025-26

Dal 9 settembre sarà possibile sottoscrivere gli abbonamenti “Gran Teatro”, “Gran Teatro Leggero” e “Gran Teatro All Inclusive”, oltre all’abbonamento ai Concerti della Stagione 2025/26.

Dal 4 ottobre saranno invece disponibili anche le formule di abbonamento parziali (“Fantasia”, “Weekend”, etc.).

Dal 14 ottobre al via la vendita dei biglietti dove ciascuno potrà acquistare il biglietto per il proprio spettacolo preferito.

 

Vi aspettiamo a teatro!

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Il Caracalla Festival 2025 si chiude con un messaggio contro la guerra

“Un Teatro che sceglie di non stare in silenzio davanti all’orrore indescrivibile di quello che sta accadendo nel mondo. Non è possibile restare indifferenti. Abbiamo sentito l’urgenza di prendere una posizione chiara contro la guerra e per la pace”. Con queste parole il sovrintendente Francesco Giambrone commenta il concerto conclusivo del Caracalla Festival 2025: Carmina Burana di Carl Orff, in programma giovedì 7 agosto alle Terme di Caracalla.

Attorno a noi ci sono persone meno fortunate che stanno vivendo nella povertà e nella disperazione creata dalla violenza della guerra: non considerare il loro dolore significa tradire la nostra dignità. Anche nelle atrocità dei conflitti ci sono dei diritti umani inviolabili. Sta a noi pretendere che vengano rispettati. Pretendere che nessun bambino e nessun essere umano sia umiliato e disprezzato, lasciato senza cibo e senza acqua. È a chi sta soffrendo, a chi è costretto ad affrontare l’inferno della guerra che tutti noi del Teatro dell’Opera di Roma vogliamo dedicare il concerto conclusivo del Festival. Non stanchiamoci di pretendere che i nostri governi perseguano la pace, non stanchiamoci mai di far sentire la nostra voce per un mondo in cui i diritti e la dignità umana vengano sempre rispettati.

Così Damiano Michieletto introduce l’esecuzione del lavoro di Orff, in cui sono impegnati il direttore Diego Matheuz con l’Orchestra e il Coro dell’Opera di Roma, quest’ultimo diretto da Ciro Visco. Solisti Giuliana Gianfaldoni, Levy Sekgapane e Vito Priante. Con la partecipazione del Coro di Voci Bianche della Fondazione capitolina.

Mentre le note di Orff risuonano nello scenario delle terme romane, sul profilo delle rovine appare in proiezione: Pax optima rerum (La pace è la cosa migliore).

L’edizione 2025 del cartellone estivo del Teatro dell’Opera di Roma ha saputo coniugare innovazione artistica e coinvolgimento del pubblico, mantenendo la promessa di offrire un’esperienza culturale di alto livello. “È stata una scelta vincente – prosegue Giambrone – affidare la direzione del Festival estivo a Damiano Michieletto, che ha costruito un cartellone tanto innovativo quanto capace di dialogare con l’eterogeneità di pubblico che un anno come quello giubilare sta portando nella capitale. È stato un festival segnato da un grande impegno produttivo che ha visto ben cinque nuove produzioni realizzate in un mese e mezzo e tutti i lavoratori della Fondazione (Orchestra, Coro, Corpo di Ballo, tecnici e amministrativi) coinvolti in uno sforzo straordinario per garantire, come sempre, eccellenza e professionalità. Un festival caratterizzato dalla scommessa vinta di un investimento sulla qualità delle scelte, degli artisti e del progetto”.

Un festival di record che ha registrato la partecipazione totale di 122mila spettatori, con l’85% di riempimento medio delle due platee: la consueta, presso le antiche Terme, e la nuova, presso la Basilica di Massenzio, per la prima volta sede di messinscene operistiche.

Sold out per tutte e quattro le recite di Don Giovanni di Mozart a Massenzio, per l’ultima recita di West Side Story di Bernstein e per la data unica dei Carmina Burana di Orff alle Terme. Record assoluto di incassi per uno spettacolo d’opera a Caracalla per la prima de La traviata di Verdi (271.604,50 €) e record assoluto di presenze e incasso per un balletto alla replica del Trittico Bausch / Béjart / Wheeldon (4.037 spettatori; 205.705 €). Con le due serate di danza si è celebrato il cinquantesimo anniversario del debutto assoluto de Le Sacre du printemps di Pina Bausch, interpretato per la prima volta da una compagnia italiana, quella dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato.

Un programma fortemente innovativo quello pensato da Damiano Michieletto, che ha portato a Roma la “nouvelle vague” della regia operistica europea ad animare platee e dibattiti in questa speciale edizione “Tra sacro e umano”. Titolo scelto per rappresentare le molteplici forme artistiche che si sono incontrate nel Festival nell’anno del Giubileo universale della Chiesa cattolica: l’audace spettacolo firmato dal russo Vasily Barkhatov, alla seconda regia italiana e al suo primo Don Giovanni, la versione laica di Ilaria Lanzino dell’oratorio di Händel La Resurrezione, la visione femminista de La traviata di Sláva Daubnerová, entrambe registe al debutto in Italia, il successo internazionale di West Side Story celebrato anche dal ‘New York Times’. Opera, musica sacra, musical, danza, concerti e incontri, un complesso di voci eclettiche internazionali, a cui si unisce quella di Michieletto nell’invocare il diritto alla bellezza, alla gioia e alla pace.

Dopo la pausa estiva il sipario del Teatro Costanzi torna ad alzarsi il 4 settembre sullo spettacolo inaugurale del 40° Romaeuropa Festival, Afanador di Marcos Morau interpretato dal Ballet Nacional de España. Gli spettacoli della Stagione 2024/25 riprendono invece il 19 settembre. Si annuncia un autunno tutto di altissimo livello con proposte internazionali dedicate al Novecento e alla musica contemporanea. Si parte con The Turn of the Screw, il capolavoro di Benjamin Britten, da un racconto di Henry James, firmato da Deborah Warner. Dal 9 ottobre Peter Sellars porta per la prima volta in Italia Adriana Mater di Kajia Saariaho. Sempre in ottobre la prima regia di Romeo Castellucci per l’Opera di Roma che porta in scena alla Basilica di Santa Maria in Ara Coeli lo Stabat Mater con musiche di Giovanni Battista Pergolesi e Giacinto Scelsi. Al Teatro Nazionale è in programma invece il dittico Il diario di uno scomparso / La Voix Humaine (La voce umana), rispettivamente di Leoš Janáček e Francis Poulenc, firmato dal regista Andrea Bernard.

 

Per la creazione del Caracalla Festival 2025 l’Opera di Roma si è avvalsa della collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Roma e con il Parco Archeologico del Colosseo.

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Concerto straordinario all’Expo 2025 di Osaka

Dopo aver rappresentato l’eccellenza musicale italiana presso il Padiglione Italia lo scorso maggio con gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program, l’Opera di Roma torna all’Expo 2025 di Osaka. Questa volta è l’Orchestra della Fondazione Capitolina a essere protagonista, l’11 e 12 settembre presso l’Expo Hall “Shining Hat”, di un concerto straordinario in occasione del National Day dell’Italia: La grande Opera italiana patrimonio dell’umanità. Sul podio Francesco Ivan Ciampa. Solisti il soprano Anastasia Bartoli, il tenore Luciano Ganci e il baritono Luca Micheletti. Una nuova e significativa occasione per celebrare e far conoscere il patrimonio musicale e culturale del nostro Paese in un contesto di grande visibilità globale, in collaborazione con il Commissariato Generale per l’Italia a Expo Osaka 2025.

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Peter Sellars porta per la prima volta in Italia “Adriana Mater” di Kaija Saariaho

Il regista statunitense Peter Sellars firma a Roma Adriana Mater di Kaija Saariaho, per la prima volta in Italia sul palco del Costanzi dal 9 al 16 ottobre 2025 in una nuova produzione del Teatro dell’Opera di Roma. L’opera ha debuttato con la regia di Sellars nel 2006 a Parigi, il regista è tornato su Adriana Mater anche nel 2008 e poi a Santa Fe, fino all’ultima ripresa nel 2023 a San Francisco, poco prima della scomparsa della compositrice. Sellars la rimette in scena ancora una volta, in una nuova versione a Roma. Saariaho, artista di fama internazionale, è stata una delle poche artiste contemporanee ospitate al Metropolitan Opera di New York, nel 2021 le è stato inoltre conferito dalla Biennale Musica il Leone d’Oro alla carriera, in quello stesso anno la sua ultima opera, Innocence, è stata accolta da un trionfo di pubblico e critica al festival di Aix-en-Provence.

 

Peter Sellars, noto per la sua capacità di fondere elementi della cultura europea con quelli della tradizione americana, nel 2006 a Helsinki aveva firmato anche la regia di L’Amour de loin di Saariaho per la Finnish National Opera. Regista innovativo e audace ha diretto in 25 anni di carriera festival, teatri ed eventi tra i più prestigiosi in America e nel mondo: dalla Boston Shakespeare Company alla Biennale di Venezia, passando per il Los Angeles Festival e il New Crowned Hope Festival a Vienna per il 250° anniversario mozartiano. Ha curato regie di opere di Mozart, Rameau, Vivaldi, Wagner e molti altri. Per la Saariaho ha firmato anche Only the sound remains nel 2016 e 2018.

 

Adriana Mater, opera in due atti e sette scene su libretto del giornalista Amin Maalouf, è realizzata dall’Opera di Roma in collaborazione con la San Francisco Symphony. Il coro è affidato a Ciro Visco, mentre sul podio sale Ernest Martínez Izquierdo, direttore onorario dell’Orchestra Sinfonica di Navarra di Pamplona e direttore ospite principale dell’ensemble Barcelona 216. I costumi sono di Camille Assaf, le luci di James F. Ingalls, sound designer Timo Kurkikangas. Sul palco nel ruolo della protagonista Adriana il mezzosoprano Fleur Barron. La cantante incontra nuovamente il regista Peter Sellars, con cui aveva già collaborato in occasione della messa in scena dell’opera a San Francisco. Torna anche il resto del cast vincitore nel 2025 con Esa-Pekka Salonen di un Grammy Award per la migliore registrazione operistica, proprio di Adriana Mater, con la San Francisco Symphony. Axelle Fanyo che sarà impegnata a marzo all’Opera di Roma in Ariadne auf Naxos nel ruolo del titolo con la regia di David Hermann, è Refka, sorella di Adriana, Nicholas Phan interpreta Yonas e Christopher Purves veste i panni del soldato Tsargo. Il tenore statunitense Nicholas Phan, con un repertorio che attraversa cinque secoli di musica, si esibisce regolarmente con le principali orchestre e compagnie d’opera del mondo. Purves, presente nel cast di Innocence di Saariaho alla Royal Opera House nel 2023, ha interpretato ruoli in prime mondiali, come quello di Walt Disney nella prima assoluta di The Perfect American di Philip Glass, presentata al Teatro Real di Madrid.

 

Adriana Mater si consuma in uno scenario bellico in cui una madre, Adriana, deve affrontare una maternità nata dalla violenza fisica. La protagonista decide di portare a termine la gravidanza frutto dell’abuso del soldato Tsargo, nonostante l’opposizione della sorella Refka. Una volta cresciuto però, il figlio Yonas, manifesta un’oscura irrequietezza, che insinua nella protagonista il dubbio che l’animo di quel giovane uomo sia fatalmente legato alle circostanze violente della sua nascita.

 

Sabato 4 ottobre al Costanzi alle ore 18.00 il professor Giovanni Betti dedica ad Adriana Mater una delle sue Lezioni di Opera.

 

La prima rappresentazione è prevista giovedì 9 ottobre 2025 alle ore 20.00.
Repliche sabato 11 ottobre (ore 18.00), domenica 12 ottobre (ore 16.30), martedì 14 ottobre (ore 20.00) e giovedì 16 ottobre (ore 20.00).

 

 

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Deborah Warner firma “The Turn of the Screw” di Benjamin Britten

«Britten è grande tanto come drammaturgo quanto come compositore». Così la grande regista Deborah Warner descrive il teatro musicale di Benjamin Britten, in occasione della nuova produzione di The Turn of the Screw (Il giro di vite), in scena all’Opera di Roma dal 19 al 28 settembre 2025. Terzo titolo britteniano per Warner al Costanzi, dopo i successi di Peter Grimes (nel 2023) e Billy Budd  (nel 2018), lavoro per il quale ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali come l’International Opera Award, l’Olivier Award e in Italia il Premio Abbiati della critica. The Turn of the Screw è un ritorno per Deborah Warner, che ha affrontato questo titolo per la prima volta nel 1997. Acclamata per le sue regie innovative, fra cui un apprezzato Re Lear con la parte del protagonista affidata a una donna – l’attrice Glenda Jackson – Deborah Warner ha collaborato con alcune fra le maggiori realtà teatrali nel mondo: la Royal Opera House di Londra, l’Opéra National di Parigi, il Teatro Real di Madrid, il Metropolitan Opera di New York.

Affascinata dal complesso lavoro che la librettista Myfanwy Piper ha esercitato sulla fonte letteraria di Henry James, la regista si è ispirata anche alle opere del pittore inglese James Pryde. Le scene sono curate da Justin Nardella, i costumi affidati a Luca Costigliolo, le luci firmate da Jean Kalman e Valerio Tiberi.

A dirigere l’opera di Britten,Ben Glassberg, al suo debutto sul podio del Teatro dell’Opera di Roma.  Protagonisti sul palco il pluripremiato tenore Ian Bostridge, riconosciuto interprete di Britten – in Italia lo si ricorda come protagonista di Morte a Venezia alla Scala di Milano nel 2016 con la regia di Deborah Warner – torna nel ruolo dello spettro Peter Quint, di cui aveva già vestito i panni nel 1997 e nel 2002.

Con lui un tris di interpreti femminili: nella parte dell’Istitutrice Anna Prohaska, soprano lirico austro-britannico che ha debuttato nel 2002 con la Komische Oper di Berlino proprio con The Turn of the Screw nella produzione di Harry Kupfer. Ospite fissa del Festival di Salisburgo, ha calcato palchi quali la Royal Opera House, il Teatro alla Scala e l’Opéra national de Paris. Emma Bell, premiata nel 1998 col prestigioso Kathleen Ferrier Award, veste i panni di Mrs Grose. Nella parte dell’inquieto spettro Miss Jessel troviamo invece Christine Rice, che rinnova la collaborazione con Warner dopo i successi di Phaedra, la cantata di Benjamin Britten di cui è stata protagonista nel 2022 a Bath e nel 2025 a Londra.

Piccolo capolavoro del gotico letterario di Henry James tradotto genialmente da Britten in un crescendo di tensione, The Turn of the Screw è costruito con un Prologo, due atti e sedici scene, su libretto di Myfanwy Piper. L’opera come già Peter Grimes e Billy Budd, torna sul rapporto  con la giovinezza, inconfessabile e fatale. Ad animare l’opera sono infatti dinamiche allusive e mai decisamente dichiarate. Un silenzio perturbante e ambiguo avvolge tanto la vita privata di Henry James quanto la biografia di Britten e dei suoi personaggi. Così in Turn of The Screw, letteralmente “giro di vite”, il racconto di due piccoli orfani in una grande tenuta di campagna, assediati dalla presenza di una coppia di spettri, diventa in fondo il pretesto per parlare sottotraccia di relazioni umane complesse, non ultima proprio quella fra giovani e adulti. Warner, col suo nuovo allestimento romano pone l’accento proprio sulla perdita di innocenza e non a caso il racconto è affrontato dalla prospettiva dei bambini.

 

“The Turn of the Screw /Dove abita la paura” è il titolo del nuovo numero di Calibano,  in libreria dal 24 settembre.

La rivista di approfondimento culturale del Teatro dell’Opera di Roma, pubblicata in collaborazione con effequ, dedica il numero sette appunto allo stringente “giro di vite” della paura, fra minacce spettrali e ossessioni umane. Vari i contributi di cinema, musica, architettura, moda e arte fra cui quelli di Claudio Strinati, Stefano Nazzi, Letizia Muratori e altri. Apre il numero il saggio di David Bering Porter della New School di New York, che riflette sul rapporto fra genere horror e cultura contemporanea. Per la prima volta, Calibano ospita anche un’intervista, con lo scrittore statunitense George Saunders.

 

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Record di incassi e di presenze per l’ultima recita di “West Side Story” a Caracalla

Ha fatto registrare il record assoluto di presenze con 4.554 biglietti venduti – recependo anche parte del pubblico della recita precedente annullata per pioggia – oltre al record assoluto di incassi per uno spettacolo teatrale a Caracalla (258.791 €) l’ultima rappresentazione di West Side Story di Bernstein, andata in scena ieri sera sul palcoscenico delle Terme romane per il Festival estivo dell’Opera di Roma. Platea sold out e soddisfazione per tutti gli artisti coinvolti, dal team di regia capitanato da Damiano Michieletto al Direttore musicale Michele Mariotti.

Il Caracalla Festival prosegue fino al 7 agosto: domani sera, sabato 19 luglio, è in programma la prima de La traviata di Verdi mentre domenica 20 luglio va in scena Don Giovanni di Mozart alla Basilica di Massenzio. Grande attesa anche per Le Sacre du printemps di Pina Bausch, che celebra i 50 anni dalla sua creazione e per la prima volta viene interpretato da una compagnia italiana, quella dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato, il 30 e 31 luglio alle Terme romane insieme al Bolero di Béjart e Within the Golden Hour di Wheeldon, in un trittico che offre una visione completa della danza contemporanea.

Roma, 18 luglio

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DOPPIO SOGNO
LA STAGIONE 2025/26 DELL’OPERA DI ROMA

Dal barocco di Händel al linguaggio contemporaneo di Ronchetti e D’Amico, passando per Wagner, Strauss, Gounod, Mozart e naturalmente Verdi, Puccini e Rossini, senza tralasciare un omaggio a Henze nel centenario della nascita. Un triplice debutto nel Lohengrin per Mariotti, Michieletto e Korchak e una collaborazione triennale con Il Teatro di Roma, che inizia con la regia di Luca De Fusco per la prima volta all’Opera di Roma con un titolo mai rappresentato sul palcoscenico del Lirico capitolino, Roméo et Juliette. In programma anche l’esordio italiano dei registi Gürbaca e Hermann, quest’ultimo con due titoli consecutivi e complementari (Inferno e Ariadne auf Naxos), Il trionfo del Tempo e del Disinganno di Händel, per la prima volta all’Opera di Roma, e Le nozze di Figaro di Mozart firmate da Claus Guth.

Importante anche quest’anno la presenza degli spettacoli di danza, che spaziano dai grandi classici come Lo schiaccianoci e La Bayadère per arrivare a esplorare il Novecento e la contemporaneità con George Balanchine, Pina Bausch, Jerome Robbins, Jacopo Godani, Marco Goecke, Angelin Preljocaj e Benjamin Millepied.

In cartellone anche quattro concerti, tre dei quali affidati al Direttore musicale Michele Mariotti, un anticipo sull’avvio di stagione con un concerto all’Expo 2025 di Osaka a settembre e una recita straordinaria di Tosca al Costanzi il 1° novembre, trasmessa da Rai Cultura in diretta su Rai 3 in collaborazione con il Ministero della Cultura, per chiudere le celebrazioni del 125° anniversario del capolavoro di Puccini.

La stagione si presenta con 12 nuove produzioni, di cui 9 di opera e 3 di danza; 14 titoli operistici, 8 balletti in sede, 3 tournée del Corpo di Ballo, una tournée dell’Orchestra e 4 concerti. Tre i titoli in più sia per l’opera sia per il balletto, per un totale di 13 serate in più rispetto alla scorsa stagione.

Nelle rappresentazioni sono impegnati i complessi artistici dell’Opera di Roma, l’Orchestra, il Coro diretto da Ciro Visco e il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato.

Partecipano alle produzioni la Scuola di Canto Corale e la Scuola di Danza dell’Opera di Roma, oltre ai talenti del progetto “Fabbrica” Young Artist Program, giunto alla sua quinta edizione.

Quattro inoltre gli spettacoli ripresi da Rai Cultura – Tosca, Lohengrin, Tancredi e Falstaff – trasmessi sui canali televisivi Rai e da Radio 3, dimostrano il costante apprezzamento del cartellone operistico, così come registrato dai numeri della precedente stagione: un riempimento medio della sala dell’88%, 14.500.000 € di incassi, 291.828 spettatori incluso il Caracalla Festival 2024 e un incremento globale del 13,9% di spettatori.

L’immagine della stagione è stata affidata all’artista digitale Elena Manferdini, che lavora con l’intelligenza artificiale. Una scelta che approda a un’estetica capace di oscillare tra il realismo fotografico e la distorsione fantastica, trasportandoci in una dimensione che potremmo definire di ultra-realismo immaginifico.

 

ABBONAMENTI E BIGLIETTERIA

Da martedì 22 luglio 2025 sarà possibile rinnovare gli abbonamenti. Le nuove sottoscrizioni si aprono martedì 9 settembre. I biglietti per i singoli spettacoli saranno in vendita da martedì 14 ottobre 2025.

«Doppio Sogno è il titolo che abbiamo scelto per la stagione 2025-26 – dice il Sovrintendente Francesco Giambrone un riferimento al celebre racconto di Arthur Schnitzler, dove sogno e realtà si intrecciano e si rovesciano l’uno nell’altra, e che sintetizza l’essenza profonda della nostra proposta artistica e della visione che la guida. Il nostro è un teatro che non rinuncia all’immaginazione, che continua a credere nell’arte come spazio di elevazione, di incanto, di utopia; ma che al tempo stesso resta radicato nella materia viva dei tempi che viviamo, interrogando la realtà con lucidità e prendendo posizione. L’Opera di Roma poi, è sempre più radicata sul territorio cittadino e regionale, e la stagione 2025-26 rinnoverà progetti come OperaCamion e Linea Opera, che portano l’opera e la danza nelle scuole, nelle università, nelle strade, nelle periferie, e a contatto con altre Istituzioni, nella convinzione di una vocazione comunitaria e democratica. Nella stagione 2025/26 un importante passo in avanti verso la ridefinizione della nostra identità artistica è segnato dalla programmazione del Teatro Nazionale, destinato ad affermarsi sempre più come secondo polo dei nostri spettacoli, dedicato alla sperimentazione e alla contaminazione dei linguaggi. Qui si alterneranno spettacoli che spaziano dal teatro d’autore alla danza contemporanea. Il Doppio Sogno, che vi invitiamo a vivere con noi – conclude Giambrone – non sarebbe possibile senza la dedizione dell’Orchestra e del Coro – guidati da Michele Mariotti e da Ciro Visco –, senza l’impegno del Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato, e soprattutto senza il contributo insostituibile di tutte le forze artistiche, tecniche, organizzative e amministrative che ogni giorno rendono vivo e operante il Teatro dell’Opera di Roma. Un lavoro collettivo, quotidiano, profondamente condiviso, che fa del nostro teatro un luogo di cultura, visione e responsabilità».

«Il Teatro dell’Opera di Roma è un’eccellenza di cui siamo profondamente orgogliosi. – dichiara il Sindaco e Presidente della Fondazione Roberto Gualtieri – É capace di stupirci ogni anno con una programmazione che, come al solito, è straordinaria e va ben oltre la semplice stagione teatrale: un cartellone di grandissima qualità che spazia nel tempo e nello spazio, con prime volte, tournée internazionali e progetti come OperaCamion che porta l’opera nelle piazze e la rende davvero popolare e accessibile a tutti. Roma sostiene il Teatro con un investimento di 18 milioni di euro, perché crediamo in un’istituzione viva, diffusa e aperta alla città. Annuncio anche che quest’anno inizieranno a Tor Marancia i lavori nell’edificio che sarà la sede della Scuola di Danza. Complimenti a tutti per i risultati eccellenti raggiunti e continuiamo nel lavoro per avere un’Opera che non smetta mai di sorprenderci».

 

LA RETE DI COLLABORAZIONI ISTITUZIONALI E IL TEATRO DIFFUSO

La cura nella proposta artistica della stagione procede di pari passo con l’apertura del Teatro alla città. Per questo la rete di collaborazioni istituzionali all’interno di Roma si allarga sempre di più e si arricchisce di nuove relazioni progettuali e di future condivisioni. Con Teatro di Roma, Musica per Roma, con EUR S.p.A. attraverso EUR Culture per Roma, Romaeuropa Festival, l’Istituzione Università e Concerti, la Soprintendenza Speciale di Roma, il Ministero dell’Università e Ricerca, le Università e il mondo della scuola, con ATAC, con i quindici Municipi di Roma Capitale, presìdi fondamentali del territorio e con alcuni pezzi della grande rete diffusa dell’associazionismo culturale e sociale di comunità.

Accanto alla stagione ufficiale di opere, balletti e concerti e alle attività di “Fabbrica” Young Artist Program, della Scuola di Danza e della Scuola di Canto Corale, tornano quindi iniziative che si consolideranno ed estenderanno, come Linea Opera che dopo aver costruito una forte relazione col territorio troverà spazio anche nella programmazione di quest’anno. Una notte a teatro rafforzerà il legame necessario tra bambini e opera e Cantamondo, corso di formazione al canto corale per bambini delle scuole primarie, promuoverà processi di integrazione attraverso il linguaggio della musica. Immancabile inoltre l’appuntamento con OperaCamion, progetto itinerante che trasforma un TIR in un vero e proprio teatro mobile. Il container si apre come un sipario e si trasforma in palcoscenico, portando orchestra, cantanti, luci e costumi direttamente nelle piazze dei municipi di Roma.

La stagione e tutte le attività della Fondazione sono rese possibili grazie alla collaborazione con i soci privati Camera di Commercio di Roma e ACEA. Così come è fondamentale l’apporto di aziende che da anni hanno scelto di sostenere il Teatro dell’Opera di Roma in qualità di Mecenati e Sponsor: Banca del Fucino, che sta riservando particolare attenzione al progetto “Fabbrica” Young Artist Program, Terna, BMW Roma e Aeroporti di Roma.

 

LE COPRODUZIONI NAZIONALI E INTERNAZIONALI

Anche quest’anno il Teatro dell’Opera di Roma riconferma la vocazione alla collaborazione. Diverse le co-produzioni internazionali in cartellone: quella con il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia per La bohème e Lohengrin, quest’ultimo realizzato anche con la collaborazione del Teatro La Fenice di Venezia; il nuovo allestimento di Ariadne auf Naxos con Semperoper Dresden; Il trionfo del Tempo e del Disinganno con il Salzburger Festspiele. Significativa infine la partnership con Teatro di Roma per il Roméo et Juliette con la regia di Luca De Fusco, che apre un progetto triennale di collaborazione fra la Fondazione lirica capitolina e il Teatro di Roma.

 

L’OPERA

Il debutto wagneriano di Mariotti, Michieletto e Korchak per l’inaugurazione della stagione

La nuova stagione dell’Opera di Roma si apre nel segno di Wagner, affrontato per la prima volta dai tre principali interpreti coinvolti: il Direttore musicale Michele Mariotti, il regista Damiano Michieletto e il tenore Dmitry Korchak. Con l’inaugurazione, come da tradizione il 27 novembre, Lohengrin torna al Costanzi dopo cinquant’anni d’assenza. Protagonisti sul palco accanto a Korchak, Clive Bayley (Heinrich der Vogler), Tómas Tómasson (Friedrich von Telramund), Ekaterina Gubanova (Ortrud), Andrei Bondarenko (Der Heerrufer) e – al debutto al Costanzi – Jennifer Holloway (Elsa). Per questo nuovo allestimento, realizzato in coproduzione con il Palau de les Arts di Valencia e La Fenice di Venezia, Michieletto è affiancato dal suo consueto team: Paolo Fantin per le scenografie, Carla Teti per i costumi e Alessandro Carletti per le luci. La drammaturgia è di Mattia Palma. Dopo l’inaugurazione quattro le repliche fino al 7 dicembre. La serata d’apertura è ripresa da Rai Cultura e trasmessa in diretta su Rai 5, RaiPlay e Radio 3.

Torna La bohème impressionista con la regia di Davide Livermore

È Carolina López Moreno, rivelazione pucciniana degli ultimi anni, l’interprete di Mimì ne La bohème con la regia di Davide Livermore. L’allestimento arriva per la prima volta al Costanzi dopo essere andato in scena a Caracalla (2014 e 2015) e al Circo Massimo (2021). Grandi voci internazionali sono impegnate in entrambi i cast: con López Moreno si alternano Maria Agresta e Roberta Mantegna. Saimir Pirgu, Francesco Demuro e René Barbera interpretano invece Rodolfo. L’allestimento, frutto della collaborazione con il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, in cui Livermore firma anche scene, costumi e luci, è reso ancora più suggestivo da quadri dell’impressionismo francese che, come in una sorta di grande atelier, avvolgono i protagonisti. Sul podio Jader Bignamini e –per una data– Alessandro Palumbo, che debutta al Costanzi. Undici le recite, dal 14 al 25 gennaio.

 

Inferno di Lucia Ronchetti in una nuova produzione firmata da David Hermann con i costumi di Maria Grazia Chiuri

Commissionata dal Teatro dell’Opera di Roma, la nuova versione italiana di Inferno, opera della compositrice Lucia Ronchetti – già direttrice della Biennale Musica a Venezia – viene proposta in prima assoluta al Costanzi. Tratta da Dante e con un epilogo di Tiziano Scarpa, l’opera ha avuto una prima esecuzione in forma di concerto nel 2021 a Francoforte. Questo nuovo primo allestimento segna il debutto a Roma di David Hermann, nominato agli International Opera Awards nel 2018. Le scene sono di Jo Schramm, le luci di Fabrice Kebour, i costumi della grande stilista italiana Maria Grazia Chiuri. Sul podio Tito Ceccherini, apprezzato specialista del repertorio contemporaneo. Protagonisti Laura Catrani e – al loro primo impegno con l’Opera di Roma – Leonardo Cortellazzi, Andreas Fischer e il celebre ensemble Neue Vocalsolisten. La prima rappresentazione del 19 febbraio è seguita da quattro repliche fino al 7 marzo.

Maxime Pascal interpreta Ariadne auf Naxos di Strauss che torna dopo 35 anni

Assente da trentacinque anni dalle stagioni del Teatro dell’Opera di Roma, il 1° marzo 2026 torna sul palco del Costanzi Ariadne auf Naxos (Arianna a Nasso), il capolavoro di Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal. Sul podio Maxime Pascal, specialista del repertorio novecentesco e contemporaneo. Interprete dalla carriera in grande ascesa, dopo aver diretto in concerto Anna Caterina Antonacci ne La voix humaine (2017), torna al Costanzi per la prima volta con un’opera. Per David Hermann, sempre con Jo Schramm e Fabrice Kebour, e con Michaela Barth per i costumi, è il secondo titolo consecutivo in questa stagione dopo Inferno di Ronchetti. Protagonisti Axelle Fanyo (Ariadne), Tuomas Katajala (Bacchus), Ziyi Dai (Zerbinetta), Angela Brower (Der Komponist), Adrian Eröd (Musiklehrer). Il nuovo allestimento – una collaborazione con Semperoper Dresden dove ha debuttato nel dicembre 2018 – va in scena dall’1 al 10 marzo 2026.

Il ritorno di Carsen per lo storico debutto al Costanzi de Il trionfo del Tempo e del Disinganno di Händel

Segna il ritorno del grande regista canadese Robert Carsen l’allestimento de Il trionfo del Tempo e del Disinganno di Georg Friedrich Händel, proposto in collaborazione con Salzburger Festspiele, dove è andato in scena nel 2021. Dopo i successi all’Opera di Roma con Julius Caesar, Onegin, Idomeneo, re di Creta e Orfeo ed Euridice, Carsen propone per l’oratorio haendeliano una lettura che si ispira al format dei talent show televisivi. Le scene sono di Gideon Davey, le luci di Peter van Praet affiancato da Carsen stesso e i video di Rocafilm. Sul podio sale Gianluca Capuano, apprezzato specialista del repertorio barocco. Sul palco Johanna Wallroth (Bellezza), Ed Lyon (Tempo), Anna Bonitatibus (Piacere) e Raffaele Pe (Disinganno). La prima del capolavoro su libretto del cardinale romano Benedetto Pamphilj – eseguito per la prima volta nella storia dell’Opera di Roma – è il 7 aprile, seguita da quattro repliche fino al 14.

Le voci di Grigolo e Machaidze e la regia di Luca De Fusco per la prima esecuzione di Roméo et Juliette di Gounod all’Opera di Roma

Sono Vittorio Grigolo e Nino Machaidze i protagonisti di Roméo et Juliette di Charles Gounod, titolo mai apparso nei cartelloni del Lirico capitolino, che va in scena dal 28 aprile al 6 maggio.A firmare la regia è Luca De Fusco, Direttore del Teatro di Roma da gennaio 2024. Sul podio è invece impegnata una bacchetta nota al pubblico romano, quella di Daniel Oren. Il nuovo allestimento, con scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta, luci di Gigi Saccomandi, video di Alessandro Papa e movimenti coreografici di Alessandra Panzavolta, si inserisce nell’ambito di un progetto triennale di collaborazione con il Teatro di Roma. Oltre a Grigolo e Machaidze, nel cast alternativo figurano Vannina Santoni (Juliette) e Duke Kim (Roméo). In tutte le recite sono impegnati Nicolas Courjal (Frère Laurent), Mihai Damian (Mercutio), Aya Wakizono (Stéphano), Valerio Borgioni (Tybalt), Raffaele Feo (Benvolio), Alessio Verna (Gregorio), Rocco Cavalluzzi (Le duc de Vérone), Christian Senn (Capulet) e Géraldine Chauvet (Gertrude).

Carlo Vistoli è Tancredi nel capolavoro di Rossini diretto da Mariotti e messo in scena da Emma Dante

Secondo titolo in stagione per il Direttore musicale Michele Mariotti, apprezzatissimo nel repertorio ottocentesco e belcantistico, che affronta per la prima volta Tancredi di Rossini, assente dal Costanzi dal 2004. Mariotti affida eccezionalmente il ruolo del titolo, anziché a un contralto, a un controtenore contraltista: Carlo Vistoli. Tra i più affermati a livello internazionale, è stato protagonista a Roma di Orfeo ed Euridice di Gluck e del Giulio Cesare di Händel, per il quale ha ottenuto il Premio Abbiati nella parte di Tolomeo. Martina Russomanno è Amenaide, Enea Scala Argirio, Luca Tittoto Orbazzano. La nuova produzione dell’opera su libretto di Gaetano Rossi, da Voltaire, è affidata a Emma Dante, che torna a Roma dopo il successo di Dialogues des carmélites che inaugurò la stagione 2022/2023. Accanto a lei Carmine Maringola per le scene, Luigi Biondi per le luci, Manuela Lo Sicco per i movimenti coreografici. La regista firma anche i costumi con Chicca Ruocco. Il 19 maggio va in scena la prima, seguita da quattro repliche fino al 29. Lo spettacolo sarà ripreso da Rai Cultura e trasmesso su Rai 5, RaiPlay e Radio 3.

Ermonela Jaho, Nadine Sierra e Ekaterina Bakanova per il ritorno della Traviata firmata da Sofia Coppola e Valentino

Grandi voci per tutte le repliche della Traviata di Giuseppe Verdi, con la regia di Sofia Coppola. Dal 21 al 30 giugno 2025 il Teatro dell’Opera di Roma ripropone la produzione che, con i costumi di Valentino Garavani indossati dalla protagonista, ha fatto sognare il pubblico della capitale al suo debutto nel 2016 e nelle successive riprese, anche in tournée in Giappone. La direzione musicale è affidata a Francesco Ivan Ciampa. Protagonista la grande Ermonela Jaho, che manca dal Costanzi dal 2009 e che torna ora con uno dei suoi ruoli prediletti, quello di Violetta Valéry, in alternanza con Nadine Sierra ed Ekaterina Bakanova. Dmitry Korchak, di nuovo in scena dopo il Lohengrin inaugurale, Xabier Anduaga, e Antonio Poli vestono i panni di Alfredo Germont. Amartuvshin Enkhbat, Luca Salsi e Misha Kiria interpretano Giorgio Germont.

Per la prima volta in Italia Le nozze di Figaro di Mozart con la regia di Claus Guth

Prima italiana per le celebri Nozze di Figaro messe in scena nel 2006 al Festival di Salisburgo da Claus Guth. Il grande regista tedesco torna al Costanzi dopo la Jenůfa del 2024. La commedia per musica di Mozart segna il debutto di Emmanuel Tjeknavorian sul podio dell’Opera di Roma. Apprezzato sia come violinista sia come direttore di un ampio repertorio sinfonico – attività che gli è valsa il Premio Abbiati – è al suo primo Mozart in forma scenica. Protagonisti di questo allestimento della Canadian Opera Company, che vede scene e costumi di Christian Schmidt, luci di Olaf Winter e video di Andi A. Müller, sono Germán Olvera e Markus Werba nel ruolo del Conte di Almaviva, Roberta Mantegna e Federica Guida in quello della Contessa, Erwin Schrott e Alessio Arduini come Figaro, Martina Russomanno e Benedetta Torre nei panni di Susanna, Elmina Hasan e Cecilia Molinari come Cherubino. Completano il cast Monica Bacelli (Marcellina), Roberto Scandiuzzi (Don Bartolo), Marcello Nardis (Don Basilio), Blagoj Nacoski (Don Curzio). La prima va in scena il 15 settembre, seguita da sette repliche fino al 23.

Il debutto italiano di Tatjana Gürbaca con Falstaff diretto da Mariotti

Il terzo titolo operistico affidato alla bacchetta del Direttore musicale Michele Mariotti, e l’ultimo della stagione, è Falstaff di Giuseppe Verdi. La regia è della tedesca Tatjana Gürbaca, al suo primo impegno in Italia dopo una brillante carriera internazionale. Protagonista dell’ultimo capolavoro del compositore di Busseto è il celebre baritono Luca Salsi, grande voce verdiana. George Petean e Maria Agresta interpretano rispettivamente Ford e Alice, Ekaterine Buachidze è Mrs. Meg Page, Violeta Urmana Mrs. Quickly, Marina Monzò Nannetta, Yijie Shi Fenton, Carlo Bosi Cajus, Paolo Antognetti Bardolfo, Gabriele Sagona Pistola. Il nuovo allestimento vede la scenografia è di Henrik Ahr, i costumi di Silke Willrett e le luci di Stefan Bolliger. La prima rappresentazione l’11 ottobre 2026, è seguita da cinque repliche, dal 13 ottobre al 1° novembre.

 

LA DANZA

Lo schiaccianoci apre la stagione natalizia

È il balletto natalizio per eccellenza ad aprire la stagione di danza 2025/2026: Lo schiaccianoci di Čajkovksij, nella visione fiabesca di Paul Chalmer, sarà in scena dal 17 al 31 dicembre 2025. Gli aspetti più oscuri e psicologici della trama originale lasciano spazio a un’atmosfera incantata, amata da adulti e bambini, dove – allo scoccare della mezzanotte di un magico Natale – sogni e desideri della giovane Clara prendono vita. Accanto alle stelle del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, i protagonisti saranno Chloe Misseldine, prima ballerina dell’American Ballet Theatre al debutto sul palcoscenico del Costanzi e Jacopo Tissi. Sul podio il direttore Nir Kabaretti si alterna con Carlo Donadio.

La Bayadère con le étoiles dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park e Paul Marque

Dal 3 all’8 febbraio 2026 andrà in scena La Bayadère, nella versione coreografica di Benjamin Pech, creata proprio per l’Opera di Roma nel 2023, nel fortunato allestimento firmato da Ignasi Monreal per le scene e Anna Biagiotti per i costumi. Ispirato al poema indiano Sakuntala, un melodramma con numerosi intrighi d’amore, gelosia e tradimento, La Bayadère farà rivivere le passioni di Nikija, la baiadera innamorata e segretamente sposa del guerriero Solor. In scena le étoiles dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park e Paul Marque, al loro debutto al Costanzi. La musica di Ludwig Minkus sarà diretta da Fayçal Karoui.

Tre prime romane con Neumeier / Godani / Millepied

Torna anche nella stagione 2025/26 il Trittico Contemporaneo, fortemente voluto da Eleonora Abbagnato, con tre titoli presentati per la prima volta a Roma. Spring and Fall di John Neumeier, creato per l’Hamburg Ballett nel 1991 sulla musica di Dvořák, gioca sull’ambiguità del titolo: primavera e autunno, ma anche caduta e recupero, secondo i principi fondamentali del movimento elaborati da Doris Humphrey. Echoes from a Restless Soul è una creazione del 2016 su brani per pianoforte di Ravel in cui Jacopo Godani cura anche coreografie, scene, costumi e luci. Chiude I Feel the Earth Move, nato per l’American Ballet Theatre nel 2017. Su musica di Philip Glass, il balletto di Benjamin Millepied inizia a sipario già alzato, mentre i macchinisti smontano le scene per poi proseguire sulle note di Einstein on the Beach. La direzione musicale è affidata a Daniel Capps.

Omaggio ad Angelin Preljocaj al Teatro Nazionale

Il Teatro Nazionale ospita la Serata Preljocaj, omaggio a uno dei coreografi più interessanti della scena contemporanea. Dal 14 al 19 aprile in programma tre suoi lavori. La serata si apre con La Stravaganza, ispirata alla sua esperienza personale di migrazione. A seguire, Annonciation che reinterpreta con poesia e forza l’episodio evangelico dell’Annunciazione. In chiusura Noces, che parte con una figura femminile bendata guidata verso il centro della scena, pronta a rivivere il rito del matrimonio. Musiche su base registrata.

 

Burn di A. J. Weissbard con la voce di John Malkovich all’Auditorium Parco della Musica

Nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, dal 28 al 30 aprile, debutta Burn, nuovo progetto di danza-teatro ideato da A. J. Weissbard, artista e scenografo di fama internazionale. Ispirato liberamente al dramma Burn This di Lanford Wilson, lo spettacolo affronta temi quali identità e trasformazione. Quattro coreografi, ciascuno con un proprio linguaggio, daranno vita ai protagonisti in una sorta di dialogo danzato, un incontro di stili e visioni che si contaminano per generare nuove forme espressive. Le musiche inedite su base registrata sono di Michael Galasso, mentre la voce narrante è quella di John Malkovich, interprete originale del ruolo di Pale nella versione teatrale del 1987.

 

Il Sogno di una notte di mezza estate firmato da Balanchine arriva per la prima volta al Costanzi

Per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma, dal 9 al 14 giugno, Sogno di una notte di mezza estate di George Balanchine, ispirato alla celebre commedia di Shakespeare. Creato nel 1962 per il New York City Ballet, il balletto in due atti combina narrazione e pantomima, con Puck come fulcro magico e ironico dell’azione. Una nuova produzione che arricchisce il repertorio classico della compagnia con un’atmosfera incantata grazie ai costumi e alle scene firmate da Gianluca Falaschi. Le musiche di Felix Mendelssohn Bartholdy saranno dirette da Karen Durgaryan.

 

Un omaggio ai Balletti Russi con Goecke / Robbins / Bausch

Dopo la pausa estiva, dal 27 ottobre all’8 novembre, arriva il secondo Trittico Contemporaneo della stagione: Goecke / Robbins / Bausch, omaggio ai Balletti Russi di Djagilev, che debuttarono in Italia proprio a Roma nel 1911. In programma Petruschka (2016) di Marco Goecke, moderna interpretazione del burattino russo con movimenti spezzati e scattanti su musiche di Stravinskij; Afternoon of a faun (1953) di Jerome Robbins, racconto intimo dell’incontro di due danzatori in uno studio di danza, riflessi in uno specchio immaginario rappresentato dal pubblico: un moderno atto di narcisismo su musiche di Debussy; Le sacre du printemps di Pina Bausch (1975), poderosa e viscerale lettura del capolavoro di Stravinskij, dopo la prima apparizione al Caracalla Festival 2025, trasformerà il palcoscenico del Costanzi in un campo ricoperto di terra che avvolge corpi e volti. Dirige Andrew Litton.

 

 

I CONCERTI

 

Sono quattro gli appuntamenti con i concerti nella nuova stagione dell’Opera di Roma, di cui tre affidati al Direttore musicale Michele Mariotti e uno ospitato nella Basilica di San Vitale.

 

Il cartellone si apre il 5 marzo 2026 al Costanzi, con il concerto dal titolo Alla corte dei re di Francia. Musiche per Versailles. In programma Jean-Baptiste Lully, Marin Marais e Jean Philippe Rameau. Emmanuel Resche-Caserta, violinista e direttore, guida l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori e il soprano Marie Perbost.

 

Tre i programmi interpretati da Michele Mariotti: il primo il 28 maggio, Visioni d’addio, al Costanzi, dove l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma esegue i Vier letzte Lieder di Richard Strauss con il soprano lettone Marina Rebeka e la Sinfonia n.9 in Do maggiore D 944 detta “La grande” di Schubert. Seguono poi le due Petite messe solennelle di Gioachino Rossini. La prima il 17 ottobre nella versione per soli, coro e orchestra, la seconda il 22 ottobre in chiusura del cartellone concertistico eseguita presso il suggestivo scenario della Basilica di San Vitale nella versione originale per soli, coro, due pianoforti e armonium. Grande cast vocale per entrambe le date con il controtenore Carlo Vistoli che, dopo il Tancredi, interpreta un altro capolavoro rossiniano, il tenore Dmitry Korchak, già Lohengrin per l’inaugurazione e Alfredo ne La traviata e il basso Michele Pertusi. Il Coro dell’Opera di Roma è diretto da Ciro Visco.

 

 

GLI SPETTACOLI AL NAZIONALE

 

È una stagione vera e propria, integrata e parallela con il cartellone del Costanzi, quella in programma al Teatro Nazionale, che propone sei titoli con omaggi alla letteratura antica e a quella del Novecento attraverso spettacoli di prosa, opera e balletto. Una sede, quella del Nazionale, che anche nella stagione 2025-26 si riconferma lo spazio dell’Opera di Roma aperto alle arti performative contemporanee e alla contaminazione dei linguaggi.

 

È Tragùdia – Il canto di Edipo di Alessandro Serra liberamente ispirato alle opere di Sofocle e ai racconti del mito, ad aprire la programmazione del Teatro Nazionale il 4 ottobre 2025. Lo spettacolo, dopo il debutto nel 2024, prima a Budapest e poi in Italia, e dopo diversi premi, tra cui tre Golden Laurel Wreath (miglior spettacolo, miglior regista, miglior attrice), arriva all’Opera di Roma. In scena gli attori e le attrici Alessandro Burzotta, Salvatore Drago, Francesca Gabucci, Sara Giannelli, Jared McNeill, Chiara Michelini e Felice Montervino. Bruno De Franceschi è interprete di voci e canti. Il regista Alessandro Serra, premio Ubu con Macbettu nel 2017, firma anche scene, luci, suoni e costumi. Repliche il 5 e 7 ottobre.

 

Seguono due appuntamenti con la danza: il primo è in programma il 12 e 13 dicembre, con la performance di Friedemann Vogel. L’artista, che negli ultimi anni ha consolidato il proprio rapporto con la Fondazione capitolina con presenze sia al Costanzi sia a Caracalla, si esibisce per la prima volta al Teatro Nazionale. È protagonista di Soul Threads, un balletto che lui stesso ha concepito con Thomas Lempertz e di cui entrambi firmano anche la regia, basato sul testo Il teatro delle marionette di Heinrich von Kleist. La musica è composta ed eseguita dal vivo da Alisa Scetinina (GAISMA), Digital Artist Timo Kreitz. Lo spettacolo –una produzione Kleist Forum in collaborazione con Kleist Museum– vede scene e costumi di Thomas Lempertz e luci di Fabiana Piccioli.

Dal 14 al 19 aprile 2026 sono étoiles, solisti e corpo di Ballo dell’Opera di Roma i protagonisti della Serata Preljocaj. Con La Stravaganza, Annonciation e Noces si rende omaggio a uno dei coreografi più innovativi della scena internazionale.

Nel mese di maggio trova spazio una programmazione speciale intitolata “HANS WERNER HENZE 100”, in occasione del centenario della nascita del compositore tedesco. Sul palcoscenico del Nazionale si alternano due titoli ispirati a testi di Miguel Barnet: La piccola cubana (15 e 21) ed El Cimarrón (17 e 20). Il primo, vaudeville in cinque scene di Hans Magnus Enzensberger, è basato su temi tratti dal romanzo Canciòn de Rachel. Il secondo è un recital per quattro musicisti che Henze ha composto a Cuba tra il 1969 e il 1970. Tratto da El Cimarrón, racconta la biografia dello schiavo fuggiasco Estéban Montejo.

È di Matteo D’Amico, pronipote di Luigi Pirandello, la musica de La vita nuda, opera in un atto liberamente tratta da L’uomo dal fiore in bocca e da La patente di Pirandello, che chiude gli spettacoli al Teatro Nazionale. Il lavoro, una commissione del Teatro dell’Opera di Roma, proposto in prima assoluta, è un omaggio al più importante drammaturgo del XX secolo, nel novantesimo anniversario della morte. Il nuovo allestimento vede la drammaturgia di Cecilia Ligorio e Sandro Cappelletto, che firmano inoltre, rispettivamente, regia e libretto. Sul podio Alessandro Cadario. In scena dal 21 al 25 ottobre 2026.

 

 

 

PRIMA DELL’INIZIO…

Concerto straordinario all’Expo 2025 di Osaka

Dopo aver rappresentato l’eccellenza musicale italiana presso il Padiglione Italia lo scorso maggio con gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program, l’Opera di Roma torna all’Expo 2025 di Osaka. Questa volta è l’Orchestra della Fondazione Capitolina a essere protagonista, l’11 e 12 settembre presso l’Expo Hall “Shining Hat”, di un concerto straordinario in occasione del National Day dell’Italia: La grande Opera italiana patrimonio dell’umanità. Sul podio Francesco Ivan Ciampa. Solisti il soprano Anastasia Bartoli, il tenore Luciano Ganci e il baritono Luca Micheletti. Una nuova e significativa occasione per celebrare e far conoscere il patrimonio musicale e culturale del nostro Paese in un contesto di grande visibilità globale, in collaborazione con il Commissariato Generale per l’Italia a Expo Osaka 2025.

Tosca in diretta su Rai 3 nel suo 125° anniversario

Culminano il 1° novembre del 2025 le celebrazioni del 125° anniversario di Tosca, iniziate il 14 gennaio scorso alla presenza del Presidente della Repubblica. Il più romano dei capolavori di Puccini torna in scena nella versione della prima rappresentazione assoluta, ricostruita in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi a partire dagli originali bozzetti di Adolf Hohenstein. Sul podio sale Daniel Oren, mentre protagoniste sul palco sono le voci di Eleonora Buratto (Tosca), Jonathan Tetelman (Cavaradossi) e Luca Salsi (Scarpia). La regia è di Alessandro Talevi. Lo speciale appuntamento sarà ripreso da Rai Cultura e trasmesso in diretta su Rai 3, in collaborazione con il Ministero della Cultura.

 

15 luglio 2025

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Conferenza stampa di presentazione della stagione 2025-2026

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