Stagione 2015 – 2016

STAGIONE 2015-2016

Una rivoluzione musicale e teatrale nel cartellone 2015/2016

Teatro dell’Opera “arte del nostro tempo”

registi innovativi, prestigiosi direttori e musica moderna

Teatro dell’Opera, arte del nostro tempo. Con la stagione 2015/2016 l’Opera di Roma Capitale risponde alle esigenze, alle richieste, ai desideri culturali del nostro tempo. Fondamentale punto di partenza l’opera lirica, la cultura dei classici del melodramma, con attenzione a proposte che ne valorizzino l’esecuzione – affidata a prestigiosi direttori d’orchestra – e allo stesso tempo ne rileggano la modernità che l’opera in sé possiede, l’eterno valore di un classico, attraverso regie originali, anche innovative, ma sempre nel rispetto del dettato musicale. Manifesto emblematico di questo rapporto tra la storia musicale e la rilettura moderna sono gli spettacoli e le iniziative legate a Gioachino Rossini e al bicentenario de Il barbiere di Siviglia che ebbe la propria tormentata nascita proprio a Roma. Senza dimenticare gli allestimenti della tradizione, il recupero della memoria (è tornato in scena l’allestimento 1900 di Tosca) che fa parte della storia del nostro Teatro.

 

Così il nuovissimo cartellone dei concerti che intende creare un ponte tra la musica di varie epoche dall’Ottocento ad oggi: un cartellone del tutto nuovo, originale, in cui sono presenti, in ogni programma, sempre autori di epoche diverse.

 

La stagione 2015/2016 apre, in modo originale e unico, una finestra sul panorama multiforme e affascinante del “contemporaneo”, un mondo poliedrico che sarà visitato con una serie di progetti e un festival che avranno al centro la musica moderna, con opere teatrali, concerti, workshop. Manifestazioni che nascono per soddisfare le diverse esigenze, soprattutto di un pubblico giovane che vive in un universo quotidiano fatto di musiche eterogenee, ma anche per offrire loro gli strumenti per una futura professione nell’arte, nella musica, nella cultura. Una “scuola” che apra concrete possibilità di lavoro.

 

Da sempre gli osservatori più attenti hanno sottolineato l’assenza di un vero legame tra Roma e il Teatro dell’Opera, tra i romani – tra cui vogliamo, dobbiamo comprendere i turisti – e il suo Massimo palcoscenico. Dalla stagione 2014/2015 è in corso un vero e proprio cambiamento, un nuovo rapporto: gli spettacoli registrano il tutto esaurito, il pubblico romano affolla il Costanzi con sempre più partecipazione, tant’è che per Le nozze di Figaro, recentemente proposte, sono state aggiunte due repliche per soddisfare le richieste. Grazie anche alla nuova campagna di comunicazione, di promozione, di diffusione (nazionale e internazionale) creata per avere un nuovo rapporto con il pubblico romano, con gli spettatori che giungono da tutta Italia e con i turisti che prenotano con largo anticipo.

Per avvicinare Roma al suo Teatro attraverso un nuovo e originale disegno della geografia teatrale nella città ecco OPERA CAMION (in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo), un Tir-palcoscenico si muoverà in alcune grandi piazze romane per offrire gratuitamente spettacoli d’opera: il primo è Figaro! Un lato del camion si aprirà per diventare scena, per offrire canto e musica. Si comincia con Rossini, con Il barbiere di Siviglia: la regia è di Fabio Cherstich, la scenografia e il video dell’allestimento sono creati da Gianluigi Toccafondo, geniale pittore, illustratore e film maker. Sempre Toccafondo ha firmato le immagini poetiche e dense di colori che, già dallo scorso anno, accompagnano tutta l’attività del Teatro dell’Opera. Iconografia suggestiva che ha invaso di colore la città in una geografia cittadina, come si diceva, che va sempre più verso i giovani. Per loro ancora, dopo il lastminute “Corri all’Opera”, ecco una nuova promozione VIETATO AI MAGGIORI DI 26 ANNI, nove spettacoli della nuova stagione a cui si può accedere con soli 15 euro.

 

Il nuovo cartellone 2015/2016 porta al Costanzi una vera e propria rivoluzione sulla scena con la presenza di registi di grande forza innovativa e creativa, molti chiamati per la prima volta a creare spettacoli nella Fondazione capitolina: Mario Martone, Emma Dante, Davide Livermore, Terry Gilliam, Damiano Michieletto, Emilio Sagi, Sasha Waltz, Leo Muscato; a cui si aggiungono coreografi come Giuliano Peparini, George Balanchine, Benjamin Millepied, William Forsythe, Rudolf Nureyev, Angelin Preljocaj, Christopher Wheeldon; sul podio Stefan Soltesz, Donato Renzetti, David Coleman, Alejo Pérez, David Garforth, Roberto Abbado, Daniele Rustioni, Jader Bignamini, Riccardo Frizza, Chris Moulds, Nir Kabaretti, Jesús López-Cobos.

Un rinnovamento dell’idea di messa in scena, un valore assoluto che porta l’Opera al pari dei maggiori Teatri del mondo. Infatti, molti spettacoli nascono da co-produzioni di prestigio. Mario Martone ha aperto la stagione con un nuovo allestimento di The Bassarids di Hans Werner Henze, direttore Stefan Soltesz. Una inaugurazione che è in sé cifra e stile della nuova stagione in cui il contemporaneo e il classico si uniscono. The Bassarids, il capolavoro di Henze, è andata in scena per la prima volta a Roma a cinquanta anni esatti dalla composizione, nel 1965.

 

E poi Rossini. In gennaio è in scena La Cenerentola (anch’esso a 200 anni dalla creazione “romana” che debuttò al Valle nel 1817) affidata alle idee di Emma Dante, regista capace di scendere in profondità tra i fantasmi e i dolori di un’opera; quindi febbraio ancora rossiniano per festeggiare il bicentenario de Il barbiere di Siviglia con un nuovo allestimento che vede la direzione di Donato Renzetti e la regia di Davide Livermore, abile nel mettere in luce l’essenzialità dell’azione drammaturgica.

Ha già debuttato a Londra e Amsterdam, con un trionfo di pubblico e di critica, il Benvenuto Cellini di Hector Berlioz con una regia carnevalesca e visionaria firmata da Terry Gilliam (ex Monty Python) e con la direzione di Roberto Abbado (un nuovo allestimento coprodotto con l’English National Opera e De Nationale Opera di Amsterdam).

Sul podio e sulla scena de Il Trittico di Giacomo Puccini rispettivamente Daniele Rustioni e Damiano Michieletto, due giovani che offrono letture mai banali, sempre ricche di profondità espressive. Delle capacità innovative e delle polemiche che sa suscitare Michieletto ne sono ricche le cronache ed anche questa volta la sua lettura dei tre atti pucciniani (una co-produzione internazionale) ne sarà testimonianza.

Innovazione, co-produzioni internazionali, direttori d’orchestra di grande prestigio ancora per La traviata di Giuseppe Verdi, che vede sul podio Jader Bignamini (applaudito all’Opera per l’Aida); la Linda di Chamounix di Gaetano Donizetti, direttore Riccardo Frizza e regista Emilio Sagi; Dido & Aeneas di Henry Purcell di cui firma regia e coreografia uno dei talenti più interessanti dell’ultima generazione della danza mitteleuropea: Sasha Waltz, sul podio Christopher Moulds; infine Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, direttore Jesús López-Cobos, regista Leo Muscato (che ha già firmato all’Opera Rigoletto).

 

Prestigio delle punte, innovazione, ricerca di nuove idee coreografiche nel cartellone della danza, con la recente nomina alla direzione del Corpo di Ballo dell’étoile Eleonora Abbagnato. A cominciare dal classico allestimento natalizio, Lo schiaccianoci, diretto da David Coleman e creato appositamente per la compagnia romana da un coreografo innovativo, giovane e ricco di idee originali come Giuliano Peparini, che per l’occasione è ritornato al mondo della danza classica dal quale è partito. La serata Grandi Coreografi unisce un quartetto d’eccezione, Balanchine, Millepied, Forsythe, Nureyev, e vede in scena Eleonora Abbagnato e Florian Magnenet in Closer del francese Millepied, passo a due di intensa sensualità su Mad Rush del compositore Philip Glass; a dirigere è il Maestro David Garforth, che torna sul podio anche con Le Parc, su musiche di Mozart, per la coreografia di un altro grande nome della danza contemporanea: Angelin Preljocaj, ancora protagonista l’étoile Eleonora Abbagnato in uno dei titoli più riusciti del coreografo franco-albanese, perfetto equilibrio tra purezza classica e fremiti moderni. Infine il classico dei classici della danza: Il lago dei cigni di Čajkovskij, nella coreografia, inedita in Italia, creata da Christopher Wheeldon, considerato una delle più interessanti e innovative firme della danza internazionale. Sul podio Nir Kabaretti. La coreografia di Wheeldon è ispirata ai dipinti di Edgar Degas: l’originale versione è ambientata nelle sale ballo dell’Opéra di Parigi, combinando elementi classici con una visione ricca di fantasia.

 

CONCERTI – SPECCHI DEL TEMPO – Una grande novità è data dal cartellone dei concerti: una serie di sei appuntamenti sinfonici, ognuno con un programma che crea un ponte ideale affiancando un autore classico, uno del Novecento storico e uno contemporaneo. I concerti come “Specchi del tempo” – perché vogliono mettere a fuoco la pluralità delle risposte, le sfasature e i rapporti fra le cronologie – intendono restituire una varietà di esperienze nelle quali si riflette, epoca dopo epoca, quella grande avventura del pensiero chiamata musica.

 

LA FABBRICA DELL’OPERA – Una “scuola” per affinare le capacità creative dei giovani, un’accademia che per la prima volta riunisce laboratori e lezioni su competenze e professionalità che vanno dalle musicali a quelle drammaturgiche, da quelle pratiche a quelle tecnologiche. I docenti saranno musicisti, registi, scenografi, costumisti, scrittori, light designers, programmatori di nuove tecnologie. Gli allievi, tutti già diplomati, costruiranno le loro opere seguendo tutti i passaggi artistici e tecnici della realizzazione. Un bagaglio culturale finale che darà la possibilità ai giovani frequentatori di pensare a un futuro di lavoro nel mondo della musica e del teatro.

 

CONTEMPORANEO – FESTIVAL INTERNAZIONALE DI TEATRO MUSICALE CONTEMPORANEO – E’ in assoluto la prima rassegna italiana dedicata alla nuova produzione internazionale di teatro musicale moderno. Un osservatorio di quanto si crea e di come cambia la scena contemporanea mondiale nel mondo della musica. Gli spettacoli si svolgeranno al Teatro Costanzi, al Teatro Nazionale e in altri luoghi della città scelti sulla base di specifiche ambientazioni, tecnologie e spazialità delle opere da rappresentare. In questo universo di musica contemporanea la prima firma sarà quella del COMPOSITORE RESIDENTE, per questo ruolo è stato chiamato un nome di prestigio quale Wolfgang Rihm. A lui il compito di scrivere composizioni per il Festival, per il Teatro dell’Opera ed essere tra i maestri della Fabbrica dell’Opera.

 

E’ questo il corso totalmente nuovo del Teatro dell’Opera. Un cammino innovativo intrapreso dalla Fondazione dallo scorso anno, che ha già portato, nella stagione 2014/2015, la crescita del numero di spettatori e maggiori incassi che si uniscono a una oculata gestione amministrativa. La prossima stagione 2015/2016 proporrà non solamente idee nuove, originali, alcune mai percorse in Italia, ma soprattutto renderà il Teatro dell’Opera una Fondazione ancora più viva, strettamente legata alla realtà che ci circonda, ai “fatti, musicali, del giorno”.

 

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