Castellucci+Jernberg al Teatro Nazionale per Short Theatre

Il Teatro Nazionale, l’8 e il 9 settembre, ospita Echolalias, On The Amnesia of Forgotten Sounds e Il Terzo Reich, rispettivamente performance di Sofia Jernberg e video-installazione di Romeo Castellucci. Così il Teatro dell’Opera di Roma apre le porte alla XVIII edizione dello Short Theatre, festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alle performing arts, che punta alla disseminazione urbana.

«La collaborazione con Short Theatre è un’occasione importante per consolidare nuovi rapporti con realtà culturali di spessore – ha dichiarato il sovrintendente Francesco Giambrone – e va ad arricchire quelli già in essere con altre importanti istituzioni presenti nel territorio cittadino. Lo spettacolo, che vede una grande firma come quella di Romeo Castellucci e un allestimento pensato specificatamente per questa installazione-concerto, è la cifra artistica con cui intendiamo sperimentare una programmazione ibrida e multiforme pensata e costruita all’interno del Teatro Nazionale che diventa così lo spazio del Teatro dell’Opera aperto alle arti performative contemporanee e alla contaminazione dei linguaggi. E questa versione speciale de Il Terzo Reich di Romeo Castellucci con la partecipazione di Sofia Jernberg è sicuramente un’occasione imperdibile, sia per chi già conosce lo spazio, sia per chi ancora non ci fosse entrato».

Il Teatro Nazionale, nuova importante venue per lo Short Theatre, è un gioiello nel cuore di Roma, a pochi passi dal Costanzi in Piazza Beniamino Gigli, la sede principale del Lirico capitolino.

Agisce su un doppio livello il progetto che Short Theatre 2023 co-realizza con il Teatro dell’Opera di Roma: Echolalias, On The Amnesia of Forgotten Sounds è la performance vocale di Sofia Jernberg. La cantante e compositrice svedese di origini etiopi, plasma una vasta gamma di atmosfere vocali attraverso modulazioni in cui il corpo si scopre strumento musicale fino alla soglia del più-che-umano. Scava nell’inudito della voce, mescola le tecniche ancestrali del lamento etiope con il canto diplofonico, le tradizioni del canto rinascimentale e barocco con distorsioni e tremolii. Ne deriva un inedito repertorio capace di forare il linguaggio. Segue Il Terzo Reich, video-installazione di Romeo Castellucci che si basa sulla rappresentazione spettrale di tutti i nomi, la proiezione, uno a uno, della totalità dei sostantivi del vocabolario italiano. Il pubblico subisce una comunicazione inculcata e obbligatoria che non lascia spazio a scelta o discernimento, è esposto a una sequenza la cui violenza è pari alla pretesa di uguaglianza: alcune parole rimarranno impresse nella corteccia visiva di ciascun spettatore mentre altre, la maggior parte, andranno perse. Il suono che accompagna l’installazione è composto da Scott Gibbons.

 

Echolalias, On The Amnesia of Forgotten Sounds + Il Terzo Reich è una diade in cui Jernberg e Castellucci in modo duplice interrogano il linguaggio e il suo potere. Lo spettacolo, concepito appositamente per il Teatro Nazionale, è co-realizzato dal Teatro dell’Opera di Roma e dallo Short Theatre. Il pubblico potrà fruire di entrambi i lavori con un unico biglietto.

 

Info: Echolalias, the Amnesia of Forgotten Sounds; Il Terzo Reich

Biglietti: https://shorturl.at/qtAL2

 

8 settembre | ore 19.00 e ore 21.00
9 settembre | ore 19.00 e ore 21.00
Teatro Nazionale

 

Sofia Jernberg
Echolalias, the Amnesia of Forgotten Sounds
Performance
Durata: 20’

Romeo Castellucci
Il Terzo Reich
video – installazione
Durata: 45’

Ideazione Romeo Castellucci
Suoni Scott Gibbons
Realizzazione video Luca Mattei, in collaborazione con Giulia Colla
Consulenza informatica Alessandro Colla
Direttore di produzione Benedetta Briglia
Promozione e distribuzione Gilda Biasini
Produzione e Tour Caterina Soranzo
Direzione Tecnica Rocìo Espana
Produzione Socìetas

 

Romeo Castellucci è regista, creatore di scene, luci e costumi. È conosciuto in tutto il mondo per aver dato vita a un teatro fondato sulla totalità delle arti e rivolto a una percezione integrale dell’opera. Il suo lavoro propone una drammaturgia che ribalta il primato della letteratura, facendo del suo teatro una complessa forma d’arte; un teatro fatto di immagini straordinariamente ricche espresso in un linguaggio comprensibile come la musica, la scultura, la pittura o l’architettura. Tra le sue creazioni più recenti ricordiamo: The Minister’s Black Veil ispirato all’omonima novella di Hawthorne (2016), Jeanne au bûcher di Honegger (2017), Democracy in America liberamente ispirato al testo di Alexis de Tocqueville (2017), Tannhäuser di Wagner (2017) e Salomé di Strauss (2018) presentato al Festival di Salisburgo, con Franz Welser-Möst sul podio alla direzione dei Wiener Philharmoniker. Per quest’ultima produzione ha ricevuto un triplo riconoscimento dai cinquanta critici musicali internazionale della rivista tedesca Opernwelt: Miglior spettacolo, Miglior regista, Miglior scenografo. Recenti in ambito operistico Resurrezione di Mahler per il Festival d’Aix-en-Provence, il dittico composto da Il castello di Barbablù di Béla Bartók e De temporum fine comoedia di Carl Orff diretto da Teodor Currentzis a Salisburgo. Per la prosa attualmente prosegue la tournée di Bros.

Sofia Jernberg
Nata in Etiopia e cresciuta in Vietnam e Svezia, Sofia Jernberg è una cantante, sperimentatrice vocale e compositrice. Ha studiato jazz e composizione in Svezia, attualmente vive a Stoccolma. La sua ricerca affonda nelle tecniche e suoni non convenzionali come diplofonia, distorsione e vocalizzazione non verbale. Il suo lavoro nell’opera contemporanea culmina nella recente produzione di Pierrot Lunaire, firmata dalla coreografa Marlene Monteiro Freitas e diretta da Ingo Metzmacher, l’ha vista protagonista con il l’ensemble del Klangforum Wien al Wiener Festwochen 2021, al KunstFestSpiele Herrenhausen e al Festival d’Automne à Paris 2022. Interpreterà An Index of Metals, opera audio-video di Fausto Romitelli, per il Lucerne Festival Forward 2023 e terrà un concerto solista alla National Concert Hall di Dublino.

 

Roma, 4 settembre 2023

 

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Uno speciale “Bolero” nella Serata Coreografi Contemporanei al Costanzi

Dopo la pausa estiva, al Teatro Costanzi dal 19 al 24 settembre ritorna la formula del Trittico di danza, fortemente voluta da Eleonora Abbagnato, e che si rinnova anche a seguito dei successi ottenuti nelle ultime stagioni. Tre lavori molto diversi tra loro che entrano nel repertorio del Teatro e che vedranno protagonisti le étoiles Alessandra Amato, Rebecca Bianchi e Alessio Rezza, i primi ballerini Claudio Cocino e Michele Satriano e tutto il Corpo di Ballo della fondazione capitolina. In questo nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma le musiche sono su base registrata.

La serata si apre con Within the Golden Hour, creato da Christopher Wheeldon nel 2008 per il San Francisco Ballet. Una poesia per quattordici danzatori sulla partitura originale per archi di Ezio Bosso, a cui si aggiunge la musica di Antonio Vivaldi. L’allestimento vede i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Peter Mumford.

Segue Chacona di Goyo Montero creato su musiche di Bach nel 2017 per il Ballet Nacional de Sodre di Montevideo. Pensato per danzatori classici, il breve balletto usa una tecnica contemporanea. Montero firma anche le scene e i costumi, con Verena Hemmerlein, oltre che le luci di Nicolás Fischtel.

Conclude la serata il Bolero di Krzysztof Pastor creato nel 2012 sul capolavoro di Ravel. La compagnia ha debuttato in questo balletto sul palcoscenico estivo del Caracalla Festival per il Gran Gala di Danza dello scorso luglio, scelto anche in quell’occasione come gran finale. Da sempre il Bolero è stato concepito “in cerchio” generalmente con un tavolo rotondo al centro del palcoscenico su cui danza un solista, donna o uomo, e gli altri ballerini tutti intorno. Nella sua versione, arricchita dalle scene e costumi di Tatyana Van Walsum e dalle luci di Bert Dalhuysen, Pastor decide di usare un ampio spazio rettangolare. Da qui sviluppa la sua idea e affida l’esecuzione a un uomo e a una donna, una coppia principale con un corpo di ballo che li ingloba e li rilascia.

 

Roma, 10 agosto 2023

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L’Opera di Roma porta in Giappone l’eccellenza italiana con Tosca e Traviata

Dopo il successo dell’ultima tournée del 2018, il Teatro dell’Opera di Roma torna in Giappone, dal 13 al 26 settembre al Bunka Kaikan di Tokyo e alla Kanagawa Kenmin Hall di Yokohama,  portando in estremo oriente per sette serate d’opera due titoli amatissimi dal pubblico, interpretati da Michele Mariotti e affidati a due acclamate produzioni: Tosca di Giacomo Puccini con la regia del 2008 di Franco Zeffirelli – ripresa oggi da Marco Gandini nel centenario dalla nascita del grande regista – e La traviata di Giuseppe Verdi nel fortunato allestimento del 2016 di Sofia Coppola con i costumi del simbolo della moda italiana Valentino Garavani. Per la Fondazione capitolina si tratta della quinta presenza in Giappone, dopo quelle del 1994 (con La traviata e Tosca), del 2006 (con Rigoletto e Tosca), del 2014 (con Nabucco e Simon Boccanegra) e del 2018 (ancora con La traviata affiancata a Manon Lescaut).

Franco Zeffirelli, scomparso nel 2019, allestì questa Tosca nel 2008, in occasione del 150° anniversario della nascita di Puccini. Del compositore diceva che «è tutto lì, nella sua musica» e per questo sosteneva che nel suo allestimento «tutto torna perché è solo rispettando musica e dramma che non puoi sbagliare». Zeffirelli stesso si occupò delle scenografie, insieme a Carlo Centolavigna. I costumi sono di Anna Biagiotti e le luci di Marco Filibeck.

Una regia cinematografica invece quella di Sofia Coppola per La traviata di Verdi – in scena pochi giorni dopo la Mostra del Cinema di Venezia che vede in concorso il suo film Priscilla, sull’ex moglie di Elvis Presley –, fortunato allestimento del 2016 più volte sold out e già portato con grande successo in Giappone nel 2018, che si avvale del prestigio e dell’eleganza dei costumi di Valentino Garavani, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli. La coreografia è affidata a Stéphane Phavorin. Le luci sono di Vinicio Cheli – riprese da Jacopo Pantani – mentre la parte video è a cura di Lorenzo Bruno e Igor Renzetti.

Entrambi i titoli della tournée sono affidati al Direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti, ospite dei principali teatri e festival italiani ed internazionali e vincitore nel 2017 di un Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra. Sul palco, accanto a lui, un cast di star internazionali. A incarnare Violetta Valéry nella Traviata è Lisette Oropesa, tra i soprani più apprezzati e richiesti di oggi. Alfredo Germont è Francesco Meli, acclamato tenore verdiano. Germont padre è invece interpretato dal baritono Amartuvshin Enkhbath. Tosca invece vede protagonisti Sonya Yoncheva, cantante dell’anno per Opus Klassik 2021 e protagonista sui palcoscenici più prestigiosi, dalla Scala a Salisburgo al Met di New York, e Vittorio Grigolo, tra i più noti tenori italiani al mondo, considerato l’erede della vocalità di Pavarotti. Insieme a loro il baritono Roman Burdenko nei panni di Scarpia.

Oltre ai solisti, la tournée coinvolge 227 persone tra professori d’orchestra, il coro diretto da Ciro Visco, il corpo di ballo diretto da Eleonora Abbagnato, i tecnici e le maestranze dell’Opera di Roma. Presenti, tra gli artisti, anche quattro giovani cantanti del progetto “Fabbrica”, lo Young Artist Program.

La traviata nell’allestimento di Sofia Coppola sarà rappresentata al Bunka Kaikan di Tokyo mercoledì 13 settembre. Le repliche sono previste per sabato 16 e lunedì 18 settembre. Tosca firmata da Franco Zeffirelli andrà invece in scena domenica 17 settembre al Kanagawa Kenmin Hall di Yokohama e al Bunka Kaikan di Tokyo giovedì 21, domenica 24 e martedì 26 settembre. Tutte le rappresentazioni iniziano alle 15 (ora locale).

 

 

Roma, 10 agosto 2023

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Il “Caracalla Festival 2023” è da record

115.980 i biglietti venduti: si tratta del miglior risultato a Caracalla dal 2001. Superati anche gli incassi del 2022

Ha fatto registrare il record assoluto di presenze il Caracalla Festival 2023 organizzato dal Teatro dell’Opera di Roma: il cartellone – che per la prima volta ha assunto le forme di un autentico festival multidisciplinare offrendo opera, danza, cinema, teatro, musica sinfonica, jazz e pop – si è chiuso ieri sera con 115.980 biglietti venduti – 5.267 in più rispetto ai 110.713 dello scorso anno e 9.288 in più rispetto ai 106.692 del 2019, l’ultimo anno prima della pandemia – e superando anche il bilancio del 2022 con un incasso complessivo di 6.747.526 euro. La rassegna si è articolata, in poco più di due mesi, in 53 serate. Successo particolare per la prima rappresentazione de La traviata, che può vantare un record storico per i biglietti venduti – è l’opera lirica con maggior numero di spettatori dal 2001 – e per la Nona Sinfonia di Beethoven diretta da Myung Whun-Chung, che ha fatto registrare il tutto esaurito con 4.500 presenze. Il Festival è stato un successo anche tra i turisti che – secondo un’indagine effettuata dal Teatro – hanno costituito circa il 30% del pubblico, di cui il 23% dall’estero. Alta anche la percentuale degli under 40, che raggiungono il 30% delle presenze complessive.

«Il record con cui si chiude la prima edizione di Caracalla Festival 2023 conferma quanto la proposta artistica  del Teatro dell’Opera di Roma sia stata apprezzata dal pubblico – dichiara il Sindaco e Presidente della Fondazione Roberto Gualtieriper cui ringrazio il Sovrintendente Francesco Giambrone e tutte le professionalità che hanno consentito di raggiungere questi risultati  straordinari. La ricerca dell’Opera di Roma di nuovi percorsi e di un’offerta ampia e  di qualità che includa iniziative attente al sociale come Linea Opera, costituisce un motivo di orgoglio per tutta la città».

«Siamo molto soddisfatti del risultato di quest’anno – dice il Sovrintendente Francesco Giambrone – che conferma che la nuova formula del Festival ha funzionato ed è stata apprezzata: interdisciplinarietà, contaminazione di generi e apertura di nuovi spazi restituiti al pubblico per la prima volta dopo tanti anni sono stati la chiave del successo di questa edizione. Caracalla Festival 2023 è stato un impegno corale di tutta la Fondazione: dell’Orchestra, del Coro, del Corpo di ballo, dei tecnici. Un successo che ci impegna per la prossima edizione, alla quale stiamo già lavorando, per realizzare un Festival sempre più forte. Per promuovere ancor più il rapporto tra il Teatro e il territorio abbiamo portato i cittadini di tutti e quindici i Municipi della Capitale ad assistere al Rigoletto al prezzo speciale di 5 euro con Linea Opera: è la prima volta che un progetto di rilevanza sociale così importante arriva a Caracalla. Voglio ringraziare anche la Soprintendente speciale di Roma Daniela Porro e la Direttrice delle Terme di Caracalla Mirella Serlorenzi per la sinergia di intenti e di visioni con cui hanno condiviso anche in termini progettuali la realizzazione del Festival. Si è inoltre rafforzata la collaborazione con ATAC, Fondazione Musica per Roma, il Centro Sperimentale di Cinematografia ed Electa. Insomma, un bel successo che ci riempie di gioia».

 Quest’anno, oltre al Teatro Grande, per la prima volta è stato aperto al pubblico un nuovo spazio, antistante al Tempio di Giove: si tratta del Teatro del Portico, adibito al pubblico con spettacoli di prosa, concerti jazz, eventi cinematografici, letture e incontri. Il Caracalla Festival 2023 ha presentato un cartellone ricco e diversificato che, inaugurato dalla prima mondiale della versione restaurata di The Great Dictator di Charlie Chaplin – con le musiche eseguite dal vivo dall’Orchestra dell’Opera di Roma diretta da Timothy Brock – è proseguito con la ripresa di due allestimenti operistici – La traviata con la regia di Lorenzo Mariani e il Rigoletto nella messa in scena di Damiano Michieletto – e con la Cenerentola di Prokof’ev nella versione di Nureyev, il Gran Gala e Roberto Bolle and Friends per quanto riguarda la danza.

Dopo la pausa estiva, gli spettacoli al Teatro Costanzi riprenderanno il 19 settembre con la Serata Coreografi Contemporanei, in cui étoile, primi ballerini, solisti e corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma interpreteranno alcuni lavori dei più celebri e innovativi coreografi della scena internazionale: Christopher Wheeldon, Goyo Montero e Krzysztof Pastor.

 

Roma, 11 agosto 2023

 

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Il jazz a Caracalla: ultimo appuntamento con Cutello Brothers

Non sono finite le novità del Caracalla Festival 2023. Dopo il “cinema” con Il grande dittatore e le proiezioni dedicate a Verdi, “parole e immagini” con Šostakovič e Le metamorfosi di Ovidio, l’“opera” con i talenti di “Fabbrica” Young Artist Program e quelli della Scuola di Canto Corale della Fondazione Capitolina, la “danza” con le giovani stelle della Scuola diretta da Eleonora Abbagnato, al via anche i “concerti” che il Teatro dell’Opera di Roma ha organizzato in collaborazione con Fondazione Musica per Roma. Il biglietto costa 20 euro. I concerti di lunedì 31 luglio e lunedì 7 agosto iniziano alle 21. Per i ‘concerti aperitivo’ del 2, 4 e 6 agosto, che iniziano alle 19, prevedono un aperitivo incluso nel prezzo del biglietto.

Lo Stefano Di Battista Quartet, lunedì 31 luglio alle 21, apre la programmazione jazz al Teatro del Portico. Stefano Di Battista (sax), Andrea Rea (pianoforte), Daniele Sorrentino (contrabbasso), Luigi Del Prete (batteria) eseguiranno Morricone Stories, omaggio al compositore premio Oscar. Per questo album uscito nel 2021, Di Battista è andato a pescare nello sterminato repertorio di oltre cinquecento colonne sonore di Ennio Morricone. Nella serata di lunedì si alternano classici, da Metti una sera a cena a Deborah’s Theme, dal capolavoro di Sergio Leone C’era una volta in America a pezzi meno noti, come per esempio Cosa avete fatto a Solange?, fino a Flora che il Maestro scrisse proprio per Di Battista. Il jazz e l’improvvisazione incontrano lo stile inconfondibile del grande maestro, in un connubio che risulta particolarmente naturale in Mission, dove l’oboe dell’originale passa al sassofono soprano di Di Battista.

Mercoledì 2 agosto alle 19 il primo dei tre ‘concerti aperitivo’ sempre nello spazio del Teatro del Portico: Costanza Alegiani e il suo Trio Folkways si esibiscono in Lucio dove vai? È questo il titolo dell’album presentato a marzo 2023, nell’ottantesimo anniversario della nascita di Lucio Dalla. Si tratta di un nucleo di canzoni che rivisita alcuni titoli della prima stagione del cantautore (Anna Bellanna, La casa in riva al mare e Lucio dove vai) e affronta il capitolo della produzione discografica legata alla collaborazione con il poeta Roberto Roversi (con canzoni quali La canzone di Orlando, Il Coyote e Anidride Solforosa). Sul palcoscenico Costanza Alegiani (voce, tastiere), Marcello Allulli (sax tenore, live electronics) e Riccardo Gola (contrabbasso, basso synth, live electronics). A seguire, alle 21 sul palcoscenico del Teatro Grande, va in scena La traviata.

Il secondo concerto aperitivo’ è quello di venerdì 4 agosto alle 19: Elena Paparusso Quintet presenta un nuovo lavoro. Anatomy of the Sun racconta il processo di investigazione che Elena Paparusso fa dei propri sentieri emotivi. La cantante e compositrice fonde nei suoi brani tradizione e ricerca. Varie influenze della canzone afroamericana si affiancano a un gusto più teso verso la contemporaneità. Il progetto vede la collaborazione di Domenico Sanna (pianoforte), Francesco Poeti (chitarra), Giuseppe Romagnoli (contrabbasso) e Matteo Bultrini (batteria). A seguire, alle 21 sul palcoscenico del Teatro Grande, va in scena La traviata.

Il 6 agosto alle 19 il Gabriel Marciano Quartet è protagonista dell’ultimo dei ‘concerti aperitivo’. La musica di Gabriel Marciano racconta la sua vita degli ultimi dieci anni, in tutte le sfaccettature, dalle esperienze più incredibili, all’enorme importanza dei luoghi e delle persone, e delle cose che sono entrate a far parte della sua vita. Il sassofonista e compositore è accompagnato da Vittorio Esposito (pianoforte), Alessandro Bintzios (contrabbasso) e Cesare Mangiocavallo (batteria). La band presenta un repertorio di brani originali dalla forte influenza del jazz moderno di New York, oltre a quelli della tradizione jazzistica americana interpretati in chiave personale. A seguire, alle 21 sul palcoscenico del Teatro Grande, va in scena Rigoletto.

La programmazione jazz al Teatro del Portico si chiude lunedì 7 agosto alle 21 con il concerto dei Cutello Brothers che presentano in anteprima il nuovo album in uscita a ottobre. Matteo alla tromba e Giovanni al Sax sono accompagnati da Andrea Rea (pianoforte), Daniele Sorrentino (contrabbasso), Luigi Del Prete (batteria).

 

 

28 luglio 2023

 

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“Linea Opera” porta Tutta Roma a Caracalla per “Rigoletto”

Linea Opera, inaugurata con successo lo scorso anno dal Teatro dell’Opera di Roma con l’Assessorato alla Cultura, l’Assessorato alla Mobilità di Roma Capitale, ATAC e in collaborazione con “La Città Ideale”, si estende a tutto il territorio capitolino. Martedì 1 agosto da ognuno dei 15 Municipi della Capitale partiranno autobus dedicati con destinazione Terme di Caracalla, dove alle 21 i partecipanti potranno assistere in anteprima a Rigoletto, di Giuseppe Verdi: una recita al prezzo speciale di 5 euro.

La messa in scena di Rigoletto, nell’allestimento che Damiano Michieletto ha concepito in chiave anti-Covid nel 2020 al Circo Massimo, vedrà sul palco un cast di noti interpreti: Roberto Frontali nel ruolo di Rigoletto, Zuzana Marková nelle vesti di Gilda e Piero Pretti nella parte del Duca di Mantova, mentre Martina Belli canta Maddalena e Riccardo Zanellato Sparafucile. Sul podio Riccardo Frizza.

Nato con l’obiettivo di avvicinare il territorio all’opera lirica e renderla accessibile a tutti, Linea Opera è un progetto che a giugno del 2022, nel corso del suo primo appuntamento, ha coinvolto cinque Municipi per l’Ernani di Giuseppe Verdi al Teatro Costanzi. L’iniziativa è stata poi replicata a ottobre dello stesso anno, ed estesa fino a otto Municipi per lo spettacolo di chiusura della stagione 2021/2022, la Tosca di Giacomo Puccini nell’allestimento di Alessandro Talevi ricostruito sulle scene originali della prima assoluta del 1900. In questa occasione, oltre ad assistere al Rigoletto, gli spettatori saranno accompagnati da un’animazione culturale a cura de “La Città Ideale” – progetto creativo di Fabio Morgan – che prevede incursioni e intermezzi artistici all’interno degli spazi di Caracalla.

Per partecipare a Linea Opera, i cittadini dovranno salire sull’autobus provvisti di abbonamento Metrebus o biglietto ATAC per l’andata e il ritorno. In alternativa, sarà possibile acquistare il biglietto a bordo con carta di credito o bancomat.

Per assistere all’anteprima di Rigoletto è necessario acquistare il biglietto su www.ticketone.it. All’atto dell’acquisto bisognerà selezionare il Municipio e inserire il CODICE PROMO ad esso abbinato. Il costo dell’iniziativa ha un prezzo speciale di 5 euro e sarà possibile acquistare un massimo di 2 biglietti a utente. Sugli autobus verrà poi distribuito un coupon che dovrà essere esibito, unitamente al biglietto acquistato online, per poter accedere a Caracalla e assistere allo spettacolo.

L’elenco dei punti e degli orari di partenza degli autobus dei codici promo da inserire è il seguente:

 

CLICCA QUI : SELEZIONA IL TUO MUNICIPIO E INSERISCI IL CODICE PROMOZIONALE CHE TROVI DI SEGUITO (L di Linea – O di Opera + numero di Municipio):

 

  • Municipio I: Capolinea di Superficie Cipro
    Partenza ore 19.20
    CODICE PROMO LO1
  • Municipio II: Via Bressanone, Capolinea linea 542, in prossimità metro S. Agnese Annibaliano
    Partenza ore 19.30
    CODICE PROMO LO2
  • Municipio III: Largo Labia, Capolinea linea 90
    Partenza ore 18:45
    CODICE PROMO LO3
  • Municipio IV: Fermata Ponte Mammolo, Capolinea di Superficie
    Partenza ore 19:00
    CODICE PROMO LO4
  • Municipio V: Piazza Roberto Malatesta, Fermata Metro C
    Partenza ore 19:20
    CODICE PROMO LO5
  • Municipio VI: Via Cambellotti, Capolinea linea 20
    Partenza ore 18:30
    CODICE PROMO LO6
  • Municipio VII: Arco di Travertino, Capolinea della Metro
    Partenza ore 19:30
    CODICE PROMO LO7
  • Municipio VIII: Piazzale Antonio Tosti 4, Centro Anziani San Michele
    Partenza ore 19:30
    CODICE PROMO LO8
  • Municipio IX: Largo Peter Benenson, nei pressi del Municipio, corrispondenza Fermata palina 72915
    Partenza ore 19:20
    CODICE PROMO LO9
  • Municipio X: Stazione Lido centro, Capolinea bus
    Partenza ore 18:50
    CODICE PROMO LO10
  • Municipio XI: Stazione FL1 Villa Bonelli, Area capolinea
    Partenza ore 19:10
    CODICE PROMO LO11
  • Municipio XII: Via di Bravetta altezza civ. 395 A vicino fermata bus n° 71039
    Partenza ore 18:50
    CODICE PROMO LO12
  • Municipio XIIbis
    Via del Casale Lumbroso, Capolinea Bus 906 (Casale Lumbroso/Fontebasso)
    Partenza ore 18.45
    CODICE PROMO LO12bis
  • Municipio XIII: Piazza dei Giureconsulti, Area Capolinea
    Partenza ore 19:00
    CODICE PROMO LO13
  • Municipio XIV: Piazzale della stazione Monte Mario, Capolinea linea 46 Monte Mario
    Partenza ore 18:45
    CODICE PROMO LO14
  • Municipio XV: Stazione FL3 La Giustiniana, Area Capolinea
    Partenza ore 18:30
    CODICE PROMO LO15

 

A fine spettacolo è previsto il rientro al Municipio di partenza: gli autobus ripartiranno da Viale delle Terme di Caracalla (nel tratto tra Piazzale Numa Pompilio e Via Baccelli).

 

Info: promozione.pubblico@operaroma.it 

 

27 luglio 2023

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Prorogata la chiusura delle selezioni per la Scuola di Canto Corale e la Cantoria per l’anno 2023-24

Ancora qualche giorno di tempo a disposizione per le candidature alle selezioni della Scuola di Canto Corale e della Cantoria del Teatro dell’Opera di Roma. Il bando resterà aperto fino alle 23.59 del 27 settembre.

Tutti i bambini e i ragazzi interessati, tra i 6 e i 23 anni di età, potranno partecipare alle selezioni che si terranno tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre.

Durante l’anno, i candidati ammessi avranno l’opportunità di frequentare le lezioni seguendo un ricco calendario di appuntamenti didattici e di partecipare a concerti ed eventi istituzionali; potranno, inoltre, essere coinvolti nelle produzioni operistiche della Stagione 2023-24.

Per informazioni: dipartimento.didattica@operaroma.it – 06/48160533-536-507

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Il “Rigoletto” noir di Michieletto arriva a Caracalla. Sul podio Riccardo Frizza

Debutta al Caracalla Festival 2023 Rigoletto di Giuseppe Verdi con la regia di Damiano Michieletto, rivoluzionario allestimento concepito in chiave anti-Covid nel 2020 per inaugurare la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma al Circo Massimo. Prima regia operistica messa in scena in Europa dopo i difficili mesi di lockdown, l’opera – che fu trasmessa in diretta su Rai5 e dalla quale è stato realizzato il film Rigoletto al Circo Massimo (prodotto dal Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con Indigo Film, con il contributo del MIC e presentato nel 2021 alla Festa del Cinema di Roma) – viene oggi ripensata per il palco di Caracalla, dove va in scena dal 3 al 10 agosto. L’allestimento segna il debutto al Teatro Grande del direttore d’orchestra Riccardo Frizza e del tenore Piero Pretti, impegnato nella parte del Duca di Mantova, mentre sarà la prima volta con il Teatro dell’Opera di Roma e a Caracalla per il soprano Zuzana Marková, che incarna Gilda. Gran ritorno nel ruolo di Rigoletto invece per Roberto Frontali, già apprezzato protagonista al Circo Massimo nel 2020. L’orchestra e il coro – diretto dal Maestro Ciro Visco – sono quelli del Teatro dell’Opera di Roma.

«Questo Rigoletto porta con sé dei ricordi emozionanti» dice Michieletto. «Primo spettacolo dal vivo del 2020 in Italia con il pubblico, è stato messo in scena rispettando tutti i regimi di contenimento imposti in quel momento. Il Teatro dell’Opera, con grande orgoglio, aveva accolto la sfida di realizzare la stagione al Circo Massimo, e la presenza del Presidente Sergio Mattarella aveva acceso l’entusiasmo di tutti. A distanza di tre anni lo riproponiamo a Caracalla, con un lieve adattamento e su un palcoscenico più piccolo rispetto alle dimensioni del Circo Massimo. Lo spettacolo – conclude Michieletto – mantiene il progetto di mescolare recitazione e riprese live: tre operatori steady-cam si muoveranno tra il cast per regalare al pubblico un doppio sguardo durante tutta l’opera».

Ambientato negli anni ’80 in un immaginario mondo criminale, lo spettacolo è concepito come un noir cinematografico, dove recitazione e video si intrecciano per restituire sogni, desideri e colpe dei protagonisti. Nello spazio di una degradata e moderna provincia, Rigoletto agisce da archetipo «shakespeariano»: è un buffone deforme, disprezzato e umiliato che, mosso a vendetta per proteggere il suo unico amore, finisce per diventarne il responsabile della morte.

Noto per l’originalità e l’inventiva dei suoi allestimenti, Damiano Michieletto è tra i registi più apprezzati e richiesti sulla scena internazionale. Per i suoi spettacoli, messi in scena in tutto il mondo, ha ricevuto numerosi premi: il Laurence Olivier Award, l’Irish Times Award, l’Österreichischer Musiktheaterpreis e il Reumert Prize. Ha vinto anche due Premi Abbiati, nel 2007 e nel 2017: il secondo per La damnation de Faust di Berlioz, spettacolo inaugurale della Stagione 2017/2018 del Teatro dell’Opera di Roma. A fine 2021 ha esordito alla regia cinematografica con Gianni Schicchi di Puccini (Genoma Films). Dopo Rigoletto al Caracalla Festival 2023, tornerà all’Opera di Roma a ottobre 2023 con Giulio Cesare in Egitto di Händel e nel 2024 con Die Zauberflöte (Il flauto magico) di Mozart.

Chiamato a dirigere per la prima volta sul podio di Caracalla, Riccardo Frizza è stato vincitore nel 2011 del premio Ópera XXI. Vanta grande esperienza nel repertorio operistico italiano dell’Ottocento e ha diretto nelle più prestigiose istituzioni musicali al mondo, come Metropolitan Opera House di New York, San Francisco Opera, Bayerische Staatsoper di Monaco, Opéra national de Paris e Tokyo Philarmonic Orchestra. Ospite regolare del Teatro dell’Opera di Roma, dal 2017 è direttore musicale del festival Donizetti Opera di Bergamo e dal 2022 è a capo dell’Orchestra Sinfonica e del Coro della Radio Ungherese.

Sul palco come protagonista torna, dopo l’esperienza al Circo Massimo nel 2020, Roberto Frontali. Da anni interprete di Rigoletto, ha portato questo ruolo a New York, Madrid, Tokyo e, in Italia, a Torino, Venezia e Roma. Ha collaborato con direttori come Claudio Abbado, Riccardo Muti, Zubin Mehta e Myung Whun-Chung. Al suo fianco come Gilda c’è Zuzana Marková, al suo debutto all’Opera di Roma e a Caracalla. Vincitrice del secondo premio al Concorso Internazionale Ernst Häfliger in Svizzera nel 2012, Marková ha cantato nei teatri più prestigiosi al mondo, con un repertorio che spazia da Verdi a Thomas Adès. Debutta a Caracalla anche il tenore Piero Pretti, impegnato nella parte del Duca di Mantova: un ruolo che ha portato con successo in diversi teatri europei, dalla Bayerische Staatsoper alla Royal Opera House a Londra, fino al Real di Madrid. Martina Belli, invece, è Maddalena per la prima volta a Caracalla, mentre Riccardo Zanellato – premio Verdi d’Oro nel 2018 – interpreta Sparafucile. Entrambi hanno cantato nell’allestimento di Michieletto del 2020.

Completano il cast Irina Dragoti (Giovanna), Dario Russo (Monterone), Alessio Verna (Marullo), Pietro Picone (Matteo Borsa) e Roberto Accurso (Conte di Ceprano).

Le scene sono di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti, le luci di Alessandro Carletti, i movimenti coreografici di Chiara Vecchi, mentre la regia camere live è di Filippo Rossi.

Rigoletto è un’opera lirica in tre atti composta nel 1851 da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. Prima delle tre opere – con Il trovatore e La traviata – che andranno a formare la trilogia popolare verdiana, si basa sul dramma Le roi s’amuse (Il re si diverte) di Victor Hugo, censurato in Francia dopo solo una rappresentazione nel 1832 a causa della sua critica alla monarchia. Verdi e Piave, per evitare problemi con la censura austriaca, apportarono alcune modifiche al libretto, tra cui il cambio di ambientazione e il titolo originario, pensato come La maledizione. È infatti un dramma sulle colpe dell’uomo quello del Rigoletto: protagonista è un buffone deforme che progetta di vendicarsi – assumendo un sicario – del Duca di Mantova, colui che ha sedotto e rapito con l’inganno sua figlia Gilda. Proprio lei, tuttavia, finirà uccisa al suo posto.

La prima rappresentazione si terrà giovedì 3 agosto. Le repliche sono previste per domenica 6, martedì 8 e giovedì 10 agosto. Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21.00.

 

Roma, 18 luglio 2023

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“La traviata” torna a Caracalla nell’acclamata regia di Lorenzo Mariani

Violetta Valéry come Anita Ekberg, Laura Antonelli e Marilyn Monroe: torna in scena a Caracalla, dal 21 luglio al 9 agosto, La traviata di Giuseppe Verdi nell’acclamata regia del 2018 di Lorenzo Mariani. Nel ruolo di Violetta il soprano Francesca Dotto, già protagonista dello stesso allestimento nel 2019. Per il capolavoro di Verdi – che sul podio vede impegnato un direttore di grande esperienza operistica come Paolo Arrivabeni –  il regista si ispira agli anni de La dolce vita di Fellini, da una prospettiva però estranea al lusso e agli scintillii: la storia di Violetta Valéry si intreccia con quella delle icone del cinema di un tempo, gettate nel vortice della società divoratrice dello star system.

«Quando sono stato invitato a montare La traviata ho voluto partire dalle fonti» racconta Lorenzo Mariani «andando a rileggere il romanzo La dame aux camélias di Alexandre Dumas. E mi sono trovato davanti a una bomba di emozioni quasi insopportabili per la loro intensità. Sono davvero angosciose le sofferenze che deve patire la protagonista». Ed è stato proprio chiedendosi in che modo avrebbe potuto dipingere un mondo così privo di speranze che ha pensato a La dolce vita di Fellini. «Nel film c’è moltissima bellezza, ma si tratta di una bellezza feroce, che divora le persone. In effetti, quel film è un ritratto spietato della Roma e dell’Italia di fine anni Cinquanta. Possiede il fasto e il glamour di un sistema che stritola. Penso a certe attrici consumate dal successo in pochi anni come Laura Antonelli, che ci ha rimesso la vita. Anche Violetta è così, cioè intrappolata in un mondo che non dà scampo. D’altronde la borghesia francese di metà Ottocento era spietatissima».

Lorenzo Mariani è tra i registi d’opera più esperti della scena contemporanea, particolarmente apprezzato per la sua attività di direttore artistico svolta al Teatro Massimo di Palermo per otto anni. Ha collaborato con direttori del calibro di Claudio Abbado e Zubin Mehta, mettendo in scena allestimenti che hanno girato in tutto il mondo (San Francisco, Tokyo, Shanghai, Göteborg, Helsinki, Tel Aviv). Per l’Opera di Roma, a Caracalla, ha diretto nel 2014 un Barbiere di Siviglia rossiniano di grande successo.

A dirigere il capolavoro di Verdi è Paolo Arrivabeni, specializzato nel repertorio operistico italiano, che torna a Caracalla dopo il grande successo, nel 2015, de La bohème di Puccini messa in scena da Davide Livermore. Arrivabeni ha diretto innumerevoli produzioni operistiche e ha collaborato con i più prestigiosi teatri e istituzioni musicali al mondo, come la Deutsche Oper di Berlino, la Wiener Staatsoper e la Metropolitan Opera House di New York. Direttore Musicale dell’Opéra Royal de Wallonie di Liegi dal 2008 al 2017, il maestro viene ospitato regolarmente nei maggiori festival operistici nazionali e internazionali.

Apprezzatissima nel ruolo di Violetta Valéry, il soprano Francesca Dotto – che della cortigiana è una delle più note interpreti – ha vestito i panni di Violetta all’Opera di Roma nella celebre produzione del 2016 con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino, e a Caracalla nel 2019 in questa versione firmata da Mariani. Ad affiancarla nel ruolo di Alfredo Germont, si alterneranno il giovane tenore Giovanni Sala – vincitore nel 2014 del Concorso per Giovani Cantanti Lirici dell’Associazione Lirica Concertistica italiana – e Alessandro Scotto di Luzio, anche lui già Alfredo nel 2019 a Caracalla. Giorgio Germont è invece interpretato da Christopher Maltman – richiestissimo baritono per ruoli verdiani – e da Marco Caria – premio speciale del pubblico e secondo classificato al Concorso Operalia nel 2007.

Completano il cast Ekaterine Buachidze (Flora Bervoix), Mariam Suleiman (Annina), Mattia Rossi (il marchese d’Obigny), Nicola Straniero (Gastone), tutti appartenenti a “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera, Arturo Espinosa (Barone Douphol) diplomato nello stesso progetto “Fabbrica” e Viktor Schevchenko (Dottor Grenvil). L’orchestra e il coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma.

Collaboratore alla regia e coreografo Luciano Cannito, le scene e i costumi sono rispettivamente di Alessandro Camera e Silvia Aymonino. Alle luci Roberto Venturi e ai video Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii.

La traviata è un melodramma in tre atti con musica di Giuseppe Verdi e su libretto di Francesco Maria Piave, tratto da La dame aux camélias (La dama o signora delle camelie) di Alexandre Dumas figlio, romanzo adattato alle scene teatrali parigine nel 1852. Composta ed eseguita per la prima volta nel 1853 al Teatro La Fenice di Venezia, l’opera di Verdi conclude il cosiddetto ciclo della trilogia popolare sancendo, assieme a Rigoletto e Il trovatore, l’ingresso nella maturità drammaturgico-espressiva del compositore.

Trama. Parigi, metà XIX secolo. Violetta è una giovane cortigiana che vive nel lusso e nella mondanità quando, ad una delle sue feste, Alfredo Germont le dichiara il suo amore. Violetta abbandona così la sua vita parigina, trasferendosi con il giovane in una casa di campagna. Un giorno, però, il padre di Alfredo le fa visita, chiedendole di lasciare il figlio poiché la relazione sta gettando discredito sulla sua famiglia. Violetta, disperata, lo abbandona. Nel frattempo il decorso della sua malattia, la tisi, si fa sempre più grave: pochi giorni dopo le scuse di Giorgio Germont e mentre lei e Alfredo si ricongiungono promettendosi una vita d’amore e felicità, Violetta muore fra le braccia dell’innamorato.

La prima rappresentazione si terrà venerdì 21 luglio alle ore 21.00. Le repliche sono previste per martedì 25, venerdì 28 luglio, mercoledì 2, venerdì 4 e mercoledì 9 agosto. L’orario di inizio di tutti gli spettacoli è alle 21.00.

Ogni rappresentazione è in lingua originale con sovratitoli in italiano e inglese.

 

Roma, 17 luglio 2023

 

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Le “Metamorfosi” di Ovidio lette e commentate da Valerio Magrelli

La metamorfosi come condanna, atto di salvezza o di giustizia: persino resurrezione. Il concetto unificante di trasformazione che attraversa il mito occidentale, al centro de Le metamorfosi di Ovidio, è protagonista della lettura commentata del poema latino che Valerio Magrelli – Premio Feltrinelli per la poesia italiana – presenta il 18 e il 19 luglio alle ore 19 nel suggestivo spazio del Teatro del Portico alle Terme di Caracalla. Si tratta della prima lettura pubblica del poema da parte di Magrelli e della seconda proposta di prosa – dopo il successo de Gli occhiali di Šostakovič di Valerio Cappelli con Moni Ovadia – del Caracalla Festival 2023, quest’anno arricchito dalla programmazione “Off” che spazia dall’opera al cinema fino al teatro.

«Ho letto e riletto Ovidio in italiano gettando ogni tanto un’occhiata sul testo a fronte, e mi sento di poter adottare per intero la splendida definizione di Roberto Andreotti: Classici elettrici» racconta Valerio Magrelli «Elettrici, ossia ad alta conduzione, sono quei testi in cui la corrente guizza via attraverso i secoli. È questa la più convincente metafora che ho trovato per definire le opere fondanti della nostra cultura. La trasmissibilità delle Metamorfosi fa loro varcare duemila anni come se niente fosse. [..] Se ho scelto Ovidio è stato soprattutto per la sua potenza narrativa, anzi, direi meglio, per la forza di trazione e attrazione esercitata sul lettore».

Dal Narciso consumato dall’amore di sé all’Aracne ragnificata per la propria superbia, fino al celebre mito di Dafne trasformata in alloro per sottrarsi al desiderio di Apollo: ne Le Metamorfosi – composte da Ovidio tra l’anno 2 e l’anno 8 del I secolo d.C. – il poeta raccoglie e rielabora più di 250 favole del mondo greco-romano legati alla trasformazione, sia fisica che spirituale. Un’eredità che ha attraversato i secoli e che è stata celebrata da grandi autori come Dante – che nella Commedia pone Ovidio accanto a Omero – Shakespeare e D’Annunzio. Dei dodicimila esametri che compongono quest’imponente opera, Magrelli offre all’ascoltatore un’accurata quanto vasta selezione. La lettura e il commento si basano sull’edizione critica a firma di Enrico Oddone.

 

Nato a Roma nel 1957, Valerio Magrelli ha pubblicato sei libri di poesie (raccolti nel volume Le cavie, Einaudi 2018), il pamphlet in versi Il commissario Magrelli (Einaudi 2018), e un ciclo di quattro volumi in prosa (concluso con Geologia di un padre, Einaudi 2013). Il suo ultimo libro di versi è Exfanzia(Einaudi 2022). Professore ordinario di letteratura francese all’Università Roma Tre, ha diretto la serie trilingue “Scrittori tradotti da scrittori” (Einaudi; Premio Nazionale per la Traduzione 1996). Nel 2002 l’Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana.

 

Le letture commentate si terranno martedì 18 e mercoledì 19 luglio alle ore 19.00 al Teatro del Portico delle Terme di Caracalla

Roma, 12 luglio

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