In ottobre omaggio a Carla Fracci con la sua ‘Giselle’

Giselle, il titolo più importante del repertorio romantico, sarà occasione di un sentito e affettuoso omaggio alla sua più leggendaria interprete, Carla Fracci, nella versione coreografica da lei firmata proprio all’Opera di Roma nel 2004, ripresa da Julio Bocca e Gillian Whittingham. La signora Fracci aveva debuttato al Teatro Costanzi proprio danzando Giselle nel 1964 accanto a Henning Kronstam. La musica di Adolphe Adam è stata una delle prime a essere composte espressamente per un balletto. Questa versione, in scena dal 21 al 27 ottobre, è impreziosita dai bellissimi costumi e scene firmati da Anna Anni. Le luci sono curate da Jean-Michel Désiré. Sul podio dell’Orchestra dell’Opera di Roma il direttore Kevin Rhodes.

Nel ruolo principale le due étoiles Susanna Salvi e Rebecca Bianchi si alterneranno con Natalia Osipova. Michele Satriano, Alessio Rezza, Claudio Cocino e Jacopo Tissi interpreteranno invece il ruolo di Albrecht.

Giselle è il cavallo di battaglia delle grandi ballerine del passato e del presente e il perché si spiega facilmente. Contadina onesta dolce e incantevole, simbolo della grazia innocente, Giselle ha un unico difetto: essere pazza per la danza, i suoi piedi non sanno stare fermi. Si innamora del principe Albrecht che, pur di averla, si finge un altro. Per gelosia il cacciatore Hilarion, che ama Giselle non ricambiato, svela il tranello. La giovane ingenua a questo punto impazzisce e muore, a soli quindici anni, con il rimpianto del ballo e dell’amore. Si unisce alle Villi, spettri di ragazze morte prima delle nozze che, trascinate dalla passione per la danza, sono condannate a ballare ogni notte sino all’alba. I mortali che si imbattono in queste creature sono costretti a danzare con loro fino alla morte. E questo sarebbe il destino di Albrecht se l’amore non fosse più forte: Giselle lo perdona, lo sostiene e gli dà forza finché l’alba non pone fine all’incantesimo. Quale ballerina non desidererebbe essere protagonista di una storia in cui tutto gira intorno all’impulso alla danza? In lei si realizzano gli opposti stili coreografici, quello realistico del primo atto, che si conclude con la morte di Giselle, e quello soprannaturale del secondo. A mediare tra i due è la danza che non è solo un mezzo espressivo, ma vero contenuto dell’azione. Il miracolo della protagonista è di saper essere l’una e l’altra, la Giselle “terrena” e quella “soprannaturale”.

 

Roma, 7 settembre 2022

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Campagna abbonamenti 2022-23

Prendono il via i nuovi abbonamenti alla stagione 2022/2023 dell’Opera di Roma: da venerdì 30 settembre tutti potranno abbonarsi al cartellone d’opere, balletti e concerti che si inaugurerà il 27 novembre con Dialogues des Carmélites di Poulenc diretta da Michele Mariotti, alla sua prima inaugurazione nel ruolo di Direttore musicale, con la regia di Emma Dante.

Sono aperte le sottoscrizioni ai nuovi abbonamenti “Gran Teatro”, “Gran Teatro Leggero”, “Concerti”, “Lezioni di Opera” e “Anteprime Giovani” cui si aggiungeranno, dal 5 al 12 ottobre, anche le formule “Fantasia”, “Week end” e “Tutto Danza”.

 

GRAN TEATRO: è il migliore abbonamento per assistere agli spettacoli della stagione 2022/2023. Un posto all’Opera sicuro e privilegiato per 12 titoli, 8 opere e 4 balletti, sui 14 in cartellone.

GRAN TEATRO LEGGERO: è l’abbonamento alla stagione 2022/2023 riservato a studenti e giovani fino ai 30 anni e agli adulti oltre i 65 anni d’età.

CONCERTI: con il ritorno della stagione concertistica è previsto un abbonamento dedicato ai 4 appuntamenti che vedranno sul podio il Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma Michele Mariotti, Omer Meir Wellber e Gianluca Capuano.

LEZIONI DI OPERA: 7 appuntamenti che precederanno altrettante “prime” per rispondere alle molte domande e curiosità degli spettatori. Con un linguaggio semplice e accessibile Giovanni Bietti illustrerà il contesto e i contenuti musicali e drammatici di ogni opera per permettere a chiunque di godersi la rappresentazione apprezzandone ogni sfumatura.

ANTEPRIME GIOVANI: anche quest’anno il Teatro dell’Opera di Roma riserva a tutti i giovani sotto i 26 anni l’opportunità di assistere alle Anteprime di spettacoli della stagione 2022/2023 (6 opere e 2 balletti).

FANTASIA: è l’abbonamento a 5 titoli della stagione 2022/2023 scegliendo tra una delle seguenti opzioni: 5 opere, 4 opere + 1 balletto oppure 3 opere + 2 balletti.

WEEK END: un abbonamento speciale che permette di assistere a 4 spettacoli (4 opere, oppure 3 opere + 1 balletto) durante il Week end. Per chi vive fuori Roma un’occasione musicale per un soggiorno indimenticabile in uno dei luoghi culturali della città.

TUTTO DANZA: la formula di abbonamento per gli amanti della danza che consente di abbonarsi ai 5 balletti in cartellone.

 

Dal 15 ottobre parte la vendita dei biglietti singoli per gli spettacoli della nuova stagione.

 

I nuovi abbonamenti possono essere acquistati presso la Biglietteria del Teatro dell’Opera di Roma dal lunedì al sabato 10.30-17.00.
Per informazioni: operaroma.it – tel. 0648160255 o 064817003

 

Roma, 29 settembre 2022

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Dal 4 al 13 ottobre l’Alceste di Gluck firmata da Sidi Larbi Cherkaoui

Nel 2019 ha vinto l’International Opera Award come migliore giovane cantante dell’anno. È nata in una famiglia di musicisti – il padre era il direttore d’orchestra Marcello Viotti, e anche il fratello Lorenzo è direttore – ma prima del canto lirico ha studiato filosofia e letteratura, e si è dedicata anche al jazz, all’heavy metal e al gospel. Ha da poco inciso un album omaggio alla grande Pauline Viardot. È il mezzosoprano Marina Viotti, che martedì 4 ottobre debutta al Teatro dell’Opera di Roma come protagonista dell’Alceste di Christoph Willibald Gluck.

L’opera, su libretto di Ranieri de’ Calzabigi, manca dal Teatro Costanzi dal 1967, e viene proposta per la prima volta nella versione in francese del 1776 con la regia del danzatore e coreografo belga Sidi Larbi Cherkaoui, allievo di Anne Teresa De Keersmaeker, vincitore di ben due Laurence Olivier Award e del Premio Europeo per il teatro. La sua Alceste ha debuttato con successo nel 2019 alla Bayerische Staatsoper di Monaco, e arriva adesso per la prima volta in Italia. Le scene sono di Henrik Ahr, mentre i costumi e luci sono rispettivamente di Jan-Jan van Essche e di Michael Bauer. Benedikt Stampfli invece cura la drammaturgia. Le coreografie sono firmate dallo stesso Cherkaoui.

«Ci sono molte cose speciali in quest’opera – dice Sidi Larbi Cherkaoui –. La prima è l’idea di sacrificare sé stessi per qualcun altro, un concetto molto antico. L’altro elemento forte penso sia che l’eroe è un personaggio femminile. Non una donna in pericolo, ma colei che dà l’impulso fondamentale per risolvere un problema con cui nessuno osa confrontarsi. Poi c’è un altro aspetto, il fatto che il tutto è collegato a un rituale e, non ultima la bellezza della musica – prosegue Cherkaoui – che apre tutta una gamma di movimenti. Questo potenziale mi interessa, sia come coreografo sia come regista. I danzatori sono un’estensione del coro. Come il coro greco sono testimoni di ciò che accade ma più ancora lo amplificano. Dal punto di vista drammaturgico sono una personificazione di tutto ciò che deve accadere nella storia. Inoltre, possono tradurre in gesti ciò che accade nella musica. La danza richiama la nostra attenzione sugli andamenti ritmici nella musica, così da farceli percepire più chiaramente».

 

Sul podio sale Gianluca Capuano, specialista del repertorio del Settecento che all’Opera di Roma ha già diretto Orfeo ed Euridice di Gluck (stagione 2018/2019) e un concerto a La Nuvola (2020). «Con Alceste (1767) – ha dichiarato – Gluck chiude il cerchio della riforma del melodramma. Il dado è tratto, niente sarà più come prima nei teatri europei. Pochi anni dopo l’esperienza pionieristica di Orfeo ed Euridice, Gluck focalizza in modo ancor più chiaro e puntuale i principi della sua idea di opera, e ne lascia un manifesto proprio in Alceste, nella prefazione – in italiano – dell’edizione di Vienna del 1769. è con questo titolo così cruciale per la storia della musica che ho il piacere di tornare per la seconda volta, con un secondo Gluck, all’Opera di Roma». Il direttore milanese è atteso anche nella prossima stagione per Giulio Cesare in Egitto, nuovo allestimento firmato da Damiano Michieletto, e per il concerto “I tre controtenori” in cui dirigerà Carlo Vistoli, Raffaele Pe e Aryeh Nussbaum Cohen.

 

Accanto a Marina Viotti, che interpreta Alceste per la prima volta, sono protagonisti sulla scena Juan Francisco Gatell, che all’Opera di Roma è ospite abituale e che vestirà per la prima volta i panni di Admète; Luca Tittoto (Grand Prêtre / Hercule), Patrik Reiter (Evandre), Pietro Di Bianco (Apollon / Un Hérault d’armes) e Roberto Lorenzi (Un Dieu infernal / L’Oracle). Completano il cast Carolina Varela, Angela Nicoli, Michael Alfonsi e Leo Paul Chiarot (Coryphées). Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto da Roberto Gabbiani, i danzatori della compagnia Eastman ne sono un’estensione, una sorta di coro muto. È prevista anche la partecipazione degli Allievi della Scuola di Danza dell’Opera, diretta da Eleonora Abbagnato.

 

Tragedia per musica in tre atti tratta da Euripide su libretto italiano di Ranieri de’ Calzabigi, Alceste andò in scena al Burgteather di Vienna il 26 dicembre 1767, con la collaborazione di Jean-Georges Noverre. Questa prima versione non ebbe però lunga vita. Il 23 aprile 1776 Gluck presentò all’Opéra di Parigi la più nota versione francese, rimasta poi in repertorio negli ultimi due secoli, anche ritradotta in italiano.

 

Dopo la prima di martedì 4 ottobre (ore 20.00), Alceste di Gluck sarà replicata venerdì 7 (18.00), domenica 9 (16.30), martedì 11 (ore 20.00). L’ultima rappresentazione di giovedì 13 ottobre (20.00) sarà trasmessa in diretta sulle frequenze di Radio3.

 

Anche per Alceste sono previsti gli attesi appuntamenti al Costanzi che precedono le “prime”. Domenica 2 ottobre, alle ore 16.30, ci sarà l’Anteprima Giovani riservata ai minori di 26 anni. Lunedì 3 ottobre, alle ore 20.00, ci sarà la Lezione di Opera tenuta da Giovanni Bietti presso il Foyer di I piano del Teatro dell’Opera di Roma. Aperta a tutti, nasce per soddisfare domande e curiosità del pubblico che viene accompagnato verso la comprensione dell’opera con un linguaggio semplice e accessibile, con l’ausilio di un gran numero di esempi musicali sia dal vivo sia registrati.

Roma, 30 settembre 2022

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Record assoluto di presenze per la stagione estiva 2022 a Caracalla

Un bilancio straordinario ha coronato ieri sera, con l’ultima replica de Il barbiere di Siviglia di Rossini, il ritorno della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla.

 

Dopo due anni di assenza forzata, a causa della pandemia, dalla tradizionale sede delle Terme di Caracalla, la rassegna ha fatto registrare risultati straordinari. Le 32 serate di spettacolo di opera, balletto ed extra, hanno fatto registrare una presenza di 110.713 spettatori, risultato superiore (+3,8%) ai 106.692 fatti registrare nel 2019, ultimo anno prima della pandemia.

In particolare, la prima serata della Carmen del 15 luglio ha fatto registrare il record assoluto di spettatori e di incasso di un’opera lirica a Caracalla (3.813 biglietti venduti per un incasso di circa 187mila euro).

Il tasso di riempimento dell’intera rassegna si è attestato al 76,9% contro il 71,8% dell’ultima edizione del 2019. Tali dati, unitamente a quello degli incassi complessivi pari a oltre 6,7 milioni di euro, superano di gran lunga le previsioni della vigilia.

 

«Il ritorno della stagione del Teatro dell’Opera a Caracalla si conferma un evento particolarmente amato da romani e turisti, come dimostra il record di presenze e di biglietti venduti con oltre 110mila spettatori che hanno assistito alle 32 serate di opera lirica, danza e concerti – dichiara il Sindaco e Presidente della Fondazione Roberto Gualtieri. Dopo questo successo l’Opera di Roma continua nella sua ricerca di nuovi percorsi e di un’offerta sempre di qualità, un grande palcoscenico e un giusto motivo di orgoglio per tutta la città. Una crescita, quella del Teatro dell’Opera di Roma, apprezzata dal pubblico, per cui ringrazio il Sovrintendente Francesco Giambrone e tutte le professionalità che hanno raggiunto risultati straordinari che danno lustro alla Capitale e al Paese».

 

«Caracalla è tornata ad essere il grande palcoscenico dell’estate romana – dice il Sovrintendente Francesco Giambrone. Si è riempita ogni sera di un pubblico entusiasta con tanti giovani, tanti turisti e tantissime romane e romani che hanno dimostrato quanto bisogno ci fosse di tornare nella sede cui la città è tradizionalmente legata. Tutte le sere è stata una grande gioia per tutti noi. Un successo che ha riguardato sia le proposte più legate alla musica popolare che quelle di opera e di balletto, comprese quelle più ricercate come la messa in scena di Mass una produzione bellissima che ha riscosso anche un grandissimo interesse della stampa internazionale. Un impegno corale di tutta la Fondazione: dell’Orchestra, del Coro, del Corpo di ballo, dei tecnici. Un successo che ci impegna per la prossima edizione alla quale stiamo già lavorando: un Festival estivo capace di ripetere i successi di questa edizione che si è appena chiusa».

 

Dopo l’eccezionale esperienza al Circo Massimo, quest’anno la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma è tornatasul palcoscenico tradizionale delle Terme di Caracalla con un cartellone ricco e diversificato. Una straordinaria apertura con un titolo mai eseguito in Italia in forma scenica, Mass di Leonard Bernstein, affidato alla lettura di Damiano Michieletto con la direzione del maestro Diego Matheuz. A seguire le riprese di due fortunati allestimenti: la Carmen di Bizet, diretta da Jordi Bernàcer, che la regista Valentina Carrasco ha voluto ambientare in Messico; Il barbiere di Siviglia di Rossini in stile hollywoodiano firmato da Lorenzo Mariani con la direzione di Stefano Montanari. Le emozioni della grande danza sono state assicurate con le suggestive atmosfere di Notre-Dame de Paris di Petit.

Anche quest’anno non sono mancati gli “Extra”, sempre accolti con entusiasmo dal pubblico: ben dodici serate diClaudio Baglioni e il suo Dodici note, la pop star David Garrett con il tour Alive e l’imperdibile Gala Roberto Bolle and Friends.

 

Il sipario del Teatro Costanzi tornerà ad alzarsi il 13 settembre sulla grande danza. Serata Preljocaj celebra uno dei coreografi più creativi e innovativi della scena internazionale portando in scena due creazioni di Angelin Preljocaj: Annonciation (1995) e Nuit Romaine (2021). Protagonisti Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel con étoiles, primi ballerini, solisti e Corpo di Ballo dell’Opera di Roma. Una serata speciale che unisce danza e moda, che segna il ritorno di Preljocaj e una nuova straordinaria collaborazione con l’Alta Moda di Maria Grazia Chiuri per la Maison Dior.

 

Roma, 10 agosto 2022

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“Serata Preljocaj”: a settembre la grande danza con Eleonora Abbagnato

Dopo la pausa estiva, a settembre, una celebrazione di uno dei coreografi più creativi e innovativi della scena internazionale, ormai di casa al Costanzi nelle ultime stagioni. Dal 13 al 18 va in scena la Serata Preljocaj che si apre con la ripresa di Annonciation che il coreografo francese di origine albanese ha creato nel 1995. Sulle note del Magnificat di Vivaldi porta in scena un momento chiave della cultura cattolica, l’incontro tra la Vergine Maria e l’Arcangelo Gabriele. Completa e impreziosisce la serata una creazione per la compagnia romana, Nuit Romaine, una nuova straordinaria collaborazione con l’Alta Moda di Maria Grazia Chiuri per la Maison Dior. Musiche su base registrata, da Vivaldi e Händel a Bach, passando per Schubert e Rossini, fino ad arrivare a Wagner e Ligeti.

Nox, la dea della notte – interpretata da Eleonora Abbagnato, che è accompagnata dal primo ballerino Friedemann Vogel – mentre si muove attraverso i corridoi, le stanze di Palazzo Farnese, incontra vari individui: papi, duchi, nobildonne e altre figure che hanno vissuto in questo leggendario palazzo nel corso dei secoli.

In una successione di coreografie messe in scena come quadri viventi, e concepite da Angelin Preljocaj, i ballerini del Teatro dell’Opera di Roma interagiscono con la dea.

 

Roma, 4 agosto 2022

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“Cinema Opera” sotto le stelle sul piazzale del Teatro Costanzi

Dal 10 al 13 agosto i capolavori firmati da Martone e realizzati con Rai Cultura, insieme a una serata speciale con la danza

Il barbiere di Siviglia, La traviata e La bohéme con la regia di Mario Martone. Il suono della bellezzacon Rosa Feola e Eleonora Abbagnato che si esibiscono tra i capolavori di Galleria Borghese. Nuit Romaine diretto da Angelin Preljocaj con i costumi di Maria Grazia Chiuri della Maison Dior e ambientato a Palazzo Farnese. Sono i cinque film proiettati nel piazzale antistante il Teatro Costanzi, che per quattro sere, dal 10 al 13 agosto alle 20.30, per la prima volta si trasforma in un’arena cinematografica sotto le stelle. Dopo il ritorno sul tradizionale palcoscenico delle Terme di Caracalla, l’Opera di Roma prosegue la sua attività con “Cinema Opera” la sua inedita proposta rivolta a cittadini e turisti che potranno assistere alla proiezione di capolavori del melodramma e della danza, con ingresso libero.

I tre film-opera e Il suono della bellezza sono stati realizzati in collaborazione con Rai Cultura nelle due passate stagioni, quando il teatro era chiuso a causa della pandemia. Diventano ora l’asse portante di questa proposta di Cinema all’aperto, che si apre la notte di San Lorenzo. Prima di ogni film-opera sarà proiettato un saluto del regista Martone.

 

Le serate di Cinema Opera arricchiscono ulteriormente la già ampia e vivace offerta culturale dedicata alle romane e ai romani e ai turisti in questi mesi estivi e rivestono un significato speciale per il loro contenuto. Questa iniziativa rafforza il percorso di crescita del Teatro dell’Opera e contribuisce al suo impegno per rivolgersi a pubblici nuovi e diversi e per rendere sempre più saldo il suo legame con la nostra città, i suoi spazi e le sue piazze”, ha dichiarato il Sindaco e Presidente della Fondazione Roberto Gualtieri.

 

Abbiamo deciso quest’anno di continuare la nostra attività, anche dopo la conclusione della stagione estiva a Caracalla, – ha dichiarato il Sovrintendente Francesco Giambroneper ribadire la nostra attenzione per le tante romane e i tanti romani che restano in città in questo periodo e per i turisti che sono tornati ad animarla. E trasformiamo piazza Beniamino Gigli in un Cinema all’aperto che apriremo proprio la notte di San Lorenzo: quattro speciali serate che vogliono testimoniare il percorso difficile dei teatri degli ultimi due anni e dei risultati artistici meravigliosi che quelle difficoltà hanno prodotto. È una maniera per consolidare sempre di più quel progetto di apertura del Teatro, avviatocon Linea Opera, che ha iniziato a costruire una forte relazione con i tanti territori e che ci aiuta nellaricerca di nuovi pubblici. D’intesa con il primo Municipio, inizia anche un processo di valorizzazione di piazza Beniamino Gigli”.

 

Mercoledì 10 agosto Il barbiere di Siviglia

Girato in tutti gli spazi del Teatro vuoto, Il barbiere di Siviglia, nella visione di Martone, ha conquistato il XL Premio Abbiati, grazie alla sua innovazione e creatività. Figaro ha la voce di Andrzej Filończyk. Ruzil Gatin veste i panni del Conte d’Almaviva, Vasilisa Berzhanskaya quelli di Rosina. Ancora nel cast Alessandro Corbelli (Don Bartolo), Alex Esposito (Don Basilio), Patrizia Biccirè (Berta) e Roberto Lorenzi (Fiorello). Sul podio dell’Orchestra dell’Opera di Roma Daniele Gatti, mentre il Coro è diretto dal maestro Roberto Gabbiani.

 

Giovedì 11 agosto, La traviata

Lisette Oropesa è la protagonista Violetta Valéry; Saimir Pirgu il suo amato Alfredo Germont. Giorgio Germont è interpretato da Roberto Frontali, mentre Anastasia Boldyreva veste i panni di Flora e Roberto Accurso quelli del Barone Douphol. Molti gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program dell’Opera di Roma a essere coinvolti in questa produzione: Angela Schisano (Annina), Arturo Espinosa (Marchese D’Obigny) e Rodrigo Ortiz (Gastone), mentre Andrii Ganchuk sarà il Dottor Grenvil. Completano il cast Michael Alfonsi (Giuseppe), Leo Paul Chiarot (un domestico) e Francesco Luccioni (un commissario).

Dirige l’Orchestra Daniele Gatti. In scena anche il Coro dell’Opera di Roma, diretto dal maestro Roberto Gabbiani, e il Corpo di Ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, interprete delle coreografie di Michela Lucenti.

 

Venerdì 12 agosto La bohème

Girata con la ripresa musicale in presa diretta, La bohème è ambientata nei Laboratori di Scenografia del Teatro dell’Opera di Roma, in via dei Cerchi: set ideale per la rappresentazione estemporanea e vera della gioventù pucciniana. La stessa Orchestra viene diretta da Michele Mariotti negli immensi spazi del salone inondato di luce. Rodolfo è interpretato da Jonathan Tetelman, Federica Lombardi veste i panni della dolce Mimì. Nel ruolo di Musetta e Marcello Valentina Naforniţă e Davide Luciano, Schaunard è Roberto Lorenzi, Colline è Giorgi Manoshvili. Ancora nel cast troviamo Armando Ariostini (Benoît), Bruno Lazzaretti (Alcindoro), Giordano Massaro (un venditore ambulante), Vinicio Cecere (Parpignol), Daniele Massimi (un doganiere) e Maurizio Cascianelli (sergente dei doganieri).

 

Sabato 13 agosto Il suono della bellezza – Nuit Romaine

Speciale collaborazione tra il Teatro dell’Opera di Roma e la Galleria Borghese con Rai Cultura, Il suono della bellezza è un viaggio musicale, diretto da Daniele Gatti che parte dal barocco di Händel e Vivaldi, passando da Paisiello e Mozart, fino ad arrivare al neoclassicismo di Stravinskij. Rosa Feola interpreterà alcune delle più belle pagine musicali, come Casta diva dalla Norma di Vincenzo Bellini e Lascia la spina, cogli la rosa da Il trionfo del Tempo e del Disinganno di Georg Friedrich Händel. Eleonora Abbagnato omaggia l’Apollo e Dafne di Bernini esibendosi in un passo a due creato appositamente per l’occasione sull’Apothéose tratta da Apollon Musagète di Igor’ Stravinskij.

 

Nuit Romaine, film diretto da Angelin Preljocaj con i costumi di Maria Grazia Chiuri della Maison Dior, è ambientato nel cuore di Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia in Italia e uno dei palazzi più belli di Roma. Nox, la dea della notte – interpretata da Eleonora Abbagnato, che è accompagnata dal primo ballerino Friedemann Vogel – entra nel palazzo e, mentre si muove attraverso i corridoi, le stanze e i giardini, incontra vari individui: papi, duchi, nobildonne e altre figure che hanno vissuto in questo leggendario palazzo nel corso dei secoli. In una successione di coreografie messe in scena come quadri viventi e concepite da Angelin Preljocaj, i ballerini del Teatro dell’Opera di Roma interagiscono con la dea.

 

Roma, 4 agosto 2022

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“Ernani” di Verdi andato in scena a giugno al Costanzi, su Opera Vision fino al 23 gennaio

Dalle 19 di venerdì 29 luglio su Opera Vision l’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma di Ernani di Verdi, andato in scena al Teatro Costanzi dal 3 all’11 giugno scorso con la direzione di Marco Armiliato e la regia di Hugo de Ana, che ha firmato anche le scene e i costumi della produzione. Nel sontuoso allestimento, ricco di dettagli storici firmato da Hugo de Anna, un cast di stelle: Francesco Meli (Ernani), Angela Meade (Elvira), Ludovic Tézier (Don Carlo), Evgeny Stavinsky (Don Ruy Gomez de Silvia). Accanto a loro tre voci di “Fabbrica”, Young Artist Program del Teatro dell’Opera, Marianna Mappa (Giovanna), Rodrigo Ortiz (Don Riccardo), Alessandro Della Morte (Jago).

L’opera, sottotitolata in inglese e italiano, sarà disponibile sulla piattaforma fino alle 12 del 23 gennaio 2023.

Solo 14 anni dopo la prima di Hernani, Giuseppe Verdi adattò l’opera di Victor Hugo in un’opera per la prima volta alla Fenice di Venezia nel 1844. Ernani fu un trionfo immediato e duraturo per il giovane Verdi, che segnò la sua abilità nell’adattare un evento storico (l’incoronazione di Carlo V a imperatore nella cattedrale di Aquisgrana) a un dramma musicale psicologicamente convincente. Lo sfondo di tre uomini che corteggiavano una donna era il perfetto contrasto per Verdi per esplorare le qualità espressive di tre tipi di voce maschile. Il tenore, giovane amante sofferente – Ernani. Il basso, un anziano egoista spietato – de Silva. Il baritono, figura più complessa, divisa tra tenerezza e violenza, indulgenza verso sé stessi e idealismo – Don Carlo.

Il Teatro dell’Opera di Roma partecipa a Opera Vision: un progetto internazionale che riunisce 29 Teatri d’Opera provenienti da 17 diversi paesi europei, sostenuto dal programma Creative Europe dell’Unione Europea sotto la supervisione editoriale di Opera Europa, e che prevede la realizzazione di una piattaforma per lo streaming video delle opere e per la visione on demand di una ricca selezione di produzioni.

 

Guarda l’opera

 

 

Roma, 25 luglio 2022

 

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Conferenza Stampa di presentazione della Stagione 2022-23

Rivedi la Conferenza stampa di presentazione della Stagione 2022-23 del Teatro dell’Opera di Roma sul nostro canale YouTube operaroma.tv

 

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Stagione 2022-23

Dialogues des Carmélites di Francis Poulenc con la regia di Emma Dante nel 2022. Mefistofele di Arrigo Boito firmato da Simon Stone, al suo debutto in Italia nell’opera, nel 2023. Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi messo in scena da Richard Jones nel 2024. Lohengrin con la regia di Damiano Michieletto nel 2025, primo incontro con Richard Wagner per il regista. Sono le prossime quattro inaugurazioni di stagione del Teatro dell’Opera di Roma, tutte interpretate dal Direttore musicale Michele Mariotti, anche lui al debutto wagneriano con Lohengrin. Il 27 novembre diventerà la data fissa per le aperture di stagione: è il giorno della prima alzata di sipario su una stagione operistica al Teatro Costanzi nel 1880. Repliche fino al 6 dicembre 2022.

L’Opera di Roma guarda ai prossimi anni – dice il Sovrintendente Francesco Giambroneunendo la ricerca di titoli importanti, provenienti da aree e periodi storici diversi, con quella di interpreti forti, che possano darne una visione nuova, attuale e, perché no, rivelatrice. Nascono così queste quattro inaugurazioni fortemente rappresentative della nostra idea di teatro, che è però evidente in tutto il corso della stagione 2022/2023, dove si spazia dal Barocco di Händel alla musica contemporanea con Arvo Pärt, passando per il belcanto, per il Novecento storico di Bartók e Janáček, per i grandi capolavori di Verdi e Puccini, senza dimenticare Wagner. Nove titoli d’opera, l’incremento delle serate di balletto, otto nuove produzioni e una forte presenza del nostro direttore musicale, impegnato in ben tre nuove produzioni in stagione, in ulteriori due titoli in tournée e in due concerti.

E ancora – prosegue Giambrone – il ritorno della presenza all’estero dei complessi della Fondazione, dall’Oman al Giappone, passando per Parigi. Una rete importante di prestigiosi teatri italiani e internazionali con cui realizzare progetti artistici nel segno della curiosità e dell’eccellenza. Il ritorno dei concerti, pensati anche con l’obiettivo di valorizzare i nostri complessi artistici, e integrati con la programmazione operistica, con l’intento di completarla e arricchirla, come nel caso del primo atto della Walküre diretto da Omer Meir Wellber, del Requiem di Verdi e del Manfred di Schumann diretti da Michele Mariotti o del concerto dei tre controtenori, programmato tra le recite del Giulio Cesare in Egitto. E, infine, una forte rete di collaborazioni con le più importanti istituzioni culturali della città, a cominciare dal MAXXI con il quale prende il via il progetto di affidare ogni anno a un diverso artista visivo l’immagine della stagione e del teatro. Si parte con Marinella Senatore e con i suoi evocativi collage”.

La stagione 2022/2023 si presenta quindi con 8 nuove produzioni tra opera e danza, 9 titoli d’opera, 5 balletti e 4 concerti. Molte le prime volte di artisti e titoli significativi: il regista polacco Krzysztof Warlikowski con Da una casa di morti realizza la sua prima regia d’opera in Italia, e il capolavoro di Janáček viene messo in scena per la prima volta nella storia dell’Opera di Roma. Anche il regista Johannes Erath, con il dittico formato dal Tabarro e dal Castello del Duca Barbablù, mette in scena la sua prima opera lirica in Italia. Tra gli spettacoli Adams passion di Robert Wilson, con musiche di Arvo Pärt, vede la sua prima ed esclusiva esecuzione nel nostro Paese, e segna il debutto al Teatro Costanzi di una grande interprete della danza come Lucinda Childs. Tra gli artisti arrivano per la prima volta all’Opera di Roma anche i direttori Omer Meir Wellber, Tõnu Kaljuste e Francesco Lanzillotta; le voci di Danielle De Niese, Aleksandra Kurzak, Elena Stikhina, Brian Jagde, Stanislas de Barbeyrac e dei due controtenori Raffaele Pe e Aryeh Nussbaum Cohen, mentre Eleonora Buratto interpreta Madama Butterfly per la prima volta in Europa, dopo il recente e straordinario successo al Metropolitan di New York. Al debutto al Costanzi anche i danzatori Olga Smirnova, Léonore Baulac, Isabella Boylston, Victor Caixeta, Osiel Gouneo.

Sempre molto proficua è la collaborazione con la Rai: Rai Cultura riprenderà tre titoli – Dialogues des Carmélites, il Dittico di Puccini e Bartók e Giulio Cesare in Egitto – e li trasmetterà su Rai5, mentre Radio3 trasmetterà tutta la stagione d’opera e di concerti del Teatro Costanzi. Al debutto anche il nuovo Maestro del Coro della fondazione capitolina Ciro Visco, che inizierà il lavoro proprio con lo spettacolo inaugurale.

Il Teatro dell’Opera è per Roma un grande palcoscenico e un giusto motivo di orgoglio per tutta la città. – dice il Sindaco e Presidente della Fondazione Roberto Gualtieri -. Con un programma di altissima qualità, la prossima stagione valorizzerà ulteriormente la fama di un’istituzione apprezzata non solo dalle romane e dai romani ma anche da un pubblico sempre più internazionale. La continua crescita del Teatro e il successo delle sue proposte sono risultati molto importanti per la nostra città, per i quali ringrazio il Sovrintendente Francesco Giambrone e tutte le persone che con la loro professionalità animano questo straordinario presidio culturale della Capitale e di tutto il Paese. La cultura, in chiave sempre più diffusa in tutti i quartieri della città, continuerà a essere protagonista e leva fondamentale del rilancio di Roma”.

 

LA RETE DI COLLABORAZIONI ISTITUZIONALI E IL TEATRO DIFFUSO

La cura della proposta artistica della stagione procede di pari passo con l’apertura del Teatro alla città. Per questo la rete di collaborazioni istituzionali all’interno di Roma si allarga sempre di più e si arricchisce di nuove relazioni progettuali e di future condivisioni. Con il MAXXI, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Musica per Roma, con EUR S.p.A.  attraverso EUR Culture per Roma, la Soprintendenza Speciale di Roma, le Università e il mondo della scuola, con Atac, con i quindici Municipi di Roma Capitale, presidi fondamentali di territorio, e con alcuni pezzi della grande rete diffusa dell’associazionismo culturale di comunità.

Accanto alla stagione ufficiale di opere, balletti e concerti, e alle attività di Fabbrica o della Scuola di Danza, fioriscono quindi iniziative nuove o nate in questi mesi e che si consolideranno: da Linea Opera, che ha iniziato a costruire una forte relazione con i tanti territori, a Una notte a teatro, che ci aiuterà a rafforzare, soprattutto tra i bambini e tra i giovani, l’idea che il teatro è come una casa.

La stagione e tutte le attività della fondazione sono rese possibili grazie alla collaborazione con i nostri Soci Privati Camera di Commercio di Roma e ACEA. Così come è fondamentale l’apporto  di aziende che da anni – o anche più di recente – hanno scelto di sostenere le nostre attività in qualità di Mecenati e Sponsor: Banca del Fucino, Terna, BMW Roma, American Express e Aeroporti di Roma.

 

LE COPRODUZIONI NAZIONALI E INTERNAZIONALI

All’apertura alla città corrisponde un’apertura all’Italia e all’Europa: sono state strette collaborazioni con alcuni dei più importanti teatri nazionali e internazionali. I Dialogues des Carmélites sono coprodotti con il Teatro La Fenice di Venezia; il Dittico formato dal Tabarro e dal Castello del Duca Barbablù con il Festival Puccini di Torre del Lago, in occasione del centenario della nascita del compositore; Da una casa di morti con la Royal Opera House di Londra, il Théâtre de la Monnaie di Bruxelles e l’Opéra National di Lione; mentre Giulio Cesare in Egitto è coprodotto con il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, Oper Leipzig e Opéra national de Montpellier.

Le collaborazioni internazionali proseguiranno nei prossimi anni, con il Mefistofele firmato da Simon Stone realizzato con il Teatro Comunale di Bologna e il Teatro Real di Madrid e il Lohengrin messo in scena da Damiano Michieletto coprodotto con il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia.

 

OPERA

Dialogues des Carmélites secondo Emma Dante in diretta-differita su Rai5 e in diretta su Radio3

Domenica 27 novembre 2022 dunque, il sipario si alza sulla nuova produzione di Dialogues des Carmélites di Poulenc, che manca dal Costanzi dal 1991, e che viene proposta con la direzione di Michele Mariotti e la regia di Emma Dante, in una coproduzione con La Fenice di Venezia. Tra i protagonisti sul palco Corinne Winters, che a Roma è stata indimenticabile interprete di Madama Butterfly e Kát’a Kabanová, nella parte di Blanche de la Force; Anna Caterina Antonacci, che proprio con Mariotti e Dante è stata protagonista della Voix Humaine di Poulenc a Bologna, come Madame de Croissy; ma anche Ewa Vesin (Madame Lidoine), Ekaterina Gubanova (Mère Marie de l’Incarnation) e Jean-François Lapointe (Marquis de la Force). La serata inaugurale è ripresa da Rai Cultura e trasmessa in diretta-differita alle 21.15 su Rai5 oltre che in diretta su Radio3 Rai.

 

Star del belcanto per L’elisir d’amore

Dopo le vacanze natalizie, dall’11 al 15 gennaio, si riparte con una ripresa dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti con un cast di autentiche star del belcanto, capitanato da John Osborn e Aleksandra Kurzak nelle parti di Nemorino e Adina. La regia è quella di Ruggero Cappuccio, proposta con successo nel 2011 e ripresa nel 2014, mentre la direzione è affidata a Francesco Lanzillotta, al suo debutto all’Opera di Roma.

 

Una nuova Aida firmata da Davide Livermore

Michele Mariotti torna dal 31 gennaio al 12 febbraio per una nuova produzione di Aida, titolo che ha affrontato all’Opéra di Parigi nel 2021, e che per la regia è affidato a Davide Livermore, affiancato dai suoi collaboratori Giò Forma per le scene, Gianluca Falaschi per i costumi, Antonio Castro per le luci e D-Wok per i video. Grandi voci nel cast, con l’Aida di Krassimira Stoyanova, il Radamès di Fabio Sartori, Ekaterina Semenchuk come Amneris, Vladimir Stoyanov come Amonasro e Riccardo Zanellato nei panni di Ramfis.

 

L’omaggio a Zeffirelli con Pagliacci

Nel centenario della nascita di Franco Zeffirelli, l’Opera di Roma sceglie di ricordare il grande maestro con uno dei suoi spettacoli più amati: Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, che andò in scena per la prima volta nel 1992 e che da allora è stato ripreso sempre con grande successo. Nelle parti di Nedda e Canio sono impegnati Nino Machaidze e Brian Jagde. Le sette recite dello spettacolo, dal 12 al 19 marzo, sono dirette da Daniel Oren.

 

Robert Wilson e Arvo Pärt insieme per Adam’s Passion

Alla musica di oggi sono dedicati un’attenzione e uno spazio del tutto speciali: venerdì 31 marzo e sabato 1° aprile alla Nuvola di Fuksas va in scena Adam’s Passion, lo spettacolo teatrale ideato nel 2015 da Robert Wilson in collaborazione con il compositore estone Arvo Pärt e proposto per la prima volta e in esclusiva in Italia grazie alla collaborazione con EUR S.p.A. / EUR Culture per Roma. Il lavoro si rifà all’idea di “opera d’arte totale” di Wagner e fonde insieme musica, con la direzione di Tõnu Kaljuste, danza, con Lucinda Childs al suo debutto all’Opera di Roma, luci, curate da A.J. Weissbard, e canto. Il tutto per raccontare, secondo l’evocativo linguaggio di Wilson e Pärt, la vita di Adamo dopo la cacciata dall’Eden.

 

Trittico ricomposto

La terza produzione in stagione del Direttore musicale Michele Mariotti fa parte di un progetto triennale realizzato in collaborazione con il Festival Puccini di Torre del Lago in occasione del centenario della morte del compositore. Il suo Trittico verrà scomposto e ricomposto in tre dittici, proposti uno all’anno per tre stagioni, grazie all’accostamento di ogni titolo a un altro capolavoro del Novecento. “Solo dopo aver composto Il tabarrodice Mariotti – Puccini decise di accompagnare il dramma in un atto con Suor Angelica e Gianni Schicchi. L’idea del Trittico quindi è nata strada facendo. La nostra idea è stata invece quella di scomporlo, accostando ciascun titolo a un altro atto unico novecentesco, che ne esalti le caratteristiche musicali e drammaturgiche più salienti. Un modo quindi per guardare il capolavoro tripartito di Puccini da un’angolazione diversa. Nella stagione 2022/2023 proponiamo Il tabarro e Il castello del Duca Barbablù di Béla Bartók, coeve, perché entrambe andate in scena per la prima volta nel 1918, ed entrambe storie di violenza di genere e di incomunicabilità all’interno della coppia. Vicende che ci ricordano i troppi casi della cronaca odierna, in cui la donna è schiacciata dall’uomo e dalla sua violenza. Nella stagione successiva proporremo Suor Angelica insieme a Il prigioniero di Luigi Dallapiccola: altri due lavori accomunati dalla violenza, che però in entrambi si esprime attraverso il fanatismo religioso. Nella stagione 2023/2024 il progetto si concluderà con Gianni Schicchi e L’heure espagnole di Maurice Ravel: due straordinarie pagine buffe, nelle quali si sorride ma in modo cinico e un po’ amaro sulle disgrazie della vita”.

Il primo capitolo di questo “Trittico ricomposto”, in scena dal 6 al 18 aprile, è una nuova produzione affidata al regista tedesco Johannes Erath, che con Mariotti ha già lavorato alla Bayerische Staatsoper di Monaco per I masnadieri di Verdi, e che è al suo debutto in Italia in un’opera lirica. I protagonisti del Tabarro sono Luca Salsi, Gregory Kunde e Maria Agresta, mentre quelli del capolavoro di Bartók sono Ekaterina Semenchuk e Mikhail Petrenko. Lo spettacolo è ripreso da Rai Cultura e trasmesso da Rai5.

 

Progetto Janáček con Da una casa di morti

A maggio prosegue un altro progetto triennale: quello legato al compositore ceco Leoš Janáček, che ha visto in scena nella stagione 2021/2022 la Kát’a Kabanová, che continua nella 2022/2023 con Da una casa di morti, e che si concluderà nella 2023/2024 con Jenůfa. Tutti e tre i titoli sono realizzati in collaborazione con la Royal Opera House di Londra. Da una casa di morti, in programma per cinque recite dal 23 al 30 maggio, è proposta per la prima volta nella storia dell’Opera di Roma, ed è affidata alla regia di Krzysztof Warlikowski, Leone d’oro alla Biennale Teatro di Venezia e al suo debutto in Italia nell’opera. A dirigere il capolavoro di Janáček, tratto da Dostoevskij, è chiamato il giovane bielorusso Dmitry Matvienko, talento della nuova generazione recentemente messosi in luce vincendo la Malko Competition di Copenaghen.

 

Eleonora Buratto debutta in Europa come Madama Butterfly

A giugno, dal 16 al 25, torna in scena Madama Butterfly di Puccini, nell’apprezzata messa in scena di Àlex Ollé de La fura dels Baus, realizzata in collaborazione con l’Opera di Sidney, nata per la stagione estiva di Caracalla, riproposta e riadattata per lo spazio del Teatro Costanzi. Protagonista il soprano Eleonora Buratto, che proprio come Cio Cio-San ha recentemente ottenuto uno straordinario successo al Metropolitan di New York, e che interpreta Butterfly per la prima volta in Europa. Accanto a lei Dmytro Popov come Pinkerton, Anna Maria Chiuri come Suzuki e Roberto Frontali nei panni di Sharpless. Sul podio è chiamato Roberto Abbado, che interpreta per la prima volta il capolavoro di Puccini.

 

Giulio Cesare in Egitto firmato da Michieletto

La stagione operistica si conclude in ottobre, dal 13 al 21, con cinque rappresentazioni di Giulio Cesare in Egitto di Georg Friedrich Händel. Lo spettacolo, con la regia di Damiano Michieletto, è coprodotto con il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, Oper Leipzig e Opéra Orchestre National de Montpellier – Occitanie, Capitole de Toulouse ed è proposto per la prima volta in Italia. La direzione è affidata a uno specialista del repertorio barocco come Gianluca Capuano, alla testa dell’Orchestra dell’Opera di Roma. Protagonisti tre dei più affermati controtenori di oggi: Raffaele Pe nel ruolo del titolo, Carlo Vistoli nei panni di Tolomeo e Aryeh Nussbaum Cohen in quelli di Sesto. La parte di Cleopatra invece è affidata a Mary Bevan.

 

DANZA

La nuova stagione di balletto del Teatro dell’Opera di Roma prosegue in continuità con gli ultimi anni, potenziando il lavoro di valorizzazione della cultura ballettistica portato avanti dalla direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato.

 

Don Chisciotte di Laurent Hilaire

Si parte con Don Chisciotte con la coreografia di Laurent Hilaire che aveva inaugurato la Stagione 2017/2018. Tratto dal romanzo di Miguel de Cervantes, il balletto è presentato con i costumi disegnati da Francesco Zito, garanzia di eleganza e fascino. Tutta la briosità, il vigore, l’allegria e il romanticismo di questa versione sono affidati alla bravura e all’interpretazione di ospiti internazionali come Isabella Boylston e Daniel Camargo, Iana Salenko e Osiel Gouneo. Dirige l’Orchestra David Garforth. Dopo la prima del 18 dicembre, si replica fino al 31 dicembre.

 

La Bayadère con Olga Smirnova e Jacopo Tissi

Dal 24 febbraio al 2 marzo è in scena La Bayadère, in una nuova versione coreografica di Benjamin Pech da Marius Petipa. Pech, dopo aver creato una fortunata edizione del Lago dei cigni per il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma, si confronta con un’icona della tradizione classica, in un nuovo allestimento con scene e luci firmate rispettivamente da Ignasi Monreal e Vinicio Cheli. Olga Smirnova, al debutto al Costanzi, si alterna con Maia Makhateli nel ruolo di Nikija, la baiadera innamorata e segretamente sposa del guerriero Solor, interpretato da Jacopo Tissi e Victor Caixeta. La musica di Ludwig Minkus è affidata alla bacchetta di Kevin Rhodes.

 

La Fille mal gardée nella gioiosa versione di Ashton

Dal 2 maggio arriva quello che è da considerarsi il balletto più antico che sia pervenuto ai nostri giorni, La Fille mal gardée. Al Costanzi appare già nel 1881, novantadue anni dopo la prima rappresentazione assoluta del 1789 al Gran Théâtre di Bordeaux. Una data fondamentale per la rinascita del balletto è il 1960, quando alla Royal Opera House Frederick Ashton firma la sua edizione, ispirata al suo amore per le campagne del Suffolk. Le musiche, adattate da John Lanchbery, partono da quelle originali di Ferdinand Hérold. La virtuosistica coreografia di Ashton racconta la passione di Lise e del suo amante Colas, rispettivamente l’étoile parigina Léonore Baulac, al suo debutto al Costanzi, e Daniil Simkin. Per la prima volta sul podio capitolino il direttore Philip Ellis.

 

Uno speciale “Bolero” nella Serata Coreografi contemporanei

Dopo la pausa estiva, al Teatro Costanzi dal 19 al 24 settembre ritorna la formula del Trittico di danza, fortemente voluta da Eleonora Abbagnato, e che si rinnova forte del successo ottenuto nelle ultime stagioni. Tre lavori molto diversi tra loro che entrano nel repertorio del Teatro. La serata si apre con Within the Golden Hour, creato da Christopher Wheeldon nel 2008 per il San Francisco Ballet. Una poesia per quattordici danzatori sulla partitura originale per archi di Ezio Bosso, a cui si aggiunge la musica di Antonio Vivaldi. Segue Chacona di Goyo Montero creato su musiche di Bach nel 2017 per il Ballet Nacional de Sodre di Montevideo. Pensato per danzatori classici, il breve balletto usa una tecnica contemporanea. Conclude la serata il Bolero di Krzysztof Pastor creato nel 2012 sul capolavoro di Ravel. Nella sua versione, Pastor decide di usare un ampio spazio rettangolare. Da qui sviluppa la sua idea e affida l’esecuzione a un uomo e a una donna, una coppia principale con un corpo di ballo che li ingloba e li rilascia.

 

Bigonzetti ripensa Rossini & Rossini

La stagione di balletto si conclude con Rossini & Rossini, una nuova versione di Rossini Cards che Mauro Bigonzetti aveva pensato nel 2004, una creazione astratta, libera da qualsiasi gabbia drammaturgica. Sulle musiche di Rossini e Britten il coreografo romano scrive dei quadri di vite parallele: cartoline affidate alle stelle della compagnia romana Alessandra Amato, Rebecca Bianchi, Susanna Salvi e Alessio Rezza e ai primi ballerini Claudio Cocino e Michele Satriano. Anna Biagiotti firma i costumi di questo nuovo allestimento, Carlo Cerri le scene, le luci e, con OOOPStudio, i video. Sul podio il giovane direttore Louis Lohraseb dirige le otto recite in cartellone dal 27 ottobre al 4 novembre.

 

CONCERTI

Con la stagione 2022/2023 tornano all’Opera di Roma i concerti. Quattro appuntamenti che costellano il cartellone, talvolta integrandosi ai titoli d’opera in programma, talvolta completandoli.

 

Il Requiem di Verdi

Protagonista di due serate è il Direttore musicale Michele Mariotti, che mercoledì 15 febbraio propone il Requiem di Giuseppe Verdi. Il capolavoro sinfonico-corale è programmato tra le recite di Aida, della quale è coevo, con un cast internazionale composto dal soprano Elena Stikhina, dal mezzosoprano Yulia Matochkina, dal tenore Stefan Pop e dal basso Giorgi Manoshvili. Protagonista naturalmente anche il Coro della fondazione capitolina.

 

Glauco Mauri è Manfred

Per il suo secondo concerto, in programma giovedì 20 aprile, Mariotti sceglie uno dei grandi capolavori della letteratura musicale tedesca: Manfred, il poema drammatico che Robert Schumann trasse da Lord Byron e che manca dal Costanzi da 56 anni. Protagonista del brano, a metà tra un oratorio e un’opera, che prende le mosse dal Singspiel e dal melologo, il grande attore Glauco Mauri, che all’alba dei 93 anni interpreta per la prima volta l’antieroe byroniano tormentato da insanabili conflitti interiori. Sul palco anche il Coro dell’Opera di Roma.

 

La valchiria secondo Omer Meir Wellber

Venerdì 6 ottobre debutta sul podio dell’Opera di Roma l’israeliano Omer Meir Wellber, Direttore musicale della Volksoper di Vienna e del Teatro Massimo di Palermo, che propone il primo atto della Walküre (La valchiria) in forma di concerto. La presenza di Richard Wagner illumina quindi il cartellone 2022/2023 ed è resa particolarmente preziosa dal cast, con il tenore Stanislas de Barbeyrac e il soprano Angela Meade nelle parti dei gemelli amanti Siegmund e Sieglinde, affiancati dal basso Brindley Sherratt come Hunding.

 

I tre controtenori

L’ultimo concerto è in programma tra le recite del Giulio Cesare in Egitto, venerdì 20 ottobre 2023, e vede protagonisti tre tra i più grandi controtenori di oggi, già impegnati nel capolavoro di Händel: Carlo Vistoli, Raffaele Pe e Aryeh Nussbaum Cohen, che si sfideranno con acuti e colorature, facendo rivivere i fasti del Barocco. Sul podio sarà impegnato un raffinato specialista del repertorio antico come Gianluca Capuano, anche interprete del Giulio Cesare.

 

LA COLLABORAZIONE CON IL MAXXI E MARINELLA SENATORE

La Fondazione Teatro dell’Opera di Roma e la Fondazione MAXXI inaugurano nel 2022 un protocollo d’intesa triennale volto a sviluppare azioni sinergiche di valorizzazione e promozione delle arti del XXI secolo. Questo primo momento di dialogo vede il coinvolgimento dell’artista di fama internazionale Marinella Senatore, selezionata dal Direttore del MAXXI Arte Bartolomeo Pietromarchi, per produrre una serie di opere commissionate dal Teatro, ispirate ai titoli della Stagione 2022/2023 e chiamate a rappresentarli.

Il lavoro di Senatore, realizzato di concerto tra il Teatro, il Museo – con il coinvolgimento di Elena Motisi, curatore MAXXI, e Paolo Cairoli, consulente per la comunicazione dell’Opera di Roma – e la collaborazione con la Galleria Mazzoleni, ha visto un’eccezionale ricerca iconografica finalizzata alla realizzazione di 20 collage inediti e caratterizzati dall’estrema forza visiva.

Ritratti contemporanei, fotografie d’epoca, bozzetti storici e sagome in movimento volteggiano su partiture musicali e disegni autoriali, ricreando un nuovo incredibile mondo, che sembra prendere vita e restituire il flusso di una musica in continuo divenire. È un universo onirico e provocatorio quello presentato nei collage di Senatore, che rivela tutta la contemporaneità dei temi della stagione che l’Opera di Roma propone: donne rivoluzionarie, prigionia e schiavitù, religione e libertà, sogni di viaggio in territori lontani, riflessione sul post-colonialismo, desideri di gioia e passione.

I collage dell’artista, presenti in tutta la comunicazione della Stagione 2022/2023 dell’Opera di Roma, rappresentano in chiave innovativa e con uno sguardo sempre rivolto alla dimensione politico-sociale che stiamo vivendo, la perfetta sintesi tra opera, danza, musica sinfonica e arti visive.

 

Roma, 22 luglio 2022

 

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Torniamo a Caracalla: “Il barbiere di Siviglia” ultimo titolo in cartellone dal 2 agosto

In scena alle Terme di Caracalla dal 2 al 9 agosto Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini è l’ultimo titolo del cartellone che ha segnato il ritorno del Teatro dell’Opera di Roma nella sua meravigliosa sede estiva. E torna a Caracalla in un allestimento del 2014, poi ripresentato nel 2016, con un grande successo di pubblico. Lorenzo Mariani firma l’originale regia. Alla direzione dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il maestro Stefano Montanari.

Brio ed eleganza caratterizzano questo spettacolo che ricrea il mondo dei musical hollywoodiani e dei film muti degli anni Venti e Trenta. “Lo spunto – spiega il regista – è proprio il carattere artistico di Rossini, un rivoluzionario, eppure elegante, che realizzava forme perfette, sublimi, con fantasia”. E le antiche rovine di Caracalla diventano la cornice perfetta per l’energia della musica del maestro pesarese: “Li vorrei complici in un mondo di bellezza e di gioco, al ritmo dell’irrefrenabile sorriso di Rossini immerso nella forza evocativa delle Terme” – continua Lorenzo Mariani.

Con la collaborazione alla regia del coreografo Luciano Cannito, l’opera buffa rossiniana si avvicina al musical. Le scene sono di William Orlandi, i costumi di Silvia Aymonino e le luci di Linus Fellbom.

Il barbiere e factotum Figaro ha la voce di Davide Luciano, René Barbera veste i panni del Conte d’Almaviva, Cecilia Molinari quelli di Rosina. Ancora nel cast Marco Filippo Romano (Don Bartolo), Alex Esposito (Don Basilio), Francesca Benitez (Berta) e Davide Giangregorio (Fiorello). Dirige il Coro del Teatro dell’Opera di Roma il maestro Roberto Gabbiani.

Dopo la prima del 2 agosto, si replica il 5, 7 e 9 agosto, sempre alle 21.

 

Roma, 11 luglio 2022

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