“Notre-Dame de Paris” di Roland Petit a Caracalla dal 21 luglio al 3 agosto

Dal 21 luglio al 3 agosto arriva sotto le stelle delle antiche Terme romane il balletto Notre-Dame de Paris. Il corpo di ballo della compagnia capitolina affronta nuovamente il capolavoro del coreografo francese Roland Petit, dopo il successo dello scorso settembre al Teatro Costanzi. Il balletto, ripreso da Luigi Bonino Direttore Artistico del Repertorio Roland Petit, sarà affidato, anche per la Stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma finalmente ritornata nella sua “casa” tradizionale di Caracalla, nei ruoli principali alle stelle della compagnia romana diretta da Eleonora Abbagnato e, al talento del danzatore kazako Bakhtiyar Adamzhan che torna come guest, già applauditissimo nell’edizione di settembre al Costanzi. Le musiche di Maurice Jarre, su base registrata, sono state eseguite dall’Orchestra e dal Coro del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Kevin Rhodes in occasione del concerto tenutosi in assenza di pubblico al Teatro Costanzi nel marzo 2021.

Roland Petit, che pensava a un balletto ispirato a Il monaco di Lewis, leggendo il capolavoro di Victor Hugo Notre-Dame de Paris si ritrovò a riscrivere, seguendo la trama di Hugo, il libretto per l’omonimo balletto che nel 1965 debuttò sul palcoscenico del Palais Garnier, prima creazione di Petit per l’Opéra di Parigi. Notre-Dame de Paris è un balletto d’azione in due atti ambientato nella Parigi del 1482: una creazione totale che raccoglie danza, partiture musicali, scene e costumi frutto di una collaborazione d’eccezione che riunisce artisti di grande personalità come lo stilista Yves Saint Laurent, lo scenografo René Allio e il compositore Maurice Jarre.

Il corpo di ballo è qui il popolo francese, un vero coprotagonista, un collante per i personaggi principali. Le intrigate vicissitudini dei protagonisti, Esmeralda, Quasimodo, l’arciprete Frollo e il capitano Phoebus danno vita a un dramma delle passioni dal quale svetta il protagonista assoluto, Quasimodo, interpretato dallo stesso Petit alla prima rappresentazione del 1965. Con Petit, Quasimodo perde la gobba del mostro per trasformarsi in un ragazzo tenero e introverso a causa delle conseguenze di un brutto incidente. Nella visione di Petit Quasimodo, come Esmeralda considerata una strega perché allevata dagli zingari, sono persone rifiutate dalla società perché diverse: proprio in questo tema drammaticamente attuale risiede la geniale opera di modernizzazione del coreografo francese.

 

 

Roma, 6 luglio 2022

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BMW Roma prosegue la partnership con il Teatro dell’Opera di Roma

Si rinnova il rapporto, nato nel 2015, tra la filiale romana del marchio bavarese e la Fondazione capitolina, che inserisce anche due modelli elettrici (BMW iX e BMW iX3) nel proprio parco auto.

 

BMW Roma, filiale del BMW Group che offre i servizi di vendita e assistenza per i brand BMW, MINI e BMW Motorrad nella Capitale, sostiene il Teatro dell’Opera anche per il 2022, proseguendo un rapporto attivo dal 2015. Oltre al sostegno come mecenate, BMW Roma favorisce la mobilità del Teatro con tre autovetture, tra cui due modelli puramente elettrici: una BMW iX e una BMW iX3.

Siamo orgogliosi di proseguire il legame con il Teatro dell’Opera di Roma” – ha dichiarato Gianluca Durante, Direttore Generale di BMW Roma – “portando nella nostra città l’impegno del Gruppo BMW a favore della cultura, grazie al legame con una delle istituzioni più prestigiose della Capitale. Con l’adozione dei nostri SAV elettrici BMW iX e iX3 nel proprio parco auto, il Teatro fa un primo passo nel percorso di transizione verso la mobilità elettrica e avrà modo di scoprire il piacere di guidare BMW a zero emissioni.”

La BMW iX e la BMW iX3 sono due dei cinque modelli puramente elettrici attualmente in gamma per il BMW Group, a cui presto se ne aggiungeranno altri, per arrivare in breve tempo ad avere almeno un modello a batteria in ogni segmento in cui il Gruppo è presente sul mercato. Entro l’anno debutteranno la BMW iX1 e la BMW i7, versioni elettriche del SAV compatto di grande successo nel nostro mercato e della tradizionale ammiraglia del marchio BMW.

“Il Teatro dell’Opera di Roma – ha sottolineato il Sovrintendente Francesco Giambrone – intende procedere con decisione sulla strada della sostenibilità, attraverso numerose iniziative. Negli ultimi anni la Fondazione ha provveduto alla sostituzione di tutte le lampadine del Teatro Costanzi e del Teatro Nazionale con lampade a led e nell’ambito del PNRR ha predisposto un programma di interventi per l’efficientamento e il risparmio energetico all’interno delle due sedi del Teatro Costanzi e del Teatro Nazionale. Oggi, grazie alla partnership BMW Roma, dota il parco macchine di due auto elettriche compiendo un ulteriore passo nella direzione della mobilità sostenibile”.

Nelle produzioni andate in scena negli scorsi anni il Teatro ha affrontato più volte il tema della sostenibilità ambientale, ad esempio nella stagione estiva (del 2015) portando sul palco delle Terme di Caracalla una BMW i3 a zero emissioni in un’ambientazione in chiave moderna dell’opera Madama Butterfly, affrontando il tema del riciclo in Fra Diavolo (del 2017) per il quale sono state impiegate stampanti 3D per realizzare le scenografie e Acquaprofonda (del 2021) i cui costumi sono stati realizzati con tessuti prodotti con nylon rigenerato da rifiuti provenienti anche dal mare.

 

BMW Roma

BMW Roma, una delle principali realtà dell’organizzazione BMW in Italia, è organizzata nelle due sedi di Via Salaria 1268 e Via Appia 1257/a per la vendita e l’assistenza di automobili e moto BMW, MINI e BMW Motorrad.

A queste si affiancano le due strutture dedicate a BMW Motorrad di Via Prenestina 1023 e Via Anastasio II 81 e la struttura in centro città in Via Barberini che ospita BMW e MINI.

In Via Salaria è presente anche lo showroom Rolls-Royce Motor Cars Roma. Nelle varie strutture opera un team estremamente qualificato composto da 240 collaboratori, quotidianamente impegnati per la soddisfazione dei propri Clienti.

Nel 2021 BMW Roma ha consegnato 2.359 vetture nuove BMW, 1.231 MINI, 1.179 motociclette e 270 scooter BMW. Il risultato commerciale è stato completato dalle ottime performance realizzate con le vetture e motociclette di occasione, con 3.286 auto e 1.285 moto vendute. Sono oltre 9.600 le unità vendute complessivamente da BMW Roma lo scorso anno.

BMW Roma ha ottenuto inoltre la certificazione BMW Classic per le attività di riparazione/assistenza sulle vetture d’epoca del gruppo.

 

 

Roma, 4 luglio 2022

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BERNSTEIN A CARACALLA CON “MASS” DAL 1° LUGLIO

Trova la sua prima realizzazione scenica in Italia il capolavoro di Leonard Bernstein Mass (Messa), che il Teatro dell’Opera di Roma propone per la sua stagione estiva alle Terme di Caracalla a partire da venerdì 1° luglio, con repliche domenica 3 e martedì 5, sempre alle ore 21. La nuova produzione dello spettacolo è affidata al regista Damiano Michieletto, che dopo il successo del Rigoletto al Circo Massimo nell’estate 2020 torna a lavorare a Roma, per la prima volta a Caracalla. Sul podio, al debutto con la fondazione capitolina, il direttore d’orchestra Diego Matheuz, tra i più affermati musicisti provenienti da “El Sistema”, il modello didattico-musicale fondato in Venezuela da José Antonio Abreu.

Il “pezzo teatrale per cantanti, musicisti e ballerini” su testo dello stesso Bernstein, con versi aggiuntivi di Stephen Schwartz, è stato commissionato da Jacqueline Kennedy e rappresentato per la prima volta, per la sua inaugurazione, al Kennedy Center (John F. Kennedy Center for the Performing Arts) di Washington D.C. l’8 settembre del 1971. La prima europea risale invece al 1973 e fu data a Vienna. Il lavoro nasce per essere messo in scena teatralmente ma nel nostro Paese, fin a ora, era stato eseguito solo in forma di concerto.

«Non avevo mai lavorato a Caracalla – dice Michieletto – e sono felice di farlo con uno spettacolo che vede impegnate tutte le forze dell’Opera di Roma, con una forte presenza coreografica e quindi del Corpo di Ballo. Al centro della scena ho inserito un muro, e ci sarà anche una videoproiezione con una mappa di tutti i muri che sono stati costruiti nel mondo per dividere i popoli: dal Messico alla Palestina, passando per l’Ungheria. Chi deve difendere la propria ricchezza erige muri. Ma i muri li portiamo anche dentro di noi: sono le nostre paure, i nostri pregiudizi, rappresentano l’impossibilità di comunicare, la volontà di sottrarre agli occhi quello che c’è dall’altra parte, per chiudersi nelle proprie sicurezze. Nello spettacolo sono gli street singers a costruire questo muro, e lo useranno anche per inscenare una crocifissione del sacerdote che celebra la messa, interpretato da Markus Werba. Ma il muro sarà attraversato da altri uomini e verrà distrutto. L’opera si chiuderà con un’immagine positiva – conclude il regista – chi sta attraversando il mare della sofferenza e della desolazione per aver cercato di abbattere i muri, vedrà una luce di speranza».

Accanto a Michieletto sono impegnati Paolo Fantin che firma le scene, Carla Teti per i costumi, Alessandro Carletti per le luci e Filippo Rossi per i video. Lo spettacolo vede impegnato il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, nelle coreografie di Sasha Riva e Simone Repele. In scena ci sarà uno Street People Chorus, composto da performer di musical, accanto al Coro del Teatro diretto da Roberto Gabbiani. Lo spettacolo vedrà anche la partecipazione di “Fabbrica” Young Artist Program e della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma.

Mass fu pensata in un primo momento come una messa tradizionale. Bernstein optò poi per un’opera teatrale piuttosto sperimentale, basata sulla Messa tridentina della Chiesa cattolica romana. Nel libretto, i frammenti liturgici veri e propri sono mantenuti e cantati in latino, con l’eccezione del Sanctus che comprende versi in ebraico. Ci sono poi testi aggiuntivi in lingua inglese di Bernstein stesso, ma anche di altri autori come Stephen Schwartz e Paul Simon. L’idea dell’opera fu fortemente influenzata da alcuni avvenimenti coevi alla composizione: i funerali di Robert F. Kennedy nella cattedrale di San Patrizio a New York, nel 1968; le celebrazioni del bicentenario della nascita di Beethoven, nel 1970; e la composizione da parte di Bernstein di un breve brano destinato al film “Fratello sole, sorella luna” di Franco Zeffirelli, poi ritirato. L’opera venne interpretata da una parte dell’opinione pubblica e politica come una presa di posizione di Bernstein contro la guerra in Vietnam, il Presidente Nixon non partecipò alla prima e persino l’FBI ne seguì la genesi.

 

Roma, 27 giugno 2022

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Bilancio in attivo per l’ottavo anno consecutivo

Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, nella seduta di ieri, giovedì 23 giugno 2022, ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2021 che si chiude con un utile di 194.200 euro. Per l’ottavo anno consecutivo, dunque, la Fondazione chiude con un bilancio in positivo a testimoniare il raggiungimento di un equilibrio economico-finanziario stabile e duraturo.

Il risultato positivo del 2021 è avvenuto nonostante le enormi difficoltà connesse con l’emergenza sanitaria da Covid-19 che ha bloccato per lungo tempo l’attività del Teatro e limitato la piena partecipazione del pubblico.

Rispetto al 2020, comunque, il 2021 evidenzia alcuni confortanti segnali di ripresa. La biglietteria è cresciuta di circa 732mila euro (+28,4%) e gli altri ricavi caratteristici sono aumentati di circa 289mila euro (+28,9%).

Anche la situazione patrimoniale della Fondazione denota un deciso miglioramento: i debiti, infatti scendono di oltre 1,9 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente.

Grande orgoglio per la continua crescita del Teatro dell’Opera di Roma. – dichiara il Sindaco Roberto Gualtieri, presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma. – L’approvazione all’unanimità del bilancio consuntivo 2021 ne è un’ulteriore conferma. Dopo essere riuscita con successo a fronteggiare le difficoltà legate alla pandemia, la Fondazione chiude per l’ottavo anno consecutivo con un risultato positivo, chiaro segno di una gestione saggia e lungimirante, oltre che della professionalità di tutti coloro che vi lavorano. Mi auguro che il ritorno al tradizionale appuntamento estivo di Caracalla, possa rappresentare, per il Teatro e per tutto il pubblico romano, un segnale di ritorno alla normalità”.

“La soddisfazione per l’ottimo risultato dell’esercizio 2021 – ha dichiarato il Sovrintendente Francesco Giambrone – è rafforzata dal fatto che i primi mesi del 2022 stanno evidenziando risultati confortanti sotto il profilo economico-finanziario, con ricavi in linea con le aspettative e costi sotto controllo. Il pubblico – ha aggiunto il Sovrintendente – sta rispondendo con entusiasmo a tutte le nostre proposte culturali che mirano, tra l’altro, ad avvicinare sempre di più il Teatro dell’Opera alla città, a partire dalle periferie”.

A margine della seduta del Consiglio si è anche appreso che la Fondazione è risultata beneficiaria di due finanziamenti del Ministero della Cultura, per complessivi 840mila euro a valere sui fondi del PNRR, destinati all’efficientamento energetico del Teatro Costanzi e del Teatro Nazionale.

 

Roma, 24 giugno 2022

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Festa della Musica 2022 con il Coro Preparatorio e la Schola Cantorum

In occasione della Festa Europea della Musica 2022, martedì 21 giugno alle 19.30, il Coro Preparatorio e la Schola Cantorum della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera si esibiscono in Piazza Beniamino Gigli per celebrare insieme la giornata, quella del 21 giugno, dedicata alla Musica in tutte le sue forme ed espressioni. In programma, musiche di Beethoven, Faurè, Mozart, Cherubini, Britten, Morricone e altri. A dirigere saranno i docenti Isabella Giorcelli per il Coro Preparatorio e Alberto De Sanctis per la Schola Cantorum; al pianoforte, Alessia Capoccia dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program. L’ingresso è libero.

L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana per la Promozione della Festa della Musica nell’ambito della “Festa Europea della Musica 2022 – Recovery Sound & Green Music Economy”

 

 

Per informazioni: dipartimento.didattica@operaroma.it – 06/48160312-507-533

 

 

Roma, 21 giugno 2022

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Il 10 luglio la Scuola di Danza torna al Costanzi per il Saggio Spettacolo

 

La stagione estiva alle Terme di Caracalla è alle porte, le repliche dell’ultima opera in programma prima della pausa sono terminate, ma il sipario del Costanzi si alzerà ancora una volta, domenica 10 luglio alle ore 20.00, per il Saggio Spettacolo 2022 degli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma. Le giovani stelle della Fondazione capitolina saranno protagoniste di una serata speciale: “Siamo molto emozionati per questo ritorno – ha dichiarato la direttrice Laura Comi –. Riconquistiamo il prestigioso palcoscenico del Costanzi dopo due anni di assenza a causa della pandemia. Con Coppélia Suite, a dicembre al Teatro Nazionale, alcuni allievi hanno avuto già la fortuna di rimettersi in gioco, per di più diventando protagonisti di una docuserie di successo, “Scuola di Danza”. Con il Saggio Spettacolo del 10 luglio arriva però la vera grande occasione: tornare al Teatro dell’Opera con un ampio programma che coinvolge tutti, dai più piccoli ai più grandi, e che abbraccia lo stile classico, il contemporaneo e il repertorio, con la ripresa proprio di Coppélia Suite. Siamo emozionati e pronti più che mai per uno spettacolo che, al termine di un anno di lavoro, diventa il manifesto del livello tecnico e artistico della Scuola di Danza dell’Opera di Roma!”.

La serata si apre con Tema Čajkovskij nuova creazione coreografica di Alessandro Bigonzetti che coinvolge tutti gli allievi e li mette alla prova nello stile classico sui brani più noti del compositore russo.

Segue Chant di Eugenio Scigliano su musiche elettroniche del duo Reptilicus & Senking e di Pixfoil, frutto del lavoro svolto dagli allievi del 4°, 5°, 6°, 7° e 8° corso durante il laboratorio coreografico annuale di danza contemporanea tenuto dal danzatore e coreografo italiano.

La serata si chiude nel clima festoso di Coppélia Suite su musiche di Léo Delibes. Il balletto è andato in scena lo scorso dicembre per il pubblico delle scuole al Teatro Nazionale ed è noto al grande pubblico grazie alla fortunata docuserie di RaiPlay “Scuola di Danza – I ragazzi dell’Opera” che ne ha seguito le prove. La coreografia di Arthur Saint-Léon è ripresa dai maestri Ofelia Gonzalez e Pablo Moret che ne hanno tratto un Divertissement. Tralasciando i momenti narrativi hanno dato spazio alle danze più rappresentative e gioiose di questo grande balletto classico francese, che coinvolgono e accompagnano gli spettatori fino al gran finale in cui i protagonisti, Swanilda e Franz, festeggiano con tutti gli amici le nozze che coronano il loro amore.

L’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma vede le scene a cura di Maria Rossi Franchi e le luci di Fabrizio Marinelli. I costumi di Coppélia Suite sono a cura di Anna Biagiotti. I costumi di Tema Cajkovskij e Chant sono realizzati dalla Sartoria D’Inzillo Sweet Mode. Musiche su base registrata, consulenza ed arrangiamenti musicali Giuseppe Annese.

I biglietti per il Saggio Spettacolo 2022 della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma sono in vendita presso la biglietteria (dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18, domenica dalle 9 alle 13.30) e su Ticketone. Il giorno dello spettacolo, domenica 10 luglio alle 20.00, sarà possibile acquistare presso il Teatro anche dalle ore 19.00. Prezzo dei biglietti: euro 20,00 ed euro 10,00.

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Roma, 16 maggio 2022

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“Il sangue e la parola”, Cantata di Nicola Piovani in Piazza del Quirinale il 22 luglio

Si intitola Il sangue e la parola la Cantata del Maestro Nicola Piovani, che sarà eseguita, in prima assoluta e in diretta su Rai 3, il 22 luglio alle 21,20 dall’Orchestra e dal Coro del Teatro dell’Opera di Roma, con le due voci di soprano Maria Agresta e Maria Rita Combattelli e con la voce recitante di Andrea Pennacchi. Il Concerto – nato da un’idea del Maestro Piovani, promosso dalla Corte costituzionale e organizzato in collaborazione con la Rai e il Teatro dell’Opera di Roma – si svolgerà nella piazza del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, delle più alte cariche dello Stato e di esponenti della società civile.

Il sangue e la parola è una Cantata per voce recitante, soli, Coro e Orchestra composta dal Maestro Piovani. Il testo è stato scritto con Paola Ponti ed è liberamente tratto dalle Eumenidi di Eschilo, dalla Costituzione italiana e dai lavori preparatori dell’Assemblea costituente.

Nelle Eumenidi, Eschilo celebra i principi della civiltà del diritto, risalenti a oltre 2500 anni fa, quando, nel 621 a.C., la prima legge ateniese istituì il primo Tribunale della città e si affermò, così, un nuovo ordine, non più affidato alla vendetta e alla violenza ma alla ragione, alla parola, al confronto degli argomenti. Quei principi saranno poi riaffermati nell’Italia del dopoguerra dalle nostre madri e dai nostri padri costituenti, e diventeranno il cuore della Costituzione italiana.

L’Opera si ispira, dunque, a questi due momenti cruciali della storia, nei quali il sangue lascia il posto alla parola, la vendetta alla giustizia, la guerra alla pace. Valori che vanno oggi vivificati e difesi.

Di qui la scelta, come luogo di esecuzione del Concerto, della piazza del Quirinale, sulla quale si affacciano, affiancate, le due più alte Istituzioni di garanzia, la Presidenza della Repubblica e la Corte costituzionale, che di quei valori sono garanti.

Il Concerto prevede anche l’esecuzione delle suite sinfoniche La notte di San Lorenzo e La vita è bella e avrà una durata complessiva di 90 minuti circa.

 

Palazzo della Consulta, Piazza del Quirinale 41 Roma – Tel. 06.46981/06.4698224

 

 

Roma, 15 giugno 2022

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Torniamo a Caracalla con “Carmen” di Bizet dal 15 luglio al 4 agosto

Tra i titoli di opera che segneranno il ritorno della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla non poteva mancare Carmen di Georges Bizet, in scena dal 15 luglio al 4 agosto per un totale di cinque recite, con la regia di Valentina Carrasco, nell’edizione ambientata sulla frontiera fra Messico e Stati Uniti, rappresentata con grande successo, sempre a Caracalla, nel 2017 e 2018; sul podio il maestro Jordi Bernàcer.  Nei panni della eroina ribelle Carmen ritorna Veronica Simeoni che aveva già vestito i panni della protagonista del capolavoro di Bizet nella prima edizione del 2016. Don José sarà interpretato da Saimir Pirgu, Luca Micheletti sarà Escamillo, Mariangela Sicilia sarà Micaëla. A completare il cast di zingari, contabbandieri e brigadieri ci saranno Anna Pennisi (Mercedes), Giulia Mazzola (Frasquita), Michele Patti (Dancairo), Marcello Nardis (Remendado) e, dalla “Fabbrica” dell’Opera di Roma, Alessandro Della Morte (Zuniga) e Arturo Espinosa (Morales).  Repliche il 19, 23, 28 luglio e 4 agosto.

L’allestimento di Valentina Carrasco –  che vede anche la partecipazione del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma impegnato nelle coreografie di Erika Rombaldoni e Massimiliano Volpini e la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera – porta il pubblico in una terra di confine tra Messico e Stati Uniti, grazie anche al supporto delle scene di Samal Blak, i costumi di Luis F. Carvalho e le luci di Peter van Praet, per raccontare una storia che attraverso le vicende di amore e morte tra la celebre gitana e il tenente Don José, si soffermi su tematiche profondamente legate alla condizione dell’uomo oggi.

“Trovare un universo per Carmen che riesca ad allontanarsi dai cliché che di solito accompagnano l’opera, è una grande sfida. – ha affermato la regista Carrasco. – D’altra parte, una visione troppo astratta non ci permette di comunicare uno degli aspetti più importanti del personaggio, la sua marginalità. La grande singolarità di Carmen come eroina, consiste nel fatto che essendo una donna socialmente di bassa condizione sociale, può “permettersi” di essere libera. Molto diversamente da Don Giovanni – personaggio con cui condivide il bisogno assoluto di libertà (non soltanto amorosa, ma libertà totale) – lei non è nobile, ma lavora in una fabbrica, non ha casa, ma è nomade, e soprattutto, non è uomo. È un’eroina tragica senza averne quasi il diritto. Partendo da questo presupposto e dal fatto che i conflitti presenti nell’opera sono di assoluta attualità, abbiamo ambientato l’azione nella frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti. Questo ci permette di dare una caratterizzazione nella quale un ceto sociale povero, marginale, svalutato, quello dei lavoratori e immigrati illegali messicani, va incontro ad un altro che, pur considerandosi superiore, non riesce a comprendere il mistero della loro cultura, ma ne è affascinato. Il contesto attuale, col ritorno delle divisioni nazionali, l’ascesa del maschilismo e la condizione degradata della donna, fa di questa opera e le riflessioni che innesca, una questione più che mai necessaria”.

 

 

Roma, 13 giugno 2022

 

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East meets West

Roma ospita una serata dedicata alla musica classica cinese, dopo il lungo stop dovuto alla pandemia. Sabato 25 giugno alle 20.30 al Teatro Costanzi “East meets West”,  evento musicale che segna, come dice il titolo, l’incontro tra due culture lontane ma con molti aspetti in comune.

Giovani talenti guidati dalla nuova rivelazione, Junping Qian, che dirigerà l’orchestra Roma Sinfonietta, proporranno un repertorio di compositori cinesi ed italiani.  Tra loro la giovane violoncellsta La Li,  impegnata nel concerto “Living the Dream” di Jiping Zhao,  il violinista, Wei Lu che offrirà il concerto “The Butterfly Lovers” di Gang Chen, Zhanhao He,  il soprano  Bingbing Wang, nuova promessa della lirica internazionale. In programma anche musiche di Ennio Morricone e Giuseppe Verdi.

“Il concerto è un evento importante dell’Anno della Cultura e del Turismo Italia Cina ” ha affermato la Ministra Consigliere  Xu Rong, responsabile dell’ufficio culturale dell’ambasciata cinese, “sarà una gioia tornare ad ammirare artisti cinesi  ed italiani assieme in un palcoscenico dopo tanto tempo “

“Finalmente è possibile tornare ad esibirsi in eventi culturali in presenza, dopo molte attività on line,” ha fatto sapere il Direttore d’orchestra , Junping Qian “ sarà una gioia tornare a lavorare con colleghi cinesi  ed italiani assieme in un palcoscenico italiano “

Il progetto rientra nel piano di scambi culturali della Cina con vari paesi del mondo, noto come “Image China” che ha lo scopo di far conoscere la musica tradizionale e contemporanea cinese. Image China, attivo dal 2009,  ha presentato i suoi progetti nelle maggiori sale da concerto del mondo. Produttore e promotore dell’evento il CAEG (China Arts and Entertaiment Group) , il notissimo gruppo cinese che si occupa di cultura ed intrattenimento e che da molti anni organizza oltre 5.000 eventi l’anno.

BIGLIETTI

 

Roma, 10 giugno 2022

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Opera di Roma e Atac portano i cittadini al Teatro Costanzi per “Ernani”

L’Opera va nei Municipi e i Municipi vanno all’Opera. Perché la grande musica è di tutti, e tutti devono avere l’opportunità di conoscerla meglio e frequentarla più spesso. Nasce quindi con l’obiettivo di creare cultura diffusa e di avvicinarla a quei territori che sono il cuore pulsante della città il progetto dell’Opera di Roma “Linea Opera”, realizzato con l’Assessorato alla Cultura, l’Assessorato alla Mobilità della Città e l’ATAC, in collaborazione con l’Associazione “Città Ideale”. Mercoledì 1° giugno alle ore 17 da cinque diversi Municipi partiranno altrettanti autobus dedicati con destinazione Teatro Costanzi, dove alle ore 19 i partecipanti potranno assistere in anteprima alla prova generale del capolavoro di Giuseppe Verdi Ernani. “Linea Opera” parte come progetto pilota, ma nei prossimi mesi si estenderà fino a coinvolgere tutti gli altri Municipi capitolini.

Lo stesso viaggio in autobus sarà un’occasione di avvicinamento all’opera: due animatori per ogni vettura coinvolgeranno il pubblico raccontando la trama, illustrando lo spettacolo e proponendo anche alcuni ascolti musicali. Gli autobus ATAC partiranno alle 17 da Largo Labia (Municipio 3), Viale Duilio Cambellotti – capolinea del 20 (Municipio 6), Ostia Lido centro  (Municipio 10), Via di Bravetta, altezza civico 395/A (Municipio 12) e capolinea Monte Mario (Municipio 14). A fine spettacolo è previsto il rientro al Municipio di partenza. Tra i passeggeri di questo percorso d’eccezione, anche l’Assessore alla Cultura della Città di Roma Miguel Gotor, l’Assessore alla Mobilità della Città di Roma Eugenio Patanè, il Sovrintendente dell’Opera di Roma Francesco Giambrone, il Presidente dell’ATAC Giovanni Mottura e i Presidenti dei cinque Municipi coinvolti.

Il teatro e la musica sono di tutti e parlano a tutti, ed è proprio questa la finalità di “Linea Opera”: istituzioni pubbliche che si uniscono per una finalità di servizio pubblico per la comunità, rendendo il grande spettacolo dell’opera lirica accessibile a tutti.

Per partecipare all’anteprima di Ernani è necessario prenotarsi tramite Eventbrite a partire da venerdì 27 maggio. Il costo dell’iniziativa ha un prezzo speciale di 5 euro. Sugli autobus verrà distribuito un coupon da esibire all’arrivo in Biglietteria del Teatro (Piazza Beniamino Gigli) per l’acquisto del biglietto.

L’Ernani di Giuseppe Verdi, in scena al Teatro dell’Opera dal 3 all’11 giugno, vedrà protagoniste quattro star della lirica internazionale: Francesco Meli, Angela Meade, Ludovic Tézier ed Evgeny Stavinsky. Sul podio sarà impegnato Marco Armiliato, che torna al Costanzi dopo la sua ultima presenza nel 1999, mentre la regia sarà curata da Hugo de Ana, che riprende l’allestimento che inaugurò la stagione 2013-2014 dell’Opera di Roma.

Andato in scena per la prima volta a Venezia nel 1844, Ernani è un melodramma ricco di arie bellissime come “Ernani, involami” e di popolari momenti corali come “Si ridesti il Leon di Castiglia”. Alla base della storia l’omonima opera teatrale di Victor Hugo, “manifesto” del romanticismo teatrale francese.

La vicenda dell’Ernani si svolge nella Spagna del 1519. Don Giovanni d’Aragona, nei panni di Ernani, guida una rivolta contro Carlo, re di Spagna. Ernani è innamorato di Elvira, promessa al vecchio zio de Silva, grande di Spagna, ma lo è anche Carlo. La rivolta di Ernani fallisce e il giovane si rifugia proprio nel castello di de Silva. Giunge Carlo che riesce a portare via con sé Elvira. Ernani rivela a de Silva che il re è innamorato della giovane e lo esorta a vendicarsi e vendicare anche lui. Silva acconsente ed Ernani sancisce il patto dandogli un corno da caccia: quando Silva vorrà la morte di Ernani, suonerà tre volte nel corno e il giovane si toglierà la vita. Intanto Carlo, divenuto imperatore, perdona i congiurati e dà in sposa Elvira a Ernani. Durante la festa di nozze si odono lontano tre suoni di corno. Ernani, dopo avere invano tentato di commuovere de Silva, fedele alla parola data, si uccide

 

Roma, 26 maggio 2022

 

 

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