AMA l’Opera con la Cantoria del Teatro dell’Opera

Sabato 23 aprile alle 18, presso la rimessa AMA ex TMB Salario, in via Sambuca Pistoiese, la Cantoria del Teatro dell’Opera diretta dal maestro Giuseppe Sabbatini, con l’accompagnamento della pianista Alessia  Capoccia, dal Progetto “Fabbrica” Young Artist Program, parteciperà all’evento AMA l’Opera, immaginato dal Municipio III, con la collaborazione di AMA, Città Ideale – Gau e il Teatro dell’Opera di Roma per ridare nuova vita ad un spazio da troppo tempo immobile. Un evento per esplorarne le diverse potenzialità come luogo di cultura, di formazione, di educazione al riuso e al riciclo.

I giovani cantori della Cantoria del Teatro dell’Opera eseguiranno, accompagnati dalla pianista Alessia Capoccia dello Young Artist Program dell’Opera di Roma e diretti dal maestro Giuseppe Sabbatini, pagine musicali da celebri opere come Nabucco e La traviata di Verdi, da Don Pasquale di Donizetti e da Turandot di Puccini.

 

Per l’occasione, il Professor Luca Serianni terrà una lezione sul linguaggio della lirica. Seguirà un concerto del duo Mason/Tonelli con melodie di Mozart, Stenhammar e Čajkovskij e un laboratorio sul riciclo creativo realizzato dalla Galleria d’Arte Urbana.

 

Programma musicale:

“Duo Terzo” Giona Mason, violino; Gianmarco Tonelli, pianoforte

Wolfgang Amadeus Mozart Allegro dalla sonata per pianoforte e violino n.21 in Mi minore, K 304

Wilhelm Stenhammar Allegro con anima dalla sonata per violino e pianoforte Op.19 in La minore

Pëtr Il’ič Čajkovskij Mélodie /Chant sans paroles da Souvenir d’un lieu cher, Op.42

 

Cantoria del Teatro dell’Opera di Roma diretta dal maestro Giuseppe Sabbatini

pianoforte Alessia Capoccia di “Fabbrica” Young Artist Program

Adattamento per coro a cappella Roberto Gabbiani

Giuseppe Verdi “Va, pensiero” “Gli arredi festivi” da Nabucco

Giuseppe Verdi “Coro di Zingarelle”, “Coro di Matadori” da La traviata

Gaetano Donizetti “Che interminabile andirivieni” da Don Pasquale

Giacomo Puccini “Nessun dorma” da Turandot  (adattamento per coro a cappella del maestro Roberto Gabbiani)

 

Info e biglietti

 

Roma, 21 aprile 2022

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Baglioni ‘Dodici note’ a Caracalla 2022: le date dell’11 e 12 giugno riprogrammate il 18 e 19

Alla luce della recente autorizzazione da parte del Governo a procedere con la realizzazione di tutti gli eventi live programmati nel 2020 e 2021, si è verificata una concomitanza nei giorni 11 e 12 giugno con altri eventi live in prossimità delle Terme di Caracalla. L’organizzatore dei due eventi sopra indicati di Claudio Baglioni, grazie alla collaborazione con la Sovrintendenza del Teatro Dell’Opera, dopo aver effettuato le dovute verifiche tecniche e logistiche, ha ritenuto necessario riprogrammare i due concerti nei giorni di sabato 18 e domenica 19 giugno, per garantire il regolare svolgimento delle due serate.

I biglietti precedentemente acquistati restano validi per le rispettive nuove date.

Qualora lo si desiderasse, sarà possibile richiedere il rimborso, tutte le informazioni su: www.friendsandpartners.it e www.ticketone.it

 

Questo l’elenco completo delle date di Claudio Baglioni alle Terme di Caracalla di Roma

3 giugno 2022 – Terme di Caracalla – ROMA

4 giugno 2022 – Terme di Caracalla – ROMA

5 giugno 2022 – Terme di Caracalla – ROMA

7 giugno 2022 – Terme di Caracalla – ROMA

8 giugno 2022 – Terme di Caracalla – ROMA

9 giugno 2022 – Terme di Caracalla – ROMA

13 giugno 2022 – Terme di Caracalla – ROMA

14 giugno 2022 – Terme di Caracalla – ROMA

16 giugno 2022 – Terme di Caracalla – ROMA

17 giugno 2022 – Terme di Caracalla – ROMA

18 giugno 2022 – Terme di Caracalla – ROMA (precedentemente previsto sabato 11 giugno)

19 giugno 2022 – Terme di Caracalla – ROMA (precedentemente previsto domenica 12 giugno)

 

Roma, 15 aprile 2022

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“Scuola di Danza – I ragazzi dell’Opera” docuserie in esclusiva su RaiPlay

 

Sognano di ballare sulle punte da quando sono bambini inseguendo le proprie aspirazioni: raccontano di speranze e paure, sacrifici ed emozioni, amicizie e amori. Sono i giovani allievi dell’Opera di Roma i protagonisti di Scuola di Danza – I ragazzi dell’Opera, in esclusiva su RaiPlay dal 21 aprile con i primi tre episodi.

La docuserie, in 12 puntate rilasciate in quattro appuntamenti settimanali, presenta i ragazzi che studiano alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, una delle più prestigiose del nostro paese. Sono ballerini che arrivano dall’Italia ma anche dall’estero, tutti mossi dal sogno di diventare étoile del balletto, esibirsi sul palcoscenico, regalare armonia ed emozionare il pubblico.

“Siamo molto felici di raccontare la passione, il coraggio e i passi di danza di questi giovani che lasciano così presto le loro famiglie, le loro città, per approdare a Roma, guidati dal talento e dalla passione – sottolinea Elena Capparelli, Direttrice di RaiPlay e Digital. Un ritratto colorato e denso di emozioni, una generazione che davvero siamo orgogliosi di ospitare su RaiPlay”.

Sotto l’occhio delle telecamere le vicende di un gruppo di allievi degli ultimi anni di corso, tra i 16 e i 20 anni, alle prese con la preparazione di uno spettacolo che richiede allenamenti quotidiani e prove impegnative, con maestri che sono professionisti severi ed esigenti. Senza filtri raccontano la loro adolescenza e la loro vita, dentro e fuori dalla scuola.

Quando finiscono le lezioni i ragazzi escono insieme, alcuni sono amici, tra altri nasce l’amore; qualcuno vive con la famiglia, qualcun altro in collegio con i compagni; c’è chi lavora per potersi mantenere e chi si dedica al proprio canale YouTube per riuscire a raccontarsi.

Vengono fuori turbamenti e pensieri personali dei ragazzi, uniti nel percorso di formazione della propria identità e dalla necessità di trovare il proprio ruolo nel mondo della danza.

Protagonisti di Scuola di Danza – I ragazzi dell’Opera anche le famiglie dei giovani allievi, nonché i maestri della scuola di danza e la direttrice della Scuola Laura Comi.

Il programma è ideato e prodotto da Riccardo Brun, Paolo Rossetti, Francesco Siciliano per Panamafilm (Corpo di ballo; Scrittori #Fuoriclasse; Non ho l’età, Stato Civile), capoprogetto e autrice Annalisa Mutariello, autrice Claudia Carotenuto, direttore della fotografia Mario Pantoni.

Prodotto da PanamaFilm per RaiPlay

In collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma

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Di seguito le sinossi dei primi tre episodi

Episodio 1
Gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma si preparano per un nuovo anno accademico, molto impegnativo, nel quale dovranno portare in scena uno spettacolo. Nel frattempo Dario, il nuovo arrivato a scuola, ha già fatto colpo su una delle ragazze del sesto corso.

Episodio 2
Un litigio ha allontanato Erika e Micheal e la loro storia d’amore sembra in bilico. Anche Carolina è presa dagli affari di cuore e chiede aiuto alle sue amiche. Intanto la direttrice Comi ha convocato i maestri per pianificare il prossimo spettacolo: Coppélia.

Episodio 3
I maestri e la direttrice stanno osservando gli allievi per decidere chi farà parte del cast di Coppélia. I ballerini dell’ottavo corso sono in competizione tra loro perché sperano di essere scelti per i ruoli principali. Intanto, dopo scuola, Erika chiede a Micheal di organizzare un appuntamento per Carolina e Dario mentre Giulia passa la serata con i suoi amici.

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Roma, 12 aprile 2022

 

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Disponibile su Rai Play “La bohème” firmata da Michele Mariotti e Mario Martone

È disponibile su Rai Play il nuovo film-opera prodotto dal Teatro dell’Opera di Roma e da Rai Cultura, La bohème di Giacomo Puccini, con la direzione di Michele Mariotti, Direttore musicale della Fondazione capitolina, e la regia di Mario Martone.

Trasmessa sugli schermi televisivi di Rai3, venerdì 8 aprile alle 21.20, è stata l’ultima tappa di un progetto cinematografico che ha visto la luce durante la pandemia. Con il capolavoro di Puccini, dopo lo straordinario successo dei due titoli che l’hanno preceduto nel 2020-21, Il barbiere di Siviglia e La traviata entrambi firmati sempre da Mario Martone con la direzione musicale di Daniele Gatti, l’Opera di Roma prosegue nel segno della sperimentazione, del cambiamento e della creatività, verso un linguaggio radicalmente innovativo del teatro d’opera alla ricerca di un nuovo pubblico.

Con un’introduzione di Corrado Augias, la vicenda dei giovani parigini di fine Ottocento ci viene raccontata attraverso lo sguardo di Martone che associa gli amori, le amicizie gli entusiasmi le inquietudini e persino le sofferenze, ad una rappresentazione della realtà immersa nel presente.

Il film, girato con la ripresa musicale in presa diretta, è ambientato nei Laboratori di Scenografia del Teatro dell’Opera di Roma, in via dei Cerchi: un affascinante edificio di archeologia industriale, tra officine per scenografi-pittori, depositi immensi di costumi e attrezzeria scenica e una falegnameria, è il set ideale per la rappresentazione estemporanea e vera della gioventù pucciniana e per affrontare il racconto operistico da un punto di vista nuovo: non più lo spazio vuoto della platea dei Teatri chiusi, ma lo spazio del dietro le quinte dove l’opera si costruisce. La stessa Orchestra viene diretta dal Maestro Michele Mariotti negli immensi spazi del salone inondato di luce.

Rodolfo è interpretato da Jonathan Tetelman, Federica Lombardi veste i panni della dolce Mimì. Nel ruolo di Musetta e Marcello Valentina Naforniţă e Davide Luciano, Schaunard è Roberto Lorenzi, Colline è Giorgi Manoshvili. Ancora nel cast troviamo Armando Ariostini (Benoît), Bruno Lazzaretti (Alcindoro), Giordano Massaro (un venditore ambulante), Vinicio Cecere (Parpignol), Daniele Massimi (un doganiere) e Maurizio Cascianelli (sergente dei doganieri). Il Coro del Teatro è diretto da Roberto Gabbiani.

La produzione dell’opera su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ispirato al romanzo Scènes de la vie de bohème di Henri Murger, è arricchita dai costumi di Anna Biagiotti; Pasquale Mari firma le luci.

Roma, 11 aprile 2022

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L’8 aprile su Rai3 “La bohème”, film-opera firmato da Martone e Mariotti

Approda sugli schermi televisivi di Rai3, venerdì 8 aprile alle 21.20, l’ultima tappa di un progetto cinematografico che ha visto la luce durante la pandemia: un nuovo film-opera prodotto dal Teatro dell’Opera di Roma e da Rai Cultura, La bohème di Giacomo Puccini, con la direzione di Michele Mariotti, Direttore musicale della Fondazione capitolina, e la regia di Mario Martone. Con il capolavoro di Puccini, dopo lo straordinario successo dei due titoli che l’hanno preceduto nel 2020-21, Il barbiere di Siviglia e La traviata entrambi firmati sempre da Mario Martone con la direzione musicale di Daniele Gatti, l’Opera di Roma prosegue nel segno della sperimentazione, del cambiamento e della creatività, verso un linguaggio radicalmente innovativo del teatro d’opera alla ricerca di un nuovo pubblico.

“La bohème – afferma il Direttore musicale Mariotti – è un’opera piena di morte perché piena di vita, i cui protagonisti esprimono gioia di vivere e paura di affrontare le responsabilità che la vita presenta”.

Con un’introduzione di Corrado Augias, la vicenda dei giovani parigini di fine Ottocento ci viene raccontata attraverso lo sguardo di Martone che associa gli amori, le amicizie gli entusiasmi le inquietudini e persino le sofferenze, ad una rappresentazione della realtà immersa nel presente.

“Ho voluto raccontare la storia, – dichiara il regista Martone – o per meglio dire, la vita dei personaggi di Bohème come un film della “nouvelle vague”: giovinezza, amicizia, sogni, ribellione, tradimenti, amore. Ed è incredibile quanta energia possa sprigionare ancora oggi un’opera scritta più di centoventi anni fa”.

Il film, girato con la ripresa musicale in presa diretta, è ambientato nei Laboratori di Scenografia del Teatro dell’Opera di Roma, in via dei Cerchi: un affascinante edificio di archeologia industriale, tra officine per scenografi-pittori, depositi immensi di costumi e attrezzeria scenica e una falegnameria, è il set ideale per la rappresentazione estemporanea e vera della gioventù pucciniana e per affrontare il racconto operistico da un punto di vista nuovo: non più lo spazio vuoto della platea dei Teatri chiusi, ma lo spazio del dietro le quinte dove l’opera si costruisce. La stessa Orchestra viene diretta dal Maestro Michele Mariotti negli immensi spazi del salone inondato di luce.

Rodolfo è interpretato da Jonathan Tetelman, Federica Lombardi veste i panni della dolce Mimì. Nel ruolo di Musetta e Marcello Valentina Naforniţă e Davide Luciano, Schaunard è Roberto Lorenzi, Colline è Giorgi Manoshvili. Ancora nel cast troviamo Armando Ariostini (Benoît), Bruno Lazzaretti (Alcindoro), Giordano Massaro (un venditore ambulante), Vinicio Cecere (Parpignol), Daniele Massimi (un doganiere) e Maurizio Cascianelli (sergente dei doganieri). Il Coro del Teatro è diretto da Roberto Gabbiani.

La produzione dell’opera su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ispirato al romanzo Scènes de la vie de bohème di Henri Murger, è arricchita dai costumi di Anna Biagiotti; Pasquale Mari firma le luci.

 

 

Roma, 5 aprile 2022

 

 

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12mila spettatori e sold out tutte le sere per ‘Turandot’

Si sono concluse il 31 marzo, con risultati eccezionali, le repliche di una Turandot inedita, riletta in modo davvero nuovo e quanto mai attuale dalla direttrice ucraina Oksana Lyniv sul podio e dall’artista cinese Ai Weiwei, che ha ideato in ogni aspetto regia, scene, costumi e video. Dopo due anni di attesa il nuovo allestimento, che era previsto nella stagione 2019/20 interrotta dalla pandemia, ha finalmente debuttato il 22 marzo di fronte a una platea completamente piena. L’affluenza è stata massima tutte le sere: otto repliche fino al 31 marzo tutte sold out. La percentuale di riempimento è stata del 100% con 12mila presenze al Teatro dell’Opera di Roma. Il 24 marzo 300mila spettatori hanno seguito Turandot su Rai5. L’amore del pubblico per questo capolavoro di Puccini tanto rappresentato al Costanzi è stato confermato in modo particolare in questa occasione facendo registrare per la prima volta per otto sere consecutive il sold out. Un’accoglienza che ha ripagato una produzione fortemente colpita dai tragici eventi di risonanza mondiale: la pandemia nel 2020, che ne aveva imposto la sospensione, e la guerra in Ucraina ora. Lo spettacolo è andato in scena in un Teatro con la facciata illuminata dai colori della bandiera ucraina per ribadire con fermezza l’impegno della Fondazione capitolina a favore della pace e contro tutte le guerre.

Il successo dello spettacolo era stato preannunciato il 19 marzo dall’affollatissima Anteprima Giovani riservata ai minori di 26 anni, anche quella sold out, e dagli straordinari risultati dello speciale evento di fundraising “Ai Weiwei Turandot” a sostegno del Teatro tenutosi domenica 20 marzo. Personalità dell’arte contemporanea e della cultura provenienti da tutto il mondo hanno aderito alla raccolta fondi per celebrare uno dei più importanti artisti del panorama contemporaneo al suo debutto con una regia teatrale. Dopo aver assistito alla prova generale hanno potuto partecipare alla cena di gala in onore di Ai Weiwei. Per l’occasione i Laboratori di Scenografia del Teatro sono stati allestiti con 500 “Umbrella with a Hole”. L’ombrello, oggetto di scena di questa Turandot, è stato scelto dal Maestro come simbolo rappresentativo e ne ha fatto uno straordinario e raro pezzo d’arte realizzato in tiratura limitata e numerata per un totale di sole 500 copie, ognuna delle quali porta la firma autografa ed è accompagnato da Certificato di Autenticità. Presente in due colori, bianco o nero, con struttura in metallo vetroresina, manico in plastica rivestito in gomma e tela poliestere 210T con stampa serigrafata, è stato realizzato a Roma nel 2019 durante la progettazione dell’allestimento di Turandot. Ai Weiwei per questo primo e, secondo le sue intenzioni, ultimo incontro con l’opera ha inoltre ideato una preziosa locandina prodotta dalla casa editrice Veneziana Damocle Edizioni in tiratura limitata e numerata per un totale di sole 200 copie. Realizzate con stampa tipografica tradizionale a due colori su carta Fedrigoni Arena Bulk 140 grammi, dimensioni 42x100cm, portano tutte la firma autografa dell’artista. Entrambi gli oggetti sono in vendita esclusiva allo Shop dell’Opera di Roma.

Dettagli locandina

Dettagli ombrello

In concomitanza con la Turandot, nell’ottica di una nuova collaborazione tra le due istituzioni che proseguirà in futuro, il Museo Nazionale Romano ha ospitato l’opera di Ai Weiwei: La Commedia Umana, un enorme lampadario composto da oltre duemila pezzi di vetro soffiato a mano e fuso dai maestri vetrai di Berengo Studio di Murano, rimarrà esposto fino al 3 aprile alle Terme di Diocleziano. La presenza di Ai Weiwei in città si completa con la prima personale dell’artista negli spazi espositivi della Galleria Continua: Change of Perspective esamina il legame dell’artista con la tradizione e la cultura cinese. La mostra è aperta fino al 25 maggio.

 

Roma, 1 aprile 2022

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L’8 aprile serata speciale per l’Ucraina alla Nuvola con l’Orchestra dell’Opera di Roma

Venerdì 8 aprile alla Nuvola dell’Eur, alle ore 20.30, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta dal maestro Leo Hussain in un Concerto di beneficenza per l’Ucraina organizzato insieme ad EUR Spa. La serata, in diretta sulle frequenze di Rai Radio3, prevede la partecipazione straordinaria di Corrado Augias come voce recitante.

L’incasso e le offerte saranno interamente devoluti all’attività che la Croce Rossa Italiana sta svolgendo in risposta alla crisi in Ucraina. I biglietti sono già in vendita presso la biglietteria e sul sito del Teatro dell’Opera di Roma. L’8 aprile sarà possibile acquistare anche presso la Nuvola dalle 19.30. L’accesso è garantito nonostante le chiusure previste per la Formula E tramite Via Laurentina (sia per chi proviene dal centro città, sia per chi proviene dal raccordo).

L’incasso e le offerte saranno interamente devoluti all’attività che la Croce Rossa Italiana sta svolgendo in risposta alla crisi in Ucraina. I biglietti saranno in vendita da mercoledì 30 marzo, presso la biglietteria e sul sito del Teatro dell’Opera di Roma.

La cultura quale linguaggio universale di pace e di libertà. La cultura per tornare ad affermare senza esitazioni la nostra vicinanza e il nostro sostegno al popolo ucraino, che continua a soffrire e a vedere violati i propri diritti – ha dichiarato Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma e Presidente del Teatro dell’Opera di Roma –. L’iniziativa benefica del Teatro dell’Opera, con la collaborazione di EUR Spa, è espressione concreta della solidarietà di Roma e del mondo della cultura, ma è anche il modo per dire agli ucraini che vivono nella nostra città e a chi stiamo accogliendo in fuga dalla guerra che il nostro cuore è con loro. Roma continuerà a mobilitarsi per chi soffre e lo farà in ogni sede con politiche di solidarietà e di accoglienza, con l’impegno e la generosità di sempre. Grazie ai promotori del Concerto per l’Ucraina e a tutti gli artisti che vi partecipano con energia e responsabilità solidale per sostenere la meritoria opera della Croce Rossa Italiana”.

In segno di solidarietà e a sostegno della pace, in collaborazione con EUR Spa abbiamo organizzato uno speciale Concerto per l’Ucraina – ha dichiarato il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone –.  Sin dall’inizio del conflitto, tutto il Teatro dell’Opera di Roma ha scelto di non restare in silenzio esprimendo con forza il rifiuto di tutte le guerre. Siamo stati il primo teatro d’opera italiano a illuminare con i colori della bandiera ucraina la facciata del nostro Teatro manifestando vicinanza a un popolo, drammaticamente al centro di una tragedia internazionale. I teatri sono luoghi di confronto, di dialogo e di accoglienza. Ed è anche per questo che, in sintonia con gli indirizzi del Ministro Franceschini, stiamo lavorando per l’ospitalità di artisti ucraini. Pace, libertà e democrazia sono valori che ci uniscono tutti e costituiscono una delle nostre ricchezze”.

“La Nuvola è un simbolo contemporaneo della città di Roma – ha dichiarato il Presidente di EUR Spa Marco Simoni. – Ha accolto eventi culturali, è stata il più grande hub vaccinale d’Italia e ha ospitato, sotto gli occhi di tutto il mondo, l’ultimo G20. Il luogo dove arte, solidarietà e impegno si incontrano è dunque il palcoscenico ideale per ospitare un concerto di beneficenza a sostegno del popolo ucraino, testimoniare la nostra vicinanza e supportare la pace”. 

“Partecipiamo – ha dichiarato l’Amministratore delegato di EUR Spa Angela Cossellu – alla iniziativa a favore della popolazione ucraina, nella convinzione che servano segni corali e nella speranza che anche il nostro piccolo gesto possa contribuire ad aiutare le persone coinvolte nell’atrocità e nella tragedia della guerra”. 

“Siamo grati al mondo della Cultura che, in questo contesto delicato così come in tanti altri, ha voluto supportare – sottolinea Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana – l’operato della Croce Rossa Italiana. Sin dall’inizio del conflitto abbiamo dato il via a un ponte umanitario con l’Ucraina, a supporto delle numerose attività della Croce Rossa locale. Inoltre continuiamo con le operazioni di evacuazione di civili fragili. Stiamo anche predisponendo in Romania, al confine con l’Ucraina, un hub logistico per gli aiuti nelle zone toccate dalla guerra. Ecco perché iniziative come questa, voluta dal Teatro dell’Opera e da EUR Spa, sono fondamentali per permetterci di essere, sempre di più, ‘Un’Italia che aiuta’”.

Il programma musicale avrà un’apertura speciale con Stille Musik del più celebre compositore ucraino vivente Valentin Silvestrov. Memoria e silenzio sono le parole chiave dell’autore nato a Kiev nel 1937: “Io non scrivo musica nuova. La mia musica è una risposta e un’eco a ciò che esiste già”.

A seguire la proiezione di Apocalisse nel deserto di Werner Herzog, con musiche dal vivo suonate dall’Orchestra dell’Opera di Roma.

Girato nel 1991 e presentato al Festival di Berlino l’anno successivo, il film documentario racconta la Guerra del Golfo soffermandosi con particolare enfasi sui pozzi di petrolio dati alle fiamme dalle truppe irachene in ritirata, in un paesaggio disseminato di rovine e veicoli incendiati.  “Il film – precisa il regista – si svolge come se l’intero pianeta fosse in fiamme e, dal momento che si sente musica per tutto il film, io definisco Apocalisse nel deserto un requiem per un pianeta inabitabile”.

Le sequenze girate nel deserto in fiamme sono commentate dai versetti dell’Apocalisse di Giovanni con la colonna sonora affidata alla musica di Richard Wagner, Edvard Grieg, Sergej Prokof’ev, Arvo Pärt, Giuseppe Verdi, Franz Schubert e Gustav Mahler.

Protagonisti vocali i giovani talenti del progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera: Agnieszka Jadwiga Grochala, Irene Savignano e Rodrigo Ortiz. Solisti musicali: Vincenzo Bolognese e Arrigo Serafini (violini), Koram Jablonko (viola), Andrea Noferini (violoncello), Antonio Maria Pergolizzi (pianoforte).

 

ACCESSO ALLA NUVOLA:

Si accederà tramite Via Laurentina (sia per chi proviene dal centro città, sia per chi proviene dal raccordo), svoltando poi per via dell’Aeronautica, Viale dell’Arte e Viale Europa. La Nuvola metterà a disposizione del pubblico il suo parcheggio il cui accesso è sito in Viale Europa.

 

ACQUISTO DEI BIGLIETTI:

I biglietti, al prezzo di 20 euro l’uno, sono già in vendita presso la biglietteria, sul sito del Teatro. La sera del concerto sarà possibile acquistare i biglietti anche alla Nuvola a partire da un’ora prima l’inizio del concerto.

 

 

Roma, 7 aprile 2022

 

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Bandi di selezione per Professori d’Orchestra 2022: nuovo calendario di prove d’esame

Il Teatro dell’Opera di Roma comunica un nuovo calendario per le prove d’esame a tutti i candidati che hanno presentato domanda di partecipazione alle selezioni per Professori d’Orchestra per eventuali assunzioni a tempo determinato per le esigenze di produzione legate agli spettacoli in programma nella Stagione 2021-22.

A breve saranno comunicati i candidati ammessi o ammessi con riserva alle selezioni per i vari strumenti.

 

Info

 

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Due creazioni d’arte di Ai Weiwei in vendita in esclusiva su operaroma.it

Sono in vendita in esclusiva sullo shop del sito di operaroma.it due creazioni d’arte preziose e rare, perché realizzate da Ai Weiwei in occasione della Turandot in scena al Teatro Costanzi fino al 31 marzo 2022 di cui ha firmato la regia, le scene, i costumi e i video.

L’Umbrella with a hole è un ombrello ideato dal celebre artista cinese come oggetto di scena dell’allestimento di Turandot, uno straordinario pezzo d’arte realizzato in tiratura limitata e numerata per un totale di sole 500 copie. Presente in due colori, bianco o nero, con struttura in metallo vetroresina (misure: 23’ x 8k), manico in plastica rivestito in gomma e tela poliestere 210T con stampa serigrafata, è stato realizzato a Roma nel 2019 durante la progettazione dell’allestimento di Turandot dell’artista e dissidente cinese,  tra i più celebri del panorama internazionale.
Questo oggetto d’arte unico è reso ancora più prezioso dalla firma autografa di Ai Weiwei, accompagnata da Certificato di Autenticità che attesta e garantisce la paternità dell’opera indicata.

Oltre all’ombrello, sempre sullo shop di operaroma.it,  è disponibile una preziosa locandina ideata da Ai Weiwei per Turandot e prodotta dalla casa editrice Veneziana Damocle Edizioni in tiratura limitata e numerata, per un totale di sole 200 copie. Le locandine sono realizzate con stampa tipografica tradizionale a due colori su carta Fedrigoni Arena Bulk 140 gr., dimensioni 42x100cm.
A rendere ancora più esclusiva ogni singola locandina è la firma autografa dell’artista.

 

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Roma, 23 marzo 2022

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Il Teatro dell’Opera torna a Caracalla

Dopo l’eccezionale esperienza al Circo Massimo, la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma torna sul palcoscenico tradizionale delle Terme di Caracalla con un cartellone ricco e diversificato. Una straordinaria apertura con un titolo mai eseguito in Italia in forma scenica, Mass di Leonard Bernstein (1, 3 e 5 luglio), affidato alla lettura di Damiano Michieletto con la direzione del maestro Diego Matheuz. A seguire le riprese di due fortunati allestimenti: la Carmen di Bizet (15, 19, 23 e 28 luglio e 4 agosto), diretta da Jordi Bernàcer , che la regista Valentina Carrasco ha voluto ambientare in Messico; Il barbiere di Siviglia di Rossini (2, 5, 7, 9 agosto) in stile hollywoodiano firmato da Lorenzo Mariani con la direzione di Stefano Montanari. Le emozioni della grande danza sono assicurate con le suggestive atmosfere di Notre-Dame de Paris di Petit (21, 22, 27 luglio e 3 agosto).

Anche quest’anno non mancano gli “Extra”, sempre accolti con entusiasmo dal pubblico. Dopo ben dodici serate di Claudio Baglioni e il suo Dodici note, la pop star David Garrett (25 luglio) con il tour Alive e l’imperdibile Gala Roberto Bolle and Friends (12, 13 e 14 luglio).

Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21.00.

 

Il capolavoro di Leonard Bernstein Mass (Messa) sarà proposto per la prima volta in forma scenica in Italia a Caracalla a partire da venerdì 1° luglio, con repliche domenica 3 e martedì 5, per il ritorno della Stagione Estiva del Teatro dell’Opera di Roma tra le rovine maestose delle antiche Terme. La nuova produzione dello spettacolo è affidata al regista Damiano Michieletto, che torna a lavorare nella fondazione capitolina dopo i successi del Rigoletto al Circo Massimo nell’estate 2020 e de La damnation de Faust del 2019. Sul podio il direttore d’orchestra Diego Matheuz, tra i più affermati musicisti provenienti da “El Sistema”, il modello didattico-musicale fondato in Venezuela da José Antonio Abreu. Mass è un “pezzo teatrale per cantanti, musicisti e ballerini” su testo dello stesso Bernstein, con versi aggiuntivi di Stephen Schwartz: fu commissionato da Jacqueline Kennedy per inaugurare il Kennedy Center (John F. Kennedy Center for the Performing Arts) di Washington D.C. l’8 settembre del 1971. Il lavoro nasce per essere messo in scena teatralmente ma nel nostro Paese, fino a ora, era stato eseguito solo in forma di concerto. Accanto a Michieletto sono impegnati Paolo Fantin che firma le scene, Carla Teti per i costumi e Alessandro Carletti per le luci. Lo spettacolo vede impegnato il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, con le coreografie di Sasha Riva e Simone Repele. In scena ci sarà uno Street People Chorus (composto da cantanti di musical), accanto al Coro diretto da Roberto Gabbiani. Lo spettacolo vedrà anche la partecipazione della Scuola di Canto Corale e dei talenti di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.

Mass fu pensata in un primo momento come una messa tradizionale. Bernstein optò poi per un’opera teatrale piuttosto sperimentale, basata sulla Messa tridentina della Chiesa cattolica romana. In scena troviamo coro, orchestra, voci bianche, danzatori, musicisti rock e blues, al cui centro un Celebrante – interpretato nel nuovo allestimento di Michieletto da Markus Werba – chiave di lettura dell’intera narrazione che raccoglie attorno a sé l’intero racconto.

Nel libretto, i frammenti liturgici veri e propri sono mantenuti e cantati in latino, con l’eccezione del Sanctus che comprende versi in ebraico. Ci sono poi testi aggiuntivi in lingua inglese di Bernstein stesso, ma anche di altri autori come Stephen Schwartz e Paul Simon. L’idea dell’opera fu fortemente influenzata da alcuni avvenimenti coevi alla composizione: i funerali di Robert F. Kennedy nella cattedrale di San Patrizio a New York, nel 1968; le celebrazioni del bicentenario della nascita di Beethoven, nel 1970; e la composizione da parte di Bernstein di un breve brano destinato al film “Fratello sole, sorella luna” di Franco Zeffirelli, poi ritirato.

 

Tra i titoli di opera che segneranno il ritorno della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla non poteva mancare Carmen di Georges Bizet, in scena venerdì 15, martedì 19, sabato 23, giovedì 28 luglio e giovedì 4 agosto, per un totale di cinque recite, con la regia di Valentina Carrasco, nell’edizione ambientata sulla frontiera fra Messico e Stati Uniti, rappresentata con grande successo, sempre a Caracalla, nel 2017 e 2018; sul podio il maestro Jordi Bernàcer. Nei panni di Carmen torna Veronica Simeoni che era stata protagonista del capolavoro di Bizet nella prima edizione del 2016. Don José sarà interpretato da Saimir Pirgu, Luca Micheletti sarà Escamillo, Mariangela Sicilia sarà Micaëla. A completare il cast di zingari, contrabbandieri e brigadieri ci saranno Anna Pennisi (Mercedes), Giulia Mazzola (Frasquita), Michele Patti (Dancairo), Marcello Nardis (Remendado) e, dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program dell’Opera di Roma, Alessandro Della Morte (Zuniga) e Arturo Espinosa (Morales). Repliche il 19, 23, 28 luglio e 4 agosto. L’allestimento di Valentina Carrasco – che vede anche la partecipazione del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma impegnato nelle coreografie di Erika Rombaldoni e Massimiliano Volpini e la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera – porta il pubblico in una terra di confine tra Messico e Stati Uniti, grazie anche al supporto delle scene di Samal Blak, i costumi di Luis F. Carvalho e le luci di Peter van Praet, per raccontare una storia che attraverso le vicende di amore e morte tra la celebre gitana e il tenente Don José, si soffermi su tematiche profondamente legate alla condizione dell’uomo oggi. “Trovare un universo per Carmen che riesca ad allontanarsi dai cliché che di solito accompagnano l’opera, è una grande sfida – ha affermato la regista Carrasco –. D’altra parte, una visione troppo astratta non ci permette di comunicare uno degli aspetti più importanti del personaggio, la sua marginalità. La grande singolarità di Carmen come eroina consiste nel fatto che, essendo una donna di bassa condizione sociale, può “permettersi” di essere libera. Molto diversamente da Don Giovanni – personaggio con cui condivide il bisogno assoluto di libertà (non soltanto amorosa, ma libertà totale) – lei non è nobile, ma lavora in una fabbrica, non ha casa, ma è nomade, e soprattutto, non è uomo. È un’eroina tragica senza averne quasi il diritto. Partendo da questo presupposto e dal fatto che i conflitti presenti nell’opera sono di assoluta attualità, abbiamo ambientato l’azione nella frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti. Questo ci permette di dare una caratterizzazione nella quale un ceto sociale povero, marginale, svalutato, quello dei lavoratori e immigrati illegali messicani, va incontro ad un altro che, pur considerandosi superiore, non riesce a comprendere il mistero della loro cultura, ma ne è affascinato. Il contesto attuale, col ritorno delle divisioni nazionali, l’ascesa del maschilismo e la condizione degradata della donna, fa di questa opera e le riflessioni che innesca, una questione più che mai necessaria”.

 

Giovedì 21, venerdì 22, mercoledì 27 luglio e mercoledì 3 agosto, per la prima volta a Caracalla, Notre-Dame de Paris, il capolavoro del coreografo francese Roland Petit. Il balletto, ripreso da Luigi Bonino Direttore Artistico del Repertorio Roland Petit, sarà affidato ai talenti della compagnia romana, diretta da Eleonora Abbagnato. Insieme al danzatore kazako Bakhtiyar Adamzhan, si esibiranno nei ruoli principali Susanna Salvi, Alessio Rezza, Claudio Cocino e Michele Satriano. Le musiche di Maurice Jarre, su base registrata, sono state eseguite dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Kevin Rhodes in occasione del concerto tenutosi in assenza di pubblico al Teatro Costanzi nel marzo 2021. Roland Petit, che pensava a un balletto ispirato a Il monaco di Lewis, leggendo il capolavoro di Victor Hugo Notre-Dame de Paris si ritrovò a riscrivere, seguendo la trama di Hugo, il libretto per l’omonimo balletto che nel 1965 debuttò sul palcoscenico del Palais Garnier, prima creazione di Petit per l’Opéra di Parigi. Notre-Dame de Paris è un balletto d’azione in due atti ambientato nella Parigi del 1482: una creazione totale che raccoglie danza, partiture musicali, scene e costumi frutto di una collaborazione d’eccezione che riunisce artisti di grande personalità come lo stilista Yves Saint Laurent, lo scenografo René Allio e il compositore Maurice Jarre. Il Corpo di Ballo è qui il popolo francese, un vero coprotagonista, un collante per i personaggi principali. Le intrigate vicissitudini dei protagonisti, Esmeralda, Quasimodo, l’arciprete Frollo e il capitano Phoebus danno vita a un dramma delle passioni dal quale svetta il protagonista assoluto, Quasimodo, interpretato dallo stesso Petit alla prima rappresentazione del 1965. Con Petit, Quasimodo perde la gobba del mostro per trasformarsi in un ragazzo tenero e introverso a causa delle conseguenze di un brutto incidente. Nella visione di Petit Quasimodo come Esmeralda, considerata una strega perché allevata dagli zingari, sono persone rifiutate dalla società perché diverse: proprio in questo tema drammaticamente attuale risiede la geniale opera di modernizzazione del coreografo francese.

 

Ultimo titolo della stagione estiva alle Terme di Caracalla, martedì 2, venerdì 5, domenica 7 e martedì 9 agosto, Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini, dalla commedia omonima di Beaumarchais. Lorenzo Mariani firma l’originale regia. Alla direzione dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il maestro Stefano Montanari. Creatività ed eleganza caratterizzano questo spettacolo che ricrea il mondo dei musical hollywoodiani e del film muto degli anni Venti e Trenta. “Lo spunto – spiega il regista – è proprio il carattere artistico di Rossini, un rivoluzionario, eppure elegante, che realizzava forme perfette, sublimi, con fantasia”. Con la coreografia di Luciano Cannito, che collabora alla regia, l’opera buffa rossiniana si avvicina al musical. Le scene sono di William Orlandi, i costumi di Silvia Aymonino e le luci di Linus Fellbom. Il barbiere e factotum Figaro ha la voce di Davide Luciano. René Barbera veste i panni del Conte d’Almaviva, Cecilia Molinari quelli di Rosina. Ancora nel cast Marco Filippo Romano (Don Bartolo), Alex Esposito (Don Basilio), Francesca Benitez (Berta) e Davide Giangregorio (Fiorello). Dirige il Coro del Teatro dell’Opera di Roma il maestro Roberto Gabbiani.

 

Roma, 27 giugno 2022

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