La Biglietteria del Teatro ha riaperto il 15 giugno

Il Teatro dell’Opera di Roma comunica che, in ottemperanza al decreto del 17 maggio della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il contenimento del diffondersi del virus Covid – 19,  la biglietteria riapre il 15 giugno.

In seguito del Decreto Rilancio art.187 quater, cambiano le procedure per i biglietti acquistati per spettacoli sospesi o annullati. Nel rispetto del decreto anche  il Teatro dell’Opera di Roma rilascerà i voucher.

Chi ha acquistato al botteghino del Teatro, online su Ticketone, o dai rivenditori autorizzati può scrivere una mail a ufficio.biglietteria@operaroma.it per ottenere un apposito voucher, allegando la scansione del relativo biglietto. Alla riapertura, la biglietteria del Teatro rilascerà a chi ha inviato regolare richiesta un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro diciotto mesi dall’emissione, valido per gli spettacoli in programmazione.

Gli spettacoli di Caracalla 2020 sono stati posticipati al 2021. I biglietti acquistati per la stagione 2020 restano validi per il 2021. I possessori del biglietto per gli eventi riprogrammati nel 2021 potranno usufruire dello spettacolo presentandosi direttamente con il biglietto in possesso, senza nessuna altra formalità. Colori i quali invece sono impossibilitati possono fare richiesta per ottenere il voucher scrivendo una mail a ufficio.biglietteria@operaroma.it.

Chi ha acquistato i biglietti on line su Ticketone può richiedere il voucher di rimborso seguendo le procedure indicate sul loro sito.

Il rimborso della quota parte dell’abbonamento relativo agli spettacoli annullati sarà gestito alla fine della Stagione in accordo con gli abbonati.

Il Teatro dell’Opera di Roma si scusa per il disagio e desidera ringraziare tutto il pubblico per il supporto dimostrato.

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Dal 6 al 10 maggio in scena il trittico ‘Suite en blanc / Serenade / Bolero’

Torna nella stagione 2019-20 del Balletto, in scena al Teatro Costanzi dal 6 al 10 maggio, la formula del trittico con tre capolavori Suite en blancSerenade e Bolero di tre grandi maestri: George Balanchine e Serge Lifar, le cui coreografie sono state recentemente messe in scena dal nostro Corpo di Ballo, e Krzysztof Pastor al suo debutto al Teatro dell’Opera di Roma. L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma è diretta dal maestro Façal Karoui.
In apertura di serata la poesia di Suite en blanc balletto non narrativo in un atto creato da Lifar nel 1943 per la compagnia dell’Opéra di Parigi. Il coreografo afferma che nel comporre questo capolavoro si è concentrato esclusivamente sulla danza pura, indipendentemente da ogni altra considerazione, animato dalla volontà di creare delle belle visioni. Il risultato è una successione di frammenti coreografici autonomi, tuttavia accomunati tra loro dal medesimo stile neoclassico.
Il secondo brano della serata è Serenade primo balletto americano di Balanchine creato nel 1934 a partire dalla Serenata in do maggiore per orchestra d’archi di Čajkovskij. Il balletto, una vera pietra miliare della storia della danza si divide in quattro movimenti. Come Balanchine stesso spiegò in Serenade, pur essendo privo di una trama, c’è la traccia di un uomo che incontra una donna, se ne prende cura, e di un destino che li allontana. La creazione nel tempo ha subito varie modifiche, ma la struttura generale è rimasta quella originale. I costumi sono di Barbara Karinska.
In chiusura Bolero di Pastor creato nel 2012. Il Bolero occupa un posto speciale nella storia della musica e della danza e soprattutto nell’immaginario del pubblico. La prima produzione ballettistica di Bolero è di Bronislava Nijinska insieme a Ida Rubinstein che nel 1928 la presentano al pubblico parigino, ma quella che ha segnato la storia e che ancora oggi si pone come un’icona dell’arte del balletto è la leggendaria versione di Maurice Béjart. Punto di partenza nell’idea coreografica di Pastor è che da sempre il Bolero è stato immaginato “in cerchio” generalmente con un tavolo rotondo al centro del palcoscenico con un solista, donna o uomo, che danza su di esso e gli altri ballerini tutti intorno. Il coreografo polacco usa quindi un ampio spazio rettangolare: da qui sviluppa la sua idea e affida l’esecuzione del suo Bolero a un uomo e a una donna, una coppia principale con un corpo di ballo che li ingloba e li rilascia. Le scene e i costumi sono di Tatyana Van Walsum, le luci di Bert Dalhuysen.

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Annullati i prossimi spettacoli in relazione al Decreto anti coronavirus

Il Teatro dell’Opera di Roma informa che, in ottemperanza al Dpcm del 4 marzo emanato dalla Presidenza del Consiglio al fine di contrastare la diffusione del virus COVID-19, sono annullati gli spettacoli:

Il Corsaro
giovedì 5, venerdì 6, sabato 7, domenica 8 marzo

Turandot
martedì 24 (anteprima giovani), mercoledì 25, venerdì 27, sabato 28, domenica 29, martedì 31 marzo, mercoledì 1, giovedì 2, venerdì 3, sabato 4, domenica 5 aprile

 

Coloro i quali avessero già acquistato i biglietti potranno ricevere il rimborso, nei trenta giorni successivi alla data dello spettacolo annullato, secondo le seguenti modalità:

a) chi li avesse comprati on line sul sito ufficiale ticketone.it riceverà in automatico il rimborso sulla carta di credito adoperata per l’operazione;

b) chi invece li avesse acquistati in un’agenzia Ticketone potrà recarsi per il rimborso presso il medesimo sportello dove ha operato l’acquisto, restituendo i biglietti;

c) i biglietti acquistati alla biglietteria del Teatro dell’Opera dovranno essere restituiti presso gli sportelli del botteghino (Piazza Beniamino Gigli) dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 18, e la domenica, dalle 9 alle 13.30 comunicando le coordinate bancarie su cui dovrà essere effettuato il bonifico di rimborso.

 

Per chiarimenti: ufficio.biglietteria@operaroma.it oppure 06.48160255 negli orari di biglietteria.

 

Roma, 5 marzo 2020

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‘Les vêpres Siciliennes’ con la direzione di Daniele Gatti, in prima tv il 5 marzo su Rai5

Les vêpres siciliennes di Giuseppe Verdi grand-opéra proposto nella versione integrale francese in cinque atti con la direzione di Daniele Gatti e la regia di Valentina Carrasco sarà trasmesso da Rai Cultura in prima tv giovedì 5 marzo alle 21.15 su Rai5. Lo spettacolo andato in scena dal 10 al 22 dicembre scorso per l’apertura della nuova stagione lirica del Teatro dell’Opera di Roma, è  un vero e proprio kolossal che ha portato sul palcoscenico circa 300 artisti sotto la guida del maestro Gatti, Direttore musicale del Teatro. La produzione ha segnato inoltre il debutto della regista argentina proveniente dalla Fura dels Baus Valentina Carrasco al Costanzi dopo il successo di Carmen a Caracalla nel 2017 e quello dello scenografo francese Richard Peduzzi, storico collaboratore del regista Patrice Chéreau e già direttore dell’Accademia di Francia a Roma. Le luci sono curate da Peter van Praet, i costumi da Luis F. Carvalho e le coreografie del balletto Le quattro stagioni nel terzo atto da Valentina Carrasco e Massimiliano Volpini. Protagonisti sul palco Roberto Frontali (Guy de Montfort), Roberta Mantegna (Duchesse Hélène) –  artista nata nel progetto “Fabbrica”, lo Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma –  John Osborn (Henri) e Michele Pertusi (Jean Procida). Completano il cast Dario Russo (Le sire de Béthune), Francesco Pittari (Daniéli), Saverio Fiore (Thibault), Alessio Verna (Robert), Daniele Centra (Mainfroid), Andrii Ganchuk (Le comte de Vaudemont) e Irida Dragoti (Ninetta), questi ultimi due entrambi talenti della seconda edizione di “Fabbrica”.
In scena anche il Coro del Teatro dell’Opera istruito da Roberto Gabbiani, il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera diretto da Eleonora Abbagnato e gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera diretta da Laura Comi. Il soggetto dei Vêpres siciliennes, prima opera verdiana scritta per l’Opéra di Parigi nel 1855 su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier, è ispirato ai moti antifrancesi che nel 1282 si allargano da Palermo a tutta la Sicilia. Il tema storico scelto da Verdi per  cimentarsi con la dimensione musicale nuova per il compositore, del grand-opéra francese, non gli ha impedito di tralasciare comunque la dimensione intima della psicologia dei personaggi imprescindibile nel teatro musicale di Verdi.
La regia televisiva a cura di Alessandra De Sanctis.

 

Roma, 4 marzo 2020

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Avviso importante sulle selezioni della Scuola di Danza

 

SI AVVISANO GLI ISCRITTI ALLE SELEZIONI PER L’AMMISSIONE ALLA SCUOLA DI DANZA CHE A PARTIRE DALL’11 GIUGNO  SARANNO RESE NOTE, VIA MAIL, ULTERIORI COMUNICAZIONI.

 

 

 

Sono aperte le selezioni per l’ammissione ai corsi per l’anno scolastico 2020/2021 della Scuola di Danza, diretta da Laura Comi. La  Scuola si occupa della preparazione tecnica e artistica di giovani ballerini e ballerine che desiderano intraprendere la professione di danzatore.

Con l’invio della domanda, è possibile partecipare all’esame di ammissione per tre diverse tipologie di percorsi formativi. I Corsi professionali, dal 1° al 6°, per allievi ballerini da 9 fino a 17 anni. Il programma didattico prevede lezioni quotidiane di tecnica accademica classica, alla quale si aggiungono corsi di danza contemporanea, fisiotecnica e storia della musica. Gli anni di corso sono otto più un anno di perfezionamento per i più meritevoli, e vi si accede mediante una selezione annuale.
Un Corso di preparazione professionale coreutica per ragazzi dai 17 ai 22 anni, con lo scopo di ristabilire un adeguato rapporto tra la preparazione tecnica e l’età di appartenenza di giovani tersicorei ritenuti idonei.
E infine un Corso di fisiotecnica propedeutica alla danza, per bambini dagli 8 ai 10 anni: una tecnica volta alla conoscenza del corpo, al miglioramento degli schemi motori di base come la postura, l’equilibrio e la coordinazione dei bambini che intendono affrontare lo studio professionale della danza classica.

Prorogato il termine di presentazione delle domande di partecipazione.


Clicca per informazioni:

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Debutto assoluto per ‘Kát’a Kabanová’ di Leoš Janáček al Costanzi, in scena dal 19 aprile

Dal 19 al 28 aprile ci sarà un debutto assoluto al Teatro Costanzi, Kát’a Kabanová di Leoš Janáček. È la prima volta che questo capolavoro del musicista ceco, che terminò nel 1922, viene rappresentato a Roma:  si potrà dunque ascoltare e vedere uno dei maggiori lavori teatrali del Novecento, in cui conflitti sociali di un mondo autoritario e drammi interiori della protagonista s’intersecano fino a condurre alla tragedia finale. L’opera sarà presentata in un nuovo allestimento in coproduzione con la Royal Opera House di Londra, uno spettacolo entusiasmante e suggestivo che ha vinto nel 2019 l’Olivier Award.
A dirigere l’opera sarà David Robertson, la regia è di Richard Jones, le scene e costumi di Antony McDonald. Lucy Carter curerà le luci e Sarah Fahie le coreografie. Nel cast: Charles Workman (Boris Grigorijevič), Susan Bickley (Marfa Kabanová), Andrew Staples (Tichon Kabanov) e Amanda Majeski nel ruolo della protagonista. Nel cast anche Stephen Richardson (Savël Prokofjevič Dikoj), Sam Furness (Váňa Kudrajaš), Emily Edmons (Varvara), Lukáš Zeman (Kuligin).

 

Roma, 6 febbraio 2020

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David Garrett il 27 luglio a #Caracalla2020

Un altro grande appuntamento si aggiunge agli Extra già annunciati per la prossima stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla. Lunedì 27 luglio, David Garrett sarà a Roma con il suo “UNLIMITED – LIVE” un unico concerto estivo che anticipa il tour autunnale nei palazzetti in tutta Italia.
Il violinista e rockstar emozionerà i suoi fan con un mix di pezzi inediti, arrangiamenti unplugged e le versioni più appassionanti delle sue hit di maggiore successo. Che si tratti di un pezzo pop o di musica classica, David Garrett stupirà ancora una volta con la sua strabiliante virtuosità. Il suo nuovo show, tanto elettrizzante quanto intimo, ha già stregato più di 200.000 fan nel tour di quest’anno.
Sin dagli esordi della sua carriera, David Garrett non ha mai permesso ai limiti dei vari generi musicali di contenerlo. Pertanto “UNLIMITED” è ben più del titolo di un tour: è la sua filosofia musicale, una passione per la creatività senza confini. Non solo è riuscito a creare un pubblico totalmente nuovo per il crossover e la musica classica, ma ha reso il violino lo strumento principale nella musica rock. David Garrett ha già stregato milioni di fan in tutto il mondo con le sue interpretazioni inebrianti di successi rock come “Purple Rain” o “Smells Like Teen Spirit”, i suoi struggenti adattamenti d’inni come “Nothing Else Matters” o “November Rain”, la sua interpretazione di brani pop celebri in tutto il mondo, come “Viva la vida” o “Hey Jude”, e i suoi arrangiamenti di melodie classiche come la “Sinfonia n. 5” di Beethoven o “Clair de Lune” di Debussy.
“Non vedo l’ora di proseguire con il tour ‘UNLIMITED –LIVE’ nel 2020, ora più che mai voglio accompagnare i miei fan in un emozionante viaggio musicale”, afferma David Garrett. “Con la mia band, i miei amici e i miei fan voglio celebrare la musica degli ultimi dieci anni.”
In più di un decennio di carriera crossover internazionale, David Garrett ha continuato a superare se stesso. Il Paganini delle pop star, il Jimi Hendrix dei violinisti, David Garrett è il “Violinista del Diavolo” dei nostri tempi, una superstar internazionale in grado di offuscare i confini tra Mozart e Metallica.
Osannato per essere stato il pioniere del crossover contemporaneo, e per il suo modo di suonare eccezionalmente virtuoso, è perfettamente a suo agio nell’eseguire dalle più complesse composizioni classiche con i migliori direttori d’orchestra e le orchestre del mondo, ai successi rock più apprezzati dal pubblico degli stadi. Ammirato da milioni di fan in tutto il mondo, David Garrett ha già venduto milioni di biglietti e vinto 24 dischi d’oro e 16 di platino in ogni angolo del mondo: da Hong Kong alla Germania, dal Messico a Taiwan, al Brasile e molti altri ancora. Sa combinare il carisma di una rock star con il virtuosismo innato solo ai migliori strumentisti dei nostri giorni.
Il tour è organizzato in collaborazione con International Music and Arts.

 

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Roma, 29 gennaio 2020

 

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“Il corsaro” con la coreografia di José Carlos Martínez in scena dall’1 all’8 marzo

Al Teatro Costanzi si anima la magia de Il corsaro con la nuova produzione coreografica di José Carlos Martínez, coreografo già étoile dell’Opéra di Parigi e Direttore della Compañía Nacional de Danza de España.
L’étoile, i primi ballerini, i solisti e il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma lo porteranno in scena da domenica 1 marzo fino a domenica 8 marzo. Gli ospiti internazionali Olesja Novikova e Leonid Sarafanov, Maia Makhateli e Kimin Kim condivideranno la scena con i talenti del Teatro. L’étoile Rebecca Bianchi, nel ruolo di Medora, sarà affiancata dal giovane e promettente Simone Agrò nel ruolo di Conrad. La solista Federica Maine sarà Medora per la recita scolastica del 4 marzo mattina.
La nuova produzione coreografica veste i costumi, di corsara ispirazione, e s’innesta nella preziosa scenografia, entrambi ideati e curati nel 2008 da Francesco Zito per la Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma.  Le luci sono di Vinicio Cheli.
Il Sovrintendente Carlo Fuortes dichiara: “Il Corsaro è un grande impegno con il quale dopo la Serata Jerome Robbins si rientra nel grande repertorio classico. Una produzione che nasce qui al Teatro dell’Opera nel 2008 ma che oggi riluce di nuova vita grazie alla ricostruzione coreografica del Maestro José Carlos Martínez. Balleranno i nostri talenti ma anche ospiti internazionali importanti e l’Orchestra sarà diretta da un grande conoscitore del Repertorio Russo, il Maestro Alexei Baklan”.
La Direttrice del Ballo Eleonora Abbagnato dichiara: “Il Corsaro per me, anche se non lo abbiamo mai ballato all’Opéra di Parigi, è sempre stato uno dei più importanti balletti del repertorio classico. Presentarlo a Roma con Martínez, collega e amico sincero, è un’opportunità unica. È un titolo classico ma molto “danzante”, fondamentale per i nostri interpreti. Presentare un classico con nuove coreografie è stimolante per i ballerini e per il pubblico, come abbiamo già fatto con Jean Guillame Bart a cui affidammo la rilettura de La Bella Addormentata: una linea, una strada da seguire. In sala abbiamo Rebecca Bianchi la nostra étoile che sarà Medora e Gulnara. Avremo grandi ospiti: Olesja Novikova, Leonid Sarafanov, Maia Makhateli, ma soprattutto Kimin Kim per la prima volta qui al Teatro dell’Opera”.
Il Corsaro, pur essendo stato concepito nei primi decenni dell’Ottocento, è considerato dagli studiosi uno dei grandi balletti della stagione tardo romantica. La sua genesi è molto complessa: il corpus del balletto ha attraversato un arco temporale molto esteso passando tra le mani di numerosi coreografi e compositori che hanno aggiunto, modificato e inventato. Nel 1826 a Milano e nel 1837 a Londra si affacciano sulla scena due prime versioni, rispettivamente Il Corsaro di Giovanni Galzerani e The Corsair di Ferdinand Albert, nelle quali si narrano le vicende avventurose della schiava Medora e del corsaro Conrad. La versione di riferimento, madre di tutte le altre, è da considerarsi quella parigina del 1856 di Joseph Mazilier. Dopo due anni viene rimontata, con aggiunte e modifiche, a San Pietroburgo da Jules Perrot, maestro di ballo presso i Teatri Imperiali, con il supporto di Marius Petipa, allora primo ballerino. Petipa, con il passare del tempo e con l’avanzamento della sua carriera, ne cura una nuova versione nel 1863 – aggiunge delle danze sulle note di Cesare Pugni, compositore del Balletto Imperiale – che nel 1899 si trasforma in una più completa con un nuovo pas de deux su musica di Drigo. Nel Novecento, esattamente nel 1931, il balletto è ripreso da Agrippina Vaganova, ma senza successo. Nel 1955 Pyotr Gusev ne propone una versione più snella e nel 1973 Konstantin Sergeyev realizza un nuovo allestimento per il Balletto del Kirov. Nel 1987 nasce una nuova versione Gusev-Slonimsky per il Balletto del Teatro Mariinskij. Nel 1998 approda negli Stati Uniti e nel 2007 in Europa. Nel 2008 al Teatro dell’Opera di Roma va in scena per la prima volta Il Corsaro di Viatcheslav Khomyakov.
Nel 2020 in prima assoluta arriva al Teatro dell’Opera di Roma la versione di José Carlos Martínez che ne parla così: “Ho apportato dei cambiamenti nella trama e nella suddivisione del balletto per rendere la drammaturgia, secondo me troppo complessa, più accessibile e chiara. Così ho ridotto la durata del balletto e ristrutturato la suddivisione affinché ci siano solo due atti con due scene in ogni atto. Ho eliminato il personaggio di Alì perché non aggiungeva nulla né all’azione né alla drammaturgia. In genere il Corsaro come balletto è una successione di variazioni per mostrare la tecnica degli interpreti con una drammaturgia molto confusa. Per me è fondamentale far capire al pubblico cosa sta succedendo sulla scena, così ho deciso di mettere in evidenza la storia portante, quella dei due personaggi Medora e Conrad, e di mantenere tutte le variazioni e i pas de deux che mostrano la tecnica dei ruoli principali e secondari, ma al servizio dell’azione. Ho mantenuto i momenti salienti della coreografia che ritroviamo in tutte le versioni: il pas de deux detto “del Corsaro” che generalmente vediamo nei gala, così come il “pas de bottes” o il “pas de six”. È molto importante rispettare questi momenti che sono stati trasmessi di generazione in generazione. Tengo molto alla tradizione e la rispetto: voglio che il pubblico rintracci nella mia versione dei legami con l’originale. Per il resto ho cercato di dare al balletto una maggiore fluidità perché penso che il balletto classico, oggi, debba essere danzato in maniera più dinamica. Come dicevo, prima di iniziare il lavoro con la compagnia, ho fatto un grande lavoro di suddivisione musicale e di rilettura della drammaturgia per renderla chiara e avere una base solida su cui sviluppare la mia versione. Questo processo di preparazione mi ha permesso di iniziare il lavoro in sala con le idee chiare, sapendo esattamente come volevo raccontare questa storia, dando al linguaggio coreografico la priorità. Inoltre il lavoro con il Balletto del Teatro dell’Opera di Roma mi ha molto arricchito. Ho avuto un ottimo scambio con gli interpreti che hanno incorporato ogni passo e gesto facendo delle proposte accattivanti. Sin dalle prime prove ho apprezzato la grande qualità del corpo di ballo, del loro lavoro omogeneo e sempre in ascolto. Ho coreografato l’intero balletto in tre settimane grazie alla loro collaborazione che mi ha permesso di iniziare fin da subito a lavorare a tutti quei piccoli dettagli che fanno la differenza e di affrontare questa prima senza stress”.
L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma è diretta da Alexei Baklan.

 

Roma, 20 febbraio 2020

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La Lezione Aperta degli allievi della Scuola di Danza, il 2 marzo al Costanzi

Lunedì 2 marzo alle ore 20.00 va in scena al Teatro Costanzi la Lezione Aperta degli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, diretta da Laura Comi.  La Lezione Aperta è una lezione dimostrativa, diventata nel tempo un appuntamento annuale, che offre una sintesi del lavoro quotidiano degli allievi e mette in luce la metodologia di lavoro della Scuola.
Il programma, composto dagli esercizi più rappresentativi di ogni corso – Tecnica Accademica, Pas de deux, Danza di Carattere, Contemporaneo, Fisiotecnica e Propedeutica alla Danza – crea un’occasione di piacevole condivisione con il pubblico. Gli allievi sono seguiti dai loro insegnanti e accompagnati dai Maestri al pianoforte sul palcoscenico.

 

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Roma, 22 gennaio 2020

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Dal 18 febbraio ‘Onegin’ con la direzione di James Conlon e la regia di Robert Carsen

A febbraio, dal 18 al 29, sulle scene del Costanzi arriva un gioiello della musica e della letteratura russe, Evgenij Onegin di Čajkovskij, ispirato all’omonimo romanzo in versi di Aleksandr Puškin e affidato a due giganti del teatro musicale di oggi molto amati dal pubblico del Teatro dell’Opera: James Conlon sul podio e Robert Carsen che ripropone l’allestimento, ormai divenuto storico del capolavoro di Čajkovskij, creato nel 1997 per il Metropolitan Opera di New York.  Scene e costumi sono di Michael Levine, luci di Jean Kalman. Nel ruolo del titolo Markus Werba. Maria Bayankina è Tat’jana, Yulia Matochkina è Ol’ga. Negli altri ruoli maschili Saimir Pirgu (Lenskij), John Relyea (Gremin) e Andrea Giovannini (Triquet). Anna Viktorova è Filipp’evna, Irida Dragoti  e Andrii Ganchuk del progetto “Fabbrica”, sono Larina e Zareckij.
L’allestimento si mostra con tutta la sua carica di fascino nostalgico. Le atmosfere evanescenti in sintonia con l’amore per l’autunno dello stesso Puškin, sono dominate infatti dal rosso, dal giallo dorato che richiamano il tipico foliage delle foreste russe. Al centro di questo spaccato della Russia dell’Ottocento tre storie d’amore irrealizzabili. Il giovane poeta Lenskij ama la volubile Olga, la fanciulla semplice e pura Tat’jana ama il dandy Onegin che, inizialmente disinteressato alla donna finisce ormai maturo per innamorarsene quando ormai si è trasformata da umile ragazza di campagna in una nobile dama della corte pietroburghese. Robert Carsen trasforma quello che viene definito “una enciclopedia della vita russa” in un allestimento minimalista che ne esalta ancora di più il profondo scandaglio psicologico, dominato dai colori che via via dai toni caldi autunnali dell’inizio giungono a un blu indaco fino al grigio lattiginoso del finale tracciando un percorso che segna la linea della vita stessa.
Nel maggio del 1877, la cantante d’opera Elizaveta Lavrovskaja propose a Čajkovskij di creare un’opera basata sull’Evgenij Onegin di Puškin. Il compositore, seppur inizialmente poco convinto del lavoro, vi si dedicò poi con grande coinvolgimento. Čajkovskij denominò l’opera come scene liriche: l’opera si presenta infatti come una serie di episodi della vita di Onegin, storia ben nota al pubblico russo che avrebbe potuto facilmente ricostruire i dettagli da lui omessi. Alla fine decise quindi di intitolare la sua opera alla stessa maniera del romanzo di Puškin, nonostante il fulcro drammaturgico fosse il personaggio di Tat’jana preponderante rispetto al tormentato Onegin.

 

Roma, 22 gennaio 2020

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