Dichiarazione del Sovrintendente Carlo Fuortes

L’appassionante progetto di sviluppo e affermazione internazionale del Teatro dell’Opera sta dando grandissimi frutti in termini di valore artistico delle produzioni, di soddisfazione e crescita del pubblico, di reputazione nazionale e internazionale. Ho parlato con la Presidente della Fondazione, la Sindaca Virginia Raggi, della situazione attuale del nostro Teatro e delle sue prospettive future e le ho confermato la mia piena disponibilità a proseguire, anche dopo la scadenza del mio attuale mandato, il lavoro intrapreso negli ultimi sei anni con l’obiettivo di favorire l’ulteriore crescita del nostro Teatro.
Il Costanzi si è aperto alla Città che sta rispondendo con un’attenzione e una partecipazione superiore alle nostre più rosee attese. Questo percorso sarà ulteriormente arricchito dalla direzione musicale di Daniele Gatti che dalla prossima stagione salirà sul podio per tre titoli di opera ogni anno. E il progetto di sviluppo vedrà altri importanti passaggi che verranno illustrati nella conferenza stampa di presentazione della nuova stagione 2019/20, che si terrà in Teatro il 19 giugno”.

Pubblicato in News

“Spartacus” con il Balletto dell’Opera di Astana, l’1 e il 2 luglio al Costanzi

Lunedì 1 e martedì 2 luglio, alle 20, al Teatro dell’Opera di Roma va in scena il Balletto dell’Opera di Astana con Spartacus, nella storica versione di Yuri Grigorovich del 1968 su musica di Aram Khachaturian.

Il celebre balletto sovietico, che fa parte del repertorio della Compagnia di Balletto della nuova e grandiosa Opera di Astana in Kazakistan, è uno dei lavori più applauditi di Yuri Grigorovich e maggiormente rappresentativo del repertorio dell’Unione Sovietica degli anni Sessanta e Settanta: la trama infatti celebra lo spirito rivoluzionario, ed è ispirata alla figura di Spartaco, lo schiavo romano ribelle che si pose a capo di una rivolta che portò a una guerra di classe. La versione di Grigorovich, andata in scena per la prima volta al Teatro Bol’šoj di Mosca del 1968, è divenuta celebre in tutto il mondo sia per la coreografia che per l’interpretazione dei suoi primi protagonisti: Vladimir Vassil’ev nel ruolo di Spartacus ed Ekaterina Maximova in quello della sua amata Flavia. Questa versione del balletto esalta l’atletismo del ruolo di Spartacus e il vigore del corpo di ballo maschile insieme ai toni lirici e appassionati, degli assoli di Flavia e dei duetti d’amore.

Il balletto è costruito sulla impetuosa musica di Aram Khachaturian e su libretto originale di Nikolai Volkov, basato sul romanzo Spartaco di Raffaello Giovagnoli e sulla Storia di Roma – Le guerre civili di Appiano. Le scene e i costumi di questa versione sono firmati da Simon Virsaladze, storico collaboratore di Grigorovich.

 

Acquista il tuo biglietto!

Pubblicato in News

A settembre al Costanzi va in scena l’arte di Calder e Kentridge

Un nuovo progetto, e anche difficile da definire, occuperà il palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma alla ripresa autunnale, dal 10 al 15 settembre 2019. Il pubblico potrà assistere a una nuova esperienza artistica, al dialogo tra le grandi  personalità creative dello scultore americano moderno Alexander Calder (1898-1976) e dell’artista sudafricano contemporaneo William Kentridge (nato a Johannesburg nel 1955). Questo evento offre la possibilità di vedere nuovamente in scena uno dei lavori di Alexander Calder creato per l’Opera di Roma nel 1968, unica produzione teatrale ideata interamente da Calder, Work in Progress sarà in scena per la terza volta dopo diciassette anni dalla sua prima esecuzione. In occasione di questo ritorno William Kentridge, e in dialogo con Calder, presenterà una sua nuova produzione artistica, nata dalla sua collaborazione con il Teatro per la messa in scena della Lulu di Alban Berg nel maggio 2017.

«Ampliare i confini del teatro musicale è una delle sfide che vuole lanciare il Teatro dell’Opera di Roma. – dichiara il sovrintendente Carlo Fuortes – È per questo che abbiamo chiesto a William Kentridge, uno dei maggiori artisti contemporanei, di ideare, dandogli carta bianca, una sua “Opera d’arte” da mettere in scena insieme al lavoro che un altro grande artista moderno, Alexander Calder, creò appositamente per il Teatro Costanzi nel 1968».

Alexander Calder, molto più noto per i suoi mobile, realizzò per il Teatro dell’Opera di Roma, l’11 marzo 1968, Work in Progress. Commissionato dall’allora direttore artistico Massimo Bogianckino e con la regia di Filippo Crivelli, che torna a metterlo in scena più di cinquant’anni dopo, questo lavoro rimane unico nella storia del teatro. Un esperimento artistico nato dalle idee e dai concetti elaborati in una lunga carriera, Work in Progress è un mondo interamente disegnato da Calder. Affascinato dall’idea di un lavoro teatrale fino dagli anni Trenta e dopo aver collaborato con artisti come Martha Graham e Earle Brown, Calder applica qui il proprio linguaggio drammaturgico a delicate e poetiche finalità estetiche. Il suo balletto senza danzatori è pieno di momenti che sono ricchi di sfumature inaspettate, e che comprendono momenti quasi psichedelici di visualizzazione del mondo naturale, arabeschi dinamici con i ciclisti in scena e un finale glorioso con le forme che si muovono sul palcoscenico.

Calder arrivò a Roma nel dicembre 1967 per un soggiorno di due settimane, ebbe il suo laboratorio in uno spazio del teatro, dove creò pitture a inchiostro e ad acquerello e sculture che dovevano poi essere riprodotte in scala per Work in Progress. Scelse infine un mix di musica, registrata su un LP Electron, di Niccolò Castiglioni, Aldo Clementi e Bruno Maderna e affidò al suo caro amico, Giovanni Carandente, la costruzione di una sequenza scenica, che culminava in una complessa simmetria di immagini e suoni. Fu “il pubblico ostile e sbalordito, ma al tempo stesso affascinato– scrisse Carandente su quella prima – La performance è difficile da definire in termini teatrali. Non è un balletto, come Calder spesso lo chiamava, anche se è accompagnata da eccellente musica contemporanea; non è un’opera perché non vi è canto né recitativo, e l’esecuzione non è condizionata dalla partitura. Il palcoscenico dipinto e tridimensionale non è né uno scenario ma nemmeno un luogo dove l’azione semplicemente accade: esso è l’azione, sebbene di una specie astratta… Work in Progress è un capolavoro che acquista vita nell’atmosfera effimera del teatro”. Per quel che riguarda l’autore, Calder disse a Carandente dopo la prova generale: “Avrei potuto chiamarlo: ‘La mia vita in diciannove minuti’”.

Circa due anni fa, in occasione della presenza romana di William Kentridge, regista dell’applaudita Lulu di Alban Berg del maggio ’17, al grande e poliedrico artista sudafricano il Teatro ha chiesto di allestire una “seconda parte” di quella serata, un’“opera d’arte” con piena libertà d’ideazione e di scelta. Sarà dunque, questo del settembre 2019, di nuovo un evento-spettacolo, intitolato Waiting for the Sibyl, a distanza di poco più che cinquant’anni dal debutto di Calder nel fatidico 1968.

Ho pensato che la carta, i frammenti di carta con cui mi esprimo da sempre, fossero l’elemento giusto per aprire il dialogo con Calder” ha dichiarato Kentridge. Nella sua mente le pagine in movimento hanno evocato immediatamente l’immagine della Sibilla Cumana, la sacerdotessa che trascriveva i suoi vaticini sulle foglie di quercia. Il volo delle foglie, con impresse le predizioni scompaginate dal vento, nell’idea di Kentridge diventa simile al roteare delle sculture di Calder. In scena sarà anche rappresentata la Sibilla del Paradiso di Dante, con il volume che raccoglieva tutte le pagine della conoscenza e della sapienza del mondo. “Ma quel libro, oggi, si disintegra, non c’è più”. Sul palcoscenico campeggerà un grande testo, costruito con collage, proiezioni, dipinti. Vedremo sulla scena nove artisti, tra danzatori e cantanti, per realizzare un intenso e poetico lavoro di trentacinque minuti, accompagnato dalla musica registrata di uno dei maggiori pianisti sudafricani, il compositore Kyle Shepherd con gli arrangiamenti vocali di Nhlanhla Mahlangu. Suddivisa in otto brevi scene, interrotte da cadute di sipario, sarà una creazione priva di parole. L’argomento sarà rivelato attraverso sentenze, frasi, enigmi, proiettati sia sullo schermo sia come ombre.

Pubblicato in News

Andrea Camilleri, il 15 luglio per la prima volta a Caracalla, con “Autodifesa di Caino”

La stagione estiva di Caracalla 2019 si arricchisce di un nuovo Extra. L’Autodifesa di Caino scritta da Andrea Camilleri sarà raccontata lunedì 15 luglio dall’autore, che per la prima volta sarà presente nello scenario delle antiche Terme. Lo spettacolo avrà la regia di Stefano Vicario e le musiche originali di Roberto Fabbriciani eseguite dall’autore. Il progetto è curato da Valentina Alferj. Andrea Camilleri, il più celebre scrittore italiano, torna dunque sul palco per raccontare la storia di Caino, del primo assassino sulla faccia della Terra, di colui che è diventato l’emblema del Male.
Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano”.
Camilleri ha sempre definito la sua ambizione di scrittore simile a quella del contastorie, del poeta ambulante che con la sua capacità affabulatoria incanta e seduce chi lo ascolta. E grazie alla sua capacità di narrare storie Camilleri è diventato il più letto scrittore italiano, inventando una lingua e mettendo in condizione i suoi lettori di comprenderla, di parlarla, di amarla. A novantatré anni, dopo il successo di Conversazione su Tiresia, Camilleri torna a raccontarci in prima persona la storia di Caino e del come e perché uccise suo fratello Abele.
Un racconto che si avvale molto di testi ebraici e musulmani, discostandosi perciò dalla tradizione cattolica.
Camilleri svela alcuni aspetti inediti del personaggio biblico: Caino è stato il fondatore di quella che è oggi la Civiltà dell’Uomo nei suoi aspetti non solo sociali ma anche artistici.
Un viaggio attraverso la Voce di Camilleri, una voce che proviene dall’antro della Storia e che modula il racconto sconfinando nel tempo.
Io fui semplicemente colui che mise per primo in atto il male. Che compì l’azione del male. Tramutando ciò che era in potenza, in atto”.

 

Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno della Fondazione Con il Sud e di UniCredit.

 

Acquista il biglietto

 

Pubblicato in News

Domenica 7 luglio il Saggio Spettacolo della Scuola di Danza

La Scuola di Danza della Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Laura Comi presenta domenica 7 luglio alle ore 20.00 presso il Teatro Costanzi il Saggio Spettacolo di fine anno, il momento di massima espressione artistica tanto atteso dagli allievi, dai genitori e dai docenti. Da diversi anni questo appuntamento è diventato imperdibile anche per i frequentatori più assidui del Teatro dell’Opera di Roma.
Il Sovrintendente Carlo Fuortes a tal proposito dichiara che: “la qualità artistica e la crescita delle professionalità dell’intera Fondazione partono proprio dai più giovani. A loro si dona quotidianamente il meglio della nostra conoscenza e competenza, a loro si guarda con gli occhi pieni di speranza per la cultura ballettistica del nostro Paese. Il lavoro svolto da Laura Comi e dal suo staff è lodevole e la passione che lo anima uno stimolo per tutti noi”.
Nelle parole di Laura Comi: “il programma di quest’anno si compone di coreografie dallo stile dissimile tra loro. Durante il percorso di studi che proponiamo, gli allievi hanno la possibilità di incontrare maestri e coreografi di diversa provenienza artistica. La serata del 7 luglio rappresenta una sintesi del lavoro svolto durante l’anno. Tramite lo studio assiduo e quotidiano, l’attenzione, come sempre, è finalizzata alla realizzazione di uno Spettacolo in cui la Scuola di Danza dimostra nel migliore dei modi, come lo studio tecnico sia al servizio dell’evoluzione artistica. La serata si apre con due creazioni realizzate proprio per i nostri allievi: Imago del Maestro Giorgio Mancini e Geometrie per due quintetti del Maestro Eugenio Scigliano. Segue poi la coreografia Turnpike del Maestro Mauro Bigonzetti che gentilmente ha concesso alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma di riportare in scena questo suo lavoro del 1991 con un gruppo di ragazzi del settimo e dell’ottavo corso. La serata si chiude con Schiaccianoci divertissement dei maestri Ofelia Gonzalez e Pablo Moret. Un classico del nostro repertorio che impegna ragazzi dal quinto all’ottavo corso stimolandoli nella tecnica, nello stile e nell’interpretazione. Insomma un programma articolato che desideravo portare in scena per una più completa presentazione della Scuola di Danza, e per premiare il lavoro dei ragazzi e di tutto il corpo docente.”

 

 

Acquista il biglietto!

Pubblicato in News

Campidoglio, dieci incontri gratuiti del Teatro dell’Opera nei Municipi e nei Teatri in Comune

Dieci incontri gratuiti da ieri fino alla fine di giugno organizzati dal Teatro dell’Opera in collaborazione con il Teatro di Roma – Teatri in Comune su tutto il territorio cittadino. Gli appuntamenti, promossi da Roma Capitale ospiteranno nei teatri e nelle piazze le varie formazioni del Teatro: il Coro, la Youth Orchestra, la Cantoria, la Scuola di Canto Corale e il progetto “Fabbrica” – Young Artist Program. Opera a Teatro, Festa della Musica e OperaCamion sono i titoli che riuniscono da ieri i diversi appuntamenti tutti ad ingresso gratuito.
Opera a Teatro propone brani vocali. Il primo evento è stato il 16 maggio, a Tor Bella Monaca, quindi il 17 maggio al Lido di Ostia e a Villa Torlonia il 13 giugno.
Per la Festa della Musica doppio appuntamento venerdì 21 giugno proprio sul piazzale del Teatro dell’Opera. Prima si esibirà la Scuola di Canto Corale e più tardi si diffonderanno le note della Tosca, il capolavoro di Giacomo Puccini, che iniziò il suo cammino di successo proprio all’Opera di Roma nel gennaio del 1900.
La stessa data del 21 giugno vede anche la prima tappa nel II Municipio di OperaCamion, l’idea originale che da ormai quattro anni fa uscire l’opera dalle poltrone e dai palchi e la porta in giro per la città. L’avventura di Figaro (Il barbiere di Siviglia) continuerà così fino al 30 giugno passando per il VII, l’VIII, il XII e il XIII Municipio.
Pubblicato in News

Il tuo contributo per una grande Opera
Sostieni con il 5×Mille il nostro Teatro

La Fondazione Teatro dell’Opera di Roma è una grande organizzazione che vive prevalentemente di fondi pubblici. Per programmare straordinari eventi con le più acclamate star dell’Opera e del Balletto,  sostenere iniziative in favore dei giovani e garantire una crescente qualità dei servizi al pubblico ha bisogno anche del tuo contributo.

Per destinare al Teatro dell’Opera di Roma il tuo 5xMille, con la dichiarazione dei redditi, basta una firma nel primo quadro a sinistra con l’indicazione del Codice Fiscale 00448590588.

Pubblicato in News

Aperte le selezioni per Tersicorei e Tersicoree di fila per la stagione 2019/2020

Arriva una importante opportunità per tutti i ballerini maggiorenni che desiderino provare a lavorare con la Compagnia del Teatro dell’Opera.

Sono infatti aperte le selezioni finalizzate al reclutamento di Tersicorei e Tersicoree  di fila da impegnare per eventuali assunzioni a tempo determinato per le esigenze di produzione correlate alle prove e le rappresentazioni di singoli o più spettacoli programmati nella stagione 2019/2020.
C’è tempo fino al 17 giugno per presentare la propria candidatura.

Bando di selezione per Tersicorei e Tersicoree di fila 2019/2020

Pubblicato in News

Aperte le selezioni per la Scuola di Canto Corale e per la Cantoria

Sono aperte le selezioni per l’ammissione ai corsi della Scuola di Canto Corale e della Cantoria della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera.

Per quanto riguarda la Scuola di Canto Corale, i candidati che frequentano i corsi potranno essere inseriti nella produzione delle opere in programma nella stagione 2019-20 e nella stagione estiva alle Terme di Caracalla. C’è tempo per iscriversi fino al 5 giugno.

Bando Scuola di Canto Corale

Per quanto riguarda la Cantoria invece, i corsi saranno tenuti dal Maestro Giuseppe Sabatini e dal Maestro Elisabeth Norberg-Schulz. I candidati che frequentano i corsi potranno essere inseriti nella produzione delle opere in programma nella stagione 2019-20 e nella stagione estiva alle Terme di Caracalla. La scadenza per iscriversi è il 12 giugno.

Bando Cantoria per candidati minorenni

Bando Cantoria per candidati maggiorenni

 

Pubblicato in News

Il 7 agosto grande ritorno di Plácido Domingo a Caracalla dopo 30 anni

Mercoledì 7 agosto per la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla ci sarà l’eccezionale ritorno sul palcoscenico di Plácido Domingo protagonista di un concerto intitolato Gala Plácido Domingo “Noche española”. Una serata che il celebre cantante dedica alla sua terra natìa con canzoni spagnole e arie da famose zarzuelas, e che vedrà la partecipazione anche della Compagnia di ballo Antonio Gades di Madrid.
“Con grande gioia tornerò a cantare a Caracalla quest’estate – ha dichiarato Plácido Domingo – Ho sempre nel cuore la magia della notte dei Tre Tenori del 1990 in occasione dei mondiali di calcio.
Questa volta porterò a Caracalla uno spettacolo pieno di vitalità dedicato alla Zarzuela, un genere molto coinvolgente e legato alla tradizione popolare spagnola e latina a cui i miei genitori hanno dedicato con amore tutta la vita.
Sarà per me bellissimo lavorare ancora con l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, teatro dove ho fatto alcune bellissime produzioni (come Sly, Fedora, Tosca dirigendo Luciano Pavarotti) e mi piacerebbe tornare ancora. Arrivederci Roma… al 7 agosto!”.
L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma sarà diretta da Jordi Bernàcer; parteciperanno al concerto anche il soprano Ana Maria Martinez e il tenore Arturo Chacón Cruz.
Plácido Domingo ha cantato per l’ultima volta nel fantastico scenario delle antiche Terme nel 1990, in un’indimenticabile serata dedicata ai “tre tenori” insieme a José Carreras e a Luciano Pavarotti. In seguito Domingo era stato al Teatro Costanzi nella veste di direttore d’orchestra nel 2000 per la Tosca del centenario e nel 2005 per l’Aida.

Pubblicato in News