“Billy Budd” di Britten con la regia di Deborah Warner vince l’International Opera Award

L’allestimento del Billy Budd di Benjamin Britten con la regia di Deborah Warner, che sarà al Costanzi dal prossimo 8 maggio, ha vinto ieri sera a Londra l’International Opera Award nella categoria “nuova produzione”. Questo significativo riconoscimento ha per l’opera lirica la stessa importanza che ha il premio Oscar per il mondo del cinema.

“È una grande emozione che Billy Budd abbia ricevuto il premio per una nuova produzione alla cerimonia degli International Opera Awards ieri sera al London Coliseum. – ha dichiarato Deborah Warner – Insieme a Joan Matabosch del Teatro Real di Madrid abbiamo ritirato il premio a nome di tutti i collaboratori che si sono impegnati in questo enorme e impegnativo lavoro collettivo – il cast, il team creativo, il coro, l’orchestra, gli attori – e naturalmente anche a nome dei coproduttori, il Teatro dell’Opera di Roma e la Royal Opera House. Siamo ansiosi di mettere in scena questo titolo a Roma nel mese prossimo. Ed è per me un grande e speciale piacere che si tratti delle prima romana di questo capolavoro”.

Il riconoscimento a questo spettacolo di grandissima qualità ha detto il sovrintendente Carlo Fuortes ci rende molto felici. Lo spettacolo è il frutto di una coproduzione tra il nostro teatro e altre due eccellenze della lirica europea, il Real di Madrid e la Royal Opera House di Londra. Ancora una volta vinciamo la nostra scommessa di mettere in scena all’Opera di Roma il meglio della lirica internazionale”.

Preceduta dalle prove già in corso sotto la direzione della regista, la recita di martedì 8 maggio alle 20 vedrà il sipario alzarsi per la prima volta a Roma su questo capolavoro del teatro musicale del Novecento.

Al Costanzi l’opera sarà diretta da James Conlon. Le scene sono di Michael Levine, i costumi di Chloe Obolensky, le luci di Jean Kalman e i movimenti coreografici di Kim Brandstrup. Tra gli interpreti Jacques Imbrailo (Billy Budd), Toby Spence (il capitano Vere), John Relyea (Claggart).

Le altre recite avranno luogo giovedì 10 maggio (ore 20), sabato 12 (ore 18), domenica 13 (ore 16.30) e martedì 15 (ore 20).

Domenica 6 maggio, alle 16.30, al Teatro Costanzi ci sarà l’anteprima giovani riservata ai minori di 26 anni.

Domenica 6 maggio, alle ore 11.00, al Teatro Nazionale Giovanni Bietti terrà la consueta “Lezione di Opera” introduttiva.

I biglietti per tutte le recite sono già in vendita alla Biglietteria e sul sito del Teatro.

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Dal 7 al 17 aprile “Tosca”, il capolavoro di Puccini. Poi ancora in scena a novembre

Sabato 7 aprile, alle ore 20, torna Tosca. Il capolavoro “romano” di Giacomo Puccini torna nell’allestimento del 14 gennaio 1900, quello cui assistette l’autore stesso, al debutto assoluto dell’opera al Teatro Costanzi. Con questa fedele ripresa, un nuovo-vecchio allestimento, rivive la memoria storica del Teatro della capitale, che tra Ottocento e Novecento è stato al centro di debutti che hanno fatto la storia dell’opera, della musica, della cultura. L’idea del Sovrintendente Carlo Fuortes è di recuperare tale memoria con la ripresa di allestimenti storici. La messa in scena di Tosca, sui bozzetti originali di Adolf Hohenstein, vede la regia del giovane Alessandro Talevi. La ricostruzione delle scene è affidata a Carlo Savi, quella dei costumi ad Anna Biagiotti. Firma le luci Vinicio Cheli.

Il Maestro Jordi Bernàcer dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.

Cast dell’opera: Svetlana Kasyan, in alternanza con Monica Zanettin (11 e 14 aprile) nel ruolo di Floria Tosca; Stefano La Colla e Massimo Giordano (11 e 14 aprile) in quello di Cavaradossi; Fabian Veloz nei panni di Scarpia. Gianfranco Montresor sarà Angelotti, Domenico Colaianni il Sagrestano e Saverio Fiore Spoletta. Si alternano nel ruolo di Sciarrone Alessandro Gaetani e Antonio Taschini (14 e 17 aprile), in quello del Carceriere Riccardo Coltellacci e Alessandro Fabbri (14 e 17 aprile).

Maestro del Coro Roberto Gabbiani. Con la partecipazione del Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma.

Tosca, dopo la “prima” di sabato 7 aprile (ore 20), sarà replicata mercoledì 11 (ore 20), venerdì 13 (ore 20), sabato 14 (ore 18), martedì 17 (ore 20).

Queste recite di Tosca si alterneranno dunque con quelle di Cavalleria rusticana/Pagliacci che sono previste nei giorni domenica 8 (ore 16,30), martedì 10 (ore 20), giovedì 12 (ore 20) e domenica 15 (16,30).

Lo spettacolo verrà riproposto a novembre, il 15, 16, 17, 18, con la direzione di Stefano Ranzani.

 

 

 

 

 

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“I coreografi, i ballerini e noi”
Domenica 4 marzo il secondo appuntamento

Domenica 4 marzo 2018 alle ore 11.00, presso il Foyer del primo piano del Teatro Costanzi, l’appuntamento è con il secondo incontro del progetto divulgativo della Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma I coreografi, i ballerini e noi, che introduce il pubblico al Trittico neoclassico Kylián, Inger, Forsythe, in scena al Teatro Costanzi da giovedì 15 a mercoledì 21 marzo 2018, con l’anteprima Vietato ai maggiori di 26 anni, il 14 marzo.

L’incontro, condotto dalla saggista e storica della danza Leonetta Bentivoglio, è arricchito dalla presenza di Cora Bos-Kroese, già danzatrice del Nederland Dans Theater, oggi assistente e collaboratrice di Jiří Kylián; da quella di Noah Gelber, danzatore storico di William Forsythe che dal 1997 diffonde il suo stile riprendendone i balletti nei teatri più prestigiosi; ed infine da quella di Carl Inger, fratello e assistente di Johan Inger.

Leonetta Bentivoglio, insieme ai maestri ospiti, tra proiezioni video e contributi di danze dal vivo, accompagna il pubblico alla scoperta delle seguenti opere coreografiche: Petite Mort di Jiří Kylián, Artifact Suite di William Forsythe e Walking Mad di Johan Inger.

Con Cora Bos-Kroese si entra nel vivo della trasmissione della frase coreografica, analizzando il primo duetto di Petite Mort, eseguito per l’occasione dai ballerini del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma Virginia Giovanetti e Alessandro Casà.

Con Noah Gelber si accede ai segreti dello stile di William Forsythe, per esplorare l’affascinante universo di Artifact Suite.

Con Carl Inger si scopre l’universo di Johan Inger, le sue visioni ed intuizioni che sono alla base di Walking Mad, per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma.

Il ciclo di incontri I coreografi, i ballerini e noi, si conclude domenica 20 maggio con Manon di Kenneth MacMillan, alla presenza della Direttrice ed Étoile Eleonora Abbagnato.

 

I COREOGRAFI, I BALLERINI E NOI

Foyer del Teatro Costanzi

Kylián, Inger, Forsythe
domenica 4 marzo ore 11.00

 

Manon
domenica 20 maggio ore 11.00

 

Il costo del biglietto per il singolo incontro è di 5,00 €
Informazioni, prenotazioni e iscrizioni alla mailing list:

Tel. 0648160312 -532-533
Fax 064872112

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La leggendaria Joan Baez a Caracalla per il suo tour d’addio il 6 agosto

Ancora un extra per il cartellone di Caracalla 2018: Joan Baez, lunedì 6 agosto, sul palcoscenico delle Terme presenterà il suo nuovo album “Whistle Down the Wind”. Dal 2008 questo è il primo album in studio dell’artista, registrato in soli dieci giorni a Los Angeles e prodotto da Joe Henry(vincitore di 3 Grammy Award) con interpretazioni di brani scritti da Tom Waits, Josh Ritter, Anohni, Joe Henry, Eliza Gilkyson, Mary Chapin Carpenter, Tim Eriksen.

Leggendaria protagonista della musica folk americana e della cultura del ’68, a cinquant’anni di distanza da quella straordinaria stagione, Joan Baez saluta con un ultimo tour il grande pubblico dei suoi appassionati.

Poco dopo la sua entrata nella Rock & Roll Hall Of Fame nell’aprile 2017, Joan Baez aveva infatti annunciato che il 2018 sarebbe stato il suo ultimo anno di tournée ufficiali. “Non vedo l’ora di essere in tour con un bellissimo nuovo album di cui sono davvero orgogliosa. Accolgo con piacere l’opportunità di condividere questa nuova emozione con i miei fan storici ed il pubblico in tutto il mondo”, e ha annunciato che sta per intraprendere in Europa un lungo tour d’addio alle scene (Fare Thee Well) che toccherà anche l’Italia.

Nel corso dei sessant’anni dalla leggendaria esibizione al Club 47 di Cambridge, Massachusetts, del 1958 e del successivo storico debutto del 1959 al Festival folk di Newport, numerosi premi, riconoscimenti e attività si sono succedute a ritmo frenetico per la cantautrice statunitense. Nell’ottobre 2011, le è stata conferita la prestigiosa Legion D’Onore, il più alto riconoscimento francese.

La carriera di Joan Baez ha attraversato oltre 50 anni durante i quali ha marciato in prima linea nel movimento per i diritti civili, ha introdotto Bob Dylan nel mondo, musicale e non, nel 1963 e ha ispirato Václav Havel a combattere per la Repubblica Ceca. L’artista rimane così una forza musicale di influenza incalcolabile. Ha marciato in prima linea nel movimento per i diritti civili con Martin Luther King, ha illuminato i riflettori sul movimento della parola libera, ha organizzato la resistenza alla guerra del Vietnam, ha sostenuto le Dixie Chicks per il loro coraggio di protestare contro la guerra in Iraq, è salita sul palco con il vecchio amico Nelson Mandela all’Hyde Park di Londra mentre il mondo festeggiava il suo 90esimo compleanno e, più recentemente, ha protestato per la costruzione in Dakota dell’oleodotto nella riserva Sioux di Standing Rock. E continua a sostenere ancor oggi con passione le cause che abbraccia.

Da più di 50 anni, Joan ha sempre raccontato tutto ai suoi fans, continuando a rinnovare i suoi concerti con passione, energia e vitalità, sempre alla ricerca di una buona canzone, di una giusta causa da sostenere, confermandosi un tesoro invidiabile per l’umanità.

In questo mondo travagliato, parafrasando “Wings”, Joan Baez “continua a cercare un posto ove essere ascoltata mentre canta”.

Prezzi da 35 € a 60 € (+ prevendita 15%)

I biglietti sono in vendita da oggi, martedì 13 febbraio, presso la biglietteria e il sito del Teatro dell’Opera di Roma e on line sul sito www.ticketone.it.

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Il tour italiano è prodotto da Ponderosa.

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James Taylor & his All-Star Band il 23 luglio a Caracalla

Very Special Guest: Bonnie Raitt

Un nuovo extra arricchisce il cartellone di Caracalla 2018: James Taylor, lunedì 23 luglio, salirà sul palcoscenico delle Terme. Il cantautore statunitense, sei Grammy, 100 milioni di dischi venduti e un posto sia nella Rock and Roll Hall of Fame che nella Songwriters Hall of Fame, torna in Italia e sceglie un luogo come Caracalla che esalta la bellezza del nostro paese. Sullo stesso palco, per un double bill, Taylor sarà accompagnato da un’amica di lunga data e collega, Bonnie Raitt, in tour con il suo ventesimo album Dig In Deep. In totale, i due cantautori hanno più di trenta progetti completati, quindi non ci dovrebbe essere mancanza di materiale per le set-list del tour!

James Taylor eseguirà tutte le sue hit memorabili insieme ai brani dell’album Before This World, uscito nel 2015 a distanza di 13 anni dal precedente.

Con James Taylor una All Star Band formata da alcuni dei migliori musicisti della scena statunitense come: Steve Gadd (batteria), Luis Conte (percussioni), Kevin Hays (piano/tastiere), Mike Landau (chitarra elettrica), Walt Fowler (corni/tastiere), Jimmy Johnson (basso), Lou Marini (corni), Arnold McCuller (voce), Andrea Zonn (voce e violino), Kate Markowitz (voce).

La musica di James Taylor incarna l’arte del songwriting nelle sue forme più personali ed universali. Taylor è un maestro nel descrivere situazioni specifiche, anche autobiografiche, in un modo che lo unisce alla gente di ogni luogo. Nel 1971 apparve sulla copertina di Time dipinto come il precursore dell’era del cantautorato.

In una carriera segnata da trionfi artistici gli ultimi anni per Taylor sono stati degni di nota sia per virtuosità creativa che per il riconoscimento di traguardi eccezionali. Nel 2011 Taylor è stato onorato con un Carnegie Hall Perspective Series, che consiste in 4 serate concerto presentate alla Carnegie Hall con Taylor e alcuni selezionati ospiti musicali. Nel 2012 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti dal governo Francese e nel 2011 gli è stata conferita la National Medal of Arts dal Presidente Barack Obama. Entrambe i titoli rappresentano l’onorificenza artistica più alta nei rispettivi paesi. Nel 2015 Taylor è stato insignito delle Presidential Medal of Freedom, la più alta onorificenza del paese per meriti civili.

Nel dicembre del 2016 Taylor ha ricevuto il Kennedy Center Honors, che è assegnato ogni anni a persone che abbiano arricchito la cultura americana e raggiunto importanti traguardi nel mondo dell’arte.

Prezzi da 100 € a 52 € (prevendita + 15%)

Il tour italiano è prodotto da D’Alessandro e Galli

I biglietti sono in vendita dalla mattina di sabato 10 febbraio presso la biglietteria del Teatro dell’Opera e on line sul sito WWW.TICKETONE.IT

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Concerto del Coro del Teatro dell’Opera
a Villa Torlonia sabato 10 febbraio

Sabato 10 febbraio, alle ore 17.30, nel Teatro di Villa Torlonia, sarà possibile assistere a un concerto del Coro del Teatro dell’Opera di Roma.

Il concerto è in collaborazione con il Teatro di Roma.
In programma Johannes Brahms, Liebeslieder Walzer Op.52 per coro e pianoforte a quattro mani e Neue Liebeslieder Walzer Op.65 per coro e pianoforte a quattro mani.

Si esibirà inoltre il Quintetto Vocale della Cappella Musicale Pontificia “Sistina” in brani di Giovanni Pierluigi da Palestrina: Sicut Cervus e, su testi dal Cantico dei Cantici, Osculetur me, Trahe me post te e Nigra sum sed formosa.

Dirige il Maestro Roberto Gabbiani, al pianoforte i maestri Marco Forgione e Sergio La Stella

I biglietti, al costo di un euro, sono in vendita da venerdì 9 presso la biglietteria dell’Opera di Roma. Il giorno dello spettacolo potranno essere acquistati anche al Teatro di Villa Torlonia a partire dalle ore 16.30.

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Dal 5 aprile il dittico “Cavalleria / Pagliacci”
nella visione di Pippo Delbono

Il dittico Cavalleria rusticana / Pagliacci (5 recite dal 5 al 15 aprile) è un appuntamento sempre atteso dagli amanti dell’opera. Viene proposto diretto da Carlo Rizzi,  regia di Pippo Delbono al suo debutto all’Opera di Roma. L’attore e regista teatrale ligure porta in scena il duello di amori incrociati inserendo frammenti della sua biografia in una combinazione di sensibilità e tecnica. La scenografia è ingegnosa creazione di Sergio Tramonti, che per queste vicende di passionalità distruttiva ha scelto, come dominante pittorica, “una sorta di lacca rosso cinabro bruciato dall’alto e dal basso da scolature e vampate di nero”. I costumi sono di Giusi Giustino, le luci di Alessandro Carletti.

In Cavalleria rusticana canteranno Anita Rachvelishvili come Santuzza, Martina Belli nel ruolo di Lola, Alfred Kim in quello di Turiddu, Gevorg Hakobyan e Giuseppe Altomare (12 aprile) saranno Alfio e Anna Malavasi Lucia. In Pagliacci Fabio Sartori e Diego Cavazzin (12 aprile) canteranno il ruolo di Canio, Carmela Remigio sarà Nedda, Gevorg Hakobyan e Giuseppe Altomare (12 aprile) interpreteranno Tonio, Matteo Falcier sarà Beppe e Dionisios Sourbis canterà Silvio.

Prima rappresentazione: giovedì 5 aprile (ore 20:00), con repliche domenica 8 (ore 16:30), martedì 10 (ore 20:00), giovedì 12 (ore 20:00), domenica 15 (ore 16:30).

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Entusiasmo in Oman per “Pagliacci” con la regia di Franco Zeffirelli

Applausi entusiasti  da parte di un pubblico internazionale proveniente da tutti i Paesi del Golfo hanno accolto  l’esecuzione di Pagliacci di Ruggero Leoncavallo che i complessi del Teatro dell’Opera di Roma hanno portato alla Royal Opera House di Muscat nell’Oman.

Un successo motivato da una riuscitissima unione fra la regia di Franco Zeffirelli e un contributo musicale di grande qualità. Festeggiatissimi sia l’Orchestra, diretta dal maestro Paolo Olmi, sia il Coro diretto dal maestro Roberto Gabbiani: “Un grande favore, già durante le prove – ha dichiarato il direttore generale del Teatro dell’Oman Umberto Fanni – avevano accolto la qualità dell’orchestra e del coro romani. Siamo veramente orgogliosi di aver ospitato complessi di tale livello”.

Di primissimo piano il cast, capeggiato da uno straordinario José Cura, che ha avuto un successo personale per l’appassionata interpretazione di Canio. Insieme a lui Davinia Rogriguez (Nedda), Marco Vratogna (Tonio), Gezim Mishketa (Silvio) e Francesco Pittari (Beppe).

Ha riscosso dunque un meritato successo la tournée del Teatro dell’Opera di Roma in questo paese arabo che si è aperto da circa 50 anni alla modernità, grazie alla lungimiranza del Sultano Qaboos bin Said Al Said. Proprio quest’ultimo, appassionato e aperto alla cultura occidentale, aveva dato il via più o meno nello stesso periodo (2007) alla costruzione sia di una grande e splendida Moschea sia di un teatro d’opera, unico sinora nella penisola Arabica.

Dotato di un’eccellente acustica e delle più avanzate dotazioni tecniche, il teatro ha ospitato al meglio la prima tournée in Oman del Teatro dell’Opera di Roma. “Un’occasione storica – ha dichiarato il sovrintendente Carlo Fuortesresa possibile anche dalla grande apertura culturale che alcuni Paesi del Golfo Persico, e in particolare l’Oman, hanno sviluppato nei confronti dell’Europa e dell’ Occidente in generale. Il Sultano e’ stato particolarmente attento a costruire ponti nei confronti del resto del mondo cercando insieme di conservare le proprie tradizioni”.

Anche la decisione di ospitare un’opera come Pagliacci, una vicenda cruda che culmina in un femminicidio, testimonia di un notevole coraggio. A favore di questa scelta ha giocato l’allestimento firmato nel 1992 proprio all’Opera di Roma da Franco Zeffirelli, un regista molto amato nel paese mediorientale dove allestì, nel 2011, la Turandot inaugurale del Teatro. Ancora una volta dunque la maestria e l’eleganza di un prodotto italiano vengono riconosciute.

A proposito di questa sua regia, Franco Zeffirelli ha ricordato come Pagliacci sia “l’unica opera che ho realizzato in abiti contemporanei, poiché Leoncavallo aveva preso spunto proprio da un episodio di sangue dell’epoca che suo padre (un magistrato) era stato chiamato a giudicare. Questa attualizzazione, l’unica nella mia carriera, è stata possibile grazie al preziosissimo contributo della costumista Raimonda Gaetani, da anni mia collaboratrice”.

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Addio a Elisabetta Terabust

Lunedì 5 febbraio si è spenta a Roma all’età di 71 anni Elisabetta Terabust, tra le più grandi étoile internazionali, artista versatile e dal talento straordinario. La Fondazione Teatro dell’Opera di Roma le rende omaggio allestendo mercoledì 7 febbraio, dalle ore 9.30 alle ore 13.00, la camera ardente presso la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma. I funerali si svolgeranno nello stesso giorno alle ore 14.30 nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, Piazza del Popolo, nota anche come Chiesa degli Artisti.

Il Presidente Virginia Raggi, il Sovrintendente Carlo Fuortes, il Consiglio di Indirizzo e tutto il Teatro dell’Opera di Roma ricordano con molta stima e affetto la grandissima artista Elisabetta Terabust. Allieva, e attualmente direttrice onoraria della Scuola di Danza, è stata étoile e anche Direttrice del Corpo di Ballo del Teatro. Nel corso di una lunga carriera con le sue altissime qualità d’interprete ha reso memorabili i ruoli da lei danzati su tutti i principali palcoscenici europei.

“La perdita di Elisabetta Terabust – dichiara il Sovrintendente Carlo Fuortes – è per il mondo della danza e per il nostro Teatro una perdita artistica e umana, per la sua grande capacità di relazionarsi alla vita con entusiasmo e per la determinazione con cui ha saputo trasmettere e fare dono del suo grande carisma a dei nuovi talenti. Il Teatro dell’Opera di Roma ricorda con commozione il contributo fondamentale che Elisabetta Terabust ha dato alla crescita del Corpo di Ballo capitolino, e nel portare in alto il nome della danza italiana”.

Alla memoria di Elisabetta Terabust sarà dedicato dal Teatro dell’Opera di Roma il trittico contemporaneo Kylián / Inger / Forsythe che debutterà al Teatro Costanzi giovedì 15 marzo 2018.

Ballerina versatile, appassionata e interprete di grande presenza scenica, Elisabetta Terabust è stata una delle più famose étoile italiane nel mondo. Il suo romanticismo, permeato di espressività concreta, perfino moderna, e il suo alto rigore stilistico sono i tratti che hanno contrassegnato la sua carriera e che le hanno permesso di affermarsi come una delle più grandi ballerine della scena internazionale. Direttrice onoraria della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, dove aveva iniziato i suoi studi sotto la Direzione di Attila Radice, è promossa prima ballerina del Corpo di Ballo del Teatro della Capitale nel 1966, e poi étoile nel 1972. Fin dagli esordi ha lavorato con personalità di rilievo del mondo della danza: Erik Bruhn, Zarko Prebil, Aurel Milloss, Bronislava Nijinska sono solo alcuni dei nomi con i quali la Terabust compie le prime fasi della sua carriera. Nel 1973 intraprende il suo percorso internazionale grazie alla collaborazione con il London Festival Ballet, compagnia con cui interpreta in tutto il mondo i più importanti ruoli del repertorio classico. È stata inoltre la prima italiana a danzare stabilmente nel Ballet de Marseille diretto da Roland Petit. Durante la sua carriera ha danzato con i ballerini più famosi del momento: Erik Bruhn, Peter Schaufuss, Rudolf Nureyev, Patrice Bart, Michail Barysnikov, Fernando Bujones, Patrick Dupond, Vladimir Derevianko, Jay Jolley, Paolo Bortoluzzi. Con la stessa passione che aveva contraddistinto la sua attività di ballerina, assume nel 1990 la direzione della Scuola e del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. A seguire dirige per ben due volte il corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano (dal 1993 al 1997 e dal 2007 al 2009), il Corpo di Ballo del Maggio Musicale Fiorentino (dal 2000 al 2002) e il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli (dal 2002 al 2006).

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“La traviata” firmata Coppola – Valentino resta in scena fino al 26 gennaio

Proseguono fino al 26 gennaio le repliche de La traviata di Verdi nel fortunato allestimento del Teatro dell’Opera di Roma creato da Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti nel 2016. Dopo quello riscosso nelle scorse stagioni e in tournée in Giappone a settembre 2018, i sold out delle prime due recite di sabato 12 e domenica 13 gennaio riconfermano il grande successo di pubblico di questo spettacolo, che coniuga l’eleganza dei costumi di Valentino, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, con la regia cinematografica di Sofia Coppola.
Dal podio dirige il maestro Pietro Rizzo, mentre sul palcoscenico si alternano tre cast: nel ruolo di Violetta Valery, in abiti Valentino, cantano Claudia Pavone (15, 17, 19), Valentina Varriale (16, 18, 20, 22, 24, 26) e Francesca Dotto (23, 25); al loro fianco nel ruolo di Alfredo Germont Antonio Poli (15, 17, 19), Alessandro Scotto di Luzio (16, 23, 25) e Giulio Pelligra (18, 20, 22, 24, 26). Giorgio Germont è interpretato da Sebastian Catana (15, 17, 19, 23), Marco Caria (16, 18, 20, 25) e Serban Vasile (22, 24, 26), mentre Graziano Dallavalle veste i panni del Dottor Grenvil.
Molti gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program dell’Opera di Roma impegnati in questa produzione: dalla prima edizione una delle protagoniste, Valentina Varriale; dalla seconda edizione attualmente in corso Irida Dragoti, che si alterna con Sara Rocchi (16, 18, 20, 23, 25) nel ruolo di Flora, Rafaela Albuquerque (Annina), Andrii Ganchuk (Barone Douphol), Timofei Baranov (Marchese D’Obigny) e Domingo Pellicola (Gastone).
Sul palcoscenico anche il Coro dell’Opera di Roma, diretto dal maestro Roberto Gabbiani, e il Corpo di Ballo, interprete delle coreografie di Stéphane Phavorin. La regia di Sofia Coppola è ripresa da Marina Bianchi. Le scene sono di Nathan Crowley, scenografo collaboratore Leila Fteita. Vinicio Cheli firma le luci, i video sono a cura di Officine K.

 

Con La traviata prosegue anche la rassegna “Prime Donne”, collaborazione fra il Teatro dell’Opera di Roma e la “Fondazione Roma Tre Teatro Palladium”. I prossimi due appuntamenti al Palladium vedono protagoniste le soprano interpreti del ruolo di Violetta Valery ne La traviata al Costanzi: Claudia Pavone lunedì 21 gennaio e Valentina Varriale lunedì 11 febbraio. Le artiste sono accompagnate al pianoforte rispettivamente dai maestri Marco Forgione e Antonio Maria Pergolizzi. I concerti iniziano alle ore 20.30.

Per informazioni: teatropalladium.uniroma3.it

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