“Cenerentola” di Viardot al Nazionale in un nuovo allestimento dello Young Artist Program “Fabbrica”

«Cenerentola è una ragazza “sola” che cerca di farsi accettare da una società che vive di apparenze e non di sostanza». Così Antonella Lo Bianco, la regista di “Fabbrica”, lo Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, racconta la nuova produzione della Cenerentola (Cendrillon) di Pauline Viardot che debutta al Teatro Nazionale dal 28 al 31 maggio (ore 20.00). Lo spettacolo è completamente affidato ai giovani talenti della quarta edizione di “Fabbrica” che con il loro sguardo hanno riletto e attualizzato l’antica fiaba popolare che ha ispirato scrittori, poeti e musicisti. La Cendrillon di Pauline Viardot, andata in scena a Parigi il 23 aprile 1904, è un piccolo gioiello cameristico per voci e pianoforte che alterna parti cantate e dialoghi parlati, e rivela un caleidoscopio di personaggi e ruoli che suggerisce una stretta parentela con la Cenerentola rossiniana. La storia che la compositrice ha saputo narrare con raffinato gusto intimistico viene proposta nella versione italiana curata da Vincenzo De Vivo. Partecipano gli allievi della Scuola di Danza diretta da Eleonora Abbagnato, interpreti delle coreografie di Giovanni Castelli. Dirige Carlo Donadio.

«Il tema di Cenerentola – prosegue Lo Biancoè certamente attuale. La solitudine provoca nella maggior parte dei casi reazioni di isolamento ed auto-isolamento: entrambe fanno entrare in un vortice psicologico ed emotivo. È proprio questo vortice che ci interessa approfondire. Ognuno di noi è stato Cenerentola almeno una volta, ognuno di noi si è sentito solo, non capito, non accettato dalla famiglia, dagli amici, dalla società, e quel senso di solitudine ci è familiare; cerchiamo dei rifugi dove poterci proteggere che a volte, però, diventano delle vere e proprie prigioni».

La trama è quella nota. I personaggi sono interpretati dai cantanti di “Fabbrica” Young Artist Program: Mariam Suleiman (Cenerentola), Mattia Rossi (Le Baron de Pictordu), Ekaterine Buachidze e Valentina Gargano (le sorellastre, Armelinde e Maguelonne), Eduardo Niave (Le Prince Charmant), Nicola Straniero (Le Comte Barigoule) e Spartak Sharikadze (Le Portrait). Nel cast anche un talento ospite, il soprano francese, ma di formazione newyorkese, Margaux Frohlich (La Fée).

Il nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma vede le scene di Agnese Falcarin, i costumi di Mario Celentano e le luci di Giulia Bandera, il team creativo di “Fabbrica” Young Artist Program. Completa la messa in scena la coreografia firmata da Giovanni Castelli, ballerino del Corpo di Ballo capitolino, di cui sono interpreti gli allievi della Scuola di Danza della Fondazione capitolina diretta da Eleonora Abbagnato. Al pianoforte si alternano Zenoviia-Anna Danchack (28,30) e Pavel Tialo (29,31). Sul podio Carlo Donadio.

 

Roma, 25 maggio 2024

Pubblicato in News

Sono aperti i bandi per la V Edizione di “Fabbrica” Young Artist Program

È online il bando per la quinta edizione di “Fabbrica”, lo Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Le candidature vanno inviate compilando il form di iscrizione (https://www.fabbrica.operaroma.it) entro e non oltre il 15 giugno 2024,  poco prima del termine della IV edizione attualmente in corso. Il programma è aperto a 8 cantanti, 2 maestri collaboratori, 1 regista, 1 scenografo/a, 1 costumista e 1 lighting designer. Il bando è rivolto a giovani provenienti da tutto il mondo che abbiano voglia di trasformare la propria passione in un vero mestiere, che abbiano già terminato un percorso di studi attinente e che preferibilmente abbiano già maturato delle prime esperienze in palcoscenico, pronti ad intraprendere la delicata fase di passaggio tra la fine degli studi e l’inizio della carriera vera e propria. L’obiettivo del bando è selezionare un gruppo che unisca le principali professionalità coinvolte nella produzione di un’opera lirica. Sono previsti 19 mesi di lavoro e una borsa di studio complessiva di 20.900€ per ogni partecipante erogata mensilmente.

Il progetto di Fabbrica Young Artist Program è stato lanciato nel 2016 e si appresta ad avviare la sua quinta edizione. Tantissimi giovani da tutto il mondo hanno scelto Roma e l’Italia come luogo per dare inizio alla propria carriera. Il Teatro dell’Opera di Roma ha accolto oltre 60 talenti provenienti da tutti i continenti: Australia, Asia (Cina), Europa Orientale (Albania, Russia, Polonia, Ucraina), Medio Oriente (Israele, Turchia), Europa (Italia, Portogallo, Spagna, Ungheria), America Latina (Argentina, Brasile, Cile, Cuba). La scommessa iniziale è quella di arrivare a un debutto importante sul palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma, ma l’auspicio è che “Fabbrica” sia trampolino per carriere internazionali, per un adeguato inserimento lavorativo. Così è successo a Roberta Mantegna, soprano che ha già calcato i palcoscenici dei maggiori teatri lirici italiani ed esteri, incluso quello della Scala di Milano; ai pianisti Alessandro Stefanelli e Ramon Theobald che sono entrati rispettivamente all’Opera di Monaco di Baviera e Opera di Parigi; al regista Luis Ernesto Doñas che collabora stabilmente con il Teatro di Bergamo, lavora in sinergia tra l’Italia e Cuba, il suo paese d’origine, ed è stato assistente alla regia e alla direzione di scena ne La bohème, film-opera firmato da Mario Martone per la direzione di Michele Mariotti trasmesso dalla RAI. Nel corso delle quattro edizioni i cantanti sono stati coinvolti in moltissime produzioni in scena al Teatro dell’Opera di Roma, sono stati protagonisti di quattro prime assolute al Teatro Nazionale di cui tre completamente affidate al team creativo di “Fabbrica”: On/Off di Sara Caneva, She di Maria Kallionpää, Un romano a Marte di Vittorio Montalti, Acquaprofonda di Giovanni Sollima (Premio Abbiati per la didattica Filippo Siebaneck, 2022) e una nel corso del Caracalla Festival 2023 (Ricostruzione 1.0). La RAI ha trasmesso “L’Opera in Ambasciata a Roma e a Parigi”, film-concerto girato a Palazzo Farnese per la regia di Giulia Randazzo.

“Fabbrica” intende proseguire nel proprio ruolo di promozione della grande tradizione lirica italiana e nella sua grande capacità di attrazione per giovani artisti provenienti da tutto il mondo.

 

Per informazioni: Come partecipare

Pubblicato in News

Alla Nuvola “Inside” di Dimitris Papaioannou dal 14 al 16 aprile

Ideata e diretta da Dimitris Papaioannou, visionario regista e visual artist tra più importanti al mondo, Inside è l’installazione video-performativa che – dal 14 al 16 aprile – EUR SpA e Teatro dell’Opera di Roma portano in coproduzione alla Nuvola in occasione della rassegna di spettacoli EUR Culture per Roma. L’artista greco, premiato con l’European Theater Prize nel 2017 e due volte nominato agli Emmy Awards, costruisce uno spazio a metà tra teatro e luogo espositivo, in cui il tempo si dilata e contrae scandendo i ritmi della vita quotidiana nei ripetitivi gesti del vivere urbano contemporaneo. Soggetto di questa installazione diventano i gesti degli artisti, che nella scena si siedono, vanno in bagno, si spogliano, si fanno una doccia, si asciugano, mangiano, si affacciano al balcone e si perdono nel paesaggio, si sdraiano, si avvolgono in un lenzuolo. L’installazione avrà luogo in diverse fasce orarie: il 14 aprile dalle 11.00 alle 17.00il 15 aprile dalle 17.00 alle 23.00 e il 16 aprile dalle 10.00 alle 16.00.

Trasformato in un ambiente domestico per la video-performance, il grande spazio espositivo della Nuvola si integra con la scena rendendo lo spettatore parte dell’installazione, squarciando il velo tra realtà e rappresentazione artistica in una fascinazione ipnotica posta al confine tra introspezione e voyeurismo, tra la poeticità di un gesto ripetitivo e la caducità dell’esistenza umana. Più che uno spettacolo, Inside è un’esperienza sensoriale priva di un inizio e di una fine, in cui spazio e tempo sono entrambi dilatati o contratti a seconda della percezione e della prospettiva di chi guarda l’azione. Durante le sei ore di durata, gli spettatori sono infatti liberi di guardare quanto vogliono la scena e di spostarsi liberamente per osservarla da punti di vista diversi, sedersi dove vogliono, uscire o rientrare.

Messa in scena per la prima volta nel 2011 al Teatro Pallas di Atene, Inside è oggi proposta sotto forma di video-installazione per spazi teatrali e performativi e diretta dallo stesso Dimitris Papaioannou. Primo artista greco a ricevere lo European Theater Prize (2017), Papaioannou è stato nominato due volte per l’Emmy Award (2016) e due volte per l’Olivier Award (2019; 2022). Le sue più recenti creazioni hanno raggiunto i quattro continenti, in oltre 30 Paesi e 51 città. Ha, inoltre, curato la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Atene nel 2004.

Il 14 aprile alle ore 17.00 al termine dell’installazione, Dimitris Papaioannou sarà impegnato alla Nuvola in un talk moderato da Anna Lea Antolini.

domenica 14 aprile, ore 11
lunedì 15 aprile, ore 17
martedì 16 aprile, ore 10

Acquista il tuo biglietto

 

Pubblicato in News

Stage Estivo della Scuola di Danza dal 10 al 13 luglio

Con la guida di Eleonora Abbagnato, la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma prosegue nel percorso di valorizzazione, di sviluppo e di radicamento della propria tradizione sul territorio nazionale offrendo varie opportunità di  formazione  ai giovani che vogliano confrontarsi con lo studio professionale della danza. In  questa prospettiva, la Scuola di Danza organizza presso la propria sede di Via Ozieri  uno Stage Estivo che si concluderà con alcune lezioni  di tecnica accademica  previste sul palcoscenico del Costanzi e con una lezione di Repertorio di Eleonora Abbagnato dedicata ai partecipanti del  livello più avanzato.

 

 

Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma

diretta da Eleonora Abbagnato

 

STAGE ESTIVO

dal 10 al 13 Luglio 2024

con i docenti della Scuola

                                    

PRIMO LIVELLO (ETA’ 11 – 12 ANNI)

3 lezioni di tecnica accademica (una al giorno);

punte – fisiotecnica – danza di carattere – passi scenici

 

SECONDO LIVELLO (ETA’ 13 – 14 ANNI) 

3 lezioni di tecnica accademica (una al giorno);

punte – contemporaneo – danza di carattere – passi scenici – elementi di Gyrokinesis

in data 13 luglio, dalle ore 11 alle 12

in presenza della direttrice la Sig.ra Eleonora Abbagnato,

la lezione di tecnica accademica sarà aperta al pubblico sulla scena del Teatro dell’Opera

 

TERZO LIVELLO (ETA’ 15 – 17 ANNI)  

3 lezioni di tecnica accademica (una al giorno);

repertorio – punte – contemporaneo – danza di carattere – elementi di Gyrokinesis

in data 13 luglio, dalle ore 11 alle 12,

in presenza della direttrice la Sig.ra Eleonora Abbagnato che terrà la lezione di repertorio classico,

la lezione di tecnica accademica e repertorio sarà aperta al pubblico sulla scena del Teatro dell’Opera

 

 

Costo dello stage: Primo Livello euro 370,00 – Secondo e Terzo Livello euro 470,00

Le lezioni sono a numero chiuso e i posti limitati: gli interessati sono invitati a compilare la richiesta di adesione e di inoltrarla entro e non oltre il 3 luglio 2024 all’indirizzo di posta elettronica della Scuola:

scuola.ballo@operaroma.it

indicando esattamente il livello scelto in base all’età del partecipante.

La Scuola di Danza risponderà al mittente comunicando la conferma di partecipazione e le modalità di pagamento; gli interessati, entro 48 ore dal ricevimento della mail della Scuola, dovranno rispedire per posta elettronica allo stesso indirizzo:

  • copia del bonifico effettuato;
  • certificato medico di sana e robusta costituzione del partecipante.

 

SI RILASCIA ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE

 

ISCRIVITI QUI

Pubblicato in News

A maggio “Jenůfa” firmata da Claus Guth e diretta da Juraj Valčuha

Sullo sfondo di una chiusa comunità rurale, due donne lottano per realizzarsi, per sopravvivere allo schiacciante peso degli obblighi sociali e alla violenza che le circonda. Nella messa in scena del pluripremiato regista Claus Guth, il capolavoro del realismo slavo Jenůfa di Leoš Janáček arriva al Costanzi dal 2 al 9 maggio in un nuovo allestimento realizzato in coproduzione con la Royal Opera House di Londra, dove ha debuttato nel 2021 ottenendo l’Olivier Award come miglior produzione operistica. L’opera è il terzo tassello del progetto triennale dell’Opera di Roma dedicato a Janáček, inaugurato con Káťa Kabanová nella stagione 2021/2022 e proseguito con Da una casa di morti lo scorso anno. Sul podio è chiamato Juraj Valčuha, tra i massimi interpreti della musica del compositore ceco, che debutta al Costanzi e che ha diretto, con l’Opera di Roma, la Turandot firmata Denis Krief a Caracalla nel 2015. Cornelia Beskow e Karita Mattila sono rispettivamente Jenůfa e Kostelnička. Robert Watson è Števa, mentre Charles Workman canta Laca. Nella parte della vecchia Buryjovka è impegnata Manuela Custer. Le scene sono di Michael Levine, i costumi di Gesine Völlm, le luci di James Farncombe e i video di rocafilm/Roland Horvath. Drammaturgia di Yvonne Gebauer. In scena anche il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma interprete della coreografia di Teresa Rotemberg.

 

Claus Guth abbandona l’estetica realista in favore di un allestimento simbolico. Altissime mura di legno delimitano la scena, isolando i personaggi e definendo la società rurale come un claustrofobico e immobile microcosmo. Al di fuori, quello che Guth definisce come «l’Altro sconosciuto», un luogo impossibile da raggiungere per le protagoniste del dramma. Jenůfa è una vicenda in cui si intrecciano onore, amore e violenza, e in cui i destini di una giovane e della sua matrigna sono destinati a ripetersi, come in una maledizione.

«Jenůfa è la storia di una donna che lotta per un mondo più libero – dice il regista – Una realtà che non presenta vie d’uscita. In scena non ci sono porte, non ci sono aperture. Costante, nell’opera, è il rumore della ruota del mulino, un ritmo ripetitivo, che non cambia mai. La società è questa macchina rituale che ripete i suoi movimenti all’infinito e che distrugge tutto ciò che incontra. L’opera mostra come un’enorme pressione sociale verso il conformismo possa portare alla completa caduta di un outsider, di qualcuno che sta fuori dalla norma».

 

Tra i registi più stimati e richiesti a livello internazionale, Claus Guth è rinomato per la sua capacità di reinvenzione del repertorio operistico e per la costruzione di messe in scena visivamente impattanti, riflesso e indagine della psicologia dei personaggi. Insignito due volte del premio Faust, nel 2023 ha ricevuto un OPER! Award come miglior regista. Ospite regolare del Festival di Salisburgo (da quando, nel 1999, vi ha diretto la prima mondiale di Cronaca del luogo di Luciano Berio) ha lavorato per i più prestigiosi teatri e festival, tra i quali Wiener Staatsoper, Festival di Bayreuth, Deutsche Oper di Berlino, Opéra National de Paris, Bol’šoj di Mosca e MET di New York. Tra le sue produzioni di successo si ricordano la Trilogia di Mozart/Da Ponte a Salisburgo, l’intero ciclo del Ring di Wagner per la Staatsoper di Amburgo, Die Frau ohne Schatten (La donna senz’ombra) di Strauss per il Teatro alla Scala di Milano e la Royal Opera House di Londra, l’oratorio di Händel Semele alla Bayerische Staatsoper di Monaco. Recentemente ha messo in scena Doppelgänger, dal ciclo di lieder Schwanengesang di Schubert, una performance eseguita dal celebre tenore Jonas Kaufmann.

 

Sul podio sale uno dei più apprezzati interpreti della musica di Janáček, il direttore slovacco Juraj Valčuha, al suo debutto al Costanzi. Attuale Direttore Musicale della Houston Symphony Orchestra, Valčuha è salito sul podio di prestigiose orchestre quali Berliner Philharmoniker, Staatskapelle Dresden, London Philharmonic, New York Philharmonic, Chicago Symphony, Filarmonica della Scala. Molto attivo in Francia e in Italia, dove è stato direttore stabile dell’Orchestra Rai e del Teatro San Carlo, nel 2018 è stato insignito del Premio Abbiati della critica musicale.

 

Il ruolo di Jenůfa vede impegnata Cornelia Beskow, soprano svedese apprezzata soprattutto per la profondità drammatica delle sue interpretazioni. Vincitrice del concorso internazionale di canto Lauritz Melchior nel 2017, inizia la sua carriera internazionale nel ruolo di Elsa nel Lohengrin alla Wiener Staatsoper, per poi distinguersi come Jenůfa, nel 2022, in una nuova produzione del regista Keith Warner alla Norwegian Opera. Accanto a lei, nel ruolo della sagrestana Kostelnička, la grande Karita Mattila, riconosciuta interprete della Jenůfa di Janáček, sia come protagonista – la sua interpretazione alla Royal Opera House nel 2001 ha vinto un Grammy Award per la Best Opera Recording nel 2004 – sia nella parte della matrigna. Beskow e Mattila sono al loro debutto al Costanzi. Il tenore Robert Watson, anche lui per la prima volta sul palco dell’Opera di Roma, è invece Števa Buryja. Insignito del Premio Campbell/Santeramo all’Opera Index Competition 2015, è stato membro dell’ensemble della Deutsche Oper di Berlino dal 2016 al 2020 ed è salito sui prestigiosi palchi del MET di New York, della San Diego Opera e dell’Opéra National De Montpellier. Nella parte di Laca Klemeň canta Charles Workman, tenore versatile il cui repertorio spazia dal belcanto alle opere del XX e XXI secolo, che torna all’Opera di Roma dopo aver interpretato Boris Grigorijevič nella Káťa Kabanová di Janáček nel 2022. Il mezzosoprano italiano Manuela Custer è invece la vecchia Buryjovka. Completano il cast Sofia Koberidze (Karolka), David Stout (Il capomastro del mulino), Lukáš Zeman Anna Viktorova (Il sindaco e sua moglie) e, dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, Ekaterine Buachidze (La pastora), Valentina Gargano (Barena), Mariam Suleiman (Jana).

 

Capolavoro del realismo musicale di primo Novecento, Jenůfa è l’opera teatrale più nota del compositore ceco Leoš Janáček. Scritta tra il 1894 e il 1903, è tratta dal dramma naturalista di Gabriela Preissová Její pastorkyňa [La sua figliastra]. Lo stile musicale di Jenůfa è il risultato dello studio che per tutta la sua vita Janáček dedicò alle inflessioni della lingua parlata cèca. La trama ruota attorno a Jenůfa, figlia adottiva di Kostelnička, sagrestana della chiesa di un paesino della Slovacchia morava. Rimasta incinta dell’amante Števa, viene sfregiata da Laca, innamorato di lei e geloso della sua relazione. Costretta a nascondersi in casa di Kostelnička per la vergogna della maternità illegittima e rifiutata da Števa per la ferita che ora porta sul volto, viene poi ingiustamente accusata di infanticidio dopo che Kostelnička, a sua insaputa, uccide il bambino per paura che questo possa impedirle di sposarsi con Laca, ancora innamorato di lei e pentito. Alla scoperta del cadavere, la matrigna confessa il crimine, ma Jenůfa la perdona, accettando le nozze con Laca.

 

La prima rappresentazione è prevista giovedì 2 maggio alle ore 20.00 ed è trasmessa in diretta su Radio3 Rai. Repliche sabato 4 maggio (ore 18.00), domenica 5 maggio (ore 16.30), martedì 7 maggio (ore 20.00), giovedì 9 maggio (ore 20.00). Lezione di Opera sabato 27 aprile (ore 17.00). Anteprima giovani martedì 30 aprile (ore 19.00).

 

Pubblicato in News

Al Costanzi una mostra fotografica per raccontare il dietro le quinte

“Mano d’Opera” è un progetto fotografico di Fabrizio Sansoni che vuole contribuire alla divulgazione visiva dei processi creativi degli spettacoli, volgendo lo sguardo a tutte le maestranze – tecniche, artigianali, sceniche, artistiche e di coordinamento – che operano dietro le quinte. Il teatro, ieri come oggi, è un  luogo complesso dove si intessono relazioni sociali e culturali.

Coloro che abitano il boccascena, le quinte, i foyer e i laboratori compongono e animano una comunità che partecipa al processo di produzione artistica. L’arte teatrale non si esaurisce nel prodotto finale ma trova la propria origine nelle lavoratrici e lavoratori del Teatro Costanzi.

“Mano d’Opera” vuole quindi rendere visibile questo mondo di professionalità e competenze solitamente nascosto, sensibilizzando gli spettatori nei confronti della complessità e delle diverse dimensioni che si intrecciano all’interno del Teatro dell’Opera di Roma.

La mostra è visitabile durante gli spettacoli dagli spettatori  muniti di regolare biglietto per la rappresentazione.
È inoltre possibile accedere alla mostra durante le visite guidate prenotandosi a promozione.pubblico@operaroma.it

 

 

 

Pubblicato in News

Cantamondo

ll Cantamondo è un progetto del Teatro dell’Opera di Roma e di Fondazione Musica per Roma, con la cura di Oscar Pizzo, e con il prezioso contributo di Fondazione YOLK, che nasce con un doppio intento: proporre ai bambini delle scuole primarie della città di Roma un corso di formazione al canto corale attraverso lo studio del patrimonio musicale italiano e internazionale e promuovere il loro processo di integrazione con il territorio attraverso il linguaggio della musica. A dirigere il Coro i Maestri Massimo Sigillò Massara e Francesca Rini.

Pubblicato in News

Lisette Oropesa debutta nella Sonnambula

Segna il ritorno all’Opera di Roma del soprano americano Lisette Oropesa, dopo i successi del film-opera La traviata diretto da Mario Martone e della tournée in Giappone sempre con il capolavoro verdiano, la nuova produzione de La sonnambula di Vincenzo Bellini in scena dal 9 al 17 aprile. Per la prima volta, Oropesa affronta il ruolo di Amina e si confronta con la celebre scena del sonnambulismo, un’autentica sfida per la vocalità del soprano lirico leggero. Accanto a lei altre star del belcanto come John Osborn, che interpreta Elvino, Roberto Tagliavini, nella parte del Conte Rodolfo, e Monica Bacelli, in quella di Teresa. Sul podio sale invece Francesco Lanzillotta, che torna al Costanzi dopo L’elisir d’amore diretto nella scorsa stagione. La nuova produzione dello spettacolo è affidata alla coppia di registi francesi Jean-Philippe Clarac e Olivier Deloeuil noti come “Le lab”, al loro debutto in Italia, che firmano regia, scene e luci. Il collettivo artistico comprende Christophe Pitoiset (Collaboratore alle scene e alle luci), Luc Bourrousse (Drammaturgia), Pascal Boudet e Timothée Buisson (Video). Le riprese video proiettate durante lo spettacolo sono realizzate in collaborazione con le Gallerie Nazionali di Arte Antica e sono state realizzate presso la sede di Palazzo Barberini.

 

In un dramma dove i virtuosismi del belcanto belliniano svelano i più remoti meandri dell’inconscio, il tema del sonnambulismo ispira ai due registi – che firmano anche scenografie e costumi – una messa in scena multimediale, in cui sogni e frammenti di realtà si fondono per esplorare la psiche di Amina e degli altri protagonisti del dramma.

 

«In maniera forse paradossale, abbiamo incentrato questo allestimento non tanto sul risveglio della sonnambula – raccontano Jean-Philippe Clarac e Olivier Deloeuilquanto sul suo addormentarsi, che viene mostrato all’inizio dello spettacolo. L’allestimento si sviluppa sotto forma di installazione performativa, nella Galleria Elvezia, una galleria d’arte pop-up collocata sul palcoscenico del Teatro Costanzi. Lo spettacolo offre un viaggio all’interno del sonno agitato della protagonista, una giovane che vive in uno stato di dormiveglia, in un regime sensoriale alterato. Attraverso l’uso di video registrati in una camera d’albergo romana, nel quartiere del Teatro dell’Opera e a Palazzo Barberini, seguiamo il viaggio interiore di Amina fino al giorno del suo matrimonio con Elvino».

 

Collettivo artistico con sede a Bordeaux, Clarac-Deloeuil > le lab mette in scena lavori multidisciplinari, esplorando le possibili dimensioni performative della grande musica. Le loro creazioni – «esperienze per testare il tempo presente» – sono inscindibili dal contesto sociale e politico in cui nascono e vengono rappresentate. Oltre ai registi Jean-Philippe Clarac e Olivier Deloeuil, fanno parte del collettivo “Le lab” Rick Martin e Christophe Pitoiset (Luci), Benjamin Juhel, Pascal Boudet e Timothée Buisson (Video), Julien Roques (Design grafico), Luc Bourrousse (Drammaturgia) e Lodie Kardouss (Collaborazione artistica). Clarac-Deloeuil > le lab collabora regolarmente con prestigiose istituzioni europee, come La Monnaie di Bruxelles, l’Opéra Comique di Parigi, la Fundaçao Gulbenkian di Lisbona, lo Staatstheater di Norimberga e l’ABAO Bilbao Opera. Nel 2018, gli allestimenti di Peer Gynt, Schubert Box e Madama Butterfly hanno ricevuto il premio Meilleurs Créateurs d’Éléments Scéniques dall’Association Professionnelle de la Critique de Théâtre, Musique et Danse.

 

«La sonnambula è senza dubbio un titolo che rappresenta uno dei più alti slanci creativi di Bellini – dice Francesco Lanzillottasviluppati all’interno di una trama semplice, dai toni innocenti e idilliaci. I pentagrammi di questo titolo sono ricolmi di melodie. Il genere semiserio al quale La sonnambulaappartiene, depurato dall’elemento comico, così come i toni idilliaci di cui sopra, non eliminano però i conflitti che in quest’opera si dipanano fra i protagonisti. Proprio l’incomprensione, con il conseguente conflitto tra i due innamorati, ci svela inoltre una visione dell’amore come possesso da parte di Elvino. L’idillio quindi non si materializza a prescindere ma si conquista con fatica, attraverso l’acquietarsi della conflittualità».

 

Direttore Principale Ospite del Teatro dell’Opera di Varna in Bulgaria dal 2010 al 2014, Direttore Principale dell’Orchestra Filarmonica Toscanini dal 2014 al 2017 e Direttore Musicale del Macerata Opera Festival dal 2017 al 2021, Lanzillotta è regolarmente ospite di importanti compagini orchestrali, come l’Orchestra della Svizzera Italiana, l’Orchestra Nazionale della RAI di Torino, la Tokyo Philharmonic Orchestra e dell’Opéra national de Montpellier. Negli ultimi anni ha inoltre debuttato alla Semperoper di Dresda, alla Staatsoper di Vienna e a La Monnaie di Bruxelles.

 

Nel ruolo della protagonista Amina una star dei palcoscenici internazionali, il soprano americano di origini cubane Lisette Oropesa. Conosciuta e apprezzata per la sua tecnica vocale impeccabile, per la musicalità raffinata e le intense doti d’interprete, Oropesa è tra i soprani lirico-leggeri più richiesti di oggi. Nel corso della sua carriera si è già misurata e distinta in opere come Lucia di Lammermoor di Donizetti e I Puritani, sempre di Bellini, che condividono con La sonnambula la presenza di celebri scene di alterazione mentale, di cui l’ultima aria di Amina, Ah! non credea mirarti, costituisce una variante di sonnambulismo. Insignita nel 2023 del Premio Abbiati della critica italiana e del titolo di “Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres” in Francia, nel settembre dello stesso anno è stata protagonista con l’Opera di Roma della tournée in Giappone dove, al Bunka Kaikan di Tokyo, ha interpretato Violetta ne La traviata di Verdi. Accanto a lei sul palco, nel ruolo di Elvino, il tenore John Osborn, Premio Bellini d’Oro 2014, che torna all’Opera di Roma dopo aver cantato Nemorino ne L’elisir d’amore dello scorso anno; il conte Rodolfo è invece interpretato dal basso Roberto Tagliavini, ospite regolare di prestigiosi palcoscenici internazionali con un repertorio che spazia tra Mozart, Bellini, Donizetti e Verdi. La molinara Teresa è il mezzosoprano Monica Bacelli, altra interprete di riferimento del belcanto italiano e vincitrice del Premio Abbiati della critica musicale italiana 1997. Nelle parti di Lisa e Alessio sono impegnati invece il soprano Francesca Benitez e il basso Mattia Rossi (quest’ultimo dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma). Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto da Ciro Visco.

 

Nelle repliche dell’11, 13 e 16 aprile Amina è interpretata da Ruth Iniesta, Elvino da Marco Ciaponi, il conte Rodolfo da Manuel Fuentes.

 

Composta da Vincenzo Bellini in soli due mesi, La sonnambula è un’opera seria in due atti su libretto di Felice Romani, tratto a sua volta da La Somnambule, ou L’arrivée d’un nouveau seigneur, un ballet-pantomime di Jean Aumer e Eugène Scribe, e da La Somnambule, comédie-vaudeville dello stesso Scribe e Germain Delavigne. Debutta a Milano nel marzo del 1831, ottenendo fin da subito grande successo. Ambientata in un villaggio in Svizzera, in un’epoca non precisata, vede protagonisti due giovani promessi sposi, Amina ed Elvino. Quando Amina, però, viene trovata addormentata la notte prima delle nozze nella stanza del conte Rodolfo, Elvino la accusa di tradimento e rompe il fidanzamento. Non crederà alla sua innocenza fin quando una sera, Amina, nuovamente sonnambula, viene vista camminare sui tetti. A quel punto i due amanti si riconcilieranno tra le gioie di amici e parenti.

 

Dopo la prima di martedì 9 aprile, ore 20.00, trasmessa in diretta su Radio3 Rai, La sonnambula di Bellini torna in scena giovedì 11 (ore 20), venerdì 12 (ore 20), sabato 13 (ore 18), domenica 14 (ore 16.30), martedì 16 (ore 20) e mercoledì 17 aprile (ore 20). Il debutto del nuovo allestimento sarà preceduto dalla Lezione di Opera che Giovanni Bietti terrà sabato 6 aprile alle ore 17.

 

Pubblicato in News

De Bana, Nunes, Forsythe: Trittico contemporaneo all’Opera di Roma

Patrick de Bana, Juliano Nunes e William Forsythe sono i coreografi che firmano il Trittico Contemporaneo, dal 23 al 29 marzo al Teatro dell’Opera di Roma. La formula è un appuntamento fisso, coraggiosamente voluto da Eleonora Abbagnato, per ampliare e rinforzare il lavoro dei ballerini. Così nel cartellone, accanto ai grandi classici, si trovano titoli e creazioni di autori che entrano per la prima volta nel repertorio del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma. Nel programma del Trittico ci sono due prime italiane, Windgames di De Bana e Playlist (Track 1, 2) dell’iconico Forsythe, e una prima assoluta, Women di Nunes.

La serata si apre con Windgames di Patrick de Bana sulle musiche del Concerto per violino e orchestra op. 35 di Čajkovskij. “Opera multinazionale”, come ama definirla l’autore, è stata creata in più fasi e ha unito artisti in tutto il mondo: al primo movimento del Concerto, coreografato nel 2013 con il Wiener Staatsballett, De Bana ha aggiunto il secondo nel 2017 allo Shangai Ballet e infine il terzo nel 2021 con il Tokyo City Ballet. Dopo il Bunka Kaikan e il Colón di Buenos Aires il balletto completo arriva per la prima volta in Italia, e segna il debutto del coreografo tedesco al Costanzi. Windgames nasce dall’ammirazione di De Bana per i Ballets Russes di Diaghilev e per Vaslav Nijinsky, suo idolo assoluto. In un velato omaggio a quest’epoca di grande creatività e di personaggi leggendari che hanno segnato la modernità, il balletto offre allo spettatore un viaggio tra passato e presente. Dell’originale linguaggio coreografico sono interpreti le étoiles Rebecca Bianchi e Alessio Rezza, i primi ballerini Federica Maine, Claudio Cocino e Michele Satriano, i solisti e il Corpo di Ballo.

Al centro della serata una prima assoluta: la nuova creazione del brasiliano Juliano Nunes. Il giovane coreografo, al suo debutto a Roma, è stato invitato dalla direttrice Eleonora Abbagnato a creare un balletto dedicato alle donne in un momento di particolare attenzione, tanto alla violenza di cui sono vittime quanto ai traguardi raggiunti con le loro lotte. Nunes ha lavorato con 24 danzatrici su 24 minuti di musica. «Women è un pezzo astratto – spiega il coreografo –. Non ha una trama ma racconta molte storie. Le donne hanno la capacità di farlo in un modo così onesto attraverso il loro modo di muoversi. Celestiali e allo stesso tempo piene di energia, per me sono un’ispirazione costante. Non ho cercato una storia che dovessero interpretare. Ho cercato di capire chi erano per farle parlare con la propria “voce”, non solo attraverso la mia». Sulle quattro composizioni di Ezio Bosso scelte per questo balletto si susseguono assoli, quartetti, ensemble. A chiudere un duetto che vede protagoniste le étoiles Alessandra Amato e Rebecca Bianchi.

Il gran finale è affidato a Playlist (Track 1, 2) di William Forsythe, icona della danza che negli oltre 50 anni di carriera ha riorientato il balletto classico verso la dinamica del XXI secolo. Playlist è stata la sua prima creazione per un corpo di ballo inglese, l’English National Ballet (2018). Nata originariamente per 12 danzatori, l’ha successivamente ripresa aggiungendo nuovi brani, proprio come in una playlist personale, e portando sul palcoscenico 30 ballerini. È un lavoro sperimentale, un gioco di equilibrio tra dinamica e musicalità in cui ha saputo accostare classicismo e atletismo con i ritmi della musica new-soul e house. All’Opera di Roma arriva in prima italiana Playlist (Track 1, 2), la versione originale per 12 danzatori, tra cui l’étoile Alessio Rezza e i primi ballerini Claudio Cocino e Michele Satriano. La tecnica richiede agli interpreti un’energia tale da travolgere il pubblico con un senso di libertà, spensieratezza e coinvolgimento. Un ruolo fondamentale è giocato dalle musiche, dal groove ascendente di Surely Shorty di Peven Everett e dal remix house di Jax Jones su Impossible di Lion Babe.

 

Roma, 18 marzo 2024

Pubblicato in News

Roberto Abbado e Sonia Bergamasco per la prima assoluta di “Bandiere nere” di Vacchi

La musica che racconta i diritti negati, la ricerca della giustizia e della libertà. È il tema del concerto in programma all’Opera di Roma il 15 marzo alle ore 20.00, che vede tornare sul podio Roberto Abbado. Il direttore d’orchestra Premio Abbiati propone la prima esecuzione assoluta della nuova versione per voce recitante e orchestra di Bandiere Nere, melologo di Fabio Vacchi tratto dall’omonimo libro sulla nascita dell’ISIS del giornalista Premio Pulitzer Joby Warrick. Sul palco, come voce recitante, l’attrice, regista e musicista Sonia Bergamasco. Completano il programma l’Ouverture dall’Egmont di Beethoven e la Prima Sinfonia di Šostakovič.

«Con Bandiere Nere ho voluto dare voce alle persone di cui Joby Warrick è testimone nel mondo – racconta Fabio Vacchie che popolano i nostri sonni ormai agitati da scenari devastanti, cercando di rendere ancora più universali le sue parole con la forza inclusiva della musica. Il brano scorre sui due piani delineati dal testo. C’è un elenco di vicende agghiaccianti, recitate per ciò che sono: fatti, notizie, resoconti. E poi c’è la verità della sofferenza affidata al ritornello straziante, che si insinua nella scrittura orchestrale fino a innervarla e piegarla alle proprie, disperate, ragioni».

Tra i compositori italiani più conosciuti ed eseguiti in Italia e all’estero, Vacchi è autore di numerose opere di teatro musicale – come Girotondo (1983), Il letto della storia (2003) – e strumentali – Dai calanchi di Sabbiuno (1995), Terra comune (2002). Ha ricevuto un Premio Abbiati della critica musicale italiana ed è membro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. I suoi lavori sono stati commissionati e diretti, tra gli altri, da Luciano Berio, Claudio Abbado, Riccardo Muti, Antonio Pappano e Zubin Mehta. Nel febbraio 2024 la sua opera-danza Madina – tratta dal romanzo La ragazza che non voleva morire di Emmanuelle de Villepin – è stata riproposta sul palco della Scala di Milano dopo il debutto nel 2021.

«Prendendo spunto da Bandiere nere – dice Roberto Abbadoho pensato di accostare al melologo di Vacchi due lavori che in maniera diversa trattano un tema politico. Nelle musiche di scena per l’Egmont, dove tra l’altro Beethoven scrive anche un melologo, quello che mi interessava era soprattutto il tema della costrizione, della prigionia presente nella tragedia di Goethe, un soggetto che il compositore riesce a tradurre in musica in maniera così audace e perfetta già nell’Ouverture. E chi più di Šostakovič, in tempi recenti, ha vissuto un’epoca di privazioni, di difficoltà, di costrizioni? Anche se non è mai stato effettivamente imprigionato, possiamo ben dire che ha vissuto in una sorta di prigione spirituale per tutta la vita, lui come tanti altri».

Appassionato interprete di repertorio contemporaneo e Direttore principale della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, Abbado ha diretto produzioni e prime rappresentazioni assolute in alcuni fra i più prestigiosi teatri del mondo. Primo direttore d’orchestra italiano sul podio dell’ormai tradizionale Concerto di Capodanno al Teatro La Fenice di Venezia nel 2004, è stato insignito nel 2008 del Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra dell’anno, «per la compiuta maturità interpretativa, l’ampiezza e la curiosità del repertorio nel quale ha offerto esiti rimarchevoli attraverso un’intensa attività stagionale». Torna all’Opera di Roma dopo aver diretto Madama Butterfly nella scorsa stagione.

Pubblicato in News