Bernstein a Carcalla

A Caracalla “Mass” di Bernstein firmata da Michieletto e Diego Matheuz sul podio

Il capolavoro di Leonard Bernstein Mass (Messa) sarà proposto per la prima volta in forma scenica in Italia a Caracalla a partire da venerdì 1° luglio, con repliche domenica 3 e martedì 5, sempre alle ore 21, per il ritorno della Stagione Estiva del Teatro dell’Opera di Roma tra le mura maestose delle antiche Terme. La nuova produzione dello spettacolo è affidata al regista Damiano Michieletto, che torna a lavorare nella fondazione capitolina dopo i successi del Rigoletto al Circo Massimo nell’estate 2020 e de La damnation de Faust del 2019. Sul podio il direttore d’orchestra Diego Matheuz, tra i più affermati musicisti provenienti da “El Sistema”, il modello didattico-musicale fondato in Venezuela da José Antonio Abreu.

Mass è un “pezzo teatrale per cantanti, musicisti e ballerini” su testo dello stesso Bernstein, con versi aggiuntivi di Stephen Schwartz: fu commissionato da Jacqueline Kennedy per inaugurare il Kennedy Center (John F. Kennedy Center for the Performing Arts) di Washington D.C. l’8 settembre del 1971. Il lavoro nasce per essere messo in scena teatralmente ma nel nostro Paese, fino a ora, era stato eseguito solo in forma di concerto.

Accanto a Michieletto sono impegnati Paolo Fantin che firma le scene, Carla Teti per i costumi e Alessandro Carletti per le luci. Lo spettacolo vede impegnato il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, con le coreografie di Sasha Riva e Simone Repele. In scena ci sarà uno Street People Chorus (composto da cantanti da musical), accanto al Coro diretto da Roberto Gabbiani. Lo spettacolo vedrà anche la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma.

Mass fu pensata in un primo momento come una messa tradizionale. Bernstein optò poi per un’opera teatrale piuttosto sperimentale, basata sulla Messa tridentina della Chiesa cattolica romana. In scena troviamo oltre al Coro, l’orchestra, un coro di voci bianche, danzatori, musicisti rock e blues, al cui centro troviamo un Celebrante – interpretato nel nuovo allestimento di Michieletto da Markus Werba – chiave di lettura dell’intera narrazione che raccoglie attorno a sé l’intero racconto.

Nel libretto, i frammenti liturgici veri e propri sono mantenuti e cantati in latino, con l’eccezione del Sanctus che comprende versi in ebraico. Ci sono poi testi aggiuntivi in lingua inglese di Bernstein stesso, ma anche di altri autori come Stephen Schwartz e Paul Simon. L’idea dell’opera fu fortemente influenzata da alcuni avvenimenti coevi alla composizione: i funerali di Robert F. Kennedy nella cattedrale di San Patrizio a New York, nel 1968; le celebrazioni del bicentenario della nascita di Beethoven, nel 1970; e la composizione da parte di Bernstein di un breve brano destinato al film “Fratello sole, sorella luna” di Franco Zeffirelli, poi ritirato.

 

Roma, 24 maggio 2022

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Dal 3 giugno al Costanzi ‘Ernani’: protagonisti Meli, Meade, Tézier, Stavinsky

Dal 3 all’11 giugno al Teatro Costanzi torna un classico verdiano che vedrà protagoniste quattro star della lirica internazionale: Francesco Meli, Angela Meade, Ludovic Tézier e Evgeny Stavinsky. Sul podio è impegnato Marco Armiliato, che sale sul podio dell’Orchestra dell’Opera di Roma dopo la sua ultima presenza nel 1999. L’opera è presentata nell’allestimento di Hugo de Ana che aveva inaugurato la stagione 2013-14 con la direzione di Riccardo Muti.

Andato in scena per la prima volta a Venezia nel 1844, Ernani è un melodramma ricco di arie bellissime come “Ernani, involami” e di popolari momenti corali come “Si ridesti il Leon di Castiglia”, in cui il grande compositore anticipa caratteri e psicologie che svilupperà nelle creazioni successive, “della maturità”. Alla base della storia l’omonima opera teatrale di Victor Hugo, “manifesto” del romanticismo teatrale francese.

“Sono felice d tornare all’Opera di Roma con un titolo come Ernani- dice Marco Armiliato – uno dei miei preferiti dell’intero repertorio verdiano. La sua ricchissima partitura crea atmosfere fosche e avvolgenti e si intreccia con l’emozionante racconto tratto da Victor Hugo. Il ritmo sempre incalzante e gli accenti orchestrali contribuiscono a definire una drammaturgia perfetta, sulla quale si stagliano le quattro parti solistiche, alle prese con pagine dallo straordinario virtuosismo vocale”.

Nel ruolo del titolo è impegnato Francesco Meli, tra i tenori oggi più richiesti al mondo e particolarmente apprezzato nel repertorio verdiano, che ha frequentato moltissimo nel suo percorso artistico, regalando al pubblico dell’Opera di Roma alcune sue indimenticabili interpretazioni da Gabriele Adorno in Simon Boccanegra nel 2012 sotto la direzione di Riccardo Muti fino all’ultima esibizione nel ruolo di Carlo VII in Giovanna D’Arco a ottobre 2021, diretto di Daniele Gatti.
Accanto a Meli altre tre grandi voci, tutte al loro debutto al Teatro Costanzi. Il soprano americano Angela Meade è una star del Metropolitan di New York, dove ha debuttato nel 2008 proprio come Elvira nell’Ernani e dove ha incarnato le grandi eroine del repertorio ottocentesco. Il francese Ludovic Tézier (Don Carlo), tra i baritoni più amati dal pubblico presente nei principali teatri del mondo con direttori come Muti, Mehta, Chung e Gardiner. Il basso russo Evgeny Stavinsky (Silva), interprete di ruoli mozartiani e rossiniani, poi passato al Belcanto drammatico e a Verdi, per il cui Requiem è particolarmente richiesto.

Nelle parti di Elvira e Don Carlo, a Meade e Tézier si alternano rispettivamente Anastasia Bartoli e Giovanni Meoni. Completano il cast i giovani talenti dell’edizione in corso di “Fabbrica” Young Artist Program: Marianna Mappa (Giovanna), Rodrigo Ortiz (Don Riccardo), Alessandro Della Morte (Jago). Dirige il Coro il maestro Roberto Gabbiani. Il regista argentino firma anche scene e costumi, mentre le luci sono curate da Vinicio Cheli.

La storia dell’Ernani si svolge nella Spagna del 1519. Don Giovanni d’Aragona, nei panni di Ernani, guida una rivolta contro Carlo, re di Spagna. Ernani è innamorato di Elvira, promessa al vecchio zio de Silva, grande di Spagna, ma lo è anche Carlo. La rivolta di Ernani fallisce e il giovane si rifugia proprio nel castello di de Silva. Giunge Carlo che riesce a portare via con sé Elvira. Ernani rivela a de Silva che il re è innamorato della giovane e lo esorta a vendicarsi e vendicare anche lui. Silva acconsente ed Ernani sancisce il patto dandogli un corno da caccia: quando Silva vorrà la morte di Ernani, suonerà tre volte nel corno e il giovane si toglierà la vita. Intanto Carlo, divenuto imperatore, perdona i congiurati e dà in sposa Elvira ad Ernani. Durante la festa di nozze si odono lontano tre suoni di corno. Ernani, dopo avere invano tentato di commuovere de Silva, fedele alla parola data, si uccide.

 

Roma, 20 maggio 2022

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Torna il Premio Hausmann & Co. Dedicato a chi ha talento

“Favorire la trasmissione di sapere e la promozione di nuovi talenti nel campo dell’opera lirica.”

Hausmann & Co., con oltre due secoli di attività nella Città Eterna, è l’espressione dei valori di tradizione e innovazione portati avanti dalle famiglie Hausmann e Frielingsdorf, ed è considerato un nome fra i più illustri e rinomati dell’orologeria internazionale.
In questa nuova edizione del Premio Hausmann & Co., la settima, la Casa romana si affianca ad un partner prestigioso come il Teatro dell’Opera di Roma, uno dei principali rappresentanti della Cultura in Italia e nel mondo, custode di una tradizione secolare nell’ambito dell’opera lirica.
Tra le mura della sua sede, il Teatro Costanzi, vive “Fabbrica” lo Young Artist Program della Fondazione capitolina. Ai giovani artisti che ne fanno parte è dedicato il Premio.
L’innovativo programma di training on the job è nato nel 2016 per favorire la trasmissione di sapere e la promozione di nuovi talenti. L’Opera di Roma è il luogo ideale per formare le principali professionalità coinvolte nella produzione di opere liriche, offre concrete possibilità per gli aspiranti artisti del futuro grazie soprattutto al lavoro quotidiano con i grandi nomi della scena contemporanea.
I talenti di “Fabbrica” Young Artist Program vengono individuati grazie a un selettivo bando aperto a giovani italiani e stranieri, già formati presso conservatori e accademie, in grado di intraprendere un percorso professionale certo. La missione è infatti quella di accompagnarli nella delicata fase che corrisponde alla fine degli studi e all’inizio della carriera vera e propria.
Il Premio vuole essere un sostegno per giovani cantanti, maestri collaboratori, registi, scenografi e costumisti. Tra i talenti della terza edizione di “Fabbrica” Young Artist Program attualmente in corso, che terminerà a luglio 2022 con la consegna dei diplomi, il Teatro dell’Opera di Roma segnalerà i nove artisti con i migliori risultati.
Per la VII edizione del Premio, Hausmann & Co. quest’anno avrà per la prima volta accanto a sé IWC Schaffhausen, tra i leader mondiali nel segmento degli orologi di lusso. L’azienda produce capolavori di alta orologeria che combinano tecnica ingegneristica e massima precisione ad un design esclusivo.
IWC condivide con Hausmann & Co. una lunga tradizione nel mecenatismo e nel sostegno ad artisti e letterati, che quest’anno ha portato a scegliere di destinare il riconoscimento alla Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, premiando le sue eccellenze.
La diffusione dell’arte musicale, la formazione e valorizzazione professionale dei quadri artistici e tecnici, nonché l’educazione musicale della collettività sono gli obiettivi del VII Premio Hausmann & Co.. Il ritorno del Premio, dopo la pausa dovuta alla pandemia, costituisce un’importante occasione per comunicare i valori delle due aziende orologiere e lanciare un forte segnale di ottimismo.
Quest’anno, per la VII edizione, la cerimonia di consegna dei premi avrà luogo il 20 giugno, presso le Terme di Caracalla, esclusiva sede della stagione lirica estiva del Teatro dell’Opera di Roma, dal fascino unico al mondo.

Edizioni precedenti
Il “Premio Hausmann & Co. – Dedicato a chi ha talento” nasce nel 2013, quando sono stati premiati i diplomandi compositori dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Da allora, c’è stata una continua alternanza fra arte e scienze. Nel 2014, il riconoscimento è stato consegnato ai giovani ricercatori in oncologia dell’Istituto Pasteur e dell’Università La Sapienza. L’anno successivo, il 2015, il premio è stato assegnato a tre studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 2016 è stata sostenuta ancora la ricerca, con una donazione alla Fondazione Bambino Gesù di Roma, e al progetto “Vite Coraggiose”, incentrato sulla lotta alle malattie genetiche e rare. Nel 2017 a ricevere questo tributo sono stati i ragazzi del Centro Sperimentale di Cinematografia (con la premiazione del miglior corto realizzato sul tema ‘Il Tempo e il Cinema’): giovani registi, scenografi, operatori e giovani promesse della recitazione.
Infine, nel 2018, il Premio Hausmann & Co. è stato assegnato alle eccellenze dell’ENEA: sette ricercatori “under 40”, di cui tre autori di brevetti di particolare rilievo nei settori dell’edilizia sostenibile, antisismica e alimentazione.

“Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma
Nato nel 2016, “Fabbrica” Young Artist Program è il programma d’inserimento professionale del Teatro dell’Opera di Roma. All’interno di questa istituzione lavora “Fabbrica”, un team compatto e sinergico composto da cantanti, maestri collaboratori, registi, scenografi, costumisti e light designer di talento individuati grazie a un selettivo bando biennale. I bandi per partecipare alle selezioni per la IV edizione sono attualmente aperti. È possibile candidarsi iscrivendosi entro e non oltre 15 luglio 2022. Le attività si svolgeranno da gennaio 2023 a luglio 2024.

Hausmann & Co. – Una grande tradizione
Presente a Roma dal 1794, Hausmann & Co. ha celebrato 228 anni di ininterrotta attività ed è ancora oggi un’azienda a conduzione familiare, gestita dai rappresentanti delle due famiglie, tedesche di origine, ma romane d’adozione: Hausmann e Frielingsdorf, giunte ormai alla quinta generazione.
La società rappresenta un punto di riferimento per l’orologeria italiana, attraverso un Multibrand Store in via del Babuino e tre Boutique monomarca in Via dei Condotti, supportati da un centro assistenza annoverato tra i più importanti laboratori in Italia.
Hausmann & Co. si è affermata anche grazie alle collaborazioni con numerose istituzioni: è infatti fornitore della Presidenza della Repubblica, come lo era stata della Real Casa di Savoia, nonché della Santa Sede. Un orologiaio settimanalmente si dedica alla cura degli oltre 80 orologi, fra pendole e cappuccine, presenti nelle sale e negli appartamenti papali.

IWC Schaffhausen
Nel 1868, l’orologiaio e imprenditore americano Florentine Ariosto Jones parte da Boston per la Svizzera e fonda a Schaffhausen la “International Watch Company”. Il suo sogno visionario è quello di combinare le moderne tecnologie di produzione americane con le competenze artigianali degli orologiai svizzeri per realizzare i migliori segnatempo da tasca dell’epoca. In questo modo, non solo pone le basi dell’approccio ingegneristico unico di IWC, ma dà anche il via alla produzione centralizzata di orologi meccanici in Svizzera.
Nei suoi 150 anni di storia, IWC Schaffhausen si è distinta per aver saputo creare complicazioni funzionali, ingegnose, robuste e facili da usare; in particolare cronografi e calendari. Pioniera nell’uso del titanio e della ceramica, IWC è specializzata nella produzione di casse tecnologiche realizzate con materiali all’avanguardia, come
l’alluminuro di titanio e il Ceratanium®. Privilegiando il principio “la forma segue la funzione” rispetto all’estetica, le creazioni senza tempo della manifattura svizzera incarnano i sogni e le ambizioni di chi li indossa.
IWC acquista i materiali in modo responsabile e agisce per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente, creando orologi intrinsecamente sostenibili, costruiti per durare generazione dopo generazione. L’azienda è orgogliosa di formare i suoi futuri orologiai e ingegneri e di offrire un ambiente di lavoro d’eccellenza a tutti i dipendenti. IWC collabora anche con organizzazioni che operano a favore di giovani e bambini in tutto il mondo.

Roma, 19 maggio 2022

 

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“Scuola di danza-I ragazzi dell’Opera”, su Rai Play la serie completa

È disponibile su Rai Play la serie completa “Scuola di danza – I ragazzi dell’Opera” docu-reality in 12 puntate dalla durata di 25 minuti che racconta le storie degli allievi della scuola di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. La serie segue le vicende dei ragazzi, sia all’interno della scuola che nella vita privata, in un arco temporale che va dall’inizio dell’anno scolastico al saggio finale. Obiettivo della serie è quello di coinvolgere il pubblico nelle vicende di questi giovani che sognano il successo e nello stesso tempo sono alle prese con i drammi e gli ardori dell’adolescenza.

 

Il programma è ideato e prodotto da Riccardo Brun, Paolo Rossetti, Francesco Siciliano per Panamafilm (Corpo di ballo; Scrittori #Fuoriclasse; Non ho l’età, Stato Civile), capoprogetto e autrice Annalisa Mutariello, autrice Claudia Carotenuto, direttore della fotografia Mario Pantoni.

Prodotto da PanamaFilm per RaiPlay

In collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma

 

https://www.raiplay.it/programmi/scuoladidanza-iragazzidellopera

 

Roma, 16 maggio 2022

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“Darklands-Volti della memoria”

Il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29 nei pressi di Capaci, venivano assassinati il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Mortinaro. Trent’anni dopo, lunedì 23 maggio 2022 alle 20, nello stesso giorno dell’esplosione, il Teatro dell’Opera di Roma celebra il ricordo della strage di Capaci e di quella di via D’Amelio, avvenuta il 19 luglio del 1992, nella quale persero la vita il magistrato Paolo Borsellino con i cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Per la commemorazione la Fondazione lirico-sinfonica capitolina, guidata dal palermitano Francesco Giambrone, propone l’allestimento audiovisivo Darklands – Volti della memoria a cura di Francesco Francaviglia.

In quel tragico 1992 Palermo e l’intero Paese rimasero attoniti per il dolore e per la rabbia causati dai due attentati. La città reagì e tra le diverse modalità di protesta contro la violenza mafiosa una fu particolarmente forte: per un intero mese undici donne occuparono Piazza Castelnuovo con una staffetta di digiuno. Rinunciarono al cibo per denunciare la loro “fame di giustizia”. La forza di quelle donne, la loro fierezza e la loro bellezza, fu testimoniata dal lavoro del fotografo Francesco Francaviglia e divenne una mostra dal titolo “Le Donne del Digiuno”, che permise di rivivere quei momenti e di rivedere quei volti che sfidarono il silenzio e la paura.

“Ho lavorato con l’urgenza di raccontare il percorso stragista del ’92-’94 che avvolse il nostro Paese nel terrore – ha dichiarato l’autore Francaviglia – e ho scelto di attraversare questa storia ritraendo e intervistando le protagoniste e i protagonisti. Io uso i ritratti per interrogare le coscienze, per paralizzare o ammonire, per commuovere”.

La mostra fu inaugurata a Palermo nel 2014 e ricevette diversi premi nazionali. Fu poi ospitata alla Galleria degli Uffizi di Firenze, prima personale di fotografia nella lunga storia del prestigioso spazio espositivo. Approda ora in una forma nuova, in occasione del trentennale delle stragi di mafia, al Teatro dell’Opera di Roma, che ripropone quell’importante lavoro fotografico in un allestimento audiovisivo e in una dimensione multimediale immersiva, in cui ritornano anche le voci del passato: i frammenti di telegiornali, le interviste a Falcone e Borsellino, le testimonianze dei pentiti e delle donne fotografate.

Il progetto, intitolato Darklands – Volti della memoria, si avvale della drammaturgia di Francesco Francaviglia e Giuditta Perriera, con la collaborazione di Franca Imbergamo, magistrato oggi Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia. I testi sono tratti dalle testimonianze raccolte nel libro “Le donne del digiuno contro la mafia”, di Letizia Battaglia, Rita Borsellino, Michela Buscemi, Virginia Dessì, Daniela Dioguardi, Cettina D’Onofrio, Letizia Ferrugia, Mimma Grillo, Angela Lanza, Simona Mafai, Maria Maniscalco, Emi Monteneri, Rosanna Pirajno, Maria Romano, Bice Salatiello e Franca Imbergamo. Il progetto sonoro è curato da Carlo Gargano, le musiche sono di Giovanni Sollima e le voci di Stefania Blandeburgo, Roberto Burgio, Giuditta Perriera.

Oltre a celebrare una delle più importanti risposte da parte della società civile alla strategia stragista della mafia, Darklands – Volti della memoria vuole sollecitare i legami tra immagini, suoni, saperi ed emozioni, rappresentando per il pubblico un momento di memoria che interroghi la coscienza del cittadino di oggi. Un percorso di testimonianza di quelle storie e di quegli attori e promotori di impegno civile e cambiamento culturale, verso la ricerca della verità e della giustizia.

 

I biglietti (10 euro intero, 5 euro per under 26 e scuole) saranno in vendita su ticketone e presso la Biglietteria del Teatro da martedì 17 maggio.

 

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Roma, 16 maggio 2022

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Alessio Rezza nominato Étoile del Teatro dell’Opera di Roma

Grande festa al Teatro Costanzi al termine dell’ultima recita de Il Corsaro di domenica 15 maggio. Alessio Rezza è stato nominato Étoile del Teatro dell’Opera di Roma dal sovrintendente Francesco Giambrone, su proposta della direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato.

Durante i calorosi applausi del pubblico che aveva appena ammirato le vicende avventurose della schiava Medora e del corsaro Conrad nella versione coreografica di José Carlos Martínez, a sorpresa sono saliti sul palcoscenico il sovrintendente e la direttrice del ballo. Una pioggia di coriandoli ha reso ancora più palpabile l’emozione del danzatore pugliese nell’apprendere la notizia del meritato riconoscimento.

«Il Corpo di ballo del nostro teatro è una delle nostre eccellenze, – ha dichiarato il Sovrintendente Francesco Giambronesono felice di vederlo crescere. E questo riconoscimento così importante a uno dei suoi componenti, che giunge a conclusione di una produzione che ha avuto uno straordinario successo di pubblico, conferma i livelli di qualità raggiunti da tutti sotto la guida di Eleonora Abbagnato. Oggi è una giornata di festa per tutto il nostro Teatro».

«Alessio è un danzatore di carattere unico, perfetto sia per il repertorio classico che quello moderno. – ha dichiarato Eleonora Abbagnato. È un grande talento cresciuto artisticamente al mio fianco. Ho avuto il piacere di nominarlo prima solista e poi primo ballerino. Questa ulteriore nomina è motivo di grande orgoglio tanto più che la compagnia non vantava la presenza di un danzatore étoile dal 2012. Per me è una gioia e la conferma che il Teatro cresce e soprattutto i nostri talenti».

 

Nato a Modugno, in provincia di Bari, Alessio Rezza entra alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala all’età di quindici anni, diplomandosi nel 2008. Nel 2009 entra a far parte del corpo di ballo dell’Opéra di Parigi e nel 2010 si unisce alla compagnia del Teatro dell’Opera di Roma. Sotto la direzione di Eleonora Abbagnato, nel giugno 2015 è promosso solista e nel gennaio 2018 primo ballerino. È ospite in gala di danza internazionali e gli vengono riconosciuti premi tra cui: Danza&Danza 2011, Roma in Danza 2011 e Anita Bucchi 2011 come migliore interprete maschile dell’anno, Premio Positano 2012 come miglior danzatore emergente, Roma è Arte 2013 e Europa in Danza 2016.

 

Roma, 15 maggio 2022

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Settimo Abbiati consecutivo per l’Opera di Roma con ‘Acquaprofonda’

È stato assegnato ad Acquaprofonda di Giovanni Sollima e Giancarlo De Cataldo il Premio Abbiati per la didattica musicale intitolato a Filippo Siebaneck. La giuria della 41° edizione del Premio della Critica musicale italiana si è riunita oggi 5 maggio 2022. La cerimonia di premiazione si terrà domenica 5 giugno alle 17 al Teatro Donizetti di Bergamo.

Acquaprofonda, nuova opera commissionata e coprodotta dal Teatro dell’Opera di Roma e dal Teatro Sociale di Como AsLiCo, è andata in scena in prima assoluta a Roma al Teatro Nazionale sabato 4 dicembre 2021. Un’opera contemporanea per ragazzi composta da Giovanni Sollima: una fiaba in musica sul tema dell’inquinamento delle acque eseguita dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Carlo Donadio.

Il libretto è di Giancarlo De Cataldo, il primo firmato dallo scrittore, sceneggiatore e drammaturgo, autore tra gli altri di “Romanzo criminale” da cui sono stati tratti il film e la serie tv. Un testo che ha offerto una preziosa occasione per occuparsi di un tema attualissimo e di grande impatto sulla vita quotidiana di tutti.

La messa in scena è stata affidata interamente ai talenti di “Fabbrica” Young Artist Program dell’Opera di Roma. Il team creativo proviene dalla seconda edizione di questo innovativo progetto: Luis Ernesto Doñas alla regia, Chiara La Ferlita alle scene, Elisa Cobello ai costumi. Nel cast invece i talenti dell’edizione in corso: Agnieszka Jadwiga Grochala (Serena), Irene Savignano (Balena/Madre), Rodrigo Ortiz (Guardiano), Alessandro Della Morte (Vecchio marinaio) e Arturo Espinosa (Padron Bu). Firma le luci Camilla Piccioni. Ha partecipato alla produzione la Schola Cantorum del Teatro dell’Opera di Roma.

Per il settimo anno consecutivo un importante riconoscimento della critica musicale italiana va a una produzione del Teatro dell’Opera, dopo i premi andati a The Bassarids di H.W. Henze (2015), Benvenuto Cellini (2016) e La damnation de Faust di Berlioz (2017), Billy Budd di Britten (2018), Idomeneo, re di Creta di Mozart e Orfeo ed Euridice di Gluck (2019), Il barbiere di Siviglia di Rossini (2020).

 

Roma, 5 maggio 2022

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Nuovo bando “Fabbrica” Young Artist Program 2023/2024

 

È online il bando per la quarta edizione di “Fabbrica”, lo Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Le candidature vanno inviate compilando il form di iscrizione (https://www.fabbrica.operaroma.it) entro e non oltre il 15 luglio 2022, mese in cui terminerà la III edizione attualmente in corso (https://www.fabbrica.operaroma.it/terza-edizione-2021-2022). Il programma è aperto a 8 cantanti, 2 maestri collaboratori, 1 regista, 1 scenografo/a, 1 costumista e 1 lighting designer. Il bando è rivolto a giovani provenienti da tutto il mondo pronti a essere accompagnati nella delicata fase di passaggio tra la fine degli studi e l’inizio della carriera vera e propria, che abbiano già terminato un percorso di studi attinente e che preferibilmente abbiano già maturato delle prime esperienze in palcoscenico, che vogliano far della propria passione un mestiere. L’obiettivo del bando è selezionare un gruppo che unisca le principali professionalità coinvolte nella produzione di un’opera lirica. Sono previsti 19 mesi di lavoro e una borsa di studio complessiva di 19.000€ per ogni partecipante erogata mensilmente.

«Il Teatro della capitale – racconta la direttrice di “Fabbrica” Eleonora Pacetti – non aveva un’iniziativa rivolta alla formazione dagli anni Trenta del secolo scorso, quando la Scuola di avviamento dell’allora Teatro Reale dell’Opera formò grandi interpreti del passato quali Gobbi, Taddei, Silveri, Neri, Tajo. Era necessario rimediare. Mancava un programma di avviamento professionale in cui la finalità fosse la produzione artistica, l’incontro col mondo dello spettacolo, lo scontro con le dure regole del mercato, in cui il punto di partenza fosse il lavoro quotidiano tra le mura del Teatro Costanzi accanto ai più grandi artisti della scena contemporanea».

La sfida è stata lanciata nel 2016 con la fondazione di “Fabbrica” Young Artist Program. Tantissimi giovani da tutto il mondo hanno scelto Roma e l’Italia come luogo per dare inizio alla propria carriera. Il Teatro dell’Opera di Roma ha accolto oltre 40 talenti provenienti da tutti i continenti: Australia, Asia (Cina), Europa Orientale (Albania, Russia, Polonia, Ucraina), Medio Oriente (Israele, Turchia), Europa (Italia, Portogallo, Spagna, Ungheria), America Latina (Argentina, Brasile, Cile, Cuba). La scommessa iniziale è quella di arrivare a un debutto importante sul palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma, ma l’auspicio è che “Fabbrica” sia trampolino per carriere internazionali, per un adeguato inserimento lavorativo. Così è successo a Roberta Mantegna, soprano che ha già calcato i palcoscenici dei maggiori teatri lirici italiani ed esteri, incluso quello della Scala di Milano; ai pianisti Alessandro Stefanelli e Ramon Theobald che sono entrati rispettivamente all’Opera di Monaco di Baviera e Opera di Parigi; al regista Luis Ernesto Doñas che collabora stabilmente con il Teatro di Bergamo, lavora in sinergia tra l’Italia e Cuba, il suo paese d’origine, ed è stato assistente alla regia e alla direzione di scena ne La bohème, film-opera firmato da Mario Martone per la direzione di Michele Mariotti trasmesso dalla RAI. Nel corso delle tre edizioni i cantanti sono stati coinvolti in moltissime produzioni in scena al Teatro dell’Opera di Roma, sono stati protagonisti di quattro prime assolute al Teatro Nazionale di cui tre completamente affidate al team creativo di “Fabbrica”: On/Off di Sara Caneva, She di Maria Kallionpää, Un romano a Marte di Vittorio Montalti, Acquaprofonda di Giovanni Sollima (Premio Abbiati per la didattica Filippo Siebaneck, 2022). La RAI ha trasmesso “L’Opera in Ambasciata a Roma e a Parigi”, film-concerto girato a Palazzo Farnese per la regia di Giulia Randazzo.

“Fabbrica” è la dimostrazione della vitalità della lirica italiana, grande veicolo di promozione del Paese e un formidabile strumento di attrazione dei giovani artisti da tutto il mondo.

 

Per informazioni: fabbrica.operaroma.itfabbrica@operaroma.it
www.facebook.com/fabbricayap
@fabbricayap_operaroma

Roma, 2 maggio 2022

 

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Giornata Internazionale della Danza 2022

Giornata Internazionale della Danza 2022
29 aprile, ore 15
operaroma.tv

 

Nuit Romaine, un film diretto da Angelin Preljocaj, è ambientato nel cuore di Palazzo Farnese,  sede dell’Ambasciata di Francia in Italia e uno dei palazzi più belli di Roma, una città cara alla Direttrice Artistica delle collezioni donna di Dior, di origine romana. Nox, la dea della notte – interpretata da Eleonora Abbagnato, che è accompagnata dal primo ballerino Friedemann Vogel – entra nel palazzo e, mentre si muove attraverso i corridoi, le stanze e i giardini, incontra vari individui: papi, duchi, nobildonne e altre figure che hanno vissuto in questo leggendario palazzo nel corso dei secoli.

In una successione di coreografie messe in scena come quadri viventi, e concepite da Angelin Preljocaj, i ballerini del Teatro dell’Opera di Roma interagiscono con la dea. Come ineguagliabili fonti di ispirazione per il coreografo Preljocaj, ciascuno degli spazi viene trasformato in una vetrina narrativa, permettendo ai molteplici talenti di esprimersi.

La fusione tra le capacità virtuose degli atelier di Dior e quelle del Teatro dell’Opera di Roma, guidate da Maria Grazia Chiuri, ha ricoperto un ruolo fondamentale nel design dei costumi. Drappeggi e plissettature fatte a mano rivelano tutta la loro delicatezza su cappe e abiti. Altri esempi di eccellenza del linguaggio creativo e artigianale della Maison e della Direttrice Artistica quali intarsi di pizzo, miriadi di perline  e sfumature di colori, danno vita a effetti spettacolari. Costumi dipinti a mano, disegnati come trompe l’oeil, sono impreziositi dai personaggi degli affreschi di Carracci2 presenti nella volta della Galleria Farnese. Come un’audace incursione del mondo moderno in questo viaggio nel tempo, compaiono completi di jeans, t-shirt e sneakers. Gli abiti diventano quindi una lingua a sé stante che unisce passato, presente e futuro e, al contempo, dà voce alle conversazioni culturali tra Francia e Italia, emblemi della loro preziosa alchimia.

 

 

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Dal 10 maggio in scena atmosfere esotiche per un grande balletto classico: “Il Corsaro”

 

Martedì 10 maggio, alle ore 20.00, il sipario del Teatro Costanzi si alza su Il Corsaro che José Carlos Martínez aveva firmato nel 2020 per la compagnia capitolina, nuova creazione coreografica interrotta dalla pandemia poco dopo il debutto. Il balletto, su libretto di De Saint Georges e Mazilier dal poema The Corsair di Byron, narra le vicende avventurose della schiava Medora e del corsaro Conrad. Il Maestro Alexei Baklan dirige l’Orchestra dell’Opera di Roma nelle musiche di Adam, Pugni, Delibes, Drigo. L’allestimento è impreziosito da costumi e scene di Francesco Zito e dalle luci di Vinicio Cheli.

Le otto rappresentazioni, dal 10 al 15 maggio, vedranno protagonisti étoiles, primi ballerini, solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma e due coppie di grandi ospiti internazionali cui sono affidati i ruoli dei protagonisti: la prima formata dai principal dancer del Royal Ballet di Londra, l’argentina Marianela Nuñez e il russo Vadim Muntagirov (10 e 12 maggio) che debutta su questo palcoscenico; la seconda da Maia Makhateli e Jacopo Tissi (11 e 13 maggio). La ballerina georgiana potrà finalmente danzare nel ruolo di Medora dopo aver visto la cancellazione delle sue repliche nel 2020 ed essere stata protagonista de Il lago dei cigni al Circo Massimo nel 2021. Jacopo Tissi sarà Conrad per il suo debutto assoluto all’Opera di Roma. Il giovane ma già affermato talento è il primo ballerino italiano a essere stato nominato, il 31 dicembre 2021, principal dancer del Teatro Bol’šoj.

Nei ruoli dei protagonisti danzeranno inoltre Susanna Salvi e Alessio Rezza (14 e 15 maggio), rispettivamente étoile e primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma.

«Felice di vedere finalmente in scena il balletto che era stato sospeso dalla pandemia – ha dichiarato il Sovrintendente Francesco Giambronefelice che, insieme ai nostri bravissimi danzatori, étoiles e primi ballerini, Il Corsaro sia l’occasione anche del debutto al Teatro dell’Opera di Jacopo Tissi che in questo terribile tempo di guerra ha fatto una scelta personale e professionale molto forte e significativa. Ancora una volta il nostro Teatro conferma vicinanza e attenzione agli artisti ucraini, accogliendo sul suo podio il maestro Alexei Baklan, originario di Kiev. Una grande produzione di balletto che ribadisce il ruolo che ha il nostro Corpo di Ballo nelle strategie complessive della Fondazione».

«Il Corsaro è sempre stato per me uno dei più importanti balletti del repertorio – ha dichiarato la Direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato – un titolo classico ma molto “danzante”, fondamentale per i nostri interpreti. Presentarlo nel 2020 a Roma con Martínez è stata un’opportunità unica. L’interruzione delle repliche a causa della pandemia ci ha lasciati in sospeso per due anni, ma rende carico di significato il ritorno in scena di una nuova creazione già apprezzata dalla critica che, a gennaio 2021, gli ha conferito il premio Danza&Danza 2020 come “miglior spettacolo classico dell’anno”. Un classico con nuove coreografie è stimolante per i ballerini e per il pubblico che aspettiamo numeroso questa volta, ci auguriamo, fino all’ultima delle otto rappresentazioni in programma».

Concepito nei primi decenni dell’Ottocento, Il Corsaro è considerato uno dei grandi balletti della stagione tardo romantica. La sua genesi è molto complessa, in un arco temporale molto esteso è passato tra le mani di numerosi coreografi. Ci sono stati Il Corsaro di Galzerani (Milano, 1826), The Corsair di Decombé (Londra, 1837), la versione di Mazilier, quella di riferimento e madre di tutte le altre (Parigi, 1856). Nel 1858 viene rimontato a San Pietroburgo da Perrot supportato da Petipa che ha poi curato una versione con nuove danze sulle note di Pugni (1863) e una più completa con il pas de deux su musica di Drigo (1899). Quest’ultima versione viene ripresa nel 1931 senza successo da Vaganova, nel 1955 da Gusev-Slonimskij, nel 1973 da Sergeev con il Balletto del Kirov, nell’87 da Vinogradov (sulla falsariga dell’edizione di Gusev- Slonimskij). Nel 1998 approda negli Stati Uniti, nel 2007 in Europa al Bayerische Staatsballett e, nella ricostruzione di Ratmansky e Burlaka, al Bol’šoj.

All’Opera di Roma va in scena per la prima volta nel 2008 Il Corsaro di Khomyakov; nel 2020 arriva in prima assoluta la versione di José Carlos Martínez che dichiara: «In genere Il Corsaro è una successione di variazioni per mostrare la tecnica degli interpreti con una drammaturgia molto confusa e troppo complessa. Per me è fondamentale far capire al pubblico cosa sta succedendo sulla scena. Così ho ridotto la durata del balletto affinché ci siano solo due atti e ho reso più accessibile e chiara la trama. Ho eliminato il personaggio di Alì, che non aggiungeva nulla all’azione, e ho messo in evidenza la storia portante, quella dei due personaggi Medora e Conrad. Ho mantenuto tutte le variazioni e i pas de deux che mostrano la tecnica dei ruoli principali e secondari, ma al servizio dell’azione. Si ritrovano tutti i momenti salienti della coreografia: il pas de deux detto “del Corsaro”, così come il “pas de bottes” o il “pas de six”. È molto importante rispettarli perché sono stati trasmessi di generazione in generazione. Tengo molto alla tradizione e la rispetto: voglio che il pubblico rintracci nella mia versione dei legami con l’originale. Per il resto ho cercato di dare una maggiore fluidità perché penso che il balletto classico, oggi, debba essere danzato in maniera più dinamica. Il lavoro all’Opera di Roma mi ha molto arricchito, ho apprezzato la grande qualità del Corpo di Ballo, il lavoro omogeneo e sempre in ascolto».

Dopo la “prima” di martedì 10 maggio alle 20.00, il balletto Il Corsaro torna in scena mercoledì 11 (20.00), giovedì 12 (11.00 turno riservato alle scuole e 20.00), venerdì 13 (20.00), sabato 14 (15.00 e 20.00), domenica 15 (16.30). Il debutto sarà preceduto dall’Anteprima Giovani di domenica 8 maggio (16.30) riservata ai minori di 26 anni.

Roma, 3 maggio 2022

 

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