Dal 25 marzo Ai Weiwei al Teatro dell’Opera con il suo allestimento di “Turandot”

L’edizione della Turandot, in programma dal 25 marzo al 5 aprile, si annuncia come una lettura davvero nuova del capolavoro di Puccini tra i più amati dal pubblico e tante volte messo in scena al Teatro dell’Opera di Roma.
Il nuovo allestimento, per la regia, le scene, i costumi, è firmato dal personaggio più atteso della stagione e uno dei più grandi artisti contemporanei, Ai Weiwei, che per la prima volta si cimenta con una regia teatrale. Una scelta apparentemente lontana dalla sua ricerca artistica, ma che Ai Weiwei ha accettato anche perché, giovanissimo, era stato una comparsa nella Turandot di Zeffirelli al Metropolitan. Da quei giorni newyorchesi un lungo cammino di artista, e di oppositore del governo cinese, lo ha condotto ad essere una figura di assoluto spicco nel mondo artistico di oggi. “Non avrei accettato l’invito ad occuparmi di una regia lirica perché mi sento piuttosto lontano dalla musica – ha raccontato Ai Weiwei. – Due sono gli aspetti che però mi hanno convinto. Uno generale, perché credo che l’opera racconti la contemporaneità, i problemi culturali e politici di oggi narrati, in questo caso, attraverso Turandot. L’altro motivo per cui sono legato proprio a quest’opera – ha detto – è che circa 30 anni fa mio fratello ed io eravamo a New York, giovani e squattrinati studenti. C’era un’occasione di fare le comparse al Met: l’opera era la Turandot, regia di Zeffirelli. E questo me la rende familiare”.
A dirigere Turandot è Alejo Pérez, direttore già applaudito dal pubblico del Costanzi in diversi titoli del Novecento storico, sarà in grado di sottolineare tutte le innovazioni musicali e le sfumature presenti  nella scrittura pucciniana.
Nel ruolo della principessa con Anna Pirozzi si alterna Ewa Vesin, Calaf è interpretato da Gregory Kunde (in alternanza con Arsen Soghomonyan, Altoum Carlo Bosi, Timur Antonio Di Matteo (in alternanza con Marco Spotti), Liù è interpretata da Francesca Dotto, di casa al Costanzi (in alternanza con Adriana Ferfecka). Ci sono Alessio Verna (Ping), Francesco Pittari (Pang), Pietro Picone (Pong) e, dal progetto “Fabbrica” YAP, Andrii Ganchuk e Domingo Pellicola.
Turandot è il capolavoro incompiuto di Puccini: nella sua ultima opera  il maestro  si superò nella sperimentazione sul lavoro di orchestrazione. Il soggetto fiabesco da lui poco frequentato, lo conquistò al punto da regalarci delle pagine indimenticabili ricche di evocazioni sulla Cina leggendaria, raccontata attraverso piccoli dettagli di grande realismo. Leggere l’immaginario mondo cinese di Gozzi, e poi di Puccini, da parte di un artista cinese sarà motivo di straordinario interesse.
Ma la grande innovazione  che Puccini inserì nell’opera sta nell’epilogo della vicenda d’amore che, a differenza degli amori tormentati e infelici che aveva sempre portato sulla scena, per la prima volta si trasforma in uno strumento di redenzione e felicità. Eppure il maestro non essendo riuscito a portare a compimento questa redenzione, lasciando incompiuta la partitura a causa della sua prematura scomparsa proprio nel finale, ha affidato al futuro il mistero della trasformazione di Turandot da principessa algida a donna innamorata.

 

Roma, 22 gennaio 2020

Pubblicato in News

#Caracalla2020: il 22 giugno Vinicio Capossela canta con l’orchestra Cherubini

Un altro grande appuntamento si aggiunge agli Extra già annunciati per la prossima stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla. Lunedì 22 giugno 2020, Vinicio Capossela si esibirà infatti nel magico scenario archeologico accompagnato dall’orchestra giovanile Luigi Cherubini diretta dal maestro Stefano Nanni.
Dopo un anno di rappresentazioni live legate al suo ultimo album “Ballate per uomini e bestie”, il 2020 vedrà Vinicio Capossela in scena con “Bestiario d’Amore”: concerto intimo e narrativo a soggetto amoroso e bestiale, un excursus lungo la vasta produzione del cantautore nell’anno del trentesimo anniversario della sua carriera. Non si tratta di un vero e proprio album ma di una piccola opera composta di 4 brani di ambientazione trobadorica che conclude il viaggio nel medioevo fantastico di “Ballate per uomini e bestie” affrontando l’ultimo e il più grande dei misteri della natura umana: l’amore. Per scavare all’interno di un tema tanto complesso Capossela ha preso ispirazione dal componimento letterario di un erudito del milleduecento, Richart de Fornival, che crea il suo bestiario d’amore attraverso una originalissima e brillante combinazione tra le favolose descrizioni naturalistiche dei Bestiari medievali e la fenomenologia dei comportamenti amorosi.
Da questo testo è stato ricavato un poema musicale illustrato dall’artista Elisa Seitzinger, strumentato per orchestra sinfonica dal maestro Stefano Nanni.
“L’Amore – dichiara Vinicio Capossela – apre i cancelli allo zoo interiore che ci portiamo dentro. Attiva in noi il lupo, il coccodrillo e la sirena, ci rende parenti stretti del licantropo, del corvo e dell’asino selvaggio, ci rende credibili la fenice e l’unicorno. Insomma mette in moto e rivela un intero bestiario d’amore, perché l’innamorato è un mostro, sopraffatto dalla necessità di mostrarsi. Mostrare il proprio stato o nasconderlo, abitare l’incantesimo o romperlo, abbracciare la trasformazione o respingerla sono soltanto alcuni piccoli casi degli smisurati quesiti che lo stato febbrile pone.
Non potendo evitare l’amore lo celebreremo quindi in forma di bestiario usando tutte le allegorie che la natura animale offre. Per iniziare, ci rivolgeremo a una lettera scritta da un erudito del milleduecento, Richart de Fornival, e al suo bestiario d’amore”. 

 

Il tour è organizzato da International Music and Arts

 

Acquista

 

Roma, 21 gennaio 2020

Pubblicato in News

Dal 30 gennaio la “Serata Jerome Robbins”, omaggio al grande coreografo statunitense

Il nome di Jerome Robbins,  tra i  maggiori coreografi statunitensi, appare nel cartellone del Costanzi già dagli anni Cinquanta affiancato a quello degli interpreti per eccellenza delle sue coreografie, i danzatori del New York City Ballet. A capo della compagnia sino alla sua morte, il maestro della modern dance americana ha creato qui le sue opere più importanti. All’Opera di Roma sono così andate in scena Fanfare (1953), The Cage (1953), Afternoon of a faun (1955 e 2004), The Pied Piper (1955), Interplay (1955; nel 1956 con l’American Ballet Theatre). Solo recentemente tre balletti firmati da Robbins, e mai visti prima su questo palcoscenico, sono stati affidati al Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma: nel 2011 e nel 2013 In The Night, nel 2017 The Corcert, nel 2019 Glass Pieces. La Serata Jerome Robbins, dal 30 gennaio al 5 febbraio, li riunisce tutti e tre.
Il Sovrintendente Carlo Fuortes dichiara: “La Serata Jerome Robbins, secondo titolo della stagione 2019/2020, è un grande omaggio a un innovatore senza precedenti, premio Oscar per West Side Story. Un viaggio omaggio che parte da lontano dal ’56 con The Concert, In The Night degli anni Settanta e un pezzo recente e trascinante come Glass Pieces. Arriviamo dal classico Lago dei cigni proposto durante le festività natalizie e andiamo verso un altro grande classico in marzo, Il Corsaro, ma ora siamo felicemente focalizzati su lavori della seconda metà del Novecento. Il bilanciamento è per noi  il giusto modo di programmare. Continuiamo la nostra idea iniziale di una programmazione fedele al repertorio classico e aperta alle novità della modernità e contemporaneità”.
La Direttrice del Ballo Eleonora Abbagnato dichiara: “Il nostro obiettivo è quello di portare i grandi nomi della danza internazionale qui al Teatro dell’Opera di Roma. Robbins è una tra le più grandi personalità della danza mondiale e poterlo riproporre qui è un vero onore. Voglio ringraziare Jean-Pierre Frohlich perché grazie a lui – e a sua moglie Isabelle Guérin che è qui con la nostra compagnia in questi giorni – ho scoperto la poesia e la portata di Robbins. Proporremo una serata molto variegata tra humor, poesia ed eleganza. Ballerò in In the night, che avevo già ballato qui all’Opera, sulle note di Chopin eseguite al piano dalla nostra Renata Russo e interpreterò la donna passionale e dolce della coppia principale con l’eccezionale Zachary Catazaro. È un ruolo speciale che ho danzato con altri grandi come Nicolas Le Riche. Presenteremo The Concert con la sua briosità e poesia, Glass Pieces con un’ondata di modernità e di musicalità senza precedenti. Saranno in scena la nostra étoile Rebecca Bianchi, i primi ballerini Susanna Salvi, Claudio Cocino, Alessio Rezza, i solisti Marianna Suriano, Michele Satriano e Giacomo Castellana recentemente premiato dal magazine Danza&Danza come miglior ballerino emergente del 2019”.
Robbins crea The Concert, The Perils of Everybody per il New York City Ballet con il quale debutta il 6 marzo 1956 al City Center of Music and Drama di New York. Il balletto – particolarmente brillante, in un atto – ritrae i comportamenti di un pubblico che ascolta un concerto per pianoforte e affresca situazioni ricorrenti durante i concerti, innescando un crescendo di gag dalla forte componente umoristica. Il pianista suona Frédéric Chopin in scena: i suoi spettatori lo raggiungono, si portano una sedia e animano comicamente il concerto, esternando, con gesti e atteggiamenti, i comportamenti che li caratterizzano.  C’è il ragazzo attento che siede in prima fila, le due donne che scartano caramelle e disturbano il ragazzo parlando in continuazione, la donna bella e sinuosa che ascolta languidamente il concerto appoggiandosi al pianoforte, la donna vigorosa dal forte temperamento, il marito premuroso succube della moglie dispotica, il timido occhialuto, il ritardatario che disturba i presenti, la maschera che chiede i biglietti e fa spostare gli spettatori da un posto all’altro. Le scene sono di Saul Steinberg e Edward Gorey, i costumi di Irene Sharaff. Le luci di Jennifer Tipton sono qui riprese da Les Dickert.
In The Night viene creato da Robbins nel 1970 per il New York City Ballet. Tre diverse coppie di innamorati sono le protagoniste di questo elegante e raffinato balletto: una prima coppia è formata da giovani, una seconda da lirici e un’ultima da passionali amanti che s’incontrano sotto il cielo stellato di mezzanotte. I tre Pas de deux esprimono coreograficamente i diversi temperamenti delle tre coppie sulle note di tre Notturni di Frédéric Chopin. La prima coppia invade il palcoscenico con una danza fluida di tenera espressività; la seconda interpreta un duetto molto raffinato ed elegante; l’ultima esegue una danza d’impetuoso contrappunto, qui affidato alla grinta di Eleonora Abbagnato. Lei oscilla tra il furore esplosivo e la supplica disperata, e con il partner, l’étoile internazionale Zachary Catazaro, anima una disputa e una riconciliazione. Questo affascinante affresco delle peripezie amorose si conclude con una danza d’ insieme di tutte le coppie. I costumi sono di Anthony Dowell che nel 1973 danza in maniera memorabile In The Night al Royal Ballet.
Glass pieces debutta il 12 maggio 1983 al New York State Theater con il New York City Ballet. Si tratta di un lavoro altamente formale, articolato in tre sezioni, dove Robbins sovrappone a un vocabolario tradizionale concetti provenienti dalla postmodern dance e costruisce schemi di movimento e ritmi visibili che traducono in architettura fisica le musiche di Philip Glass: Rubric e Façades (dall’album Glassworks), accanto a degli estratti dall’opera Akhnaten. Il risultato è un sofisticato linguaggio moderno che è allo stesso tempo ipnotico e carico di energia, quella di ben quarantadue ballerini in scena. Le scene sono dello stesso Robbins con Ronald Bates, i costumi di Ben Benson.

Le luci della Serata Jerome Robbins sono di Jennifer Tipton. L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma è diretta dal maestro Carlo Donadio.

 

Roma, 27 gennaio 2020

 

Pubblicato in News

‘Il lago dei cigni’ con la coreografia di Benjamin Pech in scena fino all’8 gennaio

Il lago dei cigni firmato da Benjamin Pech, record di incassi alla prima assoluta dello scorso anno, rimane in fino all’8 gennaio. E con lui arrivano i primi guest della nuova stagio­ne di balletto 2019/20: dall’Opéra de Paris l’étoile Amandine Al­bisson e dallo Staatsballett Berlin la prima ballerina Polina Se­mionova. Al loro fianco un’altra stella internazionale, il danzato­re brasiliano Danile Camargo.

Nei ruoli principali tornano anche l’étoile Rebecca Bianchi i primi ballerini Susanna Salvi e Claudio Cocino ei il solista Michele Satriano. Il lago dei cigni rimane uno dei titoli più famosi e amati. Balletto ro­mantico, percorso dall’eterno conflitto tra Bene e Male, continua ad affascinare gli spettatori di tutto il mondo. Benjamin Pech ne ha dato una personale lettura, da Petipa e Ivanov, in gran parte fedele all’originale, ma rielaborata dal punto di vista dramma­turgico. Rothbart, colui che trasforma la Odette nel cigno nero Odile, viene “eliminato”; il ruolo del malvagio è affidato a Ben­no, l’insospettabile amico del Principe Siegfried. È lui ad ordire l’inganno spinto dalla gelosia e dall’invidia.

Il tradimento, quello di Benno nei confronti del Principe, e quel­lo involontario del Principe nei confronti di Odette, diventa il te­ma centrale di questa versione. Il suo Lago racconta la storia del­l’uomo, di Siegfried. “È l’unico esempio di ruolo maschile dominante del balletto classico,– racconta Pech – il ruolo a mio avviso più in­trigante di tutto il repertorio. Se si pensa a Giselle, Coppélia e Bel­la addormentata: tutto ruota attorno al personaggio femminile. Il lago dei cigni è la storia di Siegfried, che ho voluto perciò sempre presente in scena”.

All’origine di tutto c’è la musica di Čajkovskij: “L’ho sentita inin­terrottamente per mesi– spiega– La verità su questa favola e su questo balletto ce la dice la musica con i suoi accenti drammatici . È la storia di un’amicizia, quella tra Siegfried e Benno, e di un tra­dimento. Con la musica ho messo a fuoco la mia versione”. Ad ese­guirla è la nostra Orchestra diretta ancora una volta da Nir Ka­baretti.

 

Roma, 2 gennaio 2020

Pubblicato in News

Il 2019 anno di grandi successi per il Teatro dell’Opera di Roma

Sono molto rilevanti i risultati economici e artistici con cui si chiude l’anno 2019 del Teatro dell’Opera di Roma. L’incasso è stato di 15.110.000 euro. Una cifra davvero positiva se raffrontata ai 13.943.000 dell’anno precedente (con un incremento rispetto al 2018 pari all’8,4%). Ed è ancora più interessante il risultato complessivo del periodo medio-lungo che vede gli incassi del 2013 (7.482.664 euro) crescere più del doppio nel consuntivo del 2019.
Aumenta anche il numero di spettatori che passa dai 246.675 dello scorso anno ai 266.500 del 2019, con un incremento di circa 19.000 persone (pari all’8,0%).
«Sono molto soddisfatta per gli ottimi risultati raggiunti nel 2019 dal Teatro dell’Opera di Roma – ha dichiarato la sindaca Virginia Raggi, Presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma. – Uno straordinario lavoro di squadra, quest’anno arricchito dalla presenza di Acea e Camera di Commercio di Roma divenuti soci della nostra Fondazione, ha condotto a risultati importanti. Le proposte in cartellone del Costanzi e di Caracalla continuano ad attrarre un numero di appassionati estimatori sempre maggiore, richiamando spettatori sia nella stagione invernale che in quella estiva. Un grazie anche alle numerose iniziative realizzate da ‘OperaCamion’ nelle periferie della nostra città. Siamo riusciti ad avvicinare alla cultura teatrale anche quella parte di pubblico che non frequenta abitualmente il teatro, realizzando un’operazione culturale divenuta impulso per la conoscenza dei differenti linguaggi dell’arte oltre che prezioso strumento di aggregazione. Un risultato significativo per il quale ringrazio sentitamente le numerose e differenti professionalità che con il loro impegno quotidiano non solo rendono possibili questi successi, ma collaborano affinché la cultura riparta anche dal teatro».
«Anche nel 2019 il nostro Teatro registra dei risultati molto positivi, superiori alle più rosee aspettative – ha dichiarato Carlo Fuortes, Sovrintendente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma. – La grande crescita degli spettatori e incassi è per noi motivo di orgoglio. Desidero ringraziare tutti gli spettatori del Teatro che hanno seguito con molta partecipazione e passione i nostri spettacoli. È innanzitutto grazie al loro sostegno che questo Teatro è riuscito in pochi anni a elevare la qualità delle produzioni e diventare un protagonista della scena operistica internazionale».
Anche nel bilancio artistico, e non solo in quello finanziario del Teatro, il livello raggiunto è molto alto, come si può riscontrare dai resoconti della critica e dal successo delle produzioni. Nel mese di aprile il Premio Abbiati della critica musicale italiana è andato alla regista Deborah Warner per il Billy Budd di Britten che era stato presentato al Costanzi nel maggio 2018.
Pochi giorni fa si sono concluse le repliche de Les vêpres siciliennes di Verdi, uno spettacolo che ha ottenuto un gradissimo successo dovuto sia alla presenza sul podio di Daniele Gatti, alla sua prima prova dopo aver assunto la carica di Direttore Musicale dell’Opera di Roma, sia alla regia di Valentina Carrasco. Un titolo, questo verdiano, di rara esecuzione che ha impegnato in una prova difficile tutte le forze del Teatro (l’Orchestra, il Coro, il Corpo di Ballo, gli allevi della Scuola di Danza, e tutti i tecnici) oltre a un eccellente cast. Tra gli spettacoli programmati nel 2019, molti titoli sono stati accolti con grande favore, perché proposti in “prima assoluta” o perché da tempo assenti dalle scene del Costanzi. Robert Carsen, uno dei maggiori registi lirici di oggi, è stato a Roma in marzo con una commovente rilettura dell’Orfeo ed Euridice di Gluck diretto da Gianluca Capuano, uno specialista di musica sei-settecentesca a sua volta al debutto romano. Il regista canadese è poi tornato in autunno con una versione altrettanto intensa di un altro mito, l’Idomeneo di Mozart, con la direzione di Michele Mariotti anche lui per la prima volta sul podio del Teatro dell’Opera.
Entrambi questi lavori sono stati nuovi allestimenti del Teatro, così come La vedova allegra di Lehár ad aprile, diretta da Constantin Trinks con la trascinante regia di Damiano Michieletto, e la rappresentazione a Roma de L’angelo di fuoco di Prokof’ev diretto da Alejo Pérez e riletta, nelle sue atmosfere allucinate, da Emma Dante.
L’autunno si è aperto con un dittico intitolato a due grandi artisti contemporanei: un progetto che ha voluto continuare il percorso di incontri tra opera lirica e arti figurative che ha caratterizzato sin dai primi del Novecento la programmazione del Teatro dell’Opera. In settembre alla riproposta di Work in Progress di Alexander Calder allestito al Costanzi nel 1968, è stato accostato Waiting for the Sibyl un lavoro in prima assoluta che William Kentridge ha realizzato su commissione del Teatro.
Non va poi dimenticato che, tra i vari balletti rappresentati con successo, la Serata Philip Glass affidata a tre diversi coreografi e Biancaneve, coreografato da Angelin Preljocaj hanno rappresentato un’ottima prova del corpo di ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, a confronto con differenti declinazioni del linguaggio coreografico di oggi.

Roma, 27 dicembre 2019

Pubblicato in News

Dal 23 gennaio “I Capuleti e i Montecchi” diretta dal maestro Gatti

Prima opera del 2020, dal 23 gennaio al 6 febbraio, I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini è il secondo titolo della stagione diretto dal maestro Daniele Gatti, opera alla quale è molto legato e che torna a dirigere dopo quasi trent’anni in un nuovo allestimento con regia, scene, costumi e luci di Denis Krief. I ruoli dei due protagonisti sono interpretati da Anna Goryachova e Vasilisa Berzhanskaya (Romeo, en travesti), Mariangela Sicilia e Benedetta Torre (Giulietta). Con loro sul palcoscenico Iván Ayón Rivas e Giulio Pelligra (Tebaldo), Nicola Ulivieri (Lorenzo) e Alessio Cacciamani (Capellio). Un’opera molto attesa dagli amanti del belcanto per la appassionata versione che Bellini, nel 1830, seppe dare della storia dei celebri e sfortunati innamorati di Verona. La vicenda alla quale attinse il librettista Felice Romani si basa su un’ampia tradizione letteraria italiana (tra cui la novella IX di Matteo Bandello del 1554) e non sulla tragedia Romeo e Giulietta di William Shakespeare, all’epoca pressoché sconosciuta in Italia.
“Una festa di matrimonio interrotta dalle armi e le armi messe a tacere dalla morte”: così la definisce il regista Denis Krief, fedele alle scelte del compositore e del librettista. “Una tragica storia d’amore contrastato umana, vera e profonda che in fondo non è legata né ad un luogo né ad un’epoca: una città mal governata, in preda ai clan, sull’orlo della guerra civile appartiene a tutte le epoche passate, presenti, e purtroppo future”.
La coppia dei protagonisti è affidata a due voci femminili: la scelta del mezzosoprano en travesti per la parte di Romeo è dettata dalla necessità di rappresentare al meglio un amore adolescenziale. L’opera fu composta in poco più di un mese, tra la fine di gennaio ed i primi di marzo, motivo per cui Bellini attinse ampiamente alla partitura del suo lavoro precedete Zaira. Nell’arco della parabola creativa belliniana I Capuleti e i Montecchi segna il punto di massima canonizzazione del linguaggio operistico. Quest’opera rappresenta infatti per il maestro catanese il punto di partenza per la ricerca formale dei capolavori successivi che caratterizzerà lo stile belcantistico belliniano.

Pubblicato in News

MyOpera Natale 2019

Il Natale è vicino! Anche quest’anno l’Opera di Roma vi dà la possibilità di  stupire regalando le emozioni e la magia del Teatro musicale. Dall’11 dicembre è in vendita l’abbonamento MyOpera, un pacchetto di due spettacoli di Opera o Balletto della Stagione 2019-20, in tre differenti versioni
MyOpera Platinum, per chi vuole vivere l’incanto delle prime rappresentazioni in un posto di platea o in un palco centrale, per due spettacoli a scelta (240 euro);
MyOpera Gold, per un posto in platea o palco centrale in occasione delle repliche, per due spettacoli a scelta (140 euro);
MyOpera Silver, per assistere alle repliche di due spettacoli a scelta, con un posto in un palco laterale ad un prezzo davvero vantaggioso (100 euro).

Avete tempo fino al 31 gennaio 2020 per scegliere i vostri spettacoli preferiti. L’assegnazione dei posti sarà vincolata alla reale disponibilità, al momento della scelta degli spettacoli.
L’abbonamento è in vendita fino al 5 gennaio 2020 presso la Biglietteria del Teatro dell’Opera, ed è possibile prenotarlo telefonicamente o via email.

 

 

Info: Biglietteria del Teatro dell’Opera

Tel. 06 48160255 – 06 4817003
Fax. 06 4881755
Email ufficio.biglietteria@operaroma.it
Apertura dal lunedì al sabato dalle 10 alle 17
La domenica dalle 10 alle 13

Pubblicato in News

Il 21 giugno l’atteso ritorno di Andrea Bocelli a #Caracalla2020

Andrea Bocelli sarà il 21 giugno sul palcoscenico delle Terme di Caracalla per un concerto intitolato “Andrea Bocelli – Rome 2020”. Sarà la prima volta che il celebre tenore canterà per un’intera serata nel suggestivo spazio archeologico. Nella prossima estate il tenore sarà infatti protagonista, insieme a una grande orchestra, di un’antologia musicale che raccoglierà le arie più celebri del suo vastissimo repertorio, un viaggio appassionante fra i personaggi più amati della musica operistica dedicati alla voce di tenore.
Andrea Bocelli è un artista che ha saputo fare conoscere e amare la musica lirica anche a un largo pubblico che non la frequenta abitualmente, sia per le qualità della sua voce sia per la sua simpatia d’interprete. L’artista toscano è reduce dalla prestigiosa candidatura ai Grammy Awards e dal trionfale successo del suo nuovo album pop “Sì” (Sugar) che, dopo aver venduto un milione di copie in tutto il mondo, è ora presentato nell’edizione speciale “Sì Forever: Diamond Edition” con nuovi duetti e tracce inedite.

 

Il concerto è prodotto da Friends & Partners in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma.

Prevendite aperte su www.ticketone.it dal 4 dicembre, alle 16.00

 

Roma, 3 dicembre 2019

Pubblicato in News

Lorenzo Tagliavanti entra nel Consiglio di Indirizzo del Teatro dell’Opera di Roma in rappresentanza della Camera di Commercio di Roma

Il Presidente Lorenzo Tagliavanti, è entrato a far parte del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, quale rappresentante della Camera di Commercio di Roma. L’ingresso è stato formalizzato dal Consiglio di Indirizzo del Teatro dell’Opera di Roma, riunitosi ieri in Campidoglio sotto la presidenza della Sindaca di Roma Virginia Raggi.

“Oggi è stata ratificata l’entrata della Camera di Commercio di Roma nel Consiglio di indirizzo del Teatro dell’Opera. Un’operazione che rappresenta un ulteriore tassello al potenziamento di una risorsa importante per la città– ha dichiarato la Sindaca di Roma e Presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma Capitale Virginia RaggiAl Teatro dell’Opera va ora ad aggiungersi il prezioso contributo del presidente Tagliavanti. Sono certa, pertanto, che ulteriori buoni risultati non tarderanno ad arrivare.In qualità di Presidente della Fondazione non posso che augurarmi che Roma continui ad essere la Capitale della cultura e della musica e che il teatro occupando con una seria e attenta programmazione sia la scena italiana che quella internazionale contribuisca a confermare la nostra città come importante polo culturale, espressione dell’arte e della creatività del nostro Paese”.

Sono molto lieto –ha dichiarato ilsovrintendente Carlo Fuortesdell’arrivo di Lorenzo Tagliavanti nel nostro consiglio. Conosco e apprezzo molto l’attività che la Camera di Commercio di Roma ha realizzato in questi ultimi anni, sotto la guida illuminata del suo presidente. Sono sicuro che insieme potremo operare al meglio nell’interesse del Teatro dell’Opera e della vita culturale, economica e sociale della nostra città”.

Roma, 1 dicembre 2020

Pubblicato in News

Una recita straordinaria del “Lago dei cigni” in favore de La Fenice di Venezia

Il Consiglio di Indirizzo del Teatro dell’Opera di Roma, riunito nella seduta di venerdì 29 novembre sotto la presidenza della Sindaca Virginia Raggi, ha stabilito di programmare una recita straordinaria del balletto Il lago dei cigni giovedì 2 gennaio 2020 alle ore 15. L’intero ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto al Teatro La Fenice di Venezia. Il Consiglio di Indirizzo ringrazia tutti i lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma che si sono resi disponibili a partecipare a questa iniziativa. Sarà un segno di vicinanza e solidarietà per la difficilissima situazione in cui il Teatro La Fenice si è trovato nei giorni immediatamente prima dell’inaugurazione della nuova stagione, in seguito allo straordinario fenomeno dell’ “acqua alta”, e un contributo ai lavori necessari per il restauro.

 

Roma, 1 dicembre 2019

Pubblicato in News