A giugno ‘Madama Butterfly’ al Costanzi

A giugno, dal 16 al 25, torna in scena per il Teatro dell’Opera Madama Butterfly di Puccini, nell’apprezzata messa in scena di Àlex Ollé de La fura dels Baus, realizzata in collaborazione con Opera Australia / Sidney Opera House nata per la stagione estiva di Caracalla, dove è andata in scena nelle stagioni estive del 2015 e del 2016, successivamente proposta nel 2021 nell’ambito della stagione estiva al Circo Massimo e ora riproposta e riadattata per lo spazio del Teatro Costanzi. Sul podio è chiamato Roberto Abbado, che interpreta per la prima volta il capolavoro di Puccini. Protagonista il soprano Eleonora Buratto, che proprio come Cio-Cio-San ha recentemente ottenuto uno straordinario successo al Metropolitan di New York, e che interpreta Butterfly per la prima volta in Europa. Protagonisti sul palco anche Dmytro Popov come Pinkerton, Anna Maria Chiuri come Suzuki e Roberto Frontali nei panni di Sharpless. Carlo Bosi è Goro, Luciano Leoni lo Zio Bonzo. Cio-Cio-san sarà interpretata da Maria Teresa Leva nelle repliche del 17, 20, 22 e 25 giugno. Le scene sono di Alfons Flores e i costumi di Lluc Castells. Video di Franc Aleu e luci di Marco Filibeck. L’orchestra e il coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma.

Madama Butterfly è un’opera in tre atti di Giacomo Puccini (1858 – 1924), definita dal suo autore “tragedia giapponese”. Il libretto, di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, si basa sull’omonima pièce teatrale di David Belasco, che Puccini vide a Londra nel 1900. Il drammaturgo americano, infatti, aveva adattato a testo unico una storia originale di John Luther Long del 1898. Per scrivere l’opera, Puccini si documentò su usi e costumi del Giappone e si ispirò anche a un altro racconto semi autobiografico, la Madame Chrysanthème di Pierre Loti, un ufficiale della marina militare che nel 1895 era partito per il Giappone, sposando e poi abbandonando una giovane del posto.

La prima rappresentazione è prevista per venerdì 16 giugno alle 20. Giovedì 15 giugno alle 19 si terrà un’anteprima riservata ai giovani sotto i 26 anni. Le repliche saranno sabato 17 (ore 18), domenica 18 (ore 16.30), martedì 20 (ore 20), giovedì 22 (ore 20), sabato 24 (ore 18), domenica 25 (ore 16.30). “Lezioni di Opera” con Giovanni Bietti si svolgerà sabato 17 giugno alle 16.

 

 

Roma, 10 maggio 2023

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‘Da una casa di morti’ firmata da Warlikowski in prima italiana all’Opera di Roma

A maggio prosegue un altro progetto triennale: quello legato al compositore ceco Leoš Janáček, che ha visto in scena nella stagione 2021/2022 la Kát’a Kabanová, che continua nella 2022/2023 con Da una casa di morti, e che si concluderà nella 2023/2024 con Jenůfa. Tutti e tre i titoli sono realizzati in collaborazione con la Royal Opera House di Londra. Da una casa di morti, in programma per cinque recite dal 23 al 30 maggio, è proposta per la prima volta nella storia dell’Opera di Roma, ed è affidata alla regia di Krzysztof Warlikowski, Leone d’oro alla Biennale Teatro di Venezia e al suo debutto in Italia nell’opera. A dirigere il capolavoro di Janáček, tratto da Dostoevskij, è chiamato il giovane bielorusso Dmitry Matvienko, talento della nuova generazione recentemente messosi in luce vincendo la Malko Competition di Copenaghen.

In un campo di prigionia siberiano arriva un nuovo detenuto, Alexandr Petrovič Gorjančikov: è un giovane aristocratico, annunciato come prigioniero politico. Tra le vessazioni subite dalle guardie e i lavori forzati, i detenuti si presentano al nuovo arrivato, ognuno ripercorrendo la propria storia e i motivi della prigionia.
L’opera è un lavoro corale, in cui personaggi emergono di volta in volta dall’anonimato per raccontare i crimini che li hanno condotti all’incarcerazione, le proprie sofferenze e le violenze subite nei gulag siberiani. A reinterpretare e restituire alla riflessione contemporanea il soggetto della detenzione punitiva del libretto, realizzato dallo stesso Janáček partendo da Memorie da una casa di morti di Dostoevskij, è ora Warlikowski che, nel corso della sua carriera, è stato insignito di numerosi premi nazionali e internazionali per la spinta riformistica del suo linguaggio teatrale. Per questo allestimento ha ricevuto nel 2019 il premio per la Miglior Nuova Produzione all’International Opera Awards di Londra.

Sul podio sale Dmitry Matvienko che in Italia, nel 2020, ha ricevuto il premio della Critica e il premio Made in Italy al Concorso Cantelli di Novara. Accanto a Warlikowski e Matvienko, vi è un cast internazionale che vede in primo piano il basso-baritono statunitense Mark S. Doss – che torna a Roma dopo The Bassarids di Hans Werner Henze del 2014 – nel ruolo di Alexandr Petrovič Gorjantčikov e il tenore Pascal Charbonneau nelle vesti del giovane tartaro Aljeja. Tra i tenori anche Štefan Margita (Filka Morozov), Erin Caves (Il grande prigioniero) e Julian Hubbard (Skuratov), i baritoni sono Lukáš Zeman (Il piccolo prigioniero/Čekunov/Cuoco) e Aleš Jenis (Il fabbro/Un prigioniero), il basso è Clive Bayley (Il direttore della prigione). Nel ruolo della prostituta e unica voce femminile, Carolyn Sproule. Maestro del coro è Ciro Visco. In linea con la produzione della Royal Opera House di Londra del 2018, la drammaturgia è a cura di Christian Longchamp e le scene e i costumi sono di Małgorzata Szczęśniak. Alle luci Felice Ross e ai video Denis Guéguin. I movimenti coreografici sono di Claude Bardouil.

 

Roma, 3 maggio 2023

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Promo “Conserva il tuo biglietto”

Per te una SPECIALE RIDUZIONE  del 30%* per l’acquisto di biglietti per i titoli di Opera e Balletto del CARACALLA FESTIVAL 2023.

Fino al 31 maggio, conservando il tuo biglietto degli spettacoli La fille mal gardée e Da una casa di morti potrai ottenere uno sconto speciale su Caracalla presso la Biglietteria del Teatro o su prenotazione all’indirizzo promozione.pubblico@operaroma.it  previa esibizione del biglietto acquistato e fino ad esaurimento del contingente disponibile.

 

*Riduzione valida sui posti di Poltronissima, Settore A, Settore B, ad esclusione dei titoli Extra.

 

PER INFO E PRENOTAZIONI
Ufficio Promozione Pubblico
0648160312-507-536

 

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Dal 2 al 9 maggio “La fille mal gardée” nella versione di Ashton

È uno dei balletti più antichi pervenuti ai nostri giorni, La fille mal gardée in programma al Teatro dell’Opera di Roma dal 2 al 9 maggio. Al Costanzi va in scena già nel 1881, novantadue anni dopo la prima rappresentazione assoluta del 1789 al Grand Théâtre di Bordeaux. Data fondamentale per la rinascita del balletto è il 1960, quando alla Royal Opera House di Londra Frederick Ashton firma la sua edizione, ispirata al suo amore per le campagne del Suffolk. Nato nel 1904 in Ecuador, Ashton, uno dei padri fondatori del balletto inglese, è una delle figure più rappresentative della danza del XX secolo.

Presto o tardi ogni artista rende omaggio alla natura – ha dichiarato il coreografo – La mia Fille mal gardée è una ‘Sinfonia Pastorale dei poveri’, perché durante tutta la preparazione dello spettacolo è a questa sinfonia di Beethoven che pensavo”.

 

Le musiche, adattate da John Lanchbery, partono da quelle originali di Ferdinand Hérold integrando melodie popolari e citazioni operistiche. Per la prima volta sul podio capitolino Philip Ellis, nominato miglior direttore al “Taglioni European Ballet Award”.

 

La virtuosistica coreografia di Ashton, attraverso energici passi a due, racconta la passione di due giovani, uniti dall’amore ma separati dalle differenze di classe: Lise ama il contadino Colas, ma sua madre vuole darla in sposa al figlio di un ricco fattore, l’ingenuo Alain. Tra feste campestri e danze di contadini, gli amanti riusciranno a convolare alle sperate nozze.

Le étoiles Rebecca Bianchi e Susanna Salvi e la solista Federica Maine si alterneranno nel ruolo di Lise. Grande attesa per il ritorno di Daniil Simkin che sarà Colas, insieme all’étoile Alessio Rezza, al primo ballerino Michele Satriano e al solista Simone Agrò.

 

Ultimo balletto di Frederick Ashton, La fille mal gardée è una creazione costruita sul canovaccio di Dauberval. Ha riscosso da subito un enorme successo rimanendo uno dei balletti più amati del repertorio del Royal Ballet e uno tra i più rappresentati nel mondo. Ed è proprio la versione coreografica in due atti di Ashton, ripresa dallo specialista Jean-Christophe Lesage, nel colorato allestimento della Bayerische Staatsoper di Monaco quella che il pubblico dell’Opera potrà ammirare, con le scene e i costumi di Osbert Lancaster, gli stessi della prima londinese.

 

Dopo la “prima” di martedì 2 maggio (ore 20), La fille mal gardée sarà replicata mercoledì 3 (ore 20), giovedì 4 (ore 11 scuole e ore 20), sabato 6 (ore 15 e ore 20), domenica 7 (ore 16.30), martedì 9 (ore 20).

 

Per gli Incontri con la danza, sabato 29 aprile alle ore 16 è previsto l’appuntamento con Elisa Vaccarino che affronterà un’analisi del balletto

 

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Online i concorsi internazionali per Orchestra e Coro

Il Teatro dell’Opera guarda al futuro e torna a investire anche sulla crescita delle proprie formazioni artistiche, fondamentale per un aumento della produzione e il mantenimento degli alti standard di qualità già raggiunti.
Sono online i bandi per tanti nuovi concorsi per Orchestra e Coro, con scadenza 15 maggio 2023, ore 12 CET.
Per quanto riguarda l’Orchestra, le posizioni bandite sono:
Per quanto riguarda il Coro, le posizioni sono:
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Glauco Mauri e Michele Mariotti per “Manfred” di Schumann

È il grande attore e regista Glauco Mauri – classe 1930 – il protagonista del concerto in programma al Teatro Costanzi giovedì 20 aprile alle 20, trasmesso in diretta su Radio3. Sul podio dell’Orchestra dell’Opera di Roma sale il direttore musicale Michele Mariotti, che affronta uno dei grandi capolavori della letteratura musicale tedesca: Manfred, il poema drammatico op. 115 di Robert Schumann tratto da George Byron. Il coro della fondazione capitolina è istruito da Ciro Visco. Per Glauco Mauri si tratta di un debutto: dopo una lunghissima carriera costellata di successi tra teatro, prosa televisiva, prosa radiofonica e cinema – con collaborazioni con Bellocchio, Cavani, Argento e Moretti per l’indimenticabile padre di Ecce bombo – all’alba dei 93 anni interpreta per la prima volta l’antieroe byroniano per eccellenza, il più autobiografico tra i personaggi creati dal grande poeta inglese.

«Manfred è un antieroe che, sconfitto dalle sue colpe, compie un percorso ascetico di allontanamento dal mondo terreno – spiega Michele Mariotti, Direttore musicale dell’Opera di Roma –. I meravigliosi elementi musicali che all’interno del poema richiamano la natura sottolineano il rapporto tormentato del protagonista con il mondo da cui vuole separarsi. Con l’Ouverture, la pagina più celebre del poema, Schumann esprime perfettamente il dolore e la sofferenza di Manfred usando la tetra tonalità di mi bemolle minore. Altro elemento fondamentale è lo stretto rapporto tra musica e parola, che acquisisce senso drammaturgico: il Manfred evidenzia l’esigenza di Schumann di creare una composizione molto vicina all’opera, proprio nel momento storico di maggiore espansione del sinfonismo».

Manfred fu scritto nel 1816, quando Lord Byron aveva 28 anni e aveva da poco dovuto lasciare l’Inghilterra, a causa di una presunta relazione incestuosa con la sorellastra Augusta Leigh. La voce non trovò mai conferma, ma in molti hanno pensato che Manfred sia stato scritto proprio pensando ad Augusta e certamente il personaggio può essere considerato come un’idealizzazione di Byron stesso: maledetto, portatore di rovina, privo di pace, alla ricerca di una morte che non trova, ma anche dotto all’inverosimile, e non per un patto con il diavolo come Faust ma per i suoi studi infiniti. La morte arriverà anche per lui, ma non lo coglierà in solitudine, come vorrebbe. Accanto a lui ci sarà un Abate, al quale sussurrerà “Non è così difficile morire, vecchio uomo!”, placando i suoi tormenti.

Manfred ha storicamente esercitato un fascino enorme: la causa del suo dramma rimane oscura ma il peso del suo passato si riverbera nel suo presente e sul suo destino, portandolo a essere un modello imprescindibile per la sensibilità romantica. Schumann gli dedicò ben quattro anni della sua vita, tra il 1848 e il 1851. La prima esecuzione del suo poema drammatico avvenne il 13 giugno 1852 all’Hoftheater di Weimar, con la direzione di Franz Liszt. Il compositore non ascoltò mai il suo capolavoro: recandosi con la moglie Clara a Weimar, fu travolto da quei tormenti che lo avrebbero portato alla pazzia, e dovette interrompere il viaggio. Al Teatro dell’Opera di Roma Manfred è stato rappresentato un’unica volta nel 1966 con la regia di Mauro Bolognini, le scene e i costumi di Pier Luigi Samaritani, Piero Bellugi come direttore e la voce recitante Enrico Maria Salerno.

 

Roma, 15 aprile 2023

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Ascolta L’Astrolampo
Un podcast di Rai Radio 3

L’Astrolampo è il maestoso lampadario che si trova al centro della volta del teatro: dalla sua posizione privilegiata osserva tutto, in silenzio. Sotto la sua luce, ogni sera, si intrecciano da sempre migliaia di storie tra applausi e sudore. L’Astrolampo è il testimone del teatro che in questo caso racconta le curiosità, le vicende, e i segreti di chi ci lavora. Il viaggio inizia dal laboratorio dei Cerchi, dove il Teatro dell’Opera di Roma costruisce le scene, custodisce 70.000 costumi, realizza i fondali e termina sul palco, in Teatro, durante una prova dei “Dialoghi delle carmelitane” di Poulenc con la regia di Emma Dante. Cristina Bersanelli, pianista e scrittrice, intreccia i suoi ricordi ai racconti di chi progetta una scena, chi la realizza, chi la colora, chi la veste.

 

L’Astrolampo
di Cristina Bersanelli
Musica originale e suono: Riccardo Amorese
Produzione esecutiva: Roberta Vespa
Regia: Fabiana Carobolante
Hanno collaborato alle registrazioni: Valeriano Battista, Daniele di Noia, Massimo Verolini
Segreteria organizzativa: Barbara Mittiga
Supervisione: Cristiana Castellotti

 

Le scene

Nel regno della falegnameria del laboratorio di via dei Cerchi, dove anche i castelli, si creano con una cantinella.

 

I costumi

Nel labirinto dei costumi storici, tra spilli, libroni antichi e tessuti pregiati.

 

I fondali

Nel paradiso della pittura all’italiana, dove bolle la colla di coniglio e risuonano le brocchette

 

Il palco

Alla scoperta di quel che succede dietro al sipario del Teatro dell’Opera di Roma.

 

 

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Il Teatro dell’Opera di Roma su OperaVision

OperaVision è la piattaforma streaming gratuita supportata dal programma dell’Unione Europea Creative Europe, una finestra sul variegato panorama del teatro musicale per un mondo connesso.

Su OperaVision è possibile guardare in live streaming e on demand per diversi mesi successivi dalla messa in onda una grande varietà di spettacoli – opera, operetta, teatro musicale, danza, balletto e concerti – tutti completamente gratuiti. Ogni settimana la programmazione della piattaforma si rinnova con nuovi spettacoli, in una stagione che offre sia i titoli più amati tra prime mondiali e nuove produzioni. Un invito a viaggiare tra i teatri del mondo in qualunque momento tu voglia e ovunque tu sia.

Che tu sia un amante della musica classica o un curioso appassionato, su OperaVision ce n’è per tutti. Video di backstage ti aiuteranno a scoprire di più su produzioni specifiche. Tutte le produzioni sono sottotitolate in diverse lingue. I contenuti extra ti immergeranno nella trama e in tutto quel processo del dietro le quinte che permette allo spettacolo di prendere vita.

Nella convinzione che l’opera possa essere accessibile a tutti, OperaVision crede profondamente nel suo ruolo di palcoscenico digitale per artisti emergenti. In partnership con i programmi per giovani artisti, OperaVision manda in onda performances, masterclass e concerti delle nuove generazioni di talenti che vedono protagoniste le nuove generazioni di talenti. OperaVision celebra il positivo impatto e il valore dell’opera nella società. I suoi contenuti riflettono l’impegno del settore operistico verso i temi di uguaglianza, rispetto delle diversità, inclusività, responsabilità ambientale.

Sito di riferimento per lo streaming di opere dal 2014, OperaVision è prima di tutto una community internazionale che connette un pubblico sempre più ampio da ogni parte del mondo, e attualmente vanta partnership con 30 teatri e compagnie provenienti da 17 paesi.

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Caracalla Festival 2023

Opera, danza, cinema, teatro, grande musica sinfonica, jazz e pop. Il cartellone estivo dell’Opera di Roma diventa un festival: il Caracalla Festival 2023, con 50 serate dal 30 maggio al 10 agosto. Si amplia l’offerta ma aumentano anche gli spazi: alla consueta arena da 4.500 posti, il Teatro Grande a ridosso delle antiche Terme, si aggiunge il Teatro del Portico, nell’area del cosiddetto tempio di Giove, adatto ad accogliere nuovi e differenti generi.

Molti i grandi artisti coinvolti: Myung-Whun Chung per la sinfonica; i registi Damiano Michieletto e Lorenzo Mariani per l’opera; Roberto Bolle e Jacopo Tissi per la danza, oltre naturalmente al Corpo di Ballo della Fondazione capitolina diretto da Eleonora Abbagnato; Moni Ovadia per il teatro; Stefano Di Battista, Giovanni e Matteo Cutello per il jazz; tra gli artisti del pop Antonello Venditti e Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia con Danilo Rea, Andrea Bocelli e, per la prima volta a Caracalla, Zucchero, i Negramaro e Massimo Ranieri.

Caracalla Festival 2023 e tutte le attività della Fondazione sono rese possibili grazie alla collaborazione con i nostri Soci Privati Camera di Commercio di Roma e ACEA. Così come è fondamentale l’apporto di aziende che da anni – o anche più di recente – hanno scelto di sostenere le nostre attività in qualità di Mecenati e Sponsor: Banca del Fucino, Terna, BMW Roma e Aeroporti di Roma.

«Dopo l’eccezionale esperienza della scorsa estate, ricca di entusiasmo e di una straordinaria affluenza di pubblico con oltre 110mila spettatori, – dichiara Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma e Presidente della Fondazione – il Teatro dell’Opera di Roma torna a proporre per l’Estate Romana un programma di spettacoli di altissima qualità, un cartellone ancora più ricco e variegato per un palcoscenico unico al mondo qual è Caracalla. Grazie alla continua ricerca che l’Opera di Roma prosegue con passione in ambito culturale nasce, d’intesa con la Soprintendenza Speciale di Roma, il Caracalla Festival 2023 un vero e proprio concentrato di arte e di emozioni, un contenitore di atmosfere e suggestioni per indimenticabili serate estive per migliaia di giovani e turisti, di romane e romani che con la loro numerosa presenza confermano quanto sia grande il desiderio di vivere momenti di assoluta bellezza e intensità. Un Festival che amplia la sua offerta e i suoi spazi per nuove esperienze e condivisioni culturali uniche. Il mio ringraziamento a tutta la Fondazione: dal Sovrintendente all’Orchestra e al Corpo di Ballo, dal Coro ai Tecnici. Un ringraziamento anche alla Soprintendente Speciale di Roma Daniela Porro per l’ospitalità».

«Il Teatro dell’Opera di Roma torna a Caracalla per la seconda volta dopo la pandemia e dopo lo straordinario successo della scorsa estate – dichiara Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma – e quest’anno lo fa con l’obiettivo di realizzare un Festival interdisciplinare basato sull’accostamento di generi che vedrà impegnati tutti i complessi artistici della Fondazione, Orchestra, Coro, Corpo di Ballo e Tecnici in 50 serate con un programma che per tanti versi è dedicato a Giuseppe Verdi, interpretando così un sentimento che sta attraversando tutto il Paese grazie al progetto ‘VIVA Verdi’. Nell’ottica del Festival, la stretta e preziosa collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Roma e la direzione delle Terme di Caracalla aggiunge uno spazio in più rispetto a quello tradizionale del Teatro Grande che permetterà a tantissime romane e romani e ai turisti di godere di un’area che da anni non era fruibile. In questo spazio, che abbiamo chiamato Teatro del Portico, presenteremo una sorta di rassegna off dedicata al cinema, al jazz, al teatro, ai nuovi talenti con le esibizioni degli artisti di “Fabbrica”, degli allievi della Scuola di Danza e della Scuola di Canto Corale e anche uno spazio dedicato ai bambini».

«Siamo felici di ospitare ancora una volta alle Terme di Caracalla una delle proposte estive di opera, balletto e altri generi musicali tra le più rinomate al mondo – dichiara Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma –, dando anche un nostro contributo con un omaggio alla fotografa Letizia Battaglia, realizzato in collaborazione con Electa in due ambienti prossimi alla palestra occidentale che verranno aperti per la prima volta al pubblico. Al centro del programma per la prossima estate, organizzato dall’Opera di Roma d’intesa con la Soprintendenza, oltre ai concerti e alla danza, c’è la figura di Giuseppe Verdi con due opere accompagnate da diverse iniziative. Una nuova pagina del Festival che si terrà in un ulteriore spazio fuori dal circuito di visita da decenni: davanti al cosiddetto tempio di Giove, portico in prossimità del recinto delle Terme, dedicato in antico alle attività culturali, che sarà valorizzato per l’occasione con un’illuminazione ad hoc. La collaborazione con il Teatro dell’Opera accresce l’offerta culturale alla città, amplificando l’interesse per questo magnifico monumento della Roma imperiale».

INAUGURAZIONE

Al di là della proposta di musica pop, che prende il via il 30 maggio, il cartellone si inaugura con la prima proiezione mondiale della versione restaurata di The Great Dictator (Il grande dittatore) di Charlie Chaplin con le musiche eseguite dall’Orchestra del Teatro, venerdì 23 giugno alle 21.30. Ultimo capitolo del progetto nato nel 1999 che intende mettere in scena tutti i film di Chaplin con l’esecuzione dal vivo della colonna sonora, la pellicola del celebre capolavoro è stata oggetto di restauro da parte della Cineteca Nazionale di Bologna, mentre Timothy Brock, direttore musicale della “Association Chaplin”, ha restaurato la partitura originale con le musiche composte da Charlie Chaplin e Meredith Willson. Tra queste anche quelle per la celeberrima scena della danza con il mappamondo di Adenoid Hynkel su musiche dal Lohengrin di Wagner, e quelle che accompagnano l’episodio del barbiere ebreo sulle Danze ungheresi di Brahms. Sul podio dell’Orchestra dell’Opera di Roma è impegnato Timothy Brock, che ha curato tutte le ricostruzioni delle partiture dei suoi film, in collaborazione con l’Association Chaplin di Parigi. «La Cineteca di Bologna – dichiara Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca e presidente del festival del cinema di Roma – lavora da quasi 25 anni sull’opera di Charlie Chaplin. Un progetto enorme, che non è solo sinonimo del lavoro di catalogazione e digitalizzazione dell’archivio o del restauro di una filmografia di soli capolavori: il Progetto Chaplin fa rivivere il suo cinema nel mondo contemporaneo e lo fa conoscere alle nuove generazioni. Occasioni particolarmente speciali sono naturalmente quelle in cui la musica – dello stesso Chaplin – accompagna le immagini, dando vita a uno spettacolo di coinvolgimento assoluto. Chaplin arriva quindi in quel luogo magico che sono le Terme di Caracalla, con Il grande dittatore, uno dei momenti più alti della sua Arte e della Storia del cinema, un film che è nella Storia, ma che parla anche a noi cittadini del XXI secolo».

OPERA

Nell’anno di ‘VIVA Verdi’, il progetto voluto dal Ministero della Cultura per la salvaguardia, promozione e valorizzazione di Villa Verdi, la casa-museo del compositore a Sant’Agata di Villanova sull’Arda, sono in programma due capolavori della cosiddetta trilogia popolare. E se il Caracalla Festival 2023 è incentrato su Verdi, l’edizione del 2024 sarà invece dedicata a Puccini, in omaggio al centenario della sua scomparsa.

Dal 21 luglio al 9 agosto torna in scena La traviata di Giuseppe Verdi nell’allestimento firmato nel 2018 da Lorenzo Mariani che ambienta la vicenda parigina, tratta da La dame aux camélias di Dumas figlio, negli anni Sessanta della Dolce vita, omaggiando la Roma di Federico Fellini. Sul podio sale Paolo Arrivabeni. In scena Francesca Dotto, già più volte interprete di Violetta all’Opera di Roma; Christopher Maltman e Marco Caria, nei panni di Giorgio Germont; Giovanni Sala e Alessandro Scotto di Luzio come Alfredo Germont.

Dalla Dolce vita alla malavita, con il secondo capolavoro verdiano, Rigoletto, proposto dal 3 al 10 agosto nell’allestimento firmato da Damiano Michieletto che lo ambienta in un immaginario mondo criminale. Creato per l’Opera di Roma, è andato in scena nell’estate del 2020 al Circo Massimo, dopo i mesi di chiusura dei teatri a causa della pandemia. Il regista veneto ripensa ora il suo progetto per un diverso spazio all’aperto, quello di Caracalla. Sul podio sale Riccardo Frizza, mentre interpreti principali sono Roberto Frontali, già Rigoletto nel 2020 al Circo Massimo, Nina Minasyan (Gilda), Piero Pretti (Duca di Mantova), oltre a Martina Belli e Riccardo Zanellato che tornano come nel 2020 rispettivamente nei panni di Maddalena e di Sparafucile.

Sia in Traviata sia in Rigoletto è protagonista anche il Coro del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Ciro Visco.

Spazio anche i giovani talenti della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma e di “Fabbrica”, lo Young Artist Program del Teatro diretto da Lorenzo Amato. Due appuntamenti al Teatro del Portico: mercoledì 12 luglio alle 19 il Concerto del Coro Preparatorio e della Schola Cantorum (BIGLIETTI), mentre lunedì 17 luglio alle 21 è in scena Ricostruzione 1.0 (BIGLIETTI): una fantasia onirica su musiche di Mozart, Rossini, Bellini e Puccini, serata completamente affidata a “Fabbrica”.


BALLETTO

La proposta di danza si apre con Cenerentola di Rudolf Nureyev che dal 1° al 4 luglio vede protagonisti étoiles, primi ballerini, solisti e Corpo di Ballo dell’Opera di Roma, diretti da Eleonora Abbagnato. Creata nel 1986 per l’Opéra di Parigi, questa rilettura in chiave moderna di una delle fiabe più popolari, su musiche di Sergej Prokof’ev, è proposta per la prima volta dal Corpo di Ballo del Teatro capitolino. Nel corso della sua storia, Cenerentola ha subìto vari adattamenti e Nureyev si è divertito a trasportare la trama di Cenerentola nell’universo hollywoodiano degli anni ’30: scoperta da un produttore cinematografico, una fanciulla maltrattata, in fuga da un padre alcolizzato e da una matrigna odiosa, debutta sul grande schermo conquistando il cuore dell’attore principale. La musica di Prokof’ev è affidata alla bacchetta del giovane direttore Alessandro Cadario, al suo debutto con l’orchestra del Lirico capitolino.

Ancora grande danza con le tradizionali serate di Roberto Bolle and Friends, in tutto tre dall’11 al 13 luglio, e con il Gran Gala che vede protagoniste le stelle ospiti Maia Makhateli e Jacopo Tissi accompagnati dalle étoiles Alessandra Amato, Rebecca Bianchi, Susanna Salvi, Alessio Rezza e i primi ballerini Claudio Cocino e Michele Satriano, solisti e Corpo di Ballo dell’Opera di Roma. Sul podio dell’Orchestra della Fondazione sale Alvise Casellati.

Il 23 luglio alle 19, al Teatro del Portico, la Scuola di Danza dell’Opera è protagonista con due titoli (BIGLIETTI): una suite da Raymonda di Marius Petipa ripresa da Ofelia Gonzalez e Pablo Moret e Il carnevale degli animali di Davide Bombana.

 

SINFONICA

La proposta sinfonica è rappresentata da un capolavoro: la Sinfonia n. 9 di Beethoven. Domenica 9 luglio alle 21 lo dirige un sommo interprete come Myung-Whun Chung, alla sua prima volta a Caracalla con l’Orchestra e il Coro del Teatro, diretto da Ciro Visco, e le voci soliste di Olga Bezsmertna, Sara Mingardo, Giovanni Sala e Roberto Tagliavini.

 

TEATRO

Due gli spettacoli teatrali, anche questi ospitati nello spazio del Teatro del Portico: Gli occhiali di Šostakovič di Valerio Cappelli, che cura anche la regia, mercoledì 5 e giovedì 6 luglio alle 21, dedicato al grande compositore russo, interpretato da Moni Ovadia con proiezioni e musiche eseguite dal vivo. Martedì 18 e mercoledì 19 luglio alle 19 invece la lettura e il commento di Valerio Magrelli de Le metamorfosi di Ovidio (BIGLIETTI).

 

CINEMA

A Giuseppe Verdi è dedicata anche la rassegna cinematografica che riporta alla luce film poco conosciuti ispirati alla figura e alle opere del grande compositore. Dal 26 giugno al 3 luglio al Teatro del Portico, grazie alla collaborazione con CSC -Cineteca Nazionale, sono in programma tre serate (BIGLIETTI) con la proiezione di Giuseppe Verdi nella vita e nella gloria di Giuseppe De Liguoro, Macbeth Neo Film Opera di Daniele Campea, Sulle orme di Verdi di Luciano Emmer e La terra del melodramma di Vittorio Carpignano, La traviata di Franco Enriquez, e Il trovatore di Carmine Gallone. Inizio proiezioni ore 21.15.

 

JAZZ

Per il jazz sono in cartellone lo Stefano Di Battista Quartet, lunedì 31 luglio alle 21, con “Morricone stories jazz”; tre concerti-aperitivo pensati per essere seguiti anche dagli spettatori dell’opera in scena la sera stessa, il 2, 4 e 6 agosto, con inizio alle 19; una serata con i Fratelli Cutello dal titolo “New generation”, lunedì 7 agosto alle 21. Tutti gli appuntamenti si terranno al Teatro del Portico.

 

POP

Gli immancabili appuntamenti con la musica pop iniziano già dal 30 maggio. Sul palcoscenico del Teatro Grande si esibiscono Zucchero il 30, 31 maggio, 2, 3 e 4 giugno, Fiorella Mannoia e Danilo Rea il 1° giugno, Venditti-De Gregori il 5, 7, 8 e 15 giugno, Andrea Bocelli il 10 giugno, i Negramaro il 13, 14 e 16 giugno e Massimo Ranieri il 24 luglio, sempre alle 21.

 

MOSTRA FOTOGRAFICA

Le Terme di Caracalla rendono omaggio alla grande fotografa Letizia Battaglia attraverso una mostra di scatti e documenti del suo lavoro coraggioso e caparbio, dagli albori della sua carriera tra Milano e Palermo fino all’ultima produzione, prima della sua scomparsa avvenuta il 13 aprile del 2022. Promossa dalla Soprintendenza Speciale per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio in collaborazione con Electa e con la partecipazione dell’Archivio Battaglia, la mostra si svolgerà tra maggio e ottobre negli ambienti appena restaurati adiacenti alla palestra occidentale, che verranno aperti al pubblico per la prima volta. Il prezioso omaggio, idealmente connesso all’anniversario dei trent’anni dell’attentato mafioso di San Giorgio al Velabro, sarà accompagnato da una serie di incontri nell’ambito del programma estivo promosso dal Teatro dell’Opera di Roma e dalla Soprintendenza.

 

COLLABORAZIONI ISTITUZIONALI

La creazione di un Festival comporta l’interazione di un ampio numero di forze, e per il Caracalla Festival 2023 si allarga ulteriormente la rete d’importanti collaborazioni istituzionali dell’Opera di Roma: prima fra tutte quella Soprintendenza Speciale di Roma e poi con Association Chaplin di Parigi, Cineteca Nazionale di Bologna, Centro Sperimentale di Cinematografia, Rai Com, Ravenna Festival, Festival Puccini di Torre del Lago, Teatro La Fenice di Venezia, Casa del Jazz, Friends & Partners.

 

Da giovedì 23 marzo presso il botteghino del Teatro dell’Opera di Roma e su Ticketone in vendita i biglietti per i seguenti spettacoli: The Great Dictator, Strictly Gershwin, Sinfonia n.9, Roberto Bolle and Friends, La traviata, Gran Gala di Danza, Rigoletto.

 

Roma, 21 marzo 2023

 

 

 

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Prima italiana di “Adam’s Passion” di Pärt/Wilson alla Nuvola

Arriva per la prima volta in Italia Adam’s Passion, lo spettacolo teatrale ideato nel 2015 da Robert Wilson in collaborazione con il grande compositore estone Arvo Pärt e proposto in esclusiva grazie ad una coproduzione tra Opera di Roma ed EUR S.p.A. il 31 marzo e il 1° aprile al Roma Convention Center La Nuvola. Il lavoro si rifà all’idea di “opera d’arte totale” di Wagner e fonde insieme musica, canto, danza, movimento, luci e scenografia. A dirigere l’orchestra e il coro della fondazione lirica capitolina è impegnato Tõnu Kaljuste, grande interprete della musica di Pärt, mentre sul palcoscenico è protagonista la grande danzatrice statunitense Lucinda Childs, classe 1940, al suo debutto all’Opera di Roma. Il tutto per raccontare, con l’evocativo linguaggio di Wilson e Pärt, la vita di Adamo dopo la cacciata dall’Eden.

 

Dopo aver colto il frutto dell’albero della conoscenza, come narrato nella Bibbia, Adamo viene scacciato dall’Eden. Lasciato a se stesso in una terra desolata, riceve alcune visioni che gli mostrano i futuri orrori commessi e subiti dagli uomini. Sono le conseguenze della caduta da lui provocata. Ad Adamo non resterà altro che supplicare l’amore ed il perdono di Dio.

 

Adam’s Passion è stato rappresentato per la prima volta il 12 maggio 2015 al Noblessner Foundry di Tallin, in Estonia, con l’orchestra e il coro da camera della città diretti da Tõnu Kaljuste, una produzione originale di Eesti Kontsert e Change Performing Arts.

Successivamente è stato ripreso in Germania, alla Konzerthaus di Berlino, nel 2018. Sullo spettacolo è stato realizzato un documentario, trasmesso su Arte e proiettato in diversi paesi, dal Canada all’Ungheria. il progetto segna la prima collaborazione di due giganti della scena e della musica come Wilson, classe 1941, e Pärt, classe 1935. Per lo spettacolo il compositore estone, tra i più eseguiti dei nostri tempi, ha selezionato tre sue composizioni preesistenti: Adam’s Lament (2009), Tabula rasa (1977) e Miserere (1989), alle quali ha aggiunto una sinfonia creata appositamente nel 2014, Sequentia, dedicata a Robert Wilson, il grande artista texano, ricercatissimo dai teatri di tutti il mondo. 

 

La prima rappresentazione assoluta è avvenuta in una fabbrica di sottomarini dismessa di Tallin, risalente all’epoca sovietica, e anche la messa in scena romana si avvale di uno spazio unico: il centro congressi e fieristico La Nuvola nel quartiere dell’EUR di Roma, progettato per EUR S.p.A. dal grande architetto Massimiliano Fuksas, che per la rassegna EUR Culture per Roma ospita spettacoli ed eventi culturali.

 

Accanto a Robert Wilson, ideatore di regia, scene e luci, hanno partecipato al progetto A. J. Weissbard per il light design, Tilman Hecker come regista collaboratore,  Serge von Arx come scenografo collaboratore, Carlos Soto per i costumi, e Konrad Kuhn per la drammaturgia. Protagonisti sul palcoscenico sono Lucinda Childs (Woman), Michalis Theophanous (Man), Endro Roosimäe (Heavy Man), Erki Laur (Another Heavy Man), Tatjana Kosmõnina (A Woman), Triin Marts (Another Woman) e Madis Kolk (Tall Man). Violini solisti Vincenzo Bolognese e Francesco Malatesta. Il coro dell’Opera di Roma è istruito da Ciro Visco.

 

Roma, 20 marzo 2023

 

 

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