Sono stati annunciati oggi i vincitori del Premio Danza&Danza intitolato al fondatore della rivista e ideatore del Premio Mario Bedendo. Si tratta dei Premi assegnati dai critici e giornalisti della testata ad artisti, spettacoli e progetti che si sono distinti nell’anno sui palcoscenici italiani.
Il PREMIO D&D 2021 “ interprete” è andato a tre danzatori di grande carisma, che in questa stagione hanno mostrato la loro maturità espressiva. Tra questi Michele Satriano per il ruolo di Quasimodo in Notre-Dame de Paris di Roland Petit, che gli è valso la nomina a primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma al termine della replica del 17 settembre 2021.
Nelle motivazioni si legge: “… ha dato prova del suo talento drammatico nel ruolo di Quasimodo. […] ha espresso l’umanità, la bontà e la generosità del personaggio attraverso la danza in una performance toccante e ricca di sfumature. […] Possiede allo stesso modo tecnica e lirismo nel balletto classico e contemporaneo ed è eccellente nella rappresentazione dei personaggi. Mentre il suo fisico è perfetto per ruoli principeschi, è ugualmente in grado di affrontare personaggi più complessi ed elaborati, esprimendo le loro contraddizioni umane e lati oscuri. Un artista a tutto tondo, che promette di sorprenderci e stupirci per molti anni a venire”.
La GIURIA del PREMIO D&D è composta da Maria Luisa Buzzi (Presidente), Elisabetta Ceron, Giuseppe Distefano, Francesca Pedroni, Silvia Poletti, Sergio Trombetta e Carmelo A. Zapparrata
L’edizione della Turandot, in programma al Teatro dell’Opera di Roma dal 22 al 31 marzo 2022, si annuncia come una lettura davvero nuova del capolavoro di Giacomo Puccini così amato e tante volte rappresentato al Costanzi. Il nuovo allestimento vede la direzione di Oksana Lyniv ed è ideato in ogni aspetto (regia, scene, costumi, video) da Ai Weiwei. L’artista cinese, tra i più celebri del panorama contemporaneo, è al suo debutto con una regia teatrale. Nelle sue intenzioni questa sarà la prima e unica esperienza operistica. Una scelta lontana dalla sua consueta ricerca artistica, ma che Ai Weiwei ha accettato anche perché, giovanissimo, era stato una comparsa nella Turandot di Zeffirelli al Metropolitan di New York. Da quei giorni un lungo cammino lo ha condotto a essere una figura di assoluto spicco nel mondo culturale di oggi. Sarà l’occasione per lui di leggere l’immaginario mondo cinese di Gozzi, e poi di Puccini, con il pensiero alle grandi tragedie del mondo di oggi. “È emozionante immergersi nello sviluppo storico dell’opera e della drammaturgia, metterli in relazione con la mia esperienza personale e con la mia idea del palcoscenico, della performance, della narrativa, della rappresentazione. – spiega Ai Weiwei – L’opera lirica è una forma d’arte incredibilmente ricca che stimola le migliori qualità dell’ingegno umano, l’impegno, la maestria, l’eccellenza. Sarà il mio punto di vista, la lirica immersa nella contemporaneità”.
Sul podio dell’Orchestra del Lirico capitolino ritorna la direttrice ucraina Oksana Lyniv dopo il debutto romano dello scorso maggio, e dopo essere balzata agli onori delle cronache come prima donna a dirigere al Festival wagneriano di Bayreuth. Recentemente Lyniv si è fatta portabandiera nel mondo musicale internazionale contro la guerra scoppiata nel suo Paese: “Turandot è per me un’opera dal grande valore simbolico. Con la sua ultima opera, Puccini, il più grande compositore italiano del Novecento, più che dare risposte, ci pone delle domande, è un dubbio sospeso, come la realtà che stiamo vivendo. – spiega OksanaLyniv – Attraverso Turandot desidero farmi interprete del messaggio che Puccini ha voluto lasciare ai posteri negli ultimi istanti della sua vita, e cioè che l’amore alla fine è quel che conta più di ogni altra cosa”.
Protagonista dello spettacolo è un’altra artista ucraina, Oksana Dyka che si alterna nel ruolo della gelida principessa con Ewa Vesin (25, 27, 29, 31 marzo), mentre in quello di Calaf vedremo Michael Fabiano (al debutto sia romano che nel ruolo) e Angelo Villari (25, 27, 29, 31 marzo), Altoum è Rodrigo Ortiz dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program. Liù sarà interpretata da Francesca Dotto e Adriana Ferfecka (25, 27, 29, 31 marzo). Nei panni di Timur Antonio Di Matteo e Marco Spotti (25, 27, 29, 31 marzo). Completano il cast Alessio Verna (Ping), Enrico Iviglia (Pang), Pietro Picone (Pong) e Andrii Ganchuk (un mandarino), talento emerso dalla seconda edizione di “Fabbrica”. Il performer Chao Hsin sarà il principe di Persia a cui presteranno la voce Giuseppe Ruggiero, Andrea La Rosa e Leonardo Trinciarelli.
In scena il Coro e la Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma diretti dal maestro Roberto Gabbiani. Le luci hanno la firma di Peter van Praet e i movimenti mimici sono curati da Chiang Ching, artista impegnata in ambiti che vanno dalla recitazione alla danza, dalla regia alla scenografia, oltre a essere stata una delle figure principali nell’industria cinematografica di Hong Kong e Taiwan.
L’opera, che Rai Cultura trasmette in prima TV su Rai5 giovedì 24 marzo alle 21.15 (per la regia televisiva di Claudia De Toma), è proposta nella versione incompiuta, senza il finale di Franco Alfano. Andata in scena al Teatro alla Scala il 25 aprile 1926, con la direzione di Arturo Toscanini, dopo appena cinque giorni è arrivata a Roma, con i costumi commissionati a Umberto Brunelleschi da Puccini stesso e che non furono utilizzati per la prima scaligera, ma rimasero come modelli esemplari distribuiti dalla casa editrice musicale Ricordi per le repliche successive, a partire proprio da quelle al Teatro Costanzi.
Dopo la prima rappresentazione di martedì 22 marzo in diretta sulle frequenze di Radio3 sono previste ben sei repliche: giovedì 24 e venerdì 25 ore 20; sabato 26 ore 18; domenica 27 ore 16.30; mercoledì 31 e giovedì 31 ore 20.
I consueti appuntamenti che precedono le “prime” al Costanzi sabato 19 marzo (ore 18.00) con l’Anteprima Giovani riservata ai minori di 26 anni e lunedì 21 marzo (ore 20.00) con la “Lezione di Opera” tenuta dal maestro Giovanni Bietti.
In concomitanza delle recite di Turandot, dal 25 marzo al 3 aprile il Museo Nazionale Romano ospita alle Terme di Diocleziano l’opera La Commedia Umana di Ai Weiwei, un enorme lampadario composto da oltre duemila pezzi di vetro soffiato a mano e fuso dai maestri vetrai di Berengo Studio di Murano.
Torna per la stagione di Balletto, dal 25 febbraio al 3 marzo, la formula ormai consueta del trittico dedicato ai lavori di tre grandi nomi della danza contemporanea: quest’anno saranno protagonisti William Forsythe, Johan Inger e Nicolas Blanc. La serata si apre con Herman Schmerman del geniale William Forsythe che sulle musiche di Thom Willems ha creato nel 1992 un balletto senza trama diviso in due atti, con il solo scopo di veder danzare ballerini talentuosi con i costumi disegnati da Gianni Versace. “La prima volta che ho ascoltato la frase Herman Schmerman è stata nel film Il mistero del cadavere scomparso con Steve Martin – spiega Forsythe, parlando della sua coreografia. A mio parere è un titolo affascinante che non significa nulla. Anche questo balletto non significa nulla. È un pezzo sulla danza molto divertente. Si tratta unicamente di ballerini con talento che danzano, e questo è un bene, no?”. Il secondo brano della serata è Walking Mad creato dallo svedese Johan Inger nel 2001 e presentato a Roma nel marzo 2018. È “un viaggio, un viaggio pieno di sorprese e di svolte inattese – racconta il coreografo svedese. – Se lo guardate con attenzione, Walking Mad è un cerchio. Alla fine si ritorna all’inizio, ma qualcosa è cambiato, nello spirito, nell’energia. Siamo andati da qualcosa di colorato a qualcosa di grigio, di statico”. Sulle note del Bolero di Ravel e di Für Alina di Pärt, Inger porta in scena un muro che divide, si muove e si apre generando spiragli di comunicazione. In chiusura From Afar, creazione del coreografo Nicolas Blanc, su musica di Ezio Bosso con le scene di Andrea Miglio e i costumi di Anna Biagiotti. È una storia che mette in relazione presenza e assenza, vicinanza e distanza, come spiega Blanc: “From afar parla di donne e uomini, di un’avventura umana, un’avventura di cuori e anime. Attraverso questo viaggio penso all’effimero della vita, ma anche alla forza vitale dei copri in movimento che seguono la marea oceanica della gloriosa sinfonia di Ezio Bosso”. Musiche su base registrata.
Il Ministro della Cultura Dario Franceschini, a seguito dell’indicazione del Consiglio di Indirizzo del Teatro dell’Opera di Roma, presieduto dal Sindaco Roberto Gualtieri, ha ratificato, in data odierna, la nomina di FrancescoGiambrone come nuovo sovrintendente della Fondazione lirica capitolina.
“Ringrazio il Sindaco e Presidente della Fondazione, il Ministro e il Consiglio di Indirizzo per la fiducia accordatami – ha dichiarato Francesco Giambrone -. Già domani sarò in teatro per assistere alla recita di Schiaccianoci in programma. Sento la responsabilità di assumere la direzione di un teatro che negli anni è profondamente cambiato e si è riposizionato nel panorama nazionale e internazionale grazie alla guida di Carlo Fuortes e al contributo e all’impegno di tutte le sue componenti artistiche, tecniche e amministrative, affrontando le incertezze e le criticità legate alla pandemia in corso con la volontà di non fermarsi, con curiosità e spirito innovativo. Si apre adesso una fase di ascolto e dialogo indispensabile per costruire un progetto condiviso da portare avanti nei prossimi anni. Ascolto del teatro e ascolto della città, con l’obiettivo di realizzare insieme un modello di teatro che possa essere sempre di più attento alla qualità delle proposte culturali e aperto alle esigenze della comunità”.
È stato presentato oggi il prossimo titolo del cartellone del Teatro dell’Opera di Roma: Luisa Miller di Giuseppe Verdiche andrà in scena dall’8 al 17 febbraio per la regia di Damiano Michieletto. La grande novità riguarda il nuovoDirettore musicale. Sul podio è infatti previsto il ritorno di Michele Mariotti che nel maggio 2021, proprio con il Lirico romano, aveva affrontato per la prima volta questo melodramma tragico in tre atti dirigendolo in forma di concerto a porte chiuse, in assenza di pubblico per consentire il distanziamento interpersonale tra gli artisti dell’Orchestra e del Coro a causa del Covid. L’esecuzione era stata trasmessa in streaming gratuito sul canale YouTube ufficiale Operaroma.tv. Alla ‘prima’ di martedì 8 febbraio alle ore 20.00 il Maestro Mariotti dirigerà già investito del titolo di Direttore musicale dell’Opera di Roma, come annunciato oggi nel corso della conferenza stampa dal Sovrintendente Francesco Giambrone alla presenza del Sindaco di Roma e Presidente della Fondazione Roberto Gualtieri che ha dichiarato: “Sono molto contento di essere qui oggi al Teatro dell’Opera di Roma per presentare questa nuova squadra ed è bellissimo poterlo fare alla vigilia di una grande opera, Luisa Miller, che finalmente il Teatro Costanzi può portare in scena e che è l’opportunità per anticipare l’arrivo alla direzione musicale del Maestro Michele Mariotti. Un grande direttore d’orchestra di livello internazionale che ci onora della sua scelta di svolgere questo ruolo per il Teatro dell’Opera di Roma portando non solo il suo talento e la sua preparazione musicale ma contribuendo a un progetto che, in piena sintonia con il Sovrintendente, vuole sviluppare ancora di più la funzione dell’Opera come grande polo culturale della città, al servizio del Paese e della comunità internazionale. Un polo vivo, di eccellenza, che dovrà intrecciare sempre di più la sua attività con quelle della città e dei suoi municipi. Come amministrazione daremo pieno sostegno a questa progettualità”.
“Sono davvero felice che Michele Mariotti abbia accolto la proposta di divenire da subito il nuovo Direttore Musicale del nostro Teatro. – ha annunciato il Sovrintendente Francesco Giambrone – Dal primo giorno in cui sono arrivato a Roma, il maestro Mariotti era già di fatto il Direttore musicale. Abbiamo da subito parlato anche delle cose che riguardano la vita quotidiana del Teatro, così come è giusto che un Sovrintendente e un Direttore musicale facciano sempre. Lo ringrazio molto perché è un segno importante che un musicista come Mariotti abbia accettato di accompagnare questo Teatro da subito in un nuovo cammino per costruire insieme una nuova storia. Condividiamo la stessa idea di teatro come una casa di tutti e spero che questa visione possa essere una storia bella e importante per il Teatro e per la città”.
“La voglia di cominciare a lavorare in questo teatro era davvero tanta – ha dichiarato il Direttore musicale Michele Mariotti – Per questo con il nuovo Sovrintendente Francesco Giambrone, con il quale c’è stata da subito una profonda sintonia di visione e di intenti, abbiamo deciso di anticipare l’inizio del mio contratto. Avrei dovuto iniziare il prossimo autunno, con Les dialogues des Carmélites di Poulenc che inaugurerà la stagione 2022-2023, e invece parto subito, in questo mese di febbraio e con la Luisa Miller di Verdi, che trova finalmente le scene e il pubblico dopo l’esecuzione in streaming e in forma di concerto dello scorso anno. Ringrazio ancora il precedente Sovrintendente Carlo Fuortes per avermi voluto qui, il Presidente della Fondazione e Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il Sovrintendente Francesco Giambrone per la rinnovata fiducia. Il Costanzi è la mia nuova casa, e ne sono molto felice”.
Con la ‘prima’ di Luisa Miller, martedì 8 febbraio alle ore 20.00, si apre questa nuova strada del Teatro dell’Opera di Roma. Lo spettacolo, un allestimento creato da Damiano Michieletto per l’Opernhaus Zürich e ripreso qui da Andrea Bernard, vede le scene di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti e le luci di Alessandro Carletti.
A dar voce ai personaggi del libretto di Salvadore Cammarano, tratto da Kabale und Liebe (Intrigo e amore) di Schiller,tornano MichelePertusi (conte di Walter), Antonio Poli (Rodolfo), Daniela Barcellona (Federica) e Roberta Mantegna(Luisa) che erano stati i protagonisti del concerto nel maggio 2021. Completano il cast MarcoSpotti (Wurm), Amartuvshin Enkhbat, che debutta all’Opera di Roma come Miller, e due giovani stelle del progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, Irene Savignano (Laura) e Rodrigo Ortiz (Un contadino).
Dopo la prima rappresentazione di martedì 8 febbraio ore 20.00, trasmessa in diretta sulle frequenze di Rai Radio 3, Luisa Miller di Verdi torna in scena giovedì 10, ore 20.00, sabato 12, ore 16.30, martedì 15, ore 20.00 e giovedì 17 febbraio, ore 18.00.
La “prima” di Luisa Miller sarà preceduta dall’anteprima giovani, domenica 6 febbraio alle ore 16.30 e dalla Lezione di Opera tenuta da Giovanni Bietti, lunedì 7 alle ore 20.00.
La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma ritorna in scena dopo un’assenza lunga oltre un anno. Da mercoledì 15 dicembre per i giovani talenti, che mancano dal palcoscenico dal 2 marzo 2020 giorno della Lezione aperta al Costanzi, si alzerà di nuovo il sipario del Teatro Nazionale. Per l’occasione la direttrice Laura Comi ha pensato di proporre uno spettacolo che esprimesse al meglio tutto l’entusiasmo di potersi di nuovo esibire di fronte al pubblico: Coppélia Suite con la coreografia di Arthur Saint-Léon ripresa dagli insegnanti della Scuola di Danza Ofelia Gonzalez e Pablo Moret. L’allestimento è del Teatro dell’Opera di Roma: le scene sono a cura di Maria Rossi Franchi, i costumi a cura di Anna Biagiotti, le luci portano la firma di Fabrizio Marinelli. Le musiche sono su base registrata e la consulenza e gli arrangiamenti musicali sono di Giuseppe Annese.
“È una Suite che nasce dalla storia di Coppélia in cui si sono voluti tralasciare i momenti narrativi dando esclusivamente spazio alle danze più rappresentative del balletto. – ha dichiarato Laura Comi. Di questo grande classico francese, nella Suite che vedrete al Teatro Nazionale, i coreografi e insegnanti della Scuola, Ofelia Gonzalez e Pablo Moret, hanno riunito tutte le danze più gioiose che si vedono normalmente nel corso dei tre atti del balletto. Le danze di carattere e non solo – mazurka, czárdas, valzer, le variazioni dell’Aurora e della Preghiera, e quelle degli amici e delle amiche dei protagonisti – le proponiamo una dopo l’altra in sequenza, condensate in un gran finale in cui i protagonisti, Swanilda e Franz, festeggiano con tutti i loro amici le nozze che coroneranno il loro amore”.
L’appuntamento è al Teatro Nazionale dal 15 al 17 gennaio, ogni giorno doppio spettacolo, alle ore 10 e alle 12.
C’è grande attesa per Kát’a Kabanová di Leoš Janáček che arriva per la prima volta al Teatro Costanzi in un allestimento in coproduzione con la Royal Opera House di Londra. Uno spettacolo entusiasmante e suggestivo – vincitore dell’Olivier Awards 2019 – con la direzione di David Robertson e la regia di Richard Jones. Dal 18 al 27 gennaio si potrà dunque ascoltare e vedere uno dei maggiori lavori teatrali del Novecento, in cui conflitti sociali di un mondo autoritario e drammi interiori della protagonista s’intersecano fino a condurre alla tragedia finale. Come protagonista il ritorno di Corinne Winters, impegnata nell’ultima stagione estiva al Circo Massimo 2021, nelle recite di Madama Butterfly. Nel cast anche Charles Workman (Boris Grigorijevič), Susan Bickley (Marfa Kabanová) e Julian Hubbard(Tichon Kabanov) che abbiamo applaudito nel ruolo di Cassius nella prima assoluta di Julius Caesar di Giorgio Battistelli che ha inaugurato a novembre la Stagione 2021-22.
Dopo due prime assolute, Julius Caesar di Giorgio Battistelli e Acquaprofonda di Giovanni Sollima, sabato 4 dicembre alle 19.00 il sipario del Teatro dell’Opera di Roma si alza sul grande melodramma della tradizione con un titolo ormai immancabile: Tosca di Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica tratto dal dramma omonimo di Victorien Sardou. L’opera romana per eccellenza torna in scena, per la settima stagione consecutiva, nell’ edizione storica della prima assoluta, avvenuta proprio sul palcoscenico del Costanzi il 14 gennaio 1900 alla presenza di Puccini stesso. La regia che fin dal 2015 è stata affidata ad Alessandro Talevi verrà ripresa da Arianna Salzano. Sul podio salirà il maestro Paolo Arrivabeni. L’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma vede le scene e i costumi ricostruiti, rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti, sui bozzetti e i figurini originali di Adolf Hohenstein. Vinicio Cheli firma le luci.
Nel ruolo di Floria Tosca canterà Saioa Hernández al suo debutto all’Opera di Roma. Grandi ritorni invece per Roberto Frontali, che interpreterà nuovamente il Barone Scarpia, e Vittorio Grigolo che vestirà i panni del pittore e rivoluzionario Mario Cavaradossi sul palcoscenico che lo ha visto debuttare nel mondo dell’opera, a soli tredici anni, nel ruolo del pastorello proprio in questo titolo, nella memorabile edizione del 1990 con Luciano Pavarotti. Nel cast anche Roberto Abbondanza (Sagrestano), Luciano Leoni (Cesare Angelotti), Saverio Fiore (Spoletta). Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto dal maestro Roberto Gabbiani. Partecipano alla produzione gli allievi della Scuola di Canto Corale.
Dopo la “prima” di sabato 4 dicembre (ore 19.00), trasmessa in diretta sulle frequenze di Rai Radio3, Tosca di Puccini verrà replicata martedì 7 (ore 20.00), giovedì 9 (ore 20.00) e domenica 12 dicembre (ore 16.30).
Seguirà una ripresa nel 2022: il 2, 3 e 4 novembre alle ore 20.00, sabato 5 invece alle ore 18.00.
Il 25 ottobre anche il Teatro dell’Opera di Roma celebrerà il “World Opera Day” grazie all’iniziativa di OperaVision, la piattaforma online della lirica (operavision.eu). In un programma lungo un giorno intero, a partire dalle 10 fino a mezzanotte, si susseguiranno le performance registrate dalle compagnie di giovani artisti di sette importanti teatri. Si scopriranno le future generazioni di stelle partendo da Tokyo, passando per Parigi, Londra, Hannover e Amsterdam per arrivare a Varsavia e infine a Parma, dove saranno proprio i talenti di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma a chiudere le celebrazioni con l’esibizione finale alle ore 22.00. La performance dal titolo Inconfessabile Verdi è stata registrata in occasione del Verdi Off del Festival Verdi. Dopo il successo dello scorso anno, questo innovativo “spettacolo” è tornato a Parma anche nel 2021, a Palazzo del Governatore. Gli ingredienti della performance sono un peccatore, una peccatrice, un segreto inammissibile, uno spettatore disposto a mettersi in gioco e diventare parte integrante dell’azione scenica. Il messaggio musicale è intonato “one to one” da una postazione mobile, al riparo da occhi e orecchie indiscreti. Nell’intimità di un confessionale vengono rivelati pensieri e segreti mai espressi vissuti dai maggiori personaggi verdiani. Si potranno sentire arie e duetti da La traviata, Otello, Aida, Il trovatore, Falstaff, Macbeth, Luisa Miller e Rigoletto. L’ideazione e la regia di Inconfessabile Verdi sono di Giulia Randazzo, talento del progetto di “Fabbrica”, lo Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma da cui provengono anche i cantanti interpreti, Irene Savignano (mezzosoprano), Marianna Mappa (soprano), Rodrigo Ortiz (tenore), Alessandro Della Morte (Basso), le pianiste Elena Gurina e Alessia Capoccia, la scenografa Giulia Bellè e la costumista Gaia Tagliabue.
PROGRAMMA “WORLD OPERA DAY ” / YOUNG ARTISTS 25 OTTOBRE 2021
10.00 – New National Theatre, Tokyo 12.00 – Opéra Comique, Parigi 14.00 – Royal Opera House Covent Garden, Londra 16.00 – Staatsoper Hannover 18.00 – Dutch National Opera, Amsterdam 20.00 – Polish National Opera, Varsavia 22.00 Teatro dell’Opera di Roma / Festival Verdi di Parma
Dopo due prime assolute, Julius Caesar di Giorgio Battistelli e Acquaprofonda di Giovanni Sollima, sabato 4 dicembre alle 19.00 il sipario del Teatro dell’Opera di Roma si alza sul grande melodramma della tradizione con un titolo ormai immancabile: Tosca di Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica tratto dal dramma omonimo di Victorien Sardou. L’opera romana per eccellenza torna in scena, per la settima stagione consecutiva, nell’ edizione storica della prima assoluta, avvenuta proprio sul palcoscenico del Costanzi il 14 gennaio 1900 alla presenza di Puccini stesso. La regia che fin dal 2015 è stata affidata ad Alessandro Talevi verrà ripresa da Arianna Salzano. Sul podio salirà il maestro Paolo Arrivabeni. L’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma vede le scene e i costumi ricostruiti, rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti, sui bozzetti e i figurini originali di Adolf Hohenstein. Vinicio Cheli firma le luci.
Nel ruolo di Floria Tosca canterà Saioa Hernández al suo debutto all’Opera di Roma. Grandi ritorni invece per Roberto Frontali, che interpreterà nuovamente il Barone Scarpia, e Vittorio Grigolo che vestirà i panni del pittore e rivoluzionario Mario Cavaradossi sul palcoscenico che lo ha visto debuttare nel mondo dell’opera, a soli tredici anni, nel ruolo del pastorello proprio in questo titolo, nella memorabile edizione del 1990 con Luciano Pavarotti. Nel cast anche Roberto Abbondanza (Sagrestano), Luciano Leoni (Cesare Angelotti), Saverio Fiore (Spoletta). Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto dal maestro Roberto Gabbiani. Partecipano alla produzione gli allievi della Scuola di Canto Corale.
Dopo la “prima” di sabato 4 dicembre (ore 19.00), trasmessa in diretta sulle frequenze di Rai Radio3, Tosca di Puccini verrà replicata martedì 7 (ore 20.00), giovedì 9 (ore 20.00) e domenica 12 dicembre (ore 16.30).
Seguirà una ripresa nel 2022: il 2, 3 e 4 novembre alle ore 20.00, sabato 5 invece alle ore 18.00.