La musica non si ferma. #iorestoacasa con il “Teatro digitale”

Non si ferma la musica al Teatro dell’Opera di Roma. Il Teatro dell’Opera ripropone sul proprio sito ufficiale alcuni degli spettacoli più interessanti andati in scena negli ultimi anni: una vera e propria stagione di teatro che consente di rispettare #iorestoacasa senza rinunciare al calore dell’Opera; come diceva Johann Sebastian Bach, “la musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori”.

“La programmazione di Teatro digitale è pensata per tutti i nostri spettatori che ci seguono con grande passione. – ha dichiarato il sovrintendente Carlo Fuortes – Collegandosi al nostro sito potranno frequentare il nuovo palcoscenico digitale del Teatro e godere ogni giorno di una nuova opera, a titolo gratuito. Diamo loro l’opportunità di vedere opere e balletti che si sono persi o rivederne alcuni già visti. È un modo molto interessante e piacevole di approfondire la visione, comunque unica, che si fa in teatro. Il Teatro è innanzitutto una comunità di persone che in questi momenti difficili deve continuare a essere unita e a comunicare. In attesa di ritrovarsi tutti quanti, presto, al Teatro Costanzi!”.

I titoli presenti nelle prime settimane di programmazione rispecchiano a pieno le linee guida che hanno segnato le ultime stagioni: Roma Opera aperta, un teatro che mantiene sempre costante la sua sfida di essere in sintonia con il tempo nel quale viviamo, capace di rappresentare il meglio del teatro musicale italiano e internazionale di oggi con aperture a grandi produzioni e novità contemporanee, senza dimenticare il repertorio.

 

Una partenza quasi obbligata e doverosa con l’opera “simbolo” di Roma e del nostro Teatro, la Tosca della memoria, con la regia di Alessandro Talevi, ricostruita sull’allestimento originale della prima assoluta del 1900 che vide la luce proprio al Costanzi alla presenza di Giacomo Puccini. Lo spettacolo è andato in scena nel marzo 2015. Sul podio il maestro Donato Renzetti dirige Oksana Dyka, Stefano La Colla e Roberto Frontali.
Giorni di programmazione: mercoledì 18 e sabato 21 marzo.

 

A seguire Andrea Chénier,dramma storico di Umberto Giordano basato su una figura realmente esistita, tra i prodotti migliori del Verismo di stampo storicheggiante di fine Ottocento. L’allestimento dell’aprile 2017 è firmato dal celebre regista cinematografico Marco Bellocchio, allora al suo terzo sconfinamento nell’opera lirica (dopo Rigoletto Pagliacci). L’opera, diretta da Roberto Abbado, vanta nel cast interpreti come Gregory Kunde, Roberto Frontali e Maria José Siri.
Giorni di programmazione: giovedì 19 e domenica 22 marzo.

 

Chiude la prima settimana di programmazione di “Teatro digitale”, il balletto Don Chisciotte, con la coreografia di Laurent Hilaire, ispirata alla versione originale di Mikhail Baryshnikov per l’American Ballet Theatre. La scena di questo spettacolo che ha debuttato in prima mondiale nel novembre 2017 è come un enorme libro pop-up, animato al suo interno dalla presenza di ballerini in carne e ossa, vestiti con abiti grotteschi dall’accattivante sapore fumettistico. Tutta la briosità, il vigore, l’allegria e il romanticismo di questa nuova produzione sono evidenziati dalla bravura e dall’interpretazione di Iana Salenko e Isaac Hernández.
Giorni di programmazione: venerdì 20 e lunedì 23 marzo.

 

Da non perdere anche The Bassarids, il capolavoro del compositore tedesco Hans Werner Henze che ha inaugurato la Stagione 2015-16 con la regia di Mario Martone e la direzione dell’Orchestra affidata a Stefan Soltesz. L’opera, una magistrale riscrittura delle Baccanti di Euripide, ha conseguito il prestigioso Premio Abbiati come miglior spettacolo della stagione 2015, grazie anche a un cast internazionale: Ladislav Elgr, Russell Braun, Mark S. Doss, Erin Caves e Veronica Simeoni.
Giorni di programmazione: martedì 24 e venerdì 27 marzo.

 

Si prosegue con il capolavoro di Christoph Willibald Gluck che ha segnato il debutto di Robert Carsen al Teatro dell’Opera di Roma nel marzo 2019: Orfeo ed Euridice. Sue anche le luci insieme a Peter Van Praet, scene e costumi sono di Tobias Hoheisel. Interpreti il controtenore Carlo Vistoli, Mariangela Sicilia e Emöke Barath. L’opera in tre atti composta da Gluck su libretto di Ranieri de’ Calzabigi, una delle più celebri rappresentazioni del mito di Orfeo, viene proposta in un raffinato nuovo allestimento, con uno stile essenziale e scarno, che permette meglio di incentrarsi sulla vicenda privata del protagonista pur accompagnata da un’attiva partecipazione del coro.
Giorni di programmazione: mercoledì 25 e sabato 28 marzo.

 

Per finire la poesia di Madama Butterfly andata in scena tra le rovine delle Terme di Caracalla durante la stagione estiva 2015. Sarà possibile godere del capolavoro in tre atti di Giacomo Puccini nel bellissimo allestimento firmato dal regista Àlex Ollé de La Fura dels Baus con le scene di Alfons Flores e i costumi di Lluc Castels. Sul podio il maestro Yves Abel con un cast d’eccezione: Asmik Grigorian, Angelo Villari, Anna Malavasi e Alessio Arduini, senza tralasciare il Coro del Teatro dell’Opera nel sempre atteso coro a bocca chiusa dell’Atto II, diretto dal maestro Roberto Gabbiani.
Giorni di programmazione: giovedì 26 e domenica 29 marzo.

 

Per approfondire i titoli in cartellone, oltre a interviste-video ai direttori, registi e interpreti, ci sarà la possibilità di ascoltare anche i podcast delle Lezioni di Opera tenute da Giovanni Bietti che con un linguaggio semplice e accessibile, oltre a un pubblico fisso di appassionati, è riuscito a raccogliere sempre nuovi ascoltatori di ogni età, illustrando il contesto e i contenuti musicali di ogni produzione operistica in modo da permettere a chiunque di godersi la rappresentazione, apprezzandone ogni sfumatura.

 

Roma, 18 marzo 2020

Pubblicato in News

#OperaHome: a casa con il calore dell’Opera

In questi giorni tutti rispettiamo #iorestoacasa ma ciò non ci impedisce di stare comunque vicini anche grazie a Rai Play.

Continua a seguire #operaroma sui profili social!

Oggi vi proponiamo:

La damnation de Faust

Musica di Hector Berlioz

Direttore Daniele Gatti
Regia Damiano Michieletto

Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Scene Paolo Fantin
Costumi Carla Teti
Luci Alessandro Carletti
Video Roca Film
Movimenti mimici Chiara Vecchi

Interpreti
Faust Pavel Černoch
Méphistophélès Alex Esposito
Marguerite Veronica Simeoni
Brander Goran Jurić

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma
con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma

 

Guarda il video completo su ?? RaiPlay https://bit.ly/38S3Q5L

 

Pubblicato in News

La Biglietteria del Teatro ha riaperto il 15 giugno

Il Teatro dell’Opera di Roma comunica che, in ottemperanza al decreto del 17 maggio della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il contenimento del diffondersi del virus Covid – 19,  la biglietteria riapre il 15 giugno.

In seguito del Decreto Rilancio art.187 quater, cambiano le procedure per i biglietti acquistati per spettacoli sospesi o annullati. Nel rispetto del decreto anche  il Teatro dell’Opera di Roma rilascerà i voucher.

Chi ha acquistato al botteghino del Teatro, online su Ticketone, o dai rivenditori autorizzati può scrivere una mail a ufficio.biglietteria@operaroma.it per ottenere un apposito voucher, allegando la scansione del relativo biglietto. Alla riapertura, la biglietteria del Teatro rilascerà a chi ha inviato regolare richiesta un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro diciotto mesi dall’emissione, valido per gli spettacoli in programmazione.

Gli spettacoli di Caracalla 2020 sono stati posticipati al 2021. I biglietti acquistati per la stagione 2020 restano validi per il 2021. I possessori del biglietto per gli eventi riprogrammati nel 2021 potranno usufruire dello spettacolo presentandosi direttamente con il biglietto in possesso, senza nessuna altra formalità. Colori i quali invece sono impossibilitati possono fare richiesta per ottenere il voucher scrivendo una mail a ufficio.biglietteria@operaroma.it.

Chi ha acquistato i biglietti on line su Ticketone può richiedere il voucher di rimborso seguendo le procedure indicate sul loro sito.

Il rimborso della quota parte dell’abbonamento relativo agli spettacoli annullati sarà gestito alla fine della Stagione in accordo con gli abbonati.

Il Teatro dell’Opera di Roma si scusa per il disagio e desidera ringraziare tutto il pubblico per il supporto dimostrato.

Pubblicato in News

Dal 6 al 10 maggio in scena il trittico ‘Suite en blanc / Serenade / Bolero’

Torna nella stagione 2019-20 del Balletto, in scena al Teatro Costanzi dal 6 al 10 maggio, la formula del trittico con tre capolavori Suite en blancSerenade e Bolero di tre grandi maestri: George Balanchine e Serge Lifar, le cui coreografie sono state recentemente messe in scena dal nostro Corpo di Ballo, e Krzysztof Pastor al suo debutto al Teatro dell’Opera di Roma. L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma è diretta dal maestro Façal Karoui.
In apertura di serata la poesia di Suite en blanc balletto non narrativo in un atto creato da Lifar nel 1943 per la compagnia dell’Opéra di Parigi. Il coreografo afferma che nel comporre questo capolavoro si è concentrato esclusivamente sulla danza pura, indipendentemente da ogni altra considerazione, animato dalla volontà di creare delle belle visioni. Il risultato è una successione di frammenti coreografici autonomi, tuttavia accomunati tra loro dal medesimo stile neoclassico.
Il secondo brano della serata è Serenade primo balletto americano di Balanchine creato nel 1934 a partire dalla Serenata in do maggiore per orchestra d’archi di Čajkovskij. Il balletto, una vera pietra miliare della storia della danza si divide in quattro movimenti. Come Balanchine stesso spiegò in Serenade, pur essendo privo di una trama, c’è la traccia di un uomo che incontra una donna, se ne prende cura, e di un destino che li allontana. La creazione nel tempo ha subito varie modifiche, ma la struttura generale è rimasta quella originale. I costumi sono di Barbara Karinska.
In chiusura Bolero di Pastor creato nel 2012. Il Bolero occupa un posto speciale nella storia della musica e della danza e soprattutto nell’immaginario del pubblico. La prima produzione ballettistica di Bolero è di Bronislava Nijinska insieme a Ida Rubinstein che nel 1928 la presentano al pubblico parigino, ma quella che ha segnato la storia e che ancora oggi si pone come un’icona dell’arte del balletto è la leggendaria versione di Maurice Béjart. Punto di partenza nell’idea coreografica di Pastor è che da sempre il Bolero è stato immaginato “in cerchio” generalmente con un tavolo rotondo al centro del palcoscenico con un solista, donna o uomo, che danza su di esso e gli altri ballerini tutti intorno. Il coreografo polacco usa quindi un ampio spazio rettangolare: da qui sviluppa la sua idea e affida l’esecuzione del suo Bolero a un uomo e a una donna, una coppia principale con un corpo di ballo che li ingloba e li rilascia. Le scene e i costumi sono di Tatyana Van Walsum, le luci di Bert Dalhuysen.

Pubblicato in News

Annullati i prossimi spettacoli in relazione al Decreto anti coronavirus

Il Teatro dell’Opera di Roma informa che, in ottemperanza al Dpcm del 4 marzo emanato dalla Presidenza del Consiglio al fine di contrastare la diffusione del virus COVID-19, sono annullati gli spettacoli:

Il Corsaro
giovedì 5, venerdì 6, sabato 7, domenica 8 marzo

Turandot
martedì 24 (anteprima giovani), mercoledì 25, venerdì 27, sabato 28, domenica 29, martedì 31 marzo, mercoledì 1, giovedì 2, venerdì 3, sabato 4, domenica 5 aprile

 

Coloro i quali avessero già acquistato i biglietti potranno ricevere il rimborso, nei trenta giorni successivi alla data dello spettacolo annullato, secondo le seguenti modalità:

a) chi li avesse comprati on line sul sito ufficiale ticketone.it riceverà in automatico il rimborso sulla carta di credito adoperata per l’operazione;

b) chi invece li avesse acquistati in un’agenzia Ticketone potrà recarsi per il rimborso presso il medesimo sportello dove ha operato l’acquisto, restituendo i biglietti;

c) i biglietti acquistati alla biglietteria del Teatro dell’Opera dovranno essere restituiti presso gli sportelli del botteghino (Piazza Beniamino Gigli) dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 18, e la domenica, dalle 9 alle 13.30 comunicando le coordinate bancarie su cui dovrà essere effettuato il bonifico di rimborso.

 

Per chiarimenti: ufficio.biglietteria@operaroma.it oppure 06.48160255 negli orari di biglietteria.

 

Roma, 5 marzo 2020

Pubblicato in News

‘Les vêpres Siciliennes’ con la direzione di Daniele Gatti, in prima tv il 5 marzo su Rai5

Les vêpres siciliennes di Giuseppe Verdi grand-opéra proposto nella versione integrale francese in cinque atti con la direzione di Daniele Gatti e la regia di Valentina Carrasco sarà trasmesso da Rai Cultura in prima tv giovedì 5 marzo alle 21.15 su Rai5. Lo spettacolo andato in scena dal 10 al 22 dicembre scorso per l’apertura della nuova stagione lirica del Teatro dell’Opera di Roma, è  un vero e proprio kolossal che ha portato sul palcoscenico circa 300 artisti sotto la guida del maestro Gatti, Direttore musicale del Teatro. La produzione ha segnato inoltre il debutto della regista argentina proveniente dalla Fura dels Baus Valentina Carrasco al Costanzi dopo il successo di Carmen a Caracalla nel 2017 e quello dello scenografo francese Richard Peduzzi, storico collaboratore del regista Patrice Chéreau e già direttore dell’Accademia di Francia a Roma. Le luci sono curate da Peter van Praet, i costumi da Luis F. Carvalho e le coreografie del balletto Le quattro stagioni nel terzo atto da Valentina Carrasco e Massimiliano Volpini. Protagonisti sul palco Roberto Frontali (Guy de Montfort), Roberta Mantegna (Duchesse Hélène) –  artista nata nel progetto “Fabbrica”, lo Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma –  John Osborn (Henri) e Michele Pertusi (Jean Procida). Completano il cast Dario Russo (Le sire de Béthune), Francesco Pittari (Daniéli), Saverio Fiore (Thibault), Alessio Verna (Robert), Daniele Centra (Mainfroid), Andrii Ganchuk (Le comte de Vaudemont) e Irida Dragoti (Ninetta), questi ultimi due entrambi talenti della seconda edizione di “Fabbrica”.
In scena anche il Coro del Teatro dell’Opera istruito da Roberto Gabbiani, il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera diretto da Eleonora Abbagnato e gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera diretta da Laura Comi. Il soggetto dei Vêpres siciliennes, prima opera verdiana scritta per l’Opéra di Parigi nel 1855 su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier, è ispirato ai moti antifrancesi che nel 1282 si allargano da Palermo a tutta la Sicilia. Il tema storico scelto da Verdi per  cimentarsi con la dimensione musicale nuova per il compositore, del grand-opéra francese, non gli ha impedito di tralasciare comunque la dimensione intima della psicologia dei personaggi imprescindibile nel teatro musicale di Verdi.
La regia televisiva a cura di Alessandra De Sanctis.

 

Roma, 4 marzo 2020

Pubblicato in News

Avviso importante sulle selezioni della Scuola di Danza

 

SI AVVISANO GLI ISCRITTI ALLE SELEZIONI PER L’AMMISSIONE ALLA SCUOLA DI DANZA CHE A PARTIRE DALL’11 GIUGNO  SARANNO RESE NOTE, VIA MAIL, ULTERIORI COMUNICAZIONI.

 

 

 

Sono aperte le selezioni per l’ammissione ai corsi per l’anno scolastico 2020/2021 della Scuola di Danza, diretta da Laura Comi. La  Scuola si occupa della preparazione tecnica e artistica di giovani ballerini e ballerine che desiderano intraprendere la professione di danzatore.

Con l’invio della domanda, è possibile partecipare all’esame di ammissione per tre diverse tipologie di percorsi formativi. I Corsi professionali, dal 1° al 6°, per allievi ballerini da 9 fino a 17 anni. Il programma didattico prevede lezioni quotidiane di tecnica accademica classica, alla quale si aggiungono corsi di danza contemporanea, fisiotecnica e storia della musica. Gli anni di corso sono otto più un anno di perfezionamento per i più meritevoli, e vi si accede mediante una selezione annuale.
Un Corso di preparazione professionale coreutica per ragazzi dai 17 ai 22 anni, con lo scopo di ristabilire un adeguato rapporto tra la preparazione tecnica e l’età di appartenenza di giovani tersicorei ritenuti idonei.
E infine un Corso di fisiotecnica propedeutica alla danza, per bambini dagli 8 ai 10 anni: una tecnica volta alla conoscenza del corpo, al miglioramento degli schemi motori di base come la postura, l’equilibrio e la coordinazione dei bambini che intendono affrontare lo studio professionale della danza classica.

Prorogato il termine di presentazione delle domande di partecipazione.


Clicca per informazioni:

Pubblicato in News

Debutto assoluto per ‘Kát’a Kabanová’ di Leoš Janáček al Costanzi, in scena dal 19 aprile

Dal 19 al 28 aprile ci sarà un debutto assoluto al Teatro Costanzi, Kát’a Kabanová di Leoš Janáček. È la prima volta che questo capolavoro del musicista ceco, che terminò nel 1922, viene rappresentato a Roma:  si potrà dunque ascoltare e vedere uno dei maggiori lavori teatrali del Novecento, in cui conflitti sociali di un mondo autoritario e drammi interiori della protagonista s’intersecano fino a condurre alla tragedia finale. L’opera sarà presentata in un nuovo allestimento in coproduzione con la Royal Opera House di Londra, uno spettacolo entusiasmante e suggestivo che ha vinto nel 2019 l’Olivier Award.
A dirigere l’opera sarà David Robertson, la regia è di Richard Jones, le scene e costumi di Antony McDonald. Lucy Carter curerà le luci e Sarah Fahie le coreografie. Nel cast: Charles Workman (Boris Grigorijevič), Susan Bickley (Marfa Kabanová), Andrew Staples (Tichon Kabanov) e Amanda Majeski nel ruolo della protagonista. Nel cast anche Stephen Richardson (Savël Prokofjevič Dikoj), Sam Furness (Váňa Kudrajaš), Emily Edmons (Varvara), Lukáš Zeman (Kuligin).

 

Roma, 6 febbraio 2020

Pubblicato in News

David Garrett il 27 luglio a #Caracalla2020

Un altro grande appuntamento si aggiunge agli Extra già annunciati per la prossima stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla. Lunedì 27 luglio, David Garrett sarà a Roma con il suo “UNLIMITED – LIVE” un unico concerto estivo che anticipa il tour autunnale nei palazzetti in tutta Italia.
Il violinista e rockstar emozionerà i suoi fan con un mix di pezzi inediti, arrangiamenti unplugged e le versioni più appassionanti delle sue hit di maggiore successo. Che si tratti di un pezzo pop o di musica classica, David Garrett stupirà ancora una volta con la sua strabiliante virtuosità. Il suo nuovo show, tanto elettrizzante quanto intimo, ha già stregato più di 200.000 fan nel tour di quest’anno.
Sin dagli esordi della sua carriera, David Garrett non ha mai permesso ai limiti dei vari generi musicali di contenerlo. Pertanto “UNLIMITED” è ben più del titolo di un tour: è la sua filosofia musicale, una passione per la creatività senza confini. Non solo è riuscito a creare un pubblico totalmente nuovo per il crossover e la musica classica, ma ha reso il violino lo strumento principale nella musica rock. David Garrett ha già stregato milioni di fan in tutto il mondo con le sue interpretazioni inebrianti di successi rock come “Purple Rain” o “Smells Like Teen Spirit”, i suoi struggenti adattamenti d’inni come “Nothing Else Matters” o “November Rain”, la sua interpretazione di brani pop celebri in tutto il mondo, come “Viva la vida” o “Hey Jude”, e i suoi arrangiamenti di melodie classiche come la “Sinfonia n. 5” di Beethoven o “Clair de Lune” di Debussy.
“Non vedo l’ora di proseguire con il tour ‘UNLIMITED –LIVE’ nel 2020, ora più che mai voglio accompagnare i miei fan in un emozionante viaggio musicale”, afferma David Garrett. “Con la mia band, i miei amici e i miei fan voglio celebrare la musica degli ultimi dieci anni.”
In più di un decennio di carriera crossover internazionale, David Garrett ha continuato a superare se stesso. Il Paganini delle pop star, il Jimi Hendrix dei violinisti, David Garrett è il “Violinista del Diavolo” dei nostri tempi, una superstar internazionale in grado di offuscare i confini tra Mozart e Metallica.
Osannato per essere stato il pioniere del crossover contemporaneo, e per il suo modo di suonare eccezionalmente virtuoso, è perfettamente a suo agio nell’eseguire dalle più complesse composizioni classiche con i migliori direttori d’orchestra e le orchestre del mondo, ai successi rock più apprezzati dal pubblico degli stadi. Ammirato da milioni di fan in tutto il mondo, David Garrett ha già venduto milioni di biglietti e vinto 24 dischi d’oro e 16 di platino in ogni angolo del mondo: da Hong Kong alla Germania, dal Messico a Taiwan, al Brasile e molti altri ancora. Sa combinare il carisma di una rock star con il virtuosismo innato solo ai migliori strumentisti dei nostri giorni.
Il tour è organizzato in collaborazione con International Music and Arts.

 

Acquista

 

Roma, 29 gennaio 2020

 

Pubblicato in News

“Il corsaro” con la coreografia di José Carlos Martínez in scena dall’1 all’8 marzo

Al Teatro Costanzi si anima la magia de Il corsaro con la nuova produzione coreografica di José Carlos Martínez, coreografo già étoile dell’Opéra di Parigi e Direttore della Compañía Nacional de Danza de España.
L’étoile, i primi ballerini, i solisti e il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma lo porteranno in scena da domenica 1 marzo fino a domenica 8 marzo. Gli ospiti internazionali Olesja Novikova e Leonid Sarafanov, Maia Makhateli e Kimin Kim condivideranno la scena con i talenti del Teatro. L’étoile Rebecca Bianchi, nel ruolo di Medora, sarà affiancata dal giovane e promettente Simone Agrò nel ruolo di Conrad. La solista Federica Maine sarà Medora per la recita scolastica del 4 marzo mattina.
La nuova produzione coreografica veste i costumi, di corsara ispirazione, e s’innesta nella preziosa scenografia, entrambi ideati e curati nel 2008 da Francesco Zito per la Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma.  Le luci sono di Vinicio Cheli.
Il Sovrintendente Carlo Fuortes dichiara: “Il Corsaro è un grande impegno con il quale dopo la Serata Jerome Robbins si rientra nel grande repertorio classico. Una produzione che nasce qui al Teatro dell’Opera nel 2008 ma che oggi riluce di nuova vita grazie alla ricostruzione coreografica del Maestro José Carlos Martínez. Balleranno i nostri talenti ma anche ospiti internazionali importanti e l’Orchestra sarà diretta da un grande conoscitore del Repertorio Russo, il Maestro Alexei Baklan”.
La Direttrice del Ballo Eleonora Abbagnato dichiara: “Il Corsaro per me, anche se non lo abbiamo mai ballato all’Opéra di Parigi, è sempre stato uno dei più importanti balletti del repertorio classico. Presentarlo a Roma con Martínez, collega e amico sincero, è un’opportunità unica. È un titolo classico ma molto “danzante”, fondamentale per i nostri interpreti. Presentare un classico con nuove coreografie è stimolante per i ballerini e per il pubblico, come abbiamo già fatto con Jean Guillame Bart a cui affidammo la rilettura de La Bella Addormentata: una linea, una strada da seguire. In sala abbiamo Rebecca Bianchi la nostra étoile che sarà Medora e Gulnara. Avremo grandi ospiti: Olesja Novikova, Leonid Sarafanov, Maia Makhateli, ma soprattutto Kimin Kim per la prima volta qui al Teatro dell’Opera”.
Il Corsaro, pur essendo stato concepito nei primi decenni dell’Ottocento, è considerato dagli studiosi uno dei grandi balletti della stagione tardo romantica. La sua genesi è molto complessa: il corpus del balletto ha attraversato un arco temporale molto esteso passando tra le mani di numerosi coreografi e compositori che hanno aggiunto, modificato e inventato. Nel 1826 a Milano e nel 1837 a Londra si affacciano sulla scena due prime versioni, rispettivamente Il Corsaro di Giovanni Galzerani e The Corsair di Ferdinand Albert, nelle quali si narrano le vicende avventurose della schiava Medora e del corsaro Conrad. La versione di riferimento, madre di tutte le altre, è da considerarsi quella parigina del 1856 di Joseph Mazilier. Dopo due anni viene rimontata, con aggiunte e modifiche, a San Pietroburgo da Jules Perrot, maestro di ballo presso i Teatri Imperiali, con il supporto di Marius Petipa, allora primo ballerino. Petipa, con il passare del tempo e con l’avanzamento della sua carriera, ne cura una nuova versione nel 1863 – aggiunge delle danze sulle note di Cesare Pugni, compositore del Balletto Imperiale – che nel 1899 si trasforma in una più completa con un nuovo pas de deux su musica di Drigo. Nel Novecento, esattamente nel 1931, il balletto è ripreso da Agrippina Vaganova, ma senza successo. Nel 1955 Pyotr Gusev ne propone una versione più snella e nel 1973 Konstantin Sergeyev realizza un nuovo allestimento per il Balletto del Kirov. Nel 1987 nasce una nuova versione Gusev-Slonimsky per il Balletto del Teatro Mariinskij. Nel 1998 approda negli Stati Uniti e nel 2007 in Europa. Nel 2008 al Teatro dell’Opera di Roma va in scena per la prima volta Il Corsaro di Viatcheslav Khomyakov.
Nel 2020 in prima assoluta arriva al Teatro dell’Opera di Roma la versione di José Carlos Martínez che ne parla così: “Ho apportato dei cambiamenti nella trama e nella suddivisione del balletto per rendere la drammaturgia, secondo me troppo complessa, più accessibile e chiara. Così ho ridotto la durata del balletto e ristrutturato la suddivisione affinché ci siano solo due atti con due scene in ogni atto. Ho eliminato il personaggio di Alì perché non aggiungeva nulla né all’azione né alla drammaturgia. In genere il Corsaro come balletto è una successione di variazioni per mostrare la tecnica degli interpreti con una drammaturgia molto confusa. Per me è fondamentale far capire al pubblico cosa sta succedendo sulla scena, così ho deciso di mettere in evidenza la storia portante, quella dei due personaggi Medora e Conrad, e di mantenere tutte le variazioni e i pas de deux che mostrano la tecnica dei ruoli principali e secondari, ma al servizio dell’azione. Ho mantenuto i momenti salienti della coreografia che ritroviamo in tutte le versioni: il pas de deux detto “del Corsaro” che generalmente vediamo nei gala, così come il “pas de bottes” o il “pas de six”. È molto importante rispettare questi momenti che sono stati trasmessi di generazione in generazione. Tengo molto alla tradizione e la rispetto: voglio che il pubblico rintracci nella mia versione dei legami con l’originale. Per il resto ho cercato di dare al balletto una maggiore fluidità perché penso che il balletto classico, oggi, debba essere danzato in maniera più dinamica. Come dicevo, prima di iniziare il lavoro con la compagnia, ho fatto un grande lavoro di suddivisione musicale e di rilettura della drammaturgia per renderla chiara e avere una base solida su cui sviluppare la mia versione. Questo processo di preparazione mi ha permesso di iniziare il lavoro in sala con le idee chiare, sapendo esattamente come volevo raccontare questa storia, dando al linguaggio coreografico la priorità. Inoltre il lavoro con il Balletto del Teatro dell’Opera di Roma mi ha molto arricchito. Ho avuto un ottimo scambio con gli interpreti che hanno incorporato ogni passo e gesto facendo delle proposte accattivanti. Sin dalle prime prove ho apprezzato la grande qualità del corpo di ballo, del loro lavoro omogeneo e sempre in ascolto. Ho coreografato l’intero balletto in tre settimane grazie alla loro collaborazione che mi ha permesso di iniziare fin da subito a lavorare a tutti quei piccoli dettagli che fanno la differenza e di affrontare questa prima senza stress”.
L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma è diretta da Alexei Baklan.

 

Roma, 20 febbraio 2020

Pubblicato in News